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	<title>Commenti a: Studenti in lotta</title>
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	<description>Dio è morto, Marx pure... e anche io oggi non mi sento tanto bene (W. Allen)</description>
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		<title>Di: Ciro</title>
		<link>http://mariarubini.wordpress.com/2008/12/07/986/#comment-1588</link>
		<dc:creator>Ciro</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 20:17:58 +0000</pubDate>
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		<description>A Cuba ci sono stato, proprio in una di quelle brigate di lavoro volontario di cui parli, ti dirò di più, conosco piuttosto bene alcune/i compagni/e dell&#039;ICAP, con i quali si collabora anche qui in Italia. Con tutti i limiti, le difficoltà e le contraddizioni (inevitabili) che può avere il sistema cubano, sono convinto che sia di gran lunga più democratico delle &#039;democrazie&#039; rappresentative occidentali. Che è cosa ben diversa dalle idiozie che siamo soliti sentir dire dai media mainstream imperialisti. Questo è doveroso dirlo. Ovviamente la verità non è mai &quot;super partes&quot; per chi ha davvero compreso i principi del materialismo dialettico, ma ha una base di classe nella nostra società, per questo si parla di &quot;nostra verità&quot;. Ed anche questo è doveroso dirlo per non rischiare di confonderla con l&#039;approccio relativistico proprio dell&#039;ideologia borghese, quella stessa ideologia che ha necessità di nascondersi nell&#039;ambiguità delle parole decontestualizzate al fine di risultare sofistificamente efficace. Mi sembra che qualcosa di muove, perchè quello che scrivi adesso è piuttosto diverso da ciò che scrivevi prima... si stanno restringendo gli spazi dell&#039;ambiguità o stai cominciando a ragionare seriamente? Ai posteri l&#039;ardua sentenza...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A Cuba ci sono stato, proprio in una di quelle brigate di lavoro volontario di cui parli, ti dirò di più, conosco piuttosto bene alcune/i compagni/e dell&#8217;ICAP, con i quali si collabora anche qui in Italia. Con tutti i limiti, le difficoltà e le contraddizioni (inevitabili) che può avere il sistema cubano, sono convinto che sia di gran lunga più democratico delle &#8216;democrazie&#8217; rappresentative occidentali. Che è cosa ben diversa dalle idiozie che siamo soliti sentir dire dai media mainstream imperialisti. Questo è doveroso dirlo. Ovviamente la verità non è mai &#8220;super partes&#8221; per chi ha davvero compreso i principi del materialismo dialettico, ma ha una base di classe nella nostra società, per questo si parla di &#8220;nostra verità&#8221;. Ed anche questo è doveroso dirlo per non rischiare di confonderla con l&#8217;approccio relativistico proprio dell&#8217;ideologia borghese, quella stessa ideologia che ha necessità di nascondersi nell&#8217;ambiguità delle parole decontestualizzate al fine di risultare sofistificamente efficace. Mi sembra che qualcosa di muove, perchè quello che scrivi adesso è piuttosto diverso da ciò che scrivevi prima&#8230; si stanno restringendo gli spazi dell&#8217;ambiguità o stai cominciando a ragionare seriamente? Ai posteri l&#8217;ardua sentenza&#8230;</p>
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		<title>Di: Sal Fiore</title>
		<link>http://mariarubini.wordpress.com/2008/12/07/986/#comment-1579</link>
		<dc:creator>Sal Fiore</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 01:50:39 +0000</pubDate>
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		<description>BERLUSCONI: PRONTA L’UNIVERSITA’ DEL PENSIERO LIBERALE
Una cena alla quale parteciperanno Tony Blair e altri capi di stato e di governo terra’ a battesimo l’universita’ del pensiero liberale. Lo ha annunciato Silvio Berlusconi durante la cena con i deputati azzurri.

——————————————————————————-

Non credete che questa dovebbe essere una cena con una massiccia manifestazione di protesta?. e non pensate di dire che saranno universita’ private e che dobbiamo stare in silenzio. anzi a maggior ragione dovrebbero essere sabotate perche’ il pensiero deve essere libero e non liberale, pubblico e non competitivo privatizzato. che blair volesse esportare la terza via in italia gia con l’abolizione dell’art. 18 si sapeva anni fa. ma fu duramente respinto in maniera massiccia.

sal</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>BERLUSCONI: PRONTA L’UNIVERSITA’ DEL PENSIERO LIBERALE<br />
Una cena alla quale parteciperanno Tony Blair e altri capi di stato e di governo terra’ a battesimo l’universita’ del pensiero liberale. Lo ha annunciato Silvio Berlusconi durante la cena con i deputati azzurri.</p>
<p>——————————————————————————-</p>
<p>Non credete che questa dovebbe essere una cena con una massiccia manifestazione di protesta?. e non pensate di dire che saranno universita’ private e che dobbiamo stare in silenzio. anzi a maggior ragione dovrebbero essere sabotate perche’ il pensiero deve essere libero e non liberale, pubblico e non competitivo privatizzato. che blair volesse esportare la terza via in italia gia con l’abolizione dell’art. 18 si sapeva anni fa. ma fu duramente respinto in maniera massiccia.</p>
<p>sal</p>
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		<title>Di: Maria Rubini</title>
		<link>http://mariarubini.wordpress.com/2008/12/07/986/#comment-1539</link>
		<dc:creator>Maria Rubini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 07:44:27 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Mario, bentornato.
La tua depressione è comprensibile (anche se, lo ammetto, deprime anche me, visto che tu sei uno di quelli che quando ho avuto io il morale a terra hai contribuito a risollevarlo). Il Movimento dell&#039; Onda continua, va avanti, nonostante i media la diano quasi per morta. Tu dici che il movimento non è interessato alle posizioni di RC. In verità il movimento non è interessato a nessuna posizione di nessun parito, ed è un bene. Va bene così. Tutto questo non nasce per spinta di nessun partito. Perchè mai l&#039;Onda doverbbe essere interessata a noi o a chiunque altro? Però Mario, non per minimizzare le problematiche che tu poni, ma ti faccio presente che tra i professori e gli studenti del Movimento ci sono molti compagni e compagne di partito. Quindi siamo immersi certo nella realtà, altrochè! Solo che non lo facciamo portando innanzi il vessillo, ed è giusto così. 
Poi Mario nessuno recita. Siamo davanti ad una sconfitta storica per la sinistra. Siamo fuori dal Parlamento e questo sognifica rimettersi in discussione. Errori di anni non li puoi correggere seduta stante, le conseguenza si sono riversate non solo sulla classe dirigente ma anche sui militanti. Rimettere &quot;ordine&quot; prima alle idee e poi all&#039;azione non è un&#039;impresa nè facile nè realizzabile in tempi brevi.
Riguardo i &quot;giustizialisti&quot; non cambio idea sui di loro. Se il paese ha svoltato a destra è non solo per colpa degli errori della sinistra ma anche per il vento dell&#039;antipolitica che alcuni signori hanno contribuito ad alimentare. Ciò non toglie che questi stessi non dicano o non facciano anche cose giuste e rispettabili, tanto che Rifondazione non si risparmia dall&#039;affiancare molte delle loro iniziative. 
Su con la vita Mario. Non c&#039;è tempo nè per la desolazione nè per la depressione. E&#039; tempo di lotta sempre e comunque.

Un forte abbraccio e come sempre forza Juve! :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Mario, bentornato.<br />
La tua depressione è comprensibile (anche se, lo ammetto, deprime anche me, visto che tu sei uno di quelli che quando ho avuto io il morale a terra hai contribuito a risollevarlo). Il Movimento dell&#8217; Onda continua, va avanti, nonostante i media la diano quasi per morta. Tu dici che il movimento non è interessato alle posizioni di RC. In verità il movimento non è interessato a nessuna posizione di nessun parito, ed è un bene. Va bene così. Tutto questo non nasce per spinta di nessun partito. Perchè mai l&#8217;Onda doverbbe essere interessata a noi o a chiunque altro? Però Mario, non per minimizzare le problematiche che tu poni, ma ti faccio presente che tra i professori e gli studenti del Movimento ci sono molti compagni e compagne di partito. Quindi siamo immersi certo nella realtà, altrochè! Solo che non lo facciamo portando innanzi il vessillo, ed è giusto così.<br />
Poi Mario nessuno recita. Siamo davanti ad una sconfitta storica per la sinistra. Siamo fuori dal Parlamento e questo sognifica rimettersi in discussione. Errori di anni non li puoi correggere seduta stante, le conseguenza si sono riversate non solo sulla classe dirigente ma anche sui militanti. Rimettere &#8220;ordine&#8221; prima alle idee e poi all&#8217;azione non è un&#8217;impresa nè facile nè realizzabile in tempi brevi.<br />
Riguardo i &#8220;giustizialisti&#8221; non cambio idea sui di loro. Se il paese ha svoltato a destra è non solo per colpa degli errori della sinistra ma anche per il vento dell&#8217;antipolitica che alcuni signori hanno contribuito ad alimentare. Ciò non toglie che questi stessi non dicano o non facciano anche cose giuste e rispettabili, tanto che Rifondazione non si risparmia dall&#8217;affiancare molte delle loro iniziative.<br />
Su con la vita Mario. Non c&#8217;è tempo nè per la desolazione nè per la depressione. E&#8217; tempo di lotta sempre e comunque.</p>
<p>Un forte abbraccio e come sempre forza Juve! <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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	<item>
		<title>Di: Mario</title>
		<link>http://mariarubini.wordpress.com/2008/12/07/986/#comment-1537</link>
		<dc:creator>Mario</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 01:13:03 +0000</pubDate>
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		<description>Torno a leggere dopo tante settimane, Maria, ma mi deprimo. Mi deprimo anche da Ramon. C&#039;è troppa autoreferenzialità, troppo vuoto, e nessuna reale volontà di  comprensione delle realtà che a parole si dice di &quot;studianre&quot; e su cui si vuole &quot;incidere&quot;. Tra i tantissimi colleghi e studenti che sono impegnati in prima linea nella scuola e nell&#039;università non ce n&#039;è uno ormai che sia davvero interessato a sapere quali sono le fantasmatiche posizioni di RC, a parte lo stucchevole e poco convinto (recitato a memoria, direi) sciocchezzaio demagogico su baroni e neoliberismo, tutto di seconda mano e senza nessun ancoraggio ai dati del reale. RC è fuori ormai, mentre gli altri sono avanti ed elaborano, fanno, propongono. Il gruppo dirigente ai vari livelli appare solo come piccolo ceto politico che tenta disperatamente di salvarsi, dividendosi le parti in commedia. Una parte recitando, fiaccamente, il ruolo degli &quot;identitari&quot;, una parte recitando, ancor più fiaccamente, il ruolo dei nuovi e moderni &quot;socialisti&quot;. Valori, passioni, interessi, cultura e ancoraggio nel reale, zero. Disastroso, ma soprattutto, e fatalmente, inutile, irrilevante, ininfluente. Nascerà qualcosa di nuovo e di aderente alla realtà umana sempre in evoluzione e in movimento, ma non mi sembra che potrà nascere dalle ceneri di RC e degli altri esangui partitelli superstiti. Come il movimento socialista non nacque dalle ceneri dei giacobini. Speriamo solo che non passi troppo tempo, perché non si vede davvero nessuna reazione, nessuno scatto nel paese. Siamo al patetico di Luxuria e dell&#039;isola dei famosi. Che spettacolo deprimente. Per finire... lo so come la pensi in merito, ma se ti guardi un po&#039; più da vicino quello che succede tra Roma, Salerno, e Catanzaro, forse tu e Ramon potreste apprezzare un po&#039; di più quello che i &quot;giustizialisti&quot; da voi tanto odiati avevano cercato di fare per salvare quel po&#039; di democrazia concreta che è rimasta in Italia. Sarebbe meglio ripartire dalla realtà italiana di oggi, profondamente intrisa di atteggiamenti e comportamenti criminogeni, invece che inseguire una surreale linea zapatista &quot;occidentale&quot;. Scusami Marì, ma è che provo tanta pena e tanta rabbia a vedere come anche noi, nel nostro piccolissimo e ostinato ottuso angoletto, contribuiamo a fottere il paese. Pur con le migliori intenzioni di questo mondo, che astrattamente condividiamo tutti. In qualche modo devo rendere atto a Gabriele di aver visto giusto su  certe cose, anche se poi la sua soluzione si appoggia unicamente sulla speranza, ovvero illusione, riposta in Vendola. Molto desolato, ti saluto comunque caramente, sperando in tempi migliori. E va bene, perché no, forza Juve... sempre italiani siamo, no...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Torno a leggere dopo tante settimane, Maria, ma mi deprimo. Mi deprimo anche da Ramon. C&#8217;è troppa autoreferenzialità, troppo vuoto, e nessuna reale volontà di  comprensione delle realtà che a parole si dice di &#8220;studianre&#8221; e su cui si vuole &#8220;incidere&#8221;. Tra i tantissimi colleghi e studenti che sono impegnati in prima linea nella scuola e nell&#8217;università non ce n&#8217;è uno ormai che sia davvero interessato a sapere quali sono le fantasmatiche posizioni di RC, a parte lo stucchevole e poco convinto (recitato a memoria, direi) sciocchezzaio demagogico su baroni e neoliberismo, tutto di seconda mano e senza nessun ancoraggio ai dati del reale. RC è fuori ormai, mentre gli altri sono avanti ed elaborano, fanno, propongono. Il gruppo dirigente ai vari livelli appare solo come piccolo ceto politico che tenta disperatamente di salvarsi, dividendosi le parti in commedia. Una parte recitando, fiaccamente, il ruolo degli &#8220;identitari&#8221;, una parte recitando, ancor più fiaccamente, il ruolo dei nuovi e moderni &#8220;socialisti&#8221;. Valori, passioni, interessi, cultura e ancoraggio nel reale, zero. Disastroso, ma soprattutto, e fatalmente, inutile, irrilevante, ininfluente. Nascerà qualcosa di nuovo e di aderente alla realtà umana sempre in evoluzione e in movimento, ma non mi sembra che potrà nascere dalle ceneri di RC e degli altri esangui partitelli superstiti. Come il movimento socialista non nacque dalle ceneri dei giacobini. Speriamo solo che non passi troppo tempo, perché non si vede davvero nessuna reazione, nessuno scatto nel paese. Siamo al patetico di Luxuria e dell&#8217;isola dei famosi. Che spettacolo deprimente. Per finire&#8230; lo so come la pensi in merito, ma se ti guardi un po&#8217; più da vicino quello che succede tra Roma, Salerno, e Catanzaro, forse tu e Ramon potreste apprezzare un po&#8217; di più quello che i &#8220;giustizialisti&#8221; da voi tanto odiati avevano cercato di fare per salvare quel po&#8217; di democrazia concreta che è rimasta in Italia. Sarebbe meglio ripartire dalla realtà italiana di oggi, profondamente intrisa di atteggiamenti e comportamenti criminogeni, invece che inseguire una surreale linea zapatista &#8220;occidentale&#8221;. Scusami Marì, ma è che provo tanta pena e tanta rabbia a vedere come anche noi, nel nostro piccolissimo e ostinato ottuso angoletto, contribuiamo a fottere il paese. Pur con le migliori intenzioni di questo mondo, che astrattamente condividiamo tutti. In qualche modo devo rendere atto a Gabriele di aver visto giusto su  certe cose, anche se poi la sua soluzione si appoggia unicamente sulla speranza, ovvero illusione, riposta in Vendola. Molto desolato, ti saluto comunque caramente, sperando in tempi migliori. E va bene, perché no, forza Juve&#8230; sempre italiani siamo, no&#8230;</p>
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		<title>Di: mirco pereira</title>
		<link>http://mariarubini.wordpress.com/2008/12/07/986/#comment-1530</link>
		<dc:creator>mirco pereira</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 18:08:53 +0000</pubDate>
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		<description>Un mondo diverso è possibile, basta limare alcune cose in mondi già esistenti.....proviamoci a lavorare tutti assieme.
Saluti comunisti (veri) Mirco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un mondo diverso è possibile, basta limare alcune cose in mondi già esistenti&#8230;..proviamoci a lavorare tutti assieme.<br />
Saluti comunisti (veri) Mirco.</p>
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	<item>
		<title>Di: Maria Rubini</title>
		<link>http://mariarubini.wordpress.com/2008/12/07/986/#comment-1523</link>
		<dc:creator>Maria Rubini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 12:32:49 +0000</pubDate>
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		<description>Questa volta mi trovo d&#039;accordo con Mirco.
Mi piacerebbe riuscissimo tutti ad uscire dalla dimensione dell&#039;attacco personale e non alle idee. Anche io varie volte non ho apprezzato i toni di Mirco e ho risposto a tono. E&#039; giusto rispettare le opinioni di altri, quando queste ovviamente non offendono chi crede che invece, nonostante le critiche legittime a tante cose che nei sistemi socialisti non vanno, un mondo diverso sia ancora possibile. Il confronto è costruttivo, indubbiamente, quando questo però non va ad arizogogolarsi incalzando nel trovare i peli nell&#039;uovo e a non guardare le travi che abbiamo negli occhi. In quel caso è davvero intollerabile e decisamnte distruttivo e non costruttivo.
Buon inizio di giornata a Cuba!!

Un saluto a tutti e un abbraccio a Ciro e a Mirco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questa volta mi trovo d&#8217;accordo con Mirco.<br />
Mi piacerebbe riuscissimo tutti ad uscire dalla dimensione dell&#8217;attacco personale e non alle idee. Anche io varie volte non ho apprezzato i toni di Mirco e ho risposto a tono. E&#8217; giusto rispettare le opinioni di altri, quando queste ovviamente non offendono chi crede che invece, nonostante le critiche legittime a tante cose che nei sistemi socialisti non vanno, un mondo diverso sia ancora possibile. Il confronto è costruttivo, indubbiamente, quando questo però non va ad arizogogolarsi incalzando nel trovare i peli nell&#8217;uovo e a non guardare le travi che abbiamo negli occhi. In quel caso è davvero intollerabile e decisamnte distruttivo e non costruttivo.<br />
Buon inizio di giornata a Cuba!!</p>
<p>Un saluto a tutti e un abbraccio a Ciro e a Mirco.</p>
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		<title>Di: mirco pereira</title>
		<link>http://mariarubini.wordpress.com/2008/12/07/986/#comment-1522</link>
		<dc:creator>mirco pereira</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 12:18:23 +0000</pubDate>
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		<description>Bene Ciro, ti rispondo alla tua lunga chaiccherata. Qui sono le sei del mattino, come vedi il mio opportunismo borghese mi porta ad un duro lavoro.Premetto che forse farebbe piacere a Maria, se ci rispondiamo privatamente,Ella ha la mia e-mail, che dò il consenso a dartela.
Ora ti rispondo in maniera rapida e pubblica.
Che tu non sia d&#039; accordo con me la cosa non mi stupisce, le corbellerie che dico sono idee mie maturate, con la mia esperienza, sicuramente diversa dalla tua. Nella mia vita ho sempre espresso le  idee, liberamente e alle volte ho pagato di persona. Non mi sento offeso se qualcuno mi critica, anche con violenza, anzi se tu mi rispondi vuol dire che ti ho dato un interesse, e la cosa è reciproca. Per il fatto delle elezioni cubane, ho dato il mio parere, costituito in anni di esperienza cubana, il discorso è lungo e complicato, e se vuoi te lo spiego privatamente, non per convincerti di alcun che, ma solo per dirti delle cose che forse non conosci. La tua ortossia, comunista mi piace, forse sono un borghesuccio, perchè amo ironizzare, e scherzare, non per esorcizare delle sconfitte come tu pensi, anzi per sicurezza delle mie vittorie. Nella mia umile vita ho fatto delle scelte molto precise, aiuto economie depresse, porto la mia esperienza per combattere i poteri forti, che opprimono la povera gente, in cambio ricevo felicità e soddisfazione, ma tu sostanzialmenti ignori quello che faccio.Ti invito qui a Cuba, e se vuoi te lo organizzo, un periodo con le brigate internazionali di solidarietà volontaria, cosi&#039; lavorando assieme capisci di che sto parlando. Se vi interessa,a tutti, stiamo organizando, in Bolivia, un progetto di lavoro sulla ristruturazione, di alcune vecchie miniere, un paio di settimane di vacanze intelligenti.
Per quanto riguarda la frase del compagno Hugo, è il mio sentiero di vita,
sin miedo, quando si dicono le nostre verità, Hugo dice le &quot;nostra verità&quot;,
non la verità, dando un significato diverso alla frase da citata. Ignoro la tua eta&#039; e chi sei, però trovo interessanti le tue idee. Magari e rinnovo il mio invito, di sentirci in privato, potremmo avere un confronto piu&#039; approfondito, e chi sa che non risvegli in me una sana voglia rivoluzionaria.
Fraterni saluti (borghesi) e comunisti Mirco.
opss ancora con la mia ironia...chiedo venia compagno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bene Ciro, ti rispondo alla tua lunga chaiccherata. Qui sono le sei del mattino, come vedi il mio opportunismo borghese mi porta ad un duro lavoro.Premetto che forse farebbe piacere a Maria, se ci rispondiamo privatamente,Ella ha la mia e-mail, che dò il consenso a dartela.<br />
Ora ti rispondo in maniera rapida e pubblica.<br />
Che tu non sia d&#8217; accordo con me la cosa non mi stupisce, le corbellerie che dico sono idee mie maturate, con la mia esperienza, sicuramente diversa dalla tua. Nella mia vita ho sempre espresso le  idee, liberamente e alle volte ho pagato di persona. Non mi sento offeso se qualcuno mi critica, anche con violenza, anzi se tu mi rispondi vuol dire che ti ho dato un interesse, e la cosa è reciproca. Per il fatto delle elezioni cubane, ho dato il mio parere, costituito in anni di esperienza cubana, il discorso è lungo e complicato, e se vuoi te lo spiego privatamente, non per convincerti di alcun che, ma solo per dirti delle cose che forse non conosci. La tua ortossia, comunista mi piace, forse sono un borghesuccio, perchè amo ironizzare, e scherzare, non per esorcizare delle sconfitte come tu pensi, anzi per sicurezza delle mie vittorie. Nella mia umile vita ho fatto delle scelte molto precise, aiuto economie depresse, porto la mia esperienza per combattere i poteri forti, che opprimono la povera gente, in cambio ricevo felicità e soddisfazione, ma tu sostanzialmenti ignori quello che faccio.Ti invito qui a Cuba, e se vuoi te lo organizzo, un periodo con le brigate internazionali di solidarietà volontaria, cosi&#8217; lavorando assieme capisci di che sto parlando. Se vi interessa,a tutti, stiamo organizando, in Bolivia, un progetto di lavoro sulla ristruturazione, di alcune vecchie miniere, un paio di settimane di vacanze intelligenti.<br />
Per quanto riguarda la frase del compagno Hugo, è il mio sentiero di vita,<br />
sin miedo, quando si dicono le nostre verità, Hugo dice le &#8220;nostra verità&#8221;,<br />
non la verità, dando un significato diverso alla frase da citata. Ignoro la tua eta&#8217; e chi sei, però trovo interessanti le tue idee. Magari e rinnovo il mio invito, di sentirci in privato, potremmo avere un confronto piu&#8217; approfondito, e chi sa che non risvegli in me una sana voglia rivoluzionaria.<br />
Fraterni saluti (borghesi) e comunisti Mirco.<br />
opss ancora con la mia ironia&#8230;chiedo venia compagno.</p>
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		<title>Di: Salvatore Fiore</title>
		<link>http://mariarubini.wordpress.com/2008/12/07/986/#comment-1519</link>
		<dc:creator>Salvatore Fiore</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 22:04:04 +0000</pubDate>
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		<description>La domanda d’impiego degli studenti universitari

Il Processo di Bologna sviluppa la sua retorica con il discorso della domanda e dell’ offerta di impiego degli studenti; questa retorica e’ il punto cardine nella ridefinizione dell’universita’ come parte integrante del sistema economico.  

Il Processo di Bologna promuove il cosiddetto “Diploma Supplement” (che sarebbe un documento su cui sono riportate le informazioni relative al titolo/qualifica ottenuta) per dare la possibilita’ di comparare i vari titoli rilasciati dagli enti di istruzione in tutta Europa. Le finalita’ di tale documento sono quelle di rendere il sistema d’istruzione universitario europeo piu’ omogeneo e competitivo a livello internazionale.

La retorica del Processo di Bologna e’ positiva e promettente, poiche’ implica il fatto che gli studenti avranno accesso ad una maggiore domanda di impiego ed una maggiore possibilita’ di impiego. Questa retorica utilizza un vocabolario organizzato specificatamente: il vocabolario della meritocrazia.

In realta’ le cose non sono poi cosi’ promettenti poiche’ i meccanismi del mercato sono liberi di determinare le strutture dell’economia, la natura e la tipologia dell’impiego e di tutto quello che costituisce il merito ed  il valore di tale merito e dei titoli conseguiti.

Tutto questo fa si’ che la conoscenza venga concettualizzata come strumento al servizio della tecnocrazia. In questo modo la conoscenza viene anche separata dalla sua base epistemologica rendendola piu’ instabile e piu’ dipendente al diretto servizio dei padroni. 

Per il processo di Bologna e’ quindi la domanda di impiego dei laureati o diplomati a guidare la stuttura dei corsi di insegnamento universitari, a tal punto che lauree vengono “prodotte” direttamente su misura di prodotti esistenti in commercio. Le aspettative e le responsabilita’ degli studenti e dei datori riguardo tali qualifiche universitarie, reinforzano un’approccio di tipo competitivo-individualistico allo studio, mentre gli studenti sentono a tutti gli effetti di competere come potenziali avversari nel mercato del lavoro.

Questo modo di concepire l’educazione universitaria inibisce lo scambio della conoscenza tra le parti in un modo disinteressato ed inoltre ostacola la disseminazione delle idee che non sono conformi all’ideologia del libero mercato, tra accademici e studiosi. La situazione e’ complicata anche dal fatto che il libero mercato e’ messo in una posizione privilegiata  e premia le universita’ che “sfornano” i laureati che trovano un’immediato impiego dopo il conseguimento del titolo. L’universita’ diventa a quel punto una vera e propria macchina da salsicce che tritura lauree e studenti pur di ottenere una reputazione sempre maggiore e di aumentare il proprio share di mercato.   

I neoliberal vogliono fare dell’istruzione universitaria una merce da scambio su un libero mercato e giustificano questo dicendo che tale operazione garantira’ a maggior ragione il merito. In altre parole, la domanda di impiego dei laureati deve trainare tutto il settore ed essere aperta a chiunque; le pratiche di restrizione di ammissione all’universita’ vengono abolite. Ma nel contempo vengono trasferite le pratiche, i valori ed i processi amministrativi dal settore privato nelle universita’, permettendo cosi’ la cosiddetta competizione di determinare la qualita’ dell’ istruzione ed il successo individuale dei laureati. 

In tutto questo marasma vi e’ poco da discutere sul ruolo della meritocrazia che viene imposta dall’essere selvaggio del libero mercato. Vi e’ poco da discutere sulla integrita’ e l’onesta’ intellettuale del duro lavoro fatto da docenti, studiosi e ricercatori in maniera disinteressata che non ha come obiettivo l’accumulo o la generazione di capitale.

Le priorita’ economiche del neoliberismo hanno gia’ fissato quale e’ il significato della meritocrazia. In altre parole, meritocrazia per il neoliberismo e’ la capacita’ di dimostrare quanto l’ideologia e’ stata  assorbita ed accettata dal laureato che si appresta ad un nuovo lavoro. 
Certamente non sono premiati gli studenti che contribuiscono in maniera disinteressata o che studiano senza  l‘ obiettivo di  conseguire un titolo che non sia frutto di una competizione.
 
In Inghilterra gli effetti  del neoliberismo e delle politiche universitarie dei New Labour sono chiari. In Inghilterra vi e’ una dipendenza da studenti stranieri (specialmente dalla Cina) che  frequentano corsi dopo-laurea, poiche’ gli studenti Inglesi perferiscono trovare un impiego o un lavoro che dia loro indipendenza economica.
  
Vi e’ inoltre una competitivita’ tra le universita’ che e’ stimolata dalle classifiche o “league tables”. Tali classifiche sono stilate da lobbies e si basano su criteri che sono alieni agli interessi delle popolazioni locali. Infatti la mobilita’ e la qualita’ dei laureati e’ reinterpretata con il prestigio e l’appartenenza ad una universita’ e la posizione in classifica della stessa, piuttosto che con le dimensioni qualitative delle comunita’ e delle istituzioni della conoscenza.    

Coloro che si laureano nelle universita’ piu’ prestigiose hanno un piu’ facile accesso al mondo del lavoro. Infatti il prestigio conferito dalle classifiche ad una universita’ e’ generalmente preferito alla reputazione dell’ universita’ locale. Di contro, l’universita’ locale per sopravvivere si auto-promuove con marketing e pubblicita’ e si fregia di titoli come “universita’ con reputazione internazionale” per attrarre sempre piu’ giovani studenti dall’estero, prosciugando zone storicamente svantaggiate di cittadini sicuramente capaci ed abili. Questo accade alla faccia di una contraddizione evidente, ossia che, invece di prosciugare capabilita’ si dovrebbe invece facilitare lo sviluppo della conoscenza in un contesto localizzato affinche’ la stessa conoscenza possa poi localmente essere ridistribuita.
 
La domanda di impiego dei laureati in un mercato dell’educazione universitaria globale di massa si riduce ad una sola cosa; al mettere a punto una serie di competenze che sono spendibili su un mercato del lavoro che e’ continuamente instabile. Il risultato finale e’ che le universita’ si trasformano in vere e proprie industrie per la produzione di lauree.

Le universita’ ricevono incentivi economici e sono ricompensate poiche’ forniscono laureati al mercato del lavoro e fanno apparire gli obiettivi delle statistiche governative, riguardo l’accesso all’istruzione universitaria, credibili.  Ma chi beneficia realmente da tutte queste politiche sull’occupazione dei laureati sono i datori di lavoro, mente gli studenti (i loro genitori e le famiglie) pagano il conto.


Salvatore Fiore

COBAS UK</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La domanda d’impiego degli studenti universitari</p>
<p>Il Processo di Bologna sviluppa la sua retorica con il discorso della domanda e dell’ offerta di impiego degli studenti; questa retorica e’ il punto cardine nella ridefinizione dell’universita’ come parte integrante del sistema economico.  </p>
<p>Il Processo di Bologna promuove il cosiddetto “Diploma Supplement” (che sarebbe un documento su cui sono riportate le informazioni relative al titolo/qualifica ottenuta) per dare la possibilita’ di comparare i vari titoli rilasciati dagli enti di istruzione in tutta Europa. Le finalita’ di tale documento sono quelle di rendere il sistema d’istruzione universitario europeo piu’ omogeneo e competitivo a livello internazionale.</p>
<p>La retorica del Processo di Bologna e’ positiva e promettente, poiche’ implica il fatto che gli studenti avranno accesso ad una maggiore domanda di impiego ed una maggiore possibilita’ di impiego. Questa retorica utilizza un vocabolario organizzato specificatamente: il vocabolario della meritocrazia.</p>
<p>In realta’ le cose non sono poi cosi’ promettenti poiche’ i meccanismi del mercato sono liberi di determinare le strutture dell’economia, la natura e la tipologia dell’impiego e di tutto quello che costituisce il merito ed  il valore di tale merito e dei titoli conseguiti.</p>
<p>Tutto questo fa si’ che la conoscenza venga concettualizzata come strumento al servizio della tecnocrazia. In questo modo la conoscenza viene anche separata dalla sua base epistemologica rendendola piu’ instabile e piu’ dipendente al diretto servizio dei padroni. </p>
<p>Per il processo di Bologna e’ quindi la domanda di impiego dei laureati o diplomati a guidare la stuttura dei corsi di insegnamento universitari, a tal punto che lauree vengono “prodotte” direttamente su misura di prodotti esistenti in commercio. Le aspettative e le responsabilita’ degli studenti e dei datori riguardo tali qualifiche universitarie, reinforzano un’approccio di tipo competitivo-individualistico allo studio, mentre gli studenti sentono a tutti gli effetti di competere come potenziali avversari nel mercato del lavoro.</p>
<p>Questo modo di concepire l’educazione universitaria inibisce lo scambio della conoscenza tra le parti in un modo disinteressato ed inoltre ostacola la disseminazione delle idee che non sono conformi all’ideologia del libero mercato, tra accademici e studiosi. La situazione e’ complicata anche dal fatto che il libero mercato e’ messo in una posizione privilegiata  e premia le universita’ che “sfornano” i laureati che trovano un’immediato impiego dopo il conseguimento del titolo. L’universita’ diventa a quel punto una vera e propria macchina da salsicce che tritura lauree e studenti pur di ottenere una reputazione sempre maggiore e di aumentare il proprio share di mercato.   </p>
<p>I neoliberal vogliono fare dell’istruzione universitaria una merce da scambio su un libero mercato e giustificano questo dicendo che tale operazione garantira’ a maggior ragione il merito. In altre parole, la domanda di impiego dei laureati deve trainare tutto il settore ed essere aperta a chiunque; le pratiche di restrizione di ammissione all’universita’ vengono abolite. Ma nel contempo vengono trasferite le pratiche, i valori ed i processi amministrativi dal settore privato nelle universita’, permettendo cosi’ la cosiddetta competizione di determinare la qualita’ dell’ istruzione ed il successo individuale dei laureati. </p>
<p>In tutto questo marasma vi e’ poco da discutere sul ruolo della meritocrazia che viene imposta dall’essere selvaggio del libero mercato. Vi e’ poco da discutere sulla integrita’ e l’onesta’ intellettuale del duro lavoro fatto da docenti, studiosi e ricercatori in maniera disinteressata che non ha come obiettivo l’accumulo o la generazione di capitale.</p>
<p>Le priorita’ economiche del neoliberismo hanno gia’ fissato quale e’ il significato della meritocrazia. In altre parole, meritocrazia per il neoliberismo e’ la capacita’ di dimostrare quanto l’ideologia e’ stata  assorbita ed accettata dal laureato che si appresta ad un nuovo lavoro.<br />
Certamente non sono premiati gli studenti che contribuiscono in maniera disinteressata o che studiano senza  l‘ obiettivo di  conseguire un titolo che non sia frutto di una competizione.</p>
<p>In Inghilterra gli effetti  del neoliberismo e delle politiche universitarie dei New Labour sono chiari. In Inghilterra vi e’ una dipendenza da studenti stranieri (specialmente dalla Cina) che  frequentano corsi dopo-laurea, poiche’ gli studenti Inglesi perferiscono trovare un impiego o un lavoro che dia loro indipendenza economica.</p>
<p>Vi e’ inoltre una competitivita’ tra le universita’ che e’ stimolata dalle classifiche o “league tables”. Tali classifiche sono stilate da lobbies e si basano su criteri che sono alieni agli interessi delle popolazioni locali. Infatti la mobilita’ e la qualita’ dei laureati e’ reinterpretata con il prestigio e l’appartenenza ad una universita’ e la posizione in classifica della stessa, piuttosto che con le dimensioni qualitative delle comunita’ e delle istituzioni della conoscenza.    </p>
<p>Coloro che si laureano nelle universita’ piu’ prestigiose hanno un piu’ facile accesso al mondo del lavoro. Infatti il prestigio conferito dalle classifiche ad una universita’ e’ generalmente preferito alla reputazione dell’ universita’ locale. Di contro, l’universita’ locale per sopravvivere si auto-promuove con marketing e pubblicita’ e si fregia di titoli come “universita’ con reputazione internazionale” per attrarre sempre piu’ giovani studenti dall’estero, prosciugando zone storicamente svantaggiate di cittadini sicuramente capaci ed abili. Questo accade alla faccia di una contraddizione evidente, ossia che, invece di prosciugare capabilita’ si dovrebbe invece facilitare lo sviluppo della conoscenza in un contesto localizzato affinche’ la stessa conoscenza possa poi localmente essere ridistribuita.</p>
<p>La domanda di impiego dei laureati in un mercato dell’educazione universitaria globale di massa si riduce ad una sola cosa; al mettere a punto una serie di competenze che sono spendibili su un mercato del lavoro che e’ continuamente instabile. Il risultato finale e’ che le universita’ si trasformano in vere e proprie industrie per la produzione di lauree.</p>
<p>Le universita’ ricevono incentivi economici e sono ricompensate poiche’ forniscono laureati al mercato del lavoro e fanno apparire gli obiettivi delle statistiche governative, riguardo l’accesso all’istruzione universitaria, credibili.  Ma chi beneficia realmente da tutte queste politiche sull’occupazione dei laureati sono i datori di lavoro, mente gli studenti (i loro genitori e le famiglie) pagano il conto.</p>
<p>Salvatore Fiore</p>
<p>COBAS UK</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Libero</title>
		<link>http://mariarubini.wordpress.com/2008/12/07/986/#comment-1517</link>
		<dc:creator>Libero</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 18:05:42 +0000</pubDate>
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		<description>Bravo Ciro, quando ci vuole ci vuole............</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bravo Ciro, quando ci vuole ci vuole&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ciro</title>
		<link>http://mariarubini.wordpress.com/2008/12/07/986/#comment-1511</link>
		<dc:creator>Ciro</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 11:49:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://mariarubini.wordpress.com/?p=986#comment-1511</guid>
		<description>Ironia? Qualcuno l’ha definita come la malinconia degli spiriti superiori che si divertono con ciò che li rattrista, ma spesso questi spiriti che si ritengono superiori sono solo degli emeriti coglioni, mediocri borghesucoli che scottati dalle loro illusioni si ritirano in buon ordine nelle fila della loro classe di origine, perché hanno, in fondo in fondo, pensato che la rivoluzione fosse in giochetto per appagare il proprio ego e nella pratica hanno sempre rinunciato, politicamente, allo spirito di sacrificio.  
Ironia significa che quello che dici dovrebbe far ridere riuscendo al contempo a far pensare chi legge o ascolta, a me in tutta sincerità, quello che scrivi mi sembrano sostanzialmente cazzate; e a parte le precisazioni storiche con le quali ci si bea del proprio sussiego accademico, i comunisti sono sostanzialmente quelli che riescono a far prevalere l&#039;ottimismo della volontà sul pessimismo della ragione e non quelli che mirano ad affossare il primo con il secondo. 
Questo, in verità, è ciò che penso, e come dice Chavez, con la verità non temo e non offendo, e se tu ti ritieni offeso, allora è meglio che cominci a fare i conti con te stesso. Tu invece stai dimostrando si essere solo un volgare opportunista, si evince da quello che hai scritto nei post precedenti rispetto a come ti poni adesso, e dal numero di post che vedo su questo blog evidentemente la ricotta la fai proprio bene, offendendo per di più il Poder Popular, poiché quando dici che “il popolo cubano non deve rispondere a libere elezioni” dimostri tutta la sostanza del tuo pensiero (parole grosse) borghese. 
Gli esseri umani non si valutano per quello che dicono o pensano di sé (io ho fatto quella cosa... io sono stato lì... io sono quello che... io ho scritto questo... io faccio là...) ma da come agiscono nel presente. Forse è per questo che Marx prima di morire pare abbia pronunciato quelle fatidiche parole &quot;Tout ce que je sais, c&#039;est que je ne suis pas Marxiste&quot;, immagino che già all’epoca abbia avuto a che fare con patetici personaggi come te.
Saludos</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ironia? Qualcuno l’ha definita come la malinconia degli spiriti superiori che si divertono con ciò che li rattrista, ma spesso questi spiriti che si ritengono superiori sono solo degli emeriti coglioni, mediocri borghesucoli che scottati dalle loro illusioni si ritirano in buon ordine nelle fila della loro classe di origine, perché hanno, in fondo in fondo, pensato che la rivoluzione fosse in giochetto per appagare il proprio ego e nella pratica hanno sempre rinunciato, politicamente, allo spirito di sacrificio.<br />
Ironia significa che quello che dici dovrebbe far ridere riuscendo al contempo a far pensare chi legge o ascolta, a me in tutta sincerità, quello che scrivi mi sembrano sostanzialmente cazzate; e a parte le precisazioni storiche con le quali ci si bea del proprio sussiego accademico, i comunisti sono sostanzialmente quelli che riescono a far prevalere l&#8217;ottimismo della volontà sul pessimismo della ragione e non quelli che mirano ad affossare il primo con il secondo.<br />
Questo, in verità, è ciò che penso, e come dice Chavez, con la verità non temo e non offendo, e se tu ti ritieni offeso, allora è meglio che cominci a fare i conti con te stesso. Tu invece stai dimostrando si essere solo un volgare opportunista, si evince da quello che hai scritto nei post precedenti rispetto a come ti poni adesso, e dal numero di post che vedo su questo blog evidentemente la ricotta la fai proprio bene, offendendo per di più il Poder Popular, poiché quando dici che “il popolo cubano non deve rispondere a libere elezioni” dimostri tutta la sostanza del tuo pensiero (parole grosse) borghese.<br />
Gli esseri umani non si valutano per quello che dicono o pensano di sé (io ho fatto quella cosa&#8230; io sono stato lì&#8230; io sono quello che&#8230; io ho scritto questo&#8230; io faccio là&#8230;) ma da come agiscono nel presente. Forse è per questo che Marx prima di morire pare abbia pronunciato quelle fatidiche parole &#8220;Tout ce que je sais, c&#8217;est que je ne suis pas Marxiste&#8221;, immagino che già all’epoca abbia avuto a che fare con patetici personaggi come te.<br />
Saludos</p>
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