Archivio per Luglio 7, 2009

Azione Urgente Internazionale: Esecuzioni extragiudiziali all’aereoporto di Tegucigalpa in Honduras

Posted in America Latina, Politica con i tag , , , , on Luglio 7, 2009 by Maria Rubini
Città del Messico,  5 luglio 2009
AZIONE URGENTE INTERNAZIONALE: Esecuzione extragiudiziale evvenuta nell’aereoporto internazionale di Tegucigalpa in Honduras
Alberto Brunori
Rappresentante in Messico dell’Ufficio dell’Alto
Commissariato delle Nazioni Unite
per i Diritti Umani
Santiago Cantón
Segretario Esecutivo della CIDH
Navanethem Pillay
Alto Commissariato dell’ONU
Ai Governi e ai popoli del Mondo
La Lega Messicana per la Difesa dei Diritti Umani A.C. (Limeddh), La Fondazione Diego LuceroA.C., il Comitato dei Diritti Umani di las Huastecas e Sierra Orientale (CODHSSO), l’Associazione dei Familiari dei Detenuti Scomparsi e Vittime delle Violazioni dei Diritti Umani in Messico (AFADEM-FEDEAM), il Centro dei Diritti Umani Coordinatrice  28 Maggio A.C., l’Associazione dei Diritti Umani dello Stato del Messico (ADHEM), l’Associazione per la Difesa dei Diritti Umani e l’Uguaglianza di Genere (ADDHEG), la Rete Universitaria dei Monitori  dei Diritti Umani (RUMODH) ,l’Associazione Nazionale di Avvocati Democratici (ANAD), il Centro Nazionale  della Comunicazione Sociale (CENCOS) con domicilio postale nella Calle Tehuiztitla 1era cerrada n. 44 Col. Los Reyes Del. Coyoacan, C.P. 04330 Mèxico D.F. con numero telefonico e fax 56108790 mail denuncias.limeddh@gmail.com sollecita il vostro intervento urgente per l’esecuzione extragiudiziale avvenuta nell’aeroporto internazionale di Tonkontin in Honduras, per mano dei militari golpisti.
FATTI:
Il giorno  5 luglio del 2009, domenica, elementi dell’esercito dell’ Honduras hanno sparato contro un gruppo di cittadini hondureñi, giustiziandone due, uno dei quali minorenne e lasciando un numero  significativo di feriti, oltre ad aver evitato l’atterraggio dell’aereo che conduceva il presidente e una delegazione internazionale a capo della quale c’era il Segretario Generale della OEA, motivo per la quale si trovavano i civili giustiziati in quel luogo.
Il contesto nel quale avviene questa azione è dovuto all’arrivo del presidente dell’Honduras, Manuel Zelaya, a seguito del colpo di Stato realizzato dalle Forze Armate hondureñe e da settori ultraconservatori rappresentati dal Congresso Nazionale e dal Potere Giudiziario di tale  nazione, domenica 28 giugno  del 2009 contro il Presidente Costituzionale José Manuel Zelaya Rosales, che è stato  sequestrato e trasferito  alla Repubblica del Costa Rica violentando così la vita democratica del popolo hondureño.
Per quanto sopra sollecitiamo:
  1. All’Organizzazione delle Nazioni Unite, all’Organizzazione degli Stati americani, così come ai governi del mondo, che condannino questi delitti contro l’umanità e contribuiscano a che l’esercito deponga le armi nella comprensione che  che la sovranità degli stati non permette la violazione dei diritti umani.
  1. Alla diplomazia dei governi del mondo e alle organizzazioni multilaterali, dimostrare il loro  impegno per il rispetto dei diritti umani e le libertà fondamentali in qualsiasi parte del mondo affinchè i militari e quelli che detengono il potere di fatto in Honduras siano isolati e si dimettano.
  1. La soluzione di questo conflitto mediante il dialogo e non mediante l’uso della forza.
  1. Si chiede al Governo degli Stati Uniti d’America una posizione chiara rispetto ai fatti avvenuti in Honduras e che  metta a disposizione la sua diplomazia.
  1. Rispetto al legittimo ultilizzo dell’organizzazione politica da parte del popolo hondureño come mezzo di difesa dei suoi diritti fondamentali, riconosciuti a livello internazionale.
  1. Rispetto all’integrità fisica, psicologica e giuridica del popolo hondureño.
  1. Rispetto ai Trattati dei  Diritti Civili e Politici e ai Trattati  Internazionali ratificati dall’Honduras.
  1. In maniera generale conformare  le azioni a quanto disposto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e ai Trattati e Convenzioni Internazionali sui Diritti Umani e riferenti al rispetto della libertà di espressione , diritto alla manifestazione e libera circolazione ratificati dall’Honduras.
Per le organizzazioni:
Adrián Ramírez López
Presidente della Limeddh
Navanethem Pillay
Alta Comisionada de las Naciones Unidas para los Derechos Humanos
Oficina del Alto Comisionado para los Derechos Humanos
Palais des Nations, 8-14 avenue de la Paix, CH 1211 Ginebra 10, Suiza
Tel: +41 22 917 9000
Alberto Brunori
Representante en México de la oficina del Alto Comisionado de las Naciones Unidas para los
Derechos Humanos
Alejandro Dumas #165, Col. Polanco Delegación Miguel Hidalgo, C.P 11560, México D.F Tel:(52 55)5061-
6350 Fax: 5061-6358
Sr. Santiago Cantón
Secretario Ejecutivo de la Comisión Interamericana de Derechos Humanos
1889 F Street, N.W. Washington, D.C., 20006 U.S.A.
Tel: 202-458-6002 Fax: 202-458-3992
copia a : denuncias.limeddh@gmail.com

E’ morto Beppe Cremagnani. Buon vento, Beppe

Posted in Società con i tag , , on Luglio 7, 2009 by Maria Rubini

Pochi giorni fa abbiamo abbiamo rivisto “G8/2001, Fare un golpe e farla franca”, il film documentario di Beppe Cremagnani e Enrico Deaglio che racconta quei giorni di luglio in cui l’Italia si è svegliata e, al posto dello stivale, ha trovato un anfibio di celerino.
Sui titoli di coda, l’istinto è stato chiamare Beppe, per dirgli ancora una volta che bel lavoro hanno fatto, e quanto sia importante continuare a raccontare, in questo paese che dimentica troppo in fretta ogni disastro, inghiottito dal disastro del giorno dopo.

Poi era tardi, e non l’abbiamo chiamato, poi il giorno dopo c’era il lavoro, e non l’abbiamo chiamato, e poi, e poi. Errore. Non bisognerebbe mai rimandare.
E se domani esco di casa e mi cade un vaso in testa? E se finisco sotto a un tram? Lunedì Beppe è uscito di casa per fare un giro in bici e non è più tornato, stroncato da un infarto.
Era un grande giornalista, curioso, attento, onesto. Un giornalista vero, di quelli che consumano la suola delle scarpe, anziché il tasto del copiaincolla.
Era un grande amico, sempre preso da mille lavori ma sempre attento a chiedere come ti va la vita, e come va a quelli che ti sono vicino.
A Luisa, ai suoi figli e ai suoi colleghi va l’abbraccio di tutta la redazione di PeaceReporter.
A lui, se ci può sentire, quello che non abbiamo fatto in tempo a dirgli: bravo, Beppe. E grazie.

La redazione di PeaceReporter

Nato a Milano nel 1951, Giuseppe Cremagnani, da tutti conosciuto come Beppe, si è laureato in Giurisprudenza all’Università Statale di Milano.

Ben presto ha intrapreso la carriera di giornalista passando attraverso innumerovoli esperienze. Giornalista e autore televisivo, ha lavorato a la Repubblica e a l’Unità ed è stato autore di numerose trasmissione televisive: Milano, Italia; Il laureato; Inviato speciale; La nostra Storia; Ragazzi del 99; Vento del Nord; L’elmo di Scipio. E’ stato consulente della trasmissione «Che tempo che fa» e collaboratore con «Diario». Con la Luben Production, una delle sue ultime passioni, ha realizzato importanti film-documentari sulle cronache, tristi, delle vicende italiane degli ultimi anni: oltre a G8/2001 fare un golpe e farla franca, Quando c’era Silvio, Uccidete la Democrazia, L’Ultima Crociata e Gli imbroglioni.

L’ultima sua fatica, che stava presentando in questi giorni, è Governare con la paura-il G8 del 2001, i giorni nostri. Un libro e due dvd, raccolti in un cofanetto, raccontano la storia degli abusi del potere in Italia dal G8 di Genova ai giorni nostri. Il titolo, Governare con la paura, si riferisce alla strategia sperimentata nel luglio del 2001 per le strade del capoluogo ligure invase dai manifestanti no global. Finì in tragedia. Oggi gli stessi modi di operare vengono riproposti dai vari decreti sicurezza approvati dal governo Berlusconi. Mano dura contro i più deboli, gli extracomunitari, contro chi protesta e non si adatta alle regole imposte dall’alto. Sicurezza è la parola d’ordine in base alla quale l’opinione pubblica deve accettare nuove regole che limitano la libertà e i diritti dei singoli. “ Attenzione – avverte però il senatore Furio Colombo in un passo del film – sicurezza è il termine che ha spianato la via ai dittatori da Mussolini a Hitler, ed oggi a Putin”.

Puntare i riflettori su ciò che è accaduto in Abruzzo è il miglior modo per contrastare il G8. Forse l’unico efficace.

Posted in Politica, Società con i tag , , , , , on Luglio 7, 2009 by Maria Rubini

L’Aquila, 6 aprile 2009. Un devastante terremoto squarcia alle 3:32 della notte la terra d’Abruzzo, cambiandone il volto e facendo trecento vittime tra il capoluogo e la provincia.

Questo speciale raccoglie la cronaca degli inviati dell’ANSA sul luogo del disastro, approfondimenti sul patrimonio artistico e architettonico andato distrutto, con due documenti contenenti foto dei luoghi prima e dopo il disastro e le schede dei 44 gioielli da adottare.

A completare il dossier terremoto, gli approfondimenti sull’inchiesta e sulla ricostruzione, i pareri scientifici sul sisma e le interviste agli esperti, le storie piu’ significative, gallerie di foto e video.

http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/specialied/visualizza_new.html_988668455.html