Archivio per Luglio 23, 2009

Tangenti per il GAS nigeriano. Perquisita la sede di ENI.

Posted in Politica con i tag , , , on Luglio 23, 2009 by Maria Rubini
La procura di Milano ha avviato una nuova inchiesta per corruzione internazionale con al centro presunte tangenti pagate tra il ‘94 e il 2004 a politici locali da Tski, un consorzio internazionale, per ottenere gli appalti del gas in Nigeria. Tra gli indagati due manager della ex Snamprogetti, l’attuale Saipem

La procura di Milano ha avviato tempo fa una nuova inchiesta per corruzione internazionale con al centro presunte tangenti pagate tra il ‘94 e il 2004 a politici locali da Tski, un consorzio internazionale, per ottenere gli appalti del gas in Nigeria e che, per la parte italiana, vede indagati due manager della ex Snamprogetti (attuale Saipem) ma solo per il periodo 2002-2004. Nell’ambito delle indagini, come ha riportato nei girni scorsi il Corriere della Sera, venerdì sono state effettuate perquisizioni negli uffici del gruppo Eni a San Donato e in particolare nell’Area commerciale e nell’Audit interno dell’ex Snamprogetti.

L’inchiesta affidata ai pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, è una costola di quella nata tempo fa in Francia e che si è sviluppata in Gran Bretagna e negli Stati Uniti e si avvale delle dichiarazioni di Albert Jackson Stanley, il manager della multinazionale americana Kbr, una delle società che fa parte del consorzio Tski, che ‘e uscito dall’indagine in Texas concordando 7 anni di carcere. La vicenda delle tangenti versate dal consorzio Tskj – il cui nome lo si deve alle iniziali della francese Technip, della Snamprogetti, della texana Kbr (controllata dalla Halliburton) e dalla giapponese Jgc, ognuna delle quali partecipava con una quota del 25 per cento – è stata scoperta da un’inchiesta che dura da almeno 5 anni e che è nata dalla collaborazioni delle autorità giudiziarie di Francia (é stata la prima ad avviare accertamenti), Svizzera, Stati Uniti, Gran Bretagna.

Più di due anni fa, come risulta dalla documentazione delle indagini americane, il Texas aveva ottenuto dalla Procura di Milano – che aveva avviato l’inchiesta – la collaborazione per interrogare i due manager della Snamprogetti. I due dirigenti si erano difesi sostenendo che erano gli altri soci di Tskj, in particolare quelli statunitensi, a gestire tutti i rapporti con il governo nigeriano. Rapporti grazie ai quali, secondo le accuse, vennero versati 182 milioni di dollari in una decina di anni per ottenere gli appalti per la costruzione a Bonny Island di sei impianti per l’estrazione e il trasporto del gas liquefatto: 132 milioni sarebbero stati versati ai vertici (tra cui i tre ex presidenti Sani Abacha, Abdusolami Abubakar e Olusegun Obasanjo e l’ex ministro del petrolio Dan Etete) e 50 a politici di livello inferiore, tecnici e funzionari.

I documenti raccolti con la perquisizione a Eni potrebbero portare nuovi elementi all’inchiesta milanese, in vista della valutazione di nuove iscrizioni nel registro degli indagati, come quella della società del gruppo. Cosa che, però, è possibile ancora per un paio di settimane, dopo di che scatterebbe la prescrizione, a meno che non venga interrotta con qualche atto della magistratura in base all’articolo 22 della legge sulla responsabilità degli enti.