Mafia. E se chiudessimo la Commissione parlamentare antimafia?

La Commissione parlamentare antimafia è una di quelle Istituzioni che a mio modesto parere non serva a nulla, così come non serviva l’allora Alto Commissario per la lotta alla mafia. E’ un Ente tipicamente d’uso politico a che in verità non soddisfa affatto le esigenze di verità richieste non solo dai familiari delle vittime della mafia, ma in generale dagli italiani onesti. Tuttavia, la Commisione parlamentare antimafia, oltre ad essere inutile è anche vetusta: è nata nel 1962 e cos’ha prodotto sino ad oggi? La Commissione è la genuina esposizione del pensiero gattopardiano, “cambiare tutto per poi, come oggi, non cambiare assolutamente nulla”. Oggi la Commissione ha perso la possibilità di dare credibilità allo Stato; aveva l’obbligo di dare certezze e non fare ipotesi o porre domande.

Il suo presidente Beppe Pisanu, con la sua relazione sulla trattativa Stato-mafia, ha compiuto uno slalom per farci comprendere che “…ci fu almeno una trattativa tra uomini dello Stato privi di un mandato politico e uomini di Cosa nostra divisi tra loro e quindi privi anche loro di un mandato univoco e sovrano. Ci furono tra le due parti convergenze tattiche, ma strategie divergenti: i carabinieri del Ros volevano far cessare le stragi, i mafiosi volevano invece svilupparle fino a piegare”, Che significa, presidente, “convergenze, tattiche, privi di mandato univoco e sovrano”? Vorebbe farci intendere che soli gli uomini del ROS, in assoluta solitudine avrebbero condotto le trattative con Cosa nostra? Trovo anche puerile, per allontanare i sospetti dei politici, descrivere le trattative come una sorta di guardie e ladri, quasi a ridicolizzare i rapporti, peraltro già provati, tra Vito Ciancimino e i carabinieri.

Non vado oltre la lettura della relazione perchè la ritengo oscena e chiaramente viziata dal fine di “giustificare” la Casta. Insistere sull’ipotesi che la trattativa è stata un’iniziativa dell’Arma, senza il beneplacito del potere politico, è opinabile. Inoltre, offende la memoria di Falcone, Borsellino e di tutte le vittime delle stragi del 92/93. La relazione odierna, che chiude l’inchiesta della Commissione Antimafia sulla trattativa tra Stato-mafia, mi appare come un cocktail di copia-incolla, che qualsiasi “ragazzino” esperto d’informatica, può elaborare e scrivere. In buona sostanza, assomiglia ad uno di quei documenti stilati dai “servizi”, ne ho letti a centinaia, dove si fanno ipotesi e mai certezze. E allora mi chiedo: è mai possibile che per partorire una siffatta consclusione ci vogliano 25 senatori e 25 deputati? Non sarebbe il caso che la Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, venisse definitivamente soprressa? Tanto, le mafie in Italia, c’erano prima del 1962 e ci sono ancora oggi e di certo sono ancor più forti; che questa Commissione non sia stata in grado di apportare miglioramenti alla lotta alla mafia è sotto gli occhi di tutti; che non sia stata nemmeno in grado d’incidere per evitare le morti è altrettanto innegabile. E quindi, mi auguro che il prossimo Governo prenda in seria considerazioni l’opportunità di chiuderla, e trasferire le sue risorse in fondi a chi le indagini le sa fare e le fa seriamente.

Pippo Giordano

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