E fu sera e fu mattina. Sesto giorno. Maschio e Femmina li creò.

Seguendo le indicazioni bibliche dedicherò il giorno del sabato alla rubrica “Quelle che scassano”

Omaggio all’ On. Giuseppe Gianni, al quale tutte noi dobbiamo molto se non altro per averci illuminato come uno schiaffeggiamento di un’illuminazione Zen, esternando senza ipocrisia quello che pensano di noi tutti i nostri uomini, politici e non. Quindi onore al merito.

Per la cronaca ricordo che l’On. Giuseppe Gianni, Presidente della Commissione V – Cultura, Formazione e Lavoro, oltre che essere deputato dell’ Udc è uomo di classe, di citazioni colte e sempre pertinenti. Quando in Parlamento si parlò di “quote rosa” l’onorevolissimo deputato commentò:

“Le donne non ci devono scassare la minchia”

E come dargli torto. Quando ce vò ce vò! Comunque Daria Bignardi in una delle sue puntate di “Invasioni Barbariche” riuscì in un impresa ardua, costringendolo davanti ad alcune storie di vita vissuta e difficile, a fargli dire “Sono gli uomini che scassano la minchia alle donne”. Sono millenni che questo pensiero alberga dentro di noi, ma essendo noi il gentil sesso per pudore ci siamo sempre trattenute. Ringraziamo infinitamente il buon Dio perchè ci risparmia certe cadute di stile togliendo battute dalla nostra bocca e mettendole in bocca ai nostri politici.

In questa rubrica parlerò di probemi “Femminili”. Ma non di quel femminile che si occupa molto di consigliarmi rossetti scarpe biancheria intima e molto poco di aiutarmi a fare una coscienza critica. Chiariamo un punto essenziale. Oggi pare proprio che la parola “Femminismo” sia diventata un’insulto, uguale e contrario a “Maschilismo”, ignorando il fatto che il Femminismo nella sua forma primigenia e non inquinata dal separatismo promuove l’uguaglianza e non la sottomissione di un sesso all’altro. Il fatto che qualche androfoba si sia inventata il separatismo con la scusa di creare “un ambiente protetto per donne” non deve farci dimenticare quanto noi come donne dobbiamo al Movimento Femminista in termini di lotte e conquiste di emancipazione femmile. Oggi le nostre lotte non riguardano solo le pari opportunità tra uomini e donne ma riguardano anche la necessità o meno di criticare radicalmente le nozioni di “identità sessuale” e “identità di genere”, oppure di eliminare alla radice i ruoli, la subordinazione e/o l’oppressione femminili.

Quattro minuti di “Dettagli di poco conto – Appunti dal Femminismo”

2 Risposte to “E fu sera e fu mattina. Sesto giorno. Maschio e Femmina li creò.”

  1. Lasciando perdere quel Giannipinotto e le sue stupidaggini (ma rammentiamoci che non fu l’unico; o il livello di basso profilo dei maschietti, fu trasversale)il tuo post mi dà l’opportunità, di chiarire che la categoria storica del femminismo è composta dalle altre categorie storiche dei femminismi. Comprese le donne separatiste. Personalmente mi ritrovo nel femminismo della differenza la cui teorica è la filosofa Luce Irigaray.
    La quale (soltanto un accenno) a proposito del tema da te affrontato sull’identità di genere, scrive: “la donna non deve piegarsi a nessun modello di identità impostole: né dai genitori, né dall’amante, né dallo Stato, né dai figli(…) né dalla cultura in generale. La donna deve al contrario raccogliersi in se stessa per raggiungere la perfezione del suo genere(…) Rispetto a tale compito, volersi uguale all’uomo è un grave errore etico, perché così facendo la donna contribuisce a cancellare la realtà naturale e spirituale in un universo astratto al servizio di un solo padrone…Il naturale è costituito almeno di due: maschile e femminile, la natura non è una”..
    un abbraccio

  2. Hai fatto bene Flò a puntualizzare.

    Quando parlavo genericamente di Femminismo che promuove l’ uguaglianza, intendevo l’ uguaglianza sociale e non di genere. Del resto in Italia solo dal 1919 alla donna sono stati riconosciuti i diritti minimi, infatti le era permesso l’accesso nella pubblica amministrazione. I datori di lavoro non potevano assumere più del 10% di lavoratrici. La donna sarà l’angelo della casa e protettrice della razza. Solo nel 1948 quando entrerà in vigore la Costituzione, la donna avrà teoricamente gli stessi diritti dell’uomo, ma ci vorrà del tempo perché nella mentalità delle persone si fissino i principi dell’uguaglianza. Nel 1963 la donna può entrare nella magistratura, cosa che non le era stato possibile perché, secondo gli atti parlamentari, si pensava che non sarebbe stata in grado di giudicare. Tuttora la donna è in netta minoranza rispetto all’uomo in alcuni settori, quello politico e quello economico, non invece nel sociale, dove primeggia. Ma questo perché? Forse perché è già scoraggiata in partenza? Perché sono settori di potere? Perché un ruolo impegnativo non dà spazio alla famiglia? Certa è una cosa: dobbiamo percorrere ancora molta strada.

    Un abbraccio anche a te

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: