Perchè NO al Federalismo Egoista delle Destre

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Il Federalisnmo Fiscale è una di quelle riforme che avranno grande potenzialità di impatto sulla nostra vita quotidiana, la stravolgeranno, quindi è doveroso che la nostra attenzione dedichi ampio spazio all’informazione del dibattito politico-istituzionale. Lo sappiamo, i temi che ci stanno a cuore sono molti, ma questo dovrebbe primeggiare in assoluto, con tutto rispetto per la questione Russia-Usa-Obama e via discorrendo.

ll Ministro per la Semplificazione Normativa Roberto Calderoli, spiega come saranno le tasse con il federalismo fiscale in un intervista su Libero: “Il mio modello prevede, per esempio, che i Comuni oltre una certa dimensione potranno gestire i tributi stabiliti dallo Stato o dalle Regioni con una flessibilità che va da zero a 100: quel Comune potrà decidere se e come metterlo. Chi vive ad Avellino potrà confrontare cosa fa il Comune di Nembro (provincia di Bergamo) e vedere se paga di più o di meno e che servizi riceve in cambio”. Calderoli nega che si crei una concorrenza tra enti locali: “Preferisco parlare di confronto: il Comune avrà diritto di decidere deduzioni, detrazioni ed esenzioni. Per esempio potra’ scegliere se mettere una tassa sul turismo. O decidere di esentare gli alberghi per promuovere il settore”. Nuove tasse? No: “Io penso a cose nuove. Se abbiamo 10 tasse vorrei raggrupparle facendone una sola. Facendo pagare di meno al contribuente. Per lo Stato, riscuotere una tassa di piccola entità costa di più di quello che pensa di incassare. Meglio raggrupparle allora. Le tasse devono dipendere non dalla sede sociale di una società, ma da dove l’azienda lavora veramente, come nel caso delle aziende petrolifere che raffinano in Sicilia o Sardegna, regioni che devono quindi beneficiare di quelle imposte”. E su questo principio fra  Calderoli e il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, è stato trovato pieno accordo… e infatti tra rigassificatori, raffinerie e altre risorse energetiche, dalle casse gestite dalla Giunta di Raffaele Lombardo transitano ogni anno circa 30 miliardi di entrate erariali che però finiscono a Roma invece di rimanere al di là dello stretto. Se il progetto Calderoli dovesse passare farebbe un favore non solo ai Padani ma anche ai Siciliani.

Sì, e agli altri?

Il Federalismo Fiscale è una dottrina economico/politica volta a instaurare una proporzionalità diretta fra le imposte riscosse in una determinata area territoriale del paese (i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni) e le imposte effettivamente utilizzate dall’area stessa. Tale sistema, integrato e coordinato tra i vari livelli di governo dello Stato, prende il nome di fisco federale. (Wikipedia)

Le attuali proposte di Federalismo Fiscale prevedono che le regioni debbano avere a disposizione il 90% del gettito fiscale del proprio territorio. La riscossione delle imposte spetta alle Regioni e non più alla tesoreria unica. Teoricamente il Federalismo Fiscale può essere anche cosa giustissima, ma la realizzazione diventa complessa, soprattutto in riguardo alla sussìdarietà e democraticità, come  giustamente sottolinea Guido Tabellini su “Il Sole 24 Ore” “…

“Aumentare l’autonomia tributaria delle Regioni comporterà inevitabilmente anche una redistribuzione di risorse, e rispetto alla situazione attuale ci sarà chi ci guadagna e chi ci rimette…”

Giuseppe Rippa si chiede: se il perno centrale per arrivare all’autonomia fiscale regionale ruota sulla realtà meridionale del paese, come si pensa che Regioni che in quasi quarant’anni sono state campioni di inefficienza possano fare fruttare così d’imperio la maggiore autonomia? Il Presidente della Regione Puglia Nichy Vendola afferma che bisogna accettare la sfida, ma dimentica di esporre qual è il progetto politico che possa assicurare un riposizionamento di tutti i protagonisti regionali in campo, visto che non è dato di sapere quale sarà la molla che consentirà di attuare una solidarietà reale tra Regione oggettivamente collocate su livelli strutturali diversi.

Di fatto il federalismo fiscale spaccherebbe il Paese tra Nord e Sud. Il divario è troppo forte e le risorse lasciate nel territorio non sarebbero in grado di assicurare i servizi alle Regioni stesse.

3 Risposte to “Perchè NO al Federalismo Egoista delle Destre”

  1. la cosa che proprio non capisco: L’Europa rompe i “maroni” sulle quote di tutto (latte, pomodori, vino, olio, ecc)… poi non interviene su questioni serie come questa.
    Dive: siamo tutti europei!
    Dico: ma vattela a pigliar nel culo!

  2. La verità è che nel nostro paese ha vinto il sonno della ragione generando quei mostri che oggi sono al governo. Non ha più senso neanche parlarne, ormai. La sinistra è morta e noi siamo orfani:ma prima o poi diventeremo grandi e capiremo l’orrore che stiamo costruendo. Di cui siamo in larga parte resopnsabili. Ciao, piacere d’averti incontrata nel mio navigare.

  3. Ulisse@: No, non mi trovi d’accordo sul fatto che la sinistra sia morta. Certamente è morta quella sinistra che ha voluto abbandonare la sua militanza per approdare ad un immagine populista e mediatica, ad un Partito di eletti dove la base non conta ma conta solo il look. Per questo nel Congresso ho sostenuto la linea del documento Ferrero, per scongiurare anche in Rifondazione la deriva piddìna. Vero è che il Paese in molti casi ha perso la capacità logico-razionale, ma non siamo orfani. Siamo figli di un Movimento che in questo Paese è stato l’ origine di conquiste sociali, sindacali e civili. Abbiamo una grande eredità da custodire e oggi più che mai abbiamo bisogno di donne e uomini che facciano memoria e che siano da stimolo alll’italiano medio nella formazione della propria coscienza critica. Non è morta la sinistra. Ma la sua rappresentanza ha indubbiamente molti problemi.
    Ciao. Fa piacere anche a me averti conosciuto. Alla prossima.

    Killer@: Non sono una moralista, una qualunquista, una puritana, tantomeno mi piace partecipare alla sagra del “politicamente corretto”. Non faccio parte di quella categoria e mi piace dire le cose come stanno usando i temini esatti, cercando di far adderire il più possibile la parola al pensiero. Tuttavia sono convinta che si possano esprimere gli stessi concetti senza essere volgari e scurrili a sproposito e quando se ne può fare a meno. Ho aperto questo blog da poco e non intendo inserire la moderazione. Quindi prego tutti coloro che lasciano un messaggio di tenere conto di questo, visto l’obbiettivo che si propone questo spazio virtuale. Grazie.

    M.

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