Per chi è convinto che la Colombia sia un paese normale

Riporto l’articolo di Annalisa Melandri al ritorno ieri dal Messico dove davanti all’Ambasciata colombiana a Città del Messico si è manifestato chiedendo giustizia per i quattro studenti della UNAM fatti assassinare dal presidente colombiano Álvaro Uribe lo scorso primo marzo in un’azione illegale di guerra in territorio ecuadoriano.
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Abbiamo il coraggio di denunciare il crimine contro l’umanità che ha commesso l’esercito colombiano quando ha bombardato di notte un accampamento  delle FARC in territorio ecuadoriano, violando la sovranità di questo paese, uccidendo i sopravvissuti, e sapendo che lì si trovavano civili di altre nazionalità come i nostri figli messicani”.
Con queste parole i genitori di Verónica, Soren,  Fernando e Juan, i quattro  studenti messicani massacrati a Sucumbíos (Ecuador) dall’esercito colombiano,  appoggiato dalla forze militari statunitensi e del Mossad, annunciano il primo numero di un bollettino, realizzato in collaborazione con la LIMEDDH, la Lega Messicana per la Difesa dei Diritti Umani, che ogni mese consegneranno all’ambasciata colombiana a Città del Messico e che verrà contemporaneamente consegnato alle rappresentanze diplomatiche della Colombia in Italia, Spagna e Francia. Il bollettino si chiamerà Cada Uno por la Justicia (Ognuno per la Giustizia), nome che identifica anche la campagna nazionale e internazionale di “giornate di solidarietà con il  popolo colombiano e con la Patria Grande in memoria dei massacrati di Sucumbíos (Ecuador)
Un bollettino mensile per ricordare chi  erano  Verónica Natalia Velázquez Ramírez , Juan Gonzáles del Castillo, Fernando Franco Delgado, Soren Ulises Avilés Ángeles, quattro giovani studenti che mossi unicamente dal desiderio di pace e di solidarietà con altri popoli latinoamericani, e motivati dai loro studi, si erano avvicinati ad un accampamento non militare, dove si stavano svolgendo tra l’altro importanti trattative di mediazione internazionale per la liberazione di Ingrid Betancourt e di altri ostaggi nelle mani delle FARC. E per raccontare chi è Lucia Morett l’unica sopravvissuta costretta attualmente a vivere in Nicaragua in attesa di poter fare rientro tranquillamente senza conseguenze nel suo paese.
Un bollettino mensile per riscattare la  memoria di questi ragazzi dalla infamante campagna mediatica montata dal governo colombiano nel loro paese d’origine con l’appoggio di gruppi  dell’estrema destra messicana e avallata dal  silenzio complice del governo del loro paese, che li sta facendo apparire come terroristi da tempo legati alle FARC e ai movimenti armati messicani.
Infine, un bollettino mensile per ricordare veramente quali sono le violazioni dei diritti umani che si commettono quotidianamente in Colombia da parte di un governo che impunemente viola trattati internazionali, utilizza i simboli della Croce Rossa Internazionale in operazioni di intelligence e commette efferati crimini di guerra.

15 Risposte to “Per chi è convinto che la Colombia sia un paese normale”

  1. Penso ancora al gran polverone mediatico messo su in occasione del rapimento e liberazione della Betancourt, che va genuflettendosi presso tutti i grandi della terra senza la sia pur minima riflessione (chi meglio di lei?) sulla situazione in Colombia e nell’America latina ancora sotto il dominio colonialisticolocale e USA.
    ciao.
    P.s.: provvedo subito a memorizzare il tuo link.

  2. Cara Maria, dovremmo re-imparare dal continenete sud-americano, come si assume la visibilità della violazione dei diritti umani. E ‘gemellarci’…

    un caro saluto

  3. Son d’accordo Enzo sul polverone mediatico. Nessuno si è preoccupato di informare in riguardo alla grave situazione colombiana e al governo di Uribe che non è certo una personcina mite e democratica. Le FARC vengono considerate alla stregua delle nostre vecchie BR, e questo rende difficoltoso far comprendere la realtà politica della Colombia. In riguardo proprio alle accuse di “amici dei terroristi” rivolte a Rifondazione in questi giorni, il Partito ha ritenuto opportuno chiarire. Ti mando volentieri il comunicato

    http://home.rifondazione.it/xisttest/content/view/3016/314/

    In riguardo alla Betanacourt a onor del vero c’è da dire questo, che le è stata posta una domanda diretta: “Pensa sia giusto che un partito italiano tenga relazioni con le Farc?” La sua risposta e’ stata: “Credo che le FARC non debbano essere lasciate sole nella loro follia. È bene che sentano gente da fuori desiderosa di aiutarli, ma per farli entrare in un nuovo modo di agire. Rifondazione Comunista partecipa alle elezioni in Italia e se non vince lo accetta. Questo è un buon esempio”.
    Direi che è stata una lodevole risposta da parte di chi comunque, non dimentichiamolo, ha vissuto la terribile esperienza del rapimento.

    Un abbraccio e ricambio volentieri il link

  4. Cara Flò, abbiamo ancora tanto da imparare e soprattutto tanto da lavorare… 😉

    un fortissimssimo abbrraccio!

  5. Di crimini contro l’umanità se ne commettono ogni giorno, quasi sempre da parte dei soliti noti, di cui tutti sono più o meno complici e/o succubi. Purtroppo viviamo in un tempo in cui si è persa la memoria, o meglio non si ha voglia di ricordare, non si ha voglia neanche di vedere quello che acade intorno a noi. Anzi ascoltiasmo, vediamo, leggiamo con fastidio tutto ciò che riguarda argomenti di questa natura. Siamo troppi impegnati a comprare l’ultimo modello di cellulare tutto fare o a pensare dove trascoreremo le prossime ferie. E così tutto è più maledettamente complicato… ma bisogna tenere duro e andare avanti. Ciao Mary e salute ai compagni

  6. […] storia colombiana Della situazione Colombia hanno parlato diffusamente Maria , Ramon e Mario , io voglio parlarvi di una storia di una dimensione più piccola, più intima ma […]

  7. Quella della Betencourt è la miglior risposta che si potesse dare a quella domanda. Per il resto nessun mezzo d’informazione di un certo peso ha dato informazioni sull’agressione in territorio equadoriano. Uribe è un macellaio in mano agli USA.

  8. Non è facile far comprendere a chi non conosce la storia e la realtà colombiana che la Colombia non è un paese democratico in lotta con un problema di terrorismo interno. Tutt’altro. Siamo davanti ad un Governo per il quale trattare significa essere sconfitti. Certo i metodi della guerriglia sono sbagliati ma sono gli unici, vista la violenza istituzionale. La Colombia è un paese in cui muoiono più sindacalisti e giornalisti che in ogni parte del mondo e dove la presenza militare degli Stati Uniti è pari a dieci volte quella di ogni altro paese latinoamericano. Del resto nascono continuamente movimenti di massa antigovernativi come il Movimento boivariano per la nuova colombia, il Partito Comunista clandestino, tutti diversi nel loro modo di agire e nel grado di coscienza e strutturazione dei loro attivisti e militaristi, ma fatto è che le lotte sociali si sono moltiplicate, ciò significa che le FARC non sono paragonabili alle Br nostrane, tanto per intenderci. In Colombia chiunque mette in discussione i privilegi delle oligarchie muovendosi alla luce del sole in un ambito legale viene perseguitato, arrestato, fatto sparire o ammazzato.
    Quindi? Che si fa? Bisognerebbe togliere le FARC dalla lista dei terroristi dell’Unione Europea come condizione per la ripresa di negoziati di pace. Questa è la cosa più democratica ed antiterroristica che si possa fare.

    Un abbraccio

  9. il problema è che della colombia alla stampa non gliene frega niente, era solo per sollevare un po’ di polverone.
    Laura

  10. Lo sappiamo Laura, lo sappiamo. Per questo non dobbiamo mollare e dobbiamo insistere con una corretta informazione.
    Ti abbraccio

  11. Maria, dopo torno a leggere con calma.
    E per ora ti inserisco tra i blog amici 🙂
    un saluto!

  12. ottimo..ottimo aver trovato questo blog. ripasserò.

  13. Grazie Maria per aver creato un ulteriore spazio di discussione su questo tema. E’ molto importante.
    Ha ragione Floreana, dovremmo re-imparare dal continente latinoamericano, dalla loro passione, dalla loro voglia di lottare.

  14. Grazie a te Annalisa. Che ci dai la possibilità di guardare da vicino la realtà latinoamericana, senza veli e censure. Consiglio a tutti di visitare il sito di Annalisa, è una fonte di preziosissime informazioni.
    Riporto qui in particolare il post di marzo scorso, in cui si è fatta co-promotrice di un appello in difesa delle associazioni per i diritti umani in Colombia. Leggetelo, e vi farete un’idea più chiara di cosa succede laggiù.

    Grazie ancora.
    Un abbraccio

    http://www.annalisamelandri.it/dblog/articolo.asp?articolo=491

  15. RImparate, Ridiscutete,reinventatevi..fate quello che volete! ma ti consiglio caldamente di rilassarti ogni tanto. Segui l’esempio del tuo amico

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