La luna le stelle e le donne del Movimento

Ha ragione Eugenio Scalfari che parla di “implosione della sinistra”. A chiusura della festa del Partito Democratico a Firenze, per Veltroni Arturo Parisi ha offeso gli elettori, Antonio di Pietro “ha tradito” e Rifondazione è terrorista. Vedo che ci si continua a fare del male. A dimostrazione che all’ autolesionismo non c’ è mai limite. Tuttavia, in questo clima desolante dell’agonia della sinistra, un articolo di Francesco Forgione su Liberazione mi ha molto emozionato e rinfrancato. Si racconta come nel 2000, quando l’Onu decide di tenere a Palermo il vertice mondiale sulla criminalità organizzata, Rifondazione insieme al Social Forum decide di tenere un controvertice del Movimento per dare voce a tutte le voci non ufficiali che non ne avevano accesso. Perchè Rifondazione, lo sanno tutti, ha avuto un ruolo di innovazione culturale e di movimento a livello internazionale in ambito dei processi di pace. Tra queste voci c’era la comandante Olga (le FARC non erano ancora considerate gruppi terroristi, ed Olga era in Italia non da clandestina) ed Hevi, la rapprentante del Pkk, partito curdo di Ocalan, anch’esso ora inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche dopo l’onda dell’ 11 settembre. Le due, sotto il cielo stellato parlano della luna e dei loro cieli. Una dice che la luna piena nella foresta è loro amica, possono seguire i suoi raggi e le stelle per sfuggire all’esercito, l’altra invece risponde che tra le rocce del Kurdistan la luna è nemica, fa brillare le canne di fucili e li constringe a nascondersi.

“Ci cammino a fianco e resto silenzioso, non giudico”

Ecco, mi chiedo anch’io come si possa giudicare. Non si può giustificare la  degenarazione di atti criminali, chiunque li compia, ma non possiamo associare un’azione di guerra al terrorismo quando in un paese non si può agire diversamente, perchè se si agisce alla luce del sole e in un ambito legale si viene perseguitati, arrestati, fatti sparire o ammazzati. Noi che non abbiamo idea di cosa significhi una vita aspra, dura, difficile, fatta di soprusi, repressioni e miseria. Noi che non abbiamo mai visto sistematicamente calpestati i nostri diritti e uccisi i nostri cari dal Governo e dagli squadroni della morte appoggiati dal Governo. Come possiamo, noi che a guardar la luna e il cielo stellato, oltre che pensare a “Roma nu’ fà la stupida ‘stasera” non ci viene… ma nemmeno se ci sforzassimo.

QUI

Liberazione del 7/09/2008 pag. 11

14 Risposte to “La luna le stelle e le donne del Movimento”

  1. Tema antico quello dei confini tra Resistenza e terrorismo. Lenin parlava del terrorismo come malattia infantile del comunismo. Anche durante la lotta partigiana del 1943-1945 ci furono azioni terroristiche, ma inserite nell’ambito più complessivo della lotta armata. Quello che è accaduto in Italia negli ’70 era lotta armata o terrorismo? Domande difficili alle quali hano cercato di dare risposta anche alcuni dei potagonisti. Sicuramente erano anni difficili quelli. fatta di tentativi di colpi di stato, di restringimento della democrazia, di attacco ai diritti dei lavoratori. I compagni dei cantieri navali raccontavano di come agli operai iscritti al PCi era vietato lavorare sulle navi militari in allestimento. Oggi il potere è più subdolo, usa altri mezzi, favoriti anche dal sadomasochismo della sinistra italiana, dal nostro karakiri idiota……

  2. rageagainsttheworld Says:

    http://www.sdlintercategoriale.it/images/stories/File/redazionali/Programma%20Festa.pdf

    dato che se non ho capito male vivi a Roma… ti linko il programma della festa nazionale del mio sindacato :Sdl Intercategoriale, dovrei essere anch’io a Roma..ciao 🙂

  3. La problematicità e la drammaticità del problema sta appunto nel modo diverso di porsi da parte di due soggetti che vivono situazioni differenti, di fronte ad un fatto naturale e poetico come il manifestarsi della luna in una notte serena.
    Dalle nostre parti, purtroppo, molti continuano ad analizzare i problemi secondo ottiche propagandistiche suggerite ad uso e consumo di tesi predefinite: se uno da fastidio al potere o è pazzo o è terrorista.
    Saluti.

  4. Ultimamente non mi vanno molto a genio le esternazioni di Scalfari, penso sia molto invecchiato e lo sta dimostrando.
    Comunque, detto questo, ritengo che la plateale denigrazione che si sta facendo di rifondazione comunista e dei movimenti di resistenza, di lotta sparsi del mondo sia piuttosto squallida.
    Con questo, prendendo esempio le FARC, non voglio di certo difendere le modalità dei sequestri, ma di certo, le FARC, sono nate con un ideale giusto, poco ma sicuro, almeno per come la vedo io.

    Per quando riguarda la sinistra di casa nostra, la situazione è preoccupante. Sono un militante di rifondazione, uscito sconfitto dal congresso,ma, con ancora la speranza che nonostante non sia “Vendoliano” le cose possano comunque cambiare in meglio, sia alle nostre parti, sia dalle parti del pdci che del pd.
    Veltroni, tra non molto, lo vedo in esilio da qualche parte. Scelta pessima la sua leadership.

  5. Ciao Ulisse. Quello che è avvenuto in Italia negli anni ’70, e che hai sinteticamente ben descritto, era terrorismo, non paragonabile al movimento di guerriglia delle FARC e agli altri movimenti presenti in Colombia. Il governo colombiano protegge gli interessi delle oligarchie in tutti i modi possibili, rapendo e uccidendo. I movimenti di liberazione, tra cui le FARC ma non solo loro, rappresentano la voce delle classi subordinate e oppresse. In colombia i movimenti di protesta continuano a nascere, ecco perchè non si possono definire gruppi terroristici, ed ecco perchè siamo convinti che togliere le FARC dalla lista dei terroristi dell’Unione Europea possa essere condizione per la ripresa di negoziati di pace, oltre che essere la cosa più democratica ed antiterroristica che si possa fare.
    Un affettuoso saluto

  6. Sì Enzo, era proprio questa riflessione che mi aveva colpito in quest’articolo di Forgione. “Ecco, noi che non giustifichiamo le degenerazioni militariste violente che una guerra lunga decenni produce fino a murare la natura stessa dei suoi protagonisti e degli obbiettivi di liberazione da cui era nata, vorremmo che gli altri ragionassero così, anche guardando alla vicenda delle FARC e della Colombia. Noi non possiamo rinunciarci, non lo abbiamo fatto ieri, non possiamo farlo oggi, mentre l’America Latina vive una straordinaria e più convincente stagione di trasformazioni e di rivoluzioni democratiche e non violente. Non c’è 11 settembre che possa chiudere le nostre menti. Anzi, questa lezione e questa coerenza traiamo dalla denuncia e dal rifiuto della coppia guerra-terrorismo”.
    Un abbraccio

  7. Bentrovato Barone Birra.
    In verità, da questo Congresso siamo usciti tutti un po’ sconfitti per il modo in cui è stato affrontato e per le ripercussioni mediatiche. Ora il Congresso è finito, e il Congresso ha scelto il suo segretario e la linea politica. Non è più tempo di rancori e ripicche, ma è giunto il tempo di rimanere uniti per proporre un’opposizione credibilie. Io durante la fase congressuale mi sono battuta contro i due documenti che proponevano la costituente, perchè credo ancora in Rifondazione. Se la smettiamo di sentirci “sconfitti” dal congresso (che grazie al cielo è finito. m’avete fatto venire la gastrite!! 🙂 dicevo, se la smettessimo di sentirci sconfitti dal congresso e iniziassimo a sentirci uniti nella nostra Rifondazione, che è di tutti, non solo di quelli del primo documento come me, bè, forse allora le cose potrebbero cominciare ad andare meglio anche da noi. Altrimenti ho paura che questa volta Scalfari abbia centrato il segno…
    Hasta siempre e un abbraccio.

  8. Grazie Maria.
    Io penso una cosa, sono e resto “vendoliano”, però, non posso non ammettere che dichiarazione e le idee che ta “sputando” fuori ferrero ultimamente mi piacciono, sarei ipocrita se non lo dicessi.
    Io parlo di sconfitta nel senso che penso sia stato sbagliato raggruppare 4 mozioni che sino a ieri si tiravano i coltelli,ma, come dici tu, il congresso è finito e, dico io, BISOGNA GUARDARE OLTRE.
    Bisogna pensare, aldilà di chi è il leader a creare, ricostruire anzi, una nuova e vera sinistra che parta davvero dal basso, che non si dimentichi nè della piazza, nè della fabbrica.
    Per questo, io, pur essendo in minoranza mi sento comunque parte di rifondazione,e,se domani vendola dovesse uscire dal partito, io, non lo seguirei, poco am sicuro.

  9. Caro Barone, tu “sei” parte di Rifondazione.
    Sono quelli che nonostante l’esito del Congresso nell’ immaginario sono ancora proiettati al suo superamento, son quelli che non sono già più di Rifondazione, purtroppo. La speranza è che nelle zone in cui è prevalso il documento Vendola non si boicotti la linea nazionale. Lo speriamo vivamente. Per il resto nel partito sono sempre esistite le aree, la dialettica è sempre stata molto forte, tanto che negli anni ha gernerato varie scissioni, e anche qui dobbiamo dire purtroppo. Ma io ho sempre pensato che sia una ricchezza avere aree interne, purchè poi si lavori insieme. E’ così che è bello in una comunità politica degna di esser chiamata tale, perchè significa che la base discute, si confronta e soprattutto “pensa”, cosa che nei partiti ultimamente è rarità. Insieme ai compagni con cui ho condiviso questa fase, si è riflettuto su un fatto che non è stato evidenziato dai media. Ed è che per la prima volta negli ultimi anni si è svolto un Congresso di Partito vero, senza investiture plebiscitarie e antidemocratiche, anche se vengono presentate come tali (come il caso Veltroni, ad esempio), e senza che vincesse l’esito già predeterminato dai mezzi di informazione. Da quanto tempo non si svolgeva più un vero Congresso di Partito, in Italia? Te lo ricordi tu? Qualcuno si ricorda quale fu l’ultimo? Ci sarà anche venuta la gastrite, ma ne è valsa la pena! 🙂 Pensa che tristezza in tal senso nel panorama partitico italiano! Questo invece potrebbe essere un punto importante per rilanciare la politica, cioè coinvolgere la base alimentando il senso di appartenenza ad una comunità politica, che in questo paese, almeno negli ultimi 15 anni, è delegata solo a chi muove le fila del potere. Questo è anche uno dei motivi per cui l’elettorato e soprattutto i giovani si sono allontanati dalla partecipazione attiva. Vedi la conclusione dell’editoriale di Scalfari e il consiglio che da a Veltroni: “coinvolgi la base”. Ovvio che poi non basta discutere dei problemi che dobbiamo affrontare, bisogna organizzarsi per agire. E qui deve prevalere la linea uscita dal Congresso. Quindi, come dici bene tu, ora che il Congresso è finito BISOGNA GUARDARE OLTRE. L’importante è non guardare OLTRE RIFONDAZIONE.
    Questo è l’ importante. 😉

    un caro saluto

  10. ciao Maria
    è tardi e provo a sintetizzare..
    Scalfari è un fine scrittore ma non dice una parola sulle cause OGGETTIVE che hanno influito sulla crisi della sinistra, riconducibili allo strapotere del nnano sostenuto da soldi sappiamo fatti come e grazie a chi e da amicizie anchenettamente in oder di mafia! Tutto rimosso!! tutta colpa della sinistra che si “lacera”!! Sui limti e sui ritardi della sinistra riformista non mi soffermo, ci sono e anche pesanti, ma impostare quasi tutto su Marrazzo che vuole entrare nella cordata Alitalia mi pare riduttivo..
    Sugli sforzi dei compagni tramortiti dalla fase preelettorale, elettorale e post, ceh cercano comunque a fatica di riprendere un discorso.. niente, ma che ne sa Scalfari?
    Forgione: non riesco a trovare l’articolo, mi compare il numero di Liberazione di oggi.
    Sulle radici del cosiddetto terrorisrmo là dove non ci sono alternative alla sopravvivenza apri una porta aperta..
    Un abbraccio

  11. Lascia stare Veltroni, occupa il tempo ascoltando altro.
    Un abbraccio

  12. rageagainsttheworld Says:

    @Paola questo è il link corretto all’articolo
    http://www.liberazione.it/giornale_articolo.php?id_pagina=55569&pagina=11&versione=sfogliabile&zoom=no&id_articolo=398544

    per chi vive a Roma Sabato alla festa di SdL ci sarà un dibattito sui diritti sindacali negati in Colombia (vedi programma linkato da me poco sopra)

  13. rageagainsttheworld Says:

    @Paola non sono d’accordo che la crisi delle sinistre sia colpa dello strapotere economico di Berlusconi, ma che sia in buona parte colpa delle sinistre che hanno spostato il baricentro del loro agire politico dal conflitto ai media e alle istituzioni, occorre tornare nelle periferie e anche nelle zone rurali a noi ostili…

  14. Paola, non si può continuare a demonizzare Berlusconi. Si è rivelato controproducente, gli italiani hanno bisogno di concretezza non più delle urla sinistroide dell’ al lupo al lupo. Lo hanno dimostrato abbondantemente. Sicuramente l’editoriale di Scalfari non è un saggio, quindi non approfondice il problema, però ne individua il fulcro. E non possiamo non essere d’accordo. Quindi mi unisco alla considerazione di Reag. Ora si deve non più soffermarsi sulle analisi ma cominciare ad agire. Infatti domenica si inizierà a concretizzare, per fortuna, quindi vedo se faccio un altro post.
    In riguardo a Liberazione, devi andare nell’ archivio e cliccare gg/mm/aaaa che ti interessa.

    Luigi. Lo so, lo so. 😉

    un abbraccio

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