“15” – un numero da giocare al lotto…

Oggi ricorre il 15° anniversario dell’ omicidio di Padre Pino Puglisi, che nasce il 15 settembre 1937 e il 15 settembre  1993, il giorno del suo 56° compleanno, viene ucciso dalla mafia, davanti al portone di casa.

La sua attenzione si rivolse al recupero degli adolescenti già reclutati dalla criminalità mafiosa, riaffermando nel quartiere Brancaccio di Palermo una cultura della legalità illuminata dalla fede. Questa sua attività pastorale, come è stato ricostruito dalle inchieste giudiziarie, ha costituito il movente dell’omicidio, i cui esecutori e mandanti sono stati arrestati e condannati. Nel ricordo del suo impegno, innumerevoli sono le scuole, i centri sociali, le strutture sportive, le strada e le piazze a lui intitolate a Palermo e in tutta la Sicilia.

Una frase di Weil che egli ripeteva spesso:
“A Cristo piace che a lui si preferisca la verità. Poichè, prima di essere Cristo, egli è la Verità.
Se ci si allontana da lui per andare incontro alla verità,
non si farà molta strada prima di cadere nelle sue braccia.”

La prima volta che entrò in classe aveva uno scatolone vuoto sotto il braccio. Nella baraonda che sempre travolge le ore di religione lui, in silenzio, lo posò per terra. E mentre noi, azzittiti, lo guardavamo, lo pestò con un piede.

Avete capito chi sono io?“, domandò.

Un rompiscatole“, concluse sorridendo.

25 Risposte to ““15” – un numero da giocare al lotto…”

  1. grazie per averci ricordato Puglisi oggi.
    sul serio_

  2. Hai fatto bene, non dobbiamo dimenticare.

  3. Penso a quanto sangue innocente ancora dovrà essere versato prima che la mafia venga spazzata via, a quanto ancora dovremo lottare prima di eliminare la mafia dal parlamento, vera linfa vitale della piovra siciliana ma non solo!

  4. La mafia, la mafiosità, ha bisogno di sudditi. Dobbiamo fuoriuscire dalla storia della sudditanza ed entrare nella storia della cittadinanza. La medicina che cura questo male si chiama “democrazia”. E’ la partecipazione, è quando si fa piazza.
    Io a luglio ho avuto l’onore di presiedere e coordinare un dibattito pubblico-cittadino sull’esperienze di legalità nel salento. L’ho fatto in veste di vicepresidente del forum delle associazioni del mio territorio (che hanno promosso l’iniziativa). Pubblicamente si è parlato non solo astrattamente, ma si sono fatti nomi. Perchè la mafia ha dei volti, e lo sappiamo tutti. Ce ne hanno parlato illustri magistrati: il procuratore aggiunto E. Cillo, i sostituti procuratore V. Mignone e A. Maruccia. Insieme a loro don R. Bruno, il referente di Libera. A seguire c’è stata la “cena della legalità”, dove in 150 abbiamo gustato piatti preparati con gli alimenti prodotti sulle terre confiscate alla criminalità organizzata. Il ricavato è stato devoluto ai giovani che gestiscono le Cooperative, che hanno bisogno di acquistare mezzi agricoli. L’ evento è stato ripreso da varie tv locali, io ho rilasciato varie interviste, la Gazzetta ha dedicato un’intera pagina. Ma non basta. Ancora non basta. Non ci si deve mai stancare di sensibilizzare i cittadini.
    E’ giusto e doveroso ricordare, ma altrettanto doveroso farsi promotori di un’ educazione alla cultura della legalità. Non vi sono molti mezzi per combattere la mafia. Uno è questo, l’altro è la confisca dei loro beni. La restituzione di tutti i beni frutto di attività illecite.

  5. rageagainsttheworld Says:

    Padre Pino Puglisi, uno dei martiri dell’antimafia sociale, quella dal basso, quell’antimafia che nasce dal senso civico e dalla voglia di ribellarsi alle ingiustizie, l’antimafia di Rostagno,Impastato e Libero Grassi oltre che di “3P” quell’antimafia spesso dimenticata, che si affianca all’altra antimafia quella formata da uomini di Stato che hanno senso del dovere e dello Stato come Dalla Chiesa, Falcone,Borsellino,Livatino e La Torre. Questa gente era molto diversa tra loro chi comunista , chi cattolico e chi con simpatie missine , Tutori dell’ordine, Magistrati,Politici, Militanti Comunisti, Preti, Imprenditori ma avevano una cosa che li univa non volevano convivere con la mafia grazie a tutti loro e un fanculo nemmeno troppo cordiale agli idioti che credono che con la mafia si debba convivere (ogni riferimento a Lunardi e’ puramente voluto)

  6. Ciao Maria, mi piace che ci sia un altro blog dove andare a leggere in silenzio. Certo, ogni tanto lascia che mi scappi di lasciarti fra i commenti un sorriso vero 🙂

  7. Giusto e doveroso ricordare l’anniversario della morte e la figura di don Puglisi. Non so quanto sia riuscito, con la sua opera ed il suo esempio, ad incidere nella realtà siciliana, in quella realtà, ma ianche se i progressi sono stati risibili, questo non deve ostacolare la speranza e la fiducia.
    Saluti.

  8. Da me ho preferito ricordarlo proponendo il pezzo teatrale di Ficarra & Picone.

    Ti ho messo nel mio blogroll.

    Ciao,
    Pierangelo

  9. Hai fatto bene Pierangelo. E’ bellissimo quel pezzo. C’ho pensato anch’io… ma poi ho preferito ricordarlo così.
    L’importante è non dimenticare. E non mollare. MAI.
    Condivido in toto l’esternazione di Reag.

  10. perdita immensa…una grande uomo…

  11. Padre Puglisi e non solo lui.
    Molti nel piccolo fanno grandi battaglie. Anche solo opporsi ai razzisti, ai mafiosi, ai ladri di regime, ai truffatori di stato, agli stragisti, ai guerrafondai, ai furbi, ecc è un gesto di grandezza.
    Padre Puglisi, benché io sia lontano dalla chiesa, ha dimostrato che la vicinanza dei giusti prescinde dall’abito talare. Il male della chiesa non è la chiesa in sé, ma le gerarchie che soffocano coloro che hanno la voce per gridare.
    Forse il suo esempio può essere edificante per noi che non vogliamo arrenderci.
    Un caro saluto
    mauspezz

  12. Come ha detto qualcuno sopra, NON MOLLARE MAI! Don Puglisi ce ha lasciato questo compito.
    Le crepe del sitema capitalista mafioso ed arrogante stanno ormai allargandosi sempre di più, se sapremo essere uniti e determinati la sua fine potrebbe essere più vicina di quanto pensiamo.

  13. per il mio ottimismo stasera basterà il commento di Eliolibre!
    Puglisi e tanti altri NON devono essere dimenticati.

  14. onore a saceredoti come Puglisi e ai tanti altri sempre a fianco dei più svantaggiati

  15. Oggi c’è l’alcol e la droga a San Cesario di Lecce, Lecce e in Italia, troppo pochi quelli che di noi hanno scelto Gesù e prima di Lui la Verità a intervenire. Troppe chiacchere e distintivo e poco o nulla per i ragazzi che si attardano sino alle 04.00 di mattina a San Cesario di Lecce, quelli che dicono e scrivono a quelli che lavorano di andarsene a luquile o a san donato per bere un aranciata e giocare a monopoli. La situazione è grave e noi celebriamo riti, diamo medaglie e facciamo catechismi inutili, anzi no…DANNOSI visto cje dopo spariscono tutti alla volta dell’alcol del vino e dei riti dionisiaci della taranta….

  16. mi segnali il blog di Lerner? Grazie

  17. Caro Roberto, basta pigiare sul nome degli articoli che ho riportato. Che fai. Fai come San Tommaso? Ti prego. Ci basta la Carfagna, Roberto, che a detta di Berlusconi “mai avrebbe potuto dirle quelle cose al telefono, proprio a lei che è come Santa Maria Goretti”. Infatti sul web ci sono un sacco di immaginette della Santa Ministra…

  18. Perchè hai disattivato i commenti? 😮

  19. Un uomo che ha dimostrato di essere uomo al servizio di altri uomini.
    Un prete lasciato scandalosamente solo dalla chiesa.

    PS: grazie di avermi regalato il discorso del presidente del Venezuela, ogni tanto è bello sapere che c’è chi non piega la schiena

  20. Cosa ti aspetti, in un paese -purtroppo il nostro- dove uno che si appresta a vincere le elezioni definisce “eroe” un pregiudicato per reati di mafia, e dove un sindaco rimuove il nome di Pio La Torre dall’aeroporto?
    L’unica speranza è proprio questa, sottolineare e ricordare chi ha saputo battersi a costo della propria vita.
    “se avete preso per buone
    le “verità” della televisione
    anche se allora vi siete assolti
    siete lo stesso coinvolti.
    E se credete ora
    che tutto sia come prima
    perché avete votato ancora
    la sicurezza, la disciplina,
    convinti di allontanare
    la paura di cambiare
    verremo ancora alle vostre porte
    e grideremo ancora più forte
    per quanto voi vi crediate assolti
    siete per sempre coinvolti,
    per quanto voi vi crediate assolti
    siete per sempre coinvolti.”

    (Canzone del maggio – Fabrizio De Andrè)

  21. Grazie Francesco. Il clima che respiriamo diventa sempre più pesante. Lo vedi anche tu, non si riesce più a comunicare, a comprendersi. nel Paese ci sono tanti problemi da affrontare, ed ogni volta si deve ritornare su questioni che dovrebbero essere già superate. Scontate. E invece niente.
    Anche per questo, per questa notizia che ci hai fatto pevenire, ho deciso di postare la lettera di Iadiccico.
    Siamo veramente in un clima surreale…
    Solidarietà piena ai compagni del circolo di Monopoli.

  22. Il pezzo di Ficarra&Picone è bellissimo.

  23. ho il cuore piccolo, davanti a questo ricordo.
    Grazie, Maria.

  24. per maria la mia mamma vuole vincere al lotto è povera e vuole prendere tanti soldi

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