Lettera aperta ad ogni Italiano

Vi propongo la lettera aperta di Federico Iadicicco, presidente romano di Azione Giovani, che ieri ha ritenuto necessario chiarire le sue posizioni dopo l’intervento di Gianfranco Fini: “I resistenti stavano dalla parte giusta, i repubblichini dalla parte sbagliata”. Questo è il “NO” del presidente romano di AG alla rottura con il post-fascismo. Sarebbe interessante aprire un dibattito anche con chi è schierato dalla parte di Iadicicco, visto il clima incandescente e surreale che vige nel Paese.

Carissimo,

non ti scrivo per riaprire il dibattito sul ventennio fascista, non credo infatti che questa debba essere la mia prima preoccupazione di eletto nelle istituzioni e di dirigente politico. Penso piuttosto che sia materia per gli storici e, da questo punto di vista, mi riconosco appieno nelle posizioni di Renzo De Felice e Gianpaolo Pansa. Penso anche che sia materia sulla quale, giustamente, si interrogano le più alte cariche istituzionali, che in questo modo cercano di portare a compimento il difficile processo di pacificazione nazionale. Ti scrivo invece a proposito del dibattito sulla necessità o meno di dirsi anti-fascisti, per condividere con te alcune riflessioni.

Circa due anni fa, non nel 1943, il più importante sito della rete antifascista italiana, Indymedia, pubblicà un articolo di commento a una iniziativa di Azione giovani di Roma e ritenne utile mettere vicino al mio nome anche il mio indirizzo di casa, con l’evidente intento di puntare l’indice contro di me e di indicarmi come bersaglio da colpire. Ho pensato: “Come potrei aderire alla cerchia dei miei aguzzini? Come potrei dichiararmi antifascista?”. Ma sono andato oltre per non farne una questione personale.

Mi sono ricordato poi che negli ultimi 5 anni, non nel 1943, almeno per una ventina di volte le nostre sedi sono state bersaglio di assalti, devastazioni, attentati incendiari, da parte di personaggi che si vantavano di essere antifascisti. Mi ci vedi a tirare le bombe molotov contro una sede di partito? Addirittura contro una sede del mio partito? Mi sono detto no, non posso essere antifascista. Poi riflettendo ho fatto autocritica e ho pensato che magari sono troppo legato a questa idea delle sedi quelle che una volta si chiamavano “sezioni”. Allora sono andato avanti.

Mi sono ricordato, però, che negli ultimi cinque anni, non nel 1943, i ragazzi di AG in tutta Italia hanno subito numerose aggressioni nel nome dell’antifascismo, aggressioni verbali e fisiche, bastonate, sprangate per capirci. Ti sembra possibile che il presidente di Azione giovani a Roma si aggiri per la sua città a sprangare i propri ragazzi? No, non posso proprio essere antifascista, ho pensato ancora fra me e me. Poi per non lasciare nulla di intentato ho detto magari sono troppo sentimentale, così legato a questi ragazzi con i quali condivido un percorso umano prima che politico.

Sono andato un po’ indietro nel tempo fra gli anni Settanta e Ottanta, comunque non nel 1943, e mi è venuto alla mente che alcune decine di ragazzi come me, che facevano quello che faccio io oggi, sono stati uccisi dall’odio degli antifascisti e francamente a quel punto sono crollato.

Ce l’ho messa tutta per trovare un motivo valido per essere antifascista ma non l’ho proprio trovato anzi ne ho trovati molti per non esserlo.

A questo punto ti prego di capirmi e con me tutti i ragazzi di Azione Giovani. Prego Dio affinché ci dia la forza di perdonare chi in nome dell’antifascismo ha ucciso giovani vite innocenti; ma cerca di comprenderci noi non possiamo essere, non vogliamo essere e non saremo mai antifascisti.

Federico Iadicicco
(Presidente Azione Giovani Roma)

70 Risposte to “Lettera aperta ad ogni Italiano”

  1. dipende cosa si intende per antifascismo!
    spesso ci si divide come per fare il tifo nelle squadre di calcio
    e nn è così… l’antifascismo è un valore che ripudia il fascismo
    ed ogni persona che si reputi tale dovrebbe esserlo!!!
    che cacchio c’entra la gente che in nome di questa parola ha commesso anche cose deprecabili?
    essere antifascisti significa rinnegare gli ideali(ammesso che si possano chiamare così… anzi no.. nn si può ammettere)fascisti!!!
    il resto sono solo scuse stupide riuscite male…
    e diciamo le cose come sono una volta tanto senza nasconderci in inutili melodrammi che nn c’azzeccano a niente… o che perlomeno sono un’altra cosa!

  2. rageagainsttheworld Says:

    Vorrei parlare a questo giovane (probabilmente mio coetaneo) degli insulti razzisti negli stadi da parte delle curva nere, vorrei parlare dei gay aggrediti da gente che si definisce fascista, di giovani dei centri sociali accoltellati , proprio nella mia Milano, di Azione Giovani che a Milano va a braccetto con “cuore nero” , con gente che dice “nel dubbio mena”, vorrei sapere cosa ne pensa, cosa ne pensa di chi nel suo partito pensa sia meglio “Fascista che Frocio” ecco cosa vorrei chiedere…e dato che fa riferimento agli anni 70 vorrei chiedergli di Zibecchi e Varalli, di Fausto e Iaio (parlando della mia Milano) o di Davide “Dax” Cesari ..e se lui non vuole definirsi antifascista significa mettersi fuori dalla destra europea, in Francia Chirac in un eventuale balottaggio tra Le Pen e chiunque altro avrebbe scelto Chiunque Altro cosa farebbe in Italia Iaddico? chi sceglierebbe tra Fiore e Ferrero?

  3. Mi sembra una lettera delirante, pur essendo perfettamente convinto che sia tempo di capire che cosa sia successo effettivamente, lontano da preconcetti appiccicati dalla propaganda, più che da un approccio storico-scientifico. Il richiamo di Iaddicco a de felice mi sembra del tutto discutibile, visto che fu storico serio, ben lontano dalle reazioni di pancia di questi ultimi giorni.
    mi sembra sensatissimo che si chiedesse ad azione giovani di dirsi anti-fascisti, mi sembra idiota chiedere il disprezzo nei confronti dei soldati di salò, tout court, affermando che esisteva un’unica scelta. ho avuto modo di rileggere in questi giorni la posizione di Violante: un uomo di parte che si apre al dialogo, che si interroga… chiaro, è giusto che la sua posizione sia a priori comunque di netta condanna (data la sua storia politica personale), ma per lo meno si propone di cercare le motivazioni di chi ai tempi fece una scelta, che possiamo ora – con la lucidità di sessant’anni di distanza e la tranquillità delle nostre scrivanie e la certezza di non rischiare deportazioni, rastrellamenti, fucilazioni – definire senza dubbio alcuno scellerata. ma che in quel momento poteva sembrare l’unica possibile, o quella giusta. ho parlato a lungo con un vecchio zio, amico personale di bordiga: la sua posizione – da combattente che rischiò la fucilazione per aver passato il fronte prima dell’otto settembre (sia dagli italo-tedeschi, perchè disertore, sia dagli americani perchè sospetta spia) – era decisamente meno incattivita nei confronti dei repubblichini di quanto lo sia oggi Fini. Non negando l’importanza della resistenza, trovo questa situazione grottesca e assurda.

    rageagainsttheworld: zibecchi fu ucciso da una camionetta della polizia, non da bande di fasci…

  4. Iadicco ha un problema politico,altro che cazzate.Che cosa racconta ai suoi militanti che adesso con Fini seduto in poltrona si butta il fascismo alle ortiche?Come spiega ai suoi militanti l’antifascismo?Inoltre a questo punto la sua formazione dismesso il fascismo cos’è?Verrebero assorbiti totalmente nel PDL senza nessuna identità,rischierebbero una dissoluzione in pochi anni peggiore della sinistra arcobaleno,non in termini di voti(a quelli pensa Berlusca) ma in termini di militanza.Nella nuova società globalizzata e della paura Iadicco diventa antifascista? Un giovane emarginato di borgata perchè dovrebbe aderire ad azione giovani?Oggi le identità ed i simboli sono più importanti di ieri(altro che fine delle ideologie),Iadicco si attacca disperatamente alla sola che gli è rimasta.
    La lettera trasuda di paura ed impotenza,caro Iadicco vi hanno preso per il culo te e gli altri,date fastidio.
    Ti faccio una provocazione,vieni nel Partito della Rifondazione Comunista,tanto un giorno quando sarete interamente berlusconizzati verranno molti dei tuoi militanti.

  5. Cara compagna Maria, è nobilissimo e generoso il tuo intento, ma con un tizio del genere non ci aprirei neanche una finestra, figuriamoci un dibattito. Questo personaggio parla di “aggressioni” e di “violenze”? Quello che scrive è puro delirio, e ci sarebbe da ridere se non si sapesse di che cosa sono capaci queste bestie nazifasciste, attaccando e uccidendo gente solo perché “diversi da loro”, compagni, immigranti, stranieri, omosessuali, indigenti, gitani o semplicemente qualcuno con i capelli lunghi o l’orecchino o che non dà loro una sigaretta, e questo senza dire di quelli che si nascondono dietro “i colori di una squadra di calcio” e si sentono autorizzati a fare qualunque vaccata. E il tutto, contando sulla complicità diretta e indiretta di forze di polizia pesantemente inflitrate dalle peggiori mentalità fasciste e razziste, e sulla copertura di certa informazione dominante, che fa diventare le aggressioni vigliacche in “risse” di “opposti estremisti”.

    Questo Iadicco va semplicemente lasciato nella sua brodaglia con caloroso augurio di affogarvici, e lo dico specialmente oggi che ho visto il film “Nazirock”, consigliabilissimo da vedere e far vedere, per capire una volta per tutte, se ce ne fosse ancora bisogno, che schifo di gentaglia è questa: http://www.nazirock.it . E sui problemi e tormenti di Iadicco e dei suoi, che se ne facciano una ragione: anche il loro grande capo Fini si è imborghesito, dopo aver poggiato il culo sulla bella poltroncina della Camera, e una volta usati per raggiungere il suo scopo, non farà loro altro che ciò che si meritano: buttarli nel cesso e tirare la catena.

  6. Se si può dire tutto ed il contrario di tutto, suscitando anche interesse e attenzione , lo si deve anche al fatto, purtroppo, che le bestialità vengono profuse a piene mani anche da parte di chi dovrebbe stare sull’altra sponda (vedi Luciano Violante quanche anno fa). E poi c’è anche il lato ipocrita di tutta la faccenda secondo cui basta proclamare la propria “adesione ” a degli astratti valori democratici per acquisire una patente di democraticità a tutti gli effetti. Per cui non ce la prendiamo con questo povero cristo che, in fin dei conti, resta coerente con le sue idee, ma puntiamo il dito contro chi non continua a fare le battaglie e si accontanta delle apparenze per dare patenti di democraticità e antifascismo.

  7. Allora mi volete morto!
    Oggi è il secondo fioretto che faccio e quindi non rispondo a tono a questo squallido fascistucolo da strapazzo.
    Solo una cosa: questi con l’acqua di Fiuggi si potranno anche affogare ma resteranno sempre delle merde fasciste.
    Mi fermo, non voglio continuare a perdere la pazienza.
    Vi ricordo solo che per fascismo, in modo indiretto, sono morti due persone della mia famiglia: il fratello di mia mamma e il fratello di mio padre.
    Dimenticavo: mio nonno materno è stato prima purgato e poi preso a nerbate in piazza da parte di gerarchetti locali solo perchè era uno dei fondatori del PCI.
    Da premettere che io non sono diventato comunista per i motivi di cui sopra, ma semplicemente perchè il COMUNISMO è la speranza di un avvenire migliore in cui tutti dobbiamo concorrere a realizzare. L’ideale da solo non basta se la pratica è sbagliata.
    Non mi andava di infierire, oggi mi sono ripromesso di essere buono. L’ho promesso ai miei figli.
    Un rossissimo saluto a tutti
    mauspezz

  8. Io non perderei tempo in queste discussioni, preferisco continuare a lanciare il mio motto: IL FUTURO DELL’UOMO SARA’ SOCIALISTA O NON SARA’.
    Perciò preoccupiamoci di combattere l’imperialismo, fascista o antifascista, facciamo in modo che il Latinoamerica continui la sua lotta di liberazione, sosteniamo Evo Morales in questo momento tanto drammatico per la Bolivia, sosteniamo Chavèz, Correa, Lula e tutti i veri progressiti che lottano per tutti i diseredati del pianeta, sosteniamo Cuba nella sua ammirevole resistenza per la difesa della libertà conquistata e per l’esempio che continua a dare a tutto il mondo. Freghiamocene delle menate di Fini, Berlusconi, Bossi e delle masturbazioni culturali della sinistra italiana allo sbando. Freghiamocene pure di Obama e della “sinistra” riformista europea, non ci porteranno da nessuna parte, sono parte integrande del sistema dominante reazionario e criminale.

  9. Come sai ho aperto “uominineri” perchè convinto che il fascismo, inteso soprattutto come idoeologia in grado di produrre comportamenti concreti, stia facendo molti proseliti. Non mi stupsce questa lettera come non mi stupiscono le dichiarazioni di Alemanno, di La Russa o di qualche leghista. Io credo che l’antifascismo bisogna farlo vivere quotidianamente, contrastando e denunciando ogni atto di violenza. Navigando nella rete ho contato 36 casi di violenza fascista in solo 4 mesi. E mi chiedo quanti altri sono sfuggiti alle mie ricerche. Qualcuno mi ha criticato perchè ho inserito fatti non riconducibili ad esecutori dichiaratamente fascisti. Ma chi ha ucciso il giovane Abdel per una scatola di biscotti non ha compiuto un gesto intimamente fascista? Ecco, secondo me è questo nuovo fronte quello che dobbiamo temere. Il fronte dei fascisti “inconsapevoli”, che usano la vilolenza sui più deboli per dimostrare di essere forti rispondendo, così, alle sollecitazioni di tanti nostri governanti di An, della Lega, di Forza Italia. Per concludere vorrei farti notare cosa ha detto il Prescritto fai da te a chi gli chiedeva se è antifascista: “Io antifascista? Penso solo a lavorare, per risolvere i problemi degli italiani”. In poche parole: me ne frego! Più fascista di così!

  10. Per correttezza vi mando due note di agenzia.

    Roma, 16 set. – (Adnkronos) – “Il senso della mia lettera, che qualcuno ha voluto interpretare in maniera strumentale, era sottolineare che l’antifascismo, utilizzato nel dopoguerra a fini ideologici, ha prodotto molti morti nella destra italiana. Di conseguenza, non posso dichiararmi antifascista”. Lo ha dichiarato all’ADNKRONOS Federico Iadicicco, presidente romano di Azione Giovani e consigliere provinciale del Pdl An a Roma. “Cio’ non vuol dire che non mi identifichi nei valori della liberta’ – ha proseguito Iadicicco – credo nella democrazia, nell’eguaglianza e nella giustizia sociale. Non mi dichiaro antifascista ma neanche anticomunista – ha concluso – Credo che la cultura dell”anti’ non ci porti lontano. Nella politica esistono avversari e non nemici”.

    (ASCA) – Roma, 17 set – ”La Meloni ci dica qual e’ la linea di Azione Giovani”. Il presidente dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia, Daniele Nahum chiede al Ministro Meloni un chiarimento riguardo la lettera di Federico Iadicicco.
    ”Reputiamo le dichiarazioni di Iadicicco gravissime – rileva Nahum – non riconoscersi nei valori dell’antifascismo e’ un insulto per chi si e’ battuto per la liberta’ e la democrazia nel nostro Paese e difendere le esperienze del ventennio fascista che ha prodotto le leggi razziali e a represso il dissenso con il sangue e’ raccapricciante, per questo ci rivolgiamo al massimo esponente di Azione Giovani, il ministro delle Politiche Giovanili Giorgia Meloni, per chiederle un chiarimento sulla linea politica del suo movimento, sperando che le parole che sentiremo nei prossimi giorni siano sulla stessa linea di quelle espresse dal Presidente della Camera, Gianfranco Fini e non di quelle di Federico Iadicicco”.

    A mio modesto parere questa lettera aperta (nonostante la “rettifica” del giovane dirigente, che personalmente non mi dice nulla di diverso dalla lettera), dovrebbe mettere in stato di seria agitazione tutti. E’ vero che è una lettera personale, ma è anche vero che la conclusione è esplicita: parla a nome di tutti i giovani di AG. La Ministra Meloni è la Presidente Nazionale di Azione Giovani e ancora non è intervenuta in merito. Non è intervenuto in merito nemmeno il Premier. Questo dovrebbe farci riflettere, e considerare forse che non è più il caso di “lasciar perdere”, tanto è una lettera delirante di un “fascistello”. Scusate il tono canzonatorio, ma credo che affrontare con sufficienza queste problematiche e arroccarsi su queste nostre posizioni (parlo ai compagni) abbia generato in parlamento quel mostro che è la Lega. Abbia generaro elementi come un assessore della Lega di Albizzate (Varese), ad esempio, che proprio l’altro giorno in televisione, ha sostenuto che i gay devono tornare nelle foibe. Che quello è il loro posto. Sul serio. Testuali parole. Nelle foibe. Ecco, non che la destra non si combatta con il lavoro, va benissimo lavorare. Però non sottovalutiamo.
    Mi ha molto colpito la riflessione di Tony. Anche secondo me questa lettera trasuda di paura ed impotenza. Paura di non esser più “nulla” davanti alla forza centrifuga del Cavaliere che risucchia tutti. Forse, e lo dico ai compagni, si intuisce un po’ anche quella nostra stessa paura di quando il nostro Bertinotti sedeva sulla stessa poltrona in cui ora siede al caldo Gianfranco Fini. E’ un problema di identità. Serio. Molto serio.
    Non è una lettera di un pazzo uscito dal manicomio in stato delirante.
    Per nulla

  11. Apprezzo molto le riflessioni di Maria e di tutti coloro che hanno commentato, però insisto sul fatto che la situazione politico-sociale italiana è talmente compromessa da non meritare di perderci del tempo per cercare di capire o volerne correggere i difetti. Serve una svolta radicale che non potrà essere ne facile ne pacifica, purtroppo. Il radicamento di mentalità fascio-naziste non si può pensare di estirparlo con le parole. Io vivo in una vallata alpina dove la vita viene dipinta come serena e “sana”, niente di più falso, in realtà domina la violenza più assoluta ed il totale dominio dei valori più deteriori dell’essere umano, la “tranquillità” della situazione che viene dipinta rispecchia invece l’assoluta incapacità delle vittime di rendersi conto di essere tali, che i leghisti, fascisti, forzitalioti che dominano tutte le strutture politiche ed economiche non sono i loro protettori ma i loro sfruttatori. Non sono pessimista, ho sempre guardato la realtà in faccia e purtroppo devo dire che ci troviamo in una situazione talmente drammatica che non si risolverà facilmente e sarà necessario passare dalle parole ai fatti, di chiacchere ne abbiamo sentite abbastanza, anche a sinistra, e non hanno fatto altro che peggiorare la situazione. Se vogliamo costruire una società giusta, se vogliamo che il nostro paese sia veramente libero e non vassallo dell’impero che ci occupa militarmente con basi militari che vengono ampliate anzichè chiuse, dovremmo sporcarci le mani cominciando a contestare in tutti i luoghi ed in tutti i modi questo maledetto sistema capitalista tanto disumano e criminale.

  12. Cara compagna avevo già letto questa letterina e non mi sorprende. Loro sono “orgogliosamente” fascisti e non cambieranno mai.
    Siamo noi che siamo “rappresentati” da chi si vergogna delle proprie radici.
    Iadicicco fa quello che la sua base vuole, Fini fa quello che la sua ambizione gli suggerisce, ma sono uguali, due fascisti.
    Pensiamo a come ricostruire la nostra sinistra, ridiamo dignità ad un Popolo offeso e umiliato da una gestione assurda e dannosa.
    Un abbraccio marxista

  13. le motivazioni di Iadicicco avrebbe potuto scriverle benissimo, alla rovescia ovviamente, un qualunque antifascista. penso ai tanti giovani di sinistra picchiati e/uccisi, alle sedi assalite e distrutte, alle stragi che dal 1969 hanno insanguinato l’Italia. ma a cosa serve questa polemica? Personalmente penso che chi aderì alla repubblica di salò combattè per una causa sbagliata, ma riconosco che molti lo fecero sull’onda del tradimento del re, a seguito della sua ignobile fuga, lasciando l’esercito e il Paese in balia di se stesso, lo fecero per fedeltà alle proprie idee, per coerenza con il proprio comportamento. Perchè credevano in una idea, in un progetto. Ma questo non significa che tutti i morti sono uguali, che tutte le idee sono da rispettare. Oggi più di ieri c’è bisogno del cemento antifascista perchè ci stiamo pericolosamente avviando verso una sorte di golpe bianco, il progetto di Gelli e della P2 che si sta concretizzando. Con il consenso di un Paese distratto e occupato a leccarsi le sue ferite…

  14. […] al loro leader. Il presidente romano di Azione Giovani Federico Iadicicco (vi consiglio di leggere qui il dibattito che si è scatenato circa la lettera dello stesso Iadicicco)  spiega di non […]

  15. Io credo che il lavoro a sinistra debba essere fatto, ma non è “tempo perso” cercare di capire. Ricordiamoci che la nostra “presunta” superiorità intellettuale a sinistra ci ha portato fuori dal parlamento. Non è urlando “al lupo al lupo” o “fascisti” o contestando ovunque, facendo opposizione a tutti i costi, che gli italiani torneranno ad avere fiducia nella sinistra. Io sono per la dialettica fino allo stremo, per il confronto, per fare memoria. Sempre. Ho aperto questo blog per questo motivo. Detto ciò, io ritengo che le due cose (riflessione e azione) debbano andare di pari passo. Una non esclude l’altra.
    Intanto è arrivata la posizione della Ministra Meloni, che anche quella non dice proprio niente… elude. Della serie “non ne posso più di parlare di fascismo e antifascismo”. La rispsta è in linea con quello che diceva Zadig. purtroppo. Preciso. La trovate qui.

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291299

    e per inciso, dato che dal mio punto di vista la riflessione di Tony resta la più sottile, senza nulla togliere alle altre, tutte condivisibilissime, vi riporto una lettera in solidarietà a Iadicicco. Molto, molto preoccupante.. altro che le capriole e la lavata della Meloni…. qui c’è un problema identitario, e dobbiamo aver paura di questo. Oggi Storace è piccolo, ma domani chissà. Riporto la lettera e non l’autore, per non essere accusata come Iadicicco ha accusato Indymedia per aver fornito gli estremi. Non ci interessa sapere chi l’ha scritta. Ci preoccupa, o almeno a me preoccupa, sapere che non è il solo.

    Caro Onorevole Iadicicco
    Chi le scrive è un suo coetaneo che ha militato nel Fdg e per un brevissimo periodo in Azione Giovani.
    Le confesso che, non sopportando l’eccessivo rampantismo che respiravo in AG ed il tatticismo quasi democristiano di alcuni dirigenti giovanili, ho deciso di ritirarmi a vita privata per giunta calorosamente invogliato da chi mi reputava scomodo ed obsoleto.
    Ho letto la sua lettera e non mi è parso vero che qualcuno avesse finalmente un sussulto di dignità in un Partito che, in nome della carriera del suo presunto leader, mostra evidenti segni di incoerenza, amoralità e vergogna per il prorprio passato.
    Io non mi vergogno delle mie radici anche perchè è dai nostri vecchi che ho imparato il senso della comunità, la dignità di difendere ciò in cui credo e l’orgoglio di essere considerato dai benpensanti come una minoranza da ricacciare in un angolo perchè eroicamente non si fa annullare.
    Leggendo la sua lettera mi è venuto in mente l’Almirante del “non rinnegare ma non restaurare” e mi sono domandato perchè mai, proprio noi che dovremmo tenere alti i vessilli di chi ci ha donato con il sacrificio ed a volte con la vita un patrimonio identitario così alto, dovremmo tradire noi stessi ed i nostri padri per un posto nel PPE.
    Io non rinnego e non restauro ma difenderò finchè sarò in vita una esperienza politica come il Fascismo che, seppur non scevro da colpe gravi, rappresenta il momento più innovativo e socialmente alto per la nostra storia Patria.
    La verità è che il Fascismo è caduto sotto i colpi di poteri più grandi di lui e che tali poteri hanno scritto la storia, hanno imposto valori ed hanno perseguitato chi voleva restituire verità alle vicende.
    Alleanza Nazionale si trova oggi a dover pagare il conto del suo ingresso nel salotto buono e la disinvolta bramosia di certi vermi li spinge fino all’abiura.
    Io non posso abbracciare l’antifascismo di Stato perchè non lo riconosco come un valore; farei un torto a chi prima di me, reputando di difendere la Patria nella RSI, si è immolato in guerra o è stato barbaramente trucidato nell’oblio degli storici che esaltano la resistenza ma omettono di parlare degli eccidi comunisti ai danni dei giovani repubblichini anche a Guerra finita.
    Non posso accomodarmi al tavolo di chi, se da una parte professava la democraziia e la libertà, dall’altra parlava di arco costituzionale e di emarginazione arrivando a dire che uccidere un Fascista non è reato.
    Non posso tradire il sacrificio di chi lottava tutti i giorni in periferia per tenere aperta una sezione del MSI rischiando in prima persona.
    Non posso rinnegare la continuità con chi mi ha insegnato il valore della coerenza e del coraggio di sentirsi emarginati ma con onore.
    Non posso stringere la mano dei resistenti antifascisti perchè è sporca del sangue dei giovani caduti del Fronte della Gioventù.
    Ho il dovere morale di difendere una verità che la Repubblica Italiana non ha inteso raccontare e per questo auguro un buon viaggio agli antifascisti Matteoli, Fini & co nella speranza che il tempo sia galantuomo e smascheri le loro losche giravolte ideologiche premiando chi come noi ha scelto ancora una volta di stare dalla parte sbagliata.
    Grazie per il suo coraggio

  16. Beh, se non trova un motivo per essere antifascista, può sempre leggersi il “Sergente nella neve” di Rigoni Stern oppure farsi un giro tra i sopravvisuti Italiani di Aushwitz, oppure andare in Dalmazia e in Etiopia e documentarsi degli stermini perpretati dai fascisti…
    Beh ha tanti modi per trovare un valido motivo
    Poi se non ne troverà in ogni caso… beh fatti suoi… ma validi motivi ne esistono eccome!

  17. Il fatto che queste dichiarazioni siano deliranti, non m’è assolutamente d’aiuto.
    Continuo ad essere seriamente preoccupato.

  18. Mah, vedo che si approfondisce la cosa 🙂 ma sono d’accordo solo su un punto: che è ben preoccupante, che ci sia ancora gente vecchia e giovane capace di pensare e scrivere deliri del genere. Certo, si può notare come certe espressioni di orgoglio e di identità sono speculari a quelle che tanti di noi hanno usato e usano per contrastare i neoborghesucci salottieri che hanno portato il Partito ad uno sfascio di svendita ideale e morale; ma il parallelismo si ferma qui. Noi difendiamo un ideale comunista di società senza lo sfruttamento della persona sulla persona, di pace, di giustizia, di libertà in tutti i sensi e, se mi permettete, di amore. Questi qui invece difendono il conservatorismo, il corporativismo, il tradizionalismo del dio-patria-famiglia, la competizione, la superiorità/supremazia (e la sottomissione), la “maschia aggressività” e molti di loro persino la violenza e l’aggressione; e se noi, praticamente tutti, riconosciamo e prendiamo le distanze da certi errori ed orrori commessi in nome del comunismo, questi qui invece quasi tutti stanno ancora a dire del fascismo come “momento alto e innovativo” e tutt’al più ammettono che “Mussolini sbagliò ad allearsi ad Hitler, a fare le leggi razziali e a entrare in guerra”. Come se le violenze, le prepotenze, l’ipocrisia e l’arruffianamento al servizio del grande capitale reazionario e del clericalismo più retrivo, e il vaniloquio, l’autoritarismo e l’aggressività di questa merda di gente dal 1919 fino al 1938 fosse una cosa buona e giusta…!

    Ma questi qui sono scemi in testa, e com’è vero che non tutti i morti sono uguali perché c’è una bella differenza sul per cosa si muore, così non sono uguali gli ideali, le identità e i militanti, ancorché “onesti e sinceri” (se si può definire “onesto e sincero” uno capace di difendere Mussolini e le sue merdacce). Non c’è nè interesse nè tanto meno da rallegrarsi se la “base fascista” si rivolta contro i suoi capi imborghesiti, nè si può rischiare di cadere nel “il nemico del mio nemico è mio amico”, perché si può finire parecchio male.

    Preoccuparsi di questa gente, quello sì. E del loro “risorgimento” o quanto meno “sdoganamento”, sì. Ma non è “dialogando” con loro o seguendo i loro deliri che troveremo una soluzione: sarà dando l’esempio, con la pratica, che i nostri ideali sono ben diversi da quelli dei loro. E migliori, sì: lo sono, e non dobbiamo vergognarci di dirlo. Anzi: una delle cose che dobbiamo sicuramente fare è dire sempre le cose come stanno, pane al pane e vino al vino, e quando serve, fascista al fascista, ladro al ladro, mafioso al mafioso, bugiardo al bugiardo. È così che ci possiamo far capire dalla gente, perché se tanta gente ci ha mollato, è anche perchè tendiamo a perderci troppo nei sofismi delle belle parole, del “bon ton”, del “politically correct” o addirittura del “chiedere scusa”.

  19. Su sollecitazione di mariarubini, che lo ha letto su un altro blog, riporto la nuda cronaca di quello che negli ultimi 10 giorni è accaduto in Italia attorno al tema fascismo e antifascismo:

    1) Il sindaco della Capitale, con la croce celtica al collo, che ritiene “sbrigativo” limitarsi a dire che il fascismo fu male assoluto (e a mio avviso in questo non ha tutti i torti: la formula è più giornalistica che storiografica), ma che circoscrive la condanna il fascismo alle sole leggi razziali.
    2) Il ministro della Difesa che esalta un corpo militare che si ammutinò contro il suo comandante e venne meno al giuramento di fedeltà al capo delle forze armate (il re) per schierarsi con le truppe nemiche.
    3) Il presidente della Camera, già segretario del MSI e padre della svolta in senso costituzionale di quel partito, che difende di fronte ai militanti di AN “i valori di libertà, uguaglianza e giustizia sociale” presenti nell’antifascismo. Segue contestazione.
    4) Il giornale di partito che oscura l’intervento di Fini (cfr. prima pagina di domenica 14 settembre)
    5) Il presidente regionale della più numerosa associazione giovanile del partito di maggioranza relativa, nella regione dove essa conta il maggior numero di iscritti, che di sé dice “non possiamo essere, non vogliamo essere e non saremo mai antifascisti” e sostiene l’equazione “antifascista = aguzzino”.
    6) La presidente(ssa) nazionale di quella associazione giovanile – che è anche ministro – che difende le parole di cui sopra contro quelle di Fini e si trincera dietro la definizione di “antitotalitarista”, omettendo però – tra i tanti esempi apportati – di far notare che il fascismo è intrinsecamente totalitaristico e che quindi non si può essere antitotalitaristici senza essere antifascisti.
    7) Il presidente del Consiglio che per due volte rinuncia a definirsi antifascista
    8) Lo stesso presidente del Consiglio che elogia le opere del gerarca Italo Balbo.

  20. …inutile nascondere la situazione “culturale” complessa, soprattutto per la Sinistra. Tra l’espulsione dal Parlamento, una reazione politica senza precedenti ed un Vento culturale decisamente “nero” (Violenza, razzismo…) non ci resta che fare quadrato e Resistere!

  21. @Nicolabel: nella Tua lista manca un punto, di qualche mese fa ormai e che, quindi, nel migliore tradizione italica, da dimenticare ma che, comunque, a posteriori, rappresenta un’ottima chiave di lettura di quanto stiamo vedendo. Era il novembre del 2007 e il futuro presidente del consiglio teneva a battesimo il neonato partito di Storace&Santanchè (loro si che hanno rivendicato di essere fascisti) conquistando la folla di bracce tese dicendo loro “Il mio cuore vibra con voi”.

    @Maria: scusami, siccome non ho capito cosa intendevi dirmi, ho deciso di postare simultaneamente di qua e di la 🙂

  22. NICOLABEL, il sindaco della capitale, se rileggi l’intervista del corriere, la croce celtica non la porta quasi più al collo e se la porta, la tiene ben nascosta perchè per lui ha un significato profondo (la morte dell’amico Paolo di Nella ucciso nel nome dell’antifascismo).
    Non nominarmi il Re. E’uno che è fuggito da Roma, lasciamo stare…
    Se il Secolo ha trascurato l’intervento vorrà dire o che il direttore non è dello stesso avviso o che non ha detto nulla di nuovo visto che siamo un partito democratico e che lo statuto di an sull’anti-fascismo parla abbastanza chiaro.
    Per quanto riguarda l’intervento del presidente di azionegiovani di Roma (non del Lazio) devi riportare quella frase nell’intero contesto della lettera.
    La Meloni non ha speso neanche una parola sull’anti-totalitarismo, ma le ho spese io. Ma la lettera della Meloni l’hai letta?
    Berlusconi ha fatto benissimo, non si è lasciato trascinare da questa polemica. Per quanto riguarda Balbo, anche negli States gli hanno dedicato un museo o qualcosa del genere. e poi cosa cambia? Berlusconi ricorda Balbo, tu leggi Fo e Bocca (anche se poi ha fatto la resistenza ha contribuito alla grande a seminare l’antisemitismo con i suoi articoli).

  23. Umberto, hai scritto un sacco di cose che non condivido.

    Sulle più importanti ti ho risposto qui.

  24. Ciao Umberto e benvenuto.
    Pur condividendo in toto la riflessione di Nicola, non voglio soffermarmi su questo. Vorrei soffermarmi su un punto che mi stà a cuore.
    Fermo restando che questa lettera mi inquieta e mi preoccupa non poco. Ma non per il soggetto in se stesso (o presidente di Roma o Lazio poco importa), mi preoccupa il fatto che queste esteranzioni dimostrano che gran parte dei militanti non condivide la linea politica di Fini. L’invocazione a Dio (che mi lascia a dir poco agghiacciata), trasuda di travaglio interiore, di conflitto insolubile. Ed è grave, molto grave. Una delle conseguenze di queste dichiarazioni è stata che il PdL del Sesto Municipio perde il consigliere Giorgio La Porta che si autosospende dal gruppo “finché i vertici del partito non faranno chiarezza sulla vicenda”. Mi pare saggio. Forse l’unico gesto saggio visto fin’ora, dopo la saggia dichiarazione di Matteoli “Chi non condivide appieno le parole di Gianfranco Fini sull’antifascismo si mette automaticamente fuori da Alleanza nazionale. Chi dice “no” evidentemente non condivide il nostro tragitto, politico ma anche culturale, iniziato già al congresso di Fiuggi. Allora, quando qualcuno decise di iniziare una nuova avventura, e anche oggi, chi crede di non voler più seguire la nostra linea, può anche lasciare”.
    In questi ultimi giorni c’è stato un’avvicendarsi di dichiarazioni a dir poco “spericolate”, da Ignazio La Russa ad Alemanno, a dimostrazione che la difficoltà di accettare i Valori repubblicani per gran parte di AN non è riducibile a un fattore locale, ma ad elementi ben più strutturati e strutturanti. Poi permettimi, l’intervento della Giorgia Meloni che si è catapultata a stigmatizzare la “strumentalizzazione” rispetto a quella che lei definisce antica diatriba fascismo-antifascismo dimostra quanto siamo lontani dall’approdo a una destra “normale”. Se per la Ministra, Presidente Nazionale di AG, il problema è la strumentalizzazione e non i contenuti, direi che la situazione è molto grave. patologica, visti i tempi bui che stà vivendo il paese.
    Io spero che il gesto del consigliere municipale apra l’opportunità per un dibattito che speriamo non vada a finire a tarallucci e vino o nel dimenticatoio, da perfetto stile italico, come faceva ben notare Nicola.

  25. Maria, ti riporto un mio pensiero scritto sul blog di Nico:

    L’anti-fascismo può essere al più un ingrediente dell’anti-totalitarismo.
    Anche Stalin era un anti-fascista. Anche coloro che hanno ucciso Paolo di Nella erano anti-fascisti. Anche coloro che hanno ucciso, a colpi di chiave inglese, Sergio Ramelli erano degli anti-fascisti. Anche coloro che hanno ucciso 20.000 persone nel dopo guerra erano anti-fascisti.

    Sono nato più di 30 anni dopo il fascismo, perchè dovrei definirmi anti-fascista? Lo potevano fare coloro che hanno scritto la Costituzione, perchè loro hanno vissuto il ventennio. Io sono un cittadino del terzo millennio e mi definisco anti-totalitario. Combatterò, ma spero che non mi capiti, qualunque ipotetico regime, sia di stampo nazista sia di stampo comunista.

  26. Umberto sei il benvenuto,
    ma mi piace affrontare i problemi seriamente e per gradi. Sono abituata così. Se vuoi lo facciamo, io sono disponibile al confronto, L’ ho detto nel post. Ma che sia serio, però. Altrimenti si perde solo tempo.

  27. :))))))))))))))))))
    piacere di conoscerti:)))))
    stefano (amico di yeti…)

  28. Certo che non definirsi antifascisti perchè si è nati dopo il fascismo è veramente una bella trovata, complimenti….. Quanto a combattere i regimi, forza, datti da fare! Se non sai da dove cominciare ti do un’indicazione, comincia da quello più arrogante e criminale che sta mettendo a ferro e fuoco l’intero pianeta, anche se qualcuno di “sinistra” lo chiama il paese “della più grande democrazia”. Buon lavoro!

  29. Nicolabel, scusa se mi permetto: al punto due affermi che “sono venuti meno al giuramento nei confronti del re”… posizione molto interessante, visto che quello è stato uno dei punti più difficili da definire. fino alla firma dell’armistizio, infatti, il generale badoglio chiamava “alleati” i tedeschi… penso allo zio di mia madre, che fu arrestato (e finì in campo di concentramento) come “prigioniero di guerra” durante un pranzo ufficiale organizzato dai tedeschi il giorno prima, e cominciato da “alleati”.
    chi ha tradito chi?…

  30. grazie Maria e tutti, basta un giorno e ne succedono sempre di nuove, non precisamente esaltanti!!!
    Grazie Mario GC per il link al film, vedo che sarà proiettato accompagnato dal dibattito in varie località, spero di andare a quello del 27 alla Festa di Liberazione di Roma!

  31. Yetiste, è sempre un piacere confrontarsi e non mi sottrarrò.

    Ovviamente non intendo difendere Vittorio Emanuele II: osservo solo che il giudizio storico quello politico, quello morale e quello della legittimità istituzionale viaggiano su piani diversi. E se dai primi tre punti di vista sul conto del terzo re d’Italia le opinioni sono largamente negative, non credo che si possa obiettare che, in quanto capo di stato, egli aveva piena legittimità nell’affidare il governo a Pietro Badoglio (anche lui ben al di sotto di ogni sospetto) e modificare per suo tramite le alleanze di guerra. Codardia? opportunismo? sagacia politica? Il punto non è nessuno dei precedenti, perché non sono queste le categorie alle quali un militare deve guardare per determinare la propria condotta, ma solo la fedeltà alle istituzioni. E le legittime istituzioni del Regno, in quel momento, erano rappresentate solo dalla Corona e certamente non da un evaso quale era Mussolini.

  32. Maria, il mio discorso è molto serio. Voi di sinistra avete riabilitato gente che era stata dichiaratamente fascista e ve la prendete invece con chi, nato a cavallo negli anni venti e cresciuto sotto la propaganda fascista, abbia deciso di difendere l’Italia dallo sbarco degli alleati. E ripeto, sto difendendo dei giovani che non avevano mai conosciuto la democrazia, non Mussolini, Pavolini o le Brigate Nere

    Ecco cosa scriveva Giorgio Bocca il 14 Agosto 1942.

    “Un colpo tremendo deve aver subito il cuore ebreo nel vedere sorgere un movimento, quale quello fascista che denunciava la inconsistenza pratica della parola libertà nel campo politico dove gli uomini sono in tal modo costrutti da trasformare la libertà loro accordata in anarchia.
    Una rabbia immensa deve aver riempito il cuore degli anziani di Sion, nel sentire dei non ebrei dire che il comunismo è un utopia irraggiungibile e che le sue applicazioni pratiche sono costruzioni meccaniche e crudeli dove milioni di schiavi lavorano per una minoranza di dirigenti (ebrei).
    L’odio di chi vede svelati i suoi piani è enorme, l’odio di chi vede rovinati i propri piani è tremendo.
    Questo odio degli ebrei contro il fascismo è la causa prima della guerra attuale.
    La vittoria degli avversari solo in apparenza, infatti, sarebbe una vittoria degli anglosassoni e della Russia; in realtà sarebbe una vittoria degli ebrei.
    A quale ariano, fascista o non fascista, può sorridere l’idea di dovere in un tempo non lontano essere lo schiavo degli ebrei?
    E’ certo una buona arma di propaganda presentare gli ebrei come un popolo di esseri ripugnanti o di avari strozzini, ma alle persone intelligenti è sufficiente presentarli come un popolo intelligente, astuto, tenace, deciso a giungere, con qualunque mezzo, al dominio del mondo.
    Sarà chiara a tutti, anche se ormai i non convinti sono pochi, la necessità ineluttabile di questa guerra, intesa come una ribellione dell’Europa ariana al tentativo ebraico di porla in stato di schiavitù”. “Stralcio di articolo tratto da «La Provincia granda – Sentinella d’Italia», foglio d’ordine settimanale della Federazione dei Fasci di Combattimento di Cuneo.

    E allora vi domando: un semplice militare della Nembo, che dal suo punto di vista (come ha detto La Russa) credeva di combattere dalla parte giusta, è maggiormente colpevole di uno che con i suoi articoli ha propagandato l’antisemitismo?

    Considerando tutti i nomi elencati nel blod di Camelot, vi scrivo il pensiero di Carlo Mazzantini:
    “Quanti guardando in fondo a se stessi, tornando indietro a tutto ciò che c’era stato in quei venti anni di fascismo, avrebbe potuto dire: io non ho colpe, non ho ambiguità, coinvolgimenti in tutto questo? Non ho mai dato la mia adesione, il mio applauso: quanti?”.

    Siate seri, riflettete.

  33. Guarda Umberto, io credo di non avermela mai presa con i giovani di Salò. Non mi interessa farlo. Non lo trovi scritto da me da nessuna parte perchè credo che questa polemica sia solo strumentale. I morti vanno rispettati tutti. Per quanto mi riguarda ricordo nel mio pensiero i morti per la Libertà il 25 aprile, i ragazzi di Salò li ricordo il 2 novembre, insieme a tutti i defunti. E con questo spero di essermi spiegata.
    Io ho posto in osservazione la lettera e non altro. Perchè è inquietante. Mi interessa parlare di Alleanza Nazionale di oggi e non dei fascisti di ieri (riabilitati o meno) o di tutti i tolitarismi del mondo. Perchè io, purtroppo, in Italia ho ancora a che fare con fascisti travestiti da liberali che fanno le capriole, i salti mortali, tutti giri di parole pur di non dichiararsi anti-fascisti. Anche tu dici “combatterò tutti i regimi da quello nazista a quello comunsta” Bravo. Hai dimenticato quello fascista, però. Chissà perchè…. proprio la parolina “ANTI-FASSCISTA” alla maggior parte di voi non viene, e se viene è velocemente seguita da “però anche contro quello comunista!!” che non c’entra niente con la nostra Repubblica che ha conosciuto, hainoi, il fascismo e le leggi razziali ed è una REPUBBLICA ANTI-FASCISTA. Per costituzione. Tu ne sei una dimostrazione Umberto (senza offesa, eh). Mi preoccupa, come ho espresso chiaramente, sapere che questa destra non è una destra “normale”, e che non ha accettato i nostri (intendo di tutti) valori repubblicani. Mi preoccupa la Meloni (e non poco). Faccio un respiro di solievo nel sapere che esistono persone come Matteoli e come La Porta. Ma sono troppo poche.
    Vedi Umberto, in questo paese dei balocchi dove tutti possono dire tutto e riabilitare chiunque, bisognerebbe tornare ai punti fermi per avere il senso dell’ orientamento. Un punto è che la nostra Repubblica per costituzione è ANTI-FASCISTA. Punto. Si abbia, altrimenti, l’onestà intellettuale di dire che la lavata di Fiuggi non è riuscita. La si abbia Umberto!! Però permettimi, se un minorenne viene tolto all’affidamento della madre perchè frequentante un gruppo di “pericolosi estremisti”, io mi batterò in prima linea perchè chi non si dichiara ESPLICITAMENTE ANTI-FASCISTA venga sottoposto ad osservazione giuridica. Finchè la vostra A(zione) G(iovani) non venga considerata come A(nomali) G(iovani). Perchè chiunque giustifica una simile lettera, tale è!

  34. Tutti commenti interessanti. Dato che credo la pensiamo tutti allo stesso modo, non mi dilungo. L’unica cosa, riporto qui sotto un comunicato dei giovani comunisti di roma.

    —————————

    In seguito alle affermazione del presidente della Camera, leader di An, il coordinatore di
    azione giovani di Roma, Federico Iadicicco, si è sentito in dovere di
    replicare, con una lettera, di non essere antifascista e si chiede per quale
    motivo qualcuno nella sua organizzazione dovrebbe esserlo.

    Non è il caso di rispondere alla retorica della sua lettera con altrettanta
    retorica, sarebbe troppo facile rispondere alle “testimonianze” personali
    portate nella lettera con almeno altrettante testimonianze a dimostrazione
    della necessità di essere antifascisti; sarebbe anche troppo facile
    ricordare a Iadicicco, alla sua organizzazione e al segretario del suo
    partito che l’antifascismo non è un valore relativo, al quale
    un’organizzazione che si definisce democratica può decidere se aderire o meno, ma
    è un valore costituzionale, anzi un valore fondante della costituzione e che
    se qualcuno non lo riconosce non può che posizionarsi al di fuori delle
    forze politiche democratiche.

    Sarebbe inutile fare un elenco di tutti i motivi per i quali essere
    antifascisti in Italia sia un dovere morale di ogni cittadino: i valori che
    stanno dietro l’antifascismo sono quelli che ancora, nonostante questo e
    molti altri attacchi, sono riconosciuti come valori fondanti della nostra
    società, i valori senza i quali il concetto di patria che tanto piace ai
    ragazzi di azione giovani non esisterebbe, i valori che hanno permesso la
    sconfitta del nazifascismo (crediamo non si possa dire lo stesso per i militari
    della nembo), i valori che ancora oggi ci fanno indignare per i
    provvedimenti razzisti e xenofobi portati avanti da questo governo nei
    confronti dei migranti, dei Rom e di qualunque altro tipo di minoranza, che
    danno poi la forza morale, se non addirittura una mal celata giustificazione
    ad atti come l’assassinio di Abdul William Guibre, tanto per citare un
    evento recente che stranamente ha ricevuto l’attenzione dei media.

    Infine, ci chiediamo se il Dio tanto invocato nella lettera di Iadicicco sia
    dalla parte delle continue aggressioni che ragazzi antifascisti in tutta
    Italia subiscono quasi quotidianamente, aggressioni di gruppi di persone che
    al grido di non solo aggrediscono singoli ragazzi, ma lo fanno usando bastoni e coltelli e troppo spesso obbligano molti alle
    immediate cure mediche come nel recente caso di Fabio Sciacca accoltellato
    al termine della festa in ricordo di Renato Biagetti, ucciso due anni fa
    sempre dalla stessa mano fascista responsabile solo nel periodo gennaio 2005-inizio settembre 2008 di almeno 312 aggressioni.

    Forse riflettendo su questi e molti atri avvenimenti, Federico Iadicicco
    inizierà a comprendere quale sia il motivo per cui è necessario
    dichiararsi antifascista.
    Ma visto il comportamento del popolo delle libertà, di cui AN è fondatrice, che proprio in questi giorni sta aprendo le porte a gruppi neofascisti, che
    non hanno alcuna intenzione di rinnegare la propria identità ne i propri
    simboli, probabilmente dentro AN gli unici ad avere il coraggio di
    portare avanti le proprie idee sono i ragazzi di Azione Giovani.
    Purtroppo per loro, queste idee non sono compatibili con la nostra Costituzione.

    Giovani Comunisti Roma

  35. Non puoi chiedere a noi di an, che nel nostro simbolo conserviamo ancora la fiamma del m.s.i, di considerarci anti-fascisti, in quanto, proprio sotto l’ombrello dell’anti-fascismo, sono stati uccisi tanti giovani militanti del m.s.i. Sarebbe come andare contro a noi stessi.
    Sarebbe come chiedere agli eredi del partito comunista italiano, ora PD,di dichiararsi anti-comunisti, quando, sotto l’ombrello dell’anti-comunismo, tanti criminali di destra hanno ucciso giovani di sinistra negli anni settanta.
    A tutto ciò, visto che sia i nostri militanti (parlo di quelli di an) sia i vostri militanti non sono assolutamente degli assassini, dico basta.

    Siamo nel terzo millennio e siamo tutti anti-totalitari, anti-Mussolini, anti-Stalin e combatterei sia il fascismo, sia il nazismo, sia il comunismo, nella convinzione che tali regime non potranno mai tornare nel mondo occidentale in quanto sono cambiate radicalmente le condizioni affinchè tali regimi possano sorgere.

  36. Riferendomi alla lettera del presidente di AG Roma, AGGIUNGO:

    Essere fascisti significa anche essere violenti, totalitari, razzisti e anti democratici. Detto ciò non posso assolutamente ritenere il presidente di azione giovani roma un fascista. Altrimenti, visto che è anche consigliere provinciale, trovaTEMI un solo suo atto che sia testimonianza di fascismo e, in generale, di totalitarismo.

  37. Io, voglio intervenire solo su una piccola questione.
    Non mi va di intervenire su questa lettera, forse l’ho già fatto nei commenti dei giorni scorsi, ma, sinceramente, visti i tanti impegni non ricordo s el’ho fatto.
    Voglio dire semplicemente una cosetta a UMBERTO.

    Strumentalizzare l’antifascismo attraverso il riportare alla ribalta fatti di cronaca di imboscate con -feriti o ammazzati fascisti da parte di antifascist i è veramente molto molto sleale. Molto scorretto. Perchè? Semplice. Potrei darti un link e te lo do http://isole.ecn.org/antifa/ di un sito nel quale vengono registrate tutte le aggressioni fasciste denunciate. Bè, tra il 2005 e il 2008, questi cattivissimi antifascisti hanno scritto 49 ( QUARANTANOVE) pagine di aggressioni nel quale ci sono stati anche morti, tanti morti. Ma, io, non vioglio strumentalizzarle, ti dico solo, che, se vogliamo fare a gara, a chi ha fatto più aggressioni o stragi ( ti dice niente piazza fontana? E la stazione di bologna? Brescia? l’Italicus? Ustica? ECCETERA ECCETERA ECCETERA) Perderesti decisamente di molto.

    Ma, la vera parte del mio commento è questa:
    Senza l’antifascismo, tu, non staresti scrivendo in questo blog. Senza l’antifascismo non potresti uscire a fare la spesa, non potretsi uscire indisurbato con la tua donna. Non potresti dire quello che pensi.
    Ultima cosa, qua, si confonde molto stesso la storia del PCI con i danni e gli orrori causati da regimi come lo Stalinismo ( di fatti anche tu lo hai nominato). Definirsi comunisti, non significa definirsi stalinisti, me ne guardo bene. Ma, la storia del PCI è stata FONDAMENTALE per la costruzione della Repubblica Italiana, questa è storia. Senza il PCI, tu, io e tutti gli altri non potremo fare molte cose…

  38. Nel tuo discorso devi considerare una cosa, ossia che gli atti di fascismo a cui ti riferisci (e fai bene a farlo) non sono ad opera di ragazzi di an, in quanto noi siamo un partito democratico e non siamo fascisti. E’ una premessa importante questa. Quindi non puoi utilizzaqrli contro di noi.

    Per quanto riguarda il resto, vivo nel terzo millenio e sono anti-totalitarista ed aggiungo che molti del pci allora volevano il regime stalinista. Non dimenticarlo. Secchia dovresti conoscerlo.

  39. Chiedo scusa se interrompo l’interessante dibattito. Anche se difficilmente ci si allontana dalle proprie posizioni, ritengo che il confronto sia sempre costruttivo. Soprattutto in questa congiuntura storico-politica, in cui la sinistra è extraparlamentare, quindi facile bersaglio, e le destre governano. Mi auguro, ci auguriamo tutti, che questi discorsi, queste polemiche rimangano sempre nell’ambito dialettico e non sfocino mai oltre. Nessuno di noi, da ambo le parti, si auspica nè una guerra civile nè un ritorno agli anni ’70. Ci sarà tempo e modo di continuare il confronto.
    Ho deciso di interrompere per postare questo comunicato dell’ EZLN giunto mercoledì, dopo che avevo postato già la lettera di Iadicicco. Vista la drammatica situazione in America Latina, e quindi anche per solidarietà a quei popoli martoriati, mi sembra giusto diffondere questo comunicato che annuncia una nuova iniziativa non-violenta.

  40. Cara Maria
    non entro nel dibattito con Umberto e ritorno al tuo post.
    Quando la Politica tocca livelli così bassi come in questo momento posso capire che un giovane non riesca o non voglia sentirsi antifascista. bisognerebbe analizzare la storia, bisognerebbe essere disponibili a capire, bisognerebbe essere profondamente e sinceramente democratici, allora si capirebbe l’antifascismo. Bellissimo dibattito. Grazie

  41. Umberto D tu fai parecchia confusione.Un discorso storico sarebbe lungo,ma lo si può sempre fare.Pietro Secchia come qualsiasi altro comunista onesto nel 1948 crdeva nella rivoluzione,capisco che per la tua formazione politica stalinismo e comunismo siano la stessa cosa,ma non è così.Poi personalmente io negli anni 50 sarei stato con i comunisti e non con la DC di Scelba che con la sua celere piena di ex fascisti riverniciati ammazzava operai e braccianti.Giano Accame che tu dovresti conoscere assai meglio di me ha scritto chiaramente quale fu il contributo di morti dei comunisti negli anni 50 e 60(decine e decine) e quali quelli del MSI (1 morto,un militante che si era messo a capo di una manifestazione di braccianti,quindi una manifestazione con caratteristiche comuniste).Gioè Rimanelli e fabio Sebastiani che combatterono nella RSI Rimanelli scrisse in particolare un libro molto bello “Il tiro al piccione”,hanno chiaramente demestificato le ragioni di quella scelta.Questo solo per citare alcuni.Purtroppo oggi per un pò caro Umberto D ha fatto comodo rivalutarvi,a Berlusconi all’allora PDS ed ai poteri forti economici che vogliono in Italia simil-partiti proni ai loro diktat.Tu sei anti mussoliniano ed antistalinista,ma allora quale è il problema del tuo presidente.Mi dici che non vuoi dismettere la tua storia,ma è quello che farete entrando nel PDL,Berlusconi vi trasformerà in prodotti del suo supermarket,non sarete ne fascisti ne antifascisti,non sarete niente.Se non capisci questo allora forse non vuoi capire cos’è il capitalismo oggi.Noi da comunisti lo combatteremo sempre,nell’ultimo congresso abbiamo cambiato gruppo dirigente in parte per salvare anche la nostra storia(nessun partito in Italia ha fatto niente del genere in tempi recenti).Voi di AN da quanto non fate un congresso?Chi ha deciso di entrare nel PDL?.Buona fortuna caro nemico,senza rancore.

  42. Io continuo a condividere la riflessione di Tony (come all’inizio). E’ un problema di identità. In mezzo a questo delirio collettivo, tra ragazzi uccisi per un nonnulla, emergenza Alitalia e quant’altro, mi sono voluta soffermare su questa lettera non per leggerezza o perchè non era più importante affrontare altri problemi, ma perchè interiormente ho sentito la sofferenza identitaria di questo giovane. E mi ha inquietato. Perchè intuisco essere quella di gran parte dei militanti di AN (anche se non esplicita). Non mi preoccupo di persone che hanno un certo equilibrio, mi preoccupo delle altre. Che a mio avviso (e spero di sbagliarmi) diventeranno sempre più numerose. Da un’amica ho letto una frase di Moravia bellissima, che fa al caso. “Un azione è come il verde di certe piante che spunta appena sopra la terra, ma provate a tirare e vedrete che radici profonde.” Questo è quello di cui sono certa. E sono quelle radici di questo giovane che mi spaventano. Per ora è solo erba che spunta sopra la terra… ma domani? … guardate qui …

    http://roma.repubblica.it/multimedia/home/2998876/1

  43. tornando all’EZLN mi sebra che ci siano delle novità rispetto al passato.La situazione politica nel centro e sud america sta evolvendo in un modo che nessuno ancora 15 anni fa avrebbe potuto prevedere.Chiaramente gli Stati Uniti stanno perdendo il loro cortile di casa dopo la fine del socialismo reale e del sistema sovietico,proprio quando pensavano di imporre il loro sistema all’intero pianeta.

  44. Considerato che un tuo ospite pensa di dare giudizi su tutto e tutti, ma soprattutto pensa di darci lezioni di democrazie e di pacifismo, scaricando su di noi le peggio menzogne, gli consiglio di fare un giro su questa mappa in mdo da rinfrescarsi un po’ la memoria.

    http://www.click2map.com/maps/azioneantifa/Antifa

    Visto che ci sono, consiglio anche un gran bel libro di 4/5 anni fa:
    Dizionario dei fascismi
    giusto per rinfrescargli la memoria e il consiglio di non sporcare la STORIA
    Un cari saluto antifascista.
    mauspezz

  45. Attenzione però, cari Tony e Maria, non facciamoci abbagliare troppo dalla presunta contraddizione tra il “vecchio” fascismo storico e questa “nuova” marmellata berlusconiana tutto capitalismo finanziario, consumismo da megacentri commerciali, e rincoglonimento di massa davanti alla TV. La componente neocapitalistica dell’egemonia della destra, oggi, in Italia, è ovviamente strutturale e fondamentale, ma non solo non è in contraddizione con il fascismo storico, ma addirittura non se ne può comprendere la capacità di attrazione se non si capisce che essa si sposa perfettamente con un’altra caratteristica storica di lungo corso dell’Italia, ovvero proprio il fascismo. Certo, questo qui di Berlusconi, Tremonti, e Brunetta è un fascismo “nuovo”, nuovo (in parte) nei metodi e in alcuni aspetti economici e sociali, ma si basa pur sempre su alcune caratteristiche di lunghissima durata del nostro caro buon vecchio fascismo italiota, ovvero l’odio assoluto verso qualsiasi cosa che puzzi di studio, conoscenza, riflessione critica, fatica, serietà di atteggiamento, e responsabilità vero se stessi e verso gli altri; il culto del “particulare” familista e amicale, del clan, del gruppo, come corto circuito di appartenenza ed esclusione ai fini della propria sopravvivenza individuale in un mondo, come sempre, difficile e di difficile interpretazione; la scorciatoia amorale fornita dalla superstizione, dal fatalismo, e dalla superficialità, che è una chiara eredità millenaria di una certa tradizione cattolica deteriore, oggi di nuovo trionfante; il culto della violenza “machista” sul debole, sul diverso, come, di nuovo, scorciatoia che evita pensiero e confronto, e che porta, inevitabilmente, a un nichilismo privo di orizzonti, se non quelli del soddisfacimento immediato di pulsioni e piaceri. Se non teniamo conto di queste caratteristiche antropologiche essenziali del fascismo italico, non capiamo niente dell’odierna egemonia del capitalismo consumista alla Berlusconi. Il terreno era fertile, per questo la pianta ha attecchito. E per questo aspetti solo apparentemente contraddittorii, come il “culto dell’onore della fedeltà e del sacrificio” e dei “valori” della “destra sociale” da una parte, e l’arricchimento personale, la peggiore corruzione, e i continui crimini personali e finanziarii da un’altra, possono convivere così bene e pacificamente in così larga parte della ricca e fascista borghesia bottegaia e azzeccagarbuglia di Roma, di Bari, di Verona, e di Milano. Spiega anche molto bene perché i giovani figli dei bottegai di periferia che fanno carriera in AN, dalla Meloni a questo ragazzotto che ha scritto la lettera aperta, si sentano a loro perfetto agio nel doppio ruolo di fascisti intransigenti e di perfetti consumatori killer massificati del XXI secolo. Si spiegano molte cose, di questa transizione italica al consumismo assoluto, se si guarda proprio a quelle radici profonde e di lunga durata, che chiamiamo fascismo. Di tutta questa fasulla polemica sul post-fascismo di Fini e le contrapposte dichiarazioni di fedeltà alla tradizione, quello che colpisce e illumina veramente sono le dichiarazioni, perfettamente fasciste, di Berlusconi: “Antifascismo? Io penso solo a lavorare…”. Vi ricorda qualcosa?!?…

  46. Tony, Pietro Secchia era un semplice comunista? Ti sbagli alla grande.
    Leggi ‘Guerra Civile’ di Giovanni Pellegrino (pds) e pioi mi dirai. Mi dispaice, ma so distinguere comunisti e stalinisti in quannto ho un buon bagaglio culturale, leggo tanto e soprattutto non autori di parte.
    Poi, se vuoi parliamo anche di Feltrinelli, per esempio. O del ruolo di Cossutta. So distinguere questi personaggi da Berlinguer, per esempio.
    E’ a voi che la storia ve l’hanno insegnata male, in quanto non sapete trarre un giudizio storico. Tra le altre cose, vai a leggere ilmio ultimo post.
    sappiamo il nostro ruolo nel PdL, sappiamo leggere la storia che non vuole che si parli ancopra di fascismo ed infatti Storace ha preso solo il 2%.

  47. Cmq, poco mi ineterssa parlare dei criminali di destra, della Rsi, dei criminali di sinistra che hanno causato 20.000 morti nel dopoguerra.
    Mi rivolgo al presente ed il mio pensiero sulle dichiarazioni della Meloni, di La Russa e di Iadicicco l’ho già espresso.

  48. umberto D ma ci sono solo ex comunisti nel vostro bagaglio culturale?Pansa,Pellegrino,PG Battista.tu continui ad evitare il problema e storicamente a parte De Felice che pure era ex comunista ma la cui opera nulla aveva a che spartire con le diffamazioni di Pansa,credo che tu e molti come te facciate enormi frullati di pseudostoria per costruirvi un curriculum di benpensanti del XXI secolo.Criminali di destra e criminali di sinistra,repubblica sociale=resistenza,la resistenza può essere anche accettata a parte i comunisti,guarda che è vecchiotta,per tali tesi bastavano il povero Giorgio Pisanò e successivamente il piano di rinascita nazionale di Licio Gelli.Ma allora dove sbaglia il vostro Fini?Che cerca Iadicco?Buona fortuna nel supermarket del Berlusca,se vi comporterete bene,può essere che tra una pausa e l’altra del suo lavoro,vi porterà in gita a Predappio,oppure porterà la salma del duce nella villa di arcore.

    P.S.Se ti interessa posso darti riferimenti e libri di e su Pietro Secchia, altrimenti buona mitologia post-fascista.

  49. Ti rispondo solo per dirti che sino al ’94 le case editrici non pubblicavano libri di destra. E lo sai bene.

    Ringrazio Pansa, Luca Telese, entrambi di sinistra, ma anche Nicola Rao (giornalista Rai), Giano Accame (nostro intellettuale), Luciano Lanna e Filippo Rossi (giornalisti del Secolo) per il bellissimo “Fascisti Immaginari”, dò il benvenuto a nuovi autori come Angelo Mellone e Fabrizio Tatarella, ricordo con estremo piacere il politilogo di destra Marco Tarchi, lo storico di destra Franco Cardini, il direttore area cultura de ‘ilGiornale’ ed ex rappresentante della nuova destra Stenio Solinas, gli intellettuali mai anticonformisti Marcello Veneziani e Pietrangelo Buttafuoco, Alessandro Campi…insomma sono soddisfatto degli uomini di cultura di destra. Sicuramente dimentico qualcuno, ma pazienza.

  50. ripeto buona mitologia,peccato che Iadicco nella sua lettera abbia citato solo de Felice e Pansa,che Tarchi da anni sia stato isolato dal vostro partito e che Giano Accame nella nosta polemica sia stato citato dal sottoscritto che è comunista e non da te.Cos’è vi vergognate?Oppure avete bisogno degli ex comunisti o ex di sinistra a farvi da balia.poi paragonare Veneziani a Tarchi……,povero Marco Tarchi in tutti questi anni ha avuto mazze e corna dal tuo partito.Fino al ’94 non si pubblicavano libri di destra?Ma chi ti racconta queste fregnacce?Ma poi dal 94 sono passati quasi 15 anni,ma ancora si piagnucola.Ma poi poveri autori di destra come fanno giustamente ad emergere se portate in palmo di mano sempre questi ex-comunisti?Comunque ripeto buona fortuna ,contento te…….

  51. Accame lo conosco benissimo, stai tranquillo.
    E ti ripeto: fino al ’94 era impossibile pubblicare i nostri libri. Comandavate tutto. Ma non piango, anzi, sono fiducioso e contento, ci stiame prendendo le norstre rivincite e stiamo guadagnando terreno giorno dopo giorno

    Cmq, dimenticavo altri autori fascisti: Giorgo Bocca, Dario Fo, D’annuunzio, Pirandello, Moravia…
    Buon weekend.

  52. Altri personaggi di sinistra importanti:Mussolini(PSI),Berlusconi(PSI)……..,guadagnate terreno,certo oramai anche Fini è antifascista…….,forse camminate a ritroso,ma tanto il terreno è di proprietà del Berlusca,temo che nel PDL sarete come una volta scrisse Tarchi “Esuli in Patria”.Senza rancore, ti auguro buona fortuna nel PDL.

  53. Chi ti ha detto che entri nel PdL? E poi mica è una vergogna che Mussolini (Berlusconi era un finanziatore) fosse socialista per uno come me che è di destra sociale. Dai troppe cose per scontate. Non sono uno comune io, non rappresento l’identikit del ragazzo di destra che voi immaginate 🙂

    Esuli in patria? Lo eravamo prima, in Italia, ora non più. Uccidere un fascista non era un reato, figurati pubblicare un libro di destra…no?
    Il PdL è una scommessa e sono estremamente convinto che gli uomini di An, molto radicati sul territorio e con ottime capacitàpolitiche, riusciranno a farsi valere. E poi, mica è immortale… 😉

  54. Ahi,Ahi adesso speri che Berlusconi prima o poi……….Veltroni e D’alema con questa idea si sono scavati la loro fossa politica………..,non è lui ma il nuovo tipo di Italia che ha creato,con la complicità dei signori prima citati,ed in cui voi avete questo spazio,che si regge sulla sua figura.una volta Mussolini scrisse che un secondo fascismo non ci sarebbe mai stato perchè dopo aver rimosso una roccia da sotto sarebbero usciti solo i vermi.Con le dovute distinzioni penso che si adatti al berlusconismo abbastanza bene.
    Dopodichè vi conosco benissimo caro Umberto D,non credo che tu sia stupido e tantomeno ignorante,penso solo,anzi spero che al di la dei frullati che ti sei bevuto un giorno la tua passione politica possa essere messa al servizio di altre idee.Non sai se entri nel PDL?Ma allora il problema politico esiste……
    Se rimani fuori o diventi un incazzato di destra oppure vai con storace,ci vuole un notevole coraggio a sottrarsi ad un abbraccio simile,se ci riesci complimenti….

  55. Secondo te, un giovane di destra che apprezzi Tarchi o Cardini, può andare con Storace? Ma mi consideri proprio stupido! 🙂
    A me i frullati non piacciono tanto, non li bevo…i vostri come sono? 🙂

    P.S. In 3 anni di militanza attiva sui blog, sei l’unica persona di sinistra che mi ha nominato Giano Accame e Marco Trachi, che conosce la frase ‘Esuli in patria’…significa che anche tu leggi tanto, che ti piace sconfinare nel terreno altrui per capre le ragioni altrui…complimenti.

  56. Una volta Togliatti fu tanto bravo da portare parte dei GUF (quelli messi alla berlina da PG Battista)nel PCI clandestino,un giorno con modalità diverse qualcun altro farà lo stesso……..,sono tanto più convinto delle mie idee proprio perchè conosco le altre,chi vivrà vedrà,………….,magari tu passerai al PRC,così un giorno qualche PG Battista di turno magari veltroniano,ti accuserà di opportunismo,……i percorsi politici sono a volte tortuosi più di quanto pensiamo.
    A proposito di Franco Cardini,oramai firma ogni appello insieme a Giulietto Chiesa,non voglio dire che non sia più di destra sarebbe falso,però nella politica estera è distante anni luce da Fini e da AN,non avrei problemi ad assumere le sue posizioni sulla guerra.
    A presto nemico…

  57. E’ davvero un un piacere seguirvi.
    Può capitare di trovare più interessante e dialetticamente più elevato un confronto su di un blog, che non in tv quando a farlo sono i nostri politicanti. Visto il livello in cui è scaduta la politica.
    Io parto e torno domani sera, vi lascio al vostro confronto, certa che il livello continuerà a mantenersi alto.
    Un abbraccio particolare ad Umberto, che da solo, in questa “tana del lupo”, non si è sottratto al dibattito costruttivo. Il che gli fa molto onore.
    Un saluto a tutti.

    PS
    No Laura, ho appena controllato, ma non ho ricevuto nessuna tua e-mail.
    Un abbraccio

  58. Ma allora, sei proprio monella! Ragazze /i,sono in sciopero per solidarietà con Carlo Ruta,lo storico condannato per stampa “clandestina”.Però, Maria,che non ci sarà per il fine settimana)mi ha fatto una proposta, che non “ho potuto rifiutare” ;vi prego ,quindi,di discutere con ‘moderazione’. Fermo restando che non ho capito chi modererà me, quando, qualcuno (o qualcosa) mi romperà i “cabassisi”…

    Hasta

  59. Tony, Cardini è puramente di destra…ma la ‘sua destra’ ormai non esiste più.

    Maria, grazie per i complimenti…buon weekend!

  60. caro Umberto,
    ho letto un po’ dei tuoi commenti e dici cose interessanti anche se non condivisibili dal mio punto di vista (altrimenti non saremmo se sponde opposte 😉 )

    Siccome mi sembri una persona con molto giudizio, sono sicura che tu condannerai la tua “collega” di Partito per la Gravità del gesto che ha compiuto a Viareggio oggi:

    “Mercoledì 23 luglio 2008, alle 18, c’erano tutti alla festa di compleanno per il bagno Principe di Piemonte, giornata in cui si celebravano i settant’anni della struttura realizzata e inaugurata nell’estate nel 1938, il Sindaco di Viareggio Lunardini, l’Assessore alla cultura Costagliola, l’Assessore al turismo e ai rapporti con le partecipate Cinquini, l’Assessore alle attivita’ produttive Bucciarelli e soprattutto la padrona di casa Manuela Clerici, presidente della Viareggio Versilia Congressi.”

    Sono passati due mesi da quella festa e solo 39 giorni dal 12 Agosto ricorrenza della strage di S. Anna di Stazzema in cui si ricordavano i morti di 64 anni fa e giunge notizia che la Signora Clerici avrebbe cercato di passare dalle feste ai fatti e con un fare degno di un sergente di ferro avrebbe ordinato di far togliere la lapide che commemora i 560 morti e condanna la barbarie nazifascista. Si dice addirittura che dopo il no dei dipendenti del Centro Congressi la stessa Presidentessa intonando un secco “me ne frego” avrebbe tentato di sbullonare la lapide personalmente.

    La Versilia purtroppo nell’ultimo decennio e’ stata attraversata dai peggiori istinti revisionisti e beceri, basta ricordare i fatti di Pietrasanta, dalle esposizioni del busto del Duce alle bandiere della Xmas, dalla rimozione della celebre opera i “Pugni di Cortina” ai parziali e insulsi tentativi di ribaltare la storia con le iniziative in S.Agostino (Percorsi del ‘900) e alla Versiliana (con la consueta processione di uomini della destra fino all’ultimo dibattito su Almirante) per rendere ampiamente l’idea ma questa vicenda va oltre, in questo caso entrerebbe in gioco la disumanita’.

    Ho usato il condizionale nel raccontare lo squallido episodio perche e’ stato riferito da alcuni testimoni ma se i fatti raccontati corrispondessero alla realta’ invito il Sindaco Lunardini a prendere le distanze da questo episodio e non solamente a chiacchiere o addirittura con minimizzazioni ma con l’unica arma in suo potere la revoca della nomina di questa signora che passa da un poltrona a l’altra con grande facilita’ (come tanti altri del suo partito d’altronde). Nonostante la lapidaria condanna del fascismo del Presidente della Camera Gianfranco Fini in Versilia si continua a far finta di niente.

    Marco Bonuccelli
    Capogruppo PRC/SE
    Provincia di Lucca

    Aggiornamento alle ore 19.00 del 20 settembre

    Siamo stati avvertiti del fatto e mi sono recato al Principe di Piemonte dove, alla lapide posta nell’atrio del Principe di Piemonte, sono stati tolti tre dei quattro supporti. Ho ascoltato il racconto di alcuni dipendenti della Centro Congressi che confermano i fatti descritti da Marco. C’erano anche clienti e dipendenti dello stabilimento che avevano protestato per il tentativo di rimuovere la lapide da parte di Manuela Clerici. E’ arrivato un consigliere comunale del centrodestra (cliente del bagno) che ha detto che aveva chiamato il Sindaco il quale chiedeva di ripristinare i supporti mancanti come se questo cancellasse il comportamento incivile, arrogante e fascista della signora Clerici.

    Il Sindaco ha il dovere di accertare lo svolgimento dei fatti e le responsabilità e noi ci impegeremo perchè chi ha sbagliato risponda del suo comportamento e ne paghi le conseguenze. Io chiedo, così come ha fatto il nostro capogruppo provinciale, le immediate dimissioni o la revoca, da parte del Sindaco, del mandato della signora Clerici come presidente del Centro Congressi. Chi assume questi atteggiamenti e oltraggia la memoria e il ricordo delle vittime della barbarie nazifascista non ha diritto di cittadinanza in un paese civile.

    Roberto Alessandrini
    Segretario – Circolo di Viareggio PRC/SE

    qui non si tratta di rileggere la storia sotto un altro punto di vista, qui si tratta di negarla e rimuoverla.

  61. Laura,fai bene a ricordare questi tentativi di rimozione storica,ma cosa vuoi da Umberto?quelli come lui sono i beneficiari di queste rimozioni perchè dovrebbe dispiacergli?D’accordo potrà anche condannare ma ti farà tanti esempi:tipo via stalingrado o via lenin a bologna per compensare.
    Chi ha consentito queste rimozioni non è Umberto o quelli che la pensano come lui,ma i DS(anzi già) PDS,la pletora di intellettuali ex-comunisti(nemmeno tanto ex),i cialtroni alla Pansa o gli apprendisti stregoni alla Violante.Nel 1996 l’allora assessore al comune di Roma Gianni Borgna già noto intellettuale del PCI in quota d’alema omaggiò la cineasta nazista Leni Riefensthal allora centenaria(beata lei) e disse della Resistenza cose da scandalizzare Pansa,certo Borgna è nato nel 1943 quindi per fortuna altri hanno fatto le scelte giuste anche per lui.Allora fu attaccato,il nostro quotidiano Liberazione gli diede del verme(giustamente),oggi sarebbe impensabile,fu duramente attaccato anche da Pansa solo 6 anni prima che scrivesse quell’infame libercolo.Di esempi posso fartene a centinaia.La cricca diessina sperava di far fuori Berlusconi con le sue stesse armi,ri-sdoganando il fascismo,è chiaro che Berlusconi aveva compiuto solo metà dell’opera,c’era bisogno degli eredi dell’PCI per completarla.Loro speravano di spostare fini su lidi moderati(specie dopo Fiuggi) toggliersi di mezzo Berlusconi che è il loro incubo,e poi confrontarsi con la Destra europea messa a nuovo di Fini,a quel punto Fini sarebbe alla bisogna ritornato neofascista e non maturo per guidare l’Italia nel XXI secolo.Gli è andata male,Berlusconi esiste ancora ed hanno creato con il loro revisionismo mostruosità incontrollabili,e questo per tacer della Lega Nord,quella è un altra storia.

  62. “Laura,fai bene a ricordare questi tentativi di rimozione storica,ma cosa vuoi da Umberto?quelli come lui sono i beneficiari di queste rimozioni perchè dovrebbe dispiacergli?D’accordo potrà anche condannare ma ti farà tanti esempi:tipo via stalingrado o via lenin a bologna per compensare.”
    TONY, credevo che con te si potesse parlare, scherzare, ti ho fatto anche i complimenti.
    Invece sei terribilmente arrogante e con te ho chiuso ogni dialogo perchè manchi profondamente di rispetto. Sei antifascista, ma non credo democratico, perchè non sai reggere assolutamente una pacifica e democratica discussione.

    Laura, hai scritto che ti sembro una persona di giudizio e te ne sono grado, vorrà dire che sei andata oltre a ciò che scrivevo e non hai fatto un giudizio sommario. Devo essere sincero, non sapevo di questa notizia, la leggo per la prima volta da te.
    E’una vergogna e questa tizia andrebbe espulsa immediatamente dal partito in quanto è una persona anti-democratica che continua a non sapere leggere la storia, perchè qui non si tratta di capire come mai dei giovani abbiano aderito a Salò, qui si nega la condanna di atti violenti di nazi-fascsimo, qui si nega la LIBERTA’.

  63. 1)Hai frainteso,forse ho toccato tasti dolenti.
    2)Non prendo lezioni di democrazia da te.
    3)Sono Comunista ed Antifascista.
    4)Credo che a forza di espulsioni tra poco caccerete l’intero partito compreso La Russa,ma questo è un vostro problema.
    5)Non vuoi più discutere?Me ne dolgo,ma stanotte continuerò a dormire.
    6)I complimenti mi fanno piacere ma non per questo rinuncio alle mie idee,dalla discussione avuta avresti dovuto capirlo.
    7)Conoscere le posizioni altrui non significa giustificare.
    8)la libertà si nega anche quando si assaltano campi ROM o si ammazza un ragazzo di 19 anni.
    Senza Rancore Tony

  64. la notizia è locale oggi è sulle pagine di cronaca de “il Tirreno” e “la Nazione”, ma già ieri era uscita su vari siti di informazione viareggina.

    quello che mi ha fatto però riflettere è che alcuni commenti di persone che votano a destra (sempre su questi siti) tendono a giustificare l’accaduto, e il sindaco oggi sulle pagine della stampa locale minimizza l’accaduto sostenendo che si tratta di un fraintendimento…

    Le parole di Matteoli in questo senso sono state chiare sulla permanenza nel vostro partito di questi personaggi, ma non penso che le accadrà niente.
    questo gesto segue di poche settimane l’infelice uscita dell’assessore alla cultura Ciro Costagliola che voleva togliere dallo statuto del premio viareggio la clausula anti-fascista.

    Gli ex missini avevano il motto “nè rinnegare,nè restaurare” mi sa che molti di AN si siano lasciati prendere la mano e l’abbiano sostituito con “non rinnegare,ma anzi restaurare”. Perchè quando si va al potere si perde un po’ la testa, ci si sente intoccabili e inattaccabili. la batosta che abbiamo preso ad aprile ha portato il nostro ad un confronto anche duro su questo argomento, rifletteteci.

    un abbraccio a tutti
    Laura

  65. Vedi Umberto,
    io sono dell’idea che le parole siano molto importanti. E che a volte siano pesanti come macigni. Chi ha responsabilità istituzionali dovrebbe saperlo. Tu hai chiesto se a noi risulta che Iadicicco abbia mai compiuto atti antidemocratici. A me non importa saperlo. A me inquieta e fa paura leggere tale lettera in cui un dirigente di partito ed un rappresentante delle istituzioni dichiara che non potrà mai essere un antifascista. Perchè in questo modo legittima altri a non esserlo, e a compiere atti come quelli ai quali purtroppo assistiamo quasi quotidianamente. Non tutti sono equilibrati, acculturati e “intellettuali” come te, Umberto.
    In riguardo a tutte le citazioni di intellettuali di sinistra e di destra non entro in merito, ci tengo solo a puntualizzare la questione del famoso discorso di Violante. Luciano Violante è spesso citato come esempio di uomo di sinistra che seppe capire “le ragioni” di chi scelse la Repubblica sociale e si schierò al fianco del nazismo. L’ ex presidente della Camera che a “queste ragioni” dedicò un controverso passaggio del suo discorso di insediamento a Montecitorio, si sappia che ha attacato Ignazio La Russa, che a suo giudizio a Porta S. Paolo ha fatto un discorso “inopportuno e sbagliato”. Violante spiega: “Nel momento in cui un ministro ricorda un fatto fondamentale della Liberazione dal nazifascismo, ha il dovere di fedeltà alla Costituzione, che sancisce precisi valori”. Non c’è paragone con il suo famoso intervento a Montecitorio. Erano due discorsi diversi. E soprattutto, disse chiaramente che non andavano fatte equiparazioni, né proposti revisionismi falsificanti. Tra l’altro Violante ha preso di mira anche il sindaco di Roma e le sue parole sul fascismo: “Ho trovato la dichiarazione di Alemanno perfino più grave di quella di La Russa, perché contiene una giustificazione del fascismo, come se il fascismo fosse separabile dalle leggi antiebraiche e dallo sterminio”. Questo ho voluto ricordarlo per correttezza, perchè a destra Violante viene citato troppo spesso. E a sproposito.
    Io sono certa che il dialogo, il confronto sia sempre costruttivo. Perchè solo conoscendo l’ altro diverso da me posso conoscere chi sono io. E dopo questo dibattito, io sono ancora più certa di sapere chi sono. Sono un antifascista. Sempre più convinta. Rispetto le idee altrui, gli studi di tutti, dagli intellettuali di sinistra a quelli di destra, ma il mio punto di riferimetno è solo uno: la Costituzione della Repubblica. E questa è stata il prodotto dell’incontro di due culture diverse tra loro, ma che hanno generato un pilastro per la base della nostra democrazia: la cultura gramsciana e la cultura degasperiana. Entrambe culture profondamente democratiche e antifasciste. In caso contrario non sarebbe nata questa “perla” che è la nostra Costituzione.
    Io continuerò ad essere antifascista e a combattere qualsiasi tentativo di revisionismo, da qualsiasi parte provenga.
    La tua critica Umberto sarà sempre gradita, qui sei sempre il benvenuto. Credo che questi confronti siano stimolanti ed utili per la riflessione di tutti noi.

  66. Bellissimo dibattito culturale.
    Rimango un po’ perplesso però da alcune affermazioni, da ambo le parti.
    Guardo la biblioteca di casa mia, non nego di venire da una famiglia di cattolici di destra come la titolare del blog sa bene, e vedo una serie di libri di Volpe, Evola, Gianna Preda, libri dell’editore “il borghese”, alcune copie di riviste come Intervento… trovo pertanto inesatto affermare che non esistesse la possibilità per la gente di destra di scrivere. c’era certamente un’egemonia culturale della sinistra, ma le idee circolavano. anzi, forse, fino al ’94 esisteva una fucina di idee di destra, di una destra liberale e non fascista (antifascista… beh, è chiedere troppo) che ora non c’è più.
    trovo con dispiacere alcuni commenti dei commentatori di sinistra che abbandonano l’ipotesi di un dialogo e usano inutili e noiosi stereotipi per definire la gente di destra. me ne dolgo, anche se dormirò anche io tranquillamente (se il pupo me lo lascerà fare), e certamente… questo mio commento li lascerà – per fortuna – del tutto indifferenti.

  67. Beh, però, Yetiste, ci sono stereotipi e stereotipi. Di solito quelli di sinistra sono un po’ meglio, un po’ più “elevati”. Ad esempio, i fascisti vengono chiamati fascisti. Che è filologicamente più preciso e umanamente meno degradante di “zecche”, il termine usato dai fascisti per denotare chi nutre simpatia per il comunismo e il socialismo. E, in fatto di stereotipi o di possibilità di avere una discussione pacata e argomentata, ti consiglio un giretto in un qualsiasi blog di destra, o già anche solo quello di giornali “per bene” (si fa per dire) tipo Stampa o Corsera, tanto per fare un confronto…

  68. Mantenere viva la memoria e il rispetto per essa!

    http://www.vittimeinnocenti.altervista.org/

  69. Sergio io credo che questo dibattito non poteva chiudersi in miglior modo. Inserisco immediatamente il tuo indirizzo nei miei siti consigliati.
    Grazie davvero.
    Di cuore.

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