Alitalia – prenota e acquista

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Diciamo la verità, son mesi che sentiamo parlare della crisi Alitalia ma quanti di noi hanno compreso di che si tratta? Si è parlato delle colpe della gestione, della proposta Air France respinta a marzo, della nuova Cordata, della cattivissima CGIL che non vuole trattare, del fallimento, dei piloti dell’ ANPA che nonostante siano tutti dal primo all’ultimo di Alleanza Nazionale ce li fanno passare per comunisti… insomma, ammettiamolo, non è che la situazione ci sia molto chiara. Qualche giorno fa, grazie all’amico Zadig sono venuta a conoscenza del lavoro di un assegnista di ricerca di economia politica dell’Università di Siena, Massimiliano Vatiero . E’ un’analisi che finalmente mi ha fatto chiarezza. Il lavoro si chiama Alitalia, tu a quale gruppo appartieni? che vi consiglio vivamente di leggere. Intanto mi permetto di estrapolare qualche punto a mio avviso importante.

Premessa: Alitalia è un’azienda Statale, anche se l’assetto societario è cambiato più di una volta. Detto in soldoni: i debiti di Alitalia li paga lo Stato=Cittadini.

Dunque, i componenti della CAI (nuova Compagnia Aerea Italiana – Collanino & C.) con il loro piano non potrannno uscire dalla compagnia per 5 anni, cioè fino al 2013. Obiettivo della CAI: Integrazione Alitalia Air-One, completo rinnovamento della flotta e della struttura del personale, ritorni dell’investimento ai nuovi azionisti nel medio lungo periodo. Accordo di partnership internazionali tramite i quali coprire il mercato del lungo raggio da e per l’Italia. Drastico snellimento del perimetro aziendale (risparmio di 350 milioni annui attraverso la riduttività di contratti di lavoro onerosi). Questo piano libera gli investitori da debiti e tutto con il solo obbligo di mantenere le azioni per 5 anni, dopodichè potranno essere tranquillamente vendute recuperando anche l’investimento iniziale.

La realizzazione del piano rischia di costare allo Stato tra  i 2.8 e i 4.4 miliardi in più allo schema a suo tempo presentato da Air France KLM. Alitalia ha debiti per 1.5 milardi. Per quello che cederà alla CAI il commissario incasserà circa 300 milioni, poi Fantozzi cercherà di vendere la parte della flotta non rilevata da Collanino & C.: praticammente un centinaio di aerei piuttosto vecchi che consumano troppo, difficili da piazzare. In riguardo agli ammortizzatori sociali, gli esuberi arriveranno a quota 9 mila su 18 mila dipendenti. Il piano prevede la riduzione di attività che comporterà allo Stato un calo di introiti contributivi e tributari. Verranno a mancare tra i 2.1 e i 3.5 miliardi di euro.

Conclusione: L’operazione CAI costerà allo Stato tra i 4.1 e i 6.8 milardi di euro nei prossimi 7 anni, invece il piano Spinetta tra 1.30 e 2.4. Un’ aggravio dei contribuenti del piano Fenice rispetto a quello di Air France che va da 2.8 a 4.4 miliardi di euro. A marzo col piano Air France i creditori sarebbero stati pagati per intero e gli azionisti avrebbero potuto vendere le azioni. Cinque mesi dopo lo Stato sta per perdere 300 milioni di euro, i creditori (tra cui lo Stato) parte dei loro crediti e gli azionisti hanno già perso tutto. Al danno si aggiunge la beffa se si pensa che tra 5 anni il tutto potrebbe finire comunque nelle mani degli stranieri, tra i quali sempre i francesi.

Nota importantissima: conflitto di interesse che l’operazione Fenice genera, cioè i vantaggi economici che il titolare di cariche di governo può apportare ad una sua impresa o a impresa di parenti.

Io ora ho le idee molto più chiare. Spero sia così anche per voi.

39 Risposte to “Alitalia – prenota e acquista”

  1. Purtroppo credo che l’analisi sia assai precisa. Non ho apprezzato l’uscita di Berlusconi quando disse che Alitalia doveva rimanere italiana, come non apprezzo tanti pianti dei politici locali (di destra e di sinistra) che gridano al “decadimento dello scalo” con questo o quell’acquirente… Alitalia è una ditta di stato che dovrebbe fallire. Compito dei politici è di trovare nuovi canali per partner commerciali alternativi per i propri scali, o per “riabilitare” le imprese che gravitano sugli aeroporti.
    Non ho capito la manovra del sindacato su Air France: sono del parere di Sacconi quando – qualche giorno fa a Porta a Porta – disse “non si può supporre che Berlusconi con la crociata anti-Air France abbia condizionato i sindacati”. L’unica spiegazione sensata è che ci sia una manovra non proprio corretta per l’accaparramento delle attività immobiliari di Alitalia (a mio avviso unico effettivo interesse della CAI) in cui i sindacati hanno agito da “fiancheggiatori” (magari inconsapevolmente). Ma è solo fanta-finanza, naturalmente… anche se abbiamo già visto gustose operazioni di “svuotamento” del patrimonio immobiliare nei vari passaggi di proprietà, in passato…

  2. ora ho le idee ancora più confuse
    come penso moltissimi italiani (almeno quelli che le domande ancora se le fanno)

    resto in campana e vediamo se su questo blog qualcuno ha info precise

  3. rageagainsttheworld Says:

    Maria ti passo il comunicato stampa di SdL Intercategoriale, il principale sindacato in Alitalia

    I lavoratori di Alitalia stanno facendo i lavoratori: è ora che il Commissario faccia il Commissario ed il Governo il Governo
    Dichiarazione di Fabrizio Tomaselli
    Coordinatore nazionale SdL intercategoriale

    La politica degli ultimatum ha sempre portato a fallimenti epocali od a scontri senza esclusioni di colpi. Sulla questione Alitalia si sta giocando una partita che è ormai prioritariamente politica e vede il mondo sindacale diviso su principi e problemi generali oltre che su contenuti specifici.
    Il sindacato ed i lavoratori stanno mantenendo posizioni ferme e al tempo stesso assicurano la continuità e la regolarità dei voli.
    Nessuno pensi però che ciò rappresenti una dimostrazione di debolezza: al contrario è proprio la forza e la valenza della convinzione delle nostre posizioni che ci spinge a non accettare le provocazioni continue che vengono da più parti. Ma se qualcuno pensa ad uno scontro frontale con il sindacato è ormai evidente che esso non riguarderà certo la sola Alitalia, ma coinvolgerà l’intero trasporto aereo ed i lavoratori di tutto il Paese.
    Ma esistono tutte le condizioni perché ciò non accada: oggi il Commissario Straordinario Fantozzi deve far valere le proprie competenze istituzionali e deve necessariamente operare per assicurare la continuità aziendale attraverso la richiesta di interesse da parte di altri soggetti industriali e, se necessario, fare tutti i passi per assicurare il tempo necessario per rendere effettivi tali interessi.
    SdL intercategoriale e le altre organizzazioni sindacali hanno assicurato al Commissario il massimo appoggio e si sono rese disponibili anche ad adottare misure straordinarie.
    Il Governo non può continuare a dire che oltre CAI c’è soltanto il fallimento, perché così, oltre ad allontanare possibili compratori – che esistono -, non fa altro che spaventare i passeggeri ed aggravare le condizioni economiche dell’azienda di cui è proprietario.
    Esistono condizioni credibili e concrete per una reale alternativa a CAI che, fino a prova contraria, ha abbandonato la trattativa, ma nessuno si farà mai avanti se il Governo non aprirà un varco nel suo attuale rigido atteggiamento.
    Allo stesso tempo rimaniamo disponibili a riprendere il confronto con CAI, se essa lo riterrà opportuno, ma anche sulla base delle nostre proposte alternative a quelle imposte in modo violento in una trattativa che in effetti non è mai iniziata per gran parte dei sindacati che rappresentano realmente la maggioranza dei lavoratori del Gruppo Alitalia.
    I passeggeri sappiano che, nonostante tutto e tutti, come sempre i lavoratori Alitalia stanno operando al massimo delle loro possibilità per assicurare un servizio di qualità ed in sicurezza.

  4. @rage: solo una domanda… quali sarebbero le alternative? penso che il commissario Fantozzi, che non mi pare provenga dall’ambiente filo-governativo, avrebbe solo da guadagnare a risolvere la questione per suo merito, e non per merito del governo… ma temo che la difficoltà dei sindacati a trovare comune accordo porti ad una prudenza che rasenta l’immobilismo… oltre a tutto, perchè faticare per comprare qualcosa che tra venti giorni andrà all’asta per fallimento?…

  5. A giudicare dalla sintesi i tuoi neuroni hanno recuperato alla grande 🙂

  6. rageagainsttheworld Says:

    luftansa, arifrance? sono solo alcuni esempi

  7. Yetiste dice “penso che il commissario Fantozzi, che non mi pare provenga dall’ambiente filo-governativo, avrebbe solo da guadagnare a risolvere la questione per suo merito, e non per merito del governo…”
    Credo proprio che pensi male, Fantozzi è stato messo lì per fare gli interessi dei cittidini o DI ALCUNI CITTADINI? Io ho imparato da troppo tempo che il nostro è un paese democratico basato sull’uguaglianzai ma questo solo sulla carta, in pratica ho purtroppo dovuto constatare che qualcuno è PIU’ UGUALE degli altri….

  8. sarebbe interessante sentire realmente la voce dei politi e assistenti di volo, e non il super “paninone” che ci viene propinato in tutti i TG, intramezzato dalle solite opinioni di tutti i politici che conoscono il problema del traffico solo perchè hanno volato qualche volta.

    @per esmpio quanto costa ad un pilota prendere il brevetto per poter lavorare?

    @che conseguenze ha avuto il secondo hub di malpensa per le casse della compagnia?

    @quandi si firma un contratto in base alle ore di volo e non di servizio, quante ore del proprio lavoro si “regalano” all’azienda?

    @l’aggiornamento e la formazione continua che questo lavoro richiede, con la nuova compagnia a carico di chi è?

    se è vero che molti piloti dell’ UPI e ANPAC (spero di aver azzeccato le sigle) sono di AN: non si sono sentiti strumentalizzati a marzo in campagna elettorale e scaricati a ottobre, vilipersi, insultati da quei politici appartenenti ai partiti che loro hanno votato?

    Il contributo che ha postato maria è molto interessante e chiarisce molte questioni
    è possibile che nessun mezzo di informazione riesca a far passare questo tipo di approfondimento?

    Laura

  9. @eliolibre: non ho detto che fantozzi avrebbe potuto fare un servizio ai cittadini, ma che non avrebbe fare un servizio al governo: è molto diverso, non credi? si può non favorire nè governo nè cittadini…

  10. rageagainsttheworld Says:

    Alitalia una voce diversa
    http://www.alitaliastoriavera.org/

  11. chi ancora non ha perso il ben dell’intelletto, non ha difficoltà a capire quanto sia ricattatoria la manovra del governo e dei cosidetti “salvatori” dell’Alitalia.

  12. grazie da Maria per aver richiamato il mio contributo e ai complimenti che mi sono stati fatti dai commenti.

    Purtroppo quando ho scritto quella analisi c’erano molti lati oscuri e ambigui, ed oggi ancora di più. Ho cercato però di riassumere ciò che di certo c’era e ciò che di buon senso si poteva concludere.

    Il titolo mi è stato cambiato dall’istituto che ha commissionato l’analisi. Difatti doveva intitolarsi: “Alitalia, di a quale cordata appartieni?” Forse il motivo era quello di non farlo apparire troppo polticamente schierato. O forse no. Non lo so.

    Vorrei precisare però, che non sono propriamente ricercatore, ma bensì assegnista di ricerca (che è un gradino sotto il ricercatore) e non dell’Università di Pisa, ma dell’Università di Siena. Per la precisione.

  13. barone birra Says:

    in attesa del fallimento di alitalia, propongo un brindisi.
    “all’alcool, la causa e la soluzione di tutti i problemi della vita”.
    BaroneBirra

  14. Raccolgo l’invito di Barone birra: “E’ morta la Cai, viva la Cai”
    In attesa degli svizzeri, Cin cin!

  15. Grazie a te Massimiliano.
    La tua analisi è davvero chiara e precisa. Chiedo venia per tutte le inesattezze che ti riguardano, ma come sai solo l’altro giorno sono venuta a conoscenza di questo tuo lavoro a cui ho dato uno sguardo velocemente, dato l’orario, ma già ne avevo intuito il valore e la chiarezza comunicativa pur essendo un ‘analisi per “addetti ai lavori”. Come ha commentato scherzando Zadig, i miei neuroni erano però troppo stanchi. L’ho ripreso in mano questa mattina una mezz’oretta. Mi ha appassionato, mi ha chiarito molti punti, e ho deciso di buttare velocemente una sinetesi per farci un post. Mi sono molto poco curata delle tue referenze perchè (haimè) andavo di fretta, e poi non sono una appassionata di titoli accademici e cuirriculum. Mi piace la sostanza e non la forma. E in questo lavoro ho trovato davvero parecchia sostanza. Ti chiedo di nuovo venia e vado subito nel post a correggere.
    E visto che abbiamo la fortuna di averti con noi, vorrei chiederti in questa situazione quale potrebbe essere la soluzione più auspicabile. Sempre dal punto di vista della tua analisi che contempla anche il punto di vista dei contribuenti e dei consumatori.

  16. Ragazzi, il fatto che su Alitalia ci sia ancora questa enorme confusione, che nel sondaggio di Repubblica online la cordata dei banditi di Colaninno sia percepita positivamente, e che persino tra noi ci sia qualcuno che arriva a dire che Fantozzi è stato messo lì per fare gli interessi della collettività dimostra a quale livello profondissimo e quasi irreversibile è arrivata l’egemonia culturale delle forze che governano il paese, e quanto ormai sia pervasiva e incontrastabile l’azione dei “mezzi di informazione” di massa nel plasmare le nostre convinzioni… Direi che siamo alla frutta, o forse al dessert…

  17. Ah, notarella a margine: Di Pietro continua a non piacere neanche a me (Ponte sullo stretto, Genova G8, sua cultura di questurino furbetto), però ancora una volta sull’operazione CAI-Berlusca parla chiaro, mentre il PD fa vomitare (tanto per cambiare), e noi, come al solito, siamo non pervenuti. Grazie anche alla sistematica operazione di paralisi politica portata avanti da Vendola e dai furbetti del camerino… Ah, btw, vi siete letti l’intervista assai piaggiosa che il Corriere ha fatto al mitico gubernator della Sacra Corona sul delitto Calabresi? Per fortuna avevo la toilette a portata di mano… situazione veramente tristissima, non mi sembra sia cambiato molto da giugno, anzi…

  18. cara maria,

    anch’io non sono molto incline ai titoli accademici e curriculari, ho voluto solo precisare.

    Soluzioni? Intanto ho letto il bando con cui Fantozzi cerca un nuovo compratore. Le condizioni sono le solite concesse dal governo alla CAI di Colannino: monopolio sulla ricchissima tratta Roma-Milano, la possibilità di comprare solo ciò che si vuole (sia in termini di aerei, di assets e di personale) e il resto lasciarlo pagare ai contribuenti italiani, nessun vincolo nei confronti dei vecchi azionisti (che molto probabilmente saranno ripagati dai contribuenti italiani). Per i contribuenti italiani e (probabilmente) per i consumatori – chiunque sarà l’acquirente – non si prospetta nulla di nuovo di quanto ho già scritto nell’analisi.

    Ad oggi per consumatori e contribuenti forse sarebbe meglio la vendita di rami d’impresa ai privati (italiani o stranieri non fa differenza) ma senza le concessioni che ho rimarcato sopra. Forse anche gli stessi lavoratori che se Alitalia fallisse non vedrebbero garantiti i loro crediti (es. liquidazioni!)

  19. Mi sembra l’elezione del Presidente della Repubblica…
    Fuor di metafora,viene “buttato in pasto” all’opinione pubblica questo o quel pretendente…
    Mentre si “lavora di fino” con una informazione a senso unico,hai visto mai che il cilindro nel frattempo non sia pieno di carote per tenere in vita il coniglio?
    Spero di non averti “invaso” il Blog…

    Saluti.

    Marcello De Giorgio.

  20. Bene. In parole povere varrebbe la legge matematica secondo la quale scambiando l’ordine dei fattori (per noi) il prodotto non cambia. Perfetto! Comunque, prima di brindare (come facevano i due amici sopra) aspettiamo, vediamo, come dici tu, chi si fa avanti, chi proverà a sfidare i piloti e la CGIL. E a proposito di CGIL, questa volta mi trovo in disaccordo con Mario. Non è vero che noi, come al solito, siamo non pervenuti. A me risulta che Ferrero abbia preso una posizione precisa su questa questione, che stia lavorando per non far sentire isolata la CGIL. Qualche giorno fa ha incontrato i dipendenti Alitalia, non solo i piloti. Si è schierato dalla loro parte, come giusto che sia per un partito come il nostro. Questa volta Mario non ho capito il tuo appunto del “noi non pervenuti”. Cosa volevi, che ci fosse una risonanza mediatica megagalattica per un Ferrero che è fuori dal Parlamento? Ma da qui a dire che non siamo pervenuti mi sembra un po’ingenerosa come affermazione.

  21. Mah… Maria, non lo so. So che c’è qualcosa di strano, di molto strano, in questo paese. Che più le cose vanno a rotoli e più gli indici di fiducia nel governo vanno a mille e meno la gente guarda a sinistra. E, non dico al socialismo, ma almeno a qualcosa di un po’ più decente di quello che abbiamo ora. Mi direte: hanno tutti i mezzi di comunicazione in mano! E va bene, è vero, figuriamoci se sono io a sottovalutare ‘sto problemone che teniamo. Eppure, eppure… c’è qualcosa che non capisco di questo paese, qualcosa di profondamente bacato. Insomma, in Germania, dove c’è la crisi, ma sicuramente la situazione è infinitamente migliore della nostra, per il solo fatto che la SPD e la CDU hanno fatto l’inciucio, un partito come la LINKE, che è la bestia nera di TUTTI i media, di TUTTA l’opinione pubblica “autorevole”, bollata da tutti come l’erede deteriore della SED e della DDR, beh, nonostante questo, dato che ha un programma chiaro e che gli altri fanno parecchio schifo, ultimamente, è arrivata al 15% nei sondaggi. E ci sono concrete possibilità che entri nel parlamento regionale dell’ultra-conservatrice Baviera, nelle elezioni del Land del 28 pv. E da noi, invece? Più le cose vanno male, più tutti sono più impauriti e più insicuri, più sembra mancare qualsiasi scatto, qualsiasi voglia di reazione, qualsiasi voglia di futuro e di risveglio. Com’è possibile, mi domando, che tutto sia fermo che tutto sembri così fatalisticamente cristallizzato solo da noi?!? Non me lo so proprio spiegare… Poi probabilmente hai ragione, sono stato ingeneroso con Ferrero e con noi stessi… però sento che manca qualcosa, qualcosa di importante che dovrebbe esserci e che non si capisce come sia scomparsa e perché non ritorni…

  22. Mario, non so se ti riferissi a me quando dicevi che Fantozzi fosse stato nominato per il bene dell’Italia (visto che sono stato il solo a citarlo, e dato che non ho letto alcun peana a suo riguardo sui giornali). Nel caso, voglio rassicurarti: non ho mai detto nè pensato nulla di simile… Pensare che Fantozzi non ami berlusconi non significa che non debba fare gli interessi della cricca degli imprenditori furbetti. quanto invece al tuo comprensibile sfogo sulla sinistra “assente”, beh, da uomo di destra (di quella destra liberale che non ha nulla a che vedere con la gentaglia che sta al governo), mi auguro che la modesta percentuale di elettori sia causata solo dalla tipica inerzia italica. quando gli italiani avranno capito che – a parte gli sguardi in cagnesco – PD e PDL sono come PSI e PSDI, ossia la stessa cosa con una lettera in più, la sinistra tornerà a prendere voti.

    mi è piaciuto assai il commento di Scrooge, con le “opzioni” possibili sulla domanda cruciale “e ora?”…

  23. il pezzo è davvero molto interessante e penso proprio di linkarlo nel mio prossimo post che parlerà dell’argomento… anche se io sarò un attimino controcorrente perchè stavolta nn sono d’accordo al 100 per 100 con i piloti ed i sindacati!
    …credo di pubblicarlo domani 😉

  24. Ciao Maria, è un piacere venirti a leggere.
    Su questo post non mi esprimo in quanto ci sono tanti intrecci economici, politici e sindacali che vanno ben oltre il bene della compagnia e che noi comuni mortali non conosciamo.
    Salto questo giro 🙂

  25. caro umberto,
    visto che ci sono “tanti intrecci economici, politici e sindacali che vanno ben oltre il bene della compagnia” , ma che ci riguardano direttamente, sarebbebene non delegare ad altri ma informarci personalmente e cercare di capire….

  26. Per informarmi direttamente dovrei chiamare Berlusconi, Colaninno, Epifani e Veltroni, anzi, dovrei intercettare le telefonate tra loro.

  27. non sarebbe una brutta idea 😉

    ma a volte nei “meandri” di internet qualcosa che chiarisce la vicenda si può ancora trovare..il contributo posatato da Maria è un esempio.

  28. un saluto…post supergradevole…:)
    compliments stef

  29. Caro Umberto, è vero che molte cose noi comuni mortali non le sapremo mai, ma è pur vero che non per questo ci possiamo arrendere alla delega. La nostra cultura ce lo imperisce. Siamo abituati ad indagare, ad andare oltre le apparenze e a cercare di formarci un senso critico. Troppo comodo e troppo facile arrendersi e delegare il tutto sol perchè a noi molte cose sono celate. Poi ti garantisco che nemmeno attraverso eventuali intercettazioni potersti cavarne qualcosa. Il Cavaliere ti risponderebbe: “Io avrei detto certe cose? Impossibile. Non avrei mai potuto dire certe cose a Collanino, Epifani e Veltroni, che sono tutti sant’uomini, uno San Francesco, uno Sant’Antonio e l’altro San Giuseppe. 🙂

    ps
    Mario. Non mi entrare in depressione. Lo sai che sei la mia spalla forte, quando sprofondo nello sconforto ci sei tu che mi risollevi. Non mi fare scherzi e smettila di vedere tutto nero. Ha ragione yetiste, vedrai che quando gli italiani capiranno che il PD è semplicemente PD senza L, ci riprenderemo. Sù, forza… addà a passà ‘a nuttata…

  30. Siamo d’accordo tutti se sosteniamo che il capitalismo nostrano è straccione?
    Non rischiano e vivono di protezioni statali.
    Viva i liberisti di casa nostra!
    Tutti saremmo in grado di essere capitani d’industria, se fossimo messi nelle loro stesse condizioni. Ma vi siete dimenticati che Colaninno si era comprato la Telecon senza un soldo durante il Governo Baffino?
    Poveri noi come siamo caduti in basso!
    mauspezz

  31. E’ venuto fuori un bel dibattito. Rispetto all’intervento di Scrooge credo che la trattativa privata imponga di offrire le stesse condizioni a tutti i soggetti interessati all’acquisto. Per correttezza Fantozzi avrebbe dovuto pubblicare il bando prima ancora di iniziare a trattare con la CAI. Compito del Commissario è vendere al meglio, se non dimostra di averle provate tutte rischia di finire davanti alla Corte dei Conti. Non mi faccio illusioni, dopo l’affossamento del piano Air France comunque andrà a finire sarà un disastro per le nostre tasche.
    Riguardo alla riflessione di Mario vi invito a leggere due articoli pubbicati da Repubblica.it: “Quando la poltica diventa un format” di Edmondo Berselli e “Se la delusione genera consenso” di Ilvo Diamanti. Secondo me danno un contributo interessante alla lettura della fase che stiamo vivendo, anche se non aiutano a vedere la fine del tunnel.

  32. La precisazione di Zadig riguardo a Fantozzi meriterebbe una riflessione per capire come si sono mosse le forze in gioco (torno a ribadire che Fantozzi è politicamente più vicino ai leader di cordata che a Berlusconi), e perchè nessuno prima d’ora – nella stampa “abituale” l’ha fatto presente.
    sono anche meno ottimista di altri in merito alla “bontà” dell’acquisto da parte di Air France: dubito che avrebbero mantenuto il carrozzone Alitalia come era, e dubito fortemente che avrebbero mantenuto gli esuberi ai 2000 promessi. parere personale, dovuto esclusivamente al fatto che un’azienda sul mercato non è un’opera di beneficienza.

    mauspezz: concordo pienamente… l’imprenditoria italiana “seria” è quella composta da piccoli e medi imprenditori, che sanno fare il passo lungo quanto la gamba, e stanno solitamente ben lontani dalle pastette confindustria-palazzi…

  33. @ yetiste -> vai ha vedere la tabella pubblicata sul sito segnalato da rageagainsttheworld; alla luce di quei dati credo che Airfrance avrebbe agito riducendo le spese generali (materie prime e materiali di consumo, servizi, ammortamenti e svalutazioni, altre spese operative) limitando l’intervento sul personale a quanto dichiarato.

  34. Concordo, però stiamo attenti anche ad osannare i piccoli imprenditori. Per carità, massimo rispetto per molti di loro, che spesso si fanno un gran bel culo come un otre e senza paracadute. Però è anche grazie alla loro incredibile miopia e grettezza se oggi ci troviamo in questa situazione (lasciando stare per il momento il “disamore” per lo Stato, lo sfruttamento del lavoro extracomunitario, e tante altre situazioni di cui si dovrebbe discutere approfonditamente). Ma era davvero tanto difficile capire che Silvione, come scriveva qualche giorno fa quel furbacchione di Scalfari, sbrigata agevolmente la caccia alle allodole, puntasse in realtà (ovviamente) al cinghiale? Da Alitalia a Mediobanca passando per di tutto un po’? Direi che hanno flirtato con l’idea “mani libere lui mani libere noi”, che non mi sembra un gran bel pensare, e i risultati si sono visti. E sempre quest’odio per tutto quello che puzza di conoscenza, di tecnica, di precisione del pensiero e dell’analisi. Hanno da crescere, ancora, i nostri piccoli imprenditori, soprattutto nella testa. E poi c’abbiamo sto maledetto “petit commerce” che è peggio del poujadismo, solo che in Francia se ne sono sbarazzati 50 anni fa…
    PS: Maria, no non mi deprimo, giuro! E’ che ogni tanto cerco di fotografarmi la situazione quando mi accorgo che sto tendendo a diventare euforico :-)… Oh poi, la tua spalla?!? Guarda che siamo noi a pensare ad appoggiarci a te, non il viceversa!!! Non te lo dimenticare :-)…

  35. rageagainsttheworld Says:

    Se a Maria o agli altri compagni frequentatori del suo blog può interessare
    nel dibattito sul mio blog snocciolo(con le risposte ai commenti) un po di dati sui presunti privilegi di alitalia, sulla sua produttivita etc.

    http://rageagainsttheworld.wordpress.com/2008/09/24/alitaliase-la-comprassero-i-lavoratori-o-il-venezuela/

  36. rageagainsttheworld Says:

    @yetist come ho riportato nei commenti sul mio blog alitalia è tutt’altro che un carrozzone, secondo i dati le tabelle da me linkate e citate da zedig ho ricavato alcuni dati in comparazione verso le compagnie europee dove i lavoratori di Alitalia risultano i più produttivi, hanno più reddito procapite ma maggiore mole di lavoro procapite tanto che si ricava che un dipendente Alitalia incassa 32 euro per passeggero trasportato mentre uno Iberia 50 (i lavoratori delle altre compagnie superano gli 80)

    Reddito lordo annuo procapite(spese pers/num dip)

    dipendenti AZ 75,88 mila euro annui lordi di media ,
    dipendenti AF 63,17 mila euro annui lordi di media
    dipendenti BA 64,39 mila euro annui lordi di media
    dipendenti IB 61,50 mila euro annui lordi di media
    dipendenti LH 52,23 mila euro annui lordi di media

    i dipendenti alitalia prendono di piu ma hanno un carico di lavoro molto maggiore dei loro colleghi europei
    (num passeggeri/dipendenti )
    AZ 2369
    AF 714
    BA 782
    IB 1206
    LH 598

    Reddito procapite /passeggeri procapite
    AZ 32,03 euro
    AF 88,47 euro
    BA 82,34 euro
    IB 50,99 euro
    LH 87,34 euro

  37. @rage: grazie per le statistiche che mi riporti… stavo giusto ora parlando con un collega che mi riportava statistiche del tenore opposto… sinceramente penso sia inutile sindacare sulla veridicità di queste o quelle tabelle: parto comunque dal presupposto che entrambi abbiate avuto dati certi. tuttavia, nello specifico mi pare che il problema sia soprattutto di di capire dove sono stati buttati i miliardi di euro di trasferimenti per il salvataggio dell’azienda… dalle tabelle tue, ma nemmeno da quelle del mio collega, si può comprendere. i dati sono numeri, a noi sta l’interpretazione.

    per quel poco che capisco, un’azienda che ha il minore rapporto reddito/passeggeri procapite e che ha il miglior rapporto passeggeri/dipendenti dovrebbe essere quanto mai competitiva sul mercato. invece, è l’unica che versa in pessime acque… delle due l’una: o c’è qualcuno che scappa regolarmente con la cassa (e potrebbe essere anche l’azionista di maggioranza, non nego), oppure c’è qualche dispersione inaccettabile che rende questa azienda qualcosa di inadeguato. e in un mercato libero che segua le regole darwiniane ciò che è inadeguato scompare.

  38. ammappate che bel dibattito.

    🙂

  39. Grazie per l’articolo che aiuta a capire, comunque un bel po complicato, Io un volo Alitalia non lo mai preso, ma mi immagino che acchioappa acchiappa che ce a livelli gestionali

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