E se non fosse quell’ inferno che ci descrivono?

In quest’ultimo mese, quando Cuba è stata investita dagli uragani, siamo certi che molti, in cuor loro, hanno desiderato che in quell’isola ci fossero molti morti. Invece una protezione civile tra le più organizzate al mondo ha spostato un milione di persone verso l’interno dell’isola per precauzione, e tutto questo è stato realizzato perché l’unica cosa che conta è salvare vite umane, senza guardare ai costi né allo sforzo necessario. Cuba ha dimostrato per l’ennesioma volta l’ efficienza coniugata con l’umanità e con la solidarietà. Mentre nel resto del centro America e Caraibi, Stati Uniti compresi, i morti si contano spesso a centinaia, a Cuba, che è per i climatologi il posto del mondo più esposto a queste catastrofi, il numero di vittime è sempre limitatissimo proprio a causa di una cultura che mette la prevenzione al primo posto. Nessuno però mi pare abbia scritto nulla in proposito, almeno per riconoscere obiettivamente che in questo campo la Rivoluzione ha raggiunto ottimi risultati. Nulla. Nessuno ha scritto nulla. Sarà che a molti fa paura l’idea che forse Cuba non è poi quell’ inferno che siamo abituati a pensare che sia?

Qualche giorno fa mi è giunto questo comunicato che voglio proporvi perchè mi ha molto colpito. E anche molto commosso.

Siamo una nazione con un elevato senso

della dignità e della solidarietà

“Dichiarazione dell’Unione dei Giovani Comunisti – UJC – di fronte alla posizione del governo degli Stati Uniti di mantenere l’ingiusto blocco contro Cuba”

Di fronte all’ipocrita atteggiamento del governo degli Stati Uniti, impegnato nel mantenere l’assedio genocida contro il nostro popolo, in momenti in cui il mondo è testimone delle difficili situazioni che dobbiamo affrontare dopo il passaggio devastatore dei due uragani nel nostro paese, l’Unione dei Giovani Comunisti convoca le organizzazioni dei giovani e degli studenti di ogni parte del pianeta ad unirsi al nostro reclamo per l’immediata eliminazione del blocco economico, commerciale e finanziario più lungo della storia.

Siamo una nazione con un elevato senso della dignità e della solidarietà e migliaia dei nostri giovani svolgono missioni in differenti paesi senz’altra aspirazione che l’amicizia e la soddisfazione di compiere il proprio dovere.  Sentiamo una vera gratitudine per coloro che in questi momenti difficili ci hanno fatto giungere i loro messaggi di sostegno e importanti donazioni, apprezzate molto più per il loro significato morale che per quello materiale.

Dai nostri nemici che si stropicciano le mani facendo bilanci sbagliati, in questi momenti di difficoltà, non accetteremo elemosine e tanto meno imposizioni di alcun genere.

La gioventù cubana, educata nella virtù della lotta quotidiana, fa sua l’idea espressa dal nostro Comandante in Capo che nè gli uragani naturali nè gli uragani di cinismo riusciranno a piegare la Rivoluzione.

Burò Nazionale dell’Unione dei Giovani Comunisti

75 Risposte to “E se non fosse quell’ inferno che ci descrivono?”

  1. Ciao Maria, complimenti anche a te. Il tuo entuiasamo è contagioso e metterebbe voglia a chiunque di impegnarsi seriamente in Italia in politica.
    Stamattina vado un po’ di fretta ma ripasserò, volevo lasciare un commento al tuo post di qualche giorno fa sull’EZLN.
    UN ABBRACCIO.

  2. Grande Maria, per i tuoi post qui, e là 😉

    Su Cuba, secondo me il discorso è molto semplice. Le compagne e i compagni cubani hanno iniziato (da oltre cinquant’anni!) e stanno sempre sviluppando la propria via, non dico solo al socialismo, ma ad una società più giusta e più organizzata, con i mezzi che hanno. Non si sono limitati alle chiacchiere teoriche molto in voga in altre parti del mondo, ma si sono messi a FARE. Abbattendo una dittatura al servizio del capitale internazionale e costruendo una nuova società, lottando spesso da soli o dovendo appoggiarsi a riferimenti diversi in circostanze diverse – oggi finalmente trovando veri e validi appoggi nel loro contesto più naturale e immediato, che è l’America Latina. Hanno fatto e stanno facendo molto, moltissimo, anche con errori, chiaro! Ma hanno creato un paese forte, degno, che assicura un buon livello di vita a tutti, che pratica la democrazia partecipata, che tollera anche il dissenso (purché non sia foraggiato da potenze straniere e voglia distruggere le conquiste della rivoluzione).

    E allora Cuba e i cubani meritano innanzitutto il massimo RISPETTO e io direi anche AMMIRAZIONE per tutto quello che hanno fatto e che continuano a fare e faranno. Perché certi parolai specialmente europei e specialmente nostrani, tanto bravi a riempirsi la bocca di vuoti slogan “mainstream”, in realtà nella pratica non sono mai riusciti a fare nulla di concreto, sono passati di fallimento in fallimento e sono stati bravi solo a fare i minuetti delle seghe mentel-inettellettualoidi.
    Nel frattempo però, CUBA è andata avanti, “contra viento y marea” (in tutti i sensi, propri e figurati!) e ce ne avrebbe, di cose, da insegnarci!!!

    Chiudo qui suggerendo la lettura di un ottimo e indispensabile libro: la “Biografía a dos voces” di Fidel con Ignacio Ramonet. Libro corposo che racconta, attraverso uno dei massimi protagonisti, la storia di chi ha realizzato e continua a realizzare un grande sogno di libertà, dignità e giustizia.

  3. peppuccio Says:

    Cuba?????? e le discriminazioni nei confronti degli omosessuali dove le mettiamo? Ah, dimenticavo, a te non interessano, anzi ben vengano, così ti togli dalle palle pure Nichi Vendola.

  4. Non ci posso credere. Ma sei davvero tu?
    Guarda, son talmente felice di sentirti che in questo momento non potei risponderti a tono. Impossibile. Lo farò dopo, appena posso, se non lo fa prima di me qualcun altro.
    Te possino Giuseppe.. 🙂 sono contenta. davvero.

    (scusate è una cosa tra me e peppuccio. terribile quando ti dicono “mi prendo un periodo di riposo” “devo riflettere” ecc. poi tu, visto che al parere di questa persona ci tieni perchè si occupa di comunicazione politica (e lo fa molto bene, tra l’altro), gli chiedi, e va bene, però almeno vieni a visitare il mio blog e dammi un parere, dimmi qualcosa. e invece niente. silenzio… quindi non sai nemmeno se ci passa qualche volta a vedere che ci scrivi qua sopra.. eccerto, se uno ha bisogno di riposo, ha bisogno di riposo.. 🙂
    … hai visto che l’ho capito che la sintesi è un valore? 🙂
    ti rispondo dopo

  5. Cuba e la sua Rivoluzione stanno nel nostro cuore da sempre, così come è il paese più odiato dagli USA per la sua incapacità di rovesciare il sogno realizzato del socialismo. Cuba, a differenza di altri paesi del sudamerica è sempre riuscita a neutralizzare i numerosi tentativi di rovesciare Fidel e questo è insopportabile per il capitalismo americano. Lunga vita al Socialismo cubano.

  6. A Peppù, dici sul serio o sta facendo lo gnorri?
    Che faccio, ti devo impartire una lezione di storia o freferisci che inveisca in calatrolaziale?
    A te la scelta.
    Sì, è vero, noi discriminiamo gli omosessuali così radiamo dal partito il governatore delle Puglie, discriminiamo i bassi, così ci leviamo dagli zebedei il nano pelato e sor Brunetta, discriminiamo le prostitute così possiamo inveire contro la ministra alle Pari e Patta; detestiamo i bambini così possiamo mangiarceli; e via dicendo.
    Un saluto comunista anche a te
    mauspezz

  7. rageagainsttheworld Says:

    Innanzitutto , a proposito di america latina, occorre festeggiare la vittoria del referendum in Ecuador, e poi mi metto a dare i numeri… su cuba
    Fonte Rapporto HDR dell’ONU
    Cuba HDI 0,838 , 51 posto, Area :paesi ad alto sviluppo umano

    Alfabetizzazione : praticamente inesistente
    Speranza di Vita : 77,7 (ITA 80,3 – USA 77,9)
    % persone che non arrivano 40 anni : 3,1*
    % che non ha accesso all’acquedotto: 9*
    % di bambini sotto i 5 anni sottopeso :4 (USA 3)
    % vaccinati contro morbillo : 98 (ITA 87,USA 93)
    $ vaccinati contro tbc : 99 (ITA e USA ND)
    % bimbi nati con assistenza qualif . : 100 (ITA ND ,USA 99)

    Carcerati ogni 100.000 Ab : 487 (ITA 104,USA 738)
    % donne in parlamento : 36 (ITA 16,1 , USA 16,3)
    % donne manager : 36 (ITA 16,USA 42)
    % donne tecnici/professionisti : 60(ITA 46,USA 56)

    Le statistiche saranno fredde e burocratiche ma rendono bene l’idea di come un paese povero possa avere risultati sociali paragonabili a paesi molto piu ricchi se non si cade nella trappola del neoliberismo

  8. Maria, sai qual’è la differenza tra Italia e Cuba? Che le tue idee, in Italia, sul tuo blog, le puoi esprimere liberamente.
    Se fossi cubano, le mie idee, a Cuba, sul mio blog, non le potrei esprimere.

    Perdonatemi, ma io, da anti-totalitario, preferisco la mia Italia a Cuba.

  9. Umbertù, sai qual’è la differenza tra il fascismo e la democrazia? Che le tue idee, in Italia, grazie alla lotta dei Partigiani che voi disprezzate tanto, inclusi gli intellettuali che hai già citato in altro post, sul tuo blog, le puoi esprimere liberamente.
    Se fossi vissuto durante il periodo che a voi piace tanto e che ricordate con nostalgia, non avresti avuto neanche la possibilità di dire buongiorno.

    Perdonami, ma io, da anti-totalitario, preferisco la mia Italia di oggi al fascismo di ieri da voi osannato ed invocato a pie’ sospinto.

  10. Caro Umberto, perchè scrivi parole tanto banali frutto dei soliti luoghi comuni messi in giro dai media al servizio dell’imperialismo più becero con investimenti stratosferici per denigrare Cuba e la sua Revoluciòn? Io che vivo a Cuba buona parte dell’anno ti posso assicurare che lì ognuno espriome le proprie idee come e quando crede. Quanto ai blog, prova a vedere quanti blogger ci sono a Cuba e quanti nel resto del Caribe, magari fai qualche scoperta interessante. E sai che una delle blogger più famose al mondo è una cubana che quotidianamente dall’Avana scrive invettive, e bugie vergognose aggiungo io, contro il sistema cubano? sai che con questo suo “onorato” lavoro fa la vita da regina? Indovina chi la paga?
    Lo stesso vale per le discriminazioni contro gli omosessuali di cui parla un’altra vittima dell’informazione “democratica”. Se si infoprmasse meglio saprebbe che Cuba è il primo paese al mondo dove il cambio di sesso viene eseguito gratuitamente nelle strutture pubbliche. E l’ideatrice di questa legge avanzatissima che nessun’altro paese nemmeno pensa, è nientemeno che Mariela Castro, la figlia di Raùl Castro.
    Almeno per rispetto alla propria intelligenza si dovrebbe cercare di andare oltre gli stupidi luoghi comuni e documentarsi prima di scrivere stupide volgarità.
    Complimenti a Maria per il bellisimo articolo.
    Hasta siempre

  11. sono stato a Cuba moltissime volte (e non per fare il turista sessuale, sia chiaro) e per ragioni familiari i miei rapporti con cuba son stabili.
    se vuoi ne parliamo, ma ti garantisco che ho capito lì cosa sia uan dittatura.
    un saluto stef

  12. …nonostante tutto (che condivido), a Cuba ci sono dei problemi di Democrazia che non possiamo nasconderci nella retorica della Rivoluzione (che, pure, condivido). Se qualcuno dovesse inibirmi la libertà di ingresso o di uscita dallo Stato (come avviene oggettivamente a Cuba), car@ compagn@ io mi incazzerei come un Partigiano!!!

    francesco

  13. sono pienamente d’accordo con ulisse per il commento e maria per per la gioia dell’amico ritovato;)
    cmq…cari liberal, voi che continuate a dire che cuba o le altre realtà socialiste sono pur sempre dei regimi e cpme tali non vanno che condannati… da noi non è poi cosi’ diverso… censure, diritti violati, esercito mo’ ovunque..potrei continuare all’infinito a stare qui a parlar della logora pseudo-democràzia all’italiana.
    comunque….ora scappo.
    un saluto a pugno chiuso cari compagni

  14. Francesco, un’altro luogo comune!!!!!!! Chi ti ha detto che a Cuba viene inibita la libertà di ingresso ed uscita dalla Stato???????? Al contrario sono gli stati “democratici” che impongono limitazioni e lungaggini buracratiche all’ingresso dei cubani nei nostri paesi. L’unico impedimento sono i costi proibitivi per i cittadini del Terzo Mondo, specialmente per chi abita su un’isola, a pagarsi il biglietto di viaggio. Sarebbe interessante disquisire su queste sperequazioni figlie dell’imperialismo schiavista. Sul mio blog mesi fa ho raccontato della triste esperienza di due miei amici che ho invitato in Italia, raccontano loro l’odissea passata alla nostra Ambasciata all’Avana mentre in solo due giorni erano in possesso del visto cubano. Tutto l’odio anticubano è causato dal fatto che nei nostri paesi tutti i cilatroni che vivono leccando il culo ai potenti, di espedienti e truffe che non vengono mai punite, si arricchiscono e si appropriano di tutti i beni che dovrebbero essere della comunità. Visto che questo a Cuba non è possibile, non rimane che la denigrazione.
    Stef, il concetto di dittatura, democrazia e libertà è molto SOGGETTIVO. Io mi sento molto più LIBERO E SICURO a Cuba che in Italia, trovo la giustizia cubana molto più efficace, tollerante con i deboli e forte con i fURBI, trovo una società molto più equilibrata e giuusta, una tutela del cittadino e dell’ambiente che non ha paragoni con il nostro sistema costruito su misura per i furfanti e gli sfruttatori, la cultura è diffusa tra la popolazione come da noi è diffusa l’ignoranza e la superficialità, e potrei continuare all’nfinito. Per questo cerco da oltre vent’anni di passare la maggior parte del tempo a Cuba in attesa di trasferirmi definitivamente. Auguro a te altrettante soddisfazioni nel nostro “democratico” paese di canaglie.

  15. Non è di certo la prima volta che Cuba dimostra di tenere alla vita umana, molto più di quanto non sia per altri Paesi.
    Già poco prima dell’uragano che devastò New Orleans provocando migliaia di morti, su Cuba si abbattè un uragano di uguale intensità di Katrina. Il risultato fu che la protezione civile evacuò 700mila persone e non ci fu neppure un morto.
    Se questo è un Paese feroce e che priva di diritti i suoi cittadini. Certo, magari Ivano Fossati dirà, come fece da Fazio che a Cuba non esistono le parabole per prendere il satellite… Ha ragione. Vuoi mettere in punto di morte la soddisfazioni di aver potuto guardare tutti i giorni inutili programmi.
    Che fortuna i migliaia di morti di New Orleans. Fossi cubano li invidierei.

  16. Bravo Andrea.
    Lo spirito di questo post voleva essere proprio questo. Non c’ è dubbio che Cuba non sia il paradiso, come non lo è però molta parte del resto del mondo, mi pare. Che nell’isola non sia tutto rose e fiori e che vi siano obiettivamente problemi non c’è dubbio, che vi sia ancora la pena capitale è una realtà, ma è anche una realtà presente in paesi democraticissimi, e sappiamo quali. Che non vi sia totale libertà di espressione è vero, ci sono paesi in cui la libertà di espressione c’è, ma se non hai una tessera sanitaria in tasca puoi morire per strada che nessuno ti raccoglierà. Però certo, puoi urlare mentre stai morendo in che razza di merda di paese vivi. Questo te lo lasciano fare.
    Ecco, vorrei si riflettesse su questo lasciando i toni partigiani sia da una parte che dall’altra. Vorrei fermarmi di più a discutere ma non posso in questo momento, lo farò appena possibile.
    Per ora ringrazio tutti coloro che sono intervenuti perchè mi pare che anche questa volta il dibattito sia molto interessante. In particolare abbraccio Annalisa Melandri (eccerto Annalisa, la finalità di questo blog vuole essere proprio questa, ridare carica ed entusiamo a chi si è allontanato dalla politica per delusione e disincanto … VERO FLOREANAAAA???? 🙂

    ps.
    peppuccio, poi sulla leggenda dei gay a Cuba ci ritornerò, intanto ti dico che io personalmente (non so MarioCG), ma io non ho mai pensato di mandare Vendola a Cuba. Semmai di mandarlo con la Luxuria sull’ Isola dei Famosi. Questo sì, lo ammetto. L’ ho pensato 😉

  17. Per il Socialismo, con il Socialismo, contro ogni dittatura, Ora e sempre.

  18. @ eliolibre: però…. nn si può parlare di democrazia a cuba….
    nonostante tutto quello che di buono è stato evidenziato in questo blog…
    quello è un neo …. pesante ….

  19. …eliolibre lo Stato cubano ha negato la partecipazione di un suo cittadino ad un Convegno organizzato in Italia dall’Internazionale!
    Per me è sbagliato.
    Poi forse sbaglio io…

  20. Per Mauspezz, c’è una differenza tra il mio e il tuo discorso.
    Non puoi rinfacciarmi il FASCISMO per un semplice motivo: non sono fascista.
    Ed io, a meno che tu non mi riporti qualche mia frase a riguardo, non ho mai, sottolineo mai, denigrato i partigiani.

  21. Mancio, e perché non si può parlare di democrazia a Cuba? Chi lo dice? Perché non sarebbe democrazia la partecipazione diretta e capillare alle elezioni che là si svolgono a tutti i livelli? Forse perchè non ci sono i “partiti” ma si presentano direttamente le persone con le proprie storie personali e sociali e vengono elette dalle comunità come loro diretta espressione, fino ai gradi di più alti dello stato? Ti sembra invece democratica la pagliacciata che fanno negli Stati Uniti o in tanti altri paesi europei dove la “democrazia” non è altro che marketing politico dove si sceglie chi ha il sorriso più accattivante e dice le barzellette più sceme? Come dicevo nell’intervento prima, per parlare di Cuba bisognerebbe avere molto rispetto e prudenza, perché noi “occidentali”, sia pure “di sinistra”, non siamo proprio nessuno per giudicare chi è molto più avanti di noi in tutti i sensi.

    Francesco, quando parli di “convegno organizzato dall’Internazionale”, ti riferisci a quella di Moratti e Mourinho, o a quella di Fassino e D’Alema? No perché, in entrambi i casi, non ci vedo una gran perdita, anzi… 🙂

    Mariaaaa, ma sei proprio cattiva, ma come si può pensare di mandare Vendola a Cuba? I compagni là hanno già i loro problemi, per doversi accollare anche ‘sto tipo… 😉 Meglio, se mai, sarebbe mandarlo a dare una mano a Luxuria in Honduras, che, poverina, di tanto parlare di temi sociali, è troppo stanca ormai…
    Anzi no, neanche l’Honduras si merita gente del genere… sono prodotti nostri, ce li dobbiamo smaltire noi… sigh!

  22. Maria, a Cuba quattro anni fà ci lasciai il cuore, poi la vita ti impedisce per un motivo o per un altro di tornarci e segui l’evolversi della situazione sempre con un attenzione particolare.
    Cuba è piena di contraddizioni, è innegabile, ma la fierezza ed i sogni di quel popolo non sono discutibili.

  23. Spiooonaaa!
    🙂

    un abbraccio

  24. “…eliolibre lo Stato cubano ha negato la partecipazione di un suo cittadino ad un Convegno organizzato in Italia dall’Internazionale!
    Per me è sbagliato.”
    Francesco, dovresti anche informarci delle cause per cui non lo ha “mandato”. Lo Stato cubano non nega il visto a nessuno che abbia le carte in regola, e mi sembra che questo succeda in tutte le parti del mondo. Prova a vedere quanti italiani non hanno il passaporto per uscire dall’Italia, poi fai il paragone con quelli cubani. Potresti trovare altre sgraditte sorprese…. Non finirò mai di mettere in guardia contro i luoghi comuni che contro Cuba sono veramente ridicoli e totalmente lontani dalla realtà. Pensa che anch’io prima che il destino mi portasse a conoscere profondamente la realtà cubana la pensavo così. Ed il condizionamento è durato per parecchio tempo, poi lentamente ho iniziato a vedere una realtà ben diversa. Che non è il paradiso, sia chiaro, ma quanto fango si butta in faccia a quello che, lo posso affermare senza timore di essere smentito, è il popolo più dignitoso del mondo.
    Avrei molte altre cose da aggiungere, specialmente sul concetto di democrazia, ma MarioGC lo ha già fatto ottimamente.
    Hasta luego
    PS. Tempo fa i DS fecero un convegno su Cuba, invitarono solo “democratici” ed anticubani e ne venne fuori una cosa vergognosa, degna dei mafiosi anticubani di Miami. Presi carta e penna e scrissi loro tutto il mio disappunto smontando punto per punto le loro tesi ridicole, assurde e false. Sto ancora aspettando risposta…. Certo che hanno una bella faccia tosta! Poi si lamentano della cattiva informazione dei media nostrani in mano al Nano di Arcore, ma loro non sono da meno, solamente hanno meno mezzi a disposizione.

  25. A sostegno del fatto che i nostri media informino in modo scorretto ed “interessato” riporto i dati di un sondaggio in rete che potete trovare sul sito di Virgilio al seguente link: http://notizie.alice.it/cronaca/giornalisti_bugiardi.html?pmk=nothpboxdx
    Come vedete chi si informa in rete ha le idee ben chiare e ben diverse da quelle della stragrande maggioranza della nostra popolazione che vine “disinformata” dai leccaculo di regime. Ecco i risultati del sondaggio dopo circa 3300 voti:

    Marco Travaglio 51.1 %

    Emilio Fede 3.4 %

    Clemente Mimun 1.6 %

    Vittorio Feltri 10.4 %

    Maurizio Belpietro 3.2 %

    Ezio Mauro 5.0 %

    Concita De Gregorio 2.4 %

    Roberto Saviano 6.5 %

    Bruno Vespa 4.6 %

    Enrico Mentana 11.8 %

  26. Elio ci stai dando delle notizie allucinanti. Emilo Fede risulterebbe il giornalista più credibilie? Mamma mia. E non aggiungo altro.

    Vorrei invece brevemente tornare alla questione dei gay. La persecuzione dei gay nella Cuba comunista inizia negli anni ’60, dopo il consolidamento del regime castrista. Castro affermava: “una deviazione di questa natura si scontra con il concetto che noi abbiamo di come dev’essere un militante comunista.. nessuno ci convincerà mai che un omosessuale possa avere in sé le condizioni e le esigenze di condotta che ne potrebbero fare un vero Rivoluzionario, un vero Comunista militante…”. L’omosessualità, come in Unione Sovietica, veniva ad essere considerata un problema politico e sanitario ed i gay erano visti come dei controrivoluzionari. Vero. Tutto vero. Il problema è che l’informazione, o per meglio dire la dis-informazione, si è fermata ai tempi della Rivoluzione. Come dice bene Elio, nessuno ad esempio sa che Alina Castro che è una delle figlie del “Lider Maximo” è indubbiamente quella che gli ha portato i maggiori grattacapi in tal senso. Nel 1993 si è autoesiliata ed è andata a vivere a Miami, dove ha dato vita ad’una intensa attività di opposizione al regime del padre. Denunciò la mancanza di rispetto per i diritti civili a Cuba. Oggi la situzione è molto diversa, Cuba si è aperta ai diritti civili compresi quelli dei gay, tanto che, oltre a quello che diceva Elio e cioè che Cuba è il primo paese al mondo dove il cambio di sesso viene eseguito gratuitamente nelle strutture pubbliche, si sta discutendo anche di legittimare unioni civili.
    Ma di tutto questo noi comuni mortali siamo all’oscuro. Certo, Emilio Fede difficilmente ce lo racconterà. E il dramma è che non lo raccontano nemmeno gli organi di informazione cosidetti “comunisti”, come il nostro giornale Liberazione, che in tal senso segue la scia della dis-informazione.

    Comunque in questo interessante dibattito un punto non è stato affrontato: l’embargo. Mi piacerebbe, oltre a criticare le malefatte di Castro e ad elencare tutte le nefandezze di questo regime comunista, sapere cosa ne pensate di questo atto gravissimo antidemocratico. Persino il Papa all’ Angelus, in occasione della devastazione degli uragani (ricordo le pochissime vittime confronto a quelle dei democraticissimi stati uniti che delle loro vite umane poco se ne importano a livello di prevenzione. e anche di questo nessuno ha parlato) dicevo, anche il Papa ha esortato a ritirare l’embargo dicendo “Chi propone la democrazia non può continuare a perseverare con atti così antidemocratici contro i propri fratelli”.

    Ecco. Mi piacerebbe affrontare quest’aspetto, che è il fulcro della bellissima e dignitosissima lettera dei Giovani Comunisti.

  27. Maria, guarda che dall’inchiesta risulta che Travaglio è il più credibile ed Emilio Fede è l’ultimo dell’elenco. E che cifre! Travaglio al 51,1 % mentre il secondo è Mentana con solo l’11,8. Uno smacco incredibile per i nostri grandi giornalisti di regime!!!!!!!
    Interessante il discorso sull’embargo e l’intervento persino del Papa. Già il defunto Pontefice fece sentire la sua voce in merito ma i capi di stato cattolici ascoltano solo ciò che fa loro comodo….

  28. Perdonami Elio, ma il titolo era “per la maggioranza degli italiani i giornalisti dicono bugie” quindi ho associato le percentuali non in riguardo alla credibilità ma alla non-credibilità. Infatti sono rimasta davvero perplessa. Chiedo venia.
    Sì, certo che è interessante quest’aspetto dell’embargo, oltre che ad essere fondamentale per valutare anche la situazione economica e di “miseria” che vige nell’ Isola, visto tutti gli attacchi anche in tal senso. Perchè si condanna la Rivoluzione, ma spesso ci si dimentica che le condizioni di vita a Cuba sono condizionate da un gravissimo blocco economico. Voglio dire, immaginiamo di essere noi soggetti ad un’azione simile. Però, nonostante gli accessi costanti in questo blog, l’argomento sembra tabù… chissà perchè quando c’è da infierire su Castro ci si lascia andare su tutti i fronti, quando si toccano certi tasti silenzio.
    Un abbraccio.

  29. Cara Maria, mi permetto chiarire il concetto “di miseria” riferito a Cuba. Nnon è assolutamente vero, i cubani se la passano decentemente e molti addirittura se la passano benissimo. Anche questo è uno dei soliti luoghi comuni. Quando andrò a vivere definitivamente a Cuba, fra non molto spero, mi dedicherò a pubblicare dei servizi sul mio blog dove descriverò le condizioni di vita dei cubani, dalla capitale, alle città più importanti, ai campesinos fino alle regioni più remote dell’isola. Documenterò tutto con testimonianze e prove inconfutabili, vedrete che Cuba non è il paese alla fame che ci vogliono far credere. Certo, non è il posto per chi vuole arricchisi con i “traffici” che siamo abituati a vedere da noi, ma per chi ama la vita nella sua essenza più vera, la cultura, l’ambiente ed i valori umani, Cuba è indiscutibilmente il luogo migliore per viverci.
    Contraccambio l’abbraccio

  30. La propaganda è sempre uno strumento efficace. Nel caso di Cuba i nostri media la usano per nascondere le conquiste del popolo cubano mettendo in mostra i problemi non risolti, molto spesso accentuandoli. Forse sono l’ultimo dei romantici ma credo che Cuba, pur con tante contradizioni da risolvere, rappresenti ancora un bell’esempio di liberazione dal giogo degli Stati Uniti. Un esempio che ha fatto proseliti ed oggi la rende molto meno isolata che in passato. Mi riferisco al passato recente, quello post URSS per intendersi. Gran parte dei paesi dell’America Latina ha ottimi rapporti con Cuba, tanto che con alcuni di essi ha stretto una vera e propria allenaza politica ed economica. Gli effetti più disastrosi dell’emabrgo statunitense, più volte dichiarato illegale dall’ONU, vengono dal veto all’accesso a fonti di finanziamento come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale. Un bel problema che impedisce una programmazione di lungo respiro. E’ opinione diffusa che fin quando resteranno queste restrizioni Cuba non potrà far altro che difendere le istituzioni nazionali che le hanno consentito di liberarsi e progredire. Lo crede anche Obama che ha avviato il dialogo con Castro facendo infuriare il suo avversario e parte dell’opinione pubblica degli USA. Un motivo in più per sostenere il candidato democratico.
    Hasta Siempre

  31. tutti alla manifestazione!!!!!!!!!
    Ciao Maria, un abbraccio!

  32. Complimenti Maria per il tuo blog, i contenuti sono sostanziosi e i compagni e le persone che scrivono molto preparate. Cuba è un mio cruccio, mi piacerebbe tanto conoscere a fondo questo paese, quindi chiedo a chiunque lo voglia di potermi fornire delle informazioni. Non dobbiamo mollare, non ci faremo assorbire da questo sistema e così come il che, raul, fidel, camilo anche noi dovremo resistere, con le nostre armi e i nostri mezzi che sono diversi… penso che l’unico sia rifondazione, diamo forza a questo partito, rendiamolo uno strumento di lotta e cambiamento sociale, ritorniamo ad analizzare il mondo da comunisti…
    ciao

  33. Grazie Annalisa per averci ricordato quest’importante manifestazione. Grazie anche a Zadig e a Mattia, e visto la sua richiesta vi faccio presente la situazione dell’ Isola dopo il passagio dei due uragani. Teniamo anche presente l’embrago e “forse” capiremo anche questo comunicato dei Giovani Comunisti.

    Le persone che a Cuba hanno ricevuto protezione sono state tre milioni e duecentomila, pari ad un quarto della popolazione dell’isola, come se in Italia ricevessero aiuto nel giro di poche ore 15 milioni di persone. Di queste mezzo milione (come se in Italia 2,5 milioni) sono state ospitate in centri di evacuazione pubblici approntati dalla protezione civile, mentre gli altri hanno trovato rifugio in case di familiari. A questi vanno aggiunti 176.000 studenti aiutati a tornare presso le loro famiglie e 2.800 turisti, spostati in luoghi sicuri dell’isola.
    Per realizzare questa sorta di esodo biblico la protezione civile ha impiegato 87.000 persone, sia stabilmente impiegato in quella che viene chiamata “defensa civil”, sia personale addestrato chiamato in servizio per l’occasione. Nonostante questo impegno, e nonostante con Gustav non si siano registrate vittime, l’uragano Ike ha causato 7 morti. Secondo la protezione civile tutti questi casi non sono stati frutti di disgrazie o di fatalità ma della non completa osservanza delle misure della protezione civile. La pretesa dei cubani secondo i quali tutte le vite umane devono essere salvate suona ben strana in un’Italia dove il caso e la fatalità sono sempre o quasi sempre considerate causa di sciagura.
    Dal punto di vista dei danni materiali quello più grave è abitativo con 450.000 abitazioni danneggiate, quasi tutte rimaste senza tetto e 63.000 completamente distrutte. Le persone che sono state trasferite in altre case (in Italia li chiameremmo senzatetto) sono più di 200.000, un numero che in proporzione all’Italia ammonterebbe a più di un milione di persone accampate per chissà quanto tempo in tende o container.
    Ma i danni materiali non si limitano alle case. Solo nella provincia di Pinar del Río sono andate perduti 4000 serbatoi di acqua potabile. Danni enormi sono stati causati alla rete elettrica e telefonica e il raccolto di 60.000 ettari di terreno a orto, in una situazione agricola già particolarmente difficile, sono andati completamente perduti, si sono persi 800 tonnellate di tabacco. Si sono inoltre persi 40.000 ettari a banano 10.000 di riso e altrettante di fagioli. Per la canna da zucchero quasi 600.000 ettari sono inondati e circa 4.000 sono completamente distrutti.
    Ma è praticamente tutta l’isola ad essere semidistrutta. Ospedali, panificatori, scuole, almeno un porto, sono andati parzialmente distrutti o hanno bisogno di riparazioni. Nelle province di Las Tunas, Camagüey e Holguín il ripristino della corrente elettrica è ancora fermo al 30% mentre nel resto del’isola il ripristino è tra l’87 e il 99%. Nonostante tanta distruzione c’è anche un dato positivo: tutti i bacini che contengono acqua sono strapieni. Cuba nei prossimi mesi non avrà sete.
    (fonte-gennaro carotenuto)

  34. Le belle notizie non fanno … notizia.
    Se poi queste belle notizie possono in qualche modo aiutare la Cuba del “terribile” Castro , è meglio non parlarne proprio.
    Ricordo che qualche anno fa successe che un cittadino siciliano affetto da una grave malattia dovette andare a Cuba per farsi curare.
    Ovviamente in Italia la notizia venne trattata con molta superficialità.

  35. Io, italiano con molti anni di contributi assicurativi versati, moltissimi milioni!!!!!!, per curarmi in Italia sono soggetto a vergognosi tiket che vanno a gonfiare gli stipendi miliardari de “manager” della sanità e di tutti i ladroni che ci speculano, a cominciare dalle case farmaceutiche. Quando sono a Cuba vengo curato GRATUITAMENTE pur non avendo versato un solo centesimo nelle casse dello stato cubano!!!! Il medico di famiglia al mattino visita in ambulatorio e al pomeriggio visita i malati che sono impediti a recarvisi, quando avanza tempo visita gli atri, quelli che non hanno niente! Suona il campanello e chiede informazioni sulle condizioni di salute di tutta la famiglia, compreso il sottoscritto, a lui non importa se sono cubano o meno, per lui sono una persona ed il suo compito è quello di garantire la salute delle persone, indipendentemente da qualsiasi altra considerazione.
    Il mio medico di famiglia cubano, contarriamente a quello italiano che quando ti fai visitare più che altro si scoccia, non possiede la Mercedes, non regala la Ferrari al figlio quando compie diciott’anni, non ha villa con piscina, case al mare ed in montagna ed un sostanzioso conto in banca. Però in cambio è sempre allegro e contento e ti infonde allegria.
    Il mio medico italiano non ama Cuba, non saprebbe come sopravvivere senza le cose di cui sopra. Peccato per lui, non sa cosa si perde…. Come la maggioranza degli italiani, odiano Cuba e gli tocca Berlusconi! Non sanno nemmeno loro cosa si perdono….
    Penso che questo serva a chiudere ogni discorso con coloro che sui nostri media “democratici” scrivono bugie vergognose per denigrare Cuba. I motivi sono ben chiari, lavorano per i loro padroni! Certo, tengono famiglia, ma potrebbero guadagnarsi da vivere anche senza fare i leccaculo a pagamento….

  36. A proposito dei gay. Mi vengono in mente le parole moderate di svariati MINISTRI nostrani sui gay. Se non sbaglio uno di questi, un fascistello anzianotto, li chiamò “cullattoni”.
    Ma non vi sembra che la destra “democratica” nostrana sia peggio, sui diritti ampi, ma molto peggio di ciò che vogliono imputare a Cuba?
    Credo che sarebbe ora di mettere in ordine il nostro cervello ed evitare di riportare notizie amplificate solo dalla stampa.
    Mi piacerebbe sapere quanti altri popoli sarebbero stati in grado di resistere a tutte le pressioni esterne, senza arretrare di un centimetro dal proprio orgoglio di appartenenza.
    Affamati e bersagliati continuano ad avere la forza di andare avanti. Da noi basta il crollo di una banca e a tutti viene la cacarella.
    VIVA CUBA.
    mauspezz

    x Umberto
    Guarda dentro casa tua, ne troverai di gente che sputa in faccia alla RESISTENZA. Parlo dell’ex partito che si chiamava AN.

  37. Ciao Maria,
    ti ricambio la visita…
    Ho visto quella “classifica” della quale mi hai parlato …
    I casi sono due:o è un sondaggio “manipolato”,oppure gli Italiani sono ancora più boccaloni di quanto non li ritenessi…
    Ho appena postato la seconda parte dell’intervento di Marco Travaglio che ho PERSONALMENTE registrato(non è stato possibile intervistarlo,come ho tentato…)unitamente al filmato completo(che però è sul sito)…
    E’ assurdo che nell’opinione degli Italiani siano ai primi posti servi del potere,tanto per limitarsi nelle definizioni…
    E’ molto interessante il discorso di Cuba:segnalerò il tuo post all’amica Laura(prodigit)che conosce bene l’isola e ti chiedo l’autorizzazione per riportare il testo di questo post sul mio sito http://www.dgtvonline.com
    Mi fai sapere?
    Grazie,a presto.

    Marcello De Giorgio.

  38. Ho letto l’interessante scritto di Maria ed i numerosi commenti, meno quelli che mi stanno facendo affaticare gli occhi.
    Non sono mai stata a Cuba, ho informazioni generiche, ma la Rivoluzione Cubana mi sembra una bella e forte spina nel fianco per quella “democrazia” terribile che pratica l’embargo verso un popolo dignitosissimo.
    La lettera dei giovani comunisti, è toccante e riaccende un bagliore di speranza verso l’azione e la coerenza.
    Grazie a tutti e un abbraccio alla competente Maria.
    Danis

  39. Marcello avevo interpretato male il sondaggio. E’ il contrario, cioè al primo posto c’è Travaglio. Meno male! Mi raccomando, quando vedi Marco Travaglio non dargli questa notizia così come l’ho capita io, per carità. A Marco, nonostante personalmente mi capita alcune volte di non essere in sintonia con lui, bisogna dare atto che sta lavorando davvero bene. E il primo posto di giornalista cerdibile se l’è guadagnato e se lo merita.
    In riguardo al post e all’amica Laura di Progit non c’è alcun problema. Anche tu puoi riportare tranquillamente sul tuo sito il mio post. Eventualmente posso segnalarti la rivista di Gianni Minà “Latinoamerica” sulla quale scrive Gennaro Carotenuto, fonte inesauribile di informazioni (vero Annalisa, senza il nostro Gennariello sarebbe molto più dura 😉
    I dati dei danni sull’ Isola che ho riportato non sono aggiornati a oggi ma a metà settembre. Alla prossima uscita della rivista verranno pubblicati gli aggiornamenti. Mi impegno a riportarveli.

    Grazie a tutti per gli interventi. Come avete potuto capire, questo blog vuole avere un’impostazione un po’ differente dal “tipico blog” dove si consumano notizie e commenti a velocità alcune volte direi supersonica. Forse siamo un po’ tutti vittime di notizie da divorare ma poi dimenticare perchè subito dopo ne giunge un’altra. Ho voluto aprire questo spazio di discussione anche per contrastare un po’ questo tipico atteggaimento bloggesco. E’ importante credo interiorizzare la notizia ed analizzarla il più possibile, altrimenti credo che difficilmente riusciremo ad uscire dalla logica dei luoghi comuni e della superficialità nella quale siamo tutti immersi. Nessuno escluso. Io compresa.
    Un abbraccio a tutti.

  40. Carissima, visitare il tuo blog e leggerne i post ed i commenti mi riconcilia con una certa sinistra, per fortuna!
    Le contraddizioni di Cuba sono senz’altro numerose ma…Cuba è sempre Cuba, nel nostro cuore, nel nostro immaginario

  41. Ciao Maria, un saluto comunista in una grigia giornata di primavera

  42. Tutti alla manifestazione di sabato 11 ottobre.
    Per un’altra Italia: antirazzista, antisessista, egualitaria e comunista.
    mauspezz

  43. Hai ragione Maurizio, l’ 11 si avvicina.
    Farò un post appena possible, vediamo più tardi.
    Intanto, per chiudere il dibattito su Cuba, vi riporto il testo di una bellissima canzone di Eugenio Finardi che è davvero illuminante, dedicata proprio a Cuba. E’ stata una delle colonne sonore della mia adolescenza trascorsa nelle cantine milanesi, oltre che tra manifestazioni e assemblee cittadine.
    Forse è vero che a Cuba non c’ è il paradiso, però…..

    😉

    Forse è vero che a Cuba non c’è il paradiso
    che non vorremmo essere in Cina a coltivare riso
    che sempre più spesso ci si trova a dubitare
    se in questi anni non abbiamo fatto altro che sognare.

    E` che viviamo in un momento di riflusso
    e ci sembra che ci stia cadendo il mondo addosso
    che tutto quel cantare sul cambiar la situazione
    non sia stato che un sogno o un’illusione.

    Ma no non è un’utopia,
    non è uno scherzo della fantasia,
    no non è una bugia,
    è solo un gioco dell’economia.

    E se in questi anni tanti sogni son sfumati,
    in compenso tanti altri li abbiamo realizzati.
    C’è chi silenziosamente si è infiltrato dentro al gioco
    e ogni giorno lentamente lo modifica di un poco.

    Ed è normale che ci si sia rotti i coglioni
    di passare la vita in dibattiti e riunioni
    e che invece si cerchi di trovare
    nella pratica un sistema per lottare.

    Ma no non è un’utopia,
    non è uno scherzo della fantasia,
    no non è una bugia,
    è solo un gioco dell’economia.

  44. cassandra Says:

    ABANDONAN FILAS
    La Habana.- El abandono de miles de militantes del partido comunistas y miembros activos de los Comité de Defensa de la Revolución (CDR) de estas organizaciones políticas en varios municipios de la capital, así como en Santiago de Cuba, Camagüey, Holguín y Guantánamo, muestran el descontento y la poca confianza que goza el gobierno que preside Raúl Castro, en medio de una crisis económica y social agudizada después del paso de dos ciclones por la isla. En el municipio habanero de Arroyo Naranjo, decenas de coordinadores de estos CDR a nivel de cuadra, renunciaron a sus cargos por “sentirse agobiados en no poder dar una respuesta a los reclamos de la población”,afirmó José Matute, un viejo comunista de 72 años de la localidad de Mantilla. Un reporte del periodista independiente Juan Carlos Martínez, señala que en el Comité Provincial del Partido en Ciudad de La Habana, se entregaron mas de trescientos carné de militantes del partido en los municipios Centro Habana, Habana Vieja, San Miguel del Padrón, La Lisa y Marianao. Hecho que se ha repetido en los municipios orientales de Songo la Maya, Palma Soriano, Bayamo, Puerto Padre, Manatí, Baracoa y Manzanillo. “Los jóvenes no quieren integrarse al partido”, afirmó un dirigente comunista de la capital cubana.

  45. cassandra Says:

    QUESTO SI CHE è IL MIO MITO DI RIVOLUZIONARIO!!!

    CUBA LA RIVOLUZIONE:MITO O REALTA’.CARLOS FRANQUI

    Carlos Franqui compie ottantasei anni e decide di scrivere la sua autobiografia raccontando attraverso la sua vita uno spaccato della storia di Cuba. Ne viene fuori un libro monumentale, a metà strada tra il saggio e il romanzo, scritto con uno stile piano e colloquiale che lo rende accessibile a tutti. Un saggio importante, di cui si sentiva davvero il bisogno, tradotto magistralmente dallo spagnolo da Raul Schenardi. Rendiamo merito a Baldini e Castoldi, editore lungimirante, che contrappone alle ricostruzioni agiografiche di autori “inginocchiati” come Gianni Minà, la verità storica vissuta da un protagonista della Rivoluzione. Peccato che il libro non goda (al momento) della grande pubblicità riservata ai thriller di Giorgio Faletti, ma nutro comunque la speranza che siano in molti a leggerlo. Il saggio si apre con una parte narrativa dove l’autore raccoglie i ricordi della prima giovinezza, vissuta in un paesino dell’oriente cubano, tra galli che cantano, palme altissime, ceibas gigantesche e riti santeri. L’autore matura convinzioni libertarie e condivide gli ideali di José Martí contro la dittatura quando comprende che i padroni dispotici possono fare tutto, mentre ai poveri contadini non è concesso niente. “Sognavo un futuro che mi sottraesse ai mali del presente, un futuro che sarebbe stato possibile vedere grazie agli sforzi e alle lotte”. Franqui si scopre antifascista e antibatistiano, comincia a fare la vita del rivoluzionario clandestino, vende giornali proibiti e segue una profonda voglia di giustizia. Comprende che solo lo studio e la cultura possono trasformarlo in un uomo libero e per questo si iscrive alle scuole superiori. A Santa Clara scopre una città ricca di fermenti rivoluzionari e idee socialiste, tormentata da lotte, scioperi, manifestazioni di protesta, e pervasa da sogni per una vita migliore. Respira libri e cultura, soffre per la morte del padre e si avvicina alle idee comuniste che promettono un cambiamento radicale per le classi sociali più disagiate. Da Santa Clara si trasferisce all’Avana e scopre una città vera, “una festa d’amore, dove si parla e si balla a tempo di son”. Franqui dedica pagine di pura poesia alla descrizione della sua Cuba, racconta con nostalgia i colori della campagna e lo splendore della capitale. Narra che all’Avana decide di dedicare la sua vita a cambiare il mondo per far parte della grande famiglia socialista. Lotta per creare una coscienza sociale, per unire i contadini e per far capire il loro diritto a possedere la terra. Comincia a nutrire dubbi nei confronti del partito comunista quando Batista mette in piedi una pseudo repubblica ma il suo apparato direttivo sostiene il governo. Non comprende il centralismo democratico e certe regole sacre, discute con i dirigenti e rivendica la sua indipendenza. Quando comprende che essere comunisti non significa essere liberi si dissocia dal partito, sa bene che l’anarchia è una splendida utopia, ma non riesce a seguire regole che non condivide. Franqui è affascinato dalla parola “libertà”, la vede come una sorta di mito, un sogno, una fantastica idea, ma ancora non sa che “non può esistere libertà senza democrazia”. Franqui entra a far parte dei rivoluzionari che vogliono far cadere la dittatura di Batista. “Idealizzavamo la rivoluzione, immaginando che sarebbe stata umanista e contraria ai comunisti rispetto al terrore, alla violenza e all’ingiustizia”. Fidel Castro compie l’impresa suicida della caserma Moncada che termina in una carneficina e per questo viene processato. Denuncia i crimini della dittatura ed è condannato a quindici anni di carcere da scontare all’Isola dei Pini, dove scrive La storia mi assolverà. Franqui è sorpreso per la singolare coincidenza di frasi tra Castro e Hitler: il dittatore nazista in Mein Kampf aveva detto la stessa cosa. “In quel momento pensai che sarei sempre stato contro Batista, ma mai con quell’uomo pericoloso che aveva inaugurato la sua missione con un mucchio di cadaveri”, scrive Franqui. Nonostante tutto entra nel Movimento 26 luglio, anche se non ne condivide il militarismo e il caudillismo, ma in quel periodo storico è l’unico modo per ribellarsi a Batista. Dirige Radio Rebelde sulla Sierra Maestra, ma non accetta gradi militari e conserva un ruolo da civile indipendente che lavora per la Rivoluzione. Fidel Castro fa una Rivoluzione trasmessa in televisione e via radio, con il suo carisma seduce l’intero paese e dopo la vittoria dell’esercito ribelle prende i pieni poteri. Non restituisce la Costituzione del 1940, ma promulga una sorta di statuto privo di ogni garanzia, celebra i processi ai batistiani con i tribunali militari e dà il via a una prima orgia di sangue. “Rispondere ai crimini con altri crimini snaturava la Rivoluzione”, scrive Franqui che prende le distanze da Castro, dirige la rivista Revolución e critica tante manovre che non condivide. Secondo Franqui “il sistema castrista supera l’orrore batistiano con un superorrore”. Huber Matos viene condannato a vent’anni di galera per aver dato le dimissioni e non aver condiviso la virata comunista: non la pensa come Castro, quindi è un traditore. Il fido Ramiro Valdés si occupa degli antisociali e inaugura l’orrore delle Umap a Camaguey. Franqui assiste impotente a una sfilata di reclusi omosessuali, hippies e religiosi, nel gulag tropicale circondato di filo spinato. Finiscono dentro gente come Pablo Milanés (oggi affermato cantautore), Osvaldo Payá Sardiñas (oggi guida la dissidenza cattolica) e Jaime Ortega (adesso cardinale). Cuba diventa comunista non per colpa degli Usa, afferma Franqui, ma per volontà di Fidel che è convinto di incarnare la Rivoluzione e di saper fare le scelte migliori per il futuro. Franqui descrive Che Guevara come un ambizioso in cerca di potere e fama, arrogante con i sottoposti che disprezza come esseri inferiori. Il Che è un dogmatico privo di senso della realtà, uno che distrugge l’economia con ricette assurde a base di lavoro volontario e cancellazione di conti bancari. La morte in Bolivia lo trasforma in un eroe romantico alla Byron e fa dimenticare i suoi errori, le sue responsabilità e i suoi insuccessi. Lo trasforma in un mito da indossare sulle magliette e da sfoggiare su enormi cartelloni propagandistici, anche se il suo rapporto con il popolo cubano è sempre stato distante. Il Che subisce il fascino di Castro, nonostante conflitti e divergenze, non lo abbandona mai e alla fine muore in Bolivia, utile al dittatore da morto più che da vivo. Raúl Castro, invece, è l’unico rivoluzionario con un cuore comunista che batte in direzione dell’Unione Sovietica. Franqui ricorda il processo farsa al generale Ochoa, il combattente africano, il vincitore, l’eroe della Rivoluzione, fucilato come narcotrafficante perché Fidel teme la sua leadership. Franqui si dissocia dalla Rivoluzione, è allontanato da Castro e le sue foto scompaiono di colpo, viene cancellato dalle immagini ufficiali, come un vero e proprio fantasma socialista. “L’ingiustizia mi fece diventare rivoluzionario; la tragica esperienza che ho vissuto mi ha insegnato che se la Rivoluzione non era l’unica ingiustizia, era però quella più grande”. Franqui comprende che la democrazia è “l’unico governo cattivo ma possibile” e si convince che il suo sogno rivoluzionario sta morendo tra le braccia dei comunisti. “Non ero nato per diventare né un signor comunista né un signor borghese. Sarei sempre stato uno del popolo, era quello il mio mondo, ma se allora avevo perduto un partito e un ideale, adesso perdevo una Rivoluzione e una patria”. Franqui sceglie la via dell’esilio in Europa, decisione non facile ma coerente per uno scrittore indipendente che vuole raccontare la vera storia della Rivoluzione cubana. Franqui abita in Italia per un lungo periodo, conduce un tenore di vita modesto perché sostiene che “l’efficacia delle azioni di un dissidente sta nella sua moralità”. Nessuno deve poter affermare che le sue parole sono pagate da altri, anche se i soliti giornalisti “inginocchiati” lo dicono lo stesso, ma si squalificano da soli. Franqui contesta l’invasione sovietica della Cecoslovacchia che fa naufragare un tentativo di socialismo dal volto umano, nello stesso periodo conosce Gabriel Garcia Marquez e si accorge che il grande scrittore sudamericano subisce il fascino del potere. Non approva la scelta di Marquez che sceglie di diventare “un romanziere alla corte di Fidel Castro”. Franqui non può stare dalla parte di un dittatore, a lui non importa di subire il confino culturale da parte della sinistra, ma sa bene che le dittature non hanno colore. Il suo giudizio sull’opportunismo politico di Garcia Marquez è duro: “La patente di sinistra consente a Garcia Marquez di possedere una villa, milioni e ricchezze in Colombia, in Messico e a Cuba, conti bancari… ma lui non condanna il narcotraffico che distrugge il suo paese, non denuncia i crimini della guerriglia colombiana e tace su delitti atroci come quello di padre Camilo Torres. Sceglie la zuppa comunista per interesse, tanto la gente dimentica gli errori degli uomini di talento e ricorda soltanto la loro opera”. Franqui prosegue raccontando il suicidio di Haydée Santamaria per protesta contro i fatti del Mariel e l’arresto del poeta Heberto Padilla, colpevole di avere un pensiero difforme da quello di Fidel Castro. Sono episodi tristi che convincono l’autore a dire: “La Rivoluzione cubana è perduta e lo stalinismo – castrismo impone un regime di terrore tipico del mondo comunista”. Franqui fa autocritica e giustifica le sue scelte perché nel 1952 aveva solo l’alternativa rivoluzionaria per combattere la dittatura di Batista. Parte da una Rivoluzione umanista e martiana, viene manipolato e si trova dentro a una Rivoluzione comunista che produce conseguenze mostruose. Cuba è diventata “il regno del terrore e della miseria, una tirannia mascherata da Rivoluzione”. Le cifre parlano da sole. In quarantacinque anni di potere, Castro ha carcerato un milione di persone, oltre due milioni di cubani sono emigrati o hanno scelto l’esilio, decine di migliaia sono stati fucilati. Gli ultimi episodi che sottolineano una volta di più la ferocia del regime accadono nella primavera nera del 2003, che vede settantotto condanne con pene attorno ai venti anni di reclusione per oppositori pacifici, tra cui ventotto giornalisti indipendenti. Castro ha sempre avuto una schiera di giornalisti che lo compiacciono e Franqui definisce molto bene Gianni Minà come “l’inginocchiato”, secondo lui colpevole di aver scritto molte bassezze sul suo conto per eseguire precisi ordini di Fidel. Le conclusioni alle quali giunge Franqui sono sotto gli occhi di ogni visitatore obiettivo che si reca a Cuba. “Castro ha venduto ai peggiori capitalisti stranieri negozi, hotel, spiagge, club, ristoranti, centri di divertimenti, industrie, terreni, rum, tabacco, caffé…”. Ha distrutto perfino l’industria dello zucchero che era il vanto di Cuba e in compenso per i cubani ha nazionalizzato la miseria. Nelle spiagge dell’isola fanno il bagno soltanto i turisti stranieri e Castro impersona un singolare ruolo da capo di Stato prosseneta che incentiva il turismo sessuale. Secondo Franqui “il castrismo è soltanto un’ideologia di potere, una tattica per restare in sella, perché Castro negli anni è stato fedele solo a se stesso”. La Rivoluzione si identifica con lui che ha distrutto la ricchezza e la storia di un’isola per farne una seconda Haiti. Franqui conclude che oggi a Cuba si vive con la sola speranza di fuggire perché la popolazione si vede privata di ogni piacere materiale e spirituale e non è possibile andare avanti senza un briciolo di libertà. La maggioranza dei cubani è contro il potere ma sa bene che lottare per farlo cadere porterebbe soltanto al carcere o alla fucilazione. Il futuro di Cuba, secondo Franqui, vedrà al comando per un breve periodo di tempo Raúl Castro che vorrebbe fare dell’isola una nuova Cina. Il nuovo comandante en jefe parla di libertà economica, controllo politico e nuove relazioni con gli Stati Uniti. Resta il dubbio se sarà libero di attuare questi progetti, visto che Chavez lavora in funzione antistatunitense ed è lui (grazie al petrolio) il maggior azionista del governo cubano. Secondo Franqui è impossibile sostituire un capo come Fidel Castro che non ha preparato la sua successione. Il futuro di Cuba non sarà facile e la sola speranza di cambiamento passa per una rivolta che conduca verso la libertà. Carlos Franqui consegna alla storia un libro unico, fondamentale, oserei dire indispensabile per conoscere tutta la verità sulla Rivoluzione cubana. Leggetelo e fatelo leggere. Ne vale davvero la pensa.

  46. Beh, ognuno ha il diritto di scrivere quello che crede, quanti ex- comunistui italiani sono ora massimi esponenti della destra fascio-nazista che governa l’Italia? Quanti rivoluzionari che facevano le barricate contro il capitalismo sono direttori dei grandi giornali del capitalismo italiano? Quanti scrittori che in televisione fino a pochi anni fa facevano a botte in diretta contro i rappresentanti della destra ora che la destra è al potere scrivono libri e fanno soldi sostenendo che i veri cattivi erano i partigiani e non i fascisti? E si potrebbe continuare all’infinito. Franqui è solo uno dei tanti, le bugie che ho letto sopra sono addirittura di uno squallore ridicolo che nemmeno mi riesce di contestare tanto evidenti ed assurde sono le menzogne esposte. Che Franqui non abbia accettato la scelta dei dirigenti della Revolucion di dare una svolta socialista alla rivoluzione, è cosa più che legittima, quello che sconcerta è il fatto che per sostenere le sue tesi debba ricorrere a volgari ed insostenibili bugie. Se alcuni fatti sono realmente successi (quale rivoluzione non fa errori, può esistere una rivoluzione perfetta quando si lotta contro criminali e traditori?), ed i dirigenti cubani hanno sempre ammesso gli errori e li hanno superati (per esempio la condanna dell’omosessualità che però ora vede Cuba all’avanguardia anche in questo settore) il resto è solo frutto della più volgare propaganda anticubana più volte smascherata da personaggi di indubbia fede democratica, molti Premi Nobel ed intellettuali statunitensi in testa. Non voglio dunque entrare nel merito delle vili accuse che non hanno nemmeno un briciolo di fondamento. Mi chiedo solo perchè Franqui, così libero, coraggioso e fedele ai suoi principi, anzichè rimanere a combattere per le proprie idee ha preferito la via della “fuga” verso lidi protetti per scrivere le sue menzogne tra gli applausi dei “democratici” che mentre Cuba esporta medici per curare coloro di cui nessuno si è mai occupato, alfabetizzare chi non sa nemmeno leggere e scrivere, ecc., esportano invece morte, distruzione, disperazione e tragedie indescrivibili che sono sotto gli occhi di tutti? Perchè ha scelto di stare dalla parte di coloro che demonizzano Cuba per nascondere i propri indescrivibili crimini ed osa definirsi un uomo libero? La storia purtroppo ci insegna che i grandi criminali a capo delle nazioni dominanti basano la loro impunità proprio demonizzando chi si oppone alla loro criminale violenza. Mi piacerebbe scrivere l’elenco delle malefatte di questi criminali che in nome della democrazia hanno ridotto alla fame tre quarti dell’umanità (ora buona parte anche dell’altro quarto) e sterminato popolazioni intere e milioni di innocenti, ma per fare questo sarebbero necessarie mille volte più pagine del libro di Franqui. Se vuoi ti dò un’elenco di libri scritti da scrittori americani tra i più conosciuti che descrivono i fatti della storia degli ultimi secoli senza ricorrere a nessuna bugia (alcuni li ho pubblicati sul mio blog). La realtà non ha bisogno di menzogne e di propaganda, è gia abbastanza tragica per se stessa. Io vovo a Cuba buona parte dell’anno, conosco migliaia di cubani, da Ministri a rappresentanti della cultura fino alle persone più umili, sostenitori della Revoluzion e detrattori (alcuni anche nella mia famiglia), ma perfino quest’ultimi leggendo scritti come questi li definiscono senza esitare dei volgari “comemierda”. La storia di Cuba la conoscono bene e rimangano allibiti di fronte a certe asserzioni di una falsità inaccettabile. A Cuba c’è il socialismo, con i suoi pregi, molti, ed i suoi difetti, rimediabili in parte, cioè fino a quanto la natura umana, che non è prfetta, lo permette. Il socialismo può piacere o non piacere, ognuno ha il diritto ad avere le proprie opinioni inmerito. Io lo ritengo il sistema socio-politico più adatto all’essere umano mentre ritengo il cvapitalismo esattamente il contrario perchè esalta la parte più vergognosa dell’animo umano. Basta vedere ciò che è successo nei paesi ex socialisti che dopo decenni di vita pacifica, pur senza grandi firme della moda, atleti professionisti miliardari ed imprenditori ladroni, si ritrovano ora in mezzo a guerre fratricide, violenze di ogni tipo, gioventù in balia di sogni irrealizzabili confortati da dosi massicce di droghe assassine.
    Cara Cassandra, anche il più sprovveduto lettore di questo blog non farà fatica a rendersi conto che scrivere “Carlos Franqui consegna alla storia un libro unico, fondamentale, oserei dire indispensabile per conoscere tutta la verità sulla Rivoluzione cubana” è un’espressione talmente ridicola che fa il pari con la montagna di bugie contenute nel tuo intervento (richiamare il solito Gianni Minà “inginocchiato” davanti a Fidel la dice lungo sull’inettitudine). Ritenere che questo personaggio pretenda di essere l’unico dentore della verità sulla Rivoluzione cubana, oltre che ingenuità è anche segno di totale sottomissione al pensiero dominante che tutti possono vedere dove ha portato l’umanità. Un po’ di umiltà non farebbe male, specialmente se uno cerca di capire il dramma che viviamo OGGI piuttosto che cercare di criminalizzare ed infangare il Che e Fidel Castro, personaggi indiscutibilmente tra i più grandi e sinceri combattenti per la cusa dei più umili. Cè sempre un limite alla decenza…. Denigrare perfino Gabriel Garcia Marquez!!!!!!!!!!!!
    Ps. Visto che ne parli, hai letto “La storia mi assolverà” di Fidel Castro? Li ci trovi verità inconfutabili e previsioni puntualmente avveratesi, non le bugie della più squallida propaganda anticubana. I potenti per perpetrare il loro dominio hanno bisogno di molti servi sciocchi, per questo li retribuiscono adeguatamente…. Mi spiace per Franqui, ma l’aggettivo libertario proprio non gli si addice. Un vero libertario sa sempre quali sono i veri nemici dell’uomo, non conduce le sue battaglie contro chi, con tutti i suoi difetti, ha sempre combattuto contro i prepotenti che affamano l’umanità. Franqui non è ne libertario ne detentore assoluto della verità, per me è solo uno dei tanti servi sciocchi del potere. Altro che combattente contro il potere castrista, i combattenti combattono, non scrivono volgarità e non perdono tempo a denigrare Minà e Garcia Marquez, questo più che altro mi sembra vigliaccheria….

  47. Maria, il posta-incolla di Cassandra dice in sintesi che molti militanti comunisti e dirigenti dei CDR hanno consegnato la tessera in quando non condividono le scelte del governo guidato da Raul Castro. Fonte della notizia è uno dei soliti “giornalisti idipendenti”, così si fanno chiamare coloro che vorrebbero riportare il capitalismo, ed il fascimo (sono due entità indissolubili) a Cuba. Queste notizie secondo le quali il socialismo a Cuba sta per crollare vengono diffuse in dosi massicce dal giorno seguente alla vittoria della Revoluciòn e nemmeno quando dopo la caduta dell’impero sovietico, quando anche i più seri commentatori ne erano convinti, si sono avverate. Certo che la situazione a Cuba è motlo grave, i danni subiti avrebbero messo in ginocchio qualsiasi paese del mondo, basta pensare quanto successo a Neww Orleans dove i danni hanno riguardata un’area molto ristretta, immaginati se avesse colpito tutti gli Stati Uniti come è successo a Cuba. Ma i cubani si sono messi all’opera con il solito spirito combattente e la recuperazione, che in altri paesi avrebbe richiesto secoli (pensa all’Italia) è già a buon punto.
    Cuba in questo momento ha bisogno della solidarietà di tutte le persone dotate di umanità non di sciacalli vigliacchi senz’anima. Indipendentemente dal fatto che sia un paese socialista o meno. Ha bisogno di gente come noi non delle “cassandre” che approfittane delle sofferenze umane per denigrare gratuitamente chi ne viene colpito. Cuba è un paese colpito drammaticamente da calamità naturali cusate dall’isensatezza di chi comanda il mondo e che il governo cubano ha sempre denunciato. E quando succedono simili tragedie gli sciacalli si trovano a loro agio. Cassandra farebbe meglio a preoccuparsi del fatto che gli Stati Uniti stanno mettendo in atto strategie per il controllo degli uragani, e quindi anche la possibilita di provocarli. E’ certo, da fonti Usa, che esperimenti in tal senso sono già stati messi in atto. E magari si chiedesse perchè gli USA non firmano il trattato di Kyoto. Anche se serve ben altro per frenare la distruzione del pianeta in atto.

  48. cassandra Says:

    Mi sembra che il tizio che ha scritto sopra si sia un po agitato.
    Non solo non ha capito l’articolo,Franqui è stato cacciato no scappato,
    ma non sa’neanche la storia della rivoluzione.
    Lui si che puo parlare,è prima di tutti un cubano,secondo,ha partecipato fianco a fianco con fidel a la rivoluzione.
    é assolutamente sconcertante la superficialita’ dell’intervento,scritto da gente con occhi e orecchie foderate di prosciutto.
    il secondo articolo è stato preso dall’agenzia fondata dallo stesso Franqui.
    Chi è partecipe della vita Cubana sa’,il resto è solo gente che va’
    a Cuba con la bava in bocca.
    Tu eliolibra puoi scrivere cio che pensi questo è un dibattito aperto,
    ma essi un po piu preciso quando rispondi.
    Anche io vivo a Cuba buona parte dell’anno,ma non conosco ministri(chi?)
    conosco solo gente che con immensa fatica tira alla fine del mese con 11 dollari.
    cassandra

  49. Quindi,visto che anche tu se un amante di Cuba(o hai solo amanti),inizia a rispettare un popolo che pur guadagnando 15 Cuc al mese non fa mancare niente ai suoi bambini e a tutti i suoi figli.Franqui è scappato(cacciato) come tanti per vivere da signore,dando interviste profumatamente pagate a tutti quei periodici che volevano sentire quello che lui diceva” Una massa di minchiate”.Quando non lo conoscevo ancora,ebbi modo di leggere una sua intervista su Repubblica:pura basura.In quel periodo,circa 10 anni orsono,veniva intervistato da questo”giornale” una volta al mese.Prenda esempio da Bebo Valdes che è una vita fuori,ma mai si è sognato di sparlare di Cuba apertamente.

  50. Credo che Elio, meglio di chiunque altri possa illustrare la situazione cubana, che sicuramente se non rappresenta la perfezione (quale società lo è? ) rimane comunque un coraggioso tentativo di resistenza all’imperialismo (anche riuscito direi).
    Sono convinta che se il popolo cubano non fosse stato dalla perte di Fidel, la rivoluzione cubana non sarebbe sopravvissuta così tanto tempo. Cinquant’anni non sono pochi. Gordiano Lupi invece, ( perchè non fare il nome del giornalista “indipendente” che si permette di dare dell'”inginocchiato a Minà?) è noto che da anni combatte, insieme al parentado, la sua battaglia, qui dall’Italia, contro Cuba, fatta di menzogne e storie strappalacrime. Un giornalista che si professa di sinistra che non ha remore ad andare a parlare dal palco di Azione Giovani.
    Cari saluti Maria e a presto.

  51. “ma essi un po’ più preciso quando rispondi”. Prima di voler dare lezioni impara ad utilizzare correttamente almeno i verbi più elementari….. (non vorrei ricordarti altre figuracce diventate celebri….) hai bisogno di studiare ancora molto, altro che Franqui.
    Buon lavoro….

  52. Ah, dimeticavo, Cassandra, se avessi “gli occhi e le orecchie foderate di prosciutto” sarei ricco, con quello che costa nella ricca Italia….
    Vedi, ricorrere a frasi come queste squalificherebbe anche l’intervento più interessante, peccato che tu di interessante conosci solo l’odio verso Cuba che molto più del prosciutto offusca la vista. Se poi si è già strabici per natura…. il risultato è quello che abbiamo letto nei tuoi inmtrventi.
    Ps. Ricordati di studiare, mi raccomando, a volte con l’impegno si riesce ad uscire da condizioni di degrado culturale pericolose….

  53. cassandra Says:

    Qual’è lo sbaglio prof.eliolibra?
    Verissimo quando dici di studiare,lo sto facendo e questo ti fa un po’rosicare,infatti non rispondi e ti soffermi su cose secondarie.
    La domanda riprende vigore…Chi piu dei cubani puo’parlare di Cuba?
    Chi piu dei protagonisti puo dare un giudizio preciso sui fatti?
    Huber matos(20 anni e muto!!)Carlos Franqui cacciato,Camilo Cienfuegos(da leggere l’ultimo suo comizio)!?….via via tutti i poeti di fama internazionale,un giorno preparero’la lista.
    Oppure gente che fa il radical-scic(…avro’sbagliato!)compagnuccio con villa e bei soldini da parte,che va a Cuba lasciando la bava come le lumache?
    Cara Maria,sei mai stata a Cuba?hai mai assistito ad un pre post ciclone?
    hai mai passato 14 ore al giorno senza corrente?con la carne che si scongela 2-3 volte…ma non si butta?e ogni giorno senti i commenti?
    hai mai comprato carne di vacca,che è illegale,con il rischio di beccarti 10 anni(erano 20 una volta,adesso te la cavi con 10-7 anni)?la gente non sa perche è illegale e io pure.mistero!
    Io si,l’ho vissuto.
    la risposta di massimo squalifica se stesso,..anche le donne vanno a cuba per “quello”….che zoccole ste femmine!!ti rispondo dicendoti,CIAO.
    Aspetto lezione di italiano e i nomi dei ministri,che un masticabrodo si vanta di dominare.
    nos vemos
    cassandra

  54. cassandra Says:

    Questo progetto è stato sottoscitto da centinaia di migliaia di cubai,tra cui famosi poeti,giornalisti,cittadini.
    Per alcuni è stata la causa del loro arresto.

    LA RICHIESTA DEI CITTADINI CUBANI

    Questo è il testo che abbiamo firmato e sottoposto all’Assemblea Nazionale del Potere Popolare affinché metta sotto consultazione popolare, per mezzo di un Referendum, ognuna delle cinque proposte seguenti:

    1A Che le trasformazioni necessarie alle leggi siano fatte in modo da conservare il bene comune ed il rispetto dei diritti dell’uomo riconosciuti universalmente ed alla dignità umana, che garantisce ogni cittadino:

    1.A.1. Il diritto di associarsi liberamente secondo i propri interessi ed idee, in modo che si possano costituire delle associazioni sociali, politiche, economiche, culturali, del sindacato, dell’allievo, religiose, umanitarie legalmente riconosciute, che sia rispettato il principio del pluralismo e della diversità delle idee nella società.

    1.A.2. I diritti alla libertà d’espressione e di stampa, in modo che la gente, individualmente o in gruppi, possa pronunciarsi ed esprimere le loro idee, credenze e pareri per mezzo della parola parlata e scritta ed attraverso tutti i mezzi diffusione ed espressione.

    1.B. Le leggi che garantiscono questi diritti dovranno entrare in vigore in un termine non superiore ai sessanta giorni dopo l’approvazione positiva del Referendum.

    2.A. Che decreti un’amnistia per tutti i prigionieri, imprigionati per motivi politici e che non hanno partecipato ai fatti che hanno attentato direttamente alla vita delle persone. Questa legge d’amnistia dovrà entrare in vigore in un termine non superiore ai trenta giorni dopo l’approvazione positiva del Referendum.

    3.A. Quale trasformazioni necessarie alle leggi sono fatte in modo da garantire ai cittadini il diritto di costituire aziende private, sia ‘individuali che cooperative, effettuare attività economiche che potrebbero essere produttive e sulla vigilanza di quello si pattuisce fra gli operai e le aziende per il funzionamento di queste aziende può essere stabilito, nelle condizioni buone, in cui nessun oggetto può ottenere di produrre il reddito sullo sfruttamento del lavoro. Queste nuove leggi dovranno inoltre garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori e dei cittadini e degli interessi della società. Queste nuove leggi dovranno entrare in vigore in un termine non superiore ai sessanta giorni dopo l’approvazione positiva del Referendum.

    4.A. Transformazione della leggi elettorali in modo che venga garantito:

    4.A.1. La determinazione delle circoscrizioni elettorali per l’elezione, in ogni caso, dei delegati per l’Assemblea Comunale del Potere Popolare, dei delegati per l’Assemblea Provinciale del Potere Popolare e dei delegati per l’Assemblea Nazionale del Potere Popolare.

    4.A.2.1. Che in ogni circoscrizioni determinate per le elezioni comunali venga scelto, dal voto diretto dei relativi elettori, un delegato per l’Assemblea Comunale del Potere Popolare. Ogni elettore potrà votare soltanto un candidato.

    4.A.2.2. Che in ogni circoscrizioni determinate per le elezioni provinciali venga scelto, dal voto diretto dei relativi elettori, un delegato per l’Assemblea Provinciale del Potere Popolare. Ogni elettore potrà votare soltanto un candidato.

    4.A.2.3. Che in ogni circoscrizioni determinate per le elezioni nazionali venga scelto, dal voto diretto dei relativi elettori, un delegato per l’Assemblea Nazionale del Potere Popolare. Ogni elettore potrà votare soltanto un candidato.

    4.A.3. Che i cittadini siano nominati come candidati ai delegati per le Assemblee comunali e provinciali e come candidati ai delegati all’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, solamente e direttamente per mezzo delle firme raccolte dagli elettori nella circoscrizione a cui corrisponde, secondo le circostanze che sono state esposte nei punti 4.A.4, 4.A.4.1, 4.A.4.2 e 4.A.4.3 di questa richiesta.

    4.A.4. Che le circostanze necessarie e sufficienti in modo che un cittadino per quanto candidato sia nominato:

    4.A.4.1. Per attenersi alle circostanze che organizzano gli articoli 131, 132 e 133 della costituzione della Repubblica in modo che un cittadino abbia diritto al voto e che sia scelto.

    4.A.4.2. La presentazione alle autorità competenti, con un termine di non meno di trenta giorni precedenti alle elezioni, delle firme, sostenenti la relativa candidatura, di non meno del 5% del numero di elettori di circoscrizione che aspira rappresentare. Ogni elettore potrà esprimere soltanto una preferenza per il candidato all’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, una per il candidato all’Assemblea Provinciale del Potere Popolare e una per candidato all’Assemblea Comunale del Potere Popolare

    4.A.4.3. Un cittadino per aver il diritto di candidarsi all’Assemblea Comunale deve risiedere nella circoscrizione corrispondente, per aver diritto di candidarsi all’Assemblea Provinciale deve risedere nella provincia corrispondente, per aver diritto di candidarsi all’Assemblea Nazionale deve avere cittadinanza cubana. In ogni caso per essere candidato un cittadino dovrà risedere da almeno un anno precedente alle elezioni nel paese.

    4.A.5. Che gli elettori, gli aspiranti candidati ed i candidati abbiano il diritto di riunirsi in assemblea senza nessun termine eccetto che il rispetto all’ordine pubblico, per esporre le loro proposte ed idee. Tutti i candidati avranno il diritto al giusto uso dei mezzi di diffusione.

    4.B. La nuova legge elettorale dovrà entrare in vigore in un termine non superiore ai sessanta giorni dopo l’approvazione positiva del Referendum.

    5. Le prime elezioni generali si dovranno tenere in un termine tra i 270 giorni e 365 successivi alla realizzazione di questo Referendum.

    Avana, Cuba, 6 di marzo di 2001

  55. cassandra Says:

    SI CHIAMA “PROGETTO VARELA”.

  56. Cassandra oggi è l’anniversario della morte del Che.

    Ho postato di là la lettera di Frei Betto dedicandola anche a te e ho spiegato i motivi. Capisco che Cuba da sempre o si ama o si odia, è difficile riuscire a mantenere sangue freddo e obiettività nel considerare “il fenomeno Rivoluzione” dell ‘Isola. Io amo Cuba con tutte le sue innumerevoli contraddizioni, con tutto ancora il lavoro da fare per raggiungere una certa democraticità che non c’è. Ma il mio pensiero è volto ad aiutare il sistema, non a distruggerlo, perchè in sè porta il germe per cui io credo valga ancora la pena di lottare, il seme del socialismo rivoluzionario. In quanto ad Elio posso dirti che non è un comunista come lo sono io o altri che militano nel partito. Non appartiene a nessuna “chiesa” ideologica, è solo innamorato di Cuba comprese le sue contraddizioni (che ti faccio presente non mancano in molti altri paesi latinoamericani, ad esempio).
    Comunque mi fermo, vi lascio alla discussione, ma ci terrei che leggessi anche tu questa lettera di Frei Betto. Serenamente Cassandra. Senza pregiudizi. E forse possiamo discutere di Cuba e del progetto della sua rivoluzione, che sia ben chiaro, è una rivoluzione ormai vecchia, ha 50 anni. Io al contrario di Franqui preferisco lavorare per aiutare Cuba e il suo sitema a migliorare, non a distruggerlo. Ma ti prego di leggere quella lettera, almeno oggi.
    Un abbraccio

  57. Cosa vuoi discutere Maria con chi scrive frasi quali “Oppure gente che fa il radical-scic(…avro’sbagliato!)compagnuccio con villa e bei soldini da parte,che va a Cuba lasciando la bava come le lumache” e “Aspetto lezione di italiano e i nomi dei ministri,che un masticabrodo si vanta di dominare” e che mette Camilo Cinfuegos tra i nemici della Revoluciòn (la prossima volta ci dirà che l’ha ammazzato Fidel Castro, così come il Che….). Questi cialtroni svergognati si arrogano il diritto persino di denigrare la storia, la vita ed i sentimenti di chi non ha nel cuore l’odio viscerale che anima la loro esistenza. Io a Cassandra rispondo su quello che scrive, non mi passa nemmeno per l’anticamera della testa di fare delle affermazioni sulla sua vita, di come vive, con quali soldi, ecc. E non voglio raccontargli la mia storia, sarebbe costretto a scusarsi e chedere perdono per aver insultato chi ha dedicato la propria esistenza alla lotta contro ogni sopruso, contro i potenti ai quali troppi si inginocchiano e che ha pagato duramente la sua coerenza, la sua onestà e non si è mai sprecato per fare “il radical scic compagnuccio con villa e bei soldini da parte”. E che a Cuba ha portato l’AMORE di cui parla Frei Betto nella sua bellissima lettera non “lasciando la bava come le lumache”.
    Mi spiace usare parolacce ma non sono uno abituato a porgere l’altra guancia, ad un essere così volgare, ignorante e spregevole non posso che dire di andare a fare in c..o e chiudere ogni discorso.
    Adios

  58. Disertore Says:

    Si merita ben altro che un vaffanc. Eliolibre, io lo/a prenderei a calci in culo. Speriamo che di “cassandre” non ne vengano più a portare le loro mentalità “catastrofiche” su Cuba mentre la catasrofe sta distruggendo il capitalismo insostenibile. Certo che hanno una bella facciatosta.
    Saluti comunisti

  59. cotinuo ciò che stavo dicendo sul blog precedente interrotto :..in quanto alla psicologia e all’astrologia, preferisco chi si dichiara non interessato, anzichè chimi chiede il proprio oroscopo e poi non mi ringrazia neppure.
    grazie a te per avermi contattata.

    matilde1

  60. cassandra Says:

    Ieri mi deridevi del mio presunto errore di italiano,non ti sei scusato ma resoconto si,che in realta lo hai fatto tu il figurone…leggi i post con la fretta dei deboli,rispondi con l’ira dei stolti.
    Aspetto i nomi dei ministri e dirigenti che tu vanti di frequentare.
    Sei accecato dalla rabbia ti senti un giorno Mose’,un’altro Napoelone,se ti senti bene in quello che fa, fortuna tua,ma la tua retorica non incanta neanche un bambino.
    Giovanni Paolo II era all’opposto di Fidel,ma leale e schietto,non nemico forse avversario.Infatti lo invitava a liberare i prigionieri di coscienza e lasciare al popolo la libera iniziativa.
    Frei Betto invece è amico di Fidel,per come la vedo io che ho la sua stessa Fede,si poteva risparmiare la parte finale dei benedici….oggi pero preghero’per Ernesto Guevara e per Fidel.
    Io mi schiero con gente come Oswaldo Paya(premio Sakharov 2003)Carlos Franqui,Huber Matos,Guillermo Cabrera Infante,Carlos A.Montaner,
    Susana Perez(la Carra’italiana,scappata da pochissimi mesi)Guillermo Farinas,Paquito D’Riveira,Arturo Sandoval ecc ecc
    Se sono qui,con questo fuoco dentro con questa passione,è per Cuba non per i barbudos,cricca attaccata al potere quello piu spietato.Quello che fa vittime senza sangue,quello che fa parlare,girando la testa dietro le spalle destra-sinistra,sotto voce.Io li conosco bene questi e posso dire che sono contro il popolo.
    A chi giova servire un pensiero una ideologia se non serve alll’uomo?
    Maria credimi il cittadino che incontri per strada all’habana, preferisce l’hamburger di plastica del mcdonald’s che alla croqueta di Fidel!!
    p.s. su Camilo Cienfuegos(morto in volo per causa di una bomba,dopo aver arrestato Huber Matos con la morte nel cuore) la tesi che si vocifera a Cuba è che lo ha fatto fuori Raul Castro.
    Io l’ho solo riportato,dato che non conosco nessun ministro che mi dice cosa dire.
    cassandra

  61. cassandra Says:

    Le “Dame in bianco” cubane hanno acquisito una certa fama nella stampa occidentale che informa regolarmente sulle loro attività. Elevate al rango di simbolo della lotta per la libertà, le dame godono di una propaganda mediatica che farebbe impallidire di invidia a qualunque gruppo oppositore del mondo, mentre a Cuba, suscitano piuttosto l’indifferenza ed il rifiuto della popolazione. “Dame in bianco” e Madri della Piazza di Maggio, la stessa lotta?

    Le “Dame in bianco”, che sono imparentate con i 75 oppositori imprigionati nel marzo del 2003 per “essere in associazione con una potenza straniera”, manifestano tutte le domeniche a Cuba per esigere la liberazione dei loro famigliari. Per dotarsi di una certa legittimità ed occultare le ragioni che condussero i loro parenti al carcere, le “Dame in bianco” utilizzano il metodo di lotta delle Madri della Piazza di Maggio e paragonano con molto piacere la lotta che entrambe le organizzazioni stanno svolgendo. Anche la stampa internazionale si è precipitata a stabilire dei paragoni affrettati, naturalmente senza disturbarsi di conoscere l’opinione delle madri argentine, le principali interessate.

    Consultata su questo tema, Hebe de Bonafini, presidentessa delle associazione Madri della Piazza di Maggio, universalmente riconosciuta e rispettata per la sua instancabile lotta contro le ingiustizie, denunciò la relazione falsa effettuata dalle “Dame in bianco” ed ebbe una risposta abbastanza mordace per i giornalisti in questione:

    “In primo luogo, mi lasci dire che la Piazza di Maggio è in Argentina ed in nessun altro posto. Il nostro fazzoletto bianco simbolizza la vita mentre quelle donne delle quali lei mi parla rappresentano la morte. Questa è la differenza più importante e più sostanziale che bisogna segnalare ai giornalisti. Non accettiamo che ci paragonino o utilizzino i nostri simboli per calpestarci. Siamo in totale disaccordo con loro”.

    “Quelle donne difendono il terrorismo degli Stati Uniti. Difendono il primo paese terrorista del mondo, quello che ha più sangue sulle sue mani, quello che lancia più bombe, quello che invade più paesi, quello che impone le sanzioni economiche più dure agli altri. Stiamo parlando della nazione che è responsabile dei crimini di Hiroshima e Nagasaki”.

    “Quelle donne non si rendono conto che la lotta delle Madri della Piazza di Maggio simbolizza l’amore per i nostri figli scomparsi, assassinati dai tiranni imposti dagli Stati Uniti. La nostra battaglia rappresenta la rivoluzione, quella che i nostri figli e le nostre figlie vollero fare. La loro lotta è differente, perché difendono la politica sovversiva degli Stati Uniti che contiene solo oppressione, repressione e morte”. (1)

    La manifestazione del 21 aprile 2008

    Il 21 aprile 2008, le “Dame in bianco” orchestrarono un’operazione mediatica manifestandosi di fronte alla sede del ministero dell’Interno, situata in Piazza della Rivoluzione in plenum centro de L’Avana, e sono state accompagnate alle loro case dalle autorità (2).

    I mezzi occidentali si affrettarono a denunciare un atto di repressione contro una manifestazione pacifica e spontanea. L’agenzia di stampa Reuters descrisse un attacco violento alle donne dei dissidenti imprigionati. Altri mezzi di comunicazione criticarono un’operazione repressiva calcolata che disperse la manifestazione con la forza (3).

    Nonostante, la presenza della stampa occidentale dalle 6 della mattina nella Piazza della Rivoluzione, mette immediatamente in discussione il carattere spontaneo della manifestazione. In quanto all’attacco violento che descrisse la stampa –dando l’impressione che le manifestanti siano state vittime di una carica di una polizia antidisturbo, inesistente a Cuba–, i video e le immagini mostrano semplicemente una ventina di donne funzionarie del Ministero dell’Interno, vestite con camicia, gonna e scarpe col tacco, senza armi, conducendo le “Dame in bianco” verso un autobus da turismo con aria condizionata. D’altra parte, una delle oppositrici, Berta de los Angeles Soler, dichiarò ad Associated Press che nessuna di loro era stata vittima di maltrattamenti: “Non ci hanno picchiato. Non c’è stata violenza” (4).

    Per i mezzi occidentali, questo incidente è una prova del carattere repressivo del governo cubano. Nonostante, si dimenticano di sottolineare che si proibiscono manifestazioni tutti i giorni, in tutti i paesi del mondo. In Francia, per esempio, una manifestazione si può realizzare solo se l’autorizza la prefettura. Inoltre, basta ricordare in che forma violenta hanno trattato alcune studentesse di 15 anni durante le manifestazioni studentesche del 2007 in Francia –strisciate per terra dalla polizia–per capire le differenze. Questo tipo di attuazioni non si è mai prodotta a Cuba.

    Allo stesso modo, la stampa non ha rivelato che le “Dame in bianco” sono state portate a casa loro dopo tre ore dall’inizio della manifestazione e con lo scopo di evitare qualsiasi confronto con la popolazione. In effetti, esplosero delle tensioni tra loro ed un centinaio di persone che le accusavano di promuovere la politica estera degli Stati Uniti.

    Gruppo indipendente?

    Miriam Leyva, una delle fondatrici del movimento, dichiarò che la sua azione era solo umanitaria, “non abbiamo agenda politica”, ha affermato (5). Laura Pollan, la portavoce del gruppo, difese vigorosamente l’indipendenza delle “Dame in bianco”. “Siamo donne libere che non obbediamo agli ordini di nessuno” (6).

    Da parte sua, il governo cubano denunciò una provocazione orchestrata dagli Stati Uniti da parte della congressista di estrema destra della Florida, Ileana Ros-Lehtinen che “stimolò le attività di questi piccoli gruppi, come giustificazione per ricevere il finanziamento del governo yankee (7). Quale è la realtà?

    Gli elementi disponibili mettono in tessuto di giudizio le affermazioni di indipendenza delle “Dame in bianco”. Il rappresentante statunitense a L’Avana, Michael Parmly, si è riunito regolarmente con questo gruppo, come lo dimostrano varie foto presentate nella televisione cubana. Ha reso anche pubblica una conversazione telefonica del 18 aprile 2008 con Ileana Ros-Lehtinen che dimostra, senza nessuna ambiguità che l’operazione del 21 aprile è stata organizzata in Florida dalla congressista e dalla Fondazione Nazionale Cubano-Americana (FNCA) (8).

    Conviene ricordare chi è Ileana Ros-Lehtinen e che cosa è la FNCA. La congressista è una sostenitrice acerrima della mano dura contro Cuba. Partecipò al sequestro del piccolo Elian Gonzalez nel 2000 e difese con vigore i conosciuti terroristi Orlando Bosch e Luis Posada Carriles. Si è dichiarata sostenitrice anche del rinforzamento delle sanzioni economiche. Nel marzo del 2006, lanciò un appello a beneficio dell’eliminazione fisica dell’ex presidente cubano Fidel Castro, dichiarando in un’intervista per il documentario britannico 638 Ways to Kill Castro: Approvo la possibilità che qualcuno assassini Fidel Castro (9).

    In quanto alla FNCA, la sua implicazione nel terrorismo contro Cuba, particolarmente negli attentati sanguinari del 1997, è ampiamente dimostrata. Una fonte indiscutibile lo dimostra in maniera inequivocabile. Il 22 giugno 2006, José Antonio Llama, ex direttore dell’organizzazione, rivelò questa realtà. Secondo lui, la FNCA ebbe a sua disposizione un elicottero da carico, 10 aeroplani ultraleggeri con comando a distanza, sette imbarcazioni, una lancia rapida Midnight Express ed una quantità illimitata di materiale esplosivo. “Eravamo impazienti per la sopravvivenza del regime di Castro dopo il crollo dell’Unione Sovietica ed il sistema socialista. Volevamo accelerare la democratizzazione a Cuba usando qualunque mezzo per ottenerlo”, ha confessato (10).

    Quale paese del mondo accetterebbe che i suoi cittadini si associassero con una persona che lanciò un appello a favore dell’omicidio del presidente della Repubblica? Che nazione accetterebbe che certi individui si vincolassero con un’organizzazione terrorista? Che cosa succederebbe in Francia se alcuni persone si associassero con Al Qaeda, per esempio? La stampa occidentale li definirebbe dissidenti? Sarebbero liberi?

    La riunione di Miami

    L’8 aprile 2008, si organizzò un tavola rotonda nel Hotel Biltmore di Corallo Gables, in Florida, in presenza del segretario di Commercio statunitense Carlos Gutierrez, l’ambasciatore della Repubblica Ceca in Washington Petr Kolar e vari membri dell’estrema destra cubana, col fine di dibattere sul futuro di Cuba. Il forte appoggio alla dissidenza cubana è il meccanismo adeguato per propiziare un cambiamento democratico sull’isola, conclusero alla fine, cosa che altro non è se non un appello alla sovversione, contrario al diritto internazionale e alla legislazione cubana (11).

    Washington è perfettamente cosciente che i piccoli gruppi di dissidenti cubani sono completamente isolati nel paese. La popolazione percepisce il loro atteggiamento come di collaborazionismo con una potenza nemica. Per questo motivo Gutierrez e gli altri partecipanti hanno insistito sul fatto che la cosa essenziale [era] che gli oppositori non si sentissero isolati nella loro lotta. Il segretario di Commercio ricordò che c’è un presupposto di 80 milioni di dollari, dal luglio del 2006, dedicato all’appoggio dei dissidenti cubani (12).

    Anche la FNCA pubblicò una relazione di 21 pagine sull’aiuto che proporziona Washington ai dissidenti cubani. Secondo l’organizzazione, arrivò a loro solamente meno del 17% dei 65 milioni di dollari destinati agli oppositori cubani nel 2006 (13).

    Conversazione degli oppositori col presidente Bush

    Il 6 maggio 2008, il presidente statunitense George W. Bush che ha dichiarato varie volte la sua intenzione di abbattere il governo de L’Avana, impiegò il suo tempo perfino in un colloquio diretto con Berta Soler delle “Dame in bianco”, Martha Beatriz Roque e José Luis Antunez Garcia, in una videoconferenza. Questi si trovavano nella Sezione di Interessi Nordamericani (SINA) de L’Avana con Michael Parmly, per ricevere le direttrici del loro principale mecenate, accompagnato dalla segretaria di Stato Condoleezza Rice e da Gutierrez, per 45 minuti (14).

    Berta Soler indicò che Bush si congratulò per il loro lavoro e perfino colse l’occasione per chiedere più fondi a Washington: Lo ringraziammo per il suo aiuto e quello che ci danno gli esiliati cubani, ma non è abbastanza (15). La data del 6 maggio non è casuale perché si tratta esattamente del quarto anniversario del piano di Bush adottato nel 2004 contro Cuba, il cui obiettivo è far tornare di nuovo Cuba allo status di neocolonia.

    Durante il suo discorso nella riunione del Consiglio delle Americhe il 7 maggio 2008, Bush ha ripetuto che il suo principale obiettivo era l’isola dei Caraibi.

    “C’è ancora una nazione nella regione che si trova sotto il giogo della tirannia di un’epoca antiquata. Si tratta di Cuba”. Colse l’occasione per sottolineare la straordinaria opportunità che gli permise di dirigersi direttamente ad alcuni oppositori e reiterò la sua intenzione di fare tutto quello che fosse possibile per rompere l’ordine stabilito a Cuba (16).

    Così, l’ossessione cubana della Casa Bianca quasi relegò la guerra dell’Iraq, la crisi economica, la debolezza del dollaro, la debacle alimentare, i gravi cambiamenti climatici e l’esplosione del prezzo del petrolio in un secondo piano per le priorità statunitensi. Bush rubò tempo della sua agenda, sommamente carica, per dialogare con gli oppositori cubani. Le intenzioni di Washington sono chiare (17).

    Risposta del governo de L’Avana

    Il Ministero cubano degli Affari Esteri emise una dichiarazione nella quale denunciava l’atteggiamento degli Stati Uniti che incoraggiano la sovversione nel paese, ed accusa il governo degli Stati Uniti di fabbricare e promuovere questi ed altre provocazioni controrivoluzionarie e le conseguenti campagne mediatiche contro Cuba (18).

    Il comunicato lo stigmatizza

    “Piano sovversivo, in virtù del quale, solo negli anni dal 1996 al 2006, i nordamericani hanno fornito alla controrivoluzione interna […] più di 23.000 apparecchi radio ad onda corta, oltre a milioni di libri, bollettini ed altri materiali informativi”, come riconobbe la relazione pubblicata il 15 novembre 2006 dall’Ufficio di Auditing del governo degli Stati Uniti (GAO).

    Solo in questo anno 2008, il governo degli Stati Uniti dispone di 45,7 milioni di dollari per pagare i suoi gruppi mercenari a Cuba e per progettare delle provocazioni […]. Questo importo fa parte dell’ammontare totale di 116 milioni, che saranno stati destinati durante l’amministrazione Bush per alimentare l’industria della sovversione e la controrivoluzione interna a Cuba, a spese del contribuente nordamericano.

    La Sezione di Interessi degli Stati Uniti a L’Avana (SINA) è divenuta il puntello della politica sovversiva del governo nordamericano e ha fortificato il suo ruolo come stato maggiore della controrivoluzione interna. D’accordo con la citata relazione della GAO, tra gli anni 2000 e 2005 le importazioni della SINA aumentarono quasi di un 200%, destinando il 50-70% di questo volume a dei materiali da consegnare ai loro gruppi mercenari […]

    La SINA dirige permanentemente gli elementi controrivoluzionari, che sono quelli che contattano ed impartiscono istruzioni in forma sistematica. Solamente durante l’anno attuale, ha organizzato decine di queste riunioni coi suoi mercenari a Cuba […]

    Uno dei piccoli gruppi che è stato particolarmente favorito, patrocinato e finanziato dalla SINA è precisamente quello delle chiamate “Dame in bianco”, scelto in questi momenti dal presidente George W. Bush ed i suoi servizi speciali, come punta di lancia contro Cuba […].

    Una di loro ha ricevuto, perfino, una lettera di riconoscimento dello stesso presidente George W. Bush, così come un finanziamento e l’appoggio per pubblicare un libro sulle esperienze controrivoluzionarie di suo marito, uno dei mercenari condannati per servire gli interessi del governo che c’aggredisce. Il “lancio” di questo libro si fece in presenza del funzionario della Sezione di Interessi yankee a L’Avana, Thomas Hamm.

    Lo stesso Bush ha dato il benvenuto, lo scorso 24 gennaio, nella stessa Casa Bianca, ad una membro di questo gruppo e moglie di un altro conosciuto mercenario, anche lui arrestato.

    Non solamente il Presidente degli Stati Uniti gli offrì il suo appoggio, ma chiese al mondo che “appoggi” la causa della controrivoluzione a Cuba.

    Cuba riafferma il suo diritto ad ostacolare, neutralizzare e rispondere a queste azioni provocatorie concepite, finanziate e stimolate dal Governo degli Stati Uniti e la sua Sezione di Interessi a L’Avana (19).

    Le “Dame in bianco” finanziate da un’organizzazione terroristica della Florida

    Il governo cubano rivelò anche che Martha Beatriz Roque e le “Dame in bianco” ricevono emolumenti che arrivano a 1.500 dollari al mese–quasi 100 volte il salario medio a Cuba!–da parte dell’organizzazione “Rescate Juridico” (RJ) della Florida, mentre le sanzioni economiche ostacolano qualunque cubano degli Stati Uniti che mandi più di 100 dollari mensili alla sua famiglia nel paese (20).

    Il presidente di questa associazione è, niente meno, che Santiago Alvarez Fernandez Magriñat, conosciuto terrorista, amico intimo del criminale Luis Posada Carriles tristemente famoso e responsabile, tra gli altri, del sanguinante attentato contro l’aeroplano di Cubana di Aviazione il 6 ottobre 1976, che costò la vita a 73 persone, e che attualmente compie una pena in prigione per possesso illegale di armi negli Stati Uniti (fucili automatici, granate, lanciagranate…). Questa entità dipende lei stessa da fondi governativi (21).

    L’implicazione di Santiago Alvarez in atti di terrorismo internazionale è ovvia. L’Interpool diffuse il dossier di questo criminale in allerta rossa e ricordò che fu implicato nel tentativo di assassinio di Fidel Castro nell’Università del Panama nel 2000. Secondo l’Interpool, Alvarez è responsabile dell’organizzazione, il finanziamento e l’introduzione di una squadra terrorista a Villa Clara, nel centro di Cuba, il 21 aprile 2001 con l’obiettivo di sabotare le installazioni turistiche (22).

    Le autorità cubane hanno anche pubblicato una conversazione telefonica tra Alvarez ed uno dei suoi agenti infiltrati, Yhosvani Sury, nella quale gli chiedeva che mettesse due bombe nel cabaret Tropicana (23). Associated Press ricorda che Alvarez riconobbe pubblicamente varie volte il suo passato di militante violento contro Cuba realizzando attacchi ed infiltrando gruppi armati (24). Alvarez è stato reclutato dalla CIA negli anni 60 e partecipò a diverse azioni criminali, ed in particolare nell’attacco di Boca de Samá, a Cuba, il 12 ottobre 1972, nel quale morirono assassinate due persone ed una bambina perse una gamba (25).

    In cambio degli emolumenti percepiti, Martha Beatriz Roque scrisse una lettera al giudice James Cohn riconoscendo la collaborazione della fondazione “Rescate Juridico” con l’opposizione cubana. In un e-mail destinato alla Roque, Carmen Machado, tesoriera dell’entità, spiegava l’importanza di questa lettera: “La lettera sarebbe diretta al giudice James Cohn. Questo giudice è quello che ha l’ultima parola sugli anni che daranno al nostro amico [Santiago Alvarez]”. Secondo il giornale di estrema destra El Nuevo Herald di Miami, nel giugno del 2007, il giudice federale James I. Cohn decise di tagliare di un terzo le sentenze di 46 mesi di carcere ad Alvarez e di 30 mesi al suo collaboratore Osvaldo Mitat (26).

    Così, in cambio di una sostanziosa retribuzione economica, gli oppositori permisero ad un notorio terrorista le cui mani sono macchiate di sangue innocente, ottenere un abbassamento della condanna negli Stati Uniti. Che cosa succederebbe in Francia se un oppositore fosse finanziato, per esempio, dal responsabile degli attentati terroristi di Parigi nel 1995? Sarebbe libero? O sarebbe imprigionato ed accusato, con ragione, di associazione con un’organizzazione terrorista?

    Felipe Perez Roque, il ministro cubano degli Affari Esteri, espose le stesse domande: Che cosa succederebbe se la signora Martha Beatriz Roque [e le “Dame in bianco”] […] vivessero negli Stati Uniti e fossero accusate di ricevere denaro da un gruppo terrorista che agisce contro gli Stati Uniti? […] Che cosa prevede la legge nordamericana? (27).

    Implicazione dei diplomatici statunitensi

    Dopo un’investigazione, le autorità cubane scoprirono una situazione ancora più grave. Lo stesso capo della missione diplomatica degli Stati Uniti, Michael Parmly, si incaricava di consegnare i fondi provenienti da “Rescate Juridico” a Martha Beatriz Roque e Laura Pollan delle “Dame in bianco”, violando in modo flagrante il diritto internazionale e particolarmente la Convenzione di Vienna, del 1961, per le relazioni diplomatiche e consolari, il cui Articolo 41 sottolinea che i diplomatici sono obbligati a non immischiarsi nei temi interni dei paesi anfitrioni (28). In un e-mail a suo nipote Juan Carlos Fuentes, inviato il 26 aprile 2007 alle 20:27, Martha Beatriz Roque trasmetteva le seguenti istruzioni al suo contatto:

    “Ti prego richiama a Washington questo telefono […] è di Berengere Parmly, è la figlia di Parmly e suo papà sarà lì in questi giorni e può essere il postino attraverso di lei, io ho un’altra possibilità che se potesse faremmo prima, ma questa è più sicura. Il postino va il 10 maggio a Washington per problemi medici e starà lì due settimane (29).

    La SINA, lontano da smentire le accuse del governo cubano, le confermò in un comunicato: “La politica statunitense, da molto tempo, consiste nel proporzionare assistenza umanitaria al popolo cubano, specificamente alle famiglie dei carcerati politici. Permettiamo anche che lo facciano le organizzazioni private (30)”. Che paese del mondo accetterebbe simile comportamento senza reagire?

    Laura Pollan riconobbe in una dichiarazione che aveva ricevuto la somma di 2.400 dollari da Rescate Juridico attraverso Martha Beatriz Roque (31). “Accettiamo l’aiuto, l’appoggio, dall’estrema destra fino alla sinistra, senza condizioni”, si giustificò Pollan (32). L’oppositore Vladimir Roca confessò che la dissidenza cubana è sovvenzionata da Washington allegando che l’aiuto finanziario ricevuto era totale e completamente lecito. Per il dissidente René Gomez, l’appoggio economico da parte degli Stati Uniti “non è una cosa che bisogna occultare o della quale dobbiamo vergognarci” (33).

    Allo stesso modo, l’oppositore Elizardo Sanchez confermò implicitamente l’esistenza di un finanziamento da parte degli Stati Uniti. “La chiave non è in chi invia l’aiuto, bensì in che cosa si inverte il denaro dell’aiuto” (34). L’Agenzia France-Presse informa che “i dissidenti, da parte loro, rivendicarono ed accettarono questi aiuti economici” (35). L’agenzia spagnola EFE, allude agli “oppositori pagati dagli Stati Uniti” (36). In quanto all’agenzia di stampa britannica Reuters, “il governo statunitense proporziona apertamente un appoggio finanziario federale per le attività dei dissidenti, quello che Cuba considera un atto illegale” (37).

    Quello che omette l’agenzia Reuters è che il diritto internazionale proibisce formalmente il finanziamento di un’opposizione interna in un’altra nazione. Allo stesso modo, detto atto è illegale non solo a Cuba ma anche in qualunque altro paese del mondo. Tutti i codici penali puniscono severamente qualunque associazione con una potenza straniera con l’obiettivo di attentare agli interessi della nazione, negli Stati Uniti (38), in Francia (39), in Spagna (40), in Belgio (41), in Italia (42), in Svizzera (43), in Svezia (44) o in qualunque altro luogo.

    Martha Beatriz Roque

    Martha Beatriz Roque è un’oppositrice speciale. Si è pronunciata apertamente a beneficio del mantenimento delle sanzioni economiche inumane ed anacronistiche che colpiscono tutte le categorie della popolazione cubana. Affermò anche in una conversazione telefonica registrata dai servizi di intelligenza cubani che poco gli importava se gli Stati Uniti invadessero Cuba (45).

    Il giornale conservatore della Florida The Miami Herald segnala che è considerata come una sostenitrice della mano dura che appoggia apertamente George Bush e che perfino una volta, simbolicamente, votò per lui. La Roque è strettamente associata alla missione diplomatica statunitense de L’Avana dove assiste ad eventi speciali, usa Internet e si collega a Radio Martí di Miami, finanziata dagli Stati Uniti, per esprimersi contro il governo di Castro (46). La Roque è tanto intima di Parmly che questi le diede il suo numero di telefono personale a Washington (47).

    Domingo Amuchastegui è un ex agente dei servizi di intelligenza cubani che si esiliò a Miami nel 1994. A proposito dei dissidenti, fece le seguenti dichiarazioni: Si ricordano del bacio della morte? Per me, qualunque dissidente che entra in contatto con la Sezione di Interessi o con gli esiliati di Miami perde ogni possibilità di legittimità. Rispetto alla Roque fustigò il suo opportunismo: “Martha Beatriz era uno degli alti funzionari più odiati nel Ministero dello Zucchero per anni. Era un’estremista. Non la presi sul serio quando faceva la comunista leale e non la prendo sul serio adesso” (48).

    L’opinione di Wayne S. Smith

    Wayne S. Smith è un ex diplomatico che è stato capo della SINA a L’Avana dal 1979 fino al 1982. Secondo lui, è completamente illegale ed imprudente dare denaro ai dissidenti cubani. Aggregò che nessuno dovrebbe dare denaro ai dissidenti e meno ancora con l’obiettivo di abbattere il governo cubano. Riferendosi all’attuazione di Michael Parmly, Smith la definì contraria alle leggi internazionali perché si immischia nei temi interni di un’altra nazione e perché Santiago Alvarez è accusato di terrorismo (49).

    Le “Dame in bianco” sono agenti al servizio di una potenza straniera

    I dissidenti cubani e le “Dame in bianco” hanno tutto il diritto ad opporsi al governo de L’Avana. È legittimo criticare il potere e perfino esprimere apertamente il loro disaccordo senza paura di rappresaglie, quello che non smettono di fare d’altra parte gli oppositori cubani.

    Invece, è illegale dal punto di vista della legislazione cubana, della legge di tutti i paesi del mondo e del diritto internazionale, associarsi con una potenza straniera con l’obiettivo di promuovere la sua politica estera. Facendolo, le “Dame in bianco” smettono di essere oppositrici per trasformarsi in agenti di una potenza straniera e violano la legge.

    Da un punto di vista morale, etico e patriottico, è inaccettabile che certi individui si associno col nemico storico di Cuba –il governo degli Stati Uniti–che ha fatto tutto il possibile per ostacolare che l’isola accedesse pienamente alla sua indipendenza, che orchestrò una campagna terrorista che costò la vita a 3.470 cubani e paralizzò in forma definitiva 2.099 innocenti, che invase militarmente il paese nell’aprile del 1961, che minacciò con disintegrare la nazione, con bombe nucleari, nell’ottobre del 1962, che impone sanzioni economiche crudeli ed inumane che colpiscono gravemente il benessere di tutta la popolazione dal 6 luglio 1960, e che svolge una guerra politica, diplomatica e mediatica senza riposo contro Cuba.

    I mezzi occidentali violano anche la deontologia giornalistica occultando questa realtà e persistendo nel qualificare le “Dame in bianco” ed a Martha Beatriz Roque come semplici oppositrici. Ingannano gravemente e deliberatamente l’opinione pubblica con lo scopo di farle credere, in caso di reazione delle autorità e della giustizia cubane, in una nuova onda di repressione arbitraria contro pacifici militanti dei diritti umani

  62. cassandra Says:

    E’ UN PO LUNGA MA VALE LA PENA.

  63. Disertore Says:

    -Le “Dame in bianco” cubane hanno acquisito una certa fama nella stampa occidentale che informa regolarmente sulle loro attività.-

    Bella furbata!!!!!! In cambio a Cuba nessuno le caga, ma questo nella stampa occidentale che informa regolarmente non si dice. Che brutta bestia la democrazia quando è finta!!!!!!!!

    Ps. Sulle dame in bianco (denunciate dalle Madri di Plaza de Majo perchè colluse con chi ha ammazzato i loro cari) è stato mandato in onda un documento in cui vengono invitate dalla televisione cubana a dire la loro, però anzichè parlare si sono messe ad inscenare una finta aggressione da parte della polizia!!!! Il tutto documentato dalle telecamere, ma anche questo sui nostri media non si trova traccia!!!!!!!! Nemmeno delle prove schiaccianti dei finanziamenti che ricevono dagli Stati Uniti per andare in giro per l’Avana a fare la loro periodica sceneggiata, questa sì mostrata su tutte le tv “democratiche” che però si dimenticano di riprendere i cubani che le deridono. Comunque per le cassandre tutto questo serve.
    Ma proprio con questo nome dovevi venire a propagandare le schifezze mediatiche dei cialtroni che comandano il mondo e che ora ci costringono pure a pagare i loro debiti con i trucchi finanziari?
    Non c’è proprio più religione!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Ps di ps. Risparmiaci copia-incolla chilometrici, bastano poche righe per capire dove vai a parare………

  64. Non rispondo a Cassandra, sia ben chiaro, con lui ho chiuso e non mi interessa assolutamente niente della sua persona. Visto che è intervenuto su questo questo blog con affernazioni (ed uno stile che mi è ben noto) che considero diffamanti e volgari verso un popolo che apprezzo ed ammiro profondamente, ho risposto in merito però lungi da me l’idea di occuparmi della sua vita vita privata, queste sono viltà che lascio agli stolti.
    Scrivo solamente ai lettori del blog, per fare chiarezza. Sono una persona molto schiva e non amo metter in piazza il mio privato ma solo le mie idee e le mie convinzioni sopratutto quando servono per combattere l’ipocrisia di chi vorrebbe farci scambiare il bianco col nero ed il sole con la luna. Però gli infami e volgari attacchi al sottoscritto messi in atto da quel cialtrone che osa dissertare sul mio privato senza conosce assolutamente niente della mia persona, mi inducono ad affrontare questo tema.
    Il sottoscritto vive a Cuba buona parte dell’anno da moltissimi anni, ha famiglia cubana, una montagna di parenti e centinaia di amici. Tra questi posso contare personaggi molto noti, artisti, trovadores (sono appassionato della trova dai tempi de la Canciòn Protesta) ed il mondo della cultura cubana in generale. Tramite i miei amici trovadores conosco il Ministro della cultura Abel Prieto, un mio cugino ha sposato una Ministra del Governo cubano ed io sono stato testimone di nozze (in quell’occasione avrei dovuto conoscere Fidel Castro ma un suo impegno improvviso lo ha impedito), sono amico di Alberto Granado che abita vicino casa mia e che ho avuto la gioia di ospitare a casa mia in Italia con Delia, la sua dolcissima signora che ha un profondo rapporto di amicizia con mia moglie. E potrei continuare, comunque a chi interessase sui miei due blog ci sono le testimonianze dirette di queste mie amicizie.
    Quello che però mi affascina di più di Cuba è il popolo, i cubani sono veramente il popolo più straordinario del mondo, hanno una visione dell’esistenza che continua a stupirmi malgrado li frequenti da una vita. La mia passione per conoscere le diverse culture del nostro pianeta mi ha portato a lunghi soggiorni in moltissimi paesi, ho avuto delle esperienze bellissime, ma Cuba mi è entrata nel cuore e nel sangue e per questo l’ho eletta a mia seconda patria pur con la consapevolezza, mai dimenticata, di non essere cubano. Non ho mai rinnegato le mie origini, malgrado la mia convinzione di essere cittadino del mondo l’impegno sociale nel mio paese natale è sempre stato dominante. Non sono un ricco, come qualche sciocco cerca di insunuare, tutt’altro, sono figlio di un operaio e sono rimasto orfano di padre a 17 anni con la responsabilità di mandare avanti la baracca. Faccio il libero professionista ed invece di preoccuparmi di presentare la mia immagine, come va di moda, con Mercedes e donna oggetto da mostrare, villa con piscina, vestiti firmati, ecc., lavoro duramente per soddisfare i miei bisogni e quelli della mia famiglia. Lavoro molto e rinuncio al consumismo stupido e deviante per permettermi di mettere in pratica quello che è sempre stato il mio desiderio più grande, viaggiare per conoscere mondi e culture diverse. Oltre vent’anni fa ho conosciuto a Barcellona quella che sarebbe diventata mia moglie, una cubana emigrata da dieci anni in Spagna per lavoro ma che non ha mai smesso di sentirsi cubana e che non ha mai interrotto il rapporto d’amore che la lega indissolubilmente al suo paese tanto che non ha mai passato più di un anno senza tornare alla sua amata isola. Così è cominciata la mia avventura cubana, senza pregiudizi ne infatuazioni ideologiche. Lo ripeto, non mi è mai piaciuto darmi delle etichette, ma se serve a dare un’idea mi potrei definire un libertario agnostico, ma poco importa. Ho conosciuto Cuba per caso, l’ho prima rispettatata, da buon ospite come ho sempre fatto in tutti i posti che ho visitato, poi ho cominciato a capirla e ad amarla scoprendo come i luoghi comuni che ci vengono inculcati dalla propaganda nella nostra cultura basata sull’ipocrisia, la falsità ideologica e l’arrogante convinzione di essere i detentori della verità, e gli unici difensori delle libertà e della democrazia, sia in realtà una grande montatura mediatica messa in atto dai potenti che si sono impossessati delle ricchezze del pianeta e che con i mezzi più atroci intendono allargare il loro dominio in ogni angolo del pianeta.
    Penso con questo di aver parlato anche troppo di me e che basti a far capire la differenza fra chi parla con le ragioni dell’AMORE, della conoscenza e senza secondi fini, da chi invece ricorre a risibili luoghi comuni diffusi a man bassa con l’aiuto di chi non ha esitato a mettersi al servizio del miglior offerente svendendo anche la propria dignità.
    Scusate lo sfogo, ma era proprio necessario. Rinnovo i miei saluti a tutti i comunisti che frequentano questo blog e che non rinnegano il loro passato malgrado qualcuno pretendi che dovrebbero vergognarsene. Ma non sono coloro che hanno lottato per grandi ideali rimettendoci di persona che si devono vergognare! Si devono vergognare piuttosto i voltagabbana caduti preda delle facili illusioni e chi ha speculato sulle miserie umane per arricchirsi. Amici comunisti, in questi giorni in cui si ricorda uno dei personaggi più limpidi e leali della storia dell’umanità, non a caso aggredito volgarmente dai soliti cialtroni, il mio spirito è con voi e grida con tutta la sua forza:
    Hasta la victoria siempre!
    Seremos como el Che!
    Venceremos!
    Ps. Disertore, condivido quello che scrivi, però attento a non farti confondere dai falsi nick….

  65. cassandra Says:

    Come volevo dimostrare c’è chi legge le prime due (2)righe epoi risponde furibondo!!!se lo leggevi bene e lo spiegavi al tuo amico….(mi spiace molto,si sara’messo anche a piangere dopo il post…..)
    L’articolo è a favore del governo cubano.
    Ma quello che volevo dimostrare è che quel movimento è nato per l’arresto di 75 persone, che nel bene e nel male non hanno avuto timore a
    esprimere il dissenzo per un governo ormai allo sbando.
    Il giornalista si è dimenato ed ha argomentato,anche bene,che in fin dei conti è sempre il governo degli Stati Uniti(che continuamente pensa a come eliminare Fidel)il colpevole dei mali che afflige l’isola.
    Io dico che Mandela è libero per l’interessamento della pubblica opinione, dei governi degli intellettuali di tutto il mondo,se no ancora stava dentro.
    A Cuba c’è un detto “la storia mi assolvera’…ma la giografia no!!”
    E’ impossibile iniziare una vera vita democratica partecipata senza l’aiuto degli Americani democratici e non.
    Per quanto ne posso sapere io,non sara’facile e presumo un bagno di sangue stile mafioso-vendicativo,quando morira’Fidel.pPrevedo questo perche c’è molta gente che ha approfittato del potere,i cubani sanno benissimo chi ci abita dentro le ville piu belle nei quartieri residenziali dell ‘Habana di Holguin di Santiago,sanno benissimo chi possiede le macchine occidenteli,no quelle del ’52 americane!!
    Non per niente le cubane e i cubani fuggono dall’isola da piu di 30 anni,vero elilibra?forse tua moglie era nel porto di Mariel negli anni 80?
    Da che mondo è mondo uno si deve vergognare se è ricco?
    Oggi ti senti un po’Francesco D’Assisi,è!?Coraggio,su!
    cassandra

  66. Senti Cassandra.
    Non intendo essere scortese con i miei ospiti (che ringrazio. siete davvero tantissimi) ma se la discussione rimane nella dimensione del rispetto personale va bene, altrimenti ti avviso, cancellerò i commenti che continueranno con toni che non si addicono ad un confronto civile.

    In riguardo all’aiuto dei democratici americani, in un certo senso posso anche esser d’accordo con te. La speranza è che venga eletto Obama e che ritiri il

    VERGOGNOSO e ANTIDEMOCRATICO e ANTICRISTIANO (visto che sbandieri la tua fede) EMBARGO!

    Questo è l’ “aiuto” che Cuba si aspetta dai democraticissimi USA. Stop! Cuba non ha bisogno di altro, caro Cassandra, se non dell’aiuto di chi crede e lavora per un socialismo democratico. Comunque, a proposito di grandi uomini democratici americani, vorrei ricordare a tutti che chi decise per l ‘ embargo fu il grande democraticissimo presidente Kennedy. E non aggiungo altro.
    In riguardo ai tuoi commenti su di Elio, sulla sua persona e sulla sua vita privata potevi benissimo farne a meno. Tutto quello che dici in tal senso non fa altro che dimostrare la tua mancanza di argomentazioni.
    Invito ovviamente Elio a non rispondere alle tue provocazioni e ti avviso che il prossimo commento che verterà in tal senso, verrà cancellato.
    Grazie.

  67. Disertore Says:

    cassandra ha detto: E’ impossibile iniziare una vera vita democratica partecipata senza l’aiuto degli Americani democratici e non.
    Ma stiamo scherzando? Gli americano hanno aggredito, portate distruzione, fame e morte, sostenuto tutte le dittature fasciste e c’è ancora chi scrive cose simili? Siamo alla pura follia.

  68. cassandra Says:

    Posso solo dire che chi non è all’altezza di dialogare su argomenti
    appassionanti senza mandare a ‘fanculo la gente,come il tipo che tu difendi,puo tranquillamente leggere e basta.Sono d’accordo.
    Che poi quello che a me interessa è Cuba.
    Ha iniziato lui deridendo un mio presunto errore orrore in italiano,poi dice che sono ignorante e villano,riguarda i miei post se c’è una cosa offensiva,
    tu me lo dici,io non intervengo piu.
    Io ritengo che uno se guadagna 4,000euro il mese,è ricco!e non capisco perche se ne debba vergognare,non capisco lo sfogo di quel post.
    Quando io parlo di aiuto democratico dagli Usa,li non tutti sono malvagi,lo dico semplicemente perche l’influenza Americana è inevitabile,lo dice la geografia.pero’siete disonesti perche alla fine esaltate solo quello che non vi piace.E questo non vi fa’onore.
    cassandra

  69. Cassandra vorrei fosse chiaro un punto.
    A me interessa discutere di politica, mi interessano le idee, il confronto, le critiche e le proposte politiche. Non mi interessa alimentare discorsi che entrano nel personale e nel privato degli interlocutori. Da qualsiasi parte provengano. Avete sconfinato entrambi in tal senso, non difendo Elio ad oltranza, ci mancherebbe. Ho osservato e ho taciuto. Solo che adesso basta. Vorrei non tornarci più su questo punto Cassandra. Vorrei non discutere del 740 degli altri e via discorrendo.
    Anche a me interessa Cuba. E basta.
    Non credo di esser stata disonesta sulla questione Americana. Tanto che anche Fidel Castro ha espresso il desiderio di poter vedere alla Casa Bianca Obama.
    Puoi intervenire quante volte vuoi, sei libero di farlo e sei il benvenuto come tutti. L’ ‘importante è non sconfinare nelle offese e nelle critiche personali.
    Ciao

  70. hei cassandra…
    guarda che venire a postare le solite veline che ti rifilano i cosidetti “dissidenti”
    che non sono altro che mercenari stipendiati dalla CIA, non fai un bel servizio alla causa…
    alcune sono anche parecchio datate e già smascherate da tempo…
    suvvia cassandra…

  71. cassandra Says:

    L’appoggio che Fidel in questi giorni da a Obama non è nient’altro
    che una scusa per penalizzarlo,in quasti giorni i repubblicani lo accusano
    di avere amicizie pericolose come terroristi,truffatori ecc ecc.
    Il suo appoggio mette benzina sul fuoco,facendo cosi’ scappare incerti e
    moderati,un po’come fece Craxi con Rutelli.Rutelli si incazzo’ come una bestia,rispondendo che doveva rimanere in Italia per essere giudicaato!!
    Fidel non vuole la riconciliazione,perche lo scontro gli garantira’il potere,ancora per poco spero…
    Paolo se vuoi dire qualcosa di meno scontato,sono tutto orecchie.
    caassandra

  72. Ma se dico che Cassandra è la moglie di Gordiano Lupi vi convincete che è tempo perso ed è meglio lasciar perdere?

  73. cassandra Says:

    E SE IO INVECE DICO DICO DICO CHE TU STE DU’RIGHE
    L’HAI BUTTATE PROPRIO GIU A CASACCIO E CHE NUN C’AI NIENTE DA FA’?E DA DI?
    ANCHE SE PICCOLA LA CRITICA,SFORZATI,DAI CHE A ME PIACE LA PLURALITA’,BISOGNA FARNE USO DI QUESTA NOSTRA LIBERTA’,NESSUNO CI BUSSA A CASA PER VEDERE QUELLO CHE FACCIAMO!!NON SEI ALL’HABANA!
    cassandra

  74. Questo linguaggio sguaiato chi se lo dimentica più… no, tranquilla, non c’ho niente da dì… per carità…

  75. cassandra Says:

    Dopo aver dato un’occhiata al tuo blog,sono tranquillo.

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