Opposizione Sociale. In basso a Sinistra.

https://i0.wp.com/www.esserecomunisti.it/dati/ContentManager/images/Interni/banner2.gif

Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare.

Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia.

(Umberto Eco)

Sabato 11 Ottobre vogliamo far sentire al Paese cheuna Opposizione esiste e che è solo temporaneamente fuori dalle aule Parlamentari. Possiamo davvero arrenderci ai prossimi cinque anni di calma piatta? Sabato sarà l’inizio di una lunga lotta, l’unione di tutte le forze d’ Opposizione, perchè contro il tentativo di golpe bianco di questo governo occorre l’unione di forze che si verificò durante la Resistenza. L’ 11 è un appuntamento fondamentale perchè l’esclusione dal Parlamento ha privato Rifondazione Comunista della visibilità nelle battaglie politiche portate avanti, quindi questa Manifestazione acquisisce un valore ancora più importante:

“ricordare” all’elettorato che esiste ancora una tradizione

C O M U N I S T A

in questo Paese

Pertanto tutti in piazza con le nostre belle bandiere!

http://tbn0.google.com/images?q=tbn:UU9guxpCaUtD_M:http://files.splinder.com/8a01c7baafb54784dcf6ad0ae07a2014.jpeg

33 Risposte to “Opposizione Sociale. In basso a Sinistra.”

  1. Io non ci sarà, sarò a Torino dalla mia fidanzata.
    Ma anche se ci fossi stato a Roma, non so se avrei partecipato. Io credo che si debba ripensare il modo di fare politica. Questa adunate da tempi del PCI non sono più così utili.
    Avrei preferito che il partito avesse promosso una giornata di mobilitazione in ogni città dove abbiamo un circolo. Mettere in risalto un problema che quella singola città ha e discuterne con i cittadini, facendogli capire che rifondazione esiste ancora in quel territorio e non è un’entita distaccata che esala gli ultimi respiri tra divisioni e lacerazioni dei vertici (che puntano a mantenere il loro potere). Ma che siamo un partito che è ancora fatto di uomini e donne che lavorano e si sbattano credendo di poter cambiare le cose nelle loro realtà come nel mondo.
    Comunque, ormai la cosa è andata, speriamo quanto meno riesca.
    Andrea

  2. brava maria
    giro il tuo post sul mio blog
    mi sembre molto chiaro e mediaticamente azzeccato

    caro andrij83
    immagino anche io che, senza una lavoro di base sul territorio, senza l’incontro con le istanze della povera gente, senza il contatto con la nostra gente e le relative “battaglie” nelle piazze come nelle istituzioni, tale MANIFESTAZIONE servirà a poco

    ma ti faccio notare una cosa che, stando in mezzo ai miei concittadini, ho notato
    loro mi dicono: berlusconi no, veltroni no, ma a chi cavolo mi devo rivolgere?
    in pratica non sanno più neppure che esistiamo

    io credo che una grande manifestazione (tipo quella del 20 ottobre 2007) possa chiarire loro che ci siamo ancora e che, ripartendo dai nostri errori (madornali) degli ultimi 2 anni, che cercheremo di non ripetere, siamo pronti ad essere l’arternativa

    da quello che dice il nuovo compagno segretario, le inziative di base di cui tu parli saranno presto messe in agenda, a prescindere da quelle nazionali

  3. Ciao Andrea.
    Ti confido che anche io avrei preferito ci fosse una discussione seria nei territori e la manifestazione all’interno dei territori stessi. E prima ancora all’interno dei nostri circoli. Purtroppo la sitazione attuale del partito non ci permette questo “lusso” e sappiamo perchè. Per due motivi sostanziali: il primo perchè la gestione del partito di questi ultimi anni ci ha allontanato dalla concretezza e dai problemi della gente, rendendoci non credibili. Paolo Ferrero ha davanti un lavoro durissimo, lo scollamento è tanto Andrea, e il primo obiettivo sarà quello di ridare credibilità al partito e ai suoi dirigenti. Il secondo motivo è che il clima aspro congressuale vige ancora all’ interno di Rifondazione, e questo ne impedisce il sereno svolgere delle attività. Esempio banale: noi stiamo organizzando l’ 11 senza avere nessun materiale. Tutto fermo a Bari. Chissà perchè.

    Detto questo, io non condivido la tua associazione della manifestazione di sabato alle “inutili” adunate del Pci. Il risultato elettoale Andrea, non è il termometro esatto della percezione del gradimento nell’elettore, è solo la risposta a determinate politiche. Nel Paese c’è tanta voglia di ricostruire, ancora tanti che si sentono parte di questo progetto chiamato Rifondazione Comunista. Che c’è ancora. Esiste. Con tutti i suoi limiti, difetti, con tutte le ferite, ma c’è un popolo a cui non interessano le poltrone e che non si arrende, che ha ancora voglia di lottare contro questo sistema. E vuole gridarlo in piazza. Come ha sempre fatto. E non vuole farlo da solo, ma all’interno di una forza collettiva in quel progetto chiamato Rifondazione Comunista. Io sono una di quelle tante.
    Vedrai, Andrea, vedrai che è come dico io e Antonio Corrado, vedrai… addà a passà ‘a nuttata.
    Un forte abbraccio.

  4. Sabato impegnato e impegnativo.
    Prima vado a firmare per i referendum.
    E poi faccio prendere aria alla mia bandiera rossa.

  5. Si cara Maria. E’ un destino quello della staffetta, iniziato tanto tempo fa, nei seggi elettorali (ricordi?) per il Pci.

    Ps= Veramente l’11 ottobre, ci sarà una manifestazione a Comiso, per evitare la cancellazione dell’intitolazione attuale “Pio La Torre” dell’aeroporto civile, decisa dal neosindaco di Comiso. E per impedire quella, voluta dal fascismo, di Magliocco, generale dell’aviazione durante la guerra d’Africa che con Graziani si distinse nella sperimentazione su larga scala dei bombardamenti aerei contro l’inerme popolazione civile dell’Eritrea
    Rifondazione non viene? 🙂

    un abbraccio, ciccina

  6. posturanismo Says:

    La moneta scarseggia anche per “miseri” 15 euro per venire e tornare da Roma. Ma che ve lo dico a fare, certamente conoscerete gli stipendi variabili di chi lavora a progetto di un call center. Questo mese quanto ho preso? 180 euro per un part time da 4 ore al giorno dal lun al ven. Togliamo 100 euro per la benzina cosa mi resta? Tra poco arriva l’assicurazione dell’auto. Non mi resta che essere lì col cuore e con l’anima. Lo scorso anno ero tra i compagni di ottobre, quest’anno purtroppo mi tocca rinunciare.

  7. Io ci sarò e porterò con me la bella bandiera rossa.
    Una piazza tinta di rosso è una grande emozione, soprattutto se a quel rosso attribuiamo il significato di lotta.
    Buon undici ottobre a tutti.
    mauspezz

    PS: Maria, tu ci sarai?

  8. Maria, concordo con la tua risposta ad Andrea
    Certo che la manifestazione sola non basta più, non è mai bastata, ma mai come ora è necessario “esserci”, ridare visibilità alla sinistra e fiducia ai compagni un po’ spersi ma che non si sono arresi e anche a quelli un po’ demoralizzati. Certo le polemiche interne non aiutano, anche dal punto di vista organizzativo, ma leggo parecchia mobilitazione e spero che ci si possa ricompattare proprio sulle cose.
    Un saluto a te, Andrea, Floreana (bella la manifestazione a Comiso! 🙂
    e tutti

  9. Più ti leggo e più di adoro cara compagna.
    Il tuo blog è una sorgente pura dove abbeverarsi in questo oscuro periodo per la Sinistra italiana.

  10. Buona manifestazione! Ti ho già detto che quando ti leggo invidio il tuo entusiasmo, il tuo ottimismo e la tua capacità di dialogo? Il clima della manifestazione sarà senz’altro rigenerativo.
    P.S. Sull’utilità o meno delle manifestazioni: certo la manifestazione, da sola, non serve, certo il momento politico è drammatico (hai sentito Veltroni a Ballarò gloriarsi della “semplificazione politica” che, grazie a lui, si è realizzata nel Parlamento italiano?), ma almeno FACCIAMOCI SENTIRE!

  11. Ve lo dico io pechè andate sabato a roma.

    Perchè non avete ‘na sega da fare.

    Andate a lavora’ oh bischeri!

    Sempre a lamenatarvi di tutto, vi giuro su mi mamma che non vi voterò mai più!

  12. Ho appena letto tutti i vostri commenti. Vi ringrazio come sempre anche dei complimenti che non merito. Risponderò a tutti perchè per ognuno di questi vale la pena soffermarsi, compresi i commenti lasciati nel post precedente su Cuba da Cassandra e dal grande Elio (che abbraccio fortemente). Lo farò appena possibile.

    Mi voglio soffermare un attimo sul commento di Gianni che trovo molto simpatico, diretto ed autentico.
    Gianni, tu non ci crederai, ma son d’accordo con te. Perchè comprendo quello che provi. Per questo ho risposto in quel modo ad Andrea. Tuttavia vorrei farti notare che non è vero che non ci va mai bene nulla. Hai ragione, è difficile comunicare questo quando siamo stati fuori dal Governo a dire una cosa e poi dentro al Governo a farne un’ altra. Hai ragione, questo Partito non si meriterebbe più la fiducia dei suoi elettori. Però ti invito a riflettere su un punto: il Partito ha sbagliato, ha pagato caro tutti i suoi errori, ora dalle macerie si deve ricostruire. Tu dici che non ci va bene mai nulla… e a te va bene questo sistema? Va bene non spendersi più per trovare un’alternativa a tutta questa deriva? Davvero pensi questo? Non ci credo. Tu come me e come milioni di elettori sei sfiduciato, deluso, sfinito, ti senti giustamente tradito. Abbiamo toccato il fondo caro Gianni. E ora credo sia tempo di risalire…
    dài, vieni anche tu sabato a Roma. Dal tuo vernacolo si direbbe che sei anche vicino, no? Oh bischero anche tu, dài, vieni con noi!! 🙂

  13. Lo so che ci sono tante persone che volgiono partecipare e ricostruire insieme a noi il partito, fin troppo corrotto nel suo corpo.
    Ma appunto per quello dico che è inutile fare questa cosa a Roma. Di certo non credo che chi ha voglia di impegnarsi e vive magari a Genova partirà per stare in piazza con noi.
    Ma magari sarebbe andato a Genova se ci fosse stata un’iniziativa lì.
    Qualcuno mi diceva che ci serviva la cassa di risonanza. Speriamo ce la diano. Magari quel giorno una banca fallirà e saremo relegati in ultima pagina.
    In generale credo anche che non ci si aspetti troppa affluenza. Non si spiega altrimenti l’arrivo alla bocca della verità (che di certo non è San giovanni).
    Insomma, credo sia stata una decisione sbagliata. Credo sarebbe stato molto meglio impegnarci nei territori. Sarebbe stato anche più facile fare i conti con i Vendoliani. Avremmo potuto vedere chi c’era e chi non c’era. Così, sarà difficile capire.
    Un abbraccio,
    Andrea

  14. So di essere fuori tema ma oggi è l’anniversario dell’assassinio di Ernesto Guevara de la Serna. Vorrei ricordalo insieme a tutti coloro che in ogni continente si sono battuti per la liberazione dei propri popoli e che sono stati eliminati dall’arroganza e dalla prepotenza dell’imperialismo. Volevo fare un elenco di nomi ma ho dovuto desistere, sono troppi e ci vorrebbero giornate intere per elencarli tutti.
    Per la libertà e l’indipendenza di ogni popolo
    Hasta la Victoria Siempre!
    Venceremos!

  15. No Elio, non sei per niente fuori tema.
    Grazie per averlo ricordato, l’avrei fatto anch’io perchè questa data è importante per chi ancora crede che un altro mondo possa esistere. Chiedo di nuovo scusa a tutti e risponderò ad uno ad uno, ma ora, visto anche il dibattito incandescente che si è svolto su Cuba vorrei, in ricordo di questo grande uomo (al di là di come può averlo definito Franqui che mi pare davvero improbabile come ritratto) dedicare a tutti questa bellissima letterra di Frei Betto indirizzata al Che il 9 ottobre del 2003.
    La dedico a tutti noi, perchè possiamo prendere esempio e carica da un grande uomo quale fu il Che.
    In particolare la dedico a Cassandra. Perchè tanti sono gli errori nella storia dei paesi socialisti, ma tante anche le misitificazioni. E in questa lettera non vengono risparmiati gli errori, ecco perchè la dedico soprattutto a te. Ma il socialismo è e rimane un sogno, un bellissimo sogno per la libertà e l’indipendenza di ogni popolo.

    Hasta la Victoria Siempre!
    Venceremos!

    😉

    Caro Che,

    sono passati molti anni da quando la CIA ti ha assassinato nella selva della Bolivia, il 9 ottobre del 1967. Tu allora avevi 39 anni e i tuoi boia pensarono che riempirti di pallottole sarebbe bastato per far precipitare la tua memoria nel silenzio. Ignoravano che al contrario di quello che succede agli egoisti, gli altruisti non muoiono mai. I sogni di libertà non si possono rinchiudere nel gabbie come uccellini addomesticati.

    La stella del tuo baschetto brilla sempre più forte, la forza del tuo sguardo guida generazioni per i sentieri della giustizia, il tuo aspetto sereno e fermo ispira fiducia in quelli che combattono per la libertà.

    Il tuo spirito oltrepassa le frontiere di Argentina, Cuba e Bolivia e chiama ardendo e infiamma ancora oggi il cuore di molti.

    In questi 36 anni ci sono stati cambiamenti radicali. Il muro di Berlino è crollato e ha seppellito il socialismo europeo. Molti oggi comprendiamo il tuo coraggio nel segnalare ad Algeri nel 1962 le crepe del muro di Berlino, che ci pareva così solido. La storia è un fiume veloce che fluisce senza risparmiarsi ostacoli. Il socialismo europeo ha cercato di congelare le acque di quel fiume col burocratismo, l’autoritarismo, l’incapacità di estendere alla quotidianità le conquiste tecnologiche auspicate con le gare nello spazio e soprattutto si è rivestito di una razionalità economicista che non basava le sue radici soggettive nei suoi soggetti storici che sono i lavoratori.

    Forse l storia del socialismo sarebbe diversa se avessimo ascoltato meglio le tue parole: “Lo stato a volte si sbaglia. Quando succedono questi sbagli se nota una diminuzione dell’entusiasmo collettivo per una riduzione della qualità di ognuno degli elementi che lo formano, e il lavoro si paralizza sino a divenire un elemento insignificante: quello è il momento di rettificare.”

    CHE, molti dei tuoi sospetti si sono confermati in questi anni ed hanno contribuito al fallimento dei nostri movimenti di liberazione. Non ti abbiamo ascoltato abbastanza. Dall’Africa, nel 1965, tu hai scritto a Carlos Quijano del settimanale “Marcha” di Montevideo: “ Mi permetta di dirle che, anche se posso sembrare ridicolo, il vero rivoluzionario viene guidato da grandi sentimenti d’amore. È impossibile pensare a un rivoluzionario autentico senza questa qualità.

    Alcuni dei nostri, CHE, abbandonarono l’amore per i poveri che oggi si moltiplicano nella patria grande latino – americana e nel mondo. Abbiamo smesso di farci guidare dai grandi sentimenti d’amore per venire assorbiti da sterili dispute di partiti e a volte abbiamo trasformato gli amici in nemici e i veri nemici in alleati. Minati dalla vanità e nella disputa degli spazi politici, nona abbiamo già più il cuore acceso dalle idee di giustizia. Siamo sordi ai clamori del popolo e perdiamo l’umiltà del lavoro di base; adesso sbozziamo vaghe utopie per mettere insieme dei voti…

    Quando l’amore si raffredda, l’entusiasmo diminuisce, La causa con la sua passione e la dedicazione decade, come la passione scompare, come una storia d’amore in una coppia che già non si ama più. Quello che era “nostro” diviene “mio” e la seduzione del capitalismo mina i principi, tramuta i valori e se proseguiamo nella lotta è perchè l’estetica del potere esercita un fascino maggiore dell’etica dei servizio.

    Il tuo cuore, CHE, batteva al ritmo di tutti i popoli oppressi e spogliati.

    Hai peregrinato dall’Argentina al Guatemala, dal Guatemala al Messico, dal Messico a Cuba, da Cuba al Congo, dal Congo alla Bolivia. Sei stato per tutto il tempo a totale disposizione, incandescente per quell’amore che nella tua vita si traduceva in liberazione. Per questo potevi affermare con autorità che è necessaria una forte dose di umanità, di senso della giustizia e di verità per non cadere negli estremi dogmatici, in freddi scolasticismi, negli isolamenti delle masse. Tutti i giorni è necessario lottare perchè questo amore per l’umanità viva e si trasformi in fatti concreti, in gesti che servano da esempio per la mobilitazione.

    Quante volte la nostra dose di umanità è rimasta calcinata dai dogmatismi che era gonfi di certezze e che hanno creato vuoti di sensibilità al di sopra dei drammi dei condannati della terra!

    Quante volte il nostro senso della giustizia si è perso negli scolasticismi freddi che preferivano sentenze implacabili e proclamavano giudizi infamanti!

    Quante volte il nostro senso della verità si e cristallizzato nell’esercizio

    dell’autorità senza che noi corrispondessimo con i desideri di chi sogna un pezzo di pane o di terra o di allegria!

    Tu ci hai insegnato un giorno che l’essere umano è l’attore di questo strano e appassionante dramma della costruzione del socialismo, nella sua doppia esistenza di essere unico e di membro della comunità e anche che questo che non è un prodotto terminato. I difetti del passato si trasportano al presente nella coscienza individuale e si deve intraprendere un continuo lavoro per sradicarli. Chissà, forse ci siamo dimenticati di sottolineare con più enfasi i valori morali, gli stimoli soggettivi, le ansietà spirituali. Con il tuo acuto senso critico ti sei preoccupato di segnalarci che il socialismo è giovane e si sbaglia, i rivoluzionari molte volte non hanno una conoscenza e l’audacia intellettuale necessarie per farsi carico del compito dello sviluppo dell’uomo nuovo, per metodi distinti a quelli convenzionali poichè i metodi convenzionali soffrono perchè vengono sottoposti all’influenza di coloro che li hanno creati.

    Nonostante tanti fallimenti ed errori abbiamo fatto importanti conquiste in questi 30 anni. I movimenti popolari hanno fatto irruzione in tutto il continente. Oggi in molti paesi le donne sono meglio organizzate, come i contadini, i lavoratori, gli indios e i negri. Tra i cristiani una parte sostanziale ha scelto l’opzione dei poveri e ha abbracciato la teoria della liberazione. Abbiamo appreso lezioni considerevoli dalla guerriglia urbana degli anni ’60, dalla breve gestione popolare di Salvador Allende, dal governo democratico di Maurice Bishop a Granada, massacrato dalle truppe degli Stati Uniti, dalla salita e caduta della rivoluzione sandinista, della lotta del popolo in El Salvador.

    In Brasile il Partito dei Lavoratori è giunto al governo con l’elezione di Lula, in Guatemala le pressioni indigene hanno conquistato spazi significativi, in Messico gli Zapatisti a Chiapas hanno imposto un nodo alla politica neoliberale.

    C’à sempre molto da fare caro CHE. Custodiamo con affetto le tue più grandi eredità: lo spirito internazionalista e la Rivoluzione Cubana.

    Uno e l’altra oggi si intercalano come un solo simbolo accompagnate da Fidel. La Rivoluzione cubana resiste al blocco imperialista. La scomparsa dell’Unione Sovietica, la scarsezza del petrolio, i metodi che cercano di farla apparire come uno strumento del diavolo… Cuba resiste con la sua ricchezza d’amore e di umore, salsa e merengue, difesa della patria e apprezzamento della vita, attenta alla tua voce, Cuba ha scatenato il processo di rettificazione, cosciente degli errori commessi e impegnata – affrontando le difficoltà attuali – a far divenire realtà il sogno di una società dove la libertà di uno è la condizione di giustizia dell’altro.

    Dovunque tu sei, Che, benedici tutti noi che siamo in comunione con le tue idee e le tue speranze; benedici anche quelli che si sono stancati, che si sono imborghesiti, che hanno fatto della lotta una professione a proprio beneficio. Benedici quelli cha hanno vergogna di confessarsi di sinistra e di dichiararsi socialisti; benedici i dirigenti politici che quando hanno lasciato l’incarico non hanno mai più visitato una favela o appoggiato una mobilitazione; benedici le donne che in casa hanno scoperto che i loro compagni sono il contrario di quello che dichiarano fuori e anche gli uomini che lottano per vincere il machismo che li domina.

    Benedici tutti noi che davanti tanta miseria che dobbiamo sradicare dalla nostra esistenza, sappiamo che non ci resta nient’altro che convertire cuori e menti per rivoluzionare società e continenti. Soprattutto benedici tutti noi perchè tutti i giorni ci si senta motivati da grandi sentimenti d’amore, per poter raccogliere il frutto dell’uomo e della donna nuovi.

    Frei Betto

    Da “La Jornada”

  16. Maria, grazie per aver postato questa bellissima lettera.
    Dimenticavo, qualsiasi chiarimento tu avessi bisogno rispetto ai comunicati in spagnolo, non esitare a contattarmi.
    Ciao e un abbraccio a Elio.

  17. Molti di quelli che hanno la mia età si sono avvicinati al comunismo anche e soprattutto grazie a Che Guevara, al suo coraggio, alla sua umanità, al suo sacrificio. Il suo esempio ci ha sempre accompagnato nelle nostre quotidiane azioni, ci ha aiutato a credere nelle nostre idee quando molte, troppe contraddizioni ci facevano riflettere e dubitare su quanto facevamo.
    Abbiamo tenuto duro e anche oggi che siamo comunisti senza nessuna chiesa cerchiamo di continuare a mantenere la nostra coerenza di vita e di lotta politica. Grazie Che, ti dobbiamo molto.

  18. Io spero di andare a Comiso, a difendere il nome di Pio La Torre.

  19. Ben trovata Maria… da quanto tempo! Beh vedo ke ti seguono in molti sul tuo blog… e a tal proposito ne approfitterei x kiederti e kiedere agli altri cosa pensano i salentini e prc del casino ke ha provocato lecce con le sue amministrazioni (e la regione) con la questione sabbia. Qui la situazione è grave, presidente della provincia (centrosinistra) dimessosi a causa del consiglio di stato ke ha dato ragione a lecce… e la popolazione si sta mobilitando e sta riacquisendo la propria identità (in maniera bipartisan) come non ho mai visto prima d’ora (forse anke di + delle proteste del rigassificatore). Dato ke con te si può parlare e argomentare volevo confrontarmi su questo argomento…. ki lo sa anke con un post.
    Saluti comunisti 🙂

  20. Bravissima Maria, questa lettera di Frei Betto è la migliore risposta alle vergognose parole di Cassandra ed al deliri di Carlos Franqui.
    Delle bellissime parole di Frei Betto vorrei sottolineare questa frase: “Abbiamo smesso di farci guidare dai grandi sentimenti d’amore per venire assorbiti da sterili dispute di partiti”. Riflettiamoci, è una questione molto attuale.
    Ciao compagni comunisti, il mondo ha bisogno di voi come mai in questi tempi feroci. Lo dice un libertario agnostico che adora credenti come Maria.
    Ernesto Guevara de la Serna è vivo più che mai.
    Hasta siempre.

  21. Cara Floreana e Giugioni,

    domani a Comiso per difendere la memoria di Pio La Torre Rifondazione ufficialmente non ci sarà solo perchè sarà alla manifestazione di Roma. Ci sanno tutti i militanti che non potranno venire a Roma, questo è certo, perchè francamente, abbiamo l’impressione che questa destra non sappia più cosa inventarsi. Ricordiamo che Pio la Torre fu un parlamentare del PCI ucciso dalla mafia nel 1982. Tra l’altro rimuovere con la targa il ricordo di Pio La Torre significa anche la cancellazione dell’intitolazione allo stesso dell’aeroporto comisano. Spero che la vostra persenza sia massiccia contro questo sindaco di centrodestra Giuseppe Alfano (che forse non ha di meglio da fare…)
    Comunque il nome Comiso e la data 11 ottobre mi sono molto cari. L’11 ottobre di 27 anni fa (11 ottobre 1981) si tenne la prima manifestazione contro l’installazione dei missili a Comiso e in Europa, affinché l’aeroscalo fosse civile e diventasse una base per lo sviluppo pacifico della Sicilia e del Mediterraneo. A difesa del tessuto produttivo sociale e culturale dell’Isola hanno dato il loro contributo non poche personalità intellettuali di spicco, fra queste Pio La Torre. Questo è un altro motivo per cui la sua memoria non può essere cancellata né negata. Io me lo ricordo. Ero piccina, avevo 14 anni ma già in senso politico avevo le idee ben chiare. Contro l’installazione dei missili a Comiso ricordo a Milano ci furono tante mobilitazioni, assemblee cittadine… vi racconto una cosa simpatica. Si doveva preparare lo striscione, lascio questo compito ai compagni mentre con altri ci occupiamo delle relazioni. Arriva il giorno della manifestazione e tirano fuori lo striscione: “CONTRO L’INSTALLAZIONE DEI MISSILI A COSIMO” 🙂 ovviamente non abbiam potuto portarlo in manifestazione…
    Ogni volta che sento questo nome mi torna in mente quell’episodio.
    un abbraccio e cercate di essere in tanti!

  22. Ciao Maria, anche se non sono fisicamente presente sono con te e con tutti i compagni e le compagne a difesa dei nostri valori, delle nostre idee, a difesa della nostra Costituzione contro le barbarie dei nostri tempi, A Napoli diciamo adda passà a nuttata. E passerà! Con affetto e tanta simpatia

  23. Caro Nico e caro Maurizio,

    anch’io non potrò esserci domani a Roma. Non per i motivi esposti da Nico (posturanismo), che teniamo presente sono problemi molto seri che riguardano gran parte della popolazione. La precarietà è questo. E’ esattamente quello che Nico con molta semplicità ha detto. Non poter spostarsi perchè anche 15 euro sono importanti per arrivare a fine mese. Io invece non potrò esserci perchè ho dovuto scegliere tra domani e altre uscite che dovrò fare nei prossimi giorni (Napoli-Potenza). Per problemi di famiglia in questo momento non posso permettermi di mancare troppi giorni da casa e ho scelto il male minore. Domani se non vengo io non succede nulla, ma a Napoli e a Potenza sono io responsabile delle uscite di duecento persone, quindi ho scelto così.
    Ma sarò con voi col cuore.
    Maurì, tu sventola la bandiera pure per me.
    Un fortissimo abbraccio a Nico.

  24. Ciao Andrea.

    Io non credo nella cassa di risonanza. Io credo che sia giusto mobilitarci in piazza insieme a tutta l ‘Opposizione extraparlamentare. Credo ne abbia bisogno il Paese e soprattuto noi. Al di là della famosa cassa. Soprattutto i militanti e gli elettori di sinistra che vogliono tornare a lottare ne hanno bisogno. Ti prego Andrea, dimentichiamo le conte tra di noi almeno in queste occasioni, dài.

    Un forte abbraccio

  25. Ciao Stef e ben ritrovato.

    Ho saputo delle dimissioni di Errico e me ne dispiaccio. Ho seguito la vicenda molto superficialmente devo dire, quindi non ho gli elementi per esprimere un giudizio sulla decizione del Consiglio di Stato. Solo una puntualizzazione: come ben sai il presidente delle regione è il nostro (non sappiamo ancora per quanto 😉 Nichi Vendola, le amministrazioni comunali sono qui per “tradizione” di destra. Che vi sia convergenza su questo tema mi da da pensare. Ma ripeto, non mi esprimo perchè non conosco bene la dinamica.
    Comunque Stef come hai potuto capire, questo blog non vuole trattare i casi specifici di tutto il Paese (sarebbe bello ma impossibile da realizzare). Quindi il post sulla questione dei 200 mc da prelevare a Punta Penna per portarli a San Cataldo, anche se questo ha fatto indignare voi brindisini, non mi pare un’argomento che possa coinvolgere l’intero Paese, o no? 🙂 scherzo Stef. Era per dirti che Rifondazione presto anche a Lecce aprirà il blog del Circolo (appena ci sistemiamo) e allora sì potremmo discutere “tra noi” delle questioni locali.
    Mi fa piacere aver ricevuto da te quel saluto finale, significa qualcosa per caso? … sappi che io a Brindisi ci sono venuta due volte e una proprio in federazione. Ma non ti ho detto nulla perchè aspetto che me lo dica tu. 😉
    Un forte abbraccio

  26. Un saluto speciale a tutti gli altri, Marco , Paola, Luigi , Emanuela, Annalisa, Ulisse, e infine a Cassandra e all’adorabile libertario agnostico Elio.
    Ho letto il tuo ultimo commento sul post precedente su Cuba, Elio, in risposta a Cassandra. Io credo che sia costruttivo invece discutere. Certo, l’ho detto, è difficile non scaldarsi quando si parla di Cuba, ma per una corretta informazione io penso ci si debba sforzare in tal senso. Evitando gli attacchi a livello personale, perchè davvero lasciano il tempo che trovano e inquinano la discussione.

    Grazie a tutti e un abbraccio a tutti.
    e buona discussione

  27. …ci vedremo a Roma 🙂

  28. Barone Birra Says:

    Cara Maria, esserci è necessario. A Roma, ahimè, non potrò, andrò a Caglairi quasi sicuramente.
    Manifestare è necessario, manifestare contro questo governo meschino, contro i tagli a qualunque cosa di pubblico, contro qualunque cosa del “sapere” come scuola è università è un DOVERE.
    Manifestare, anche per rialzare questa sinistra acciaccata è un SENTIMENTO.

    Domani, sarà il giorno di una parte della verità, la verità finale sia vrà alle eruopeee.
    Saluti, Compagna.

  29. Ho capito, domani mi toccarà raddoppiare le bandiere, una per me e l’altra per Maria.
    Sarò facilmente riconoscibile, avrò due bandiere, due, dello stesso colore e della stessa grandezza: rossissimo il colore e rettangolare la forma, in mezzo grande simbolo con falce e martello.
    Vediamo se mi rintracciate!
    mauspezz

  30. massimiliano cavallo Says:

    il golpe l’hanno subito i neuroni del tuo cervello…

  31. Non significa nulla di preciso… in questo periodo sono tentatissimo di presentarmi presso la sede del prc di brindisi… ma qualcosa mi dice di aspettare… non ho mai nascosto il mio principale interesse x la città, e voglio vedere rifondazione comunista come si comporta su alcune vertenze aperte sul nostro territorio. Inoltre voglio vedere anke quali saranno le coalizioni, xkè sai benissimo ke se dovessi vedere x esempio ke x votare rifondazione… signifikerebbe appoggiare il bastardo di tomaselli me ne terrò fuori. In ultimo…. altra situazione da valutare è la pressione di SD nei miei confronti, mi incontrerò a breve con alcuni rappresentanti del movimento ke mi vogliono dentro… vorrei ascoltarli… anke se già li ho sentiti parlare di una bella idea del niki…. del quale diffido dopo aver osservato appasionatamente… il congresso di prc ed anke io (sicuramente grazie a te e fabio) ero dalla parte di ferrero. Devo valutare tutte ste popò di cose xkè se devo impegnarmi 1. devo dare il mio impegno (e in questo periodo tra studi e famiglia non sarebbe facile) 2. dopo essere fuggito dai ds (o anke cacciato) prima ke diventasse pd vorrei dare un contributo serio… mettermi in gioco… e non servire solo x portare tessere e voti. Daccordissimo x il post sulla sabbia… non centra proprio nulla qui…. era solo uno sfogo x questi gg… ma la battaglia sarà …. spero una lotta rivoluzionaria in piccolo!!! La cosa bella è ke in difesa di errico sulla questione sabbia è arrivata anke la solidarietà di partiti di destra…. questo fa capire ke la città è in subbuglio e in fermento senza colori di partito o bandiere. Come ti dicevo ieri c’è voglia di riprenderci… o ki lo sa forse far nascere xkè non c’è mai stata… la vera identità. Mandando a quel paese il bluff del grande salento utile solo a Lecce x i suoi interessi economici (senza rancore 🙂 ).
    Ci risentiamo, intanto manifestiamo manifestiamo e manifestiamo contro questo skifo di governo! Sta distruggendo di tutto proprio quando la sinistra al governo non è rappresentata! A presto

  32. Caro Stef,
    capisco il tuo stato d’animo, ma non condivido, non me ne volere. Far parte di un partito significa appartenere ad una comunità con la quale si condividono progetti e obiettivi che trascendono le iniziative locali. Si pensa in grande. Io sono tornata in Rifondazione per poter operare in un orizzonte ampio che non sia solo il bene della mia città. In questo caso avrei continuato solo con le associazioni (che non ho lasciato). La politica è qualcosa di alto, non la si può ridurre “al fare”, all’iniziativa specifica, al progetto tal dei tali di tizio e caio. Un progetto può essere bellissimo quanto si vuole, ma si deve avere ben chiara l’idea di dove porterà quell’azione politica. Questa è la politica. Per questo sono tornata in Rifondazione, perchè è nel progetto di Rifondazione che mi ritrovo, e non in Vendola o Ferrero, che sono importanti ma non quanto il progetto stesso.
    Io la penso così. Il progetto di Fava e Mussi non è il mio progetto, come non lo è quello di altri. In un Partito ci si deve sentire “a casa”. La mia casa, sgangherata per quanto possa essere, con tutti i limiti e i difetti rimane sempre Rifondazione Comunista.
    Comunque buona fortuna.
    Ciao

  33. Sarebbe ora di andare in piazza + spesso, non solo per i lavoratori, ma anche per i pensionati e per i disabili, per i + deboli, solo cosi si può fare una vera opposizione, con la piazza e le masse.

    Se aspettiamo che la faccia Velt, campa cavallo che l’erba cresce, ormai Velt è uno di loro.

    Come fa uno che compra un appartamento nella city anche solo a immaginare cosa voglia dire vivere con i 248 euro dei disabili o con la pensione sociale?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: