Non è che l’ Inizio

Davanti Montecitorio studenti e professori di Fisica terranno lezione all’aperto. L’Udu: “Proseguire fin quando gli articoli 6 e 66 della 133/08 verranno abrogati”

“Vediamoci domani davanti scuola per occupare”. E’ l’sms che ieri girava sui telefonini degli studenti romani delle superiori. Sia nella capitale che nel resto della penisola molti istituti sono già occupati. Ma dopo le mobilitazioni di studenti e professori delle università e delle scuole ‘di ogni ordine e grado’, culminate nella partecipazione al corteo dei sindacati autonomi di venerdì scorso sempre più istituti e atenei in tutta Italia si stanno organizzando per opporsi alla riforma Gelmini. Dal Nord al Sud del Paese.

Buon Inizio Settimana di Lotta a Tutti!

20 Risposte to “Non è che l’ Inizio”

  1. Ci muoviamo anche in England, perche’ lo studio e la conoscenza non hanno barriere. Non ci sono padroni della ricerca ma solo laboratori di esperienza di vita.

    Continuiamo la nostra lotta ed invitiamo i compagni Italiani ad unire forze sul fronte internazionale.

    Riprendiamoci le universita’ nel mondo ed apriamone altre centomila di laboratori di vita, nelle piazze, nei parchi, sulle spiagge ed in montagna.

    Apriamo la stagione “dell’universita della vita comune”.

    Nell’ universita’ della vita comune, la vita non e’ precaria; non aspetta o spera ma vive ed e’ aperta, comune per l’appunto.

    Nell’universita’ della vita comune, gli studenti non sono pezzi di memoria su cui informazioni devono essere trasferite dalla mente del docente alla loro. Ma sono collaboratori di una realta’ ingenua, senza profitto e tendenze pre-ordinate, consci che non esistono ordini universali, ma solo laboratori di vita. Laboratori in cui esperienza di vita e’ trasformata in arte accomunando culture e ricercando nuovi orizzonti. La ricerca e’ la bottega di vita a cui genitori e studenti sono legati per avviare i loro sogni di trasformazione di vita senza padroni di intelletto e futuri inimmaginabili.

    La bottega della ricerca, accomuna non precarizza. La bottega della ricerca non mercifica le virtu dell’operaio, dello studente, del cantante ma ne fa’ arte.

    La bottega della ricerca nella nuova vita comune non conosce rettori ma solo spazi ove la gente puo’ organizzarsi in laboratori e crescere esperienzalmente.

    Nella bottega della ricerca non vi sono intellettuali che sfruttano come paravento “la congiura dell’isolamento”.

    Andiamo verso l’organizzazione di centri autonomi di fiducia e progresso comune ove la gente non e’ trattata come merce. Ove la gente che varca la soglia non e’ trattata come numero di tessera perche’ bisogna succedere ad un successo elettorale. Ove la gente puo’ organizzarsi in laboratori e crescere esperienzalmente.

    Bisogna resistere la crescita programmata. Bisogna resistere la vera e propria mercificazione della vita. Bisogna tornare alla bottega in cui l’uomo artigiano produce per l’uomo della bottega. Per l’uomo che guarda negli occhi e conosce la sua condizione. Una condizione condivisa e sentita. Un uomo che guarda con dignita’ senza essere offeso nello sguardo.

    Sal Fiore

    COBAS UK
    http://www.cobas.org.uk

  2. parere personale, del tutto discutibile…
    sono un po’ stanco del fronte del “no”. la scuola – ad ogni riforma – ha storto il naso, fatto manifestazioni, occupazioni, ecc. faccia invece contro-proposte fattive, da presentare ad una zabetta petulante e un po’ arrogante che chiamano ministro… non so se la riforma gelmini sia sensata, di certo non miglioriamo la scuola italiana a suon di scioperi.

  3. Grazie Salvatore per questo bellissimo post.

    E’ importante che vi muoviate anche voi in Inghilterra.
    E’ importante che ci si muova tutti. E’ un movimento spontaneo questo qui in Italia, che sta nascendo ora e per questo deve essere seguito e alimentato. La riforma della Gelmini dimostra perfetto allineamento al neoliberismo e al neocapitalismo e come hai espresso bene tu, se verrà attuata le relazioni nei luoghi di lavoro saranno mediate nelle università da pratiche manageriali. Diventeranno tutti merce e l’insegnamento si svuoterà del suo autentico significato.

    E vorrei ricordare a tutti che lo scopo delle università non è preparare una elite che acquisti le posizioni di rilievo della società (così come era al tempo della riforma Gentile e come credono molte persone ancora oggi) ma piuttosto è fornire il diritto, universale e popolare, di sapere, vista sia come cultura personale, come arricchimento del bagaglio culturale innanzitutto personale e, di riflesso, sociale, sia per dare una preparazione per rendere più semplice l’inserimento nel mondo del lavoro.

    Sarebbe interessante magari costruire una rete di scambio di esperienze, iniziative e metodi di lotta, europei e globali, in tal senso. Iniziando con l’ Inghilterra. Perchè no?

    A presto

  4. Stefano no, non è così.
    Questa volta non è “la solita volta”.
    E il movimento (totalmente apartitico, è bene sottolinearlo) che trova uniti studenti, professori e ricercatori è qualcosa di nuovo, di mai visto. Ti dico solo che l’università di Pisa non è stata occupata nemmeno durante il 68.
    Un abbraccio e a presto

  5. Stamani quasi 10.000 in piazza a Livorno. E, come hai detto tu, siamo solo all’inizio. Se ce la faccio pubblico un post sulla manifestazione a cui ha partecipato mio figlio Lorenzo.
    ciao

  6. Gran bell’inizio e gran bel video, mi sa che te lo ciffo….

  7. ciao Maria, da comunista che sei vorrei spendessi qualche parola sul problema droga…io ho un blog a proposito…

  8. ottone erminio Says:

    sei solo una fica di legno!

  9. Ottone, sei un fascista con la faccia da culo. Vergognati stronzo!!!!!!

  10. Maria ha scritto parole bellissime sulla protesta. E’ un nuovo movimento questo e non è un movimento studentesco. Per quello che riguarda le elementari, in piazza genitori e insegnanti e quanti insegnati. Non si erano mai viste adesioni così forti.
    Un abbraccio Maria e non dar retta… ladran Sancho, señal que cabalcamos…

  11. Grazie Elio e grazie Annalisa.
    Leggo solo ora i vostri commenti e quello di tale Ottone Erminio. Non credo ci sia bisogno di rispondere ad una uscita del genere. Il fatt’è che molti non riescono a contenersi e può capitare. Che dire. Oltre che la mamma degli imbecilli sia sempre incinta, non si può dire (e lo è dal nord al sud senza distinzioni. Il tizio dovrebbe essere del sud visto che usa la parola “fica”, al nord si dice “figa”. Piccola esegesi.. 🙂
    vabbè, come dice il mio amico Mario, tiramm’ annanz!

    Certo Annalisa, non è un semplice movimento studentesco, è qualcosa di squisitamente nuovo che nasce dal basso…
    in basso a sinistra… 😉

    Vi saluto e vi abbraccio tutti (pure Ottone, và, così si ricrede sulla questione legnosa). Ritornerò nel pomeriggio. Spero di non trovare altri apprezzamenti simili sulla mia persona. Grazie.
    Buona giornata a tutti.

  12. rageagainsttheworld Says:

    Maria ti devo segnalare un errore…il corteo di Venerdi era dei “sindacati di base” non dei “sindacati autonomi”, nel mondo sindacale la differenza è sostanziale i sindacati di base nascono negli anni 90 da un uscita conflittuale a sinistra dal sindacalismo tradizionale, i sindacati autonomi talvolta sono conservatori(anche se non sempre) ma sono sempre sindacati corporativi di categoria, cosa che non sono i sindacati di base (anzi SdL e Cobas non sono nemmeno confederazioni ma sindacati intercategoriali)

  13. Sì, spero anche io che questa settimana sia una settimana di lotta, come le altre che dovranno arrivare.
    Non concordo con Napolitano ed altri che ci rimproverano di dire sempre no. Questa volta è proprio la restaurazione e l’affondo alla qualità della scuola pubblica.
    Un caro saluto

  14. ok ritiro il ph acido
    give peace a chance
    te di dove sei simpatica fanciulla? stef

  15. Riporto il “bollettino di guerra” parziale di ieri e di oggi. Tanto per avere l’idea di quello che sta succedendo. Che non è la solita protesta e il solito sciopero. E’ un movimento vero e proprio che coinvolge tutti. Ripeto, parziale perchè è davvero impossibile seguire e annotare tutte le città e il numero di studenti e professori in agitazione.
    E la Gelmini non si spiega “come mai tutta questa gente in piazza” …

    Martedì 21 ottobre

    – A Bologna circa 600 studenti hanno bloccato per circa 10 minuti alcuni binari della stazione ferroviaria.
    – A Milano il tentativo di irrompere nella stazione è fallito, contrastato dai carabinieri che hanno usato manganelli e fumogeni contro l’assalto.
    – A Firenze hanno manifestato 40.000 persone
    – A Napoli erano in 1.000 a gridare “Fuori Confindustria dall’Università”.
    – A Palermo si sono svolte assemblee in 12 facoltà; è seguita una manifestazione che ha visto partecipare 15.000 persone.
    – A Roma gli studenti della Sapienza sono in attesa di una decisione del rettore in merito al blocco della didattica. Da qui, come nei giorni scorsi, potrebbero partire manifestazioni spontaneee. Cosa accadrebbe se il rettore decidesse di non bloccare la didattica? “Potrebbero partire manifestazioni di protesta spontanee come quelle dei giorni scorsi” – ha dichiarato Demetrio, studente di Geologia- “L’orientamento comunque è di portare avanti forme di occupazioni simboliche che non blocchino la didattica perchè noi studenti saremmo i primi a subirne i danni”.
    Qui, nello studio del rettore, una delegazione di studenti, dottorandi e ricercatori ha incontrato il Presidente della Repubblica Napolitano a cui è stato chiesto di “prendere posizione, affinchè il carattere pubblico della formazione non venga definitivamente dismesso”.

    – A Pisa per il 23 ottobre alle ore 15.00 è indetta una manifestazione cittadina

    Lunedì 20 ottobre
    – A Palermo assemblee, cortei e sit-in. Studenti e prof sullo stesso fronte.
    – A Milano davanti palazzo marino 200 studenti hanno dato fuoco ad una copia del dl Gelmini.
    – A Genova si è tenuta una lezione di storia sui gradini dell’Annunziata.
    – A Pavia studenti, dottorandi e ricercatori si sono uniti in aseemblea.
    – A Catania gli studenti di Scienze Politiche hanno occupato l’aula magna con un’assemblea permanente.
    – A Roma sin dalle prime ore del mattino si sono svolte assemblee a Fisica e Scienze Politiche. Si sono tenute lezioni in Piazza Montecitorio.
    – A Parma due assemblee per gli studenti: la prima il 20 ottobre dalle ore 11:00 alle ore 13:00 nella Facoltà di Psicologia e la seconda il 21 ottobre alle ore 18:00 nella Facoltà di Lettere.
    – Ad Ancona occupazione simbolica da parte di 50 studenti del rettorato dell’Università Politecnica delle Marche.
    – Gli studenti dell’ Unical dichiarano lo stato di agitazione. Da una settimana studenti, ricercatori e docenti si riuniscono in assemblea permanente nel’aula filologia 8, presso il cubo 28B. Martedì 28 ottobre in Aula Magna si terrà un’assemblea per gli studenti di tuttele facoltà.

  16. e a Manchester volantinaggio davanti al consolato Italiano e nell’universita’ UMIST.

  17. ottone erminio Says:

    a me fascista? ma se siete voi dei fascisti, rossi o neri poco importa! massa di celebrolesi

  18. Ottone Erminio concentrati (se ce la fai, sforzati) apri bene gli occhi e leggi:

    VAI A GIOCARE VICINO A CASERA TUA

    O ci vai da solo o ti ci mando io. Decidi tu.
    Ciao

  19. La mia scuola è un po’ dormiente. Gli alunni sono “incazzati” solo per l’orario che li vede tornare a scuola anche di sabato.
    Per il resto il deserto più totale.
    Neanche a parlarne di occupazioni, sciperi, manifestazioni o altro.
    Dove abbiamo sbagliato?
    mauspezz

  20. Da sessantottino non posso non formulare l’invito a non mollare…
    Tutto il mio biasimo va a chi invece di infilarsi il manganello dove dovrebbe,lo usa in maniera diversa…cosa succederebbe se,invece
    di “dialogare” con casco,bastone e scudo,lo sbirro affrontasse il “dialogo”
    ad armi pari? Certo non si assisterebbe ai soliti pestaggi…
    Rimango stupito davanti all’assenza di proposte politiche alternative e migliorative per la scuola pubblica da abbinare alle manifestazioni…
    E’ chiaro d’altra parte che l’interesse della “portaborse” è favorire la scuola privata:prima però bisogna smantellare quella pubblica…
    Un caro saluto.

    Marcello De Giorgio.

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