E via, verso la Colombia!

Venerdì 7 maggio 2004Colombia – L’esercito contro gli studenti universitarii all’ Università di Bogotà: l’esercito è entrato nel campus, nonostante sia vietato per legge dal 1984, ed ha caricato e disperso gli studenti arrestandone diversi.

Mercoledì 22 ottobre 2008Italia – Voglio fare un avviso ai naviganti: non permetterò occupazioni delle scuole e delle università, perchè questa è una “violenza”. Interverrà l’ esercito.

Gli studenti a Berlusconi: “Non ci fermeremo”.

“Dal presidente del Consiglio non ci aspettavamo certo provocazioni questo tipo”, dice Luca De Zolt, portavoce rete nazionale degli studenti medi. “Le parole pronunciate da Berlusconi sono di disprezzo” verso gli studenti, replica Stefano Vitale dell’Unione degli studenti di Roma. La mobilitazione “non si arresterà”, annunciano anche gli studenti universitari dell’assemblea permanente dell’ateneo di Siena.

Rettori e docenti. Per Ferdinando di Iorio rettore dell’università dell’Aquila, le affermazioni di Berlusconi non solo “sono diseducative verso tutto il mondo della formazione” ma rappresentano un atteggiamento pericoloso perché “si schierano frontalmente contro ogni forma di pensiero critico”. Netto no all’intervento delle forze dell’ordine anche da parte del rettore della Sapienza, Renato Guarini: “La libertà di espressione e l’autonomia dell’università deve essere rispettata. Nella tradizione delle università europee, l’ingreso delle forze dell’ordine viene sempre autorizzato dai rettori. La Sapienza anche nei momenti più drammatici e di maggiore tensione non ha mai ricorso ad azioni di forza”.

“Ci auguriamo che il governo non assuma atteggiamenti muscolari nei confronti dell’Università, ma dia segnali di disponibilità al dialogo”, auspica il rettore di Padova, Vincenzo Milanesi. “Circa un eventuale intervento esterno affidato alle forze dell’ordine noi saremmo contrari, per il solo fatto che la responsabilità di quello che succede all’interno di un istituto non può essere demandata ma deve essere valutata all’interno, da chi la gestisce e da chi, appunto, ne ha la responsabilità”, dice Giorgio Rembaudo, presidente dell’Associazione nazionale presidi.

L’astrofisica Margherita Hack, che nel pomeriggio ha tenuto a Firenze una lezione in piazza della Signoria, ha definito “una vergogna” l’ipotesi di far intervenire la polizia. Per il prorettore dell’ Università di Torino, Sergio Roda, “per la prima volta, studenti e docenti universitari siamo dalla stessa parte della barricata, uniti nel cercare di salvare la natura pubblica della nostra Università”.

L’Unione degli Studenti fa sapere che ci sono manifestazione, praticamente in tutta Italia, in vista anche di quella nazionale del 14 novembre: da Catania all’Aquila, da Perugia a Reggio Calabria e Catanzaro, e poi ancora previste assemblee anche a Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Teramo e Macerata.

Università. A Milano al termine della lezione all’aperto tenuta sotto la statua di Vittorio Emanuele II, in piazza Duomo, gli studenti dell’università degli Studi hanno formato un corteo non autorizzato. Un gruppo ha bloccato la cerchia dei navigli con un sit-in in via Visconti di Modrone, angolo via Mascagni. Il corteo si è poi spostato alla facoltà di Scienze politiche di Via Conservatorio senza alcun incidente. Il corso è stato interrotto per una decina di minuti durante i quali c’è stato un’acceso confronto tra i manifestanti e chi stava frequentando la lezione.

Questa mattina all’Università La Sapienza di Roma gli studenti hanno chiuso con lucchetti e catene il dipartimento di Fisica in segno di protesta. Alcuni studenti, riuniti in assemblea permanente, hanno occupato l’Aula 2 della facoltà di Economia. Dopo un sit-in nell’atrio dell’edificio, gli studenti hanno tentato di dar vita a un corteo all’interno della facoltà, ma sono stati bloccati da alcuni agenti. Sempre nella capitale, nel pomeriggio, un corteo spontaneo di circa 1000 studenti di varie facoltà di Roma Tre, è partito dalla facoltà di Lettere e Filosofia. Dopo aver raggiunto la facoltà di Scienze politiche e la sede di Biologia si è diretto al rettorato, dove una delegazione ha incontrato il rettore Guido Fabiani. “Riconosco la validità e la legittimità della vostra protesta”, ha detto il rettore.

A Bari circa 500 studenti hanno partecipato all’assemblea nell’aula C dell’ateneo. Assemblea a Cagliari nella sede di Magistero: “Da domani abbiamo intenzione di sospendere le lezioni frontali e la didattica programmata nella facoltà di lettere e filosofia fino a bloccare del tutto l’attività dalla prossima settimana fino al 30 ottobre”. E’ la proposta avanzata dal preside Roberto Coroneo. All’assemblea ha partecipato anche il rettore Pasquale Mistretta, oltre a rappresentanti dei docenti delle altre facoltà. Il preside della facoltà ha annunciato lezioni in piazza, seminari, incontri, laboratori non solo sul tema della legge 133.

Continua l’occupazione di Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell’università di Torino, decisa ieri dall’assemblea degli studenti. Le lezioni proseguono regolarmente all’interno dell’edificio. Nel pomeriggio prevista un’assemblea in Rettorato. E’ occupata anche la facoltà di Fisica, mentre davanti al dipartimento di Scienze della Terra studenti e ricercatori hanno manifestato questa mattina chiedendo simbolicamente l’elemosina.

I consiglieri di facoltà di Azione universitaria a Lettere di Palermo presenteranno domani un esposto alla Procura della Repubblica nel quale si chiede un parere sulla validità della delibera del Consiglio di facoltà che, votando un documento a favore della sospensione delle lezioni fino al 31 ottobre, “di fatto – è l’accusa – ha autorizzato l’interruzione di pubblico servizio”.

Sono sospese dalla tarda mattinata le lezioni dell’Università di Trieste. Un corteo di studenti si è formato in maniera spontanea al termine di un’assemblea che si è svolta nel pomeriggio e si sta dirigendo verso il centro cittadino, causando disagi al traffico. Il Senato accademico ha inoltre deliberato la convocazione di un’assemblea generale di Ateneo, il 29 ottobre prossimo.

L’assemblea di ateneo dell’università Orientale di Napoli ha deciso di occupare Palazzo Giusso. Lo annunciano una nota gli studenti e la rete dottorandi e ricercatori, spiegando che al raduno hanno partecipato circa 2mila persone, inclusi docenti e lavoratori del personale tecnico-amministrativo.

Ventiquattro ore di lezioni senza interruzioni per dire no alla legge 133 sull’Università: è l’iniziativa che si svolgerà a Firenze, al dipartimento di matematica Ulisse Dini, dalla mattina del 27 ottobre alla mattina del 28 ottobre prossimi. All’università di Siena è stata occupata la facoltà di Economia. A Parma dopo l’affollata assemblea di ieri a Lettere, domani alle 18,30 è in programma una manifestazione. Sempre domani, a Chimica, sit-in dalle 14 fuori dal consiglio di facoltà di Scienze.

A Genova, domani pomeriggio, si terrà un “funerale” dell’università pubblica, in concomitanza con l’inaugurazione del Festival della Scienza. E’ previsto un corteo con abiti neri, una bara e lo striscione “oggi a lutto sempre in lotta” che da via Balbi si muoverà verso piazza De Ferrari, dove ci sarà anche un presidio di alunni e maestre delle elementari. Alle 17 invece è prevista in via Balbi 2 un incontro con docenti e rappresentanti degli enti locali.

Medie superiori. In fermento anche gli studenti delle medie superiori. Secondo l’Uds, le adesioni delle scuole hanno già superato il migliaio. L’intenzione è di unificare la lotta con gli studenti universitari, di scendere in piazza insieme il 30 ottobre e trovare una data di mobilitazione generale nel mese di novembre.

A Rende, Cosenza, gli studenti del liceo scientifico Pitagora hanno occupato la scuola. Al liceo scientifico di Catanzaro, invece, gli studenti hanno deciso per l’autogestione che proseguirà per tre giorni, mentre a Reggio Calabria, assemblea aperta degli studenti dei licei Leonardo Da Vinci e Alessandro Volta. Cortei di studenti di scuole medie superiori si stanno inoltre svolgendo a Roma, in due zone diverse della capitale dove si allarga la protesta degli studenti con occupazioni e autogestione in sempre più istituti. Davanti Montecitorio la polizia ha prima boccato e poi autorizzato una lezione all’aperto di una cinquantina di persone, fra studenti e professori del liceo Augusto. Anche ai Castelli la situazione non cambia.

Un corteo di protesta è stato organizzato oggi a Napoli dagli studenti del liceo linguistico e sociopedagogico ‘Villari’ che hanno dichiarato di essere “in stato di agitazione”. Alla manifestazione – riferiscono i promotori – si sono aggregati studenti di altre scuole della zona. Gli studenti del liceo Classico ‘Pansini’ hanno deciso di non sospendere le lezioni ma di occupare la scuola di pomeriggio e di notte. Anche a Milano e provincia sono partite le prime occupazioni di scuole contro il decreto Gelmini.

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO:

QUESTI SAREBBERO PICCOLI GRUPPI ESTREMISTI DI SINISTRA?

17 Risposte to “E via, verso la Colombia!”

  1. Il problema è che abbiamo un Nano-Presidente con manie di onnipotenza. Come ai tempi di Napoleone finirà con una Waterloo, il problema è che saremo noi a pagarne le spese. Meglio prevenire….
    Solidarietà ai nostri giovani in lotta!
    Hasta la victoria siempre!

  2. Secondo me le intenzioni delle dichiarazioni di Berlusconi sono due:
    1. lui sa benissimo che i movimenti che protestano contro la riforma non sono di estrema sinistra né guidati dai centri sociali. Per la prima volta ci sono dentro persone che mai si erano attivate in questo modo. La minaccia della polizia serve a spaventarle e ad allontanarle.
    2. nonostante questo la tensione è alta. a mio parere questa provocazione serve ad esasperare gli animi e a provocare certa sinistra. Mai come ora ci starebbe bene – per lui – qualche azione di forza. A mio parere spera di risvegliare un pò di violenza a sinistra in modo da ritrovare solidarietà nella nazione. L’importante è non fare i coglioni (scusa il termine) e non cadere nella provocazione.

    Andrea

  3. […] Maria confronta le promesse di repressione italiane con la repressione colombiana ,temendo che l’Italia vada verso la Colombia, il rischio è effettivo già tempo , è iniziato con le accuse di contiguità al terrorismo di Rifondazione , esattamente come in Colombia la repressione dei movimenti sociali e dei movimenti per i diritti umani parte da accuse di terrorismo, certi in Italia non siamo in Colombia per fortuna ma il rischio è altissimo soprattutto a causa dell’apatia generale… […]

  4. quando Berlusconi parla, non parla solo per il ricevente che e’ oggetto del suo discorso. Ma parla anche per tutti gli altri che sono alleati con lui e che il ricevente molte volte non scorge. Il fatto che Berlusconi minimizza gli eventi nelle piazze Italiane rispecchia esattamente il comportamento della stampa Britannica di sua Maesta’.

    In Inghilterra nessuno parla del 2008 Italiano. Ma il Guardian ha subito preso l’occasione per fare una intervista a Sabina Guzzant per il vilipendio di Alfano e l’attacco al papa. Naturalmente, allora l’ Italia e’ apparsa senza liberta’ accademica ora invece (siccome gli Inglesi hanno la mania di negare tutto purche’ si mantenga l’ordine della monarchia) quello che accade nelle piazze Italiane non ha piu’ importanza.

    L’univesita Inglese farebbe da clone e da modello a quello della Gelmini.

    Non mi meraviglio se’ il grande Italiano (che si fa’ ricattare da un avvocato Inglese – Mills) di Berlusconi parla anche per “teste” e “cervelli” che sono altrove e non in Italia.

    Sal.

  5. guido laremi Says:

    La risposta? Sì.

  6. Sono d’accordo con voi eccetto che con Guido Laremi (nome di un personaggio di un romanzo, tra l’altro). Ma non importa. So solo che se fosse come dici tu, e questi fossero “piccoli gruppi estremisti di sinistra” dopo il 14 aprile al governo avremmo avuto i comunisti. Quelli veri intendo, se avessero votato a sinistra tutti questi “piccoli gruppi”.

    Comunque è molto bello l’articolo di Sansonetti su Liberazione, ve lo propongo perchè ne vale la pena e vale la pena rifletterci (badate bene che se per Liberazione è una rarità assoluta parlare bene di Veltroni, sappiate che per me lo è parlare bene di Sansonetti. Tant’è che quando ce vò, ce vò 😉

    Gli studenti hanno risposto a Berlusconi occupando molte facoltà universitarie e molte scuole. «Non abbiamo paura» hanno detto. C’è una splendida canzone di Paolo Pietrangeli, del ’68, che contiene un verso famosissimo (che Paolo strillava con la sua voce bella e roca, accompagnandosi con la chitarra, ed entusiasmava i ragazzi di allora): «…Non siam scappati più, non siam scappati più!». Quella canzone parlava di Valle Giulia, l’epica giornata di marzo (primo marzo) che diede il via al ’68. Lo Stato cercò di sopprimere il ’68 con la violenza delle camionette, e gli studenti resistettero. Vinsero. C’è un abisso tra il ’68 e oggi. Il movimento di allora e la grande mobilitazione degli studenti e dei professori di oggi hanno in comune quasi niente, visto che avvengono in due epoche storiche abissalmente lontane. Però le classi dirigenti italiane stanno vivendo queste lotte, queste rivolte, con lo stesso spirito di allora. Hanno paura. Non capiscono bene. Non conoscono i linguaggi degli studenti, i meccanismi delle loro mobilitazioni, le possibilità di negoziato. Fu così anche 40 anni fa. E questa incapacità delle classi dirigenti di affrontare la «novità politica», l’imprevisto, provocò il corto circuito, l’incendio.
    Berlusconi minaccia di usare la polizia, istigato dal giornale di Vittorio Feltri, «Libero», che ieri titolava a tutta pagina: «Chiamate la polizia». Dava la linea al premier. E’ chiaro che chi sta perdendo la testa, chi ha paura, non sono gli studenti, è il potere, è il governo. Ha fatto bene Veltroni a rispondere con la nettezza con la quale ha risposto (“Liberazione” che parla bene di Veltroni è una rarità assoluta!), ha fatto bene Ferrero a evocare l’immagine drammaticissima di Bava Beccaris (il feroce generale sabaudo e “umbertino”che nel 1900 attaccò la piazza di Milano, in rivolta, e la disseminò di morti). Berlusconi cosa vuole dire quando ci avverte che il problema degli studenti lo risolerà con la polizia?

    Piero Sansonetti

  7. francobullon Says:

    scusate ma se uno vuole studiare può entrare o l’occupazione vuol dire sequestro dei locali e divieto di ingresso per chi non è d’accordo con la manifestazione
    perchè se le cose stanno cosi state facendo il gioco del nano, come ci ha insegnato la storia, stan cercando di spostare il problema sull’ordine pubblico, e per farlo han bisogno di qualche reazione violenta, che ci sia qualcuno pestato per entrare a scuola, allora gli studenti passeranno per violenti, saranno indicati come quelli che vogliono spaccare tutto e la reazione parrà giustificata.
    non sto parlando a favore, sto dicendo che se si fa il gioco del nano alla fine si perde pure il consenso
    ho paura che siamo sul filo del rasoio
    cmq sia li avete letti i sondaggi che da il corriere della sera?
    l’80% dei lettori è favorevole al decreto gelmini in media, vuol dire che bisogna capire in fretta la società in cui viviamo e trovare delle strategie comunicative nuove altrimenti la vedo proprio nera

  8. francobullon Says:

    e poi vorrei dire, ma secondo voi, l’univ italiana non andrebbe riformata di brutto
    sarebbe anche ora che licenziassero tutti i baroni di ogni colore e tutti i prof assunti per clientela
    che facessero lavorare e crescere i ricercatori che dimostrano di aver fatto delle ricerche valide in campo almeno nazionale
    che facessero lavorare di + i prof, che ora come ora lavorano la media di 24 ore a settimana e i bidelli, ho sentito che in italia ci sono 2 bidelli per classe e non fanno nemmeno le pulizie, ma è vero? lho sentito ieri a matrix
    ma io guadagno 600 euro al mese netti pagate le tasse quando i prof prendono il doppo per lavorare la metà
    fate anche un bello sciopero per i sottopagati lavoratori privati, o c’è solo la scuola in italia
    qui stan chiudendo una fabbrica dopo l’altra
    sarebbe ora di fare un bello sciopero anche per il settore privato
    o no?

  9. Guarda Maria, che ci sia la necessità di mettere mano ad una riforma seria della scuola, su questo credo non ci sia alcun dubbio, che ci siano sprechi, privilegi, baronie, veri e proprii feudi, anche su questo non possiamo non essere d’accordo. E’ da questo che dobbiamo partire, per non dire sempre e soltanto no. Così come è altrettanto vero che berlusconi sia un fascista per atteggiamento e cultura. La cosa più grave, quello che io avverto fortemente è che vi è nel paese un vento contrario alle cose che noi andiamo dicendo e facendo. Vi è nei nostri confronti un’insofferenza vera. Penso, e non sto scherzando, che vi sia una sorta di fascistazione culturale della maggioranza del Paese. Che non possiamo ignorare. Dobbiamo armarci di pazienza. Rimboccarci le maniche. Sono convinto che i disastri provocati dalla sinistra di governo sono stati tanti e tali che la gente difficilmente dimenticherà. perchè, ricordiamocelo, agli altri viene perdonato tutto, berlusconi docet, anche di essere mafiosi, a noi non viene perdonato niente. Figuriamiaci il tradimento fatto dal governo Prodi al popolo che lo ha votato..

  10. ciao Maria
    “mai pensato alla polizia”… ancora sto ridendo!! :-))))

  11. Fa piacere che questa volta anche i docenti, i presidi e i rettori stiano dalla parte della protesta.
    Io credo che sia un grande segnale per tutti. Le menti critiche, le menti liberi si sono schierate contro la dittatura dei nanetti al governo, che pensano, al pari di ciò che hanno fatto ai rom e degli extracomunitari, di poterli controllare con lo stato di polizia e l’invio dell’esercito, neanche si trattasse del Cile di Pinochet. Ma gli studenti non sono i cileni, i presidi non sono i casalesi e i rettori non sono sindaci di Verona.
    Ben venga la protesta e se gli alunni mi chiederanno una mano sarò felice di dargliela. Per ora nella mia scuola sono solo i docenti a protestare.
    Il risveglio delle coscienze è giusto che parta dalle avanguardi intellettuali e si estenda a tutti i ceti della società, senza per questo voler sminuire l’importanza di tutti gli altri. E’ giusto che l’iniziativa parta e in questo caso è partita dei luoghi del sapere (critico).
    buona lotta a tutti.
    mauspezz

    Marì, mi dispiace, ma il 25 è una data che nel mio immaginario non rappresenta niente, se non lo sventolio di bandiere di coloro che hanno assassinato il mio partito e che ancora oggi spingono per assorbirne una parte, indebolendo ancora di più i rappresentanti dei ceti deboli di questa società speculativa.
    Ariciao

  12. rageagainsttheworld Says:

    maria mi sa che l’antispam ha bloccato un articolo che ti ho segnalato…

  13. Innanzitutto grazie per il bel contributo che hai dato oggi in altra sede, te ne sono riconoscente.
    Il pirla di arcore ha già fatto marcia indietro, credersi pinochet essendo invece pinotto può ingannare i suoi accoliti ma non le persone libere che oggi hanno infatti continuato a manifestare.
    Come ho già scritto da altre parti, nella ribellione studentesca (a differenza del decreto legge) c’è ben poco di ideologico inteso come partiti, ma molto inteso come difesa dello stato e del pubblico sapere.
    Non si può non stare dalla parte di studenti, precari, docenti: chi è contro la scuola pubblica è eversivo, non vadano a cercare i terroristi nelle assemblee pubbliche degli studenti, bensì belle teste di chi parla di privilegi, baronati e stronzate simili….

  14. Se questi sono estremisti di sinistra Berlusconi é un politico 😉

  15. Condivido le vostre riflessioni.
    Vorrei solo ricordare a Franco che nel Paese vi sono molti problemi, non vi è dubbio, e che ci si debba attivare in ogni settore è chiaro. Ma come faceva ben notare Ulisse, siamo dinanzi ad una fascistazione culturale, e non vi è un terreno facile per muoversi. C’è tanto lavoro ancora da fare.

    Russo, spero di esser stata chiara sulla sinistra che va in piazza ma che deve agire, altrimenti rimane autoreferenziale. La Rifondazione Comunista si schiera al fianco degli studenti, dei docenti e dei ricercatori in agitazione, anche di quelli che stanno occupando.

    Maurizio, il 25 ottobre per Rifondazione è un giorno importante. In 100 piazze ci sarà la mobilitazione contro il carovita.

    Luca, è vero, ho trovato i tuoi commenti in spam. Ho visto che si tratta dell’intervista di Cossiga riportata su un blog. Quindi non li pubblico perchè ho provveduto a postare l’originale. Grazie per avermi passato la notizia.

    Un abbraccio a tutti

  16. Maria maledetta! Stavo già postando per domani su kossiga quando ho letto il tuo messaggio, vabbè, l’è tutto da rifare… A parte gli scherzi, avevo letto su Indy un post di Bifo e su un altro blog, quello è un pazzoide che è corresponsabile di ciò che accadde a Bologna, non dimenticatelo….

  17. Dove c’è figa c’è irlanda…

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