Sabato 25 ottobre il PRC organizza una giornata di mobilitazione contro il carovita con presidi e volantinaggi in 100 piazze

Il 25 ottobre a Roma ci sarà una manifestazione di popolo organizzata dal Partito Democratico a cui parteciperà l’Italia dei Valori; sarà cioè una manifestazione dell’opposizione parlamentare al governo Berlusconi. Faccio i miei auguri affinché sia una grande manifestazione di popolo. Non dimentico però che questa manifestazione è convocata contro il governo ma nulla dice riguardo al vero ispiratore delle politiche del governo e cioè la Confindustria. Per questo in altre piazza ci sarà Rifondazione Comunista, che ritiene necessario costruire una opposizione contro il governo ma anche contro i padroni e – quando serve – contro le politiche vaticane. Per costruire questa opposizione di sinistra, che non litiga con il governo il sabato per accordarsi con Confindustria il lunedì, saremo presenti tra la gente sabato 25, come lo siamo stati con le grandi manifestazioni nazionali del 10 e del 17 ottobre, organizzate dalla sinistra e dal sindacalismo di base. Di spazi per l’opposizione, purtroppo, in questo Paese ce n’è anche troppi. Nell’ambito della mobilitazione che il Prc organizza in più di cento piazze italiane sul tema del carovita, volantinando e distribuendo circa 10.000 kg di pane al prezzo politico di un euro al kg, il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero parteciperà – dalle h 11 alle h 11.30 – al gazebo che è stato organizzato a Roma, dalla locale sezione del Prc, in via Andrea Doria, angolo Ruggero di Lauria, nei pressi del popolare mercato di Trionfale. Ferrero distribuirà a sua volta il pane e saluterà i compagni e le compagne di Rifondazione Comunista che da mesi, assieme ad Action e altre realtà della sinistra diffusa come i Gap (Gruppi di acquisto popolare), è impegnato tutti i sabato mattina per sensibilizzare le forze politiche e lo stesso governo a intervenire con decisione sul tema del carovita attraverso l’istituzione di un prezzo politico per tutti i generi di prima necessità.

Da un lato, abbiamo un governo che ci propone classismo, stato di polizia, razzismo istituzionale, anche attraverso l’istituzione di classi separate per i cittadini migranti; dall’altro una intera artico lazione sociale che denuda il re, mostrando tutta la vitalità democratica, la rabbia ma anche la gioia di una società che chiede di investire nella conoscenza come bene comune.
Dobbiamo operare in questo movimento, per la sua crescita e la sua vittoria. Dobbiamo lavorare a saldare concretamente la lotta per la conoscenza come bene comune con la lotta al carovita. Sono due aspetti della stessa medaglia, l’ha capito il movimento lo può capire la maggioranza del paese. Lo sbocco politico del movimento è la sua vittoria, cioè il ritiro del decreto Gelmini. A questo sbocco politico dobbiamo lavorare, sia dentro il movimento sia allargando il più possibile la mobilitazione contro il carovita. Al congresso avevamo scommesso sulla possibilità di dar vita ad un autunno caldo. Adesso la temperatura è già salita di un bel po’, compito nostro trovare i nessi tra il disagio sociale diffuso e la lotta, tra la lotta contro il governo e quella contro Confindustria; nostro compito lavorare ad allargare il movimento. «La crisi noi non la paghiamo» deve diventare la nostra parola d’ordine, sin dalla mobilitazione del 25.

Avviso a Bava Beccaris-Berlusconi. Rifondazione comunista sostiene e continuerà a sostenere tutte le occupazioni che si stanno svolgendo e si svolgeranno nelle scuole, nelle università e nelle strutture di ricerca del mondo scolastico italiano. Il presidente del Consiglio non provi a trasofrmare una libera e democratica forma di protesta sociale in un problema di ordine pubblico. Le forze dell’ordine il governo pernsi ad usarle contro la criminalità organizzata che minaccia, uccide e scorrazza in un gran pezzo del territorio del Paese, non contro gli studenti, i professori e i ricercatori che non fanno altro che rivendicare i loro diritti.

Il ministro Gelmini non capisce – o finge di non capire – nemmeno le cose più elementari, come la differenza tra il fenomeno del terrorismo e una mobilitazione democratica. Il ministro Gelini non ha nessuna, neppur lontana, idea di cosa sia una Costituzione, a partire dalla nostra, quella repubblicana, e cosa siano le forme di una civile convivenza. Anche per questi motivi, oltre che per un provvedimento sbagliato, iniquo e inutile, la ministra Gelmini se ne deve andare, si deve dimettere, e il governo ritirare il suo testo.

Le mobilitazioni di massa del mondo della scuola, che come Prc appoggiamo e continueremo ad appoggiare con forza, mirano a questo.

E non si faranno intimidire.

Paolo Ferrero – PRC

27 Risposte to “Sabato 25 ottobre il PRC organizza una giornata di mobilitazione contro il carovita con presidi e volantinaggi in 100 piazze”

  1. Ho sentito anche che i militanti di Rif distribuiranno il pane calmierato a un euro in 100 piazze tra sabato e domenica 🙂 iniziativa lodevole!

  2. Bello tutto questo. Belle le manifestazioni, bello il nuovo rilancio del partito, le iniziatie popolari, i nuovi programmi * che verranno * sulla vera riforma delle universita’ e della scuola. Belle anche le ragazze del movimento. Intelligenti ed impegante, quasi quasi preannunciano una nuova tendenza femminista, e poi certamente, vi e’ spazio per una opposizione alle scelte “mascoline” manageriali. Ho in mente una piccola analisi a tal proposito come spuntino ……

    Quindi sembra che la “primavera rossa” sta’ gia all’orizzonte e Paolo sta’ facendo un’ottimo lavoro. La sua leadership e’ quella che aveva promesso: riunire il fronte di lotta salvando il partito piu’ che salvare la poltrona del segretario. Bene Paolo, hai fatto bene.

    Una sola richiesta, e’ vero e’ un po’ ambiziosa. Sarebbe davvero bello partire con il pane e finire con una serie di “negozi del popolo” in tutta Italia. Magari con verdure, frutta, latte, carni biologiche e tutto quello che puo’ fare i compagni felici dopo una giornata di lavoro e di lotta.

    LOTTA CONTINUA

    Sal Fiore

  3. grande Maria! post chiaro! non so se domattina al mercato daremo anche pagnotte o solo volantini.. ma insomma va bene lo stesso, anche un po’ di informazione va bene a “nutrire” il cervello! ciao !! 🙂

  4. Gli Italiani ascoltavano radio londra per essere informati sugli sviluppi di chi li doveva salvare.

    Radio Londra purtoppo ha cambiato le sue trasmissioni da molto tempo ed ora parla a Berlusconi ed il Partito Democratico. Non che ci sia una dittatura in Italia ma mi domando quali siano i veri dittatori:

    il sistema universitario sta’diventando sempe piu’ lottizzato in tutto il mondo e non per colpa delle multinazionali che sono al governo, ma per colpa di tutti i complici che non hanno altro da fare che prendere uno stipendio da parlamentare e non studiano i provvedimenti emanati dai vari enti per scorgere i problemi con anticipo.

    I provvedimenti presi a livello Europeo per quello che riguarda l’universita’ e la ricerca, sono provvedimenti che hanno come principio l’egemonia economica dei popoli. Nulla hanno a che fare con il libero sapere e la libera scelta di studiare o meno.

    In sintesi e’ un modello di egemonia culturale che viene attuata tramite l’egemonia economia. E chi trasmette le onde di radio Londra sono sicuramente i Londinesi che malgrado tutto sono, chissa’ perche’ sempre di ritorno da Brussels. Non sono certamente professori comunisti i tecnici di radio Londra.

    Radio Londra e’ ascoltata silenziosamente da Fabio Mussi, la Gelmini, Veltroni che supporta il modello competitivo dell’universita’ basato su quello anglo-americano. Berlusconi, e’ compiacente. Le trasmissioni di radio Londra le scrive lui complice dell’imperialismo delle multinazionali.

    E’ una cosa indegna che gli Italiani credano a questi burattini del Partito Democratico che hanno purtroppo un passato ed hanno ingannato le masse come i piu’ spietati dittatori.

    COBAS UK

    Sal Fiore
    http://www.cobas.org.uk

  5. Ho visto su Blob alcuni (5-10) studenti che protestavano rifondazione ad un corteo. O sono rincoglioniti o sono veramente fuori controllo o …. non ricevono i messaggi che dovrebbero. Non si sono accorti che tutta l’opposizione eccetto la sinistra di rifondazione li sta’ prendendo per il culo con le menate della qualita’. E stanno prendendo per il culo anche i precari con la questione della competitivita’.

    Sal.

  6. Il PRC, visti i danari che ha avuto dal popolo italiano a mezzo del finanziamento pubblico e dagli introiti elettorali, anzichè distribuire volantini potrebbe distribuire sacchetti di viveri.
    Suggerirei di utilizare le piazze di tutte le coop d’Italia per una distribuzione più capillare….

    Ma dubito che lo faranno, giacche di cachemire, cravatte di seta, camice fatte a mano, hanno dei costi ancora esorbitanti, proibitivi ai più, in tempi di recessione economica, bisogna risparmiare…

  7. Quando si doveva indicare un partito dedito al clientelismo più becero, lo si definiva come “il partito della pagnotta”. E ‘ un rischio necessario da correre?

  8. Ragazzi, credo che serva ben altro che distribuire pagnotte! Serve un’idea di società nuova che dia risposte a tutte le mille problematiche che affligono le popolazioni del mondo. A me smbra che questa idea di società esista da tempo, si chiama SOCIALISMO. Basta metterlo in atto senza commettere certi erropri commessi in passato. La partecipazione del popolo alla gestione del potere deve essere reale e non delegata. Insieme a Marx non farebbe male leggere anche un po di Bakunin, forse non aveva tutti i torti e l’errore fu quello di andare allo scontro anzichè verso un confronto costruttivo. L’emarginazione del pensiero libertatrio segnò a mio parere il fallimento del socialismo che non può che essere libertario ed autogestito, altrimenti sappiamo come va a finire.
    Anche se i tempi sono cambiati le tematiche restano sempre le stesse e ciò che è imperdonabile è cercare soluzioni improvvisate rigettando l’esperienza del socialismo in toto ed accettando il compromesso del libero mercato. Al massimo con una sinistra al governo si rallenterà il declino ma non sarà la soluzione perchè l’umanità abbia un futuro.

  9. Maria lo posto qui perche’ non ci sono altri spazi a quanto pare. Mi discosto dalla linea presa da Fabio.

    “Il controllo della conoscenza in Inghilterra ed ora anche il Italia”

    Le riforme proposte dal governo italiano mirano alla privatizzazione dell’ universita’ attraverso un continuo ed indiscriminato taglio di investimenti pubblici a tutti i livelli dell’ istruzione e ricerca.

    L’agenda neo-liberale per il contollo della conoscenza a beneficio ultimo e a servizio completo del capitale si rispecchia altrove. Anche in Inghilterra l’universita’ e la liberta’ accademica sono state sottomesse sempre piu’ al capitale. Testimonianza di tutto cio’ in Inghilterra e’ il caso “The Russell Goup” che riunisce un gruppo di universita’ d’elite: un vero e proprio colpo di mano eseguito innanzi agli occhi del sindacato universitario UCU complice della svendita dell’universita’ pubblica e del passaggio del controllo delle universita’ nelle mani di una casta.

    La costante privatizzazione delle universita’ e della ricerca potra’ solo portare ad un incremento automatico delle tasse universitarie poiche’ l’istruzione assume sempre piu’ il connotato di merce e non di diritto.

    In una societa’ instabile ed un’economia ingiusta dominata dal capitale, gli studenti non hanno piu’ garanzie di un lavoro. Solo alcuni saranno in grado di evitare l’ oppressione di una lunga vita di sfruttamento per pagare a malapena i debiti contratti per pagare il minimo per la propria sopravvivenza. Questo accadra’ anche per i laureati delle cosiddette “universita’ d’elite”.

    Le classifiche’ universitarie internazionali e le politiche globali ed europee sulla “Qualita” dell’istruzione universitaria, sono state architettate a misura per giustificare un sistema auto-referenziale di responsabilita’ e competitivita’ tra’ le universita’.

    Tali politiche hanno pian piano trasformato l’ istruzione universitaria non solo nella sua definizione. Hanno trasformato l’istruzione universitaria da diritto del cittadino a strumento a disposizione dei manager universitari che raccolgono avidamente i frutti di un settore sempre piu’ privatizzato.

    Non sono gli studenti e le loro famiglie i veri beneficiari del duro lavoro di studio. Non lo sono nemmeno i docenti o i professori che anch’essi sono pieni di debiti ed arrancano in una societa’ sempre piu’ avida di profitto.

    Nemmeno i ricercatori che si trovano alla merce’ delle corporazioni e multinazionali e costretti a seguire le strategie del profitto dettate dai capi dipartimento. Una vera e propria schiavitu’ intellettuale nel nome del profitto.

    Questo riassume la situazione in Inghilterra che, seppur, a detta di testate giornalistiche come il “THE” rimane competitiva a livello globale, ha imboccato la via di una dittatura del pensiero unico universitario all’ombra delle politiche neo-liberiste e neo-con dei governi Thatcher e Blair.

    La vendita dei corsi universitari che segue le logiche del profitto, si rivolge esclusivamente a studenti stranieri chiedendo loro il pagamento di tasse universitarie da capogiro. Si puo’ facilmente raggiungere la cifra di circa 10000 Euro l’anno per le sole tasse universitarie di un corso di laurea.

    Molti corsi contengono materiale che e’ costato realmente il lavoro di un docente a tempo pieno per circa 20 giorni.

    La continua crescita della competizione per l’accesso a finanziamenti pubblici e privati soffoca la liberta’ accademica e forza le universita’ a pratiche che vanno chiaramente contro gli interessi della cosa pubblica e degli studiosi e della loro liberta’ academica.

    In questa ottica di profitto solo la ricerca ed i corsi di laurea che generano capitale sono sostenuti economicamente dai manager universitari.

    Chiaramente si e’ sempre dimostrato che ove l’organizzazione privata mette lo zampino nella cosa pubblica, lo stato e’ a pagarne le conseguenze a lungo temine. Questo diventa molto piu’ evidente nel settore dell’istruzione. Organizzazioni private non devono interferire con il lavoro di insegnanti, studenti, dipatimenti e piu’ in generale con le universita’.

    La conoscenza e’ pubblica cosi’ come la conoscenza puo’ anche essere solo fine a se stessa: conoscere per il solo gusto di conoscere. Questo ci indica che la logica del profitto non e’ applicabile a tutta la ricerca universitaria.

    Dopo gli eventi che hanno indicato al mondo che il capitalismo e’ in grave crisi e’ necessario un blocco totale dell’avanzamento di logiche capitalistiche all’interno delle universita’ per salvaguardare la conoscenza dalla sua mercificazione. La privatizzazione dell’universita’ e la competizione nei suoi atenei puo’ portare solo ad ingiustizie ed ineguaglianze.

    Studenti, genitori e docenti siate sempre uniti per dire NO alla privatizzazione dello studio. No alla svendita dell’istruzione.

    Sal Fiore

  10. Se il responsabile di Rifondazione Fabio De Nardis del dipartimento Universita’ e Ricerca ha tanto pubblicizzato sul suo Blog l’aver incontrato le FARC a pugno chiuso, o ci ha raccontato di un sogno o evidentemente raccontava di un gioco che ha fatto con i suoi amici che indossavano probabilmente fucili di cartone.

    Fabio de Nardis subito dopo la manifestazione del Partito Democratico ieri a ha dichiarato che il suo partito ha deciso la linea democratica della domanda e dell’offerta dell’istruzione.

    Un colpo a dire che non ci si aspettava poiche’ prospetta un modello di educazione che poco ha a che fare con l’univesita’ pubblica e molto con quella privata. Rifondazione prospetta un modello di universita’ che offre corsi solo dietro un domanda economica di tale corsi. Molti verranno giustamente tagliati fuori.

    Ha giustificato la sua scelta intonro a teorie Marxiste del Capitale. Ma se lo legga e lo discuta con i Marxisti, il capitale Marx.

    Ma caro De Nardis lo dica pure che se ha voglia di mantere il posto di lavoro pur di sacrificare i movimenti, lo lasci almeno ai giovani di decidere il futuro dei movimenti.

    Andate avanti cari studenti e docenti, siate uniti nelle scelte per il vostro futuro e dei vostri figli. Tenete la scuola pubblica in pugno e non lasciatela gestire ai partiti che poco a quanto pare hanno da discutere se non le proprie poltrone

    Salvatore Fiore

  11. Fabio de Nardis Says:

    Caro Salvatore Fiore,
    ma che hai capito. Quando scrivo di domanda e offerta, non mi riferisco a domanda e offerta di istruzione (cioè una sorta di mercato della conoscenza, questa è l’ipotesi PD) ma riconnetto il sostegno alla domanda intesa come potere d’acquisto dei salari e quindi per uscire dalla crisi da sinistra, non tutelando i profitti di banchieri e capitalisti con i soldi dei contribuenti. Poi parlo di sostegno alla domanda qualificata, intesa come domanda crescente di conoscenza che va sostenuta attraverso un investimento massiccio dello stato su scuola, cultura, ricerca, innovazione, università. Vedi salvatore, la pensiamo allo stesso modo. Ho solo cercato di riconnettere il tuo dentro un quadro teorico di riferimento, un quadro strategico dentro cui inserire la nostra azione politica per evitare di ridurla a sterile declamazione testimoniare. Rivoluzione, non semplice ribellione! Studiate compagni, che senza un’analisi seria della società attuale non c’è scampo per la società di domani, semplicemente si sostituisce la peospettiva di trasformazione con semplici ed effimere attitudini soidaristiche e ribellistiche.
    Ciao Salvatore. E posta pure sul mio blog il tuo intervento, che è pienamente condivisibile

  12. A proposito … sono Fabio de Nardis

  13. No caro Fabio.

    O e’ striscia che ha rincoglionito mezza Italia o e’ che sei bravo come berlusconi a dare e
    In ogni modo

  14. pensala come ti pare
    io sono stato chiaro. ti prego solo di non andare per blog a esporre la tua libera interpretazione di un pensiero altrui. Berlusconi fa slogan e per questo alla fine deve ritrattare. non controlla la sua logorrea. io ho proposto un ragionamento che nulla ha a che vedere con ciò che hai inteso. comunque … scripta manent
    Ognuno può andarselo a leggere
    F.

  15. Fabio

    la logorrea e’ :

    scrivere una massa di parole senza fattti.

    la logorrea e’

    scrivere una massa di parole sul carovita senza fattti.

    la logorrea e’

    scrivere una massa di parole sull’univesita’ senza fattti.

    Per me fatti i sono:

    – occupazione delle univesita’

    – libero studio e libera ricerca distaccata completamente dall’industria e da organizzazioni private.

    – Niente tasse universitarie

    – Innovazione che non e’ legata minimamente ad egemonie economiche o culturali.

    – Distruzione di tutti i modelli univesitari egemoni

    Il modello a cui ti riferisci e’ il modello Veltroni che e’ il modello Anglosassone e Angloamericano.

    A un certo punto e’ vero che uno si schiera. E io mi schiero con questo modello.

    Sal

  16. Caro Salvatore,
    ho appena letto l’articolo di Fabio de Nardis dopo aver letto i tuoi commenti. Certamente Fabio ha messo troppa carne a cuocere e ne è venuto fuori un articolo complesso, ma a mio avviso chiaro e soprattuo condivisibile, se inquadriamo il ragionamento in una prospettiva programmatica di un piano politico che deve incidere nella società e nelle istituzioni e che soprattutto non urli a soluzioni istintive che poco hanno a che vedere con l’azione politica.

    Caro Salvatore, Marx vede nei mezzi di produzione lo strumento di realizzazione umana, lo strumento tecnico è nell’analisi di Marx l’opportunità di esprimere le proprie capacità, è il funzionamento base, primo fondamentale. Rendere i mezzi di produzione comuni, accessibili a tutti è l’ispirazione della sua uguaglianza. Credo che in questa prospettiva si inserisca il lavoro di Rifondazione Comunista, anche in riguardo all’area della conoscenza.

    Ora, chiaro che le azioni non siano crollate magicamente, ma a causa di una crisi di sovrapproduzione dell’economia reale, e questo dimostra che le dinamiche del capitalismo sono ancora fondamentalmente identiche a 100 anni fa.
    I mutui subprime, la debit card, il sistema dei derivati, che si basa sulla compra-vendita di debiti, non serve ad altro che a pompare la domanda di un certo bene materiale (la casa x esempio) per espandere il mercato. Nel libro terzo del Capitale, nel capitolo sul capitale fittizio, Marx spiega bene come questi sistemi siano ormai molto vecchi e che il sistema del debito serva a massimizzare la circolazione di capitale, dunque i profitti. Le banche, che prestano somme superiori a quelle che possiedono, affascinate dal mercato del mattone in continua ascesa, hanno regalato mutui prendendo in garanzia le case che i debitori avrebbero acquistato, pensando che il loro valore sarebbe sempre aumentato. In questo modo han bombato la domanda… ma ecco che la diminuzione dei salari ed il continuo indebitamento hanno creato un generale stato di insolvenza tra i consumatori, che non son riusciti ad assorbire l’offerta di case. Cosi le banche falliscono perchè finiscono la liquidità.
    Insomma, si son create più case di quanto il mercato potesse permettersi… E SORPRENDENTEMENTE noi si va in crisi PERCHE’ PRODUCIAMO TROPPO… la troppa produzione crea povertà!!! E il peggio deve ancora venire…proprio perchè non è la finanza a far crollare l’economia reale ma il contrario, e dato che questi due campi stanno dialetticamente in un rapporto inscindibile, ben presto la produzione dei beni materiali andrà in crisi dura…come avvenne negli anni ’30, e già gli economisti sono in allerta.

    Marx aveva ragione, le contraddizioni del capitalismo vanno superate in una sintesi più alta, tramite un sistema razionale ed organizzato, senza l’anarchia della produzione e le crisi di sovrapproduzione che sono una contraddizione in termini abnorme. Tu dici che l’ unica soluzione è l’economia pianificata tramite le nazionalizzazioni, ma non quella inserita in un progetto politico e in un piano che va a scardinare le radici capitaliste, come quello programmato da Rifondazione Comunista, ma quella che avviene attraverso l’esproprio dove la gestione dei mezzi sarà operaia.

    Caro Salvatore, chi pensa questo o dice che in URSS, in Cina o in Corea è avvenuto questo o è in malafede o è un emerito ignorante… o piu probabilmente entrambe le cose.

  17. Io per l’univesita’ non ho parlato di nazionalizzazioni. Io ho proposto:

    – occupazione delle univesita’

    – libero studio e libera ricerca distaccata completamente dall’industria e da organizzazioni private.

    – Niente tasse universitarie

    – Innovazione che non e’ legata minimamente ad egemonie economiche o culturali.

    – Distruzione di tutti i modelli univesitari egemoni

    Cio’ significa le universita’ dovrebbero essere enti autonomi che non lavorano al servizio del capitale. Pubblici ma non privati. Autonomi ma non egemoni.

    Ossia enti per la “costruzione” della conoscenza per il bene comune. Comune appunto. Non nazionalizzata e burocrate.

    L’esproprio delle fabbriche dovrebbe avvenire in modo che la classe operaia possa riappropriasi dei mezzi di produzione. L’universita’ non e’ connessa minimamente a questo.

    Sal.

  18. Allora Mari’, io ho questo sogno. E sogno questo tipo di universita’. Non sono pazzo. Non sono nemmeno ignorante. Sognatore? Forse. E allora, aiutemi. Facciamolo diventare realta’.

    Sal.

  19. La giornata dei Gap è stato un successone e ne sono felice, spero che la cosa si sedimenti sempre più: il costo del grano è calato molto dopo i rincari di qualche tempo fa ma nelle panetterie dalle mie parti il pane si vende a 3,50 euro al chilo: ma vi sembra normale?

  20. Il compito di noi comunisti è quello di saper costruire un ampio fronte anticapitalista, pacifista, ecologista in questa società, sapendo prendere il meglio della nostra storia del ‘900, senza ridondanti ortodossie, ma neanche senza passare come un bulldozer sulla nostra identità.

    Credo che Ferrero abbia il potenziale per rilanciare Rifondazione, ma deve avere il coraggio della sintesi e della tempistica.

    Il Gap ha Torino ha avuto successo questo fine settimana, ma non deve essere una inizitiva isolata, ogni giorno, ogni fine settimana, deve essere dedicata alla mobilitazione su temi come il carovita, la scuola, l’antifascismo, le mafie, la sicurezza sul luogo di lavoro, la sanità…… questo periodo storico presenta, ahinoi, molti fronti di crisi.
    I comunisti non possono avere reticenze.

  21. Occupazione delle università: le stiamo promuovendo
    massiccio finanziamento pubblico per tenere fuori i privati: è ciò che pretendiamo
    Diritto d’assemblea e rappresentanze paritetiche: è il nostro programma
    Iscrizione gratuita per le famiglie meno abbienti: lo esigiamo
    critica dei modelli dominanti, in primis quello anglosassone: mi sembra sia il nostro filo conduttore
    Non c’è veltroni in tutto questo … loro hanno teorizzato le fondazioni private e si infarciscono di concetti come mercato della conoiscenza, efficienza e meritocrazia
    Il Prc e il Pd sono forze alternative, salvatore
    ti era chiaro dai miei interventi ieri, spero lo sia anche oggi.
    Continuo a non comprendere la tua reazione al mio articolo e ringrazio maria per aver cercato di interpretarlo. Credo che la frase incriminata sia “sostegno alla domanda qualificata”. Lo rivendico. In economia politca, sostegno alla domanda vuol dire aumentare il potere d’acquisto dei salari (aumenti costo del lavoro, stato sociale, servizi gratuiti). Aumento della domanda qualificata vuol dire invece favorire il bisogno di conoscenza attarverso un sostegno pubblico alla ricerca e alla formazione (finanziamenti massicci, diritto allo studio ibero e gratuito, ecc.).
    Spero sia chiaro adesso
    Grazie a tutti per avermi dato modo di chiarire
    Fabio

  22. Vedi Salvatore,
    non è che io e Rifondazione Comunista non vogliamo realizzare il tuo sogno, è che non coincide il mezzo che tu adopereresti per realizzarlo. Ecco perchè parlavo o di ignoranza o di malafede. Tu mi hai detto di non essere ignorante (e ci credo, visto che lavori in ambito universitario), e allora rimane la malafede. Senza offesa.
    Io non ho, come dice Fabio, cercato di interpretare il suo articolo, ho solo cercato di far comprendere a te che Marx nel progetto di Rifondazione è ancora presente. Rifondazione Comunista con il Partito Democratico ha ben poco da spartire, caro Salvatore.
    Io ho capito benissimo cosa intendi tu per occupazione delle università e tutto il resto. Nella piattaforma programmatica di Rifondazione vi è tutto quello che sogni tu, Salvatore. La differenza è che il raggiungimento di tale obiettivo è inquadrato in un progetto politico che va a scalfire le radici del neoliberismo avvalendosi di strumenti democratici. Mi pare che la tua malafede risieda proprio in questo punto. Perchè non posso credere che dall’articolo di Fabio tu non abbia compreso che Rifondazione si sta muovendo esattamente nella direzione che ti auspichi tu, e che nulla ha a che vedere con l’idea di università veltroniana.
    Sbaglio?

  23. Bella iniziativa quella del pane a un Euro.
    Solo un pazzo potrebbe pensare che ci siano fini diversi da quelli della denuncia.
    Questa iniziativa è un modo per far emergere il problema del costo della vita e non ha intenti assistenzialistici come qualcuno ha cercato di far credere, dalla stampa a qualche incauto blogger.
    Stare nelle piazze e fare denuncia è utile non tanto al partito, ma al paese, a testimoniare che ci sono persone, milioni di persone che non si arrenderanno mai.
    Ma AARON, è un provocatore o è un provocatore? non ho ben capito.
    L’iniziativa di domenica, la raccolta firme per l’indizione del referendim abrogativo del Lodo Alfano, è andata a meraviglia. Tantewfirme e tante persone intenzionate ad ascoltare le nostre ragioni.
    Un caro saluto.
    mauspezz

  24. In un Paese come il nostro che ha portato il cervello all’ammasso e un grande frullatore ha prodotto il pensiero unico del berlusca ridens, ogni iniziativa utile a scuotere le coscienze può essere soltanto la benvenuta. Io però con te mi ripeterò fino alla noia:possiamo fare anche centomila manifetsazioni e raccogliere un miliardo di firme, il problema rimane a monte. Quale sinistra per fare cosa? Hanno ancora senso quattro partiti di sinistra in lotta tra loro? Lo so, mi rendo conto che unificare le forze di sinistra significa anche in qualche modo sporcarsi, annacquare le proprie idee, arrivare a compromessi. ma cos’è la politica se non mediazione? Nel 1921 la lota fratricida all’interno del Psi e di questo contro il PCd’I portò dritto al fascismo. Oggi le nostre miserie hanno prodotto berlusconi e il berlusconismo. Non so cosa sia peggio! Con affetto Maria, come sempre

  25. Un abbraccio caro Ulisse…. anch’io con affetto.
    Coraggio.
    Addà passà ‘a nuttata… tu che sei napoletano dovresti saperlo meglio di me…

  26. Diciamo che per portare “il cervello all’ammasso” non c’era bisogno di aspettare l’arrivo di berlusconi, gli italiani notoriamente sono un popolo di pecoroni, belano, belano, belano, belano talmente tanto ed insistentemente che persino i cani non sanno più abbaiare, ma belano anche loro.
    E’ successo con Mazzini, Garibaldi, Mussolini, Togliatti, Andreotti,, succede perchè gli italiani prima di essere un popolo e una nazione e cioè italiani, sono prima comunisti o democristiani, sono laici o sono credenti praticanti, sono cattolici o sono testimoni di geova, sono di sinistra o sono di destra. insomma prima di tutto sono divisi e si fanno didere volentieri al punto di diventare dogmatici, fanatici, in parole povere sono degli imbecilli.

    Divisi su tutto sacerdoti del nulla, fedeli del niente, quintessenza dell’ignoranza, si fanno sodomizzare e sono felici, solo se il sodomizzatore è di parte, altrimenti anche se quello dell’altra parte ce l’ha più piccolo e di breve durata ci si lamenta che fa male, forse più per nascondere il disappunto che non lo si sente. Dimentichi, che solo per il fatto di essere di parte si è già in malafede. La verità non è di sinistra, non è di destra e non è sicuramente di centro la verità è tutto non una parte…

  27. Fermate il decreto a tutti i costi, perche’ non e’ solo un decreto di cambiamenti apparenti. Vi e’ un progetto dietro. Ho dato alcune indicazioni a Fabio De Nardis. Se costruite una rete confidenziale ve lo potra’ far sapere.

    Sal.

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