Libera Liberazione in libera Satira – LiberiamoPaparazzin

Oggi è domenica. Non so voi, ma io come ogni buon cristiano che aspetta la domenica per santificare la festa andando a messa, aspettavo la domenica per acquistare Liberazione e deliziarmi con il paginone satirico Paparazzin . Era un’ appuntamento al quale non rinunciavo. Come sappiamo, a causa dei problemi interni al quotidiano, dei quali non intendo trattare qui (nè è la sede appropriata nè si ha la competenza per farlo) si è deciso che non è più il caso nè di ridere nè di sorridere. Ricomponiamoci tutti e cerchiamo di essere seri. Niente più Paparazzin.


Ora, il discorso potrebbe anche filare liscio se la serietà che viene a noi richiesta ci fosse d’esempio da parte della direzione. Se a questo, militanti e lettori dobbiamo essere educati, siamo pronti al sacrificio. Lo siamo sempre stati e anche questa volta non ci sottraiamo, abbiamo capito, il momento è critico, ci siamo rimessi a studiare, ci stiamo applicando  (soprattutto in riguardo al concetto di “comunismo”) e siccome la riflessione a tal proposito è molto seria, complessa ed esige da parte nostra impegno e rigore, rinunciamo volentieri al nostro amato paginone domenicale per dedicarci all’approfondimento. Tuttavia, da quando Paparazzin non esce più, nessuno di noi si è accorto che siamo per questo usciti dalla dimensione del ridicolo. Noi, credete, ci proviamo a riflettere seriamente sulla parola indicibile, ma ci vien difficile quando continuamente leggiamo di chi si dichiara propenso a superare la forma partito perchè solo al di fuori di questa mappa può esservi salvezza (basta un messia e il resto vien da sè). Leggiamo attentamente, ci riflettiamo, meditiamo, e poi subito il giorno dopo qualcuno smentisce, qualcuno sempre facente parte della parrocchia del precedente, che lo rimprovera di intemperanza, gli dice di parlare per sè perchè quello non era il pensiero del parroco della parrochia a cui appartengono entrambi… insomma, verrebbe da dire: ma perchè prima di scrivere non vi telefonate a casa e vi mettete d’accordo? Lo dico senza malizia e provocazione. Lo sapete, noi siamo umili militanti molto limitati mentalmente, facenti parte di un piccolo partituccio composto da compagnucci settari e identitari, un po’ duri di comprendonio. Abbiate pazienza. Legger certe cose non ci aiuta a superare la crisi, al contrario, ci inquieta non poco e ci confonde sulla riflessione.

Ed ecco che la domanda sorge spontanea. Come potrebbe aiutarci il nostro giornale? Aiutare noi e anche se stesso nella diffusione, che non sarebbe una cattiva idea, vista la situazione economica? Io un’idea ce l’avrei. Diamo spazio alla satira. Ridateci Paparazzin!

Innanzi tutto chiariamo il concetto di satira. La satira non è nè comicità nè sfottò. Al contrario, è l’esternazione paradossale di un difetto che esiste. Lavorando su questo, l’autore satirico ne mostra le contraddizioni e ne promuove il cambiamento, quindi ha una funzione altamente etica. Spesso la satira dice quello che gli Organi ufficiali non vogliono o non possono dire. Queste caratteristiche sono state sottolineate anche dalla Corte di Cassazione che si è sentita in dovere di dare una definizione giuridica di cosa debba intendersi per satira:

« È quella manifestazione di pensiero talora di altissimo livello che nei tempi si è addossata il compito di castigare ridendo mores, ovvero di indicare alla pubblica opinione aspetti criticabili o esecrabili di persone, al fine di ottenere, mediante il riso suscitato, un esito finale di carattere etico, correttivo cioè verso il bene. »
(Prima sezione penale della Corte di Cassazione, sentenza n. 9246/2006)

A Liberazione si deve riconoscere un grande merito: aver proposto Paparazzin quando Rifondazione Comunista era al Governo, non sottraendosi così all’autocritica del tono canzonatorio dei bravissimi vignettisti del paginone. Oggi, che più di ieri questo Partito avrebbe bisogno di una seria e illuminata riflessione sui nostri limiti e difetti di comunisti, Liberazione ci priva di quest’input. Perchè probabilmente, in questa fase delicata e complessa anche “Il PRC ha deciso: la satira ha scassato la minchia”, come riportava un numero di luglio di Paparazzin.

A questo punto parte il mio appello

Libera Liberazione in libera Satira – LiberiamoPaparazzin

Diamo modo alla satira di farci riflettere seriamente durante la settimana, con la sua autocritica ad aiutarci ad individuare difetti e ostacoli e magari ad elaborare soluzioni. E poi alla domenica diamo spazio all’inserto di Liberazione e del suo direttore. Che certamente ci delizierà con le sue proverbiali perle di saggezza. Così, tanto per distenderci dalla riflessione settimanale e farci due sane risate.

E al prossimo Congresso di Rifondazione tutti sulla Mozione Paparazzin. Candidato alla segreteria Alvise Spanò. 🙂

21 Risposte to “Libera Liberazione in libera Satira – LiberiamoPaparazzin”

  1. Maria, prima di tutto vorrei dire che di satira la TV e’ strapiena. Molta di sinistra che pero’ non ha nessun effetto. Io stesso mi sono stufato di vedere certi canali TV.

    Che Liberazione non trovi uno spazio da dedicare alla satira? Mi sembra un po’ esagerato. Il manifesto ci riesce. Pero’ anche li’ vedi……sembra che poi questa satira diventi un po’ una satira da consumo, un riso che ci sentiamo male se non lo facciamo. Un po’ come quei film comici che mettono la risata finta in sottofondo per indurci a ridere. Ecco anche li’ vi e’ un buon punto politico: ma ridiamo perche’ la satira ci fa’ ridere per farci accettare la politica per quello che e’? O e’ la politica che e’ cambiata, e la satira non e’ piu’ efficace? E quindi intevenire in modi diversi con un tipo di satira diverso. Che sia sempre satira.

    Poi vi e’ l’intervento dei comici in politica. (Grillo, Guzzanti)

    Quindi mi pongo una domanda: quella attuale e’ una satira di sinistra da sberleffo che non ha nessun effetto piu’ che un vero e proprio tentativo educativo come dici te ne post (e al quale mi associo)?. Magari Liberazione reintrodurra’ la satira dopo questi momenti di serieta’…..

    Sal.

    PS: ma l’anonimo del post precedente e’ veramente fuori di testa!

  2. PS:
    e poi non rompo più promesso, maria rubini
    non è fuori di testa e che cerca di spiegare il sesso come si spiega la lotta di classe, solo che la lotta di classe lui la vive dentro di sè. altrimenti non si spiega perchè dichiara in un commento precedente “voglio amare “e poi successivamente si esprime come un manuale freudiano.
    addio.

  3. invece io ti dico:

    ma sei proprio una saggia pazzarazzin!!!
    e hai ragionissima.
    ho visto persone decidere di diventare serie e tutte di un pezzo.
    chiudere il loro ascolto e rifiutare di alleggerire le stupide cose che vanno alleggerite e decidono di NON leggere in modo semplice e diretto le evidenze più tristi..
    purtroppo finiscono col diventare invidiose dell’elemento da sé asportato
    quando lo apprezzano inconsciamente negli estranei.
    qui auguro alla redazione e all’equipe/entourage di Liberazione di rifletterci e di non fare lo stesso errore nel caso..
    perchè evirarsi di un “organo tanto importante”…
    tra l’altro se si è dalla parte di chi soffre questa situazione sociale , facendo satira non si fa altro che colpire chi formalmente resta sul piedistallo senza paure e senza merito.. e vorrei evidenziare che è grazie alla satira spicciola che la gente dei borghi e delle periferie riesce ad andare avanti..
    insomma non ci togliete il prendere in giro il potere..
    se è un bravo potere e buono.. non potrà che ridere con la satira e seguire i suoi suggerimenti, se la satira si dimostra intelligente e acuta!!!
    io la penso così..
    e meno male non solo io!!!!
    un abbraccio da piccola tigrotta alla grande leonessa…

  4. paola ferroni Says:

    Prendere in giro il Potere, ovunque e comunque si annidi, è fondamentale, guai a privarsene!
    Sottoscrivo la mozione, le lenti della satira c servono! Un abbraccio a tutte le paparazzine e a tutti i paparazzini

  5. Sottoscrivo!
    lindamir

  6. peccato, le voci di dissenso trovano sempre più difficoltà, anche all’interno della stessa parte politica

  7. se vuoi sottoscrivo l’appello, saper ridere di se stessi e dei propri difetti per me è un grande segno di intelligenza! 🙂
    Io però mi accontenterei, come dici tu sopra, che i nostri si telefonassero .. e si mettessero un tantino d’accordo sulle loro posizioni prima di riempire il giornale delle dichiarazioni dell’uno e il giorno dopo le dichiarazioni dell’altro!..
    un salutone

  8. Vengo per perorae la causa di paparazzin e mi trovo una polemica con i controfiocchi, io sto dalla parte di eliolibre.

  9. Perche’ siamo diventati tutti vittime di un sistema che nessuno vuole, ma tutti critichiamo! cribbio.

    Ecco perche’ siamo tutti stufi e tutti incazzati e pieni di conflitti.

    Sal.

  10. Chiedo scusa a tutti.

    Per colpa di Sal che continua ad intervenire spesso e a sproposito, mandando anche commenti che vanno in spam e in moderazione automaticamente, si sono cancellati per errore ben 15 commenti.

    Tra i quali quelli di Alvise Spanò e Mauro Biani.

    Sono rammaricata, e mi scuso con tutti coloro che sono intervenuti.

    Mi auguro che non succeda più e invito Sal a non continuare in questo modo.

    Pare che questo blog sia molto amato fuori dal nostro Paese, soprattutto dagli Stati Uniti e dall’Inghilterra. In verità vi sono molti visitatori anche provenienti dall’America Latina, Colombia, Repubblica Dominicana, Messico ecc.. ma nessuno di questi crea danni come quelli che arrivano dagli USA e dall’Inghilterra.

    Mi scuso ancora con tutti voi che avete partecipato a questo “appello”. Garantisco ad Alvise e Mauro che siete stati in molti e riposto i commenti di Doriana Goracci che mi ha lasciato su Giornalismo Partecipativo, che sono gli unici che possiedo.

  11. La critica ha scassato la minchia, a tutti i partiti e le loro mozioni, al punto che Paparazzin non fa più ridere nessuno, proprio perchè andato in pausa. A me ad esempio, che non leggo più Liberazione da un pezzo, come altra stampa amica, se non a stralci sul pc, mancano le giaculatorie di Nada Redoglia su Megachip.
    La direzione editoriale è cambiata…e ci si scorda, spariscono senza un vero perchè certi modi di scrivere o disegnare satiricamente il presente e far riflettere…rendendoci inconsapevoli “fruitori” di altre tragiche avventure e pettegolezzi da gossip che sperano ci facciano solo ridere.
    ciao Maria da una che non è cristiana, tantomeno buona

    Doriana Goracci

  12. Ciao Doriana,
    grazie per aver letto il mio articolo.

    I problemi della linea del giornale sono molti ed evidenti, e credo di averne evidenziato qualcuno, anche se con tono canzonatorio. Come vedi, anche se sono cristiana, anch’io non sono poi così buona. Forse essendo femminista ho imparato molto leggendo articoli di grandi donne come te, e mi sono “incattivita” anch’io, o meglio “arrabbiata”, come ci definiscono oggi le donne di destra. 🙂

    Tuttavia ritengo che Liberazione e il Manifesto siano le uniche testate che ci permettono di guardare il mondo da una prospettiva differente. Con tutti i difetti e i limiti, ma credo che non sia poca cosa.

    Anch’io apprezzo certi modi di scrivere satirici che ci inducono a riflettere, spesso molto più di analisi politiche e intellettuali, quando queste si perdono a scomodare tutti i massimi sistemi per spiegare una realtà molto semplice, chiara ed evidente.
    E io questo nel paginone lo trovavo. Te ne riporto un esempio, uno tra tanti, ma che mi è rimasto impresso.

    Con stima, un caro saluto
    Maria

    BAMBINO IO BAMBINO TU di Alvise “Erode” Spanò

    Da oggi l’uomo nero va in pensione: se i pargoli non dormono basta mandarli in commissariato senza documenti, e poi quando escono dal CPT vedrete come stanno tranquilli. Ci voleva un partito deciso e senza ipocrisie come la Lega per far cadere i tabù su quei rompicazzo dei bambini: all’estero si prostituiscono rubando soldi al turismo italiano, fanno i soldati, lavorano quindici ore al giorno, sono in prima linea nel business dei tappeti e gestiscono baby-gang malavitose, mentre da noi in Italia ci fanno gli occhioni dolci e i sorrisoni con le manine paffutelle, solo per produrre qualche altra tonnellata di merda appena ci giriamo. E’ ora di finirla con le prevaricazioni della gente bambina che ci entra in casa senza nemmeno presentarsi, ci toglie il sonno, ci ruba la privacy e ci manda in bancarotta, mentre i servizi sociali ci stanno sul collo per sbatterci in galera al primo scappaccione, ovviamente manipolati dalla magistratura in metastasi. Roberto Maroni passerà alla storia come l’uomo schietto e sincero che ci ha permesso di dire apertamente ciò che molti si vergognano persino di pensare: a volte i bambini sono gli esseri più odiosi e maledetti dell’intera creazione. In loro si rispecchiano i nostri capricci, la nostra cattiveria, il nostro egoismo, ma sono più puri e naturali, e per questo ancora più tremendi. Siamo stufi di chi fa due pesi e due misure con la vita umana, e tollerano che gli adulti possano schiattare di fame e di guerre, ma guai se queste cose capitano ai bambini. Altro che la xenofobia della Lega: il vero razzismo è quello dell’Unicef, che si occupa dei bimbi, salvo poi mandarli affanculo quando diventano adulti senza che loro abbiano fatto niente per meritarlo. Ma che modi sono mai questi? E allora ben venga la ricetta liberatoria di Maroni: prendiamogli le impronte, sbattiamoli nel CTP e rimandiamoli a calci nell’inferno dal quale hanno provato a fuggire. Gridiamo a squarciagola quanto può essere stronzo un bambino: è il modo migliore per guardarci allo specchio, accettare quanto siamo stronzi anche noi e capire che da bimbi non eravamo di certo migliori. Solo un po’ più spontanei.

  13. Riporto la replica di Doriana per Alvise… 🙂

    Cara, carissima Maria ho appena letto l’articolo sull’innocenza…un pugno nello stomaco. Sono contenta oggi, siamo in parecchie a scrivere Dialoghi e Commenti, in un giornale partecipato da donne E uomini. Non è per niente facile trovarlo, non è per niente facile che donne comuni si buttino nella mischia, da qualunque credo provengano e dicano la loro, non sempre di sostanza compiacente. Se hai letto quanto ho scritto oggi, non da sole (l’iniziativa è al singolare) capirai che non sono per niente simpatica, non solo alla destra ma neanche alla sinistra e questo rende più arduo e azzardato dire e pronunciare certi nomi, senza insulti e senza qualificazioni o certificazioni di provenienza…Nell’articolo di Alvise, si parla chiaramente di Maroni ma anche di Unicef, beh questa è una denuncia, a chiare lettere, lo stile con cui la si fa, può poi aggiungere, sempre a trovarlo il posto dove farla. Grazie a Gennaro, una volta ancora, di darci la possibilità anche di conoscerci e incontrarci, di SCAMBIARE e confrontarci.
    un abbraccio grande Maria
    Doriana

  14. Sarebbe ora che ci ridessero Liberazione!

  15. Cara Franca. O ce la danno o ce la riprendiamo!

    Siamo stalinisti? E pazienza. nessuno è perfetto.

    🙂

    Un abbraccio

  16. Ora con l’elezione di Luxuria dall’isola dei famosi Ferrero ha dichiarato che e’ contento e pronto a candidarla per le europee e quindi e’ stato chiaro che reality e tutto il bagaglio soft-brain va bene purche’ si porti a casa consenso. Il prossimo (preferibilmente coppia omosessuale comunista) che si candidi per il grande fratello e che si facciano delle belle sco**** in fronte alla telecamera cosi’ tutti voteranno per loro. (ed il PRC ottiene consensi).

    * * *

    In virtu’ anche di questo dico che la satira e’ cambiata e sta’ cambiando molto. Ha ancora quell’effetto che tutti crediamo che abbia?

    Anche la satira e le lobby (che si dicono di sinistra) in TV creano produzioni e consumo. Insomma, Maria non sono convinto se e’ bene perseguire un modello consumistico della satira a sinistra o se e’ meglio vedere la satira non piu’ come strumento contro il potere ma qualcosa che sta’ li’ e che ci piace, e darle un’altro significato. E su questo che si esprimano gli esperti.

    Sal.

  17. Maria, a proposito di commenti spariti, spero ti sia arrivata la mia mail su Marycaos, ciao 🙂

  18. Sal a Ferrero è stata fatta una domanda trabocchetto,magari si aspettavano una scomunica di Luxuria ovviamente con tanti nostri amici a darci giù di seriosi,trinariciuti e stalinisti.
    Tanto le Europee sono lontane e l’effetto isola dura qualche mese.
    Pienamente d’accordo con te con tutto quello che hai scritto sulla satira.
    Vedi annozero ad esempio è trasmissione serissima ma che c…o c’entra la Sig.ra Granbassi?
    Il problema è che bisogna fare i conti anche con questa televisione,si possono scegliere 2 strade:o farsene assorbire e diventare macchiette o servirsene come berlusconi.
    Domanda da 1 miliardo di dollari come fa un partito comunista quasi disintegrato e senza Tv a maneggiare la medesima?
    Questo ovviamente è altro da tutto quello che dobbiamo comunque fare “classicamente”.

  19. Le reazioni sul web non sono poi’ cosi’ vantaggiose. Ma prendera’ davvero tutti quei voti se si candida con RC

    Andrea, sai che mi piacciono i tuoi toni soft e pacati… ho la sensazione come se mi parlassi all’orecchio.

  20. la casalinga comunista Says:

    e la Guzzanti, come le avevo indicato ha intrapreso la via della docenza.

    http://messaggeroveneto.repubblica.it/multimedia/home/3828624/1

    E fossimo noi, a diventare comici? E perche’ no! Un po di leggerezza di tanto in tanto.

    Scienziati che buffoneggiano alle conferenze, docenti che fanno ridere i ragazzi in classe per renderli piu’ lieti! Rettori che si riuniscono in un gran carnevale nelle aule magne e precari universitari che volano in elicottero nei piazzali degli atenei.

    E che diamine ci vuole poco a far carriera, a mettersi in gioco e ribaltare la satira.!

    Sal

  21. la casalinga comunista Says:

    e la Guzzanti, come le avevo indicato ha intrapreso la via della docenza.

    E fossimo noi, a diventare comici? E perche’ no! Un po di leggerezza di tanto in tanto.

    Scienziati che buffoneggiano alle conferenze, docenti che fanno ridere i ragazzi in classe per renderli piu’ lieti! Rettori che si riuniscono in un gran carnevale nelle aule magne e precari universitari che volano in elicottero nei piazzali degli atenei.

    E che diamine ci vuole poco a far carriera, a mettersi in gioco e ribaltare la satira.!

    Sal

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