Venezuela – Vince il PSUV ma festeggia l’opposizione

In pratica festeggiano tutti, ma l’opposizione festeggia di più. Il chavismo vince in quasi tutte le regioni (che si chiamano stati), ma l’opposizione vince in quelle più ricche e popolate (Miranda, Zulia, Distrito Capital, Carabobo, quasi la metà della popolazione).  17 su 22 è un risultato che, in qualsiasi democrazia, verrebbe festeggiato come una grande affermazione. Qui no, perché quel fiume in piena che era la rivoluzione socialista sta rientrando negli argini, e rispetto alle ultime regionali nel 2004 l’opposizione avanza. Avanza dove non se l’aspettava neanche lei: conquista Caracas. Ledezma sorprende tutti, e si impone sull’onesto chavista Aristobulo Isturiz. Entrambi avevano già governato la città. La capitale però aveva perso smalto : paradossalmente i petrodollari hanno acuito il caos cittadino,  la città, da sempre invivibile, è peggiorata.  A ciò vanno aggiunti i 5 anni di crescita economica, che hanno creato una nuova borghesia, gente dei settori popolari che fatto il loro ingresso nella felice società dei consumi, ha iniziato a ragionare come classe media borghese, cambiando la tavola delle proprie priorità (proprietà contro giustizia sociale, sicurezza contro partecipazione), e allontanandosi dal discorso socialista. L’opposizione vince anche nella regione Miranda (che comprende parte di Caracas), e praticamente controlla tutta la capitale. Anche a Miranda si è optato per un cambio, rispetto al ricco (troppo) socialista Diosdado Cabello.

Il chavismo trionfa invece nel municipio Libertador (i municipi sono sottodivisioni di Caracas, con molti poteri operativi, Libertador è il più esteso e popolato), Jorgue Rodriguez raccoglie i frutti del predecessore Freddy Bernal, che negli ultimi due anni aveva apportato alcuni miglioramenti nella sua parte cittadina, liberandola dai venditori ambulanti e migliorando l’illuminazione, oltre al decongestionamento della via principale .

Nello Zulia invece l’opposizione mantiene le sue posizioni, vince praticamente il partito di Rosales, che aspetta di sapere se lui verrà eletto sindaco di Maracaibo. E’ una partita molto sentita, soprattutto perché Rosales molto presto potrebbe trovarsi in galera, come gli ha promesso Chàvez invitando la magistratura a controllare tutti i casi di corruzione.

L’opposizione vince anche nel ricco stato di Carabobo, dove la divisione chavista ha favorito la vittoria di Henrique Salas Feo (47,77%), mentre lo show-man Mario Silva perde  con il 44,25%, e il dissidente Acosta Carlez ha ottenuto solo il 6%. Se avesse perso Carabobo, Hugo avrebbe mandato i blindati. La promessa verrà mantenuta? Probabilmente no.

Si festeggia invece a Barinas, dove il fratello di Hugo succede al padre, e conferma la dinastia C. al governo della regione. Non era scontato, vista la forza della dissidenza chavista.

E infine l’opposizione si conferma sull’Isola di Margarita, e vince anche nel Tachira. Tutto il resto è rojo rojito.

Si attendono i risultati dei municipi di Caracas. L’oppozione con Carlos Ocariz vince Sucre, mancano i risultati di Chacao, El Hatillo, Baruta, dove dovrebbe aver vinto l’opposizione. Solo Libartador- come abbiamo visto- rimane socialista.

In sintesi: il Psuv vince, ma perde Caracas.

(Fabiola Colmenares perde a Vargas)

di Piero Armenti

99 Risposte to “Venezuela – Vince il PSUV ma festeggia l’opposizione”

  1. Credo senza ombra di dubbi che vista la situazione creatasi all’interno della sinistra venezuelana dove ci sono troppi nanetti desiderosi di poltrone, il successo di Chavez sia veramente da festeggiare. Pensate se la cartina dell’Italia avesse questi colori…. Poi come sempre siamo bravissimi a leccarci ferite anche quando si vince 22 a 5…. Quello che manca in Venezuela è una maggior determinazione verso la costruzione di uno stato socialista. Quello che ha cercato di fare Chavez ma che per colpa dei nanetti di cui sopra stenta ad avere successo. Il Socialismo del XXI secolo deve essere portato avanti con la massima unità posibile, altrimenti va a finire al”italiana….
    Comunque io mi godo questo nuovo successo di Chavez, checchè ne dicano i servi dei potenti.

  2. La costatazione di Elio è vera, la condivido in pieno. Ho passato diverso tempo a leggere il dibattito che c’è tra i militanti chavisti sull’esito del voto, mi pare (costatazione del tutto empirica e assolutamente personale) che ha caldo emergano almeno tre questioni:
    1) Il PSUV non ha analizzato con la dovuta attenzione la sconfitta referendaria del dicembre dell’anno scorso, i segnali di un certo disagio e di un percepibile scollamento tra la base non sono stati raccolti. La base chiede al PSUV più coerenza rivoluzionaria.
    2) Malgrado la grande popolarità di Chavez, permane un sottofondo di diffidenza sulla natura della rivoluzione bolivariana; l’elettorato, soprattutto del ceto medio, ha paura della trasformazione “caudillista” della rivoluzione.
    3) Alcuni candidati del PSUV sono invisi alla base per i loro atteggiamenti opportunistici, quando non arroganti e imputano al partito ed a Chavez di averli tollerati senza nulla fare; vedi il governatore di Miranda, Diosdado Cabello, che pare essere poco trasparente nella sua amministrazione regionale.
    4) Il massiccio apporto economico dell’imperialismo alle forze della destra venezuelana, ha prodotto spaccature anche tra il chavismo, ciò ha alimentato un effetto di scoramento e di delusione che ha portato parte dell’elettorato a votare per le formazioni di disturbo, che di fatto hanno sottratto consensi al PSUV.
    Tutti concordano sulla presa d’atto che il popolo venezuelano sia maturato moltissimo, e che questo fatto si debba all’affermazione della rivoluzione bolivariana.

  3. Le questioni non erano tre, ma evidentemente 4. Scusate.

  4. Vedi, Eliolibre, che ti eri infuriato per nulla? Vedi che avevo fatto bene a segnalare (a te e a tutti gli altri, in questo e in altri blog) gli articoli di Aporrea e quello di Piero Armenti ora ripreso anche da Maria? Bearsi guardando la mappa “tutta dipinta di rosso”, è cosa per bambini. Condivido, in linea di massima, i primi tre punti dell’analisi di Perrone. Meno il quarto punto, che mi sembra in contraddizione con i primi tre. Attribuire alle manovre (ed ai grandi sforzi finanziari) dell’imperialismo le divisioni emerse all’interno del chavismo, mi sembra soltanto un alibi di, mi si passi il termine, pretta impronta staliniana (ogni divisione è sempre, immancabilmente, il prodotto di un tradimento o di un intervento esterno) che, oltretutto, rischia di impedire una seria analisi dei primi tre punti. In termini di assistenza finanziaria, l’opposizione è stata surclassata dai fondi pubblici – ecco un vero elemento di riflessione – usati da Chávez nella battaglia elettorale. E, nonostante questo, ha vinto in tutte le zone strategiche del paese. Questa è la verità. E da qui bisogna partire.

  5. Caro Masimo Cavallini,
    non ti sentire messia perchè qui in casa già ne abbiamo molti e ci bastano e avanzano. Non ce ne serve un altro che da Miami arriva a darci consigli. Io ho l’abitudine di diversificare le mie letture, e il tuo consiglio non c’entra proprio per nulla.
    Ho postato quest’articolo perchè mi è sembrato il più dettagliato ed oggettivo, soprattutto per quanto riguarda l’ aspetto di allerta il quale noi tutti, in primis Chàvez, non dobbiamo sottovalutare. Questo perchè lo splendido lavoro di democraticizzazzione del paese che è stato fatto vada avanti.

    Il punto delicato della faccenda secondo me risiede in queste righe dell’articolo “vanno aggiunti i 5 anni di crescita economica, che hanno creato una nuova borghesia, gente dei settori popolari che fatto il loro ingresso nella felice società dei consumi, ha iniziato a ragionare come classe media borghese, cambiando la tavola delle proprie priorità (proprietà contro giustizia sociale, sicurezza contro partecipazione), e allontanandosi dal discorso socialista”

    Questo è il punto cruciale.
    E questo significa anche che in questi anni il Venezuela, grazie al Movimento è cresciuto. Tra l’altro se chiedi a tutti i venezuelani e non solo a quelli che hanno sempre tenuto il paese in pugno il Venezuela è forse il paese più ottimista al mondo. Secondo Latinobarometro (il corrispettivo di Eurobarometro e lontanissima dal potersi definire filochavista), la maggior parte dei venezuelani (il 50%) considerano che il futuro del paese sarà molto migliore contro solo il 31% del resto della Patria grande. L’economia attuale è “molto buona” per il 52% dei venezuelani mentre appena il 21% dei latinoamericani pensa lo stesso. Nel 1998 solo 35 venezuelani su 100 dichiarava di credere nella democrazia. Oggi dopo un epocale processo di inclusione sociale siamo arrivati al 59% e addirittura il 67% dichiara di aver fiducia nello Stato. Lo stesso Chávez continua ad avere la fiducia di sei venezuelani su dieci.

    Dulcis in fundo consideriamo che il PSUV è nato da poco. Quindi gioiamo eccome, caro Cavallini!!! Senza per questo trascurare le note critiche.

    Caro Elio e caro Alessandro. Il Movimento continua, non si ferma.

    Hasta la victoria siempre!!!

  6. Oh chi si rivede il tal cavallini,ecco cavallini leggi è cerca di imparare qualcosa,anche se sarà impresa dura.

    VENEZUELA, L’ONDA LUNGA DELLA DEMOCRAZIA

    Gennaro Carotenuto
    (25 novembre 2008)

    Come accade da dieci anni in Venezuela, e a dispetto di starnazzanti predicatori di sventura, si è votato in pace e in democrazia. E dopo centinaia di articoli che parlavano di fine dell’Onda lunga bolivariana, l’Onda, con 17 stati al PSUV di Hugo Chávez contro 5 all’opposizione, sembra ancora fortissima.

    A 48 ore dalle elezioni amministrative venezuelane, conclusesi con l’ennesima dimostrazione che la Costituzione bolivariana in 10 anni ha garantito l’inclusione nei processi elettorali di milioni di persone prima di allora completamente escluse, e con un sostanziale mantenimento di posizioni (ovvero un trionfo in tempo di crisi economica) del governo chi fa la peggior figura è come sempre la stampa internazionale.

    Basta un titolo tra tutti per evidenziarne la pretestuosità. Su “El País” di Madrid si legge: “Il chavismo perde tra i poveri. Un candidato dell’opposizione, sbaraglia il regime nel quartiere più violento del paese”. Quello sbaraglia è una vittoria di misura in un solo quartiere, sia pure importante, e ovviamente riconosciuta dal candidato chavista. Di quale regime si parli lo sa solo il quotidiano madrileno. Il titolo quindi non è autoironico, è solo pretestuoso e proprio vuole ingannare gli elettori facendo credere che in Venezuela ci sia un regime ma che questo, stranamente perda proprio tra i suoi pretoriani i poveri fino a presentare il candidato dell’opposizione come un Obama alla rovescia: bianchissimo ma che vince in un quartiere abitato da neri e mulatti. “El País” fa finta di non ricordarlo ma che un bianco fosse votato da neri e successo per decenni prima di Chávez.
    Senza mettere la parola “regime” cade il castello di carte. Oltretutto un regime può vincere solo con maggioranze bulgare e di conseguenza se solo sfiora il 60% dei voti vuol dire che ha straperso e se vince in 17 stati su 22 (in due dei quali la differenza la fa un terzo candidato “chavista dissidente”) allora –per “El País” e i suoi molti epigoni- vuol dire che è a fine corsa.

    Il voto di domenica ci restituisce invece una mappa chiara del Venezuela. I cinque stati dove si afferma l’opposizione sono gli stati ricchi e popolosi, quelli dove in questi dieci anni di governo bolivariano è cresciuta più facilmente una nuova piccola e meno piccola classe media uscita dalla povertà che adesso comincia a privilegiare altri valori, sicurezza contro giustizia sociale, benessere proprio contro redistribuzione e che adesso vuole differenziarsi e sentirsi differente dalla plebe chavista.

    Sono segnali da non sottovalutare. Ma non sono da sottovalutare neanche quelli positivi come la continuità del processo bolivariano, i risultati che comunque vedono un’opposizione lontana e che tornerà divisa all’ora di scegliere un candidato presidenziale e la fiducia che continua a circondare l’operato del presidente. Questa ha portato alla vittoria in una battaglia difficile, quella per il radicamento del PSUV (Partito Socialista Unitario del Venezuela), fondato appena due anni fa e che non solo oggi è di gran lunga il primo partito del paese ma comincia –e non era scontato- a non essere più solo un cartello chavista ma ad avere forma, unità, profilo, programma, radicamento.

  7. mirco pereira Says:

    Come sempre, Cavallini, è molto preciso nelle sue disamine. Le chiacchere da bar sport le lasciamo ad altri. Sinceremante ho un conflitto d’interessi , visto che il buon Hugo è il mio maggior cliente.
    Queste elezioni sono un campanello d’allarme per l’esecutivo venezuelano, ma non troppo; spiego il perchè: nella somma totale dei voti il P.S.U.V. guadagna un milione di voti sul 2007. Questo è dato da una maggiore afflueza alle urne,si è arrivati al 65%, e anche per il radicamento clientelare del partito di Chavez. E’ vero che le zone piu’ popolose e ricche sono anti chaviste, ma le zone amazzoniche votano ancora in massa per partito socialista. Sicuramente arrivare nel 2013, data delle prossime elezioni presidenziali possono accadere molte cose.
    Prima fra tutte, il prezzo del petrolio, se l’ andamento permane attorno ai 50$ al barile, saranno problemi per la politica sociale di Hugo, perchè a quel prezzo non puo’ far fronte alle promesse fatte.Infatti continua a chiedere la diminuzione della produzione per aumentare il prezzo, cosa difficile in un momento di crisi come questo. Qui ci sarebbe da fare un discorso tecnico, lungo e tedioso, rapidamente quasi tutti i paesi produttori calcolano un be-prezzo, di 25$ al barile, il Venezuela a 32$ per motivi di economia interna, in soldoni, margine operativo piu’ alto, per pagare le follie di alcune privatizzazioni, vedi telefonia e altre.
    Da qui l’ ampiamento di alleanze economiche, con Russia e Cina, la prima pericolosa, per ovvi motivi, la seconda potrebbe trasformare il Venezuela in un suo satellite cosa che comprometterebbe la fiducia del popolo verso Chavez. Da voci insistenti, il governo erede di Bolivar, vorrebbe rallentare gli aiuti a Cuba, per far fronte alla crisi. Infatti il governo Cubano è già corso ai ripari stringendo un patto con la Cina, ancora top secret (prepariamoci a comprare radio, tv, condizionatori made in cuba),diventando cosi’, Cuba satellite produttivo della Cina, ma tanto il governo cubano non risponde a libere elezioni. Tornando a bomba, al Venezuela, io penso che bisogna aspettare il 2013, per capire le dinamiche. Rimango felice che per l’ ennesima volta il tanto criticato Chavez, ha dimostrato che il suo è il primo socialismo democratico, con oposizione reale e vere elezioni, speriamo che siano d’ insegnamento a qualche altro paese caraibico. un fraterno saluto Mirco Pereira.

  8. Appunto Mirco, aspettiamo il 2013 per capire le dinamiche.

    Intanto godiamoci la vittoria di Chàvez.

    Grazie Andrea di aver postato l’ultimo di Gennaro che non avevo ancora letto.
    Anche questo illuminante, soprattutto sulla malafede della stampa.

    L’Onda è ancora fortissima, altrochè!

  9. Sì, i Cavallini e i Pereira, molto precisi nelle loro disamine, infatti:

    “Attribuire alle manovre (ed ai grandi sforzi finanziari) dell’imperialismo le divisioni emerse all’interno del chavismo, mi sembra soltanto un alibi di, mi si passi il termine, pretta impronta staliniana”

    Ojú, quando le cose si mettono male, al lupo al lupo, allo stalin allo stalin!

    “l’opposizione è stata surclassata dai fondi pubblici – ecco un vero elemento di riflessione – usati da Chávez nella battaglia elettorale.”

    Ma guarda, e chi te l’ha detto, l’uccellino contabile del Miami Herald?

    “E, nonostante questo, [l’opposizione] ha vinto in tutte le zone strategiche del paese. Questa è la verità.”

    … è la verità perchè lo dici tu, no? Cioé, le zone strategiche del paese sono quelle dove vince l’opposizione (dei ricchi razzisti, dei servi yankee e delle pance piene), le altre invece, sono gentaglia, anche se sono schiacciante maggioranza, eh già!, ma si sa, cosa vuoi che contino dei miserabili negracci!

    “Da qui l’ ampiamento di alleanze economiche, con Russia e Cina, la prima pericolosa, per ovvi motivi”

    E quali sarebbero questi “ovvi motivi”, signor saputello? O che solo l’essere satelliti degli yankee è cosa buona giusta e sicura?

    “la seconda potrebbe trasformare il Venezuela in un suo satellite cosa che comprometterebbe la fiducia del popolo verso Chavez.”

    Ah, bene, fare affari con la Cina vuol dire diventare suoi satelliti, bene, ma che fine analisi politico-economica! Vai un po’ in giro per negozi con tutte le etichette “made in China”, però chissà perchè nessuno dice che l’Italia (o gli stessi USA) siano satelliti della Cina! Eh, ma “Venezuela is different”, oh yeah…

    “Da voci insistenti, il governo erede di Bolivar, vorrebbe rallentare gli aiuti a Cuba, per far fronte alla crisi. Infatti il governo Cubano è già corso ai ripari stringendo un patto con la Cina, ancora top secret (prepariamoci a comprare radio, tv, condizionatori made in cuba),diventando cosi’, Cuba satellite produttivo della Cina, ma tanto il governo cubano non risponde a libere elezioni.”

    Mazza oh che autorevolezza di fonti! “voci insistenti”… di chi, di grazia? del tuo gatto? “patto top secret”, seeee, così topo segreto che lo saprebbe qualunque scribacchino che sente le voci…. e che è tanto saputello da sapere che a Cuba non ci sono “libere elezioni”, invece negli USA, in Colombia, in Italia etc. le elezioni sono liberissime, uuuuhhhhh, libere da morire……

    “Rimango felice che per l’ ennesima volta il tanto criticato Chavez, ha dimostrato che il suo è il primo socialismo democratico, con oposizione reale e vere elezioni”

    Certo, è il primo, infatti Allende e i socialisti cileni furono al governo dopo un colpo di stato, eh già. O i sandinisti in Nicaragua, vincitori netti e limpidi delle elezioni del 1984. Meno male che in entrambi i casi, i valorosi difensori yankee della Libertà e Democrazia seppero intervenire in tempo, grazie oh grazie!

    Insomma, che dire? Disamine precisissime, altro che bar sport, nooooooooo macchéééééééé….!!!!!!!!!!!

    AHÒ A CAVALLINI PEREIRA E QUANT’ALTRI SCRIBACCHINI…. MA VEDETE D’ANNÀ ‘NPO’ AFFANK’ E DE CORSA PURE!!!

    (scusa Maria abbi pazienza ma quando ci vuole ci vuole!)

  10. mirco pereira Says:

    Evidentemente mi sono spiegato male, provo a chiarire la mia fotografia, del panorama politico venezuelano e caraibico.
    Nel mio intervento, sottolineo la crescita di voti del partito socialista, spiego che gli stati amazzonici, votano in massa Chàvez, quindi quello che dici tu Mario. Se leggi bene i miei scritti non discostano di molto dalle tue scomposte locubrazioni. Per quanto riguarda la Cina, la frase “paesi satelliti” non è mia ma di Fidel Castro, nel lontano 2004, aveva rifiutato l’ aiuto da parte della Cina in cambio di strutture produttive cinesi a Cuba. L’ esempio che porti, parlado della merce cinese,venduta nei nostri paesi nulla ha che vedere con la produzione in loco di industrie cinesi. Ti porto a conoscenza, per esempio che l’ acquisto del I.B.M. da parte cinese negli Stati Uniti, è sottoposta ad un contratto rigidissimo, che per 25 anni i cinesi possono avere solo i frutti del azienda, ma non la gestione diretta.
    Nel ultimo incontro tra Raul, e il presidente cinese di cosa credi si sia parlato? Per il fatto Russia, forse sei d’ accordo con il nostro premier su Putin allora andremmo a leggerti su qualche blog di destra.
    Per il fatto Alliende, va bè povero, l’ anno barbaramente ucciso prima che realmente potesse governare, quindi diventa difficile dare dei giudizi, se non quelli del cuore. E’ di fatto vero che a Cuba non esistono, partiti competitori, anche con il cambio di legge elettorale del 1996, le cose non son cambiate, ma qui penso di essere O.T.
    Vedi Mario, i miei cattivi maestri (cattivi per davvero), mi anno insegnato un po’ di gnoseologia, a riguardo ti consiglio di leggere La raggion pura, di Immanuel kant, giovane filosofo prussiano, cosi’ quando critichi qualcuno o qualcosa lo fai con ragione e purezza senza volgarità e senza scipita ironia. Un frateno saluto Mirco Pereira.

  11. Cara Maria, sono felicissimo di sentirti dire che non hai alcun bisogno di messia. Lo sono perché – evidentemente sbagliandomi – avevo avuto l’impressione che tu, al contrario, avessi una pronunciata nostalgia proprio di quel comunismo messianico che, nella vecchia unione Sovietica come a Cuba (per non dir della Corea di Kim Il Sung), ha finito per affossare le speranze di liberazione che avevano originalmente animato (e che tuttora animano, nonostante tutto) il movimento socialista internazionale. In ogni caso, Maria: se davvero vuoi guardarti dai messia, non è davvero di me che devi preoccuparti. Io qui non porto verità ma opinioni, che chiedono d’essere contrastate, discusse, e, se è il caso, anche ridicolizzate e distrutte. Diffida di Chávez, piuttosto, che del messia è la caricatura ambulante. O di Fidel (che, invece, messia lo è stato davvero, almeno per qualche tempo. E che, come ogni messia, ha messo regolarmente a tacere, con la forza, tutte le voci di dissenso). Oppure, ancor meglio, diffida di te stessa. Mi preoccupa infatti la fiducia – apparentemente messianica – che tu, nel respingere ogni forma di messianismo, sembri assai spesso riporre negli scritti di Gennaro Carotenuto, anche quando questi ultimi si presentano in forma che, con un eufemismo, definirò stiracchiata. Il ragionamento sugli ex poveri che, arricchiti dalla rivoluzione bolivariana, votano contro Chávez perché hanno acquisito mentalità consumistiche aspirazioni tipiche dei piccoli borghesi, mi pare non abbia né capo né coda. Direi, a prima vista, che si tratta di un’improvvisata tesi politico-sociologica tesa soprattutto a giustificare le sballatissime previsioni che lo stesso Carotenuto ci aveva propinato alla vigilia. Carotenuto, nel suo articoletto – imbarazzato ed imbarazzante – si permette di ironizzare sul un servizio di El País sul voto di Petare (nel quale si spiega come e perché i poveri abbiano, questa volta, votato in parte rilevante contro Chávez). Ma, per quel che mi riguarda, io non ho dubbi: in questo caso El País fa dell’eccellente giornalismo. Carotenuto invece scrive soltanto – e non solo nell’articolo in questione – delle analisi autoreferenziali e campate per aria. Siamo seri: l’arretramento di Chávez è dovuto ai limiti ed agli errori della politica chavista. Non ai suoi successi.

  12. Dove sono tutti coloro che accusano Chavez di essere un pericoloso dittatore?
    Si è mai visto nella storia un dittatore che consente ai propri cittadini di votare, rischiando di perdere (dopo aver perso il referendum qualche tempo fa)? Proprio strano sto “dittatore”… Se avesse stravinto lui, Tg e stampa avrebbero gridato allo scandalo e alle elezioni truccate.
    Purtroppo per loro invece, Chavez usa metodi democratici, e la maggioranza dei venezuelani vota per lui.

  13. mirco pereira Says:

    Vedi, Massimo, diventa difficile spiegare, la violenza di certi quartieri di Caracas per chi non li ha mai visti. Qui come in altri luoghi si fa politica filosofica, ma la gente ormai vota per i bisogni, le comodità. Con le tv satellitari internet, diventa tutto piu’ difficile ocultare i paragoni con altre realtà. Non a caso a Cuba tutto cio’ è vietato, o di difficile accesso.
    Chàvez, comunque ha cercato di governare al meglio, e accetta la misura democratica questo è sicuramente un bene per il Venezuela. Io comunque sono convito che il partito socialista vincerà ancora nel 2013, ma non Chàvez, perchè non riuscirà a modificare la costituzione. Un fraterno saluto Mirco Pereira

  14. Carissimi tutti.

    Condivido lo sfogo di Mario GC, che abbraccio particolarmente perchè è da molto che non lo sento (a proposito, sei tornato a Bruxelles? e se sì, come è andata la tua settima italiana di boicottaggio al bollettino??? 🙂
    e anche l’intyervento di Giugioni.

    Intanto premetto che non ho voluto rispondere a Mirco proprio perchè a certe disanime preferisco di gran lunga le discussioni da bar dello sport.

    A Cavallini rispondo come ho risposto ad Ulisse nel post sulla giornata del 25 che precede questo: non ci siamo proprioproprio Massimo Cavallini. Io non ho bisogno di nesssuna protezione da parte di nessuno, e di nessuno che mi dica di stare attenta a questo o a quello. Lo dissi anche ad Elio una volta, quando mi consigliava di stare attenta a ciò che Mirco Pereira mi aveva scritto.

    NON HO BISOGNO DI NESSUNA PROTEZIONE DA PARTE DI NESSUNO DI VOI. MASCHIETTI IN PRIMIS.

    Sono adulta, vaccinata, ho un cervello che ragiona, e se non vi piace come ragiona non siete obbligati a venire in questo blog a legger quello che scrivo e quello che penso.

    Detto questo vi posto l’articolo di Gennaro scritto alla vigilia delle elezioni.
    Saluti a tutti.

    Domani si vota per le amministrative in Venezuela*. Dai massimi storici del 2004 il Partito Socialista Unitario (PSUV) del presidente Hugo Chávez, che secondo alcuni sbrigativi commentatori sarebbe un dittatore, prova a tenere le posizioni.

    Conta su dati positivi ineludibili di dieci anni di governo bolivariano, in pace e in democrazia, che analizzeremo qui sotto, come è sempre stato in Venezuela anche quando lo scorso anno per la prima volta Chávez fu sconfitto e gli ipercritici che vaticinavano un golpe fecero finta di sorprendersi dell’ennesima prova di democrazia. Ovviamente anche questa volta per ogni governatorato e ogni sindaco perso, migliorare è impossibile, gli canteranno il “de profundis”.

    Nonostante gufi e avvoltoi, ed un contesto che non è più in crescita, secondo i sondaggi il governo dovrebbe mantenere la maggioranza in almeno due terzi degli stati del paese. I principali fattori di preoccupazione sono il prezzo del petrolio che è in picchiata, e le incognite date dall’uscita o non entrata nel partito unitario di vari dirigenti storici. Questi a volte si candidano come terzo incomodo oltre al candidato del PSUV e a quello dell’opposizione. Per Chávez, inoltre, è la prima prova elettorale dopo la sconfitta di strettissima misura nel referendum costituzionale dello scorso dicembre. Una sconfitta venuta dopo un decennio di democratizzazione e inclusione vera nel paese e dopo una dozzina di vittorie elettorali consecutive, nel paese più monitorato al mondo.

    I critici picchiano anche sull’inflazione e hanno ragione perché quest’anno chiuderà intorno al 30%. Hanno ragione ma anche torto perché con Chávez l’inflazione, comunque strutturalmente alta, è diminuita. Basta guardare alle presidenze dell’ultimo quarto di secolo. Con Jaime Lusinchi (1984-88) fu del 22.7%; con Carlos Andrés Pérez (1989-93) del 45.3%; con Rafael Caldera (1994-98) addirittura del 59.4%; con Hugo Chávez (1999-2007) del 18.4%. Chi in questi anni ha letto centinaia di contritissimi articoli sull’inflazione chavista mediti su questi dati e provi a ricordare se ha mai letto di tanta preoccupazione prima di Chávez.

    Conosciamo i nomi dei falsificatori e occultatori, che mai pubblicano i dati più significativi della storia di questo decennio in Venezuela. Sono il gruppo mediatico spagnolo Prisa innanzitutto, quello di El País di Madrid che sta dedicando alle elezioni venezuelane lo stesso spazio di quello che dedica alla elezioni in Gallegolandia (la Spagna), la Sociedad Interamericana de Prensa (SIP), la CNN, la Fox, le messicane Televisa e Tv Azteca, la brasiliana Tv Globo, il gruppo argentino del Clarín, lasciando da parte i media venezuelani e i guitti nostrani, i Rocco Cotroneo e gli altri quaquaraquà della nostra stampa.

    Perché non scrivono mai che l’indigenza in Venezuela è passata dal 20.3 al 9.4%? Perché non scrivono mai che la povertà si è ridotta dal 50% al 33%? Perché dimenticano che il salario minimo dei lavoratori (con una disoccupazione scesa dal 16 al 7%) è passato da 154 a 286 dollari ed è il più alto dell’America latina? Perché dimenticano che la mortalità infantile (il più indicativo della salute generale di un paese è passato da 21 a 14 per mille)? Molto resta da fare ma il PIL dedicato alla salute è stato quasi raddoppiato in dieci anni così come quello dedicato all’educazione. Ciò senza citare mille altri fattori di progresso e di uscita da un sottosviluppo atavico. E allora perché tanto catastrofismo? Chi scrive fa salva la buonafede preferendo passare da ingenuo. Tanto catastrofismo si giustifica perché continuano a parlare sempre e solo con i ricchi. Ricordate Raffaele Bonanni che nel dire che il Venezuela era peggio della Cambogia di Pol Pot ammise di non essersi mai affacciato fuori dal suo albergo di lusso? Ricordate Ettore Mo che per andare a prendere il caffé si metteva il giubbotto antiproiettile? E se i ricchi restano straricchi (e ben pochi sono andati a Miami) i ricchi in Venezuela sono tristi perché sono meno sideralmente distanti dal resto della società.

    E arriviamo all’ultimo inspiegabile dato che i disinformatori di professione preferiscono non dare: se chiedi a tutti i venezuelani e non solo a quelli che hanno sempre tenuto il paese in pugno il Venezuela è forse il paese più ottimista al mondo. Secondo Latinobarometro (il corrispettivo di Eurobarometro e lontanissima dal potersi definire filochavista), la maggior parte dei venezuelani (il 50%) considerano che il futuro del paese sarà molto migliore contro solo il 31% del resto della Patria grande. L’economia attuale è “molto buona” per il 52% dei venezuelani mentre appena il 21% dei latinoamericani pensa lo stesso. Nel 1998 solo 35 venezuelani su 100 dichiarava di credere nella democrazia. Oggi dopo un epocale processo di inclusione sociale siamo arrivati al 59% e addirittura il 67% dichiara di aver fiducia nello Stato. Lo stesso Chávez continua ad avere la fiducia di sei venezuelani su dieci.

    Si potrebbe continuare a lungo, ma sempre ricordando che questi dati sono occultati dalla stampa mainstream. Dopo dieci anni il governo bolivariano entra in una fase nuova e più difficile dove con il prezzo del petrolio in caduta lo Stato avrà più difficoltà ad approfondire la democratizzazione reale del paese. Ma il Venezuela è cambiato in questi dieci anni e solo in meglio. E chi lo nega non è in buona fede.

  15. Ci risiamo, Maria. Invece di entrare nel merito delle questioni, preferisci contestare i presunti motivi delle altrui osservazioni. Nelle mie opinioni non c’è nulla di paternalistico o di mascolino. E credo che tu lo sappia benissimo. Come tutte le opinioni, anche le mie, non implicano alcuna “protezione” – o alcun senso di superiorità – bensì solo una richiesta di confronto. Proprio quello che gli articoli di Carotenuto – da te con messianica fede riportati – cercano di evitare, attribuendo a “cospirazioni mediatiche” tutte le idee che non coincidono con le sue. Tutte le sue analisi(sue del Carotenuto) si basano – piuttosto ridicolmente – sul fatto che quello che lui scrive è qualcosa che i famosi “media mainstream” tengono nascosto. Siamo seri. Io i dati sulla diminuzione della povertà in Venezuela negli anni di Chávez, lo ho letti dappertutto. Piuttosto è il Carotenuto che tiene nascosto il fatto che le cifre da lui riportate sono molto più controverse di quel che cerca di far credere. Ci sono studi molto interessanti – giusto per fare un esempio – che mostrano come tutte le varianti sociali siano sì migliorate durante la presidenza Chávez, ma meno di quanto fossero migliorate, sotto altri governi, in tempi di bonanza petrolifera. E allora? Credo che se Carotenuto usasse almeno una parte del tempo che passa attacando i “media mainstream”, leggendo i media mainstream, scriverebbe del Venezuela (e dei media mainstream) con più cognizione di causa. Ed eviterebbe profezie che lo coprono di ridicolo.

  16. Riportami questi studi Massimo Cavallini.
    Grazie.

    Hai un sito, anzi due ci ha detto.
    Perchè non pubblichi tu qualche articolo interessante?
    Come mai da Miami puntualmente vieni qui a portarci la lieta novella, senza interruzioni, e non spendi il tuo tempo a scrivere qualcosa di sensato?
    Invece di venire da me che non sono giornalista, e ti dirò, se lo vuoi sapere, sono un’informatica, quindi non c’entro proprio nulla col giornalismo.
    Magari potremmo anche apprezzarti, sai? E magari qualcuno potrebbe anche venire a leggerti. In fondo tu lo sei un giornalista, o no?
    Ma ti pare serio che un giornalista faccia questa vita che fai tu?
    Io non ne conosco. I giornalisti che conosco io scrivono i loro articoli. Poi uno può apprezzare o meno, ma fatt’è che così un giornalista lavora.

    Caro Massimo Cavallini, qui se c’è qualcuno che si copre di ridicolo, questo sei solo tu.

  17. Vorrei dire la mia ma non posso. Prima perchè molto di quello che che penso lo ha già detto Mario GC in modo chiaro ed inequivocabile, secondo, sono stufo di dover rispondere ad un professionista della disinformazione che interviene puntualmente su ogni blog appena appre il mio nome. E pensare che io sono semplicemente un cittadino che lavora duramente per vivere e si impegna per un mondo migliore dove non ci siano pochi ricconi e miliardi di morti di fame. Contrariamente a chi è pagato per denigrare i movomenti di liberazione, io rinuncio ai miei interessi privati per sostenere chiunque nel mondo cerchi di ribellarsi a vergognose ingiustizie inaccettabili ed alla distruzione del pianeta.

  18. Che vita faccio io? Faccio una vita normalissima, Maria. Ho fatto il giornalista, ora sono pensionato. Mi resta la passione per l’America Latina e, quasi ogni giorno, do un’occhiata a tutti i blog (quelli che conosco) che si dedicano al tema. E quando trovo qualcosa che mi pare valga la pena discutere, dico la mia. I blog, dopotutto, proprio per questo sono stati inventati. Perché tu ed altri abbiate scelto di trasformarmi in una sorta di tenebrosa presenza solo voi potete spiegarlo. Ma la mia impressione è che questo sia per evitare d’affrontare una discussione seria sulle questioni che sollevo. Trattasi, peraltro, di un vecchissimo trucco, del quale – scusa la franchezza – credo dovreste (tu Eliolibre ed altri) vergognarvi almeno un po’. Chiedere “chi ti paga?”, o dare del “provocatore prezzolato”, a chi esprime idee diverse dalle tue è, infatti, forse la più antica faccia dell’intolleranza (e della stupidità che, notoriamente, dell’intolleranza è madre e sorella). Facciamo una cosa, Maria: io ti dico perché da qualche tempo non pubblico nulla nel mio sito (non aspettarti grandi rivelazioni, si tratta di una questione eminentemente tecnica), se tu (o Eliolibre, o qualcun altro) finalmente rivelate chi mi “prezzola”. Perché già te l’ho detto, Maria. Se uno accusa un altro d’essere un veduto e non è poi in grado di dire (provandolo) chi l’ha comprato, quell’uno è un calunniatore. E la calunnia è un’arma che umilia la dignità e l’intelligenza di chi la lancia. Dunque, Maria, non umiliarti. E non lasciare che altri umilino il tuo blog. Detto questo, visto che me lo chiedi ti segnalo, a memoria, un paio degli studi che riguardano le contraddizioni della diminuzione della povertà in Venezuela. Il primo è stato pubblicano nel numero di marzo della rivista Foreign Affair, a firma di del prof. Francisco Rodriguez, un ex amico della rivoluzione che fu responsabile economico dell’Assemblea Nazionale dal 1998 al 2004. Un’altra analisi molto interessante sui limiti e le contraddizioni della politica basta sulle “misiones” la puoi trovare nella biografia di Chávez – credo la migliore fin qui pubblicata – scritta da Cristina Marcano e Alberto Barrera Tyszka. C’è anche uno studio congiunto tra il Brookings Institute e l’Università di Merida della fine del 2006. Ma il fatto è che, al di là di questo o quello studio, l’efficacia e la profondità della politica anti-povertà di Chávez è – da sempre e alla luce del sole – al centro di un accanito dibattito. Contrariamente a quanto sostiene Carotenuto quando – con ragionamenti alla carlona – accusa i “media mainstream” di nascondere non si capisce che cosa. Ora Carotenuto è certamente persona seria e competente. E forse io ho ecceduto (e me ne scuso) nel dire che le sue profezie preelettorali lo hanno coperto di ridicolo. Ma certo è che quelle profezie – basate sul falso presupposto di non si capisce bene quale complotto mediatico – sono state piuttosto clamorosamente smentite dai fatti. O no?

  19. Cavallini,
    ti ringrazio di avermi riportato gli studi che andrò a consultare appena mi sarà possibile. Però, al di là delle calunnie, permettimi. Sulla stampa troviamo di tutto e di più, eccetto che analisi obiettive sui processi di quei Paesi dell’America Latina che si muovono autonomamente dagli Stati Uniti. Se leggi quello che ha scritto Cotroneo c’è da farsi venire la pelle d’oca. Lui come altri. E non sono pochi.

    Detto questo, nessuno vede in Chavèz il messia assoluto. Che ci siano nodi da sciogliere, che ci siano problemi nessuno lo nega. Fatto è che bisogna dare atto che la gente in Venezuela, come in altri Paesi Latinoamericani, ha preso coscienza e vuole continuare nella trasformazione della società. Non sempre i personaggi che promuovono la trasformazione sono il non plus ultra, ma sono quelli che più di altri rappresentano il cambiamento verso una vera democratizzazione. Ugo Chavèz è uno di questi.

    Mi auguro massimo Cavallini che tu possa risolvere presto i tuoi problemi tecnici, così da farci avere i tuoi studi dettagliati. Perchè comportandoti in questo modo non fai altro che alimentare quei sospetti che tutti abbiamo. E non siamo certo dei pazzi allucinati.

    Sai Cavallini, questi tuoi interventi tendono sempre a spegnere gli entusiasmi, quando invece di ragioni per entusiasmarci e brindare alla vittoria del PSUV ne abbiamo ancora tante. Ho voluto postare questo articolo non per smorzare l’entusismo, ma per farlo riflettendo. E credo che i punti di Alessandro Perrone siano stati esaustivi in questo senso.

    Ora lasciaci godere di questa vittoria Cavallini. Va bene?
    Vittoria democratica. E in quei paesi è una situazione più unica che rara, caro Cavallini. E sappiamo bene perchè.

  20. Visto che la mappa “rossa” genera dubbi, sul mio sito c’è un bel grafico che rapprenta le percentuali delle ultime tre elezioni venezuelane. Si puo notare la vigorosa crescita, in voti e percentuali anche in queste elezioni, dei voti a Chavez e la flessionme delle opposizioni. Avranno vinto Caracas, grazie alla nuova borghesia che ha sfruttato le politiche di Chavez ma poi si sa che i borghesi non si mischiano ai miserabili, ma hanno perso moltissimi consensi in tutto il paese. E Chavez avanza molto malgrado le liste concorrenti. E forse quello che manca è una maggior dose di socialismo altro che rinfacciargli politiche poco “liberiste”.
    Certo che noi italiani siamo capaci di ribaltare la realtà come nessuno. Partiti che prendono lo 0,2 per cento e che dicono di ver vinto perchè in Via Larga del comune di Mondadizza hanno raddoppiato i voti che sono passati da uno a due……. E noi manteniamo questa massa di cialtroni con i loro organi di stampa e giornalisti prezzolati……
    Comunque non abbattiamoci troppo. il nostro Governo sta uscendo dalla crisi, le famiglie con reddito inferiore a seimila Euro riceveranno un sostanzioso aiuto di ben 40 euro! Anzichè morire di fame il giorno dieci, lo faranno il giorno 11. Intanto oltre alle solite vergognose ruberie si sono spesi 3 miliardi di Euro per non far pagare qualche centinaia di euro di ICI a chi guadagna milioni di Euro l’anno e si sono regalati altri tre miliardi alla cordata di “coraggiosi italiani” che si stanno comprando Alitalia….. che poi fallirà nuovamente dopo che questi signori ci avranno speculato ben bene e noi dovremo nuovamente pagare i debiti…… Diciamo che siamo nella merda come mai ed invece di uscirne si discute di come continuare a rimanerci. Siamoveramente in ottime mani…… governo e opposizione.
    VIVA IL SOCIALISMO!!!!!!!! unico sistema adatto all’essere umano ed alla convivenza pacifica.

  21. Maria, sii sincera con te stessa. Quelli che tu chiami “sospetti”, sono soltanto alibi. Vecchi, patetici alibi che servono solo a evitare una discussione nel merito. Perché mai il fatto che il mio blog è bloccato dovrebbe “alimentare i sospetti”? Sospetti di che? Via, queste cose lasciale scrivere a Eliolibre o ad altri pretonzoli che, oltre il proprio catechismo, vedono soltanto Satana. Io credo che la riflessione sul Venezuela meriti qualcosa di più delle osservazioni di Perrone (accettabili nella loro genericità, ma, alla fine, marcate dalla consueta accusa di “tradimento” a favore dell’ “Impero”). Ed anche molto di più delle analisi del Carotenuto, che ormai dà ai “media mainstream” la colpa di tutto, comprese le corbellerie che scrive lui. Anch’io credo che ci sia da celebrare. Perché credo sia un bene – un bene per la democrazia ed il socialismo – che l’opposizione sia uscita rafforzata dalle elezioni. Dunque celebriamo in pace, sia pure per motivi diversi. Ma evitiamo di affogare il dibattito nella palude dei “sospetti”, degli insulti e degli anatemi.

  22. A proposito. Nel blog di Rocco Cotroneo leggo questo molto sintetico giudizio sul voto di domenica: “L’opposizione può cantare vittoria, conquista cinque Stati importanti e il governo metropolitano di Caracas. Ma il chavismo resta ampia maggioranza in Venezuela e supera una prova difficile. La spallata è rinviata di nuovo”. Che cosa c’e’, in questa frase, che, come tu affermi, fa “venire la pelle d’oca”?

  23. Ti prego Cavallini.

    Festeggia con Sansonetti Nocioni e Cotroneo e tutta la comunità di Miami la tua vittoria.
    E lasciaci festeggiarte la nostra in pace.

    E spero di ritrovarti sul tuo blog e non sul mio.

    Ti prometto che verrò a discutere. Te lo prometto.
    Ma adesso basta perchè sta diventando davvero pesante e stucchevole questa situazione.
    Ciao

  24. mirco pereira Says:

    Maria, quello che dice Cavallini, non mi trova nemmeno a me totalmente in accordo, però è indiscubile la sua conoscenza del Sud America.
    Sono molto interessanti i suoi spunti di discussione e rifessione, che arricchiscono non poco il tuo buon blog, insieme ai tuoi puntuali post.
    Parlare di questi argomenti tanto complessi, ci vuole conoscenza, e ben vengano discussioni per approfondirla. I vari “sacrestani” come li chiama, Masimo, aiutano poco a questo. Se la cantano e se la scrivono, ma oltre a questo dimostrano ben poca conoscenza, se non quella della mera propaganda letta sul Gramma, o similari. Il fatto di Miami, poi da buon pensionato ha scelto bene, città spendida, bel clima, con servizi ottimi, ma di sicuro non è una colpa o peggio essere contigui con chi sa quali forze del male. Un blog è fatto per discutere, criticare, imparare, se si viaggia a senso unico serve a poco. Per esempio, tu dici che la vittoria democratica del P.S.U.V., è unica in quel area a essere veramente democratica, io dissento da questo, Il confinante Brasile è a tutti gli effetti una democrazia, il Peru’ idem, e la gran totalità dei paesi centro e sud americani sono liberi e democratici. Tanto per provocare, come ama dire Eliolibro(dei sogni), a Cuba forse c’è qualche problema di garanzia democratica. Questo secondo me è confronto, discussione, approfondimento; io dico la mia, e tu o altri dicono la loro, portando argomenti, dati, idee. Come sempre un sincero frateno saluto Mirco.

  25. mil excusas por no poder expresarme en italiano.
    Un saludo cordial
    Como ciudadano latinoamericano, chileno, profundamente antifascista, comparto la alegrîa por el triunfo electoral en Venezuela.
    Agradezco la solidaridad de los compañeros itelianos y en la agotadora lucha por desmistificar la mentira industrializada sobre la realidad de nuestros pueblos, orquestada por los medios que monopolizan la informaciôn.
    Lo ûnico que puedo agregar es que con el fascismo no se dialoga, se le combate, es la ûnica vîa.
    En cuanto a las expresiones del ciudadano Cavallini y su “pasiôn” por Amêrica Latina, le sugiero se informe adecuadamente de la cotidianidad que vive la mayorîa que se esfuerzan a diario a seguir siendo considerados “habitantes del patio trasero de Estados Unidos”. personalmente, le invito a mi patria, recorrâla totalmente, dialogue con la gente y quitêse la venda que le impide apreciar de que lado proviene la justicia y la verdad. Por su dignidad, no se transforme en una marioneta mâs de aquellos que controlan el orden econômico mundial.
    Sinceramente, gracias, por permitirme expresar mis inquietudes y anhelos de esperanza en un mundo mâs humano, justo y soldario.

  26. Aclaraciones al Sr. Pereira respecto a las democracias sudamericanas.
    Asî, râpidamente.
    Chile aûn se rige por una Constituciôn elaborada por la dictadura pinochetista.
    La prensa es controlada, cuasi al 90% por empresarios que apoyaron el golpe militar.
    Las manifestaciones de estudiantes y principalmente de los mapuches son reprimidas violentamente y se les aplica una ley sobre antiterrorismo igualmente creada en tiempos dictatoriales.
    Los ciudadanos chilenos residentes en el extranjero no tienen derecho a voto.
    Los hijos nacidos en el extranjero son considerados legalmente apâtridas”.
    hace pocos dîas acaban de erigir un monumento al ideôlogo de la dictadura; Jaime Guzmân .
    Ricardo Claro, empresario, que facilitô barcos a Pinochet para usarlos como prisiones flotantes es declarado un “benefactor”.
    Un ex lugarteniente de Pinochet, general de Carabineros, muerto en accidente aêreo en Panamâ, declarado como general del pueblo”.
    Lucîa Pinochet, hija del dictador elegida Concejal en una comuna rica de la capital.
    El general Sergio Arellano Stark, apodado “el Lobo” que recorriô el paîs asesinando prisioneros polîticos (Caravana de la Muerte) es absuelto por la justicia alegando que sufre el mismo “mal” que Pinochet: demencia senil.
    …. Si eso es “democracia…. juzguen ustedes.

  27. Pedro, por TU dignidad, no te asocie a los quienes prefieren calumniar que debatir. Aquí nadie es títere de nadie. Solo hay personas civilizadas quienes tienen ideas distintas. Es tan difícil entenderlo?

  28. Vedi Mirco, a differenza tua io non trovo interessanti gli spunti nè tuoi nè di Cavallini. Che sono solo castronerie. Il tuo ultimo intervento poi Mirco è davvero scandaloso. E nè mi interessa la tua giustificazione su perchè Cavallini si trova a Miami.

    Ringrazio infinitamente Pedro per questi suoi bellissimi interventi. Finalmente qualcuno si fa sentire, oltre ai soliti noti di Miami e Cuba.

    La dignità non si trasforma in una marionetta.
    Dice bene Pedro…. questo è l’obiettivo di questo blog.
    Le disanime lasciamole ai professionisti pagati per questo. A noi non interessa. Non sappiamo che farcene delle disanime e delle informazioni saccenti che puzzano tanto di propaganda.
    Continuiamo ad essere umani, diceva il nostro Vik anche dal carcere di Tel Aviv. E noi questo continueremo a fare. Contro ogni forma di fascimo, anche mediatico. E come dice Pedro col fascismo non si ragiona, il fascismo si combatte.
    Vi invito a nuovamente a portare le vostre disanime altrove. Massimo Cavallini e Mirco Pereira. Attivate presto il vostro blog e lavoratevi lì sopra.

    Grazie Pedro.
    Ci sono altre entrate in questo blog, oggi anche dal Venezuela.
    E’ davvero un vero peccato che non interveniate.

    Un fortissimo abbraccio Pedro.

  29. mirco pereira Says:

    Hola Pedro, ti rispondo in italiano, cosi’ rendo partecipe tutti; nel caso che non capisci ti faccio poi una traduzione, ma vedo che scrivi uno spagnolo basico cosi’ tutti ti possono capire.
    Ti do pienamente ragione, il Chile è una democrazia giovane, in marcia ,fai bene a criticarne i punti deboli e lottare per cambiarli. Mi sembra che la Bachelet, stia lavorando in questa direzione.
    E’ vero anche che negli ultimi anni, di strada ne avete fatta, siete un grande popolo, che dall’ immensa sofferenza di una dittatura sanguinaria fascista, ne state uscendo a testa alta. Io manco dal Chile da ormai 10 anni,risiedevo a al nord a Chanarcillo e sinceramente conosco poco la situazione attuale, mi farebbe piacere che me ne parlassi un poco, la qualità della vita, la disparità tra nord e sud. Un fraterno saluto Mirco Pereira.

  30. mirco pereira Says:

    Daccordo Maria, Mi piacerebbe molto aprire un blog, ma da qui sai è un po’ pericoloso. Perchè dici che le mie sono castronerie, argomentami quali castronerie ho detto, mi sembra di essere in linea con il tuo blog sul argomento specifico. Mi sono limitato solo a dare qualche informazione.
    Del penultimo post, non so perchè scandoloso, ho scritto quello che pensavo, forse cio’ messo un po’ di ironia, ma qui vedo che le offese anche pesanti, piovono nei confronti miei e di Cavallini, allora io sono scandaloso, gli altri? Ripeto, trovo questo blog stimolante e piacevole.
    Fraterni saluti Mirco.

  31. Ah è pericoloso da Cuba aprire un blog? Non ti controllano quando scrivi qui da me? Possibile? Strano.
    Pereira Pereira, ti ci manderei io nel democraticissimo Perù!

    Sono contenta che ti piace questo blog, ma a noi non piaccciono le vostre disanime. Per nulla. Io dopo le offese non mi farei più sentire.
    Contento tu, io non posso che ripeterti che questo è un blog di SINISTRA . ANTIFASCISTA. FEMMINISTA. SCHIERATO.

    Schierato con la gente come Pedro.

  32. …le disanime lasciamole ai professionisti pagati per questo…È triste, Maria constatare come tu proprio non riesca, neppure occasionalmente, a metter la testa fuori dalla palude delle insinuazioni più meschine. La verità che questo dibattito (o questa “situazione”, come tu la chiami) non è né “pesante”, né “stucchevole”. È, per l’appunto, soltanto meschina. Come le tue calunnie (troppo ridicole per suscitare indignazione, ma miserabili quanto basta per suscitare sconforto). Come le insinuazioni da te smentite a mezza bocca quando ti si affronta direttamente. Ma subito ripetute dietro le spalle. Quasi si trattasse d’un vizio organico, di un modo d’essere e d’intendere la vita (è davvero questo che intendi quando inviti ad “essere umani”?). Hai ragione tu, Maria (e ti chiedo scusa per non averlo capito prima): meglio smettere qui.
    P.S. Nel commento di risposta a Pedro ho commesso, per eccesso d’ottimismo, un marchiano errore, laddove ho definito questo blog un luogo frequentato “da persone civili che hanno idee diverse”. Chiedo, di nuovo, scusa a tutti

  33. mirco pereira Says:

    Certo che mi controllano, infatti scrivo solo cose neutre se noti, e cose note. Comunque controllano le E-mail piu’ che altro, e i siti di conessione. Vuoi sapere invece, un amico del D.T.I, la polzia investigativa, nulla di pericoloso, è molto incuriosito da Elio, visto il suo blog ha detto scherzando, sia chiaro,che sembra un sito degli anni 90 di Miami quando gli anti cercavano fidelisti negli stati uniti, per tanta retorica che ha dentro.
    Al popolo qui piace scherzare, molto.
    Io sono di sinistra, Molto Antifascista, schierato lo ero, adesso cerco di capire e ascoltare, Appoggio il feminismo chiaramente non possono essere femminista militante. Bè ho il 50% delle opinioni del blog…
    Con verve, un abbraccio Mirco.

  34. Gracias, Marîa, el abrazo es recîproco. Gracias igualmente por la solidaridad demostrada.
    Comprendo bastante el italiano pero no estoy en condiciones de escribir en la lengua de Dante.
    Hecha esta aclaraciôn, seguirê visitando esta pâgina para intercambiar ideas y unir nuestras fuerzas.
    Digo esto, con la misma sinceridad que Martîa ha expuesto sus principios.
    Me declaro de izquierda y profundamente ANTIFASCISTA.
    Seguiremos dialogando. saludos cordiales

  35. Ciao Maria ciao tutti y un abrazo fuerte y especial a Pedro…que bueno encontrarte acà.
    Credo che il risultato elettorale sia stato importantissimo per il PSUV e indubbiamente vedere la cartina roja rojita fa sicuramente un bellissimo effetto. Tuttavia credo che ancora molto si debba fare, la perdita di Caracas non è da sottovalutare, così come quella degli stati più popolosi, dove non credo che gli elettori siano tutti borghesi o arricchiti. Mi associo piuttosto alle riflessioni del segretario del PCV che invita ad una maggiore analisi della diffusione del socialismo tra il proletariato anche urbano e a un maggiore impego in tal senso.
    Vorrei chiedere piuttosto a Cavallini perchè si debba sottointendere sempre il pericolo regime parlando del Venezuela, quando scrive che “sia un bene – un bene per la democrazia ed il socialismo – che l’opposizione sia uscita rafforzata dalle elezioni”, questo vuole sotto sotto insinuare. E se per caso l’opposizione aveva perso gridavamo ai brogli e alla dittatura?
    Perchè invece non rassegnarsi e analizzare i risultati per quello che sono, senza inficiarli ogni volta di maccartismo? Pur con le evidenti difficoltà, con il lavoro ancora da fare e con i problemi da risolvere, i venezuelani da dieci anni a questa parte in libertà e in democraza hanno scelto Chavez e il socialismo.

  36. Ti rispondo Annalisa, perché in mezzo a tanta spazzatura, la tua è certamente una domanda seria. Io credo sia un bene che l’opposizione venezuelana si vada rafforzando – un bene per la democrazia ed anche per socialismo – perché sono convinto che il caudillismo di Chávez sia, al contrario, un male per entrambe le cose (la democrazia e il socialismo). Prova a far mente locale, Annalisa. Quelle di domenica erano elezioni amministrative. Eppure, nonostante questo, Chávez ha partecipato in prima persona e con grande irruenza alla battaglia elettorale (addirittura minacciando di mandare i carri armati a Carabobo se laggiù – cosa che poi è avvenuta –avesse vinto l’opposizione). Perché? Perché queste elezioni rappresentavano per lui un rivincita dopo la sconfitta nel referendum costituzionale del 2 dicembre. E, soprattutto, rappresentavano la possibilità di rilanciare – in caso di chiara vittoria – la sua battaglia per la “rieleggibilità” oltre il limite del 2013. Questa è la sua ossessione caudillista. Ed a questa ossessione Chávez sta, da molto tempo, subordinando tutta la sua strategia politica. Il fatto che i buoni risultati dell’opposizione – in zone che comprendono quasi la metà della popolazione e producono oltre il 70 per cento del Pil – pongano nuovi ostacoli lungo questa strada, è per me un fatto positivo. Così come è positivo che anche all’interno del PSUV si vadano manifestando voci dissenzienti, che non subordinano ogni linea politica alla messianica ed “eterna” guida del gran capo. E, a tal proposito: io dubito molto che la nascita del PSUV – ennesimo partit- stato, oltretutto chiaramente drogato dai petrodollari governativi – sia stato un passo avanti per la rivoluzione. Ricordati che, nel referendum di dicembre, Chávez ha preso alcune centinaia di migliaia di voti meno del numero degli iscritti al partito da lui fondato. Prendi questa sintetica risposta, Annalisa, come un attestato di stima personale. Sperando che anche tu non risponda, come la padrona di casa ed altri frequentatori del luogo, chiedendoti chi mi paga.

  37. Cavallini chi ti paga?

  38. L’INPS. Ma sono certo che se rivolgerai la stessa domanda a Maria, o Eliolibre, o a qualcun altro dei raffinati polemisti che frequentano questo blog (o magari a te stesso che in fatto di profondità e raffinatezza non sei secondo a nessuno) riceverai risposte molto più succose. E adesso davvero basta, perché tutto sta diventando pesante e stucchevole (questi aggettivi sono di Maria), nonche (e questi aggettivi sono miei) terribilmente meschino ed al di sotto dei più ovvii standard di intelligenza. Ciao a tutti.

  39. Cavallini.

    Fuori da questa spazzatura e dai miei aggettivi meschini ed al di sotto dei più ovvii standard di’intelligenza!!
    Questo non è un posto civile quindi non è posto per te.
    Mi scuso con Pedro e Annalisa, ma c’è un limite alla decenza del confronto. Quando questo non fa altro che smontare, ridicolizzare e denigrare in continuazione giornalisti come Gennaro Carotenuto e Gianni Minà. Che io apprezzo molto. Evidentemente Cavallini questo non è posto per te.

    Adios

  40. Per una volta, Maria, sono perfettamente d’accordo con te. C’è un limite alla decenza del confronto. E questo non è posto per me. Mi dispiace soltanto andarmene senza aver saputo chi mi paga. Se lo scopri, Maria, mandami un e-mail con tutti i dettagli.

  41. Appunto cavallini senza di te questo blog rientrerà ampiamente nei limiti della decenza.
    Addio prezzolato.

  42. Paga bene l’INPS per vivere come fai tu in uno dei più esclusivi quartieri per ricchi di Miami… beato te Cavallini…

    peccato solo che non riesci ad ingannarci…

  43. Un cálido, fraternal e internacionalista saludo a Pedro, ante todo!

    E un salutone alla nostra ospitale Maria, tutto bene grazie da queste parti, parecchie cose negli ultimi tempi e non molto buone (temi di famiglia) ma invece politicamente sì che vanno bene le cose, nonostante tutti i vari nonostanti svendolian-liberazio-luxuriani, stiamo contribuendo anche nel nostro piccolo a che questo caro vecchio partito comunista nostro sia sempre più vivo e forte: con iniziative sul movimento degli studenti, sull’acqua come diritto umano, con la presentazione del libro di Apicella… e muovendo gente, ampliando contatti, facendoci sempre più presenti e importanti…

    Sull’America e le avanguardie in Venezuela, Cuba, Bolivia, Ecuador, Nicaragua… che dire. A certa gent(aglia) credo ormai che, dopo aver loro ripetuto mille volte le stesse cose e loro ripartire con le loro solfe di luoghi comuni e pregiudizi eurocentristi e filoyanki, valga la pena rispondere solo con male parole, spernacchiandoli come si meritano. Qualcuno ha definito il Granma “propaganda”, già, ma intanto non sarebbe male dargli comunque un’occhiata per le notizie (oggettive) che riporta – http://www.granma.cu – e comunque, se quella è propaganda, allora le cagate che certi personaggi scrivono persino su “Liberazione”, per non parlare di quelle che propinano da Repubblica in giù, cosa sarebbero?

    Va bene lo scambio di idee diverse, che è senz’altro più arricchente che il coro unanime, ma quando si ha a che fare con vera e propria malafede di chi cerca le pagliuzze trascurando ben altre travi, beh, veramente non vale proprio la pena non dico di rispondere, ma neanche di leggerli. Del resto la vita è breve e ci sono sempre cose molto migliori da fare che doversi sorbire tutte le stronzate – gratuite o prezzolate o dell’Inps, ma sempre stronzate sono – che certa gente propina.

    Adelante Cuba, adelante Venezuela bolivariano, alla faccia di chi gli vuole male e con i migliori auguri che la bile gli vada di traverso.

  44. Estimados compañeros.
    Agradezco y valoro sinceramente vuestros fraternales saludos. Es un placer inmenso rencontrarme con Annalisa, “culpable” indirecta de mi ingreso a esta pâgina. A Mario, gracias por su mensaje reconfortante y solidario.
    Admiro y comparto vuestra consecuencia,firmeza y honestidad en defensa de aquellos ideales por los cuales lucharon Bolîvar, Sandino, Berlinguer, Ernesto Guevara, Camilo Torres, Garcîa Lorca y tantos otros hombres trascendentales.

  45. Grazie Pedro per le tue parole.

    Difenderemo fino allo stemo i nostri ideali, che sono anche i tuoi e quelli di miloni di abitanti di questo pianeta. Abbiamo bisogno di scambiare le noste idee, anche critiche, per unire le nostre forze affinchè il Movimento non abbia mai fine, e non per denigrare e ridicolizzare la dignità dei popoli che lottano perchè ancora ci credono che un altro mondo è possibile.

    Questa è stata l’idea ispiratrice della nascita di questo blog, e su questa linea intendo muovermi. Non c’è spazio per chi si ostina a denigrare e offendere professionisti e compagni che lavorano in tal senso.

    Continuiamo ad essere umani Pedro.
    Rimani con noi, uniamo le nostre forze contro l’imperialismo e il fascismo che imperversa oggi più di ieri, perchè quando il popolo prende coscienza e si ribella alle logiche del mercato globale e neoliberista, il fascismo attacca. E lo fa anche subdolamente attraverso una sorta di richiesta di dialogo e confronto. Ma la riflessione critica è un conto, e credo di averne dato dimostrazione io stessa più volte, la malafede è altro.

    Un grande abbraccio Pedro. E hasta la victoria siempre!

  46. Allora, perche’ (e continuo a sostenerlo da tempo) non si invita Chavez in Italia senza passare necessariamente dal presidente dello sconsiglio?

    La sinistra potrebbe sicuramente dargli un benvenuto degno di un capo di stato “ribelle”. E molte cose cambierebbero.

    Ascoltando Chavez su come si fanno le rivoluzioni cosiddette pacifiche, forse ci renderemmo conto di quanto l’Italia sia colonizzata mentalmente prima, fisicamente poi. Anche a sinistra si devono fare i conti con il fatto, che vi sono monarchie in Europa e su questo Chavez e l’Internazionale potrebbero dare un contributo.

    Bisogna aprire una prospettiva di vera e propria collaborazione con l’America latina.

    Sal.

  47. L’INPS dove prende i soldi? Dai versamenti dei lavoratori che sudano le famose sette camicie per ricevere in cambio pensioni da fame. E dove vanno a finire? In certe pensioni scandalose!!!!!!!!!!
    Mirco, nemmeno ti rispondo, non ti rendi conto nemmeno di quello che dici, pur di denigrare sai inventarti di tutto. Sono ORGOGLIOSO di averti come avversario, altrimenti mi preoccuoperei molto. D.T.I., polizia investigatva, retorica…. Sei di sinistra?????????? Ah sì, quella del Pd e dell’Isola dei famosi…… Ma ti rendi conto????? Hai bisogno dello psichiatra, non sto scherzando.
    Chao Pedro, grazie di scrivere su questo blog, la tua voce è sincera, leale ed indispensabile.
    Hasta soempre companero!

  48. Hay momentos en que la muralla impuesta por el sistema pareciera ser indestructible, mâs allâ de nuestras humildes fuerzas. La propaganda del enemigo miente, crea mitos, erige ìdolos de barro, provoca divisones y no pierde oportunidad de desprestigiar a aquellos que en todos los rincones del planeta luchan contra el monstruo que controla el orden econômico mundial y que pretende manipular conciencias y establecer un pensamiento ùnico.
    No abandonarê la sinceridad porque estoy plenamente convencido que las realidades , pensamientos y esperanzas de ustede, compañeros, son similares a las mîas.
    No soy un intelectual ni pretendo serlo. Soy parte del êjercito mâs grande del mundo, soy obrero y ello me enorgullece. Respeto a los profesionales conscientes, a periodistas, abogados que, muchas veces arriesgando sus vidas defienden sus principios libertarios.
    Porquê razôn soy antifascista? Simplemente porque conozco al enemigo y no estoy dispuesto a tropezar dos veces con la misma piedra. No les temo pero sî me preocupa que las nuevas generaciones puedan sufrir la irracionalidad del terror de estado.
    Podrîa abreviar todo este discurso diciendo que conocî lo mejor de mi patria , Neruda, Allende; Vîctor Jara, Miguel Enrîquez y paralelamente supe que las fuerzas del mal no se detienen cuando un pueblo dice basta.
    Como sobreviviente de una tragedia nacional sê que mi compromiso es con los ausentes, con los caîdos, y es a ellos, que en definitiva debo agradecer que en ni en los peores instantes perdimos la dignidad ni en la victoria nos invadiô la prepotencia.
    Poseo millones de motivos para recurrir a la venganza, “al ojo por ojo” pero, esa humanidad que marîa hace referencia me detiene porque no quisiera jamâs asemejarme a los verdugos. Pido y exigo lo que mi espîritû requiere: verdad y justicia.
    Las estocadas del enemigo duelen pero no son letales, en cambio las traiciones dejan heridas aûn mâs profundas. la consecuencia, la honestidad tiene un precio y son pocos los que estân dispuestos a pagarlo.
    Es in duda mucho mâs cômodo enterrar la memoria, estrechar manos sangrientas y plegarse al coro de los hipôcritas que predican que la lucha de clases es cosa del pasado y pensando que somos una asa de imbêciles que se cree la fâbula de que en un cierto paîs de Europa derrumbaron un muro y por ello el mundo es mâs humano y mâs justo.
    …. Si he escrito todo esto es simplemente por retribuir vuestra acogida, intentando, ser mâs humano y exponer mi pensamiento de manera pûblica.
    Ringrazio a tutti.

  49. Maria, da osservatrice esterna vorrei dirti solo una cosa: è molto brutto vedere come ogni volta che non sai che dire tu ricorra agli insulti. Cominci sempre col dire che bisogna dibattere che sei aperta e che non hai paura di niente poi finisci sempre per accusare chi non è d’accordo di essere in malafede e di essere un venduto. E così finisce che non dibatti mai con nessuno e nel tuo blog non resta che una eco pappagallesca di slogan. Qui si stava discutendo delle elezioni in Venezuela e tutto è finito in un festival di retorica (tipo gli interventi di Pedro, che cosa ci trovi in questi elenchi di luoghi comuni?)Credo che se tu fossi politicamente un po’ meno troglodita (ma li leggi gli interventi di Eliolibre?). in questo blog verrebbe più gente se ci fosse più tolleranza e intelligenza. Anch’io, che amo molto l’America del Sud, proverei direi la mia, ma temo di essere insultata. Detto questo, scompaio.

  50. Brava. Scompari.

  51. mirco pereira Says:

    Vedo, che la polemica cresce, vorrei buttare acqua sul fuoco, perchè trovo spiacevole che si arrivi a insulti personali, di bassa lega.
    Io del Gramma, mi permetto di dare il giudizio che voglio almeno qui, e non solo. Vedi Mario, non mi serve andare a vedere il quotidiano in versione elettronica, lo leggo tutti i giorni nella sua edizione cartacea, visto che a Cuba ci vivo, e lavoro. Come vi ho già detto, mi paga direttamente lo stato Venezuelano per rimanere qui. Lunga vita quindi a Chàvez, e al suo governo.
    Il post, inviato dove parlo di D.T.I., era chiaramente ironico, Elio, quindi raccolgo il tuo consiglio per lo psichiatra, che forse ne ho realmente bisogno visto che ti sto rispondendo.
    Per il fatto di essere di sinistra e antifascista, sono dei capi saldi della mia vita. Non mi interessano tanto i problemi di casa vostra, P.D., o altro, mantenendo la cittadinanza Italiana, ho acquisito anche quella Brasiliana, è il mio paese di riferimento da molti anni.
    Qui vedo che parlate, di lotta antifascista, Elio, Mario, e altri ma avete mai combattuto i Fascisti? Non a parole, Dove erevate agli inizi degli anni 80, quando in Brasile si vinceva la lotta contro la dittatura di Joao Baptista, Dove eravate nel inverno del 1983, quando nella sierra Peruviana insieme a Sendero Luminoso, si faceva guerrilia contro i fascisti e bande prezzolate pagate dagli statunitensi. Bene io ero li’, quindi prima di parlare,
    cerchiamo di conoscerci e poi diamo giudizi. Ho 53 anni, penso che nella mia vita, ne ho viste di tutti i colori, con tutti i miei sbagli, e cose giuste,
    sicuramente criticabile, non cerco lodi da nessuno ma nemmeno offese gratuite. I giudizi che do, sbagliati o giusti che siano, sono dati dalla mia personale esperienza e conoscenza, fermo restando che sono personali e quando li rendo pubblici, sottoposti a tutte le critiche, anche le piu’ dure però argomentate. Scusate lo sfogo, ma mi sembrava giusto chiarire.
    Ora, in tono piu’ allegro, mi spiegate che cavolo succede in Italia?
    Ieri sera nel notiziario, serale di “Radio Rebelde”, con tono enfatico, parlando della crisi finanziaria mondiale, hanno detto che in Italia è stata introdotta una sorta di libreta, non vi dico il tono e il commento, con spiegazione tutta cubana, il commentatore dice: anche i paesi del imperio, stanno copiando il sistema cubano. Se per favore mi date una contro informazione, non quella che leggo sul corriere online. Grazie.
    Un fraterno saluto Mirco.

  52. Mirco Mirco.
    Difficile farsene una ragione, eh?
    La mia testolina sarà anche carina Mirco, ma è tosta e non si schioda facilmente. Se mi prefiggo un obiettivo, quello è. E sull’obiettivo di questo blog mi sono espressa chiaramente.
    La polemica non cresce. Siete voi che non vi rassegnate.
    Se vuoi sapere quello che succede in Italia fatti un giro su internet.
    Io sto per postare altro. A proposito di lotte antifasciste.

    Ciao Pedro e continua così. Non dar retta, la strada è quella giusta. Altrimenti non insisterebbero.
    Un abbraccio

  53. mirco pereira Says:

    Scusa, Maria mi sfugge il tuo ultimo post, che ragione devo farmi?
    A che mi devo rassegnare?
    Il Mio lungo e sicuramente palloso post, era proprio per chiarire i mie sentimenti vicini a tuoi. Non neccessariamente perchè alcune, opinioni divergono, noi siamo nemici, tu forse pensi che ti ritengo una nemica da combattere, se e sottolineo se ( citazione)è cosi’ ti stai sbagliando di grosso. Comunque va bè, continuero a leggerti, e rispondere quando l’ argomento mi gratifica le sinapsi. Continuando a non capire, fraterni saluti Mirco.

  54. Entiendo perfectamente tus palabras; Marîa. Pero no debes preocuparte. En mi patria decimos “curados del espanto” cuando las experiencias vividas nos han enseñado a resolver las dificultades. Y es de acuerdo a esta lecciôn es que sê distinguir perfectamente al enemigo, a los hipôcritas, a los demagogos, los oportunistas y tanto “revolucionario de cafê” que anda en gira por el mundo.
    La hija del guerrillero heroico en una entrevista reciente ha dicho que ella no es mâs revolucionaria que los demâs por ser heredera del Che. Concuerdo con ella. la humildad es una virtud igualmente revolucionaria.Personalmente, jamâs se me ocurrirîa preguntarme quiên es mâs antifascista de todos los que ingresan a este foro y mucho menos valerme de experiencias pasadas para mostrarlas como certificado de consecuencia.
    Creo que son mis compañeros autênticos, aquellos con los cuales intercambiamos miradas cômplices plenas de fuerza interior para evitar que los verdugos nos derrotaran son los ûnicos capaces de juzgar mis actitudes.
    El interrogatorio es una herramienta predilecta de los que carecen de razôn y emplean la fuerza.
    Reitero, y Annalisa, que me conoce puede confirmarlo, me es dîficil hablar de mi historia personal y si hoy me atrevo es que he encontrado el coraje que nace de la confianza, el respeto de muchas personas que ingresan a esta pâgina.
    … es un poco como… retornar a casa o al barrio donde crecî.
    Co afecto y renovada sinceridad

  55. Non ti porre troppe domande Mirco. Ancora non l’hai capito? Maria ha paura delle idee degli altri e usa gli insulti di Eliolibre, Andrea ed altri cervelloni come guardiaspalle che allontanano i disturbatori. E usa le dichiarazioni di principio di Pedro, chenon voglionio dire niente e che a me sembrano la caricatura del rivoluzionario latinoamericano, come se fossero la sua coperta di Linus. Maria vuole restar sola con i suoi giannizzeri. E tu lasciala sola.

  56. Ofendes sin conocerme, Patricia. Ingresas a provocar.
    No pienses que me alteras, conozco demasiadas personas como tû que lanzan la piedra y esconden la mano. Tu objetivo final es crear l a sensaciôn de que eres vîctima.
    Informâte, busca en Google, Lista Valech (Chile). Mi nûmero es el 18581.
    Ahî encontrarâs la respuesta y la razôn de mis expresiones.
    Te deseo que JAMAS en tu vida experimentes los rigores del fascismo. Te aseguro que es algo mucho mâs terrible que cien tsunamis juntos.

  57. mirco pereira Says:

    Si certo Patricia, Qualcosa del genere l’ ho intuito. Quando però leggo delle cose palesemente errate, mi viene spontaneo portare la mia conoscenza. Vivo praticamente da 25 anni tra il Sud America e Africa,
    Per il mio lavoro ho contatti continui con i governi di molti paesi, Ora sono 5 anni che lavoro per Cuba, e ci risiedo praticamente tutto l’anno.
    Sai è comico che mi si venga dire di leggere il Gramma, o che qualcuno mi spieghi la reale situazione Cubana, o venezuelana.Quando hanno visto questi paesi forse un paio di volte per 15 giorni. Poi va bè andiamo sul esilarante, con Elio, testuale “é orglioso di avermi come avversario”, avversario di chi? per fortuna nella mia vita ho avuto è ho avversari un po’ piu’ importanti e colti,di tale Eliolibre, io comunque non sono suo avversario, proprio, proprio un suo estimatore, per le cose pittoresche che scrive su Cuba. Stando all’ estero da molti anni, ho capito meglio gli Italiani, hanno una capacità di sintesi nel capire e risolvere i problemi del mondo , dopo 3 giorni a Cuba, già hanno capito tutto. Poi sempre delle serie ho capito tutto, si sposano, frequentano,partecipano, si fanno prendere in giro, senza capire di avere intorno degli Zelig, che a qualsiasi loro richiesta si traformano come tu vuoi, in cambio di una vita migliore, un po’ di denaro, o la curiosità di capire che succede al di fuori.
    Si penso di aver capito, ma cosa vuoi Patricia, provare ad aprire un discussione, e confronto, mi piace, anche quando mi danno del servo degli yenki, senza sapere che ho avuto il diniego di entrata negli Stati Uniti, fino a 4 anni fa. Comunque rimango del idea, che questo è un bel blog, giovane, ma con buone possibilità di crescita. Un fraterno saluto Mirco.

  58. sinceramente Mirco te has equivocado de lugar.
    Aûn no captas que acâ no hay espacio para el cinismo, hipocresîa o doble moral. Enviar injurias y luego despedirse con un saludo “fraterno” es propio de canallas.
    Lo lamento, al menos yo, me es imposible dialogar con quien pretende debatir disfrazândose de lo que no es,
    Reafirmas las expresiones de Marîa y terminas diciendo… “questo e un bel blog, giovane2, etc , etc..”.
    Te sugiero busques una pâgina donde se agrupen los ambiguos, los vacilantes y todos aquellos que temen presentarse tal cual son.

  59. Error.. reafirmas las expresiones de Patricia.

  60. Patricia credo che dovresti veramente scusarti con Pedro, mio padre diceva . mai aprire bocca e dare fiato… beh è proprio quello che tu hai fatto e stavolta ti ha detto veramente male, perchè hai preso una sonora cantonata.

  61. Pedro, no te preocupes, como se dice : ladran Sancho…
    un abrazo lleno de cariño.
    P.S. Cuando nos hablamos?

  62. Una sola domanda Patricia?Ma se siamo tutta questa marmaglia perchè intervieni sul blog?stessa domanda a Mirco.
    avete portato il vostro “contributo” vi abbiamo detto in vari modi che non condividiamo il vostro pensiero.Allora?
    Ma non è che volete da noi una ratifica del vostro comportamento ambiguo?
    Mirco Pereira “questo è un bel blog giovane che ha possibilità di crescita”.
    ma chi sei?probabilmente un coglione che magari fa il puttaniere a Santo domingo,altro che Cuba.Ma vai da Cavallini a Miami e portati pure patricia.Qui non siete graditi.

  63. P.S.Maria non ha bisogno di guardiaspalle ma qualora ne facesse richiesta saremmo ben più di 2-3.

  64. mirco pereira Says:

    Andrea cosa ho detto, che non sei d’ accordo?
    Vi svelo un segreto, visto che nessuno di voi profondi conoscitori,si è accorto. Il mio primo post, nella prima parte è la riflessione di Raul sulle elezioni in Venezuela. Dove io mi trovo pienamente d’ accordo. Forse se lo firmavo, a quest’ora non mi prendevo anche del puttaniere. Per inciso chi ha la residenza permanente a Cuba, non puo’ entrare in Santo Domingo, se non con visto particolare, molto difficile da ottenere.
    Pedro, lo siento, capisco la tua rabbia,e la tua sofferenza, tu hai vissuto in un regime sporco e fascista, magari se vengo in chile, ne parliamo e mi conosci, cosi’ ci abbracciamo.
    Pero’ basta Andrea, e company, se vogliamo scendere a questi livelli, con me avete sbagliato persona. Un saluto Mirco.

  65. Chiedere scusa a Pedro? E perché? Ho scritto che i suoi interventi mi sembrano caricaturali e lo ribadisco. Qui, se non sbaglio, si stava parlando delle elezioni in Venezuela. E d’improvviso eccoti che t’arriva uno che, in un susseguirsi dei più triti luoghi comuni, comincia a dare lezioni di etica rivoluzionaria che non dicono assolutamente nulla e che sembrano estratte da un manuale per pioneritos. Non c’è nulla di offensivo in questo giudizio. E il fatto che qualcuno lo trovi offensivo in un blog dove si passa il tempo a dare del venduto a chi non è d’accordo mi pare la dica lunga sul tipo di cultura, insieme intollerante e piagnucolosa, che si respira da queste parti. Porprio tu, Annalisa, avevavi posto delle questioni serie sulle elezioni venezuelane e mc ti aveva risposto altrettanto seriamente. Perché non replichi dicendo di nuovo la tua e senza tirar fuori la storia di inesistenti offese al povero Pedro che è tanto bravo? Comunque nel suo stile zotico ha ragione Andrea. Questo non è un luogo dibattito. Questo è un enclave tribale dove i membri della setta si scambiano complimenti tra loro. Davvero non è posto per me, né per alcun altra persona intelligente.

  66. Allora.
    Non è possibile che riaccendo il computer e mi trovo questo fiume allucinante.

    1) Patricia sii coerente e scompari. Se non lo fai tu lo farò io. Non intendo accogliere tutta questa gent(aglia). Lo avevo già detto ma sembra che si siate duri di comprendonio.

    2) Questo blog è nato per un motivo preciso che ho spiegato. E non per altro. Chiaro?

    3) Ho detto che non voglio inserire la moderazione, non ce la farete a far fare la fine al mio blog come quella di altri blog che hanno dovuto chiudere per riaprire con un ‘impostazione diversa. Da questo momento in poi taglio.
    Punto

    Pedro non ti preoccupare, sono solo provocatori decelebrati. O pagati. Non ci sono altre ipotesi. Altrimenti non si spiegherebbe davvero.
    Un abbraccio e stai tranquillo che sistemo tutto io.

  67. Ma ancora siete qui?Guardate che nelle enclavi tribali a volte si divorano i nemici,quindi è meglio che cambiate aria……Vedete di fronte a voi persino i vari La Russa e Gasparri sono gente per bene,almeno non fingono di essere di sinistra.Siete solo feccia…….però secondo me siete talmente schifati da non trovare altro posto dove andare altrimenti non si capisce perchè continuate a postare su un blog che vi disprezza.
    Maria altri hanno provato a fare idisturbatori ma con scarsi esiti,lasciali perdere non meritano nemmeno di essere tagliati.

  68. Ti sbagli Andrea.
    Non intendo che alcuno, chiunque esso sia, possa scompaginare e dirottare altrove l’obiettivo di questo blog, che è quello di fare memoria innanzi tutto e di dar solidarietà e forza al Movimento Mondiale.
    Chiunque non è in linea con questo obiettivo è semplicemetne nel posto sbagliato.
    Tutto qui.

  69. Cara Maria dare a una persona che ha sofferto sulla propria pelle le violenze di una dittatura e che quindi si esprime con una ferma condanna di tutti i fascismi che sono state all’origine di quelle violenze della “caricatura del rivoluzionario latinoamericano” io lo trovo offensivo. Anche perchè in tempi non molto lontani e in alcuni paesi ancora oggi i “rivoluzionari latinoamericani” come ironicamente li chiami tu si gettavano negli oceani dagli aerei, gli si passava la picana sui genitali e tante altre simpatiche cosucce. Se invece di vedere “luoghi comuni” fossi stata più sensibile e attenta avresti scoperto tutto questo tra le righe degli interventi di Pedro e probabilmente avresti taciuto.
    Saluti.

  70. Scusa Maria ovviamente non dicevo a te. Cara Patricia…etc etc…

  71. Annalisa m’hai fatto spaventare….. 🙂

  72. Solo per RIBADIRE a Mirco Pereira che continuo orgogliosamente a considerarmi suo AVVERSARIO, o NEMICO, come meglio credi. Pensare di condidere le tue idee mi mette in corpo l’angoscia…. Pe fortuna ti definisci di sinistra, ecco spiegato perchè è sparita fino ad arrivare al ridicolo…… Comunque il fatto che malgrado i miei silenzi continui a citarmi MI RIEMPIE D’ORGOGLIO! Vuol dire che ho colpito nel segno. Guarda che sei sulla strada di Cavallini, come legge il mio nome su qualsiasi blog non riesce più a trattenersi. Certe soddisfazioni sono impagabili….
    Per Patricia. Io sarò come dici tu, un TROGLODITA. Se essere per il socialismo vuol dire essere troglodita, a me sta pure bene. Vorrei ripetere che anche nel famigerato SOCIALISMO REALE centinaia di milioni di esseri umani di diversa etnia, religione e cultura vivevano in pace, l’arrivo del capitalismo ha portato disperazione, miseria, fame, guerre distruzione e morte. Il socialismo rappresenta l’ultima possibilità per l’uomo e l’ambiente in cui viviamo di avere un futuro, al contrario il capitalismo porta verso la distruzione. Anche nei nostri paesi “democratici” il fallimento è ormai non più occultabile nemmeno dallo spiegamento della totalità dei mezzi di “informazione”. Lavoratori e pensionati non riecono più a soprravvire, a Milano, la città più ricca d’Italia, migliaia di lavoratori e pensionati ricorrono alla mensa dei poveri per potersi sfamare mentre i cassonetti della spazzatura sono diventati i supermercati di molti (spero qualcuno abbia visto il servizio di Annozero ed ascoltato le parole di Della Valle, un famoso imprenditore non un troglodita comunista).
    Ti auguro un glorioso avvenire, Patricia. Tieniti la tua modernità che io continuo la mia lotta da TROGLODITA….

  73. Egregio dott. Cavallini,

    La invito ad essere coerente e uscire DEFINITIVAMENTE da questa spazzatura.
    Da ora in poi non tollererò più nessuna provocazione nel mio blog
    comprese quelle che concludono con i fraterni saluti.

    Distinti saluti a tutti.

  74. Ho letto solo ora il pezzo di Carotenuto che è una analisi equilibrata sulle elezioni venezuelane e mi stupisce che qualcuno se ne possa scandalizzare come si è fatto in questo sito.

    Questo mi fa pensare che le critiche, lo sdegno, le offese di Cavallini a Gennaro siano pretestuose e in malafede per tirare l’acqua al suo mulino.

    Fai bene Maria ad essere dura
    Rosita P.

  75. mirco pereira Says:

    Maria, con la censura si conclude poco penso.
    Ti invio questo fantastico discorso del Comandande come omaggio al tuo blog. Che corrisponde in toto al mio ben piu’ modesto pensiero.
    “El periodista trabaja para el pueblo, el periodista informa al pueblo.
    El pueblo solo necesita que le informen los hechos, las conclusiones las saca el, porquè para eso es lo suficientemente inteligente nuestro pueblo cubano. Por algo las dictaduras no quierem libertad de prensa, por algo nostu vieron censurador y amordazados durante tantos meses. Durante tantos meses, seguitos, que sumandos come bien dicen ustederan anos.
    Quien dice libertad de prensa, dice libertad de riunion; quien dice libertà de riunion…..segue con strutture organizzative cubane…
    la chiusura…Cuando se habla de un derecho despuès de la revoluciòn triunfante, se habla de todos los derechos: derechos que son derechos porquè no se pueden arrebatar, porquè el pueblo los tiene asegurados de antemano.
    Fidel Castro Ruz, en la plaza de la ciudad de Camaguey, el 4 de enero 1959.
    Quando i grandi uomini…parlano…che meraviglia vero.
    Volevo ringraziare, Yanelis Ducas, l’ archivista del museo dela revoluciòn di Camaguey, che mi ha trovato questo maraviglioso discorso.
    Un abrazo Mirco.

  76. Quando la classe non è acqua…… di seguito il finale dell’intervista che l’attore statunitense Sean Penn ha fatto a Raul Castro per conto del giornale: “The Nation” oggi parzialmente pubblicata da Liberazione.

    “…….Torno a porre a Castro dopo questo lungo incontro la mia domanda iniziale. È poco dopo l’una di mattina ed egli inizia a parlare:«Dunque lei mi aveva chiesto se accetterei di incontrare Obama a Washington. Dovrei pensarci. Dovrei discuterne con i miei compagni di governo. Personalmente non credo che sarebbe una buona cosa che io fossi il primo a fare visita, perché sono sempre presidenti latinoamericani che vanno per primi negli Stati Uniti, ma sarebbe anche indelicato aspettarsi che il presidente degli Stati Uniti venisse a Cuba. Dovremmo incontrarci in un posto neutrale». Fa una pausa, appoggia il suo bicchiere di vino vuoto: «Forse possiamo incontrarci a Guantanamo. Dobbiamo incontrarci e iniziare risolvere i nostri problemi. E alla fine dell’incontro noi potremmo dare un dono al presidente. Potremmo rimandarlo a casa con la bandiera americana che sventola sulla baia di Guantanamo». Usciamo insieme dall’ufficio accompagnati dallo staff del presidente, fino alla macchina che ci aspettava. Lo ringrazio per il tempo concessomi. Mentre sono in macchina il presidente bussa al mio finestrino. Abbasso il vetro e il presidente mi indica l’orologio, per dire che sono passate sette ore da quando abbiamo iniziato l’intervista. Sorridendo mi dice: «Adesso chiamerò Fidel. Gliel’avevo promesso. Quando Fidel saprà che abbiamo parlato per sette ore, stia sicuro che passerà con lei sette ore e mezzo quando tornerà Cuba». Ci scambiamo un sorriso e un’ultima lunga stretta di mano”.

  77. Conversando con Gramsci

    di Miguel Posani

    Lentamente si va facendo visibile un paesaggio davanti a me, un piccolo lago, non so in quale parco, alberi tutt’intorno. Mentre osservo i suoi colori, mi rendo conto che sono seduto su una panca, di quelle di legno.

    Il sole è alle mie spalle e ho qualcuno al mio fianco che conversa con me e mi dice: “Guarda quello che sta succedendo, ora state cominciando a capire quello che teorizzai a suo tempo, il problema della egemonia non è semplicemente la questione di chi controlla il potere politico o l’apparato dello Stato, l’egemonia culturale è qualcosa di più complesso e complicato, nella quale partecipano tutte le menti della società… Guarda cosa è successo con l’Unione Sovietica e tutti quei tentativi di rivoluzione socialista, al di là di altri errori, non seppero focalizzare il vero problema egemonico che non sta nei mezzi di produzione, nella burocrazia dello Stato o nelle leggi, non sono stati capaci di concentrarsi nella quotidianità che ognuna di quelle menti riproducono, nelle loro mutue complessità che riproducono uno schema sotterraneo incosciente”.

    Mi volto verso il mio interlocutore e mi rendo conto che colui che ho al mio fianco una persona che si maschera la faccia con una grande fotografia di Gramsci, l’abbassa e mi spavento perché chi la sostiene è lo stesso Gramsci che ride, è veramente piccolo come nelle foto e al vedere la mia sorpresa sorride ancora di più e senza darmi il tempo di dire nulla continua a parlare: “L’opportunità che voi avete per la quale siete maturi è quella di sviluppare una vera guerra di posizioni simboliche, non solo nell’ideologia, ma in ciascuna area di riflessi incoscienti che sono le loro basi. Renditi conto che questo problemino con gli studenti delle università private e con i preti, con i mezzi di comunicazione, con la burocrazia e la corruzione che avete adesso, lungi dall’essere qualcosa di negativo va a rafforzarvi, quelli, la destra e l’imperialismo, si stanno rinnovando nella loro tattica e strategia, e questo vi obbliga a fare la stessa cosa. Non è un male, per fortuna ci sono loro, non importa quanto siano stupidi, sono un’opposizione interna ed esterna che vi aiuta a sviluppare anticorpi”.

    Si aggiusta gli occhiali e parlandomi in italiano con accento sardo, mi dice che è preoccupato per la sua salute e inoltre sua moglie è da molto tempo che non gli scrive…non so che dirgli…mi guarda, credo che intenda il mio imbarazzo e ride di nuovo continuando a parlarmi: “Devi capire questo, il senso comune è un conglomerato di abitudini e aspettative che sono vigenti giorno dopo giorno nel quotidiano delle persone, sono come una colla che mantiene l’ordine sociale delle cose. Si manifesta per esempio con le frasi fatte, nei giri verbali tipici, nei gesti automatici, negli stereotipi e nelle reazioni di fronte agli avvenimenti. L’insieme di questi contenuti del senso comune si identifica per il soggetto imbevuto di ciò, con la realtà stessa, anche se è soltanto parziale e immaginario”…tento di interromperlo ma non me lo lascia fare… “il senso comune non ‘apprende’ dalla realtà ma lavora come filtro e ordinatore di questa a sua volta, secondo canoni ancestrali che si mantengono occulti alla coscienza”.

    Mi rendo conto che ho una certa difficoltà nel seguirlo perché mi sto chiedendo se questa conversazione sia reale o sia un sogno, però continuo ad ascoltarlo con attenzione: “Voi per la prima volta in una rivoluzione state prendendo coscienza che il problema non è soltanto economico, o storico, il problema della ‘sovrastruttura’ è veramente un problema, dovete prendere coscienza che la lotta è molto lunga e la scommessa è voltare di 180° nella cosmovisione del senso comune, cambiare i sentimenti morali, avvelenati e condizionati dal capitalismo, fino a toccare le reazioni fondamentali del senso comune.

    So che adesso dovete affrontare una guerra che prima non esisteva, quella che chiamano guerra mediatica, quel monitor che si trova in tutte le case e che ha condizionato tutti con la sua musica, le sue immagini, la sua estetica, non solo nelle vostre credenze ma arriva molto vicino a ciò che si possono definire istinti freudiani.

    Questa è la vera guerra per l’egemonia, si sono conquistate molte cose ma manca il nucleo centrale riproduttivo del quotidiano che non sta ‘fuori’ nelle relazioni sociali ma si trova dentro di ognuno di noi.

    Te lo espongo in un’altra maniera, l’ho spiegato nei quaderni del carcere.

    L’ideologia borghese non deve essere combattuta solo nel campo aperto degli scontri ideologici ma anche nella discrezione del senso comune, nella riproduzione del suo sostegno, dei suoi simboli ed immagini, attraverso la penetrazione sottile, millimetro a millimetro, cervello a cervello, idea a idea, abitudine ad abitudine, riflesso a riflesso. Capisci allora quando parlo di ‘aggressione molecolare’?

    Ma inoltre, se facessimo solo questo staremmo soltanto cambiando una cosmovisione e un’alienazione con un’altra, il problema è più complesso. Oggettivamente la mutazione e l’evoluzione per la quale lottiamo non riguardano soltanto le convinzioni politiche, ma principalmente le reazioni spontanee, i sentimenti fondamentali, i riflessi che determinano incoscientemente la condotta.

    Le condotte sedimentate nell’inconscio umano da secoli e millenni devono essere sradicate, per fare posto a una nuova costellazione di reazioni o, per meglio dire, passare da una reazione ad una maggiore coscienza.

    In questa guerra per l’egemonia si richiede una pluralità di canali di azione e comunicazione informali e apparentemente svincolati dalla politica, attraverso i quali si può andare iniettando impercettibilmente nel senso comune una gamma completa di nuove parole, abitudini che vanno modificando i modelli di comportamento da incoscienti ed alienati per passare a modelli coscienti, autoriflessivi e critici”.

    Lo interrompo e gli faccio notare che ciò che mi dice si avvicina all’esoterismo tipo ‘new age’ e lui se la ride di nuovo dicendomi che ha sempre criticato il meccanicismo manualesco ed il dogmatismo, che i suoi anni in carcere sono stati un profondo periodo di meditazione ed introspezione che gli hanno permesso di vedere più in là del momento storico e comprendere che una rivoluzione autentica deve andare più in là di se stessa gettando il suo sguardo non solo all’indietro nella storia ma più in avanti, nel futuro, nella scommessa di un futuro più umano, più in armonia con la natura e con lo spirito della terra, solo così si salverà dal cadere nelle fosse e nelle trappole dei diversi dogmatismi, dei conservatorismi ed estremismi nocivi per il processo rivoluzionario.

    All’improvviso nel cielo chiaro si scatena un fulmine che cade nel centro del lago distogliendoci dalla nostra conversazione, ad un certo punto, solo un istante di oscurità e aprendo gli occhi mi rendo conto che mi trovo in una cella e che il suono del fulmine è stato prodotto dall’urto del metallo della porta che si è aperta, un secondino entra e mi dice “Signor Gramsci, lei è libero, Mussolini ha firmato la sua liberazione”. Non capisco ciò che mi dice perché ancora sto pensando al mio strano sogno: io, che sono un’altra persona che mi ascolta mentre le parlo del futuro in… Venezuela…, davvero una strana cosa… non lo racconterò a nessuno perché crederanno che io sia più pazzo di quello che pensano… qui mi sono svegliato, facendo questo pensiero.

    [traduzione dal castigliano di Ciro Brescia]

  78. La maggiore partecipazione ad una contesa elettorale regionale e locale – solitamente disattesa dalla popolazione – con il 65,45% dei partecipanti che il Venezuela abbia mai avuto da dieci anni a questa parte, vale a dire dall’inizio della Rivoluzione Bolivariana, consacra la vittoria del Partido Socialista Unido de Venezuela, il partito di cui il Comandante Hugo Chavez è il presidente, sottraendo all’opposizione 4 stati (Guárico, Sucre, Aragua y Yaracuy) ed imponendosi complessivamente con certezza in 17 stati: Anzoátegui,
    Apure, Aragua, Barinas, Bolívar, Cojedes, Delta Amacuro, Guárico, Falcón, Lara, Monagas, Portuguesa, Sucre, Vargas, Yaracuy, Mérida y Trujillo.

    Cinque milioni e trecentomila i voti a sostegno dei canditati “socialisti e bolivariani”, meno di quattro milioni all’opposizione, secondo il primo vicepresidente Alberto Muller Rojas, 300mila in meno rispetto alle precedenti contese elettorali. Due gli Stati in bilico: Carabobo e Tachira, il primo si conferma in mano all’opposizione per qualche migliaio di voti, ed il secondo, viste la rottura con Acosta Carlez, viene confermato sempre all’opposizione.

    All’opposizione vanno gli Stati Merida, Zulia, Nueva Esparta ed il Distretto Capitale (Alcaldia Mayor). Per il Distretto Capitale, “alcalde” uscente l’intellettuale, appassionatissimo di Toni Negri, Juan Barreto Cipriani, era canditato del PSUV l’amato Aristobulo Istruiz, amatissimo dal popolo e afrodiscendente, ma molto meno dall’oligarquia pitiyankee che si concentra massivamente nei quartieri bene del D.C.; molto meno amato dal popolo, invece, il canditato del PSUV Diosdato Cabello e governatore uscente dello stato Miranda, che, infatti, raccoglie solo il 36,74% facendo passare sotto il controllo dell’opposizione anche questo stato.

    Si sperava nell’italiano-venezuelano Giancarlo Di Martino, ex sindaco di Maracaibo, per la conquista dello Zulia, Stato da sempre in mano all'”oligarquia petrolera”, ma si ferma solo al 45,02; anche questa volta, probabilmente, le frizioni con il Partito Comunista, anch’esso storicamente forte in questo Stato con una relativamente significativa presenza operaia del settore petrolifero, hanno giocato a favore dei conservatori. Nello Stato Nueva Esparta, Morel Rodríguez: 57,64 si impone sul candidato PSUV, William Fariñas. In questi ultimi anni, dopo il salto della “talanquera” da parte di diversi personaggi in vista come Ismael Garcia (Podemos) ed il generale Isais Baduel (ex ministro della difesa ed “eroe” dei giorni del golpe) o di altri militari come Acosta Carlez, passati apertamente nel campo controrivoluzionario o accusati di corruzione, erano diversi gli Stati passati sotto il controllo dell’opposizione, quando ancora non esisteva un partito unito ed organizzato a condurre il processo rivoluzionario.

    Alla fine 18 Stati (incluso Amazonas dove questa volta non si è votato) saranno governati dal PSUV e da chi lo sostiene, 6 (inclusa la città di Caracas D.C) da una variegata opposizione, fortunatamente non sempre rabbiosamente controrivoluzionaria.

    Un dato da tenere presente è che la stragrande maggioranza delle alcaldias sono sotto il controllo del governo rivoluzionario, anche negli stati dove si sono imposti con una risicata maggioranza gli oppositori al progetto socialista. Così come è da notare che la stragrande maggioranza delle paroquias della Gran Caracas sono saldamente in mano alla Rivoluzione.

    Al di là dei dati aritmetici, il campo controrivoluzionario non si può certo dire sbaragliato: l’influenza dell’oligarchia, nonostante non abbia alcun progetto politico reale ed unitario che la tenga insieme, tranne la corruzione, il burocratismo, l’opportunismo, i “paracaidistas”, i sabotatori interni ed esterni, è come un avvoltoio che aspetta il momento più opportuno per minare il futuro della Rivoluzione Socialista, che necessariamente dovrà approfondirsi e radicalizzarsi – pena l’aborto della stessa – venendo in contro ai bisogni, alle lotte, alle necessità ed ai sogni delle larghe masse venezuelane che anche questa volta hanno dimostrato di sapersi mobilitare autonomamente e con entusiasmo, dagli interessi della borghesia e sulla base dei loro propri interessi.

    L’unica arma a favore dei golpisti venezuelani sono le indecisioni ed i nodi ancora da sciogliere del governo rivoluzionario.

    Il Poder Popular deve passare da essere un potere costituente in processo in potenza ad un potere costituito in processo in atto, liberando le potenzialità e la creatività popolare; una realtà concreta e tangibile attraverso il controllo pubblico delle molteplici attività sociali, industriali, economiche e finanziarie, poichè la società socialista cominicia quando è l’attività umana del lavoro a dettare legge sul capitale e non viceversa.

  79. Grazie a Ciro Brescia per questa splendida riflessione su Gramsci e per l’articolo sull’elezioni in Venezuela.
    Ti saluto col grido bolivariano di sempre:
    Patria, Socialismo, o Muerte! Venceremos!

  80. Un saluto a te e a tutti i lettori, qui di seguito alcuni interessanti articoli, alcuni dei quali ‘disambigui’, perchè è meglio che la lingua batta dove il dente duole…:

    La Rivoluzione Bolivariana compie 10 anni di Tito Pulsinelli
    http://napoli.indymedia.org/node/6468

    A Quito il VII Congresso della JCE
    http://www.quitolatino.splinder.com/

    Che cos’è davvero “La Voce d’Italia” o meglio la “Voce del Padrone”?:
    http://www.loccidentale.com/articolo/i+fantasmi+nascosti+del+pd-nella+corsa+in+abruzzo.0062057

    Che dire di Gennaro Carotenuto, Guido Piccoli e Maurizio Chierici?:

    COLOMBIA, CAROTENUTO E DINTORNI: FARNETICARE NON COSTA NIENTE…
    http://www.nuovacolombia.net/cartelle/documentianc/carotenuto.htm

    ‘PICCOLI’ DELIRI E ‘CAROTENUTE’ SVISTE
    http://www.nuovacolombia.net/cartelle/documentianc/carotenuto2.htm

    A proposito di grilli parlanti, dov’è il martello?
    http://www.venceremos.it/primo_piano/grimaldi/colombia12108.pdf

    PENOSO INTERVENTO DI GUIDO PICCOLI
    http://www.venceremos.it/revolucionbolivariana/documenti/risposta_a_piccoli.pdf

    COLOMBIA: ANNO ZERO
    Quando la verità si impone sopra il potere controinsurgente
    e la miseria del giornalismo a bassa intensità.
    http://napoli.indymedia.org/node/2548

    Giornalismo e giornalismo.
    http://napoli.indymedia.org/node/2466

    Fidel & Calderoli? La nostra voce per Ingrid?

    Chierici è un giornalista che ha il ‘coraggio’ di paragonare Calderoli e Fini a Fidel, (http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Lettere&op=esteso&id=3813) e di definire la guerriglia alla stregua di una banda di idioti, (http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Lettere&op=esteso&id=4610) pare che l’Italia Veltrusconiana sia diventata un po’ la scuola di questi giornalisti colti e illuminati. Una Italia dove si ha gioco facile a far passare i cubani come una massa di pappagalli, o di vittime del terrore di regime che fa loro abbassare la testa e dire sempre ‘sì’, che annuiscono al potere della ‘cupola’ castrista. Il paese unico al mondo dove si sta lanciando il vaccino per la cura del cancro ai polmoni (http://www.aporrea.org/internacionales/n115955.html), il paese che ha ridato la vista a decina di migliaia di latinoamericani poveri e centinaia di italiani, persino; l’unico paese al mondo (http://napoli.indymedia.org/node/4624) dove non si ciancia di sviluppo sostenibile, semplicemente lo si pratica, nonostante, e non grazie al fatto come sostiene l’Ansa, il blocco economico quarantennale.
    Un giornalista che ha il ‘coraggio’ di paragonare le istituzioni italiane a quelle cubane, per denigrare queste ultime, si intende.
    Un giornalista che ha il ‘coraggio’ di mettere sullo stesso piano le Farc-Ep ed Uribe, un esercito guerrigliero impegnato a combattere da decenni le oligarchie legate a doppio filo a Washington, che ha perso molti, in questi 40 e passa anni – sotto i genocidi e criminali bombardamenti diretti dagli yankee – tra i suoi migliori uomini e donne, che per Chierici sono solo dei poveri imbecilli, al massimo, probabilmente, per alcuni di loro in buona fede, delle vittime delle manipolazioni dei loro capi.
    L’Unità, è stata fondata da Gramsci, lo stesso Gramsci che oggi si starà rivoltando nella tomba per quello che fu il giornale degli operai e dei contadini, ed oggi è a tutti gli effetti la voce della cupola dell’apparato imprenditoriale italiano del PD e del sindacalismo neocorporativo, l’alter ego di Berlusconi, insomma, poiché sposano nei fatti la stessa cultura liberista, libertà di mercato uguale democrazia.
    L’Unità che è diventata la voce del PD, lo stesso PD che a Napoli ha firmato uno dei peggiori manifesti razzisti contro i Rom baraccati di Ponticelli, un manifesto che ha fatto certamente la gioia dei nazifascisti di Forza Nuova.
    I contadini colombiani non scappano dalle “guerriglie della sinistra radicale”, come dice Chierici, che dimostra di non conoscere uno dei principali pilastri della guerra di guerriglia rurale: senza l’appoggio dei contadini non può esistere nessuna guerriglia, decine di migliaia di uomini in armi non sarebbero mai potuti esistere senza l’appoggio massivo dei contadini.
    Come risolvere, allora, il problema – per i narcoparamilitari di Uribe ovviamente – della guerriglia? Semplice: massacrando i contadini e costringendoli a fuggire dalle loro terre; quattro milioni di Colombiani ‘desplazados’ vivono in Venezuela.
    I contadini, quindi, scappano dai criminali paramilitari che da tempo immemore squartano e massacrano con le motoseghe i contadini per seminare il terrore e “togliere l’acqua al pesce”, una strategia terroristica di stato per tagliare l’erba sotto i piedi della guerriglia. Ovviamente si guarda bene dal parlare dei cinquecento guerriglieri buttati nel dimenticatoio delle carceri-tomba di Uribe, si guarda bene dal parlare dei settemiladuecentoepassa detenuti politici accusati di essere sodali della guerriglia e quindi definiti terroristi. Si guarda bene dal parlare dello scambio umanitario, unica via praticabile per garantire la liberazione di tutti i prigionieri di guerra, di cui si fanno portavoce sia Piedad Cordoba sia il presidente Chavez. La verità è semplice e banale, pare esistere in Colombia solo Ingrid Betancour, figlia dei salotti buoni, la stessa che paradossalmente scriveva nel suo libro, ‘Forse domani mi uccideranno’, denunciando le minacce di morte e i tentativi di eliminazione fisica da parte dei paramilitari, che fu costretta ad allontanare e far crescere i figli fuori dalla Colombia, sarà un caso, e forse domani la uccideranno, ma per ora è ancora viva perché è stata lontana dal mirino dei fascisti, mafiosi, genocidi e terroristi narco-paramilitari, al soldo del trafficante Uribe agli ordini di Washington che hanno tentato di eliminarla. Oggi, meschina, si è convertita nella voce del padrone.
    C’è qualche giornalista oggi in Italia che ha il coraggio di scrivere queste evidenti verità, c’è qualche grande giornale – La Repubblica, Il Corriere, L’Unità etc…, che ha il vero coraggio di diffondere queste elementari evidenze? Se non è così, significa che in Italia non esiste la libertà di stampa, quindi invece di paragonare Calderoli a Fidel, sarebbe il caso di parlare del criminale e terrorista Uribe e dei suoi sodali di Washington. Senza il coraggio della verità non ci si metterà mai al servizio dell’umanità. C. B.

  81. Più che “disambigui” (che vuol dire?) gli articoli proposti da Ciro mi sembrano preistorici. Che senso ha riproporre, con un anno di ritardo, la polemica chei più decelebrati tra i filo-farc di casa nostra hanno lanciato contro Carotenuto, Piccoli e Chierici ai tempi della vicenda del piccolo Emmanuel? E, oltretutto, in un luogo dove si sta parlando di Venezuela. Mah…mi sa che Ciro ha scelto questo blog per fare proganda a idee ormai “imppropagandabili” (visto che siamo in vena di neologismo, vi propongo il mio).

  82. Cara Patricia,
    sinceramente invece io non trovo nè “preistorici” nè “decerebrati” gli articoli e le considerazioni che ha riportato Ciro, ma senz’altro interessanti. Non dico che siano la verità assoluta e che vada preso tutto per oro colato, ma neanche lo sono le cose che riporti chiunque altro, si chiami pure Carotenuto, che è a sua volta sempre molto interessante e utile da leggere, ma prende anche lui le sue brave cantonate, né è l’unico autorizzato a parlare della Colombia e delle FARC.
    Salutoni

  83. Ciao Mario!
    Mi piace quest’angolo di blog dove si interviene da Cuba, Cile, Stati Uniti, Belgio… e poi mi rimproverano di trattare “troppo” le questioni politiche internazionali…

    Continua così Mario, lì nella fredda Bruxelles.
    Evvai compà!! 🙂

  84. Gli articoli segnalati da Ciro sono sicuramente vecchi (un anno di ritardo ti sembra poco?) e sicuramente fuori tema (che c’entra ritirar fuori ka vicenda del piccolo Emmanule in un post dedicato al voto amministrativo venezuelano?). Per qualche ragione, Ciro ha deciso di usare questo post per portare un po’ d’acqua al mulino delle Farc. Evidentemente ha un conto aperto con il povero Carotenuto (e con se stesso, visto che i fatti hanno, in quest’ultimo anno, dimostrato come Carotenuto, Piccoli e compagnia avessero perfettamente ragione). Chissà: forse Ciro è convinto che, passato tanto tempo, i lettori di questo blog abbiano dimenticato i fatti ai quali gli articoli si riferivano. E s’illude che l’assenza di memoria possa, in qualche modo, riscattare le miserie delle Farc. Non credo sia il caso di dargli corda. Tutto qui.

  85. Patricia.
    Non è il caso di dare corda nemmeno alle tue scempiaggini. E i lettori di questo blog lo sanno benissimo. Nessuno porta acqua al mulino delle Farc. Ma più volte ho detto e ripetuto che le farc non sono terroristi, e l’ho fatto argomentando e non insultando e offendendo come è il tuo stile, Patricia.

  86. E a proposito di scempiaggini, dimenticavo di puntualizzare una cosa. Il discorso che facevo in riguardo al confronto distruttivo che incalza andando a trovare il pelo nell’uovo senza guardare la trave nell’occhio, era riferito al leggendario (ex-Unità) Massimo Cavallini, che mi accusa di censurarlo perchè a suo intendere avrei “paura”.
    Mi rifaccio dunque alle pertinenti e sacrosante verità espresse da Ciro riportando una delle tante riflessioni in merito alla questione Farc. Non è mia, è di Ramon, ma è chiara e limpida. Perchè non si dice mai che poco prima che il governo Pastrana interrompesse unilateralmente il processo di pace le farc liberarono 500 (CINQUECENTO!!!) prigionieri? il governo aveva messo in libertà 5 o 6 (cinque o sei) detenuti delle farc “per motivi di salute” e le farc risposero con 500. la risposta del governo a questa scelta delle farc fu la rottura del processo di pace. le farc ebbero 24 ore per smobilitare da un territorio grande come la svizzera e dissero che avrebbero ricominciato a prendere prigionieri. la senatrice e candidata alla presidenza betancourt decise di recarsi, contro il volere del governo che la diffidò, esattamente nel cuore del territorio dal quale le farc si ritiravano. anche un bambino avrebbe capito che non era il caso. nei mesi seguenti le farc sequestrarono numerosi senatori e deputati colombiani, oltre che i militari fatti prigionieri in combattimento. molti di questi sono ancora nelle mani delle delle farc, ma nessuno se ne occupa. comunque, il problema non è nel condannare o meno i sequestri da un punto di vista etico. la condanna è scontata. il vero problema è se si può attivare un processo di pace, magari iniziandolo con lo scambio umanitario di prigionieri (perché le farc considerano i “sequestrati” prigionieri di guerra), per mettere fine ad una guerra che non vincerà nessuno per chissà quanto altro tempo. a tal fine le condanne morali non servono a nulla ne contro le farc ne contro il governo e i paramilitari. serve politica. serve la consapevolezza che gli USA vogliono a tutti i costi tenere aperta la guerra perché la colombia è un fattore destabilizzante in una area nella quale sono in gravissime difficoltà.

  87. mirco pereira Says:

    Maria, non per rompere, predi sempre con le pinze le Farc di oggi.
    Come dici tu non sono terroristi, ma piu’ semplicementi dei delinquenti che usano il nome farc. Chiacchere di corridoi, dicono per esempio che la liberazione della Betancour, sia uno scambio, con Uribe, per lasciare in mano loro, il cofine con il nord Brasile, per continuare industurbati i loro traffici. Chàvez, quando aveva dato disponibiltà per la trattattiva aveva rifiutato questa ipotesi, accettata poi da Uribe. Questo è un esempio di cosa sono diventate le FARC.
    Per Ciro, qui a Cuba, mi chiedono il vacino contro il tumore ai polmoni, visto che non ne sanno nulla. Invece di fare proclami, cerca di aiutare la nazione cubana, fai una raccolta di fondi e invia medicinali chemioterapici di ultima generazione, estremamente costosi, che a Cuba scarseggiano, penso che ti siano molto piu’ grati che dei tuoi proclami.Per tutte le informazioni rivolgiti al ministero della salute pubblica,www.sld.cu oppuri scrivi apoblacion@infomed.cu o telefono 00538352167 aspettano il tuo aiuto concreto alla rivoluzione.
    Fraterni saluti Mirco Pereira.

  88. Caro Miro,

    1) tu questa solfa la vai a raccontare da un’altra parte
    “vemos con preocupacion como usted continua entregando el pais a la guerrilla. Las Farc con su gestion en el actual Gobierno, se han fortalecido militar y economicamente mucho mas que en las ultimas dos decadas. Su laboratorio de paz solo ha contribuido a incrementar el secuestro, el narcotrafico y el terrorismo guerrillero contra la nacion y los colombianos.”
    Chiaro Mirco?

    2) l’Eln insieme alle Farc sono forze belligeranti che riconoscono il Diritto internazionale umanitario e il Diritto dell’Aja, e che hanno proposto SEMPRE un accordo per una soluzione politica e accordi per l’umanizzazione della guerra. Anche oggi. Punto.

    3) Nessuno qui si è permesso di entrare in merito a quello che tu fai nella tua vita (opere umanitarie comprese) e non permetterti di farlo nemmeno tu nei confronti di altri. Quello che fa il compagno Ciro e tutti gli altri tu non lo sai e nessuno è in dovere di dirtelo.
    Quindi stai zitto e porta rispetto!

    4) Ognuno di noi sa come fare ad aopportare aiuti concreti alla rivoluzione, non aspettiamo te che ci indichi la strada giusta. Fermo restando che grazie allo scandaloso blocco vi sono molti problemi non ultimo quello sanitario, e nonostante tutto Cuba brilla!!

    5) Visto che andiamo sul personale, stai parlando con una che ha problemi alla vista (seri tanto da dover abbandonare il lavoro che mi portava a stare davanti ai terminali tutta la giornata) e che ha subìto un trapianto di cornea ad un occhio e dovrebbe mettersi in lista per fare il trapianto dell’altro. Ma non me lo posso permettere per i problemi post operatori (che son lunghi). In questo momento è necessaria la mia presenza e non me lo posso permettere. Ti dico questo perchè mi stà molto a cuore l’ Operaciòn Milagro che è la più grande operazione medica di solidarietà nella storia sono due paesi piccoli, periferici e considerati membri dell’asse del male. I grandi media congiurano per il silenzio ma attraverso l’ALBA, Cuba e Venezuela, con la Operación Milagro, dal 2005 ad oggi hanno permesso a 1.362.505 persone di 33 paesi del Sud del mondo di riacquistare la vista senza pagare un centesimo. Intanto il rapporto della OXFAM accusa: un cieco su quattro al mondo, quasi trenta milioni di persone, hanno perso la vista per la politica dei brevetti imposta dalle multinazionali farmaceutiche.
    A volte qualcuno chiede a cosa serve l’ALBA, l’ALternativa Bolivariana per le Americhe. Per esempio a dare un’infrastruttura organizzativa all’Operazione Miracolo.

    6) Per chi non ne avesse sentito parlare si tratta della più grande operazione di solidarietà nel campo della salute al mondo. Contando sulla straordinaria disponibilità cubana di professionisti della salute e sull’appoggio venezuelano i paesi dell’ALBA hanno deciso di combattere concretamente una delle piaghe del nostro tempo: il fatto che decine di milioni persone siano cieche per la sola colpa di essere povere. Malattie facilmente trattabili nel nord del mondo, dalla cataratta al glaucoma, divengono irrisolvibili nel sud del mondo per la mancanza di personale sanitario, per l’impossibilità di finanziare servizi sanitari nazionali pubblici e gratuiti, ma soprattutto per le politiche volute dalle multinazionali farmaceutiche e sostenute dal Fondo Monetario Internazionale. E qui interviene la solidarietà cubano-venezuelana con l’apertura di 51 centri oftalmologici di prima qualità in 33 paesi che vanno dal Mali al Pakistan, dall’Angola all’Honduras.
    Dalla fine del 2004 al 2 dicembre 2008 sono state operate 1.362.505 persone a basso reddito, in gran parte latinoamericane e dei Caraibi, e il piano prevede un’ulteriore crescita fino al 2014 quando saranno toccati i 6 milioni di interventi, il 20% dei casi di cecità curabile in tutto il mondo ad opera del servizio sanitario di un paese, Cuba che ha appena lo 0,002% della popolazione del pianeta. Oltre 250.000 persone sono state operate nell’isola mentre le altre si sono operate nei centri oftalmologici gestiti da medici cubani in tutta l’America ma anche in Africa e in Asia.
    Su tutto ciò vi è il silenzio assoluto. Nessun ufficio marketing ne gestisce l’immagine, non vi è il patrocinio della Banca Mondiale né di nessun governo del cosiddetto “primo mondo” né vi lavorano medici solidali di paesi del Nord. Al massimo si registrano le proteste degli ordini medici dei paesi interessati che considerano l’operare dei medici solidali come un rischio per i loro interessi economici o di quando qualche medico cubano (alcune decine sui 42.000 sanitari cubani operanti all’estero) risponde alle sirene dell’organizzazione creata a Miami proprio per convincerli ad abbandonare.
    Intanto un rapporto della OXFAM punta il dito sulle multinazionali farmaceutiche a partire dalla Novartis e dalla Genetech. Sono loro a mantenere nella cecità almeno 30 milioni di persone che, senza una politica dei brevetti basata sul profitto, potrebbero essere facilmente curate anche senza la supplenza di Cuba la scandalosa.

    7) A proposito di Cuba la scandalosa, vorrei far presente che la compagnia spagnola Hola Airlines, i cui aeroplani trasportavano pazienti della Operación Milagro dal Venezuela all’Avana, è stata obbligata a concludere la sua attività con Cuba. Nel momento in cui ha dovuto chiedere alla Boing i servizi di riparazione per un aeroplano danneggiato, la compagnia l’ha informata che il governo statunitense le proibiva di offrirle assistenza tecnica e fornitura dei ricambi se non avesse cancellato le sue operazioni con Venezuela e Cuba.

    8 ) Il 5 dicembre scorso la brigata medica cubana che compiuto, in Uruguay, la Missione Milagro è stata salutata con una cerimonia che ha visto la partecipazione di centinaia di beneficiati da questo programma ed i titolari di vari ministeri che la supportano. La Ministra per lo Sviluppo Sociale ha qualificato come un vero e proprio MIRACOLO il lavoro dei 28 oculisti, medici, ingegneri e tecnici componenti della brigata, il cui lavoro ha permesso che quasi seimila cittadini delle classi meno abbienti potessero migliorare o riacquistare la vista.Ci mancherete molto, ha detto il direttore dell’”Ospedale per gli occhi”, ma ci rimane la consolazione che chi vi sostituirà é già in corso di preparazione a Cuba e la garanzia che sono professionisti uguali a voi per capacità e solidarietà. In realtà, oggi è l’ultimo giorno che l’ospedale si chiamerà così perché, come annunciato durante la cerimonia dal Ministro della Sanità Pubblica,d’ora in poi sarà chiamato Centro Oftalmico José Martí. Questa Operazione e la solidarietà di Cuba sono venuti a noi dimostrarci che è possibile un cammino di miglioramento della vita degli uruguayani, ha detto il Ministro dei Trasporti e dei Lavori Pubblici Victor Rossi. Daniel Gestido, direttore dell’Amministrazione dei Servizi Sanitari dello Stato, ha detto ai membri della brigata che sono meravigliosi ambasciatori del loro paese.Questo popolo, questo governo, questo paese vi saranno eternamente grati, ha detto il presidente della Banca di Previsione Sociale. L’ambasciatrice dell’isola in Uruguay,ha detto che l’Operazione Miracolo, un’ iniziativa del leader della rivoluzione cubana, Fidel Castro, si basa sulla solidarietà del popolo cubano e ha aggiunto che Cuba sarà con gli uruguayani fino a quando sarà richiesto.I membri della brigata cubana hanno ricevuto targhe di riconoscimento dall’Associazione dei Pensionati dell’Uruguay, di cui una buona parte dei suoi membri con affezioni alla vista, sono passati dall’ombra alla luce

    Saluti (non fraterni)

  89. Spiacente Mirco.
    Mi sa che non ci siamo proprio capiti.

  90. mirco pereira Says:

    Bè Maria, togliere cio’ che non ti piace, è un tuo diritto a casa tua.
    Non mi semgra però di essere stato offensivo, ho solo parlato di cose reali, vere e oggettive. Se la realtà non l’ accetti, peccato. Quando poi un giorno, ti accorgerai di persona che quello che dico corrisponde, alla cruda verità, spero che dirai, però quel crettinetti di Mirco, non abbaiava alla luna. Le mie non sono denigrazioni alla rivoluzione, sono solo delle grida assordanti di richiesta di aiuto; che purtroppo l’ orgoglio di alcuni burocrati di stato vogliono far tacere, e tu e molti altri difendete.
    Prego, di voler notare che parlo di burocrati, i veri padroni di Cuba in questo momento, che nulla hanno a che vedere con la rivoluzione e la famiglia Castro, che combatte una lotta impari contro il loro strapotere.
    Porto un esempio, il Lidèr Maximo, una decina di anni fa, è stato costretto,a cedere l’ estrazioni petrolifere dell’ isla, alla Sheritt, società Canadese, per paura che appunto questi burocrati si appropiassero del oro negro. Ora che la situazione del Lider è precaria, c’è una lotta intestina, per mandare via i Canadesi, per fortuna che il compagno Hugo assieme a Raul, tengono duro, contro la lobby dei burocrati, speriamo che tengano a lungo. Credimi Cuba è difficile da capire, e mi spiace, la mia crudezza, se vuoi censura pure, ma Voi state difendendo la parte sbagliata, e di questo ne sono sicuro. Sperimo che il tempo mi darà ragione.
    Con rinnovato affetto Mirco.

  91. Interventi così non sono censurabili, caro Mirco.
    Spero che iniziamo a capirci.
    Ti invito a riflettere su quello che hai scritto e che ho tagliato. Se vuoi ti mando via e-mail il commento che ho cancellato e che tengo salvato.
    E ti sbagli a pensare che siamo dalla parte sbagliata.
    Di grosso!

  92. mirco pereira Says:

    Scusa se ho detto cose offensive, se l’ ho fatto era in maniera inconsapevole, comunque manda grazie.
    Per chiarire, guarda che Dio mi guardi e giudichi, la parte giusta NON sono gli usa.
    Mirco.

  93. CARA MARIA,
    HO LETTO TUTTO E D’ORA IN POI TI SCRIVO IN MAIUSCOLO,PER RISPETTO
    E PER RIGUARDO .INVITO TUTTI A FARE ALTRETTANTO PER NON COSTRINGERE MARIA A SFORZARE TROPPO LA VISTA.
    NON SAPEVO DI QUESTA STORIA CUBANA,UNA DIMOSTRAZIONE CHE BISOGNA SEMPRE IMPARARE ,SEMPRE.
    GRAZIE MARIA,VIVA LA VISTA,VIVA LA VITA!

  94. Grazie Giovanni. Non c’è bisogno delle maiuscole, riesco a leggere, stai tranquillo. Bella l’ Operaciòn Milagro, vero?
    un abbraccio

  95. mirco pereira Says:

    Parliamo un po’ del operazione miracolo.
    Questa enorme operazione, nasce per dare una medicina solidale a tutti i paesi poveri del mondo. Sicuramente è un grande successo della colobarazione di due stati Cuba e Venezuela.
    Leggo che Maria, ha snocciolato dati eloquenti a questo consolididato successo.
    Cuba come ben sappiamo ha una sanità pubblica, che nulla ha che invidiare alla nostra europea, moltissimi medici, ospedali capillari nel territorio, consultori medici aperti 24 ore al giorno.
    L’ eccelenza medica è soprattutto nella medicina e chirurgia oftalmica, questo è un eredità del vecchio blocco socialista, e della specializzazione Sovietica.
    Bene, ora spiegamo come è nata e funziona burocraticamente questa operazione. Nasce circa un 6 anni fa( non ricordo precisamente), Cuba ha bisogno di avere un riscontro economico con l’ esportazioni, e avere delle entrate fresche. Il governo Venezuelano, ha dei grossi problemi nel organizazione sanitaria specie negli stati amazzonici, dove mancano ospedali, e medici disposti a trasferirsi. Per inciso, la classe medica venezuelana, ricca e potente, è una delle nemiche dichiarate al governo Boliveriano. Il compagno Chàvez, quindi chiama i medici cubani per sopperire le deficenze della sua classe medica.
    Da qui nasce l’ idea congiunta della op. miracolo.
    Lo stato di Cuba si accorda che in cambio di medici e logistica, venga pagata in petrolio e materie prime. Visto il successo del progetto, viene consolidato e esportato in gran parte del Sud America, Africa e Cina.
    in un primo momento, portando gli ammalati direttamente a Cuba, ricevendo in cambio la ristrutturazione degli ospedali cubani, ormai vecchi e bisognosi. Il primo fu quello della città di Cienfuego. Il presidente del Brasile fece mandare oltre 5000, ambulanze nuove mercedes costruite in Brasile, la Cina, autobus per il trasporto pubblico. A distanza di anni la cosa è enorme dimostrando che la collaborazione tra stati non allineati puo’ funzionare e senza l’ aiuto dei paesi imperialisti.
    Questa operazione, è stata una intuizione grandissima del lider Maximo e del compagno Hugo, un operazione economicamente e umanitariamente vincente.
    A oggi si costruscono ospedali, si organizza la sanità in Bolivia e altri stati poveri del sud/ centro America, usando il know how, cubano.
    Tanto che qui a Cuba si canta vittoria, per aver creato una industria vincente, quella della sanità. Io aggiungo grazie al Che’.
    Il futuro, quasi contemporaneo, è quello di costruire, una già fatta la C. Garcia, al Havana, di cliniche a pagamento per stranieri, Europei, Canadesi, insomma per i paesi del imperio. Specializzate nella medicina oftalmica, cambio del sesso , malattie cardio vascolari , dentistiche e disintosicazione da droghe. Accordi già funzionanti con le assicurazioni, la prima fra tutte Europe Assistance, ma molte altre già in lista come la nostrana Generali. Questa è la nuova Cuba, degli anni 2000, che sfrutta, in maniera intelligente e profiqua, le proprie eccelenze.
    Fraterni saluti Mirco.

  96. L’Alternativa Bolivariana per le Americhe, o ALBA è una proposta mirata per l’integrazione dei paesi dell’America latina e dei Caraibi che pone l’accento sulla lotta contro la povertà e l’esclusione sociale. Riflette in un progetto di cooperazione e l’integrazione politica, sociale ed economica tra America latina e Caraibi regione, inizialmente promosso da Cuba e Venezuela, come contropartita della zona di libero scambio delle Americhe (ALCA), promossa dagli Stati Uniti. Si basa sulla creazione di meccanismi di beneficiare delle cooperative tra le varie nazioni partner, al fine di compensare le asimmetrie tra questi paesi. Questo viene fatto attraverso la cooperazione dei fondi di compensazione, per la correzione delle caratteristiche intrinseche disabilità dei paesi membri, e l’attuazione dei Popoli ‘trattato del commercio.
    L’ALBA dà la priorità al rapporto tra i paesi su un piano di parità e nel bene comune, basato sul dialogo e l’apertura di sub-settori di alleanze strategiche promuovere il consenso e l’accordo tra le nazioni latino-americane.
    Il 14 dicembre 2004 l’accordo del Venezuela e Cuba, con il coinvolgimento personale dei presidenti di entrambi i paesi, Hugo Chávez e Fidel Castro. Il 29 aprile 2006 hanno aderito alla convenzione Bolivia. Daniel Ortega ha firmato nel gennaio 2007, un accordo in base al quale il Nicaragua entrare in un futuro ad aderire all’Unione. Il 20 febbraio 2007 Caraibi stato di Antigua e Barbuda, Dominica e Saint Vincent e Grenadine, appartenente alla CARICOM (Comunità dei Caraibi), hanno firmato il memorandum d’intesa. Anche il Nicaragua è stato firmato il ALBA.
    L’ALBA, nonostante le critiche da parte dei settori del diritto, tra l’altro, ha evidenziato progressi in diversi settori: una triplicazione del commercio tra i suoi membri (liberalizzazione), in aggiunta alla loro energia garantire la stabilità, l’aumento della produzione agricola in Paesi come Cuba e Nicaragua, l’eliminazione di analfabetismo, in via di completamento in Venezuela, Bolivia e Nicaragua, con l’aiuto di Cuba, e così via. Il più recente accordo è quello di creare uno spazio monetario comune tra i suoi membri e l’Ecuador, dove vi è stata in prima una comune unità di conto e le operazioni approvate, un fondo di compensazione e poi una moneta vera e propria chiamata Sucre.

    1) L’integrazione dà la priorità alla liberalizzazione del commercio e degli investimenti.
    2) L’Alternativa Bolivariana per l’America Latina (ALBA) è una proposta che si concentra sulla lotta contro la povertà, l’esclusione sociale, contro gli elevati tassi di analfabetismo e povertà che esistono soprattutto in America Latina e nei Caraibi. Su proposta del ALBA è stata accordata una importanza cruciale per i diritti umani, del lavoro e le donne, al fine di proteggere l’ambiente e la fisica integrazione
    4) In ALBA, la lotta contro le politiche protezionistiche e la rovinosa sovvenzioni nei paesi industrializzati non possono negare il diritto dei paesi poveri di proteggere i propri agricoltori e produttori agricoli.
    5) Per i paesi poveri dove l’agricoltura è essenziale, le condizioni di vita di milioni di contadini e indigeni sarebbero irreversibilmente danneggiate se si verifica un diluvio prodotti agricoli importati, anche nei casi in cui non vi è alcuna sovvenzione.
    6) E ‘la base per preservare scelte culturali, è una forma di occupazione del territorio, ha definito i modelli di rapporto con la natura, ha a che fare direttamente con la sicurezza e l’autosufficienza alimentare. In questi paesi l’agricoltura è, piuttosto, un modo di vita e non possono essere trattati come qualsiasi altra attività economica.
    7) ALBA ha per affrontare gli ostacoli che frenano l’integrazione da le sue radici, vale a dire:

    a. La povertà della maggioranza della popolazione;
    b. I profondi squilibri e le disuguaglianze tra i paesi.
    c. Disparità di clausole abusive e delle relazioni internazionali.
    d. Il peso di un debito inpagable.
    e. L’imposizione di politiche di aggiustamento strutturale del FMI e la BM e le rigide regole della OMC a minare le basi della sicurezza sociale e di sostegno politico.
    f. Le barriere di accesso alle informazioni, conoscenze e tecnologie che sono derivati da parte degli attuali accordi di proprietà intellettuale e,
    g. Prestare attenzione a problemi che riguardano il consolidamento di una vera democrazia, come la monopolizzazione dei media

    8 ) Affrontare riforma dello Stato che ha portato solo alla brutale processo di liberalizzazione, privatizzazione e smantellamento delle capacità di governance.
    9) In risposta alla dissoluzione brutale che egli ha sofferto per più di un decennio di egemonia neoliberista, ora è il rafforzamento dello Stato basato sulla partecipazione dei cittadini agli affari pubblici.
    10) Abbiamo a mettere in discussione la difesa del libero commercio perseguiti, come se solo sufficiente a garantire che i progressi automaticamente a livelli più elevati di crescita e di benessere collettivo.
    11) Senza un forte intervento statale volto a ridurre il divario tra paesi, la libera concorrenza tra le disparità non può che portare al rafforzamento dei più potenti a scapito dei più deboli.
    12) Approfondire l’integrazione latino-americana richiede un agenda economica definita da Stati sovrani, senza alcuna influenza nociva di agenzie internazionali.

    Buon fine settimana Mirco. E dormi tranquillo, il processo alle intenzioni lo facciamo un’ altra volta.

  97. mirco pereira Says:

    Maria, bello questo copia e incolla che parla del ALBA.
    Se vuoi ti mando l’ originale del accordo. Visto che questo accordo mi vede uno degli artefici e ideatori, se non anche tra i delegati al controllo per l’ attuazione.
    Mi sembra che processo alle intenzioni non ne faccio, anzi se si legge quello che ho scritto, in parole povere e non in burocratese, ho spiegato l’ operazione miracolo, ricalcando quello che poi è stato l’ accordo ALBA.
    Tolto tutte le parti che parlano di povertà, e quant’ altro, ALBA,è un accordo economico molto interessante, e come ho detto quando parlavo del op. miracolo dico che la collaborazione tra paesi non allineati è profiqua, senza l’ aiuto dei paesi del imperio. Questo è la base appunto del ALBA. Come vedi tu fai il processo alle intenzioni, perchè io avevo già detto queste cose. Mi spiace darti una brutta notizia, che nessuno delle fonti dove ti rifornisci di darà mai;da circa un anno noi funzionari del ALBA, stiamo collaborando con ALCA, per creare in futuro, tra le associazioni un libero scambio scientifico, e di know how tecnologico.
    Devo farti i complimenti, perchè mi hai scoperto, a chi faccio consulenza.
    Fraterni saluti Mirco.
    P.S. questo fine settimana, lavoro, sono in Bolivia da quest’ notte per 3 giorni, sai noi comunisti non santifichiamo le feste.

  98. Male! Le feste si devono santificare. Oggi è pure Santa Lucia 🙂

    Ecco, visto che fai consulenza all’ ALBA, aggiornaci semmai. Ho riportato il tutto sull’ ALBA perchè dal tuo commento non in burocratese arrivava un messaggio su Cuba e Venezulela che non mi garbava. Sono di gusti difficili Mirco, e certe volte le semplificazioni distorcono un po’ il senso della realtà delle cose. Sono un bel tipino Mirco. Tranquillo.

  99. mirco pereira Says:

    ok..d’ accordo….Sono in debito, mi hai ricordato di santa Lucia, la mia compagna si chiama Lucia, mannaggia a me mi ero scordato. Grazie per n avermi risparmiato una magra figura.
    Per il resto con piacere, vi tengo informati nel limite che posso, però poi ti arrabbi quando dico qualche verità, che non figura nei bollettini di propaganda….Sono ironico.
    Grazie, con verve e simpatia Mirco.

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