Archivio per dicembre, 2008

Auguri per un anno di Libertà

Posted in Società with tags , , , , on dicembre 31, 2008 by Maria Rubini

Il  1 giorno dell’anno 2003 se ne andava un grande:  Giorgio Gaber. Acuto osservatore del costume, autore mai banale e sempre originale, che ci ha lasciato testi splendidi, primo fra tutti  “Libertà”.

La libertà non è star sopra un’albero, non è neanche parere o opinione. La libertà non è uno spazio libero. Libertà è partecipazione.

Il mio augurio che il nuovo anno porti a tutti noi questa consapevolezza,  che non basta dare il proprio parere ed esprimere la propria opinione, ma per esser davvero liberi si deve PARTECIPARE. In questa ore drammatiche per Gaza e per il popolo palestinese, oltre ad invitare ancora tutti a promuovere le mobilitazioni per fermare questo massacro, vi posto l’indirizzo dell’ Ambasciata Israeliana per poter partecipare individualmente mandando lettere di protesta in sostegno al popolo palestinese. Probabilmente non servirà a nulla, ma non potremmo dire di non avere fatto quel che nelle nostre possibilità era possibile fare.

AMBASCIATA ISRAELIANA A ROMA:  Via Michele Mercati 14 – 00197 L’ambasciatore israeliano a Roma si chiama GHIDEON MEIR amb-sec@roma.mfa.gov

Buon 2009 in Libertà a tutti

Ciao Signor G

Napolitano intervenga per diritto palestinesi. Posizione italiana squilibrata, esistenza Israele non è a rischio

Posted in Politica, Rifondazione with tags , , , , , on dicembre 31, 2008 by Maria Rubini
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Paolo Ferrero lancia un appello a Giorgio Napolitano: “Il capo dello Stato intervenga sul diritto a esistere del popolo palestinese e alla sua esistenza in uno stato palestinese”.Finora la posizione italiana non è equilibrata: va ovviamente ribadito il diritto di Israele a vivere come Stato, ma questo oggi non è in discussione. In discussione è la possibilità per il popolo palestinese, non solo di avere uno stato ma addirittura di vivere, seppure sotto occupazione”.

FERMARE ISRAELE, GUERRA È CRIMINE CONTRO UMANITÀ. SE NECESSARIO ONU INTERVENGA CON SANZIONI

“L’offensiva militare israeliana contro la striscia di Gaza è un crimine contro l’umanità. Chiediamo la fine immediata di qualsiasi azione militare e chiediamo che il governo, l’Europa, le Nazioni unite non si limitino agli appelli ma prendano una posizione netta, se necessario facendo ricorso a sanzioni contro Israele”. “Non c’è nessuna operazione chirurgica in corso a Gaza, è un massacro che si configura come un crimine di guerra. Guerra che la sinistra israeliana, il Meretz e il Partito comunista israeliano hanno condannato”. “Non c’è nessuna relazione  tra i missili di Hamas e il tipo di azione messa in campo. Ci sono centinaia di morti, muoiono bambini, donne, anziani, persino i funzionari dell’Onu. Ho letto sui giornali italiani la tesi secondo cui ‘Hamas tirava i missili, quindi…’ quindi che cosa? Quei missili  hanno ucciso due palestinesi e un israeliano. Questo è un crimine di guerra, una devastazione umanitaria, che aumenta l’odio e gli integralisti e rende impossibile l’unica soluzione di pace: due popoli, due Stati”.

INFORMAZIONE, MEGLIO IN ISRAELE CHE DA NOI “C’È PLURALISMO. E COL DIGITALE TUTTI VEDONO ANCHE AL JAZEERA”

La situazione nella Striscia di Gaza è molto peggiore di come viene rappresentata in Italia. La situazione dell’informazione è peggiore in Italia che in Israele. Lì il sistema ha un suo pluralismo interno, e poi siccome la tv è trasmessa in digitale, tutti vedono al Jazeera”, cioè una voce che rappresenta il punto di vista del mondo arabo.

In Italia si parla di “operazione chirurgica”, è la contestazione del segretario del Prc, “mentre lì muoiono donne, bambini, funzionari dell’Onu. È scorretta anche l’idea che sia stata violata una tregua, perché lì è finita la tregua di Hamas e non è stata negoziata un’altra”. Ferrero ricorda “la condanna, in altre epoche storiche, della proporzione ‘dieci ammazzati contro unò”, sottolineando quella che a suo giudizio è la sproporzione nell’uso della forza da parte delle forze armate israeliane: “Oggi le vittime sono oltre i cento contro uno”. Ma precisa: “Nessun paragone con il nazismo.

Sono stato ieri a vedere il Museo della Shoah, che dobbiamo considerare unica e spero irripetibile, credo che ognuno dovrebbe visitarlo. Ma il fatto che muoiano a centinaia donne, bambini, anziani, civili, è un crimine di guerra”.

Intervista al segretario del Prc al ritorno dal Medio Oriente

«A Gaza non v’è alcuna “operazione chirurgica”, è solo un massacro – dice Paolo Ferrero, poche ore dopo il ritorno dal suo primo viaggio in Palestina – chiediamo la fine immediata di qualsiasi azione militare e che l’Italia e l’Europa, o l’Onu, non si limitino solo a fare appelli, ma prendano una posizione netta, adottando anche delle sanzioni». Subito dopo l’atterraggio, per il segretario nazionale di Rifondazione comunista, è stata una giornata incollata al telefono per costruire una mobilitazione «urgente e necessaria». Il suo vuole essere un appello, non una convocazione. «Una proposta di parte nuocerebbe alla costruzione di una iniziativa, la renderebbe più difficile», spiega. L’appello è diretto al tessuto dell’associazionismo, ai sindacati, a tutte le forze della sinistra per ricostruire un grande movimento per la pace, per ripartire da una manifestazione nazionale. «Ma senza alcuna equidistanza – insiste – siamo di fronte ad una azione militare da crimine di guerra, per cui non c’è nessuna giustificazione e dove non c’è nessuna relazione tra missili di Hamas e l’azione messa in campo.La situazione è più critica di quella che viene raccontata dalle tv italiane. Anzi, la stampa israeliana m’è parsa più pluralista della nostra (e tutti, con la parabola possono vedere al Jazeera) dove nessuno ha dato notizia dell’uccisione di personale delle Nazioni Unite, sette funzionari». L’offensiva israeliana ha sorpreso Ferrero a Gaza. «La notizia ci ha raggiunto mentre ero a Ramallah, a colloquio con Mustafa Barghouti leader di al mubadera», racconta a Liberazione, poche ore dopo il rientro da un giro che lo ha visto tra Gerusalemme, Betlemme, Tel Aviv, Hebron, «dove ho visto l’apartheid da vicino». «Dopo l’inizio degli attacchi ho visto sparare dai check point di Ramallah ai ragazzi palestinesi che protestavano e lanciavano pietre». Dopo aver preso parte al culto di fine d’anno nella Chiesa luterana di Betlemme e alla messa di Natale nella Basilica della Natività, il segretario Prc ha incontrato i rappresentanti dei cinque partiti della sinistra palestinese, impegnati nella costruzione di un raggruppamento; ha avuto un colloquio con il presidente dell’Anp Abu Mazen; una serie di incontri bilaterali con i vertici dell’Unione democratica palestinese (Fida), col segretario del partito del popolo, Bassam Saleh e, appunto, con Barghouti. Alla Knesset, il parlamento israeliano, ha parlato con il segretario del partito comunista, poi, una volta a Tel Aviv,con Ran Cohen, del Meretz, unico nella commissione difesa e affari esteri, a votare contro il proseguimento dell’offensiva. «Ho visto che il processo di pace è bloccato – racconta – Israele costruisce, nei fatti, l’apartheid in cui i palestinesi, senza diritti, sono soggetti a varie forme di arbitrio». Quella che riporta in Italia, dopo un fitto programma fatto anche di contatti con la società civile e visite al Museo della Shoa e alla moschea di Gerusalemme, è l’immmagine di due realtà segregate: «Ci sono i muri, non “il muro”, a fare da cintura per i bantustan palestinesi e gli insediamenti dei coloni, connessi tra loro da strade separate che, a volte, viaggiano parallele, solo che quella per gli israeliani è un’autostrada, l’altra è disseminata di check-point. Quella di “due popoli due stati” non è l’ipotesi di Tel Aviv». E, in questo contesto, l’offensiva su Gaza è «un massacro – dice Ferrero – con centinaia di vittime perpetrato da uno stato occupante. I razzi di Hamas sono solo un pretesto. Le reali motivazioni sono dettate dalla campagna elettorale in corso in Israele e, posto che ci fosse, dalla volontà di rendere impossibile che la nuova amministrazione Usa possa chiedere semplicemente il rispetto dei patti». Infatti, l’Anp ha abbandonato il tavolo, al disastro umanitario si aggiunge la destabilizzazione dell’area, «il rafforzamento dei due fronti integralisti, quello arabo e quello israeliano». Ecco perché, per Ferrero, la moblitazione è urgente e l’equidistanza non regge: «La guerra rafforza Hamas e chi sostiene il conflitto di civiltà. Come nella guerra del Golfo. E’ la riapertura del fronte che pensavamo chiuso con la sconfitta di Bush». Checchino Antonini/Liberazione

Amnesty International: porre fine agli attacchi illegali e affrontare le necessità immediate della popolazione

Posted in Uncategorized with tags , , , on dicembre 29, 2008 by Maria Rubini
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Nel terzo giorno dell’offensiva militare israeliana nella Striscia di Gaza, che ha già provocato oltre 300 morti, Amnesty International ha dichiarato che i civili palestinesi rischiano ancora di essere feriti e uccisi dagli attacchi aerei, mentre si acuisce la mancanza di cibo, medicine, elettricità, acqua e altri generi di prima necessità.

Il drammatico computo dei morti rischia di aumentare a causa della mancanza di cure mediche adeguate per le centinaia di persone rimaste ferite. Il settore sanitario di Gaza era già a corto, in tempi normali, di attrezzature, medicine e professionisti e la situazione è peggiorata a causa del blocco israeliano a tal punto che non è possibile occuparsi di un così grande numero di feriti” – ha affermato Amnesty International.

Secondo l’organizzazione per i diritti umani, Israele deve permettere l’accesso dei feriti agli ospedali israeliani e a quelli palestinesi di Gerusalemme Est e del resto della Cisgiordania. L’Egitto, a sua volta, deve mettere a disposizione i propri ospedali per tutti coloro che non possono essere curati a Gaza e assicurare che le guardie di confine non ricorrano all’uso eccessivo della forza contro chi fugge dai bombardamenti. Hamas deve garantire che le proprie forze di sicurezza e milizie non impediscano od ostacolino in alcun modo il passaggio dei feriti e dei degenti che cercheranno di lasciare Gaza.

Nonostante le assicurazioni d’Israele che gli aiuti umanitari possono entrare a Gaza, la realtà è che ciò che è arrivato negli ultimi mesi è solo una parte del necessario.

È profondamente inaccettabile che Israele continui di proposito a privare un milione e mezzo di persone del cibo e di altri prodotti di prima necessità. Questa politica non può essere giustificata da motivi di sicurezza o di altro genere e deve cessare immediatamenteha sostenuto Amnesty International.Israele deve consentire agli operatori delle agenzie internazionali umanitarie e per i diritti umani di entrare immediatamente e in condizioni di sicurezza a Gaza“.

Amnesty International ha reiterato la propria richiesta di una fine immediata degli attacchi illegali e sconsiderati d’Israele contro le aree residenziali e densamente popolate di Gaza, attacchi che dal 27 dicembre hanno causato oltre 300 morti, decine dei quali erano civili non armati e di poliziotti che non stavano prendendo parte alle ostilità, e alcune centinaia di feriti.

Amnesty International ha chiesto ancora una volta ad Hamas e agli altri gruppi armati palestinesi di smetterla coi lanci indiscriminati di razzi contro le città e i villaggi del sud d’Israele, che negli ultimi tre giorni hanno provocato due morti e diversi feriti tra la popolazione civile israeliana.

A seguito della diffusione di notizie secondo le quali un imprecisato numero di prigionieri, compresi membri di al Fatah, sarebbe rimasto ucciso o ferito nel corso dei bombardamenti israeliani contro strutture di sicurezza e detentive, Amnesty International ha sollecitato Israele a non prendere di mira le prigioni e Hamas a fornire informazioni sulla sorte dei detenuti e consentire le visite dei familiari appena possibile.

Tra gli obiettivi colpiti da Israele figurano abitazioni private e altri edifici, tra cui un’università. Alimentando l’atmosfera di paura nella popolazione civile, le forze israeliane stanno inviando messaggi telefonici a una serie di utenze palestinesi, avvisando di lasciare le abitazioni in vista di imminenti bombardamenti. Questa pratica, usata ampiamente in Libano nel 2006 e in precedenza nella stessa Gaza, sta seminando il panico tra la popolazione, anche se nella maggior parte dei casi gli edifici in questione non vengono colpiti. Piuttosto che costituire l’efficace preavviso di un’azione militare, questo comportamento rappresenta dunque una violazione del diritto internazionale e deve cessare immediatamente.
La comunità internazionale, specialmente i membri del Quartetto (Nazioni Unite, Unione europea, Russia e Stati Uniti d’America) e i paesi membri della Lega araba, devono andar oltre la retorica ed esercitare pressioni concrete su entrambe le parti in conflitto per porre fine alle violazioni del diritto internazionale in corso. Le Alte parti contraenti delle Convenzioni di Ginevra dovrebbero a loro volta prendere in considerazione la convocazione di una riunione d’emergenza per affrontare la situazione.

FINE DEL COMUNICATO                              Roma, 29 dicembre 2008

foto e testimonianza di Vittorio Arrigoni,   guerrilla radio

Buon Natale e felice anno nuovo a Gaza da Israele

Posted in Politica with tags , , on dicembre 27, 2008 by Maria Rubini

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Un messaggio cordiale di fine anno a tg1 tg2 rete 4 canale 5 italia uno, Claudio Pagliara su tutti,
ma anche il tg3:
ANDATE A FARE IN CULO.

Siamo sotto le bombe a Gaza,
e molte sono cadute a poche centinaia di metri da casa mia.

E amici miei,
ci sono rimasti sotto.

Siamo a 160 morti sinora,
una strage senza precedenti.

Terroristi?
Hanno spianato il porto , dinnanzi a casa mia
e raso al suolo le centrali di polizia.

Mi riferiscono che i media italiani tutti in toto danno per buono il comunicato militare israeliano di base terroristiche bombardate.
Cazzate.
Li ho conosciuto, questi ragazzi,
li ho salutati tutti i giorni recandomi al porto per pescare coi pescatori palestinesi, o la sera per recarmi nei caffè del centro.
Diversi li conoscevo per nome. Un nome, una storia, una famiglia.

Sono giovani, diciotto ventanni,
per lo più che se ne fottono di Fatah e Hamas,
che si sono arruolati nella polizia per poter aver assicurato un lavoro in una Gaza che sotto assedio ha l’80 perce tno di popolazione disoccupata.


Aprite le orecchie,
colletti bianchi della disinformazione occidentale.
Queste divise ammazzate oggi (senza contare le decine di civile che si trovavano a passare per caso, molti bambini stavano tornando a casa da scuola)
sono i nostri poliziotti di quartiere.
Se ne stavano tutti i giorni dell’anno a presidiare la stessa piazza,
la stessa strada,
li ho presi in giro solo ieri notte per come erano imbaccuccati per riparsi dal freddo,
dinnanzi a casa mia.

Non hanno mai sparato un colpo verso Israele,
ne mai lo avrebbero fatto, non è nella loro mansione.
Si occupano della sicurezza interna,
e qui al porto siamo ben distanti dai confini israeliani.

Ho una videocamera con me ma sono un pessimo cameraman,
perchè non riesco a riprendere i corpi maciullati e i volti in lacrime.
Non ce la faccio.
Non riesco perchè sto piangendo anche io.

Ambulanze e sirene in ogni dove,
in cielo continuano a sfrecciaree i caccia israeliani con il loro carico di terrore e morte.
Devo  correre,
all’ospedale AL Shifa necessitano di sangue.

non sono umani,
credo che non lo siano mai stati.

Vik  (Vittorio Arrigoni) guerrilla radio  27/12/2008

FERRERO (PRC): ISRAELE FERMI SUBITO AZIONI GUERRA A GAZA E NEL RESTO DEL PAESE

Posted in Politica, Rifondazione with tags , , , , on dicembre 27, 2008 by Maria Rubini

Il governo italiano chieda al governo israeliano di fermare immediatamente le azioni di guerra contro la striscia di Gaza.

Il governo Italiano chieda al governo israeliano di fermare l’esercito che usa armi da fuoco contro i ragazzi palestinesi che manifestano, come ho potuto drammaticamente constatare di persona al chek point di Qalandia, all’uscita da Gerusalemme.

Il governo italiano chieda l’immediata convocazione del consiglio di sicurezza dell’ONU al fine di imporre il cessate il fuoco e la ripresa delle trattative.

E’ inaccettabile che le esigenze elettorali dei vari partiti del governo israeliano determinino nei fatti luna escalation militare che oltre al costo in vite umane rischia di rimettere a ferro e fuoco la Palestina e tutta la regione. Fermare subito l’escalation militare è l’unica cosa che si deve fare e che l’Europa deve perseguire con forza.

Paolo Ferrero  Ramallah, 27/12/2008

http://nt3.ggpht.com/news?imgefp=pxtt1WTzsaUJ&imgurl=iltempo.ilsole24ore.com/2008/12/27/969000/images/6833-hamas.jpg

Gravissimo il bilancio delle vittime: si parla di oltre 150 morti e centinaia di feriti tra i palestinesi, tra cui alcuni bambini colpiti mentre si trovavano all’interno di scuole e nei dintorni. Israele ha riferito di aver lanciato i raid per “fermare gli attacchi terroristici” sul proprio territorio contro edifici civili e di essere preparata ad “andare avanti” e ad “allargare le operazioni”.

Come risposta, Hamas ha iniziato a sparare alcuni razzi dal territorio palestinese contro il sud dello stato ebraico, provocando la morte di una donna. Fawzi Barhoum, esponente del movimento estremista islamico “Brigate Ezzedine al Qassam” ha detto: “Ora le Brigate hanno le mani libere per rispondere con tutti mezzi di cui possiede, inclusi i missili a lunga gettata e le azioni di martirio. Abbiamo la forza per controbilanciare questo terrorismo”. Un appello simile è stato lanciato dalla Jihad islamica: “Tutti i combattenti hanno ricevuto l’ordine di rispondere al massacro perpetrato da Israele”.

Dalla Cisgiordania, l’Anp (Autorità nazionale palestinese) ha chiesto ad Israele di interrompere immediatamente e senza condizioni l’aggressione contro la Striscia di Gaza”.

A condannare l’azione israeliana anche l’Egitto e l’Iran, quest’ultimo che invierà, nonostante il blocco navale israeliano, una nave di aiuti destinati alla Striscia. Appelli al cessate il fuoco, nei confronti di Israele e Palestina, arrivano dall’Alto rappresentante Ue per la politica estera Javier Solana, dalla Russia e dalla Francia in qualità di presidente di turno dell’Unione europea.

La Lega Araba ha convocato una riunione d’emergenza ed ha addossato al Consiglio di Sicurezza dell’Onu “la responsabilità del massacro di Gaza contro il popolo palestinese” e gli ha chiesto di “adottare misure immediate per la cessazione di questo scatenamento della violenza israeliana e di creare meccanismi per la protezione del popolo palestinese dai crimini e dal terrorismo israeliani”.

Palestina, Ramallah, 26/12/2008 ora locale 20.30

Posted in Politica with tags , , , on dicembre 26, 2008 by Maria Rubini

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Dal 24 dicembre sono in Palestina. E vorrei provare, attraverso alcune note di viaggio, a dare alcuni elementi della situazione.

Innanzitutto bisogna dire con chiarezza che l’idea israeliana di fare una azione militare a Gaza per fermare lo sciagurato, e disastroso lancio di missili da parte di Hamas, sarebbe un vero e proprio crimine. Già adesso la situazione di Gaza è insostenibile, con carenza di viveri e medicinali, con l’acqua e la corrente elettrica che mancano in gran parte delle case. Un intervento militare produrrebbe un disastro di proporzioni non immaginabili. Va denunciata l’ipocrisia del ministro Frattini che invita Israele a fare un intervento militare mirato. In quella situazione di densità urbana ed abitativa, un intervento militare mirato, prima di qualunque altra considerazione, è semplicemente impossibile. Un intervento militare a Gaza per forza di cose coinvolgerebbe pesantemente soprattutto la popolazione e produrrebbe una catastrofe umanitaria.

Per questo diciamo di no a qualsiasi intervento militare e si alla ripresa del dialogo.

Adesso vado a cena con Nemer Hammad e poi inizio a scrivere un po’ di impressioni sugli incontri fatti (Abu Mazen, i partiti della sinistra palestinese, ecc.) e sulle situazioni viste nei territori.

Paolo Ferrero

Affetti da mal d’Africa

Posted in Poesia, Politica with tags , , on dicembre 26, 2008 by Maria Rubini
Ci sono due mal d’Africa.
Il nostro, che e’ come un sogno. E il loro, che e’ come un incubo.
Il mal d’Africa bianco e’ dolce come la vita.
Quello nero e’ amaro come la morte.
Per noi il mal d’Africa e’ un bellissimo ricordo.
Per loro, e’ un pessimo futuro.
Il vero mal d’Africa non viene a chi parte.
Rimane a chi resta.
Prima o poi il mal d’Africa a noi passa.
A loro no.
Non c’e’ da stupirsi se dall’Africa ci portiamo via il mal d’Africa,
dal momento che abbiamo sempre portato via tutto. Diamanti e
avorio, oro giallo e oro nero, gazzelle e leoni, uomini e donne.
Noi lo chiamiamo mal d’Africa. Loro dovrebbero chiamarlo
Mal d’Occidente.
Prima che i bianchi mettessero piede nel continente nero
Il mal d’Africa non esisteva.
Lo capisce anche un bambino.
(Soprattutto se africano).
Oliviero Toscani

Rinnovo i miei auguri di buone feste a tutti, a tutti coloro che mi hanno lasciato un messaggio e a tutti quelli che sono passati senza farlo. A chi avrebbe voluto trascorrere queste feste altrove come Massimo, che avrebbe desiderato trascorrerle a Cuba e a chi come Mirco invece si trova a trascorrerle là. Un affettuoso saluto a tutti e in particolare a Pedro.

In questi giorni sono solita approfittare delle festività cristiane per riflettere “cristianamente” sui problemi che affliggono questo pianeta. Oggi vi propongo una riflessione sull’ Africa e vi consiglio questo video di Giobbe Covatta nei panni di Padre Luca che è assolutamente da non perdere.

Ancora auguri a tutti!!