I cileni? Non usciranno vivi dal Perù! Parola di generale

“Ho dato ordini che i cileni che entrano in Perù non escano, o se escono che lo facciano in casse da morto. E se non basteranno le casse da morto usciranno nei sacchi neri di plastica”. Queste le incredibili dichiarazioni fatte dal generale dell’Esercito peruviano Edwin Donayre il quale, non contento, ha invitato poi le donne peruviane presenti “a fare innamorare i cileni per poi trasformarsi in donne bomba, ossia in kamikaze”.

Durante una conversazione del tutto informale del febbraio scorso, il generale Edwin Donayre, forse alterato dall’alcool contenuto nel bicchiere che tiene fra le mani, forse per brindare a qualche evento speciale, farnetica frasi sconvolgenti sui cileni. Risate generale e apparenti segni di approvazione da parte dei presenti.

Appena nadato il video sul motore di ricerca pochi giorni fa, subito si sono scatenate le polemiche con la corsa alle scuse da parte delle autorità peruviane. I portavoce dell’esecutivo di Lima si sono affrettati a confermare che le dichiarazioni del generale sono “infelici” e che “il sentimento del popolo peruviano non è rappresentato da quelle dichiarazioni”. Il presidente del Perù, Alan Garcia ha già telefonato alla presidente Bachelet per porgere le scuse e per informarla di aver chiesto le dimissioni del comandante militare. La richiesta di perdono è stata accettata immediatamente dalle autorità di Santiago del Cile che hanno anche evitato di richiamare l’ambasciatore.

L’infelice uscita del generale Donayre ha davvero rischiato di raffreddare i rapporti fra Cile e Perù. I due stati infatti si troveranno davanti alla Corte internazionale dell’Aja per via di un’istanza presentata dal Perù sulla frontiera fra i due stati. Per stemperare un po’ la tensione che si era creata, e che fra i due stati è sempre stata molto alta, le autorità di Lima hanno consegnato al generale cileno Oscar Izurieta il più importante riconoscimento militare peruviano: la medaglia d’oro dell’Ordine militare Francesco Bolognesi.

Fra Cile e Perù da tempo è in corso una disputa marina riguardo a 35 mila chilometri quadrati. Lima reclama la sovranità del territorio mentre Santiago è convinto del contrario e cita gli accordi siglati negli anni ’50. Ma i problemi fra i due stati sono riconducibili alle due guerre combattute nel XIX secolo.

Questo video, messo online qualche giorno fa, ha fatto scoppiare una crisi diplomatica inutile e senza precedenti tra Perú e Cile.

35 Risposte to “I cileni? Non usciranno vivi dal Perù! Parola di generale”

  1. Generales de pacotilla, êmulos de Pinochet, Banzer o Videla. Incitan a la guerra parapetados en los cuarteles y no vacilan en enviar miles de jôvenes a la muerte.
    Representan el brazo armado del fascismo latinoamericano adiestrados en Panamâ para sofocar con balas los movimientos sociales.
    Adiôs general, hasta nunca. Ingresarâ a la historia como un monigote patêtico y cobarde.

  2. Ormai ti sei data al Sud America eh?
    Approposito di questo e soprattutto di Cuba, finalmente il nostro partito ricomincia a fare qualcosa. Hai visto la campagna che ha lanciato in solidarietà con l’isola?
    Rifondazione per Cuba.
    Quanti anni erano di vedere una campagna del genere firmata dal Partito.
    Altro che Rifondazione per la Sinistra.
    Rifondazione per Cuba. Forse davvero riusciremo a salvare il nostro Partito. Non ci speravo più.
    Andrea

  3. erminio ottone Says:

    a quando una rifondazione per l’intelligenza umana?

  4. erminio ottone Says:

    a quando una rifondazione per l’intelligenza umana?

  5. Assurdo, mi ero perso questa notizia (poi dicono che i blog sono autoreferenziali e non servono a nulla): che aspettano in Perù a mandarlo via a calci nei coglioni?

  6. Russo, non essere ingenuo, il generale non è stato messo lì per caso. Ora fingeranno di punirlo…. con una promozione. Mi sembra si usi così anche in Italia….

  7. Certo che di alcool ne deve aver bevuto parecchio…

  8. Cara Maria,
    per secoli i cinesi( ma mi risultano anche altre civiltà) hanno impedito alla scienza e alla ricerca di avere rapporti diretti con le gerarchie militari.
    Per quanto sia composito e mutevole il mondo dei militari è un mondo
    costretto tra le pareti della potenza (difensiva o offensiva che sia) della
    superiorità ,del dominio. Questa dichiarazione è il risultato di una cultura
    molto diffusa e molto vicina alla quotidianità di tutti noi.Ovvio inorridire ma
    non tanto da rendere il delirio di questo generale un fatto eccezionale ed isolato. Gli antichi sapevano bene quale rischio si corresse ad abbinare
    scienza e tecnologia alla cultura militare. Oggi il nostro mondo è nelle loro
    mani.
    Viva la vita!

  9. Ed ovviamente le donne servono solo come carne da macello per lorsignori…. Addavennì Bolivar pure in Perù, e non quel fantoccio di Alan Garcia

  10. ottone erminio Says:

    cazzo, ma ferrero allora che sta a fare? perchè non vi avvisa? forse perchè è impegnato a dire a Luxuria che deve candidarsi perchè se non prendete il 2,5% adieu rimborsi elettorali e poi via con il rompete le righe? E poi come fate a vendere il pane a un euro che, per inciso, a Roma non si è comprato nessuno perchè è un pane di merda e uno non si rovina la faccia per 30 centesimi di differenza e ormai fate le stesse iniziative di tremonti, la social card, l’elemosina e questo vuol dire tornare al sociale? I boy-scout della politica, non prendete un voto non per colpa del voto utile ma perchè il voto a voi è un voto inutile!

  11. Ottone, guarda che il pane a un euro a Roma, come a Torino, quando è stato distribuito come azione contro il caro vita è andato via in pochi minuti; davvero te lo dico come testimone oculare…. suvvia magari lo sai anche te, non fare quello che semina falsità.. non ci si guadagna nulla…

  12. Non capisco perchè, ma i generali, ovunque si trovino, indipendentemente dalla latitudine, sono tutti una massa di imbecilli.
    Dall’alto delle loro stellette, pensano di poter dire tutte le cazzate che vogliono; e lo fanno in modo impunito.
    Forse sarebbe opportuno rieducarli alla democrazia e al rispetto verso tutti i popoli della terra.
    Un caro saluto.
    mauspezz

    Ho un po’ di problemi tecnici e sono in arretrato di aggiornamento del sito.
    Spero di risolvere in settimana.
    ariciao

  13. Caro Giovanni, ho postato questa notizia proprio perchè sono convinta che non sia un fatto eccezionale. Eccezionale è invece il video che testimonia in che mani realmente il nostro mondo stà. Senza veli e ipocrisie.
    E’ una vera gioia leggerti qui.
    Viva la vita Giovanni!

  14. Ottone Erminio,
    quando ci attrezzeremo per i miracoli con la rifondazione per l’intelligenza ti avvisiamo, ti invitiamo e sarai il benvenuto. Penso tu ne abbia parecchio bisogno.
    Ciao

  15. Cari tutti, sono d’accordo con Mauro: addavenì Bolivar pure in Perù!
    E mi fermo.
    Un saluto a tutti e un abbraccio particolare a Pedro (Pedro controlla la posta che ti ho risposto)

  16. Ciao Gianluca.
    Un bacio 🙂

  17. Sante parole, i militari, hanno veramente poco a che fare con la politica, sono pericolosi, ragionano con il para occhi. Questo che leggiamo a qui ne è l’ esempio.
    Quanti danni, hanno fatto quando i militari sono saliti ai governi, quasi sempre in maniera spietata, comunque non democraticamente.
    Per fortuna, ora i governi con militari sono sempre meno.
    Certo che quando si vede che un governo è presieduto da un militare, dove il ministro degli interni è un militare,il ministro delle comunicazioni, il ministro della televisione e radio, il ministro dell agricoltura, della difesa, del aereo nautica civile, tutti militari. Se poi si ggiunge che in qualche paese sono da oltre 40 anni che non si svolgono elezioni con piu’ competitori, ecco che capiamo quanto pericolosi sono i militari.

  18. -Certo che quando si vede che un governo è presieduto da un militare, dove il ministro degli interni è un militare,il ministro delle comunicazioni, il ministro della televisione e radio, il ministro dell agricoltura, della difesa, del aereo nautica civile, tutti militari. Se poi si ggiunge che in qualche paese sono da oltre 40 anni che non si svolgono elezioni con piu’ competitori, ecco che capiamo quanto pericolosi sono i militari.-
    Forse sarebbe il caso di essere più espliciti, ma la tattica di lanciare il sasso e ritirare la manina è sempre buona. Questo però quando ci si rivolge ad un popolo bue, che non è chi frequenta abitualmente questo blog.

  19. Elio lascia perdere.
    Non si rassegnano. La lingua batte dove il dente duole.
    Io non l’ho nemmeno preso in considerazione questo messaggio “subliminale”. Cuba è una spina nel fianco del sistema. Se ne dovranno fare una ragione prima o poi. E a tal proposito posterò più avanti l’iniziativa di Rifondazione in sostegno a Cuba, contro il blocco.
    Un abbraccio Elio, e lascia perdere, fai come me, passa avanti e non ti curar di loro.

  20. Penso, che avete equivocato, non parlavo di Cuba, ma del Portogallo, lunga dittatura, appunto durata 40 anni, dal 1926_1976 con presidente il generale Caetano, sorretto dal economista Salazar. Forse avete un dente che vi duole, che subito avete pensato a Cuba? Come mai avete riconusciuto Cuba nella descrizione, forse, Cuba sembra una dittatura, non credo.

  21. Grândola, vila morena
    Terra da fraternidade
    O povo é quem mais ordena
    Dentro de ti, ó cidade

    Dentro de ti, ó cidade
    O povo é quem mais ordena
    Terra da fraternidade
    Grândola, vila morena

    Em cada esquina um amigo
    Em cada rosto igualdade
    Grândola, vila morena
    Terra da fraternidade

    Terra da fraternidade
    Grândola, vila morena
    Em cada rosto igualdade
    O povo é quem mais ordena

    À sombra duma azinheira
    Que já não sabia a idade
    Jurei ter por companheira
    Grândola a tua vontade

    Grândola a tua vontade
    Jurei ter por companheira
    À sombra duma azinheira
    Que já não sabia a idade

    Ciao Tonino.

  22. josè alfonso,inno della rivoluzione, (pacifica) dei Garofani.1974. grazie bellissima citazione.

  23. Non conosco il portoghese, però so un detto di un vecchio statista italiano
    “A pensar male si fa peccato, però alle volte si indovina”.

  24. Questo l’ha detto Giulio Andreotti.

    Cavallini: coerenza!

  25. Guarda Maria che se continui a rispondere ai miei messaggi dopo averli cancellati, ti prendono per una squilibrata. Comunque, non ti preoccupare. Ti ho mandato il brevissimo commento che tu hai eliminato (ed al quale, peraltro, Tonino ha avuto il tempo di rispondere molto a tono) solo per farti sapere che, nella mia quotidiana rassegna dei blog latinoamericani, il tuo continua ad avere un posto d’onore. Ed il fatto di vedervi – te e quel simpatico trombone di Eliolibre – in stato d’allarme pro-Castro solo perché qualcuno ha criticato, senza nominarlo, un paese rimasto per 40 anni sotto una dittatura militare, mi ha molto divertito. Mi viene persino il dubbio che quel furbacchione di Tonino vi abbia teso il classico trappolone. Cancella pure. Ciao.

  26. Massimo Cavallini, questo non te lo cancello solo perchè hai detto che il mio blog nella tua rassegna occupa un posto d’onore. Ma non perchè la cosa mi lusigna, ma perchè non sei migliore della spazzatura che trovi nel mio blog ed evidentemente anche della “proprietaria”.
    Gli apprezzamenti su di Elio evitali, che se noi ci dobbiamo “sbrogliare” la lingua non hai idea di quello che verrebbe fuori nei tuoi confronti.
    Stendiamo un pietoso e velo e basta.
    Ciao

  27. Non so di che trappolone parlate.
    Non penso che Cuba abbia, dei militari al governo; se non sbaglio mi sembra di averlo letto qui, o da un altra parte che Cuba ha una democrazia eletta dal basso. Cioè che il popolo tramite assemblee, parcelizzate decide i suoi governanti. Sempre letto da qualche parte una forma perfetta di democrazia, non credo che la gente decide di mettere un generale ministro del interno, o al controllo della televisione in maniera libera e democratica.Penso che state equivocando. Io ho risposto solo a un post su quanto i militari faciano meglio a stare zitti, perchè fanno solo dei danni.

  28. Non voglio far polemiche Tonino.
    Chiunque tu sia.
    Hai detto la tua?
    Basta
    Credo ci siamo capiti.
    Lo spero vivamente.
    Massimo Cavallini ha detto una cosa giusta. Se cancello e rispondo sembro una squilibrata. Accolgo il consiglio di Massimo. Cancello e non rispondo.
    Saluti

  29. Permettimi solo due parole Annalisa. Perchè Cavallini ogni volta che appare il mio nome ti inalberi ed insulti malgrado non ti abbia nemmeno nominato? E’ dura avere la coscenza sporca eh? Vivere da nababbo con una pensione rapinata dopo una vita spesa ad infinocchare chi ha lavorato duramente per il nostro paese e non sa più come sopravvivere non deve essere semplice. Non ti invidio…. e ti mando pure a ‘f….o
    Ps. Firmarsi Tonino non è una gran trovata

  30. Elio, non sentirti perseguitato. “Simpatico trombone” è un’espressione piena d’affetto. Tu, piuttosto, continui imperterrito a fare molto pesanti (ed anche un po’ demenziali, se mi consenti) insinuazioni sulla mia vita privata e sulla mia persona. Ma cristianamente ti perdono. Perché non sai quello che dici.

  31. Le tue espressioni piene d’affetto ed tuoi cristiani perdoni indirizzali verso altri, io li rifiuto da chi gratuitamente mi da del trombone e “simpaticamente” cerca di irridere. Non fare ironie da cialtrone che con me non attacca, non ci penso due volte a dirti quanto sei disgustoso. Tu non solo non sai quello che dici, ma purtroppo non sai quello che fai. E lascia in pace il Cristo che sembra non averti insegnato niente. Continui a meritarti tutto il mio disprezzo e con nessuna simpatia ti invito ad evitare di intervenire con le tue provocazioni cialtronesche ogni volta ed in ogni luogo io intervengo. Non puoi tenerti le tue convinzioni e lasciare a me le mie? E poi perchè tediare i lettori con queste stupide diatribe personali? Io ti ignoro malgrado ti destesti profondamente, tu cerca di fare lo stesso. Punto. Credo che si possa chiudere quì. Altrimenti Maria per favore pensaci tu.

  32. A me invece quella di Tonino sembrava più un allusione ad un altro “cattivissimo”, il Venezuela bolivariano… con qualche spruzzetto qua e là di Cuba, chiaro… poi però se n’è uscito in corner con il “Portogallo”, seee…. un po’ stiracchiato no?, dato che la dittatura salazarista-caetanista ne durò quasi 50, di anni, e allora perché non parlare della Spagna franchista, della Grecia dei colonnelli, o magari, perchè no, di un certo paese che non svolge vere elezioni non solo tra più partiti e persone a chi dispone di più soldi, ma tra autentiche alternative politiche e sociali, almeno da settant’anni? Sì, mi riferisco a quella Meravigliosa Terra di Libertà e Democrazia denominata United States of America, e che qualche imbecille (troppi) si ostina a chiamare “America” tout court… della stessa categoria, del resto, di chi dice “Russia” per “Unione Sovietica”, “Europa” per “Unione Europea”, eccetera. Le parole non sono innocenti, come niente e nessuno lo è…

  33. Mamma mia quanta dietrologia, mi sono limitato a rispondere sui militari, non ho fatto un trattatato sul centro e sud america. Poi non capisco nella ricerca delle cose, forse la descrizione che ho fatto assomiglia a qualcosa d’ altro questo non lo so, e comunque non penso. Bà forse piu’ o meno le dittature si assomigliano tutte.
    Giusta la tua critica nel usare i vocaboli giusti, c’è tanta ignoranza e superficialità in giro. A proposito, forse di storia europea ne mastichi poco, perchè la dittuatura in portogallo è durata esattamente 40 anni dal 1926-1976.
    Il golpe di Carmona avviene appunto nel 1926, Salazar a parte ii primo mese torna sulla scena 1931 come ministro del economia. Nel 1951 muore Carmona, Salazar prende il potere ad interim, solo per 13 giorni viene nominato presidente il generale Craveiro lopez, fino al 1974, dopo la rivoluzione dei garofani ci fu una transizione durata due anni di un governo militare. Nel 1976 si arriva finalmente a libere elezioni. Allora se la matematica non è un opinione sono esattamente 40 anni. Mario siamo precisi .

  34. In effetti non40 ma 50 ho sbagliato i conti….

  35. Beh, mi sono preso l’incarico di cercare di seguire cavallini sui blog in cui insulta chi scrive e appena può i cubani; mi pare che sia un’impresa titanica, ma ci voglio provare.
    Sostengo inoltre che sia pagato dall’USAID o dalla CIA per questo che mi sembra proprio un “mestiere”, visto le ore che dedica a questa attività.
    Cavallini, sarò la tua ombra!

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