X° Incontro internazionale dei partiti comunisti e operai

Il 10° Incontro internazionale dei Partiti Comunisti e operai si è tenuto a San Paolo dal 21 al 23 novembre scorsi, ospitato ed organizzato dal Partito comunista del Brasile. Il meeting, che si svolgeva per la prima volta al di fuori dell’Europa e significativamente in America latina, ha visto la presenza di 65 partiti provenienti da 55 paesi. Per l’Italia , oltre Rifondazione Comunista ,vi era anche un rappresentante del Pdci.

Il dibattito molto ampio ed intenso si è incentrato sulla nuova fase aperta dalla crisi economica del capitalismo che sta manifestando i suoi primi effetti e si prospetta come la più profonda ed ampia da molti decenni a questa parte. Gran parte degli interventi si sono confrontati inoltre con i  possibili scenari, senza nessuna illusione di un cambio radicale di linea politica, conseguenti alla elezione del nuovo presidente degli USA, Barack Obama, ed una attenzione particolare ovviamente è stata dedicata alle straordinarie prospettive di consolidamento e crescita della sinistra e del movimento popolare in America Latina.

L’incontro si è concluso con l’approvazione di 2 risoluzioni, una in “Solidarietà con i popoli dell’America Latina e dei Carabi”ed un’altra che , sotto il titolo Il socialismo è l’alternativa”, fissa i parametri di analisi della nuova fase e  indica nel socialismo il superamento delle profonde contraddizioni e della bancarotta del neoliberismo. Sono state inoltre sottoscritte numerose mozioni, di condanna dell’embargo a Cuba, di solidarietà con il popolo palestinese, con quello colombiano,ecc

Gli apporti dei diversi Partiti hanno, come è naturale, risentito dei ruoli esercitati nei rispettivi paesi, dell’area geografica di appartenenza ed infine della consistenza numerica e politica di ciascuna forza. La lettura della crisi e le proposte politiche si sono quindi diversificate, ciò tuttavia non ha impedito il raggiungimento di una sintesi alta che ha trovato espressione nei documenti finali.  Certamente la crisi, aprendo scenari nuovi, impone a tutti un salto di qualità ed una verifica di linee politiche e scelte organizzative. Tutto questo ha avuto effetti positivi ed era opinione generale che il 10° Incontro abbia rappresentato un passo in avanti consistente rispetto ai precedenti.

Significativi sono alcuni passi delle risoluzioni finali, così nel documento sull’America latina, l’approccio alla situazione nuova del Continente nell’ultimo decennio, viene affrontata con grande apertura: “Le forze che costituiscono parte integrante di questi processi, assai diverse tra loro per quanto riguarda gli obiettivi strategici, le peculiarità delle formazioni sociali e storiche nazionali ed il livello di accumulazione di forze nei singoli paesi, perseguono obiettivi generali comuni, che si sviluppano con maggiore o minore profondità, ma il cui contenuto comune è rappresentato dalla valorizzazione della sovranità nazionale e dello sviluppo economico e sociale, dalla democratizzazione dello stato, dalla elaborazione di nuove Costituzioni democratiche, dall’impulso alla partecipazione popolare e dall’adozione di politiche rivolte al benessere della maggioranza del popolo, soprattutto dei lavoratori.”

Nella risoluzione “Il socialismo è l’alternativa”, viene evitata ogni semplificazione sulla crisi, di cui si riconoscono rischi ed opportunità in una partita tutta da giocare: “Il quadro internazionale è di profonda acutizzazione della lotta di classe. L’umanità sta attraversando uno dei momenti più difficili e complessi della sua storia: una crisi economica globale, che coincide con una crisi energetica, alimentare ed ambientale; un mondo con profonde ingiustizie e disuguaglianze, con guerre e conflitti. Lo scenario è quello di un bivio storico: da un lato grandi pericoli per la pace, la sovranità, la democrazia, i diritti dei popoli e dei lavoratori; dall’altro immense potenzialità di lotta e di avanzata della causa dei lavoratori e dei popoli, della causa del progresso sociale, del socialismo, del comunismo.”
Insomma un Incontro positivo quello di San Paolo, che rispecchia una crescita del movimento comunista internazionale, seppure a macchia di leopardo, con un ruolo trainante dei partiti latino americani che vivono una fase di transizione al socialismo tanto difficile quanto entusiasmante.

Molto interesse e curiosità sono stati manifestati verso la situazione italiana e Rifondazione Comunista sia nelle sedute plenarie che negli incontri bilaterali. L’esito elettorale di aprile ed il Congresso di Chianciano sono stati seguiti con attenzione  nel movimento comunista , in conseguenza delle aspettative che il nostro percorso politico ha prodotto a livello internazionale in questi anni.

Da parte nostra, nella condivisione dei 2 documenti finali e di molte delle mozioni proposte, abbiamo messo l’accento sulla necessità di un’apertura maggiore verso apporti che provengono dal vasto mondo dell’anticapitalismo: altermondismo, pacifismo, femminismo, ecologismo, ecc. In questo senso abbiamo rivendicato l’esperienza della Sinistra Europea che, pur con alcuni limiti, ha saputo raggruppare, stabilire rapporti costanti e produrre iniziative comuni tra Partiti comunisti e Partiti anticapitalisti a livello di continente europeo. Un’apertura quanto mai necessaria oggi che nuovi orizzonti si dischiudono e la prospettiva di un altro mondo possibile è di nuovo all’ordine del giorno.

Una Risposta to “X° Incontro internazionale dei partiti comunisti e operai”

  1. viva i partiti comunisti e viva la classe operaia dunque! 🙂

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