Caro segretario…

Pubblico la risposta alla domanda fatta al Segretario di Rifondazione Comunista, postata in un commento da Pufforosso nel mio post precedente. Premetto che io avrei votato il documento di Tommaso Sodano che prevedeva l’uscita senza mezzi termini: «Non c’è più da aspettare. La situazione politica a Napoli e in Campania è di una tale gravità che l’unica cosa da fare è prendere atto della fine di un ciclo politico e tornare al voto. La magistratura faccia il proprio corso, possibilmente in tempi rapidi e certi, ma il giudizio critico sulla incapacità dei governi territoriali, in primo luogo la Regione e il comune di Napoli, va ben oltre gli ultimi gravi e inquietanti accadimenti. Siamo di fronte ad istituzioni bloccate, ridotte alla sopravvivenza, paralizzate dagli scandali. Una sorta di barricata di potere nel Palazzo, che ha lacerato il rapporto con la gente e perso ogni credibilità. Bisogna mettere fine a tutto questo. Mi batterò affinché Rifondazione Comunista esca dalle giunte e avvii un percorso per restituire la parola al popolo. Non si può affermare che un ciclo politico si è chiuso e continuare ad essere all’interno di giunte che, nella migliore delle ipotesi, sono incapaci, e nella peggiore, come si vede in queste ore, risultano colluse e corrotte. Oggi l’unica strada per ricucire una speranza tra la gente è lavorare ad un’alternativa, partendo dalla chiusura delle esperienze attuali di governo».

Pubblico questo articolo di Ferrero perchè ritengo sia doveroso spiegare a militanti ed elettori com’è la situazione del Partito a Napoli e soprattutto perchè vi è anche una bella analisi del problema in questione.

http://tbn0.google.com/images?q=tbn:7LHEzWaDwVqOpM:http://www.corriere.it/Hermes%2520Foto/2007/07/14/0JL2R1PQ--130x150.jpg

Caro segretario, ho visto il manifesto che avete affisso a Roma su Berlinguer che avete affisso a Roma. Mi è molto piaciuto. Mi spieghi però perché un partito che fa un manifesto cosi rimane in giunta a Napoli?Giulia Donaggio

Cara Giulia, sono contento che quel manifesto ti sia piaciuto e penso che dalla giunta di Napoli sia necessario uscire.  Io credo che Berlinguer sulla questione morale avesse ragione. L’etica pubblica di questo paese fa mediamente schifo ed è – a mio parere – in fase di peggioramento. Gramsci aveva analizzato in modo approfondito questo fenomeno, dal trasformismo in avanti e lo aveva giustamente connesso ad un elemento di lungo periodo, che risale alla controriforma e alla mancata costruzione di una etica pubblica in questo paese. Berlinguer aveva giustamente posto l’elemento della questione morale come un a priori rispetto alla politica, come elemento fondante, basilare, non come una questione accanto ad altre. Io non sono per nulla un berlingueriano e sulla linea politica di Berlinguer non sono quasi mai stato d’accordo ma credo che gli vada riconosciuto il merito storico di aver colto questo elemento che continua – oggi come ieri – ad essere il punto dirimente per la possibilità di porsi il tema della trasformazione sociale del paese. L’assenza di etica pubblica è infatti il dato caratterizzante delle classi dominanti e dei loro accoliti in questo paese.

Oggi è quindi necessario rifarsi a Berlinguer e alla “diversità comunista” di cui lui era portatore ma è necessario ragionare su cosa è successo da Berlinguer ad oggi. Non a caso il manifesto riporta – oltre alla frase di Berlinguer – la frase: basta con il bipolarismo degli affari. Berlinguer parlava nell’epoca del nascente pentapartito, oggi siamo in una situazione in cui gli indagati per mazzette e corruzione sono generalmente appartenenti ai due più grandi partiti, PdL e PD, facendo intravedere un trasversalismo affaristico che qualifica in modo ulteriormente negativo quel “bipolarismo tra simili” che abbiamo denunciato spesse volte nel corso di questi anni.

Questo ci rimanda ad una prima questione. La vicenda di tangentopoli e di mani pulite all’inizio degli anni ’90, ha prodotto un sistema politico che è esattamente alla base dell’attuale fase di inchieste. Da tangentopoli si è usciti demonizzando il sistema dei partiti, con la teorizzazione dei partiti leggeri e con la costruzione del sistema bipolare basato sui principi del maggioritario uninominale e di una spiccata tendenza presidenzialista a partire dai sindaci. Da tangentopoli si è usciti con una demonizzazione della proprietà pubblica e una glorificazione delle virtù del mercato.  Come si vede in questi giorni tutti questi elementi sono esattamente alla base delle inchieste. La distruzione dei partiti di massa ha prodotto una miriadi di partiti locali, ognuno con il suo conducator, con il suo signorotto, che gestisce la politica in modo ovviamente subalterno ai potentati locali. Le privatizzazioni, le esternalizzazioni e gli appalti, in un paese dal capitalismo straccione, hanno semplicemente moltiplicato a dismisura le occasioni di corruzione, come dimostrano le inchieste a partire da quelle sulla sanità. La distruzione dei partiti come “spazio pubblico” di dibattito politico e la conseguente costruzione di uno spazio privatizzato come quello dei comitati elettorali, è il corollario di questa dinamica. Il fatto che le inchieste locali coinvolgono esponenti delle maggioranze e delle minoranze, la dice lunga su cos’è il bipolarismo in questo paese, in cui la superficie di contatto con i poteri forti – e non certo una comune e condivisa etica pubblica – costituisce nei fatti il collante del sistema politico. La gestione politica e la risposta politica a tangentopoli è stata quindi la produzione di un sistema politico – la seconda repubblica – strutturalmente subalterno al mondo degli affari e ai suoi addentellati negli altri poteri, a cominciare da quello dell’informazione.

Si tratta di capire allora come affrontare oggi questa vicenda da cui – occorre sottolinearlo con forza – rifondazione comunista  non solo è estranea ma ha contribuito in modi decisivi alla sua esplosione. A Pescara con le denunce sulle vicende della sanità privata e dell’acqua, a Torino sui rifiuti, a Napoli sulle vicende della globalservice e non solo. Gli amministratori di Rifondazione non solo non sono toccati dalle inchieste ma hanno denunciato pubblicamente queste vicende da tempo. Se si dovesse dire con uno slogan quel’è la differenza tra la destra e rifondazione comunista potremo tranquillamente affermare che gli esponenti della destra riescono ad essere dentro il sistema delle mazzette anche quando sono all’opposizione mentre i compagni e le compagne di rifondazione comunista non solo ne sono estranei, ma li hanno denunciati anche quando erano al governo. Non è poco.

Non è poco ma non è sufficiente. È infatti evidente che l’attuale tornata di “mani pulite” è gestita pe ravvalorare la tesi che tutti sono uguali. Non solo perché lo dice Berlusconi. Il fatto che il sistema informativo accomuni le inchieste sugli assessori che progettavano le tangenti con il nostro compagno Giulio Riccio, che è indagato a Napoli per aver utilizzato l’auto di servizio per recarsi in Tribunale a Cosenza per testimoniare ad un processo contro i no-global, la dice lunga su una situazione in cui – per usare un francesismo – molti stanno mettendo la merda nel ventilatore.

Siamo quindi in una situazione in cui la questione morale segnala  la crisi della seconda repubblica; dall’altra è l’universo della politica, in quanto tale, che viene distrutto e l’unica forma in cui viene legittimato l’antiberlusconismo, è quello del giustizialismo dipietrista.

Siamo quindi interrogati su come uscire da questa situazione, in cui, la destra, usa la crisi economica per proporre la guerra tra i poveri destrutturando la società, e la questione morale per destrutturare completamente la politica.

In primo luogo io credo che occorra fare scelte chiare sul terreno istituzionale. A Napoli è necessario segnare in modo forte una discontinuità, con l’azzeramento della giunta. Proprio per preservare l’onorabilità e la credibilità del sindaco e di chi non è coinvolto negli illeciti – i nostri assessori e il nostro partito in primo luogo – è necessario praticare una rottura. Ogni scelta che prevedesse un grado minore di discontinuità di questo sarebbe destinato – seppur animato dalle migliori intenzioni – ad alimentare una ulteriore perdita di credibilità nostra e della politica. Si azzeri la giunta e il Sindaco – a cui ribadisco la mia stima – presenti una proposta per affrontare le emergenze della Città.  Daremo il nostro contributo ma – io ritengo – senza assumere incarichi di governo.

In secondo luogo io credo che nella crisi occorre cogliere un dato strategico, di fondo. Per una forza come la nostra, che propone una uscita da sinistra dalla crisi e una alternativa di sistema, non è pensabile di ricostruire il nostro ruolo politico a partire da una centralità assorbente delle istituzioni. Il bipolarismo, con i suoi addentellati di trasversalità dettato dai poteri forti, determina una torsione tale della politica che una centralità del terreno della rappresentanza non può che sfigurarci. Solo una ridislocazione del partito nella società, nella costruzione di lotte e di pratiche mutualistiche, può ricostruire il senso profondo di una politica di sinistra, di quella diversità comunista a cui Berlinguer faceva riferimento nelle sue parole. Oggi siamo dentro una crisi economica che si intreccia con la crisi politica. Il tutto porta a definire questa crisi come una crisi “costituente”: se dal fallimento strategico della sinistra moderata ne trarrà vantaggio solo la destra e l’ipotesi giustizialista di Di Pietro, oppure potrà riemergere una ipotesi di sinistra, deriva in primo luogo da questo: dal nostro grado di autonomia  politica e culturale e dalla nostra capacità di ridefinire il nostro essere comunisti all’interno delle dinamiche sociali. Al tentativo di uscita dalla crisi in senso plebiscitario occorre rispondere attraverso la costruzione del protagonismo di massa e l’autorganizzazione sociale. Non ci sono scorciatoie.

Paolo Ferrero

19 Risposte to “Caro segretario…”

  1. Belle parole, ma non ho capito, rifondazione ritira le deleghe in giunta a Napoli o no?
    La mia traduzione al burocratese di Ferrero, è : Meglio aspettare sia mai che si vada ad elezioni e perdiamo anche ste 3 poltrone.

  2. Mi sembra che il termine “azzeramento” crei qualche equivoco. Io ritengo che sia necessario abbanndonare (eufemismo) tutte le giunte. Al di là della questione morale, c’è anche quella politica in quanto con PD & C. non ci sono possibilità di dialogo e collaborazione. Le lingue che si parlano sono differenti (meno male).
    Saluti e auguri.

  3. A Chianciano abbiamo detto: costruire una alternativa strategica al PD, rimuovere il “governismo”, verificare le nostre presenze negli Enti Locali. Ma questa verifica, questa discontinuità non decolla!

    DOBBIAMO AVERE IL CORAGGIO DI FARLO!!!!!

  4. Sono d’accordo in toto sulla Questione Morale di Berlingueriana memoria, so che a qualcuno parrà azzardata la mia domanda ma mi chiedo: lo spirito che sta contrapponendo il segretario di Rifondazione al direttore di Liberazione, cos’ha di morale?
    So che con la legalità nulla c’entra, ma eticamente mi sembra un atto di prepotenza da padrone del vapore bella e buona, l’esempio deve arrivare per primo da lì.

  5. Caro Russo per la prima volta mi sconvolgi.
    Immagino che tu non legga Liberazione ma segui i molti presenzialismi di Sansonetti su tutti i mass media.
    Ti chiedo io cos’ha di morale l’atteggiamento di Piero Sansonetti (e non lo spirito, che credo Sansonetti non abbia nemmeno quello) nei confronti dei militanti di questo partito, visto che Liberazione è un giornale sulla cui testata vi è scritto “Quotidiano del Partito della Rifondazione Comunista” e il partito della Rifondazione Comunista è l’editore di questo giornale, non il Segretario. Lavorare in un quotidiano di partito non vuol dire non esser liberi di esprimere la propria opinione sui fatti, qualsiasi fatto, e da parte dell’editore non viene certo negata la libertà di espressione ai redattori, nel contempo però non vuol dire nemmeno lavorare solo per il salario in cambio di energia lavorativa. L’editore non è un pinco pallino qualsiasi. E’ un partito. Siamo noi. E questo vuol dire, comunque, essere parte di un progetto politico.
    Davanti ad una linea che non solo si distacca dalla linea del partito, ma lavora addirittura CONTRO lo stesso partito per provocare la politica del partito stesso, denigrando, mettendo in secondo piano il progetto politico dello stesso per avallare e appoggiare un progetto che veda il superamento di Rifondazione Comunista, mi dici chi è l’amorale?

  6. L’esperienza m’ha sempre insegnato che una domanda chiara come quella di Giulia meriti una risposta altrettanto chiara. Non mi sembra che così sia stato.

    E la chiarezza non è certamente parente degli “addentellati di trasversalità” e della “ridislocazione del Partito”.
    Un discorso del genere è la classica dimostrazione di come la nostra Sinistra si sia scavata la fossa da sola in questi anni.

    Condolianze

    Salvatore

  7. Oggi Di Pietro, si ritira dalla giunta partenopea. Rifondazione litiga sul proprio giornale, il segratario da risposte incomprensibili sulla questione Napoli. Dopo aver regalato alla Lega i voti del nord, ora serviamo a Di Pietro quelli del sud. Bene previsione per l’europee, 2 % secco. Tanto che ce frega vinciamo in Venezuela e in Ecuador.

  8. fernando sei un imbecille.Ma vai da Rina Gagliardi che ti paga bene.

  9. Morino, è per gente come te che ci stiamo distruggendo, gente che vuole dividere non unire. Ma ormai siamo alla divisione dell’ atomo. Proposta costruttiva Morino, cosa faresti tu a Napoli? Spero che oltre le offese da squadrismo abbia qualche idea..

  10. Morino sbaglia ad offendere.Ma fernado suvvià…….divisione dell’atomo?Ma in questi anni vi hanno allevato in batteria come i polli?Dite tutti le stesse cose,che sò manco cambiate le parole tipo dire scissione invece di divisione.Tu fernando parli di proposte costruttive ma dimmi a quale assessore stavi attaccato?Per favore dopo quello che avete fatto bisognerebbe avere la decenza di tacere non di chiedere proposte agli altri.A’ Nando se non hai capito avete chiuso……la Zuppa è finita…Cosa faremo tra poco non ti riguarderà più visto che magari stai traslocando….ma ti avviso la zuppa è finita pure al PD.

  11. Ah Fernando ora sfotti sul Venezuela ma tu ed i tuoi soci quandi viaggetti gratis vi siete fatti a Caracas o a Porto alegre a spese del Partito?
    Ovviamente con comitiva di amichetti di corrente al seguito nonchè familiari vari.
    Per non parlare dei Palestina Tour.

  12. Lucio, guarda che io dico che bisogna andarsene da tutte le giunte chiaccherate, la prima fra tutte Napoli. Se leggi i miei interventi sono molto chiari.Meno chiaro è quello che a detto il compagno Ferrero, che vuole tenersi le poltrone e aspettare il nubifragio.
    Il mio vuol essere un monito, perchè se si continua cosi’, a parlarci adosso senza reagire, rischiamo di scomparire.; regalando la nostra storia a qualcuno che non la merita. Gli elettori non capiscono queste diatribe interne, vogliono fatti, fatti veri, magari senza chiedere troppo fatti comunisti.

  13. Caro Fernando, mi piacerebbe sapere come mai si chiede ora l’immediata azione comunista, fermo restando che io, come premesso nel post avrei appoggiato l’uscita dalle giunte. Ma si sa che non è facile buttarsi dietro anni e anni di governismo così, da un giorno all’altro. Questo partito ha bisogno di tempo anche per metabolizzare per far decollare e applicare la linea di Chianciano. E comunque quello che si prefigge il Partito, oggi, non ieri, questo sia CHIARO, è quello di ripartire dalla gente, tra la gente, insieme alla gente. Diciamo che questo azzeramento può essere interpretato come inizio di questo percorso.
    Gli elettori Fernando non capiscono le diatribe interne (ma noi sì però) ma non capiscono nemmeno come mai in tanti anni, nonostante i compagni di Rifondazione non abbiano le mani sporche, per fortuna, non abbiano nello stesso tempo però reagito e denunciato a gran voce. Mi pare che questa situazione, ora come ora, la si stia usando per zappettare il proprio orticello. Per quanto mi riguarda, io non conosco nessuno di Napoli, ma francamente mi sciocca l’uscita di Raffaele Carotenuto con tutta la sua denuncia al partito: “il Partito mi ha usato”. Quale partito? Non certo questo che ha un nuovo segretario e una nuova linea. L’avesse fatta prima la denuncia al partito, non ora. Ho l’impressione che si stia buttando fango e strumentalizzando la situazione di Napoli per i propri interessi. Qui non si ha nemmeno la decenza di aspettare la scissione. Emorragia spontanea. O no?

  14. Guarda, forse stai sbagliando indirizzo, abito in una ridente città del profondo nord, non ho nessuna carica politica, sono un semplice militante, non faccio parte nemmeno del attivo del circolo. Non ho partecipato al congresso, faccio l’ operaio e sono iscritto alla cgil da 30 anni. Ho visto compagni negli anni allontanarsi, molti sono arrivat ia votare lega, ora molti compagni e compagne vedono in Di Pietro il nuovo messia, e noi che facciamo, stiamo a discutere sulla proprieta del giornale, sulle cazzate di wladimir Luxuria, ha fatto bene a fatto male a partecipare all’ isola.
    Sai oggi un vecchio compagno 70 anne cosa mi ha detto, come si permette uno che provieme da D.P. usare l’ immagine di Berlinguer, quelli negli anni 70 se potevano ci ammazzavano tutti. Tu parli di scissione, di decenza, di azzeramento, mentre i compagni chiedono giustizia sociale, salari, case. Se quel volpone di Di Pietro oggi esce dalla giunta di Napoli è perchè fra dieci giorni sono tutti in gattabuia, e noi siamo qui a parlare del sesso degli angeli. In maniera ottimistica ho dato il 2% alle europee, ma se andiamo avanti cosi’si arriva allo 0,5%, cosi’ azzeramento l’ abbiamo ottenuto, e festeggeremo…scusa il mio pessimismo ma ma la vedo dura.

  15. Mi trovo d’accordo con Fernando praticamente su tutto… Confesso che quello che ha detto Ferrero non l’ho proprio capito. Questa gente non vive più il paese, c’è una separazione spaventosa. Negli ultimi decenni ci si è abituati ad assenza di conflitto, benessere economico, se non addirittura opulenza della politica intesa come un certo tipo di professione (con la raccomandazione), ci si è abituati alle collusioni e ai compromessi sempre più grigi, sempre più ambigui. E si è selezionato un ceto politico totalmente inetto, specie per questi tempi in cui ci vorrebbero palle, idee, coraggio, e determinazione, nonché gran voglia di fare e di sacrificarsi. Nessuna sorpresa che poi avanzino i demagoghi alla Di Pietro o gli Obama in salsa sarda alla Soru. Però, con tutto lo schifo, i limiti, e lo strumentale che ci sono dietro a questi personaggi, bisogna riconoscere che almeno fanno politica e agiscono, mettendosi in gioco. Qui dalle nostre parti invece è tutto un valzer, vecchio, vecchissimo, tutto un terrore di perdere poltroncine, posticini in TV, il favore di qualche editorialista, titoletti, giochetti di corridoio, rapportini privilegiati con il patrono di turno, Latorre, o Water, o Massimo… Manovrine da 4 soldi, gli scissionisti dei Bertinottiani che passano ai Ferreriani mentre i Vendoliani corteggiani i Marziani, e i Ferrariani contrattano con i Grassiani…. Assurdo… Nessun segno di reazione, nessuno scatto, nessuna apertura alla realtà esterna, tutto tra di noi, le forze sane del paese ci sono completamente trasparenti, e viceversa… Marì, ma che è sta linea di Chianciano? Ma chi l’ha vista? Ma di che stamo a parlà? Qua Sagunto brucia, la realtà galoppa, e noi stiamo a parlare di Chavez, di Vladimiro Guadagno, o dell’ultimo articolo della Gagliardi sul giustizialismo… Perdita totale del senso della realtà… Ma ci vuole tanto a fare sto benedetto partito del lavoro, o la Linke, o quello che è, e mettersi a fare un po’ di vera sana politica di massa del lavoro? Ma possibile che gli articoli seri sulle donne, sulle pensioni, sui fannulloni e Brunetta, sull’energia e il futuro, sulla costituzione, li devo leggere dappertutto, perfino a volte sul Secolo, e mai su Liberazione?!?… Boh… Siamo veramente alla divisione dell’atomo… In Abruzzo non va a votare nessuno, c’è una situazione disastrosa, e tutta la protesta va a Di Pietro… boh… non ci siamo proprio… e continuiamo a non esserci… Contarsi sui blog non serve a niente, se non contiamo nel paese…

  16. Caro Fernando e caro Mario oggi è vigilia di Natale, si dovrebbe esser tutti più buoni e sinceri. E quindi lo sarò fino in fondo.
    Io sono convinta che per questo partito la cosa migliore sia rimanere fuori dal parlamento. Ma non perchè i dirigenti non sono all’altezza dei tenmpi, non lo sono i militanti, non lo siamo noi. Certo non per colpa nostra, ma per una certo modo di far politica che ci portiamo appresso da anni e che non ci permette di fare il salto qualitativo.
    Non contiamo niente nel paese, ma non contiamo proprio noi caro Mario. E il motivo è proprio anche grazie a quello che dice Fernando riportando il commento del compagno 70enne, al quale porto rispetto sia chiaro, ma scusate, cosa c’entra riesumare le ceneri di DP e del PCI andando sempre a sfrogoliare su questioni preistoriche, quando quel volto di Enrico, quel messaggio è attualissimo perchè trasversale. Perchè propone al centro della vita politica del paese una questione che coinvolge tutti, non solo la sinistra il centro e la destra.
    Vedi Mario, se è vero che con questi dirigenti non andiamo da nessuna parte è anche vero che non andiamo da nessuna parte nemmeno con questi militanti. Il partito sociale non parte. Perchè non parte? Per colpa di Ferrero? Ma siamo seri tutti, per cortesia! La verità è che a livello territoriale c’è autonomia, e quando mi parli di manovrine da 4 soldi, gli scissionisti dei Bertinottiani che passano ai Ferreriani mentre i Vendoliani corteggiani i Marziani, e i Ferrariani contrattano con i Grassiani…. Assurdo… assurdo tu dici? No. Io dico che è il perpetuarsi di quella logica che ci ha portato fuori dal parlamento e ci ha allontanato dalla gente. Una logica che ormai è nel dna a tutti i livelli. Nei circoli, quei pochi compagni che ancora ci sono, non fanno altro che parlare di accordi elettorali. E non parlo di scissionisti, vendoliani, ma di tutti. Il senso della miltianza si è perso, non si sa più cosa sia. Chi alimenta le stupidaggini di Liberazione Sansonetti Luxuria Gagliardi & C. demoproletari ecc. sono i militanti. I militanti tutti, senza alcuna distinzione.
    Così non si va da nessuna parte. Nel paese non siamo punto di riferimento di nessuno perchè noi non vogliamo esserlo, e non i dirigenti.
    Nei circoli se non si parla della costituente della sinistra, si parla dell’unione dei comunisti. Tutte strade che porteranno alla dissoluzione spontanea di Rifondazione e dell’abbandono totale del suo progetto. Cari compagni, il partito sociale che abbiamo votato non lo vuole applicare nessuno, perchè porta fatica impegno e lavoro. E qui tutti vogliono direttive dall’alto, come se ci fosse una medicina preconfezionata pronta a combattere la crisi del partito e quella del paese. Così non andiamo da nessuna parte. E non per colpa dei dirigenti.

  17. caro fernando come si permetteva Bertinotti in uno dei primi comizi da segretario nel 1994 di citare Mao se poi è finito alla non-violenza?
    Allora le proteste dei vecchi compagni,sapessi quanti non sopportavano Bertinotti già allora,non se le filava nessuno.Spero solo che il tuo vecchio compagno ora non voti Lega.Sai ne ho visti tanti finire cosi.
    Per il resto raccolgo l’invito di maria domani è natale vediamo di essere più buoni.
    Però se il 10% di questa verve critica fosse uscita fuori qualche anno fa,invece di fare genuflessioni ad ogni scelta di bertinotti,ora saremmo in tutt’altra situazione.

  18. In ripresa le formazioni della sinistra Rifondazione Comunista 3,5%(+1.5), Comunisti Italiani 1% erano allo 0,6%, Verdi allo 0.5% (0.3),Sinistra Democratica allo 0,4%(0,6)

    QUESTO è UN DATO IMPORTANTE!!!

  19. Devo dare reagione a Maria ….. penso sia importante se non fondamentale anzi direi ovvio,che rifondazione abbia un suo giornale e che di conseguenza questo giornale rispetti la linea del partito altrimenti che senso avrebbe di esitere (considerando tutti i soldini che il partito gli da!!!) …. e la stessa cosa vale per i militanti che dovrebbero seguire il progetto di rifondazione lavorando sodo assieme e impegnandosi e faticando ..le minoranze poi ,dovrebbero capire che se sono minoranze ed in quanto tali,non devono diventare opposizione dentro l’opposizione ….quindi in poche parole smetterla di giocare a chi è più comunista e incominciare ad usare un pò di buon senso … se si vuole veramente costruire un partito sociale in Italia ..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: