Buon Natale e felice anno nuovo a Gaza da Israele

https://i0.wp.com/www.gennarocarotenuto.it/immagini/Gaza_F986/gaza_thumb.jpg
Un messaggio cordiale di fine anno a tg1 tg2 rete 4 canale 5 italia uno, Claudio Pagliara su tutti,
ma anche il tg3:
ANDATE A FARE IN CULO.

Siamo sotto le bombe a Gaza,
e molte sono cadute a poche centinaia di metri da casa mia.

E amici miei,
ci sono rimasti sotto.

Siamo a 160 morti sinora,
una strage senza precedenti.

Terroristi?
Hanno spianato il porto , dinnanzi a casa mia
e raso al suolo le centrali di polizia.

Mi riferiscono che i media italiani tutti in toto danno per buono il comunicato militare israeliano di base terroristiche bombardate.
Cazzate.
Li ho conosciuto, questi ragazzi,
li ho salutati tutti i giorni recandomi al porto per pescare coi pescatori palestinesi, o la sera per recarmi nei caffè del centro.
Diversi li conoscevo per nome. Un nome, una storia, una famiglia.

Sono giovani, diciotto ventanni,
per lo più che se ne fottono di Fatah e Hamas,
che si sono arruolati nella polizia per poter aver assicurato un lavoro in una Gaza che sotto assedio ha l’80 perce tno di popolazione disoccupata.


Aprite le orecchie,
colletti bianchi della disinformazione occidentale.
Queste divise ammazzate oggi (senza contare le decine di civile che si trovavano a passare per caso, molti bambini stavano tornando a casa da scuola)
sono i nostri poliziotti di quartiere.
Se ne stavano tutti i giorni dell’anno a presidiare la stessa piazza,
la stessa strada,
li ho presi in giro solo ieri notte per come erano imbaccuccati per riparsi dal freddo,
dinnanzi a casa mia.

Non hanno mai sparato un colpo verso Israele,
ne mai lo avrebbero fatto, non è nella loro mansione.
Si occupano della sicurezza interna,
e qui al porto siamo ben distanti dai confini israeliani.

Ho una videocamera con me ma sono un pessimo cameraman,
perchè non riesco a riprendere i corpi maciullati e i volti in lacrime.
Non ce la faccio.
Non riesco perchè sto piangendo anche io.

Ambulanze e sirene in ogni dove,
in cielo continuano a sfrecciaree i caccia israeliani con il loro carico di terrore e morte.
Devo  correre,
all’ospedale AL Shifa necessitano di sangue.

non sono umani,
credo che non lo siano mai stati.

Vik  (Vittorio Arrigoni) guerrilla radio  27/12/2008

26 Risposte to “Buon Natale e felice anno nuovo a Gaza da Israele”

  1. Posto la testimonianza appena giunta di Paolo Ferrero e Fabio Amato da Ramallah

    La notizia dell’inizio dell’attacco israeliano a Gaza ci arriva mentre salutiamo Mustafà Barghouti, l’ultimo in ordine di tempo di una serie di incontri con i leaders di tutte le forze della sinistra palestinese. Ci aveva appena raccontato della drammatica situazione che aveva visto poche settimane prima, quando era riuscito ad aggirare il blocco della striscia, arrivando via mare, da Larnaca, a Gaza.
    Una situazione disumana, con condizioni di vita sempre più misere. Più di un milione di persone senza cibo, medicinali, elettricità, acqua. Questa è la Gaza che viene bombardata indiscriminatamente dall’ esercito israeliano. Questa e la Gaza che subisce una rappresaglia di violenza inaudita, sproporzionata e completamente ingiustificata, per la rottura del cessate il fuoco e l’irresponsabile lancio di missili qassam da parte di Hamas. Mesi di privazioni iniziate con la vittoria del movimento islamico nelle elezioni parlamentari del 2006 e che hanno visto solo peggiorare giorno dopo giorno la situazione. Due anni di blocco e assedio.
    Le tv arabe rimandano in tutti i territori e in tutto il mondo le immagini di quella che è stata annunciata dall’esercito israeliano e accreditata dai suoi più accondiscendenti alleati – a partire dagli USA e dal governo italiano- come un operazione chirurgica. Al contrario, un massacro. Centinaia di corpi, di donne e uomini, di bambini, ricoperti di sangue, trasportati negli ospedali in cui manca di tutto. Sono queste immagini a scatenare la rabbia dei ragazzi di Qalandia, Ramallah, di Hebron, come di Jenin, che subito riempiono le strade o sfidano i soldati israeliani con il lancio di pietre e fionde. Li abbiamo visti al Check point di Qalandia –, accucciati dietro ad un terrapieni a tirare pietre mentre i soldati israeliani semplicemente sparavano con il fucile. E non sparavano lacrimogeni. Nessuno si aspettava un attacco cosi repentino. Si stava ancora cercando di far ripartire canali politico negoziali quando il girono di Natale abbiamo incontrato Abu Mazen ci aveva preannunciato la sua visita odierna in Arabia Saudita per tentare la ripresa di un canale diplomatico, sia con Israele che con Hamas. L’attacco degli aerei israeliani è stato sferrato mentre Abu Mazen era in volo, a segnare ancora di più quell’impotenza dell’autorità nazioanle palestinese che uscirà da questa vicenda ancora più indebolita. Perché in realtà la situazione è paradossalmente ancora più grave di quella che si possa immaginare guardando le immagine delle centinaia di morti di Gaza. Il problema vero è che oggi in Palestina non ci troviamo di fronte ad un processo di pace interrotto o che procede a rilento. Ci troviamo di fronte alla costruzione concreta di un regime di apartheid, che strutturalmente rende impossibile la realizzazione di quanto stabilito dagli accordi e cioè la costruzione di due stati per due popoli. La costruzione dell’apartheid non è dichiarata ma praticata e la costruzione del muro – meglio sarebbe dire dei muri – costituisce la sua affermazione concreta. Oggi in medio oriente non abbiamo un territorio palestinese e uno israeliano ma bensì un territorio israeliano che si espande progressivamente con nuovi insediamenti di “coloni” che vengono difesi dalla polizia e dall’esercito israeliano e uniti da strade che sono utilizzabili solo da auto con targa israeliana. Parallelamente i chek point rendono gli spostamenti dei palestinesi dei calvari interminabili, senza contare che i varchi nel muro, possono essere chiusi in ogni momento. I diritti dei palestinesi semplicemente non esistono perché possono essere sospesi in ogni momento, in ogni luogo, per qualsiasi motivo, dalle forze dell’ordine. Come ci ha detto un pastore luterano incontrato a Betlemme, la Palestina sembra ad una fetta di gruviera, dove Israele ha il formaggio e i palestinesi i buchi. Questa condizione che caratterizza la situazione degli ultimi anni è oggi aggravata da due elementi.Da un lato la campagna elettorale israeliana. Per paura che le forze della destra aumentino i consensi, le forze di governo hanno nei fatti cominciato la campagna elettorale attaccando Gaza. Mettere i palestinesi in una condizione ancora peggiore è il vero motivo su cui si giocheranno – in nome della sicurezza – due mesi di campagna elettorale. In secondo luogo il cambio della leadership statunitense, con i fratelli mussulmani di cui fa parte Hamas – e con l’appoggio dell’Iran – che hanno tutta l’intenzione di accreditarsi come vero interlocutore con cui dover scendere a patti da parte degli USA. E’ quindi tutto il processo di pace e la possibilità di costruire due stati per due popoli che viene bombardato a Gaza.Per questo è necessario che un aiuto immediato venga dall’esterno. Occorre lavorare da subito e mobilitarsi per richiedere la fine dell’aggressione a Gaza e la fine dell’operazione militare che negli annunci dell’esercito israeliano dovrebbe durare vari giorni ed estendersi ulteriormente. Dobbiamo chiedere che il governo italiano e l’Europa chiedano con nettezza la fine incondizionata dell’aggressione da parte israeliana. Si riunisca d urgenza il consiglio generale delle Nazioni Unite. Occorre chiedere che queste non si accodino, come da troppo tempo succede, a quanto sosterranno gli Stati Uniti, o – peggio ancora,- si producano in vuote dichiarazioni di buon senso a cui non seguirà nulla.
    Il silenzio sul boicottaggio continuo, quotidiano degli accordi di pace, diventa complicità e questa complicità deve essere d enunciata per poter essere fermata.I ragazzi palestinesi sono scesi in piazza oggi spontaneamente rischiando la vita. Domani (oggi per chi legge) è stato proclamato uno sciopero generale dei territori. Facciamo sentire la nostra voce anche noi, che non rischiamo nulla, per denunciare l’aggressione e per chiedere la fine immediata di ogni azione militare. Perché è con la politica e non con i missili che si può costruire la pace in medio oriente.

  2. Un messaggio cordiale di fine anno a tg1 tg2 rete 4 canale 5 italia uno, Claudio Pagliara su tutti,
    ma anche il tg3:
    ANDATE A FARE IN CULO.

    Sottoscrivo in pieno, bastardi!

  3. Non è giusto augurarlo,ma sarebbe la logica conseguenza una strage in Israele,che così si rendono conto…
    Certo sono parole dettate dalla forte spinta emotiva per i fattacci di questo governo israelo-amerikano…
    Un pò come se qualcuno dovesse sparare addosso anche a chi non è Berlusconiano…ma purtroppo vogliono la guerra ed a pagare sono sempre i più deboli…
    O no?
    Quando parlo sul mio sito di informazione non lottizzata,credo proprio di avere ragione…

    Un caro saluto.

    Marcello De Giorgio.

  4. che follia!!!

  5. Io ho sempre cercato di capire le ragioni di entrambe le parti.
    Adesso non più, perchè comincio a pensare che la ragione sta da una parte sola.
    E quando il pensiero si estremizza così, non se ne esce più…

  6. Tristeza, rabia , indignaciôn, impotencia frente a la barbarie institucionalizada.
    Lo sucedido es de una violencia tal que tardaremos en reaccionar frente al horror de la guerra.
    No podemos aceptar que continuen violentando la esperanza de millones de ciudadanos que creen en un mundo mâs solidario y pacîfico.
    Porque los cuerpos mutilados no pueden ser parte del “rating” televisivo.
    “Non sono umani, credo che non lo siano mai stati”
    Evitemos que nos contaminen , a continuar la denuncia, combatir sin perder la ternura jamâs.

  7. Shukran habibti.

    scrivo con una connessione traballante dinnanzi all’ospedale di Shifa.

    Due ore fa, proprio di fianco all’ospedale, hanno tirato giù una moschea.

    Solo mezz’ora fa, duecentometri più avanti, una bombardato il parlamento e il carcere. decine i detenuti sotto le macerie.

    il conto dei morti al momento dice 290

    fate circolare le nostre testimonianze, per quanto è possibile.

    vostro Vik

    28/12/2008 12:21

  8. la situazione è complessa e tragica, io dal mio conosco israele dove mi reco spesso, non immagino soluzioni..è una storia lunga contorta, dove nessuno ha ragione, mi sembra che tutti siano vittime e parlo dei cittadini come dei ragazzi mandati a combattere..chiediamo tutti insieme la pace, ora, subito..

  9. Assassini nazisti, ecco quello che sono. Anche peggio di loro, perché i nazisti uccidevano dieci per uno dei loro e questi invece ne uccidono duecento. Anche peggio di loro perché loro hanno sofferto cosa vuol dire essere perseguitati da assassini nazisti e l’unica cosa che sanno fare è riprodurre, centuplicata, la stessa barbarie nazista sugli altri. Con la complicità dei nazisti statunitensi – assassini insuperabili da Hiroshima a Falluja – e dei quisling europei.

    Boicot assoluto e stretto a Israele e al suo governo nazista, almeno questo possiamo farlo.

  10. forse una soluzione diametralmente opposta ci sarebbe, se lo stato di israele si impegnasse a migliorare la qualità della vita per gli abitanti della striscia di gaza, e invece di combatterli si impegnassero a creare lavoro e condizioni di vita migliori, l’odio dei palestinesi, che oggi non hanno nulla da perdere, cesserebbe, cesserebbro gli attacchi terroristici e il lancio di bombe su shderot, ashdod.
    Dico questo perchè ufficialmente sono questi attacchi che “legittimano” israele e l’opinione pubblica israeliana a sferrare i propri ben più devastanti.
    Ma purtroppo questa soluzione non solo è diametralmente l’opposto di quanto avviene oggi, purtroppo anche se la formulo mi sembra inverosimile.

  11. Sono d’accordo con galafo. E attenzione mario, attenzione a quello che diciamo perchè la situazione è molto complessa.
    Oggi siamo lontani dalla “Palestina libera e rossa” con cui aveva a che fare il PCI. Oggi è un caso di libertà di coscienza più che un fatto di politica estera. Io sono di sinistra ed il compito della sinistra dovrebbe essere quello di stare coi più deboli, e qui di deboli ne vedo due. Uno debolissimo che è il popolo palestinese a cui sono tolte tutte le prospettive di progresso. Dall’altro vedo i civili israeliani sottoposti all’esplosione dei kamikaze il cui estremismo religioso condotto fino alle estreme conseguenze è un elemento devastante. Ci sono le bandiere verdi di Hamas, le scuole coraniche che professano un mondo antipopolare, antisocialista a copertura ad un capitalismo islamico violento. Come si può capire qui si intrecciano potere, capitale e religione. Si tratta di stare dalla parte del più debole a seconda delle situazioni, e non a prescindere.
    Il 10 dicembre, il Consiglio ONU per i diritti umani ha chiesto ad Israele di compiere passi per togliere il blocco di Gaza e liberare molti palestinesi detenuti. Richard Falk, ha definito la politica israeliana verso la popolazione araba molto simile a un “crimine contro l’umanità”. Falk è un ebreo americano E’ stato espulso dallo Stato ebraico con l’accusa di “limitare le sue denunce alle violazioni israeliane dei diritti dei Palestinesi e di non includervi le violazioni dei Palestinesi verso Israele” e di aver dichiarato che esistono similitudini fra il trattamento riservato dagli Israeliani ai Palestinesi e quello che i nazisti riservavano agli Ebrei.

    E’ qui dovremmo soffermarci e combattere perchè si possa giungere ad una pace e ad una ragionevolezza, in questo marasma di delirio e follia.

  12. magari ,non c’era hamas

  13. Grazie dei complimenti.
    Invero ci sarebbe poco da ridere.
    Anche questo tuo post ce lo ricorda.
    E, forse, è proprio questo il momento per fare il “Dispenser”…

  14. C’è un interessante articolo,come ti ho indicato nella risposta al tuo commento sul mio Blog,in http://www.dgtvonline.com dal titolo Inferno Gaza,nel quale si trova una importante testimonianza di un giornalista(non pennivendolo…)che fa capire ytante cose…

    Un caro saluto.

    Marcello De Giorgio.

  15. Cara Maria è un orrore … quanta rabbia!!!!
    Queste sono le conseguenze che hanno creato anni di violenze e soprrusi verso la popolazione Palestinese,ed ora la situazione è ancora più ingarbugliata e difficile …
    Anche se mai ci sarà una tregua….ci vorranno decenni per ricostruire dei rapporti tra queste popolazioni ….
    Di questo dobbiamo ringraziare tutti quei governi occidentali che hanno portato la loro democrazia delle armi !!!!
    saluti e un abbraccio e grazie delle tue visite che per me sono un onore..
    Andrea

  16. Quanto ha ragione, purtroppo da noi passano solo le notizie precotte e mai la realtà.

    PS: ti rispondo anche sul tuo blog perché una mia risposta ti è sembrata polemica ma ti assicuro che non era mia intenzione. “Non ho letto perché i bimbi non mi danno tempo, la mia risposta non voleva essere polemica, ho solo detto la verità anche se non mi piace ostentare quel poco di buono che faccio.”
    Un grosso abbraccio e un bacio

  17. Claudio Pagliara è uno tra i peggiori giornalisti rai. Sempre a mezzo busto, sempre presente, sempre vanesio… e soprattutto tra i più faziosi giornalisti che si conoscano. Emilio Fede in confronto è nulla. Almeno sai chi è… Lui invece pretende di essere un giornalista “liberal” ed invece è la cassa di risonanza di Israele tra noi.
    In questi casi si usa dire, se una cosa del genere l’avesse fatta al qaeda in occidente sarebbe caduto il mondo. E’ un luogo comune. Ma purtroppo è bene usarli in questi casi.
    Israele sta compiendo l’ennesimo genocidio e non si può stare sempre a guardare. Bisognerebbe avere il coraggio di parlare dell’olocausto dei Palestinesi, senza la paura di essere definiti anti-semiti. Non si può avere paura di una parola sapendo di essere nel giusto.
    Comunque sto evitando di leggere e guardare tg. Mi viene una rabbia indefinibile.
    Andrea

  18. Vi segnalo le mobilitazioni per chiedere di fermare gli attacchi folli di Israele:

    Oggi a Napoli in pzza Carità ore 16.30
    Oggi a Bologna in piazza Nettuno alle ore 16.00
    Oggi a Genova alle 17.00 presidio davanti alla Prefettura

    Domani martedì 30 dicembre a Firenze alle 17.30 presidio davanti alla Prefettura
    Martedì 30 dicembre ore 18.00 a Cagliari in Piazza Costituzione
    Martedì 30 dicembre ore 18.00 fiaccolata di fronte al Comune di Pisa.

    Partecipiamo in massa per fermare questa follia e per sostenere i partiti democratici palestinesi, e per chiedere che si riapra il dialogo con la speranza di raggijungere un accordo ragionevole per questo popolo martoriato, che è quello Paestinese.
    Mauro diceva: se non ora, quando???

  19. mirco pereira Says:

    Questi sono dei pazzi, ne capisco poco di problemi medio orientali.
    La cosa pero’ fa tremare i polsi per le barbarie viste.
    Speriamo in una rapida soluzione, per la fine di questa immensa barbaria.
    Un frateno saluto Mirco.

  20. ieri c’è stato un presidio a Torino, nella centralissima piazza San Carlo, eravamo una sessantina in tutto (come punta massima), del prc eravamo in quattro, la gente ci schivava scientificamente…. al massimo era incuriosita dalle bandiere palestinesi.
    un po’ deludenti direi le reazioni generali…

  21. Maurone, non fa nulla. L’importante è esserci ed esserci sempre.
    Anche in 10.
    Io spero si riescano ad organizzare iniziative in ogni città e comune. E spero che ovunque Rifondazione se ne faccia promotrice.
    Di questo periodo anche se 1 sola persona si avvicina è un successo. Bisogna iniziare a mettere granelli di sabbia nelle menti delle persone. E contrastare l’orrenda disinformazione dei media.
    Andrea

  22. Ciao cara Maria,
    è con tutta l’attenzione del mondo che confermo e ribadisco che il governo israeliano e il suo esercito sono degli assassini nazisti che hanno attuato e stanno attuando come e peggio degli assassini nazisti tedeschi degli anni trenta e quaranta.
    Perché solo possono definirsi assassini nazisti chi applica massacri e punizioni collettive a tutto un popolo per le colpe di qualcuno.
    Pur con tutta la complessità del caso, ma qui ormai c’è ben poco da dire: la resistenza palestinese ha tutto il diritto e direi anche il dovere di combattere gli occupanti della propria terra, e sono questi occupanti che applicano il principio del duecento per uno. Come e peggio dei peggiori assassini nazisti, ben spalleggiati da altri assassini nazisti come gli USA da Hiroshima a Falluja (almeno).
    Questa è la durissima e terribile realtà.
    E il boicot stretto e assoluto a questi assassini nazisti è davvero il minimo che possiamo fare.

  23. E vorrei aggiungere una cosa a proposito di aver paura di dire le cose come stanno, parlando di israeliani assassini nazisti o di olocausto palestinese. Sarebbe ora di finirla di farsi scudo di quello che hanno sofferto gli ebrei negli anni trenta e quaranta in Europa (e non certo per colpa degli arabi o dei musulmani) per “perdonare” loro qualunque cosa, perché è la stessa assurdità di difendere un padre che picchia un figlio solo perché a sua volta è stato picchiato da suo padre. E tra l’altro il popolo ebreo non è certo l’unico nella storia ad essere stato oggetto di olocausto e sterminio sistematico, ma non mi risulta che in rivalsa si dedichino all’olocausto e allo sterminio degli altri, dei popoli come i nativi americani sterminati dagli europei statunitensi, o come gli aborigeni australiani sterminati dagli europei australiani, o come gli africani deportati e sterminati dagli europei, o come gli armeni sterminati dai turchi, o come gli zingari sterminati dai nazisti (e da tanti altri), etc.
    Quindi basta con le stronzate dell'”antisemitismo” e delle parole tabù per il “popolo eletto” e vediamo di vedere e di dire le cose come stanno veramente, che già sarebbe un passo avanti.

  24. No Mario, non ci siamo capiti.
    Qui nessuno dice che le cose non debbano esser dette per quello che sono, come dici giustamente tu. Qui si sta dicendo che la situazione è talmente folle che non possiamo ora permetterci di disquisire su questo.
    Siamo dinanzi ad un massacro. E dinanzi ad un massacro deve vincere la ragionevolezza. Qui parliamo di un popolo che sta per essere sterminato, e per quanto mi riguarda e credo per quanto riguardi la maggior parte della gente qui e lì, di Hams e di Israele non ce ne può fregare di meno. Questo è il momento di unire le forze di tutti per fermare questo delirio.
    Poi, dopo, possiamo parlare senza avere paura di dire come stanno le cose (che diciamo anche da parecchio e non solo noi, lo dice pure l’ONU.)
    ma vi prego, in questo momento cerchiamo di avere rispetto per per chi lì vive un ‘incubo. E cerchiamo di dare il nostro pur piccolo contributo affinchè ci sia corretta informazione e soprattutto ribellione a questo stato di cose.
    Un abbraccio, come sempre.

  25. mirco pereira Says:

    Maria, ti scrivo per farti i complimenti, per come stai descrivendo la tragedia e il massacro di questi poveri esseri umani, cosa che purtroppo l’ informazione ufficiale sta ignorando. Sono interessantissime le cose dette e le tragiche foto inviate da Arrigoni, grazie Maria per il tuo lavoro.
    Fraterni saluti Mirco.

  26. Renato Balducci Says:

    Le parole non bastano.
    Per combattere questi immondi assassini di civili e bambini, occorre
    mettersi in gioco personalmente.Anche a costo di pagare duramente.
    L’olocausto non gli ha insegnato nulla!Agiscono come i nazisti.
    Se ne sbattono delle mozioni dell’ONU e delle richieste di tregua che
    vengono da mezzo mondo.
    Se esiste una giustizia, i loro figli pagheranno come stanno pagando i
    i piccoli di Gaza.
    Quanto vorrei avere la chance di incontrare uno di questi boia!
    Per dimostrargli quello che meritano.

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