Napolitano intervenga per diritto palestinesi. Posizione italiana squilibrata, esistenza Israele non è a rischio

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Paolo Ferrero lancia un appello a Giorgio Napolitano: “Il capo dello Stato intervenga sul diritto a esistere del popolo palestinese e alla sua esistenza in uno stato palestinese”.Finora la posizione italiana non è equilibrata: va ovviamente ribadito il diritto di Israele a vivere come Stato, ma questo oggi non è in discussione. In discussione è la possibilità per il popolo palestinese, non solo di avere uno stato ma addirittura di vivere, seppure sotto occupazione”.

FERMARE ISRAELE, GUERRA È CRIMINE CONTRO UMANITÀ. SE NECESSARIO ONU INTERVENGA CON SANZIONI

“L’offensiva militare israeliana contro la striscia di Gaza è un crimine contro l’umanità. Chiediamo la fine immediata di qualsiasi azione militare e chiediamo che il governo, l’Europa, le Nazioni unite non si limitino agli appelli ma prendano una posizione netta, se necessario facendo ricorso a sanzioni contro Israele”. “Non c’è nessuna operazione chirurgica in corso a Gaza, è un massacro che si configura come un crimine di guerra. Guerra che la sinistra israeliana, il Meretz e il Partito comunista israeliano hanno condannato”. “Non c’è nessuna relazione  tra i missili di Hamas e il tipo di azione messa in campo. Ci sono centinaia di morti, muoiono bambini, donne, anziani, persino i funzionari dell’Onu. Ho letto sui giornali italiani la tesi secondo cui ‘Hamas tirava i missili, quindi…’ quindi che cosa? Quei missili  hanno ucciso due palestinesi e un israeliano. Questo è un crimine di guerra, una devastazione umanitaria, che aumenta l’odio e gli integralisti e rende impossibile l’unica soluzione di pace: due popoli, due Stati”.

INFORMAZIONE, MEGLIO IN ISRAELE CHE DA NOI “C’È PLURALISMO. E COL DIGITALE TUTTI VEDONO ANCHE AL JAZEERA”

La situazione nella Striscia di Gaza è molto peggiore di come viene rappresentata in Italia. La situazione dell’informazione è peggiore in Italia che in Israele. Lì il sistema ha un suo pluralismo interno, e poi siccome la tv è trasmessa in digitale, tutti vedono al Jazeera”, cioè una voce che rappresenta il punto di vista del mondo arabo.

In Italia si parla di “operazione chirurgica”, è la contestazione del segretario del Prc, “mentre lì muoiono donne, bambini, funzionari dell’Onu. È scorretta anche l’idea che sia stata violata una tregua, perché lì è finita la tregua di Hamas e non è stata negoziata un’altra”. Ferrero ricorda “la condanna, in altre epoche storiche, della proporzione ‘dieci ammazzati contro unò”, sottolineando quella che a suo giudizio è la sproporzione nell’uso della forza da parte delle forze armate israeliane: “Oggi le vittime sono oltre i cento contro uno”. Ma precisa: “Nessun paragone con il nazismo.

Sono stato ieri a vedere il Museo della Shoah, che dobbiamo considerare unica e spero irripetibile, credo che ognuno dovrebbe visitarlo. Ma il fatto che muoiano a centinaia donne, bambini, anziani, civili, è un crimine di guerra”.

Intervista al segretario del Prc al ritorno dal Medio Oriente

«A Gaza non v’è alcuna “operazione chirurgica”, è solo un massacro – dice Paolo Ferrero, poche ore dopo il ritorno dal suo primo viaggio in Palestina – chiediamo la fine immediata di qualsiasi azione militare e che l’Italia e l’Europa, o l’Onu, non si limitino solo a fare appelli, ma prendano una posizione netta, adottando anche delle sanzioni». Subito dopo l’atterraggio, per il segretario nazionale di Rifondazione comunista, è stata una giornata incollata al telefono per costruire una mobilitazione «urgente e necessaria». Il suo vuole essere un appello, non una convocazione. «Una proposta di parte nuocerebbe alla costruzione di una iniziativa, la renderebbe più difficile», spiega. L’appello è diretto al tessuto dell’associazionismo, ai sindacati, a tutte le forze della sinistra per ricostruire un grande movimento per la pace, per ripartire da una manifestazione nazionale. «Ma senza alcuna equidistanza – insiste – siamo di fronte ad una azione militare da crimine di guerra, per cui non c’è nessuna giustificazione e dove non c’è nessuna relazione tra missili di Hamas e l’azione messa in campo.La situazione è più critica di quella che viene raccontata dalle tv italiane. Anzi, la stampa israeliana m’è parsa più pluralista della nostra (e tutti, con la parabola possono vedere al Jazeera) dove nessuno ha dato notizia dell’uccisione di personale delle Nazioni Unite, sette funzionari». L’offensiva israeliana ha sorpreso Ferrero a Gaza. «La notizia ci ha raggiunto mentre ero a Ramallah, a colloquio con Mustafa Barghouti leader di al mubadera», racconta a Liberazione, poche ore dopo il rientro da un giro che lo ha visto tra Gerusalemme, Betlemme, Tel Aviv, Hebron, «dove ho visto l’apartheid da vicino». «Dopo l’inizio degli attacchi ho visto sparare dai check point di Ramallah ai ragazzi palestinesi che protestavano e lanciavano pietre». Dopo aver preso parte al culto di fine d’anno nella Chiesa luterana di Betlemme e alla messa di Natale nella Basilica della Natività, il segretario Prc ha incontrato i rappresentanti dei cinque partiti della sinistra palestinese, impegnati nella costruzione di un raggruppamento; ha avuto un colloquio con il presidente dell’Anp Abu Mazen; una serie di incontri bilaterali con i vertici dell’Unione democratica palestinese (Fida), col segretario del partito del popolo, Bassam Saleh e, appunto, con Barghouti. Alla Knesset, il parlamento israeliano, ha parlato con il segretario del partito comunista, poi, una volta a Tel Aviv,con Ran Cohen, del Meretz, unico nella commissione difesa e affari esteri, a votare contro il proseguimento dell’offensiva. «Ho visto che il processo di pace è bloccato – racconta – Israele costruisce, nei fatti, l’apartheid in cui i palestinesi, senza diritti, sono soggetti a varie forme di arbitrio». Quella che riporta in Italia, dopo un fitto programma fatto anche di contatti con la società civile e visite al Museo della Shoa e alla moschea di Gerusalemme, è l’immmagine di due realtà segregate: «Ci sono i muri, non “il muro”, a fare da cintura per i bantustan palestinesi e gli insediamenti dei coloni, connessi tra loro da strade separate che, a volte, viaggiano parallele, solo che quella per gli israeliani è un’autostrada, l’altra è disseminata di check-point. Quella di “due popoli due stati” non è l’ipotesi di Tel Aviv». E, in questo contesto, l’offensiva su Gaza è «un massacro – dice Ferrero – con centinaia di vittime perpetrato da uno stato occupante. I razzi di Hamas sono solo un pretesto. Le reali motivazioni sono dettate dalla campagna elettorale in corso in Israele e, posto che ci fosse, dalla volontà di rendere impossibile che la nuova amministrazione Usa possa chiedere semplicemente il rispetto dei patti». Infatti, l’Anp ha abbandonato il tavolo, al disastro umanitario si aggiunge la destabilizzazione dell’area, «il rafforzamento dei due fronti integralisti, quello arabo e quello israeliano». Ecco perché, per Ferrero, la moblitazione è urgente e l’equidistanza non regge: «La guerra rafforza Hamas e chi sostiene il conflitto di civiltà. Come nella guerra del Golfo. E’ la riapertura del fronte che pensavamo chiuso con la sconfitta di Bush». Checchino Antonini/Liberazione

8 Risposte to “Napolitano intervenga per diritto palestinesi. Posizione italiana squilibrata, esistenza Israele non è a rischio”

  1. baronebirra Says:

    Napolitano? Pensavo fosse morto.

    Ferrero e Prc? Sono in attesa della vera svolta intelligente, io. Sono in attesa di un proggetto vero col pdci, in mancanza di questo “ciao ciao tessera del 2009”.

    Per il resto, spero che questo 2009 sia un anno diverso per tutti,e, in questo caso, soprattutto per il popolo palestinese dilaniato da un governo fascista quale israele che contina a compier euna guerra disumana e illegale, non solo contro un popolo inerme e innocente, ma anche contro un governo democraticamente eletto dal suo popolo.

    Buon 2009 cara Maria. 🙂

  2. Ferrero e Prc? Io già ce l’ho con Ferrero e questo Prc il progetto intelligente. Mai stato così intelligente, non lo vedevo da anni in questo partito un progetto così. Ero convinta che l’intelligenza in questo partito fosse solo un lontano ricordo. Se il Pdci torna, come ha dichiarato Diliberto dicendo di voler fare un passo indietro perchè sono i partiti più piccoli che devono farlo, beh, ci mancherebbe, ben venga! Comunque sia la mia tessera del 2009 è già prenotata in federazione. E ciao ciao a tutti gli altri 🙂

    Buon 2009 anche a te Mattia!

  3. Non posso pensare all’indifferenza di fronte a questo massacro…

  4. Di fronte a tanta disumanità ed indifferenza generale (a parte le lodevoli eccezioni), non riesco a non pensare all’ipocrisia e mala fede dei governi che sanno solo criminalizzare (e punire) gli Stati-canaglia che fanno comodo. E’ inutile naturalmente sperare in qualcosa di serio da parte del nostro governo e delle nostre “opposizioni”.

  5. Questa è veramente un catastrofe umanitaria.
    Tutta la solidarietà al popolo palestinese.
    Un caro saluto.

  6. Barone Birra Says:

    Cara maria,

    la vera svolta intelligente ci sarà solo ed esclusivamente quando ci sarà un unico vero e forte partito con falce e martello.
    Sin quano questo non ci sarà, sino a quanto prc e pdci saranno separati si sarà sempre tutit un passo indietro, secondo me.

    ps: mi daresti un link dove diliberto dice di voler fare un pasos indietro?

    Son rimasto a ferrero che diceva che l’unità dei due partiti ci sarebbe stata solo se c’era uno sbarramento che lo imponeva

  7. Mattia, puoi trovarlo nel sito del Pdci o su quello del Brigante Rosso che l’ha postato. Ciao e di nuovo auguri a tutti.

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