I bambini di Hamas

A seguito della discussione con la compagna Ornella, avuta precedentemente in altra sede e poi su questo blog, ho deciso di postare questo video. Premetto che non è mia intenzione provocare ulteriori discussioni ideologiche e quindi di fare attenzione alle immagini e non alle scritte che appaiono. Ho chiarito bene la mia posizione a riguardo: Hamas è il legittimo rappresentante del popolo palestinese votato dal popolo, e con questa forza si deve dialogare. Israele in primis. Però c’è differenza tra il dialogo e il sostegno.  Spero che ora Ornella comprenderà meglio la mia posizione, che non è affatto mancanza di rispetto per il popolo palestinese, tutt’altro. E’ l’augurio che questo popolo laico torni ad essere protagonista del suo futuro. In una terra libera. Libera da ogni tipo di schiavitù.

13 Risposte to “I bambini di Hamas”

  1. Maria, premettendo che per varie ragioni, che do per scontate siano le stesse tue, a me hamas non può stare simpatico, credo che questo non sia il momento per sparargli addosso e per ragioni strettamente legate alle dinamiche dell’informazione e della controinformazione.
    In un momento in cui tutti i media sono impegnati a screditare hamas, non per ragioni legate alla sua politica, ma per becere opportunità politiche legate agli interessi dei paesi occidentali, riportando hamas come gruppo golpista, come aggressore, come terrorista, credo che nostro compito sia quello di riportare la verità (nella fattispecie: hamas ha vinto le elezioni, la tregua l’ha rotta israele, in una situazione di guerra, lanciare razzi non è terrorismo). Se poi fossimo davvero bravi, potremmo e dovremmo anche “lanciarci” a spiegare alla gente come è nata israele (a proposito di terrorismo, parlare dell’irgun, della banda stern, di sabra e chatila, della cacciata dei palestinesi dalle loro terre, ecc ecc) e magari spiegare per bene, una volta per tutte, tutto l’andamento di questo conflitto, che non è nato ieri con il lancio di un qassam, ma si protrae da decenni a causa del sogno ebraico della Grande Israele.

    Detto ciò, il video che proponi, al di la della veridicità delle immagini che non metto in dubbio, ovviamente, è un chiaro messaggio della propaganda: non per quello che mostra, ma per quello che dice nei titoli in sovrimpressione. Ne avrei una per ogni frase riportata, ma prendiamo solo quelle più significative.

    “Come potranno vivere in pace qunado cresceranno(…) se sono costantemente indottrinati da hamas a odiare e uccidere?”
    Credi che i bambini di gaza abbiano davvero bisogno di essere indottrinati ad odiare e uccidere? Io credo che odierei con tutto il mio essere chiunque mi abbia distrutto la casa, abbia ucciso la ia famiglia e mi abbia costretto a vivere in un lager che nulla ha da invidiare a queli dei nazisti.

    “Hamas sta danneggiando il futuro dei bambini palestinesi”
    Non credo sia Hamas: credo che israele stia uccidendo il presente dei bambini palestinesi ed il futuro di quelli israeliani, che un domani avranno centinaia, migliaia di uomini cresciuti nell’odio pronti a farli fuori alla prima occasione.

    “Hamas usa codardemente i bambini di gaza come scudi”
    La guerra di gaza viene combattuta per le strade: dove dovrebbero mai essere i bambini palestinesi? Sulla luna????

    Per non parlare degli appelli al sig. Ban Ki-Moon, che se davvero interessato ai diritti dei bambini palestinesi, dovrebbe fermare israele con una giusta guerra, visto che israele per primo ha ricevuto ben settanta e passa risoluzioni che la condannano e non non ne ha mai presa in considerazione una!!!

    La propaganda di guerra è stata da sempre una delle armi usate nei conflitti (basta vedere i documentari Luce del fascismo) e oggi, nell’epoca dei media, ha un peso ancora maggiore.
    Il nostro compito è demistificare, non avallare.

    Credimi, so che stiamo dalla stessa parte e abbi pazienza, sono una rompipalle. E’ solo che è un argomento che mi sta particolarmente a cuore e sono avvilita e frustrata dal non riuscire a pensare nulla che possa davvero spostare le sorti di questo conflito, che al di la delle belle parole sembra non interessare davvero nessuno fra quelli che avrebbero il potere di poter far tornare la pace e la giustizia in una terra martoriata da troppo tempo.

  2. Certo Ornella che siamo sulle stesse posizioni.
    Infatti non era mia intenzione postare questo video in questo momento. L’ho fatto solo per i motivi suddetti e mi sono raccomandata di non leggere le scritte.
    Però vedi, alcune volte capita, soprattuto in questo momento terribile, che ci si lasci andare in esaltazioni facili e nel dire “io sono comunista e se fossi lì combatterei con Hamas”. No Ornella, se fossimo lì staremmo tutti dalla parte del popolo palestinese, faremmo quello che sta facendo Vittorio Arrigoni che ci ripete continuamente, testuali parole, che ora i palestinesi SE NE FOTTONO di Hamas e di Al Fath. E’ questo il punto. La rabbia nostra deve esser canalizzata solo ed esclusivamente CONTRO Israele! Dobbiamo far di tutto per fermare il massacro e il genocidio in atto.
    E condividiamo la stessa frustrazione Ornella. Stai tranquilla su questo.
    Un grande abbraccio.

  3. Ussignur!!!! Nella foga del momento non avevo realizzato che avevi detto di non leggere le scritte!!!!! Chiedo scusa 🙂

    Per il resto, direi che siamo d’accordo: se fossi li, combatterei per il popolo palestinese, non c’è dubbio. Voglio credere che quelli che dicono “combatterei per hamas”, lo dicano solo perchè, in questo momento, è hamas che dirige la danza e che ha la forza e il sostegno per poter sperare di tenere testa.

    Rispetto ad Al Fatah, mi continuano a stare sulle palle per come si comportano: invece di coalizzarsi contro il nemico comune, fanno la guerra ad hamas, per i soliti interessi personali. Questo non lo sopporto.

    Ci sono momenti in cui gli interessi personali dovrebbero impallidire di fronte a quelli generali. Altrimenti si finisce per arrivare alla divisione del quark….come qui da noi, per intenderci 😉

    Chiedo scusa per lo “spamm” :D…prometto che leggerò più attentamente, la prossima volta 😉

  4. Cara Maria, certo che se ne sentiva la mancanza, persino in questo blog, di ospitare la peggio propaganda filoisraeliana, o meglio, filo-politica criminale del governo e dell’esercito israeliano. Sarebbe fin troppo facile far notare ed elencare le numerose falsità e manipolazioni presenti in questo video, per esempio il mescolare immagini vecchie e nuove persino di Fatah (i bambini con il ritratto di Arafat!), o scambiare un padre che mette in salvo il figlio con un “terrorista che usa uno scudo umano”, o considerare il movimento di persone che coraggiosamente salgono sul tetto per impedire la distruzione della loro casa come “scudi umani”, o trasudare una agghiacciante ipocrisia nel riferirsi alle convenzioni ONU sui bambini quando gli israeliani se ne sono sembre strasbattuti altamente di tutte le risoluzioni e convenzioni internazionali, comprese quelle sulle leggi di guerra e sulle armi proibite che proprio loro buttano allegramente anche sui bambini.

    Peggio propaganda che, in ultima analisi, ovvia un piccolissimo dettaglio: che quei bambini non potranno mai vivere in pace se continuano l’occupazione e le sistematiche violazioni dei diritti umani da parte dei signori israeliani. Veramente un capolavoro di ributtante ipocrisia e manipolazione, e sinceramente mi sorprende moltissimo, cara Maria, che tu gli dia spazio sul tuo blog, anche se dici di “non fare attenzione alle scritte”: anche le immagini di per sé sono eloquentissime. Troppo facile scandalizzarsi perché ai bambini si dà una divisa e un’arma giocattolo e li si indottrina a fare esercizi e a “sparare sui jews”: non ha bisogno di nessun indottrinamento un bambino che vive nella merda più assoluta e ha visto morire ammazzato suo padre o sua madre o suo fratello, il tutto grazie ai “jews”.

    Certo che c’è differenza tra il dialogo e il sostegno, ma c’è anche una bella differenza tra fonti decenti e fonti indegne. Riproduco allora un articolo uscito qualche giorno fa sul Times, quotidiano britannico evidentemente non “filoterrorista”, tradotto su “L’Ernesto”.

    *****

    http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/columnists/guest_contributors/article5420584.ece

    Dobbiamo aggiustare l’immagine distorta che abbiamo di Hamas

    William Sieghart, Times online del 31/12/2008

    Gaza è una società laica dove la gente ascolta musica pop, guarda la tv, e molte donne camminano per strada senza il velo.

    La settimana scorsa ero a Gaza. Mentre ero lì ho incontrato una ventina di poliziotti che partecipavano a un corso in gestione dei conflitti. Erano ansiosi di sapere se gli stranieri si sentivano al sicuro da quando Hamas era al governo. “Sì, certamente!” ho risposto. Senza dubbio gli ultimi 18 mesi hanno visto una relativa calma per le strade di Gaza; nessun uomo armato per le strade, niente più rapimenti. Hanno sorriso pieni di orgoglio e ci hanno salutato con un arrivederci.
    Meno di una settimana dopo tutti questi uomini erano morti, uccisi da un razzo israeliano durante una cerimonia di passaggio di grado. Erano “uomini armati e pericolosi di Hamas” ? No, erano poliziotti disarmati, impiegati pubblici uccisi non durante un “campo di addestramento militante” ma nella stessa stazione di polizia al centro di Gaza City usata dagli Inglesi, dagli Israeliani e da Fatah durante il periodo in cui questi guidavano il paese.
    Questa distinzione è cruciale perché mentre le terrificanti scene di Gaza e Israele vengono trasmesse nei nostri schermi televisivi, si sta combattendo anche una guerra fatta di parole che sta oscurando la nostra comprensione della realtà dei fatti.
    Chi o cosa è Hamas, il movimento che il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak vorrebbe annientare come se fosse un virus? Perchè ha vinto le elezioni palestinesi e perché permette che vengano sparati razzi su Israele?
    La storia degli ultimi tre anni di Hamas rivela come l’incomprensione riguardo a questo movimento da parte dei governi di Israele, degli Stati Uniti e Regno Unito ci abbia condotto alla situazione brutale e disperata in cui siamo.
    La storia comincia circa tre anni fa quando “Cambiamento e Riforma”, il partito politico di Hamas, ha inaspettatamente vinto le prime elezioni libere e regolari del mondo arabo, in una piattaforma politica che vedeva la fine della corruzione endemica e il miglioramento dei quasi inesistenti servizi pubblici nella Striscia di Gaza. Contro un’opposizione divisa questo partito apparentemente religioso si è impresso nella comunità a prevalenza laica tanto da guadagnare il 42 per cento dei voti.
    v I palestinesi hanno votato per Hamas perchè hanno pensato che Fatah, il partito del governo che hanno bocciato, li ha delusi. Nonostante la rinuncia alla violenza e il riconoscimento dello Stato d’Israele, Fatah non ha realizzato uno Stato palestinese.
    v E’ essenziale sapere questo per capire la cosiddetta posizione di rifiuto di Hamas. Che non riconoscerà Israele o rinuncerà al diritto di resistere finchè non sarà sicuro dell’impegno mondiale a raggiungere una soluzione per la questione palestinese.
    Nei cinque anni in cui ho visitato Gaza e la Cisgiordania ho incontrato centinaia di politici e di sostenitori di Hamas. Nessuno di loro ha professato lo scopo di islamizzare la società palestinese, in stile talebano. Hamas conta troppo sui votanti laici per fare questo. La gente ascolta ancora la musica pop, guarda la televisione e le donne ancora scelgono se indossare il velo o no.
    La leadership politica di Hamas è probabilmente la più qualificata nel mondo. Può vantare nelle sue file più di 500 laureati col titolo di dottorato, la maggioranza fatta di professionisti della classe media (dottori, dentisti, scienziati, e ingegneri).
    La maggior parte della leadership di Hamas si è formata nelle nostre università è non ha maturato nessun odio ideologico contro l’Occidente. E’ un movimento basato sul malcontento, dedicato ad affrontare l’ingiustizia compiuta sul suo popolo. Ha coerentemente offerto una tregua di dieci anni per fornire uno spazio di respiro per poter risolvere un conflitto che continua ormai da pià di 60 anni.
    La reazione di Bush e Blair alla vittoria di Hamas nel 2006 è la chiave dell’orrore di oggi. Invece di accettare il governo democraticamente eletto, hanno finanziato un tentativo di rimuoverlo con la forza; addestrando e armando i gruppi di combattenti di Fatah per rovesciare militarmente Hamas e imporre ai Palestinesi un governo nuovo e non eletto da loro. Come se non bastasse, 45 membri del Parlamento di Hamas sono ancora detenuti nelle prigioni israeliane.
    v Sei mesi fa il governo israeliano ha accettato una tregua, mediata dall’Egitto, con Hamas. In cambio del cessate il fuoco Israele ha acconsentito all’apertura dei valichi e permesso il libero flusso dei beni essenziali dentro e fuori da Gaza. I lanci di razzi sono terminati ma i valichi non sono stati mai totalmente aperti, e la popolazione di Gaza ha iniziato a morire di fame. Questo devastante embargo non è una vittoria della pace.
    Quando gli occidentali chiedono che cosa abbiano in mente i leader di Hamas quando ordinano o permettono il lancio di razzi su Israele, non stanno comprendendo la posizione dei palestinesi. Due mesi fa le Forze di Difesa israeliane hanno rotto la tregua entrando a Gaza e cominciando di nuovo il ciclo di uccisioni.
    Dal punto di vista palestinese ogni giro di razzi lanciati è una risposta agli attacchi israeliani. Dal punto di vista israeliano è il contrario. Ma cosa significa quando Barack parla di distruzione di Hamas? Significa uccidere il 42 per cento dei palestinesi che hanno votato per esso? Significa rioccupare la Striscia di Gaza da cui Israele si è ritirato così dolorosamente tre anni fa? O significa separare in modo permanente i palestinesi di Gaza e quelli della Cisgiordania, politicamente e geograficamente?
    E per coloro il cui mantra è la sicurezza di Israele, quale sorta di minaccia costituiscono i tre quarti di un milione di giovani che stanno crescendo a Gaza con un odio implacabile contro chi li riduce alla fame e li bombarda?
    E’ stato detto che questo conflitto è impossibile da risolvere. In realtà, è davvero semplice. Il vertice delle mille persone che governano Israele (politici, generali e lo staff della sicurezza) e il vertice dei palestinesi islamisti non si sono mai incontrati. Una pace che sia tale richiede che questi due gruppi si siedano insieme senza pregiudizi. Ma gli eventi di questi giorni sembra abbiano reso ciò più improbabile che mai. Questa è la sfida per la nuova amministrazione di Washington e per i suoi alleati europei.

  5. Sono d’accodo con Maria, a noi non può interessare più di tanto hamas e quelli come lui, ciò che conta oggi è cosa fare per salvare dal genocidio i palestinesi, cosa fare contro lo stato fascista, anzi, nazista, di Israele. Il dramma di noi comunisti è che continuiamo ad essere stalinisti anche se Stalin neanche l’abbiamo conosciuto per ragioni anagrafiche. Ed è questo uno dei motivi della nostra scomparsa in Italia. Ma siamo nel terzo millenio e non dobbiamo avere paura della verità, di propagandarla anche quando questa apparentemente potrebbe danneggiarci. Hamas è il legittimo rappresentante del popolo palestinesi perchè democraticamente eletto e i palestinesi hanno il diritto di scegliersi il governo che vogliono. Ma hamas è un musulmano che vuole creare uno stato musulmano. Siamo certi che porterebbe la democrazia una volta raggiunto lo scopo dello stato palestinese? non lo so. Ma, ripeto, al momento il problema non me lo pongo, perchè oggi quello che conta sono i palestinesi, i bambini, le donne, gli innocenti che stanno versando il loor sangue innocente. Niente altro conta che agire per fermare questa strage degli innocenti…

  6. Mi ero soffermata sulle scritte, ma devo dire che Mario mi trova d’accordo su tutto il resto: effettivamente avevo fatto anche io le stesse sue considerazioni sulle foto e sui video montati nel filmato.
    Essendomi occupata di controinformazione e dilettandomi nel montaggio, trovo che gli autori abbiano fatto un lavoro ripugnante. Tra l’altro, anche stilisticamente facile facile, nella confusione che vuole creare. Di bassissima lega, insomma.

    E avevo letto l’articolo del giornalista del Times e l’avevo trovato talmente equilibrato da non potermi esimere di vomitare sui pennivendoli nostrani, che dal calduccio delle loro studi, nel centro delle loro sicure città, lontani dal fragore delle bombe e dall’odore della morte si lanciano in paradossali processi ed emettono sentenze agghiaccianti, razziste e deformate dai loro stessi pregiudizi. Senza mai essersi presa la briga di fare un salto laggiù, di parlare con la gente che quella situazione vive sulla propria pelle.

  7. Mario io non so più che lingua parlare con te.
    E’ dai tempi del dibattito congressuale che spesso ci accapigliamo e ci fraintendiamo, nonostante ci vogliamo bene.
    Ho detto e ripetuto fin troppe volte il perchè delle mie posizioni, soprattutto in questo blog che è di sinistra e comunista, se mi permettete.

    E qui non stiamo a fare propaganda filoisraeliana. Questo blog non ha l’obiettivo di entrare nella società variegata, visto che i visitiatori sono di sinistra e nè di centro nè di destra. Qui si tratta di aver chiare le idee per noi. Qui si tratta di ridare un senso alla parola sinistra. In questo momento in cui questa sinistra è alla frutta, scusate, è doveroso per noi fare chiarezza su molti punti oscuri. E non sparare a zero.
    Se poi volete continuare a travisare il mio intento, evabbè, non ci posso fare nulla.
    Quello che dovevo dire io l’ho detto.

  8. premettendo che condivido in pieno il contenuto di questo post (come la stragrande maggioranza degli altri)… ti invito a visitare il mio blog dove c’è un premio per te!

  9. Per portare un contributo alla discussione, invito a leggere anche questo articolo

  10. Grazie Franca. Splendido contributo.

  11. E’terribile, spero che questo massacro termini in fretta…..

  12. Evabbè Maria, è proprio per avere chiare le idee che bisogna stare molto ma molto attenti a quello che si prende per chiarircele. Se no, le idee, ce le confondiamo, altrochè… in italiano, o in qualunque altra lingua.
    Di robe che ci fanno vedere quant’è cattivissima Hamas ce ne sono fin troppe in giro, ce le ritroviamo persino sui “grandi media”. Il difficile è trovare qualcosa di serio fuori dal coro, e oltre al contributo di cui sopra, segnalo anche (sempre da quel postaccio che è L’Ernesto) quello del compagno Domenico Losurdo, come sempre molto lucido e azzeccato http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=17803 , e quello di una giornalista del giornale spagnolo “El Mundo” (anche questo tutto fuorché di sinistra) http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=17804

    Salutoni e che la chiarezza di idee sia con noi, insh’allah!

  13. Mario perdonami. Il tuo commento era in spam e me ne sono accorta solo ora.
    Lo sai che ci capiamo io e te. E bene pure. Il problema è che ci si deve per forza accapigliare…. ma poi alla fine ci ritroviamo sempre. Per fortuna.
    Un grande bacio e abbraccio giunga a voi nella fredda Bruxelles a te e consorte (che ha tutta la mia solidarietà. tu solidarizzi con il mio di consorte, e io solidarizzo con la tua 🙂 . E buon lavoro a voi, lassù.

    E che la chiarezza di idee sia con noi, insh’allah!
    😉

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