Lezioni di chiarezza e coerenza politica

Dopo Chàvez anche Morales rompe le realzioni diplomatiche con Israele.

Aprite bene le orecchie e vergognatevi, parlamentari delle danze macabre.

E prendete lezioni di civiltà dall’ America Latina, voi che portate innanzi il vessillo della democrazia occidentale.

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La Paz, 14 gennaio (ABI) – Il governo boliviano ha interrotto oggi le relazioni diplomatiche con lo Stato di Israele che persevera con le azioni belliche contro la popolazione civile della Striscia di Gaza, azioni che sono già costate la vita a più di 1.000 persone e hanno provocato più di 4.600 feriti.

La Bolivia aveva relazioni diplomatiche con Israele, ma di fronte a questi fatti che sono contro la vita, e l’umanità, rompe tali relazioni con lo stato di Israele” ha affermato il presidente Evo Morales Ayma.
Il Governo Boliviano ha reso nota questa decisione in occasione del saluto protocollare ricevuto dal corpo diplomatico accreditato nel paese, che ha avuto
luogo nei locali del Palacio Quemado.
Morales ha inoltre annunciato che
la Bolivia presenterà una denuncia di fronte alla Corte Penale Internazionale sul genocidio che Israele commette ai danni della popolazione della Striscia di Gaza.

“Facciamo appello a tutti gli stati e agli organismi internazionali, specialmente agli organismi che difendono la vita, affinché a partire da questo momento lavoriamo a difesa dell’umanità” ha aggiunto.
Il presidente boliviano ha ricordato che qualunque Stato può presentare denuncia contro chiunque si macchi di crimini di lesa umanità, genocidio o
sterminio.

“I crimini del Governo di Israele colpiscono la stabilità la pace mondiale e stanno facendo retrocedere il mondo alla peggiore stagione dei crimini di lesa umanità che mai si erano vissuti fino alla Seconda Guerra Mondiale e negli ultimi anni in Yugoslavia e Ruanda” ha precisato Morales.
Il Capo di Stato ha chiarito che la Bolivia è pacifista e
non può rimanere spettatrice passiva di fronte al genocidio in atto contro la popolazione civile di Gaza.

5 Risposte to “Lezioni di chiarezza e coerenza politica”

  1. Da RAINEWS24: “Penso che ci siano gli elementi perché le violenze cessino ora”. Lo ha detto il segretario Onu Ban Ki Moon nel corso di una conferenza stampa a Tel Aviv dopo aver incontrato il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni. Il negoziatore israeliano Amos Gilad è oggi al Cairo per discutere con i mediatori egiziani i termini di un possibile cessate il fuoco. Ieri Hamas ha annunciato di aver accettato “in via di principio” il piano di
    tregua egiziano.

    La posizione della Santa Sede
    Nella striscia di Gaza “negli ultimi giorni” i civili sono stati usati come “mezzi per raggiungere scopi politici e militari”. C’e’ stato il “fallimento del rispetto della distinzione tra obiettivi militari e civili” e si è riscontrato il disprezzo dei militari per “dignità e diritti di civili e comunità”. Lo denuncia l’osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, mons. Celestino Migliore intervenuto a New York al dibattito in sede Onu sulla protezione dei civili nei conflitti armati.

    Mons. Migliore ha anche spiegato che la drammatica situazione a Gaza, in Congo, Iraq e Darfur dimostra come non si stia facendo abbastanza per proteggere le popolazioni civili in aree di guerra: l’Osservatore permanente della Santa Sede al Palazzo di Vetro ha sottolineato che spesso, per ragioni politiche o militari, vengono violati i piu’ elementari diritti dei civili, in particolare donne e bambini. In questo 2009, che segna il 60esimo anniversario della Convenzione di Ginevra, la comunità internazionale deve impegnarsi concretamente a proteggere i civili durante i conflitti armati: è questo l’appello dell’arcivescovo Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

    Uno dei giorni peggiori dall’inizio della guerra
    “I carri armati isarelaini sono oramai a pochi metri dall’abitazione di Mahmoud al Zahar”. Il corrispondente da Gaza della tv satellitare panaraba al Jazeera racconta oggi dei “più devastanti bombardamenti di Israele” dall’inizio del’offensiva militare su Gaza entrata nel suo ventesimo giorno. Al Zahar, ministro degli Esteri del governo Hamas è considerato “il falco per eccellenza” del movimento estremista islamico palestinese. Il mese scorso, suo figlio venne ucciso in un raid israeliano.

    Bombe sulla sede Onu
    Secondo la britannica Bbc, stamattina si è sviluppato un incendio nel quartier generale dell’Unrwa (l’Agenzia Onu per l’assistenza dei rifugiati palestinesi) a Gaza. Nell’ultime ore si sono inaspriti i combattimenti nella Striscia, e testimoni hanno riferito che le truppe di terra israeliane sono entrate nei quartieri densamente abitati di Gaza City.

    Lo sdegno del segretario Onu
    Il portavoce Chris Gunness ha detto che il quartier generale dell’Unrwa sarebbe stato colpito da tre proiettili al fosforo bianco, che possono provocare ustioni e innescare incendi. Altri testimoni riferiscono invece che è stato colpito un altro edificio, e che la sede dell’Unrwa è intatta. La zona è comunque avvolta da fumo denso. Gunness ha detto che nel quartier generale si sono rifugiati centinaia di residenti. Tre persone sono rimaste ferite. L’Onu ha sospeso ogni attività a Gaza e il segretario generale Ban ki moon si è detto “scandalizzato” dai bombardamenti israeliani. Ban Ki moon ha detto al ministro degli Esteri israeliano Tzipi Livni che “il numero di vittime a Gaza ha raggiunto un punto intollerabile”. Le ultime stime parlano di 1,055 morti. Tredici le vittime israeliane dall’inizio della guerra.

    Attacchi violenti

    I militari israeliani impegnati nell’operazione ‘Piombo fuso’ hanno colpito la Torre di Ashruq, l’edifico di Gaza City che ospita gli studi di vari canali televisivi. Secondo al-Arabiya due giornalisti della tv Abu Dhabi sono rimasti feriti e che il palazzo è stato evacuato.

    Il protrarsi degli attacchi israeliani nel centro cittadino di Gaza impedisce l’arrivo dei soccorritori per portare in ospedale i due giornalisti feriti. A 300 metri dall’edificio colpito, noto col nome di Burj al-Shuruq, si trova la redazione di al-Jazeera a Gaza.

  2. “…E prendete lezioni di civiltà dall’America Latina, voi che portate innanzi il vessillo della democrazia occidentale…”

    Proprio così; è ora di prendere qualche lezione…

  3. Antonella Says:

    Bisognerebbe usare il metodo che si usava mezzo secolo fa nelle scuole (il metodo che piacerebbe tanto alla Somara Unica Gelmini): prenderli dalle orecchie e farli studiare. In Europa abbiamo una classe politica pessima. Vecchia e reazionaria. Quelli che una volta erano i partiti progressisti non esistono più. Balbettano le parole d’ordine dei partiti di destra sperando di legittimarsi presso i vari Riccardo Pacifici.
    Non indignano i massacri come non indignarono le camere a gas. Troppo facile gridare all’orrore quando l’orrore è compiuto.

  4. Barone Birra Says:

    Un’altra dimostrazione tangibile che, l’America Latina, da qualche anno a questa parte ha subito una svolta.

    Fa sorridere e sperare in questi brutti momenti.

  5. Why does this have to be the ONLY rellabie source? Oh well, gj!

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