Lettera aperta del segretario di Prc al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Roma, 28 gennaio 2009

Illustrissimo signor Presidente,

Le chiedo con urgenza un incontro per affrontare il tema del vero e proprio attacco alla democrazia che maggioranza e opposizione parlamentare intendono compiere approvando, a soli 4 mesi dal voto, una riforma della legge elettorale per le prossime elezioni europee che prevede un’unica clausola, l’innalzamento della soglia di sbarramento al 4%. Si tratta di un modo per uccidere la sinistra nel nostro Paese per via elettorale senza alcun rispetto delle opinioni dei cittadini italiani e senza alcun legame con l’esigenza della governabilità, problema che in sede europea non esiste.

Le chiedo dunque di vederLa per spiegarLe le ragioni della nostra contrarietà di fronte a quella che riteniamo una vera lesione delle regole democratiche.

La saluto con viva cordialità, auspicando una Sua pronta risposta a questa mia richiesta.  Paolo Ferrero

Riporto la lettera di Omar Minniti perchè è giunto il momento di agire. E’ giusto che sia così.  Avanti tutta compagni!

IL PRC NON PARTECIPERA’ AI LAVORI DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DEL 30 GENNAIO. SUI NOSTRI BANCHI CI SARA’ IL CARTELLO “CHIUSO PER SBARRAMENTO. PD VERGOGNATI!”.

I consiglieri provinciali di Rifondazione Comunista, Omar Minniti e Giovanni Nucera, non parteciperanno ai lavori del prossimo Consiglio, convocato per venerdì 30 gennaio. Diserteranno l’assemblea in segno di protesta, contro il grave inciucio anti-democratico in atto tra il Pd e il Pdl sulla legge elettorale per le Europee, che prevede l’inserimento di una soglia di sbarramento al 4% e l’eliminazione – di fatto – della sinistra e dei partiti più piccoli anche dal Parlamento di Strasburgo.

Il Partito Democratico si sta rendendo complice di una decisione scellerata, che lede il diritto al pluralismo e la rappresentatività nel nostro Paese e non trova alcuna giustificazione plausibile, se non quella di frenare il tracollo di consensi dal parte del Pd. Una decisione che, come ha già annunciato il Segretario nazionale del Prc Paolo Ferrero, avrà delle ripercussioni immediate anche nelle Giunte e nelle maggioranze locali, dove “nulla sarà più come prima”. Questo vale anche per la Provincia di Reggio Calabria, dove Rifondazione è pronta a rimettere in discussione l’alleanza stipulata nel 2006.

Il 30 gennaio, sui banchi occupati dai consiglieri Minniti e Nucera ci sarà un cartello recante la seguente scritta: “Chiuso per sbarramento. PD vergognati!”

Reggio Calabria, 28 gennaio 2009
I Consiglieri provinciali del Prc

11 Risposte to “Lettera aperta del segretario di Prc al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano”

  1. Vergognarsi? L’hanno fatto apposta! E’ da mesi che Veltroni prepara la distruzione della sinistra! Adesso fa il mega-inciucione col Piddielle e siamo tutti felici! Oddìo, io per niente…
    Vergognarsi?
    DI PIU’!

    gatta susanna

  2. La lettera l’ho ricevuta pomeriggio tramite e-mail…….
    Orgoglioso di far parte della federazione di Reggio Calabria……….
    Con il compagno Omar ci conosciamo da tempo e il suo impegno e la sua voglia di fare è sempre un esempio per tutti!!!
    Qui a Reggio Calabria come PRC ci siamo mossi spero lo facciano in tutta Italia!!!
    FORZA E CORAGGIO!!!

  3. C’era da aspettarselo. PD e PDL sono ormai il partito unico di questo
    paese, sono strettamente uniti in tutto. Noi di sinistra veniamo eliminati
    perchè diamo fastidio alle classi dirigenti di questo paese. Contrariamente
    a quello che pensano in molti, non si tratta solo di un danno a coloro
    che oggi fanno parte dei partiti minori. Il danno è soprattutto per il
    popolo, che non avrà più, in futuro, la possibilità di scegliere. Da parte
    nostra non credo che sia utile un’ atteggiamento eccessivamente vittimistico. Mostrarsi disperati e piangenti può solo far piacere ai nostri
    aguzzini. Consiglierei invece un’ atteggiamento fiero: dobbiamo rimanere
    a testa alta. Oltre ad uscire da tutte le giunte, la sinistra, se fosse furba, si dovrebbe ripresentare alle elezioni unita e con lo stesso simbolo Arcobaleno dell’ anno scorso. Ci sono infatti in giro tanti pentiti del cosiddetto “voto utile” dell’ anno scorso, ed il PD è in crisi.
    Vorrei aggiungere un’ altra considerazione.
    Il bipartitismo coatto ha in Italia effetti assai più deleteri di quelli che ha in altri paesi. Nei paesi anglo-sassoni c’è un’ altra tradizione e con il tempo si sono sviluppati degli anticorpi al sistema. Da noi il bipartitismo viene introdotto a forza e in modo accelerato, facendo leva sul qualunquismo (e quindi ricorrendo agli istinti più rozzi e retrivi), stravolgendo una tradizione democratica e una Costituzione che avevano ben altre basi. Questo significa che la regressione che si è già prodotta da quando è stato introdotto il maggioritario è destinata ad accentuarsi in maniera iperbolica. All’ estero è ormai un luogo comune dire che l’ Italia è un paese triste e povero. D’ ora in avanti lo sarà ancora di più: la luce si sta spegnendo del tutto su questa penisola.
    Noi almeno potremo dire di non averne colpa. Noi siamo soltanto le
    vittime.

    Cordiali saluti.

  4. Si Maria, questa è la loro democrazia: escludere dal Parlamento, prima italiano e poi europeo, milioni di cittadini portatori di istanze diverse da quelle del PD e della PdL.
    E’ una sorta di colpo di stato legalizzato, in cui i due partiti maggiori si mettono insieme per fare fuori tutti gli altri.
    E’ chiaro che da oggi in poi dovremo rivedere la nostra posizione rispetto al PD, che mostra ogni giorno che passa la propria accondiscendenza verso la politica reazionaria di Berlusconi.
    Se pensano di limitarci con queste trovate da pupari si sbagliano: sapremo reagire nel modo giusto, coinvolgendo i cittadini che non vogliono essere né cancellati, né omolgati.
    Un caro saluto rifondarolo.
    mauspezz

  5. Napolitano come al solito non farà nulla, anzi non vede l’ora che questa legge passi. Vogliono cancellare definitivamente la sinistra.

    Però a me dispiace che Ferrero non abbia partecipato alla manifestazione di ieri, non lasciamo tutto a Di Pietro. Qui c’è in gioco la democrazia più elementare, senza una base solida di Stato di Diritto, le lotte per noi lavoratori non si potranno più fare.

    Io vorrei che rifondazione partecipasse attivamente alla lotta contro le mafie.

    ps è al prima manifestazione che partecipo senza vedere una bandiera rossa, mi ha fatto stare male…

  6. Compagno incarcerato in piazza da di pietro non c’erano nemmeno 1000:gli insulti e il populismo a me non piacciono

  7. E’ così, come dice PuffoRosso.
    Capisco che in questo momento vi sia molto smarrimento, il momento è davvero delicato, ma non è andando da una parte all’altra o cambiando continuamente progetto politico che la sinistra potrà mai risollevarsi.
    La gente vuole da noi coerenza per prima cosa. E noi cercheremo di affrontare questa grande sfida. Per prima quella dello sbarramento elettorale, che va assolutamente accolta. Uscire da tutte le giunte sarebbe interpretato solo come un atto di rivalsa, invece noi accogliamo la sfida e nel contempo alziamo la voce per fare chiarezza. Perchè i cittadini si rendano conto di qual’è la strategia del pd: annientarci.
    Sono loro che si devono vergognare, non noi.

  8. Non c’era stato nessun insulto, solo voglia di combattere la mafia e il pericolo democratico. E mi dispiace, ma vedo che c’è molta incoerenza. Osanniamo il compagno Peppino Impastato, ma poi ce ne freghiamo di quello che sta accadendo?

    E poi perdonami Puffo Rosso ma prova ad indire una manifestazione di mercoledì mattina per dire no alla legge elettorale che vogliono proporre: non saremo nemmeno in 10… ci vogliamo svegliare e cercare di coniugare le lotte contro il precariato, la globalizzazione, il militarismo ecc ecc con le nuove lotte per la difesa dello Stato Di Diritto?

  9. ps non volevo dire pericolo democratico, ma pericolo per la democrazia…

  10. Lettera del segretario provinciale Larosa a PD e IdV contro l’imbroglio dello sbarramento elettorale al 4%
    Reggio Calabria, 29 Gennaio 2009.

    Al segretario provinciale PD Avv. Giuseppe Strangio

    Al responsabile provinciale IdV Giulio Varone

    Ai parlamentari eletti in Calabria di PD e IdV

    Gentili tutti,
    manifestiamo profonda amarezza e sdegno totale per l’accordo raggiunto, in sede parlamentare, per l’introduzione di una soglia di sbarramento del 4% alle elezioni europee del 6 e 7 Giugno prossimi. Si tratta di un vero e proprio attacco alle regole del gioco, un vulnus alla democrazia – realizzato a soli 4 mesi della competizione elettorale e a soli 3 dalla presentazione delle liste – con un unico vero obiettivo: impedire la rappresentanza istituzionale alla sinistra e avvantaggiare, perciò stesso, PD e IdV nei consensi elettorali.
    L’atteggiamento dei vostri partiti, che non soltanto hanno espresso pieno assenso al progetto di modifica elettorale ma l’hanno anche fortemente sollecitato al PdL e al Presidente Berlusconi, è semplicemente indecente, arrogante, deleterio. Siamo dinanzi ad un atto di autotutela dei partiti presenti in parlamento e di mortificazione nei confronti di quelli esclusi, una sorta di legge “ad personam” (cosa ne dice Di Pietro e il suo partito?) soprattutto per un PD e un Veltroni in gravissima crisi e, quindi, bisognosi di artifici tecnici per recuperare qualche punto percentuale.
    Al parlamento europeo, non c’è alcun problema di governabilità, non c’è alcun bisogno di impedire la frammentazione della rappresentanza: per questo, l’introduzione dello sbarramento è soltanto il frutto di un patto avvelenato tra Veltroni e Berlusconi che si sostengono a vicenda scambiandosi favori vari (la legge elettorale per me, il federalismo fiscale per te, la nomina del cda Rai per tutti e due, ecc.).
    Con questa logica, ovvero quella (egoista) del deserto a sinistra e quella (impotente) della “vocazione maggioritaria”, Veltroni (e Di Pietro con lui) consegneranno a Berlusconi (dopo il governo nazionale) anche molte realtà locali, subendo definitivamente l’egemonìa culturale e politica della destra italiana. Ovvero, un altro capolavoro strategico dopo la straordinaria impresa di far trionfare Berlusconi nelle ultime elezioni politiche.
    Noi non ci stiamo. Come prima forma di protesta, i nostri consiglieri Minniti e Nucera – insieme ad altri – non parteciperanno ai lavori del Consiglio Provinciale di Reggio Calabria, in programma venerdì 30 Gennaio. Altre iniziative seguiranno nei prossimi giorni, nei vari enti locali in cui vi è una presenza organizzata del PRC e della sinistra e in quelli in cui ci si appresta a costruire liste di coalizione per le elezioni amministrative. Meritiamo rispetto, perché siamo una forza politica seria e leale, perché siamo amministratori dediti alla collettività: le ingiustizie a livello nazionale non possono non avere anche alcune ripercussioni sul piano più prettamente locale.
    Ci rivolgiamo a voi, quindi, rappresentanti locali di PD e IdV, perché assumiate una coraggiosa posizione di dissenso, perché spieghiate ai vostri leader nazionali l’importanza di costruire relazioni proficue a sinistra, l’importanza di tendere ponti di dialogo in un centrosinistra che può essere ricostruito soltanto sulla base del rispetto reciproco. A livello locale, alla Regione come alla Provincia, in comuni medio-grandi come in quelli piccolissimi, le nostre rispettive forze politiche amministrano insieme in più d’un caso, con risultati alterni ma sempre nella logica della comprensione e dell’ascolto.
    Non rendetevi complici anche voi, rappresentanti calabresi di PD e IdV, di un sopruso ai danni di partiti alleati e di elettori democratici. Un vostro segnale in questa direzione, anche in difformità a quanto avviene a Roma, sarebbe un messaggio assai positivo, di buon senso potemmo dire, un messaggio che non potremmo non gradire.

    Il Segretario Provinciale PRC Reggio Calabria
    Antonio Larosa

  11. Caro compagno inseguire di pietro nella logica del populismo e del buttare tutto in caciara non penso sia positivo per il PRC……………

    A me di pietro non piace fa opposizione solo su alcuni temi,vedi giustizia,però poi si astiene don il suo compare Veltroni su federalismo…….

    Se l’obbiettivo del PRC deve essere partecipare alle caciare di di pietro,siamo lontani anni luce dal progetto del PRC

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