Archivio per gennaio, 2009

Ciao ciao, andarsene era scritto perciò ciao ciao… Ciao ciao, andarsene è un peccato però ciao ciao…

Posted in Politica, Rifondazione with tags , , , on gennaio 26, 2009 by Maria Rubini

Ciao ciao, andarsene era scritto perciò ciao ciao… Ciao ciao, andarsene è un peccato però ciao ciao… Brutto tempo a Chianciano, piove e fa freddo. Una di quelle giornate che sarebbe bello stare a letto. Invece un pezzo del partito della Rifondazione comunista è tornato qua, sei mesi dopo il congresso post disastro elettorale. Settecento fra compagne e compagni affollano il Palamontepaschi. Alla fine di luglio, in questo grande palazzetto dello sport, si è deciso il destino di Rifondazione: Paolo Ferrero ha vinto, di misura ma ha vinto, Nichi Vendola ha perso.
Oggi Vendola è nella città delle terme per annunciare il suo addio a Rifondazione:
«Sono sereno perché faccio ciò che è giusto fare». Ognuno per la sua strada, senza troppi rancori. L’acqua di Chianciano ha effetti miracolosi, fa digerire anche le pietanze più indigeste, forse può lenire il dolore di un distacco. Perché qui ci sono compagne e compagni che hanno fatto nascere la Rifondazione comunista, che l’hanno fatta crescere. A loro non piace come è diventata ora. Dovrebbe fare meno male una scissione che più annunciata di così non si può. Invece no, ancora si inseguono i perché, talvolta il confronto politico cede il passo a piccoli e grandi rancori. Qui è arrivato anche chi in Rifondazione resta, nonostante la sua sensibilità politica sia più vicina a quella di Nichi Vendola che a quella di Paolo Ferrero e Claudio Grassi. Rosa Rinaldi si rivolge alla platea: «Possibile avere una doppia tessera, di Rifondazione e del Movimento di rifondazione per la sinistra?». La risposta resta nel vento gelido che arrossisce i volti di chi esce a fumare una sigaretta. C’è chi applaude Rinaldi, battono le mani Augusto Rocchi e Gianluca Schiavon. In sala però sono più le valige pronte di quelle lasciate in armadio. Sfondo rosso, una stella per illuminare la strada futura, tre semplici lettere in stampatello (le prime due sono nere, la terza è rossa) per dire che qui parte il cammino della Rifondazione per la sinistra. Attenzione però, non è un partito. I delegati che salgono uno dopo l’altro sul palco dicono e ridicono che questa volta si inizia dal basso, che non esiste un soggetto politico già costituito da presentare al pubblico. C’è scritto “non ho paura, amo e sogno” sui cartelli affissi alle pareti del Palamontepaschi. Insomma c’è da rimboccarsi le maniche. C’è da lavorare. Perchè il sol dell’avvenire non si vede. E fa anche un freddo cane. Fra le sedie color arancione si incontrano delegati arrivati da tutta Italia, di tutte le regioni e di tutte le età. Il libro di Franco Giordano “nessun dio ci salverà, riflessioni sulla sinistra italiana tra sconfitta e speranza” va a ruba.
Abbracci affettuosi per l’ex segretario di Rifondazione, un applauso fragoroso
per l’ex direttore di Liberazione Piero Sansonetti. Ma questo non è un ritrovo di ex, di reduci, piuttosto l’inizio di un’avventura. Federico Tommasello siede in seconda fila. Lui, giovane comunista, dice addio a Rifondazione ma non farà neppure parte dell’area di Rifondazione per la sinistra. Sarebbe a dire? «Sempre di ceti politici che prendono le decisioni si tratta». Invece Betta Piccolotti, anche lei giovane comunista, condivide il progetto vendoliano di Rifondazione per la sinistra. Lo vede come «un percorso di partecipazione democratica, un progetto aperto e costituente». Sergio Bellucci riflette sulla sconfitta della sinistra, sullo scollamento dalla società che ha portato l’industria del senso comune a tagliare fuori la sinistra dal Parlamento. «E allora dobbiamo ripartire, è faticoso ma dobbiamo farlo». Tiziana Valpiana è perplessa. «Iniziare un processo unitario con una scissione? Dovremmo prenderci un po’ di tempo per pensare». Ma la politica non aspetta, a primavera ci sono le elezioni amministrative ed europee. «Personalmente sarei per saltare un giro – riflette Valpiana – Ma la sinistra è in mano a maschi, se c’è una competizione vogliono farla sempre e comunque». In piedi, vicino al tendone, amici e compagni di una vita ascoltano, commentano fra loro, riallacciano antichi rapporti. Iniziative come questa sono anche un’occasione per stare insieme. Michele De Palma l’addio a Rifondazione l’ha già dato da tempo. Ora lavora nel sindacato, con la Fiom a Reggio Emilia. Alfonso Gianni, al solito, tratteggia come meglio non si può il senso politico della giornata. «Ques
ta è una indispensabile seduta autocoscenziale di massa». E quando arriveranno le elezioni? «Non ho dubbi: c’è bisogno di un cartello elettorale per evitare di fare la fine della sinistra francese o di quella argentina». Gianni lascia Prc per proporre un cartello anche con Prc? «Hai capito benissimo. Quando ero nel Prc facevo la stessa proposta politica». Gennaro Migliore sottopone all’assemblea un documento politico che sarà la base di una discussione da aprire sui territori. «Non vogliamo un partitino, ma un soggetto più ampio della sinistra. Ci prendiamo tutto il tempo necessario per costruirlo». Ecco perché Ciccio Ferrara scuote la testa di fronte ad un take di un’agenzia di stampa che annuncia la nascita di un nuovo soggetto politico a sinistra, con acronimo Rps (Rifondazione per la sinistra). La battuta viene spontanea: facciamo Mps visto che il Monte dei paschi di Siena è lo sponsor del palazzetto dello sport di Chianciano. Vista la forza economica del Monte non sarebbe poi malaccio. Ma è solo una battuta. Oggi si va avanti, ci saranno settimane, mesi di discussione. Anche un primo banco di prova, le amministrative. Forse allora il sol dell’avvenir sarà spuntato. Intanto, qui a Chianciano, il tempo è orribile.

di Frida Nacinovich – Liberazione

Replica del Segretario Paolo Ferrero“Insensato, ripensateci”

Contro la logica securitaria del governo

Posted in Politica, Rifondazione with tags , , , , , on gennaio 26, 2009 by Maria Rubini

Rifondazione comunista è solidale con la mobilitazione che ha visto sfilare fianco a fianco la comunità cittadina di Lampedusa e quella dei 1.300 cittadini stranieri che si trovano attualmente sull’isola.

Quel che è accaduto nell’isola rappresenta la risposta più netta nel metodo e nel merito alle politiche repressive del governo Berlusconi: a Lampedusa sono scese in piazza l’uguaglianza e la fraternità, si sono manifestati tenendosi per mano lo spirito civico degli italiani e la domanda di diritti degli stranieri, in una grande piazza solidale e meticcia. Mandando in scena il fallimento delle politiche securitarie attuate dal ministro Maroni agli occhi non solo di tutto il paese ma anche della comunità internazionale.

Quanto il governo sta facendo, a cominciare da Lampedusa, in materia di politiche sull’immigrazione pone l’Italia al di fuori della civiltà sociale e giuridica. La politica securitaria e repressiva di Maroni non solo eleva muri e realizza luoghi di segregazione che rompono la coesione mettendo in allarme la società, ma rappresenta una violazione evidente della legalità internazionale, come si evince anche dalle preoccupazioni dell’agenzia per i rifugiati delle Nazioni unite.

Lampedusa non può diventare un carcere a cielo aperto, non deve diventare una Alcatraz per oppressi e emarginati dalla globalizzazione nel cuore del Mediterraneo Paolo Ferrero

“La situazione a Lampedusa e’ sotto controllo, sono liberi di muoversi quelli che arrivano a Lampedusa, non e’ mica un campo di concentramento…” Ed ancora: “sono liberi di andarsi a prendere anche una birra….”  Silvio Berlusconi

NO  COMMENT

Ma Fidel sta bene o no? ‘nzze capisce…

Posted in America Latina, Comunismo with tags , , , on gennaio 25, 2009 by Maria Rubini

Fidel Castro sta bene e assicura che neanche la sua morte deve influire sull’azione di governo cubano. Nel giorno in cui, dopo due mesi di assenza, la sua foto torna a fare il giro del mondo con Cristina Fernàndez, il lider maximo chiede che la sua eventuale morte non condizioni i dirigenti del partito e non “influisca” sulle decisioni del governo. Quindi ribadisce di voler assumere un ruolo defilato rispetto al governo guidato dal fratello, Raul.

Ora, per non smentire il detto che la curiosità è donna, posso chiedere ai miei assidui visitatori da Cuba se sono in grado chiarirci questa questione? E anche agli assidui visitatori di Miami lo chiedo, và!

Fidel sta bene o no? no perchè veramente ‘nzze capisce…

L’undicesimo presidente degli Stati Uniti

Lo scorso martedì 20 gennaio 2009, Barack Obama ha assunto il comando dell’impero, undicesimo presidente degli Stati Uniti dal trionfo della Rivoluzione Cubana nel gennaio del 1959.
Nessuno può dubitare della sincerità delle sue parole quando afferma che trasformerà il suo paese in un modello di libertà, rispetto dei diritti umani nel mondo e dell’indipendenza degli altri popoli. Senza che questo, ovviamente, offenda qualcuno, tranne i misantropi di qualsiasi angolo del pianeta. Ha già tranquillamente affermato che il carcere e le torture nella Base illegale di  Guantánamo cesseranno immediatamente, cosa che incomincia a seminare dei dubbi tra coloro che professano il culto del terrore come strumento irrinunciabile della politica estera del suo paese.
Il viso intelligente e nobile del primo presidente negro degli Stati Uniti, oltre due secoli dalla loro fondazione come repubblica indipendente, si era auto-trasformato, ispirato da Abraham Lincoln e Martyn Luther King, fino a convertirsi nel simbolo vivente del sogno americano.
Tuttavia, nonostante tutte le prove sostenute, Obama non è passato per la principale. Che cosa farà a breve quando l’immenso potere che ha preso nelle sue mani sarà assolutamente inutile per superare le insolubili contraddizioni antagonistiche del sistema?
Ho ridotto le Riflessioni come mi ero proposto quest’anno per non interferire, né disturbare i compagni del Partito e dello Stato nelle costanti decisioni che devono prendere di fronte alle oggettive difficoltà derivate dalla crisi economica mondiale. Io sto bene, però insisto, nessuno di loro deve sentirsi compromesso dalle mie eventuali Riflessioni, dalla mia gravità o dalla mia morte.
Controllo i discorsi ed il materiale da me elaborati da oltre mezzo secolo.
Ho avuto il raro privilegio d’osservare i fatti per tanto tempo. Ricevo informazioni e medito con calma sui fatti. Mi aspetto di non godere di tale privilegio tra quattro anni, quando il primo periodo presidenziale di Obama sarà concluso.
Fidel Castro Ruz
22 gennaio 2009
6 e 30 p.m.

Qualcuno in questo Paese dimostra di avere ancora coraggio e dignità. Doti più uniche che rare oramai

Posted in Politica, Rifondazione with tags , , , , , on gennaio 23, 2009 by Maria Rubini

“E’ incredibile che un governo non riesce a dare risposte sugli ammortizzatori, non fa sostegno fiscale a consumi e imprese, non ha uno straccio di idea di politica industriale, perche’ non bastano gli ammortizzatori se non hai un piano su come fare per l’auto, il mezzogiorno e la chimica”.  Guglielmo Epifani

Il paese, afferma Epifani, ‘ha bisogno di unita’ ma non si puo’ chiedere coraggio e chi lo ha sempre avuto e ha pagato.

In questo paese si abbisogna che il governo faccia in fretta sulle risorse e per le tutele legate ad ammortizzatori sociali, perche’ piu’ passa il tempo piu’ i precari perdono lavoro e restano senza sostegno e se anche il governo non mette le risorse aggiuntive non si esce da problema.

Testo dell’accordo separato sul rinnovo degli assetti contrattuali

L’accordo separato sulla contrattazione dirotta ancor più i costi della crisi verso i lavoratori e le loro famiglie, indebolendoli ulteriormente rispetto alle imprese.

La firma dell’accordo quadro avvenuta in serata a palazzo Chigi senza la Cgil rappresenta l’effettivo compimento della linea del governo Berlusconi, che persegue da lungo tempo la divisione dei sindacati. Saranno infatti i lavoratori a trovarsi in condizione di ulteriore debolezza rispetto alla crisi: divisi e sottoposti a ricatti, arbitrarietà, volubilità delle imprese.

Nel giorno in cui il senato dà il primo via libera al federalismo fiscale, l’accordo separato fa da corollario aprendo la strada alla reintroduzione delle gabbie salariali e alle politiche sperequative perseguite dalla destra.

Rifondazione Comunista ringrazia e sostiene la Cgil per non aver firmato un’intesa che determinerà un’ulteriore riduzione dei salari reali, un peggioramento delle condizioni di lavoro, un approfondimento delle disuguaglianze del paese. E s’impegna sin d’ora a organizzare l’opposizione concreta all’accordo nei luoghi di lavoro e in tutto il paese. Si può soltanto augurarsi che tutta l’opposizione faccia sentire unitariamente la propria voce al fianco dei lavoratori e della Cgil, che Pd e Idv si pronuncino chiaramente contro l’accordo e s’impegnino da subito a contrastarlo in modo risoluto e efficace.  Paolo Ferrero

Neurofenomenologia: la scienza della mente

Posted in Comunismo, Politica, Rifondazione with tags , , , on gennaio 22, 2009 by Maria Rubini

Trovo molto interessante la nascita di un nuovo partito nato da una scissione del Prc, che prima di subire la scissione del Pdci e poi di Sc e del Pcl, era nato da una scissione del Pci, che com’è noto è nato da una scissione del Psi, che poi ha subito anche la scissione del Psdi e più avanti quella del Psiup, che poi ha subito la scissione del Pdup, di cui molti esponenti sono poi passati per Dp e oggi sono divisi tra chi si scinde e chi non si scinde dal Prc, e quelli che si scindono potrebbero unirsi a quelli che si sono già scissi dal Pds quando è diventato Pd.

Non siete d’accordo?

«E’ bene che chi considera il Prc una casa snaturata, si cerchi un’altra casa. Quella della sinistra che vuol dire curiosità per un mondo che cambia». A tre giorni dalla kermesse di Chianciano (sabato e domenica prossimi) Nichi Vendola annuncia ufficialmente il suo addio a Rifondazione Comunista. Il governatore della Puglia lo fa in una lunga intervista a Linea Notte del Tg3, ieri sera, e lo fa parlando a titolo personale. Sono noti gli altri nomi dell’area di minoranza “Rifondazione per la sinistra” (costituitasi al congresso di Chianciano a luglio dopo l’elezione del segretario Paolo Ferrero) pronti a lasciare il Prc. Tra loro, l’ex segretario Franco Giordano, l’ex capogruppo alla Camera Gennaro Migliore. Ma Nichi parla a titolo personale perché, spiega, «non chiedo un reclutamento, una leva militare. Ognuno deve fare i conti con la propria coscienza».
E infatti a Chianciano il prossimo weekend non ci saranno voti, nè documenti contrapposti, nè vincoli di maggioranza. Chi lo vorrà annuncerà il suo addio alla casa comune e la scelta di non rinnovare la tessera del partito. Per lavorare ad altro. Cosa? Chi si scinde da Rifondazione va certamente verso una lista comune per le elezioni di giugno con Sd, parte dei Verdi e parte del Pdci. Se l’aggregazione sarà da subito un nuovo soggetto a sinistra lo si discuterà a febbraio.

da   Liberazione

Siamo immersi nel miasma ma meno male che Silvio c’è. Su con la vita!

Posted in Politica, Rifondazione, Società with tags , , , , on gennaio 20, 2009 by Maria Rubini

“La crisi non è così drammatica come tutti vogliono pensare e il meno 2 per cento del Pil previsto significa che torneremo indietro di due anni e due anni fa non stavamo così male”. E ancora: “Bisogna avere paura di avere troppa paura. Tutti dobbiamo dare un contributo affinché la crisi non sia così drammatica”. Silvio Berusconi

Il premier continua a spargere ottimismo nonostate ci muoviamo nel miasma chàveziano. Ammettiamolo. Non è da tutti. Non tutti hanno capacità e soprattutto la faccia tosta di dare una pacca sulla spalla ad un moribondo. Il Premier come Jovanotti pensa positivo su tutto. Anche sulle pensioni. Io fossi in lui istituirei un movimento sulla decrescita felice. Hai visto mai? Quasi quasi apro un gruppo su facebook… 🙂

Silvio Berlusconi è un irresponsabile. Le sue dichiarazioni “ottimistiche” sull’andamento della crisi economica (”Il meno 2% del Pil non è un dramma”) sono gravi e del tutto fuori luogo. Berlusconi dovrebbe smetterla di stare in una campagna elettorale permanente e preoccuparsi, in qualità di presidente del consiglio del nostro Paese, di affrontare con serietà e mezzi appropriati una crisi gravissima. Il -2% del Pil e, oggi, la notizia della vendita della Fiat sono solo alcuni dei tanti e preoccupanti segnali di disfacimento del sistema-Paese. Servono, per uscire dalla crisi, al posto delle fanfaronate del premier, politiche volte a favorire un massicio intervento pubblico in economia e di forte redistribuzione del reddito.       Paolo Ferrero

Chi è disposto a partire per Gaza?

Posted in Politica, Rifondazione, Società with tags , , , , on gennaio 19, 2009 by Maria Rubini

Francesco Caruso  cerca medici e personale sanitario disposto a partire sabato per Gaza e lavorarci una settimana.

Diffondete  e contattatemi. Grazie.