Archivio per febbraio, 2009

Cucù siamo tornati!

Posted in Politica, Rifondazione with tags , , , on febbraio 28, 2009 by Maria Rubini

Le mani moleste della Proprietà e del Controllo sono in grande attività:

Trasformano la salute in un affare per imprenditori
Ci raccontano che la migliore cura è l’espulsione
Cancellano l’edilizia popolare
e trasformano in merce i bisogni
Negano i diritti, la solidarietà

Per salvaguardare i loro loschi affari ingabbiano la cultura, cacciano le persone, cancellano la storia

In città ridotte a macchine per fare soldi, vogliamo liberare spazi, luoghi in cui stare e tempi da attraversare

Con la forza dei nostri desideri e con le armi della solidarietà vogliamo sconfiggere l’ossessione di controllo di chi nega il diritto all’esistenza e l’avidità di chi trasforma la conoscenza in un lusso

Per la salvaguardia e l’ampliamento dei diritti, contro la meschinità del razzismo di governo e contro la cementificazione delle città e delle menti

28 febbraio manifestazione nazionale contro le logiche securitarie, per l’autogestione e gli spazi sociali

Milano ore 15   piazza XXIV maggio

le compagne e i compagni di Milano

MILANO: NON LASCIATE SPEGNERE LE LUCI DELLA CITTA’ Continua a leggere

Il segretario del Prc: puntiamo da soli al 5%. Nichi con Cuffaro sarebbe invotabile

Posted in Politica, Rifondazione with tags , , , on febbraio 26, 2009 by Maria Rubini

Segretario Paolo Ferrero, il suo ec compagno di partito Nichi Vendola vi lancia un appello: per le europee mettiamo da parte le ragioni di bottega e uniamo tutte le forze di sinistra. Che cosa risponde?
“No grazie, non saprei come fare la campagna elettorale per un cartello che tiene insieme socialisti, verdi , comunisti. E’ un guazzabuglio, una scorciatoia per essere eletti. Non vorrei essere offensivo ma rilevo lo scarso spessore politico della proposta di Nichi, che mi pare simile a quella del Pd: alla sconfitta si risponde allargando a destra, si fanno coalizionio fumose, eterogenee, rissose, che non sconfiggono nessuno. Un pastrocchio.”

Dividere la sinistra non significa rischiare di sprecare i voti, visto che c’è lo sbarramento? Continua a leggere

Stati Uniti – Cuba, inizia a sgretolarsi il muro?

Posted in America Latina, Politica with tags , , , , , on febbraio 24, 2009 by Maria Rubini

Segnali di Perestrojka a Washington. Dopo 50 anni di sterile aggressività anti-cubana qualcosa si muove in direzione di un cambio che vada ben oltre la fine delle restrizioni ai viaggi dei cubano-statunitensi e all’invio di rimesse degli emigrati che era già parte del programma di Barack Obama. Il più autorevole responsabile della politica estera del Partito Repubblicano, oggi all’opposizione, il senatore Richard Lugar, ha per la prima volta ammesso: “L’embargo è un fallimento”. Lugar, di ritorno da una missione a l’Avana, lo ha messo per iscritto in un rapporto intitolato “Cambiare la politica cubana nell’interesse degli Stati Uniti” (1). Continua a leggere

Il fallimento strategico del PD, una prospettiva costituzionale di politica economica

Posted in Politica with tags , , on febbraio 23, 2009 by Maria Rubini

Le dimissioni di Walter Veltroni da segretario del Partito democratico hanno un significato eminentemente politico, ma segnano anche un punto di svolta nella contesa tra paradigmiL alternativi di politica economica.

Esse ratificano infatti un percorso fallimentare che sarebbe ingeneroso attribuire alla sola volontà del segretario dimissionario, ma che questi ha comunque perseguito con tenacia: la rescissione di ogni legame fra gli eredi del Partito comunista italiano e quella tradizione, che potremmo definire “solidaristico-keynesiana”, che aveva ispirato la redazione delle norme fondamentali della nostra “costituzione economica”. Continua a leggere

Il decreto antistupro: stupri di tipo istituzionale. Uno dei tanti.

Posted in Politica with tags , on febbraio 21, 2009 by Maria Rubini

Per non dimenticare…

Il decreto antistupro

Posted in Politica, Quelle che scassano with tags , , , , on febbraio 21, 2009 by Maria Rubini

In definitiva consiste in un bieco stupro di tipo istituzionale.

Sulla pelle delle donne stuprate il presidente del consiglio afferma la necessità dei decreti d’urgenza, di fare modifiche alla costituzione, di riorganizzare lo Stato come gli pare. Sulla pelle delle stesse donne si rafforza un regime militare che arruola persino i gendarmi in pensione affinché essi possano unirsi ai cittadini “meritevoli” per andare in giro a sorvegliare la nostra sessualità.

Immaginateli per strada, montagne di testosterone che hanno bisogno di sfogarsi e che tornerebbero a casa con un vago senso di inutilità e frustrazione se non trovassero qualcuno da punire, una giovane donzella da salvare. Io bianca e il mio uomo, per esempio, di colore nero, si potrà fare? Camminare da sola la notte potrò farlo? Non mi si avvicinerà nessuno che con la scusa di riaccompagnarmi a casa, naturalmente per la mia sicurezza, mi rimprovererà se porto una gonna troppo corta perchè “sa signorina, le potrebbero succedere delle cose brutte, anche lei perciò faccia qualcosa, si copra eh!!!”, e mi chiederà un numero o ne approfitterà per invadere la mia privacy? D’altro canto già succede. Voi lo sapete. A me è successo di rientrare tardi la notte e di trovare il solito gruppo di poliziotti che fermavano me e le mie amiche per attaccare bottone, alludendo al fatto che le ragazze sole a quell’ora non stava bene stessero per la strada, che per fortuna c’erano loro e noi allegre, ciglia lunghe e scollatura da serata pub li prendevamo per il culo. Solitamente finiva che una di noi, la più disinvolta e paracula, consegnava al poliziotto un numero di telefono falso. Altrimenti non ci lasciavano in pace. Divise, ronde, sempre di uomini si tratta. Se sono armati di pregiudizi, come le camicie verdi, che di diverso da quelle nere non hanno nulla, sono uomini che di sicurezza ne ispirano ben poca.

In ogni caso, come scrive Ely, con il decreto antistupri si è affermato il principio secondo cui gli stupri avvengono solo per strada e soprattutto per mano degli stranieri. Delle violenze che riceviamo in casa ce ne freghiamo (il 70% da italiani). Di quelle per le quali non c’e’ ronda o polizia che tenga, perché la violenza degli uomini sulle donne non si sconfigge con decreti che criminalizzano intere etnie, che salvano “i nostri ragazzi”, per dirla come la signora di destra delle ronde rosa, non ci occupiamo.

Altrimenti la donna rumena che è stata violentata più volte nella provincia di imperia da un imprenditore italiano non avrebbe impiegato così tanto tempo per essere creduta e per vedere responsabilizzato l’autore di quelle violenze.

Altrimenti ogni volta che un marito picchia la moglie o la uccide, o un fidanzato stupra una donna, o – apriti cielo – qualcun@ stupra una lesbica (sempre con intento educativo s’intende) o un uomo, un gay, un@ trans, non si incontrerebbero così tante difficoltà per vedersi restituito riconoscimento sociale e dignità.

Hanno deciso: la violenza socialmente illecita è quella fatta dagli stranieri, alle donne italiane e fuori casa. Per gli altri cadaveri in fondo a destra, nell’angolo delle “non ci importa!”.

La vignetta è di Livio Bonino direttamente ispirata dalla frase del premier a proposito delle scorte militari da assegnare solo alle belle ragazze.

da Femminismo a Sud

Siamo indignati!

Posted in Politica with tags , , on febbraio 19, 2009 by Maria Rubini

Noi firmatari di questo appello, come cittadini italiani esprimiamo profondo sdegno per le parole inadeguate e offensive che il premier Silvio Berlusconi ha pronunciato nei confronti delle vittime della dittatura argentina. La battuta : ” erano belle giornate, li facevano scendere dagli aerei…” suona come un insulto alla memoria delle vittime dei voli della morte, l’infame pratica dei militari argentini che gettavano nelle acque del Rio della Plata dagli aerei in volo gli oppositori politici al loro regime ancora vivi e addormentati. E’ doveroso pertanto un atto di scuse formali da parte del Governo italiano ai familiari di tutte le vittime della dittatura, che potrebbe concretizzarsi nella ratifica da parte dell’Italia della Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate. Continua a leggere

Si cherimus sa Sardigna salvare a largu su Berluscones dae custu mare… E pro sa dignitade de sa sarda zente vota pro Soru presidente…

Posted in Politica, Rifondazione with tags , , , , on febbraio 18, 2009 by Maria Rubini

IL GRUPPO DIRIGENTE DEL PD NON HA SBAGLIATO LINEA MA STRATEGIA DI FONDO, DA VEN’ANNI A QUESTA PARTE

Il risultato delle elezioni sarde ha reso evidente il fallimento del progetto politico del Pd. Non l’errore di un leader, ma la crisi organica di un progetto politico che copre un arco temporale lungo. E’ la strategia nata dal progetto occhettiano di scioglimento del PCI e caratterizzata da un progressivo spostamento al centro che si mostra fallimentare. Con questo fallimento occorre fare i conti in modo non propagandistico. Anche perché il risultato sardo colpisce pesantemente un’esperienza di governo che nel bene e nel male non rappresenta certo uno dei frutti peggiori del Pd. Anzi. Il centrosinistra ha fallito non per imperizia di qualche dirigente ma proprio perché il suo progetto politico non è in grado di prefigurare una via di uscita dalla crisi. Così, anche le cose buone fatte da Soru – penso alla legge sulla tutela del territorio – si sono ritorte contro un centrosinistra che non è riuscito a dare uno sbocco positivo al drammatico problema della disoccupazione. Anche la speculazione edilizia può essere vista come un’ancora di salvezza in una condizione in cui manca il lavoro.
La sconfitta sarda ci pone quindi il problema di fondo. Il centrosinistra è nato e cresciuto in simbiosi con la globalizzazione capitalistica. Di quella globalizzazione ha assunto le culture e i valori: dal liberismo temperato alla centralità dell’impresa. Di fronte alla crescente insicurezza sociale prodotta dal quel modello di sviluppo, insicurezza diventata vero e proprio terrore dentro la crisi economica, il centrosinistra non è stato in grado di dare alcuna risposta credibile. Al contrario la destra ha usato l’insicurezza sociale come un’arma per fomentare la guerra tra i poveri e costruire su queste basi il suo consenso. La destra, di fronte alla crisi ha detto: la coperta è corta, è bene che restino fuori i piedi degli altri, immigrati in primo luogo; se si deve sacrificare un po’ di libertà e democrazia, pazienza. Su questo ha vinto la destra. Continua a leggere

Venezuela rivoluzionaria: ancora sconfitto il blocco antistorico mondiale

Posted in America Latina, Politica with tags , , , on febbraio 17, 2009 by Maria Rubini

Nonostante l’irrazionale blocco antistorico mondiale che vede andare a braccetto fascisti inveterati, media mainstream al servizio della borghesia e dell’imperialismo, filo-franchisti spagnoli, neoliberisti di destra, di centro e di “sinistra”, sedicenti libertari, razzisti, sedicenti difensori della causa indigena, xenofobi, realisti più realisti del re, papisti più papisti del papa, “comunisti” più comunisti di Lenin, antichi guerriglieri (Teodoro Petkoff &C., la autonominatasi Bandera Roja che non disdegna di scendere in piazza con le svastiche di alcuni “studenti”) incartapecoriti da sempre in odore di infiltrazione, professoroni universitari che hanno letto di tutto fino ad isolarsi dal mondo reale, ultrarivoluzionari a parole ed ultra-sinistri autodefinentesi in tutte le salse e per tutti gusti sul mercato delle etichette; volete i bordighisti? Pardon, i “comunisti di sinistra”? Gli anarcoidi? I sedicenti gruppetti trotkistoidi, internazionalisti situazionisti? Li ritrovate tutti qui – formatosi in questi ultimi mesi – o forse sarebbe meglio dire anni – per farla finita con la Rivoluzione Socialista Bolivariana in Venezuela, la classe operaia venezuelana, le donne del popolo, i giovani dei barrios, i venezuelani e le venezuelane che hanno conservato quel minimo di lucidità e di reale coscienza critica, non si sono fatti turlupinare da una opposizione i cui capi storici hanno partecipato attivamente in tentativi di colpi di stato, in assalti alla ambasciata cubana, in azioni di distruzione delle infrastrutture pubbliche e sanitarie, in ogni tipo di azione e di sabotaggio contro un processo rivoluzionario che più democratico e tollerante – in molti casi fin troppo, ci pare – non ci si può permettere di esigere, senza provare almeno un po’ di vergogna, per chi conserva un minimo di etica e di coscienza.

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Elezioni europee: una proposta per unire, raccogliere consensi ma senza imbrogliare

Posted in Politica, Rifondazione with tags , on febbraio 13, 2009 by Maria Rubini

La direzione del Partito della Rifondazione Comunista ha licenziato un documento importante, frutto di una lunga ed elaborata discussione, sulle prossime elezioni europee.

Prima di ogni altra cosa mi preme sottolineare che si tratta di una proposta articolata, chiara, che è stata discussa dentro la direzione del partito senza essere anticipata sui mass media. Questo metodo, che ovviamente vale per proposte importanti come questa e non per le semplici ed ordinarie prese di posizione in linea con scelte già compiute, ha il vantaggio di permettere ad ogni compagna e compagno di partecipare alla formazione delle decisioni senza essere costretto/a, nei fatti, ad appoggiare o respingere quanto annunciato dal segretario in televisione. Bisogna sapere che ha anche lo svantaggio di essere poco visibile sui mass media che amano solo le “anticipazioni” e le semplificazioni. Ma è un prezzo che bisogna pagare per rispettare la democrazia e soprattutto per avere decisioni realmente condivise. Continua a leggere