Venezuela rivoluzionaria: ancora sconfitto il blocco antistorico mondiale

Nonostante l’irrazionale blocco antistorico mondiale che vede andare a braccetto fascisti inveterati, media mainstream al servizio della borghesia e dell’imperialismo, filo-franchisti spagnoli, neoliberisti di destra, di centro e di “sinistra”, sedicenti libertari, razzisti, sedicenti difensori della causa indigena, xenofobi, realisti più realisti del re, papisti più papisti del papa, “comunisti” più comunisti di Lenin, antichi guerriglieri (Teodoro Petkoff &C., la autonominatasi Bandera Roja che non disdegna di scendere in piazza con le svastiche di alcuni “studenti”) incartapecoriti da sempre in odore di infiltrazione, professoroni universitari che hanno letto di tutto fino ad isolarsi dal mondo reale, ultrarivoluzionari a parole ed ultra-sinistri autodefinentesi in tutte le salse e per tutti gusti sul mercato delle etichette; volete i bordighisti? Pardon, i “comunisti di sinistra”? Gli anarcoidi? I sedicenti gruppetti trotkistoidi, internazionalisti situazionisti? Li ritrovate tutti qui – formatosi in questi ultimi mesi – o forse sarebbe meglio dire anni – per farla finita con la Rivoluzione Socialista Bolivariana in Venezuela, la classe operaia venezuelana, le donne del popolo, i giovani dei barrios, i venezuelani e le venezuelane che hanno conservato quel minimo di lucidità e di reale coscienza critica, non si sono fatti turlupinare da una opposizione i cui capi storici hanno partecipato attivamente in tentativi di colpi di stato, in assalti alla ambasciata cubana, in azioni di distruzione delle infrastrutture pubbliche e sanitarie, in ogni tipo di azione e di sabotaggio contro un processo rivoluzionario che più democratico e tollerante – in molti casi fin troppo, ci pare – non ci si può permettere di esigere, senza provare almeno un po’ di vergogna, per chi conserva un minimo di etica e di coscienza.


Oggi il Venezuela si sveglia più democratico che mai, più entusiasta che mai, più popolare che mai, una vittoria veramente di unità di popolo, voluta e portata avanti da milioni di giovani uomini e donne che si sono mobilitati per garantire un futuro a sé stessi ed ai propri figli, che si sono mobilitati per garantire, più di tutto, la loro stessa felicità personale e collettiva, che si sono mobilitati per costruire il Socialismo attraverso l’imprescindibile strumento del Potere Popolare. Resta il rammarico che tutto ciò che sta accadendo a queste latitudini non verrà preso in considerazione da quasi nessun media ufficiale, a cominciare dai paesi imperialisti. Anzi. Con ogni probabilità, oggi, all’inizio di una nuova era, a vent’anni dalla rivolta popolare del Caracazo, dopo sconfitte e massacri di popolo, dopo lotte che nessun media si è mai degnato di far conoscere, i mezzi di comunicazione imperialisti, la reazione mondiale, si faranno ancora più virulenti.

Una affermazione, o meglio un autocritica del Comandante Chavez, che non è stata colta probabilmente ancora in pieno, riguarda proprio i media di comunicazione popolari, quelli che partono dal basso dei barrios e dei quartieri periferici e dei centri contadini: non sempre il Governo si è dimostrato all’altezza di valorizzare e prendere in adeguata considerazione l’importanza edella comunicazione comunitaria. L’ANMCLA, http://www.medioscomunitarios.org/, l’Associazione Nazional dei Media Comunitari Liberi ed Alternativi, sta portando avanti una lotta degna di ogni considerazione, la lotta per la socializzazione dello spettro elettromagnetico che consiste nella richiesta di regolare tale spettro secondo il principio del 33,33%, vale a dire un terzo controllato dal Pubblico/Istituzionale, un terzo direttamente dal Comunitario/Popolare, ed il restante dal Privato/Commerciale. Una proposta interessante, visto che la ripartizione attuale è visibilmente sbilanciata verso il Privato/Commerciale per un buon 80%, un 15% Pubblico/Istituzionale ed un risicato restante 5% alla comunicazione popolare diretta.

Se è vero che oggi si entra nella terza fase, che corrisponde al terzo decennio da quel 1989 della rivolta popolare del Caracazo, la fase della “cosecha”, della raccolta, della offensiva strategica, come è stata variamente definita, la fase cioè della costruzione attiva dopo aver consolidato le fondamenta per lanciare verso il cielo l’edificio socialista, il protagonismo popolare, oggi, dovrà e si farà farsi sentire più che mai, in maniera cosciente, autonoma ed organizzata.

Al contempo, oggi, la guerra scatenata dalla borghesia imperialista, a cominciare da quella della information warfare, il terrorismo mediatico scatenato dai latifondisti della comunicazione, si farà certamente più dura come ha sottolineato lo stesso Chavez; questa è la sfida di oggi, una sfida popolare che può certamente rappresentare uno stimolo per i popoli e la classe operaia dell’Americalatina e di tutto il globo. L’informazione comunitaria si sta preparando, prenderà posto nelle sue trincee di lotta e sarà capace di lanciare, opportunamente, la propria guerriglia comunicazionale contra la guerra massmediologica.

¡Patria es humanidad Socialismo o muerte!
U  N    I    D    O    S
VE N C E R E M OS

Ciro Brescia http://www.redporitamerica.com

16 Risposte to “Venezuela rivoluzionaria: ancora sconfitto il blocco antistorico mondiale”

  1. Io però continuo a non capire perché la Nocioni scrive ancora le sue inutilità sul nostro giornale… bah… pensavo che col cambio di direttore avremo fatto anche un pò di pulizia…

  2. Marìca Porta Says:

    spero non ti scocci, lo pubblico su fb.
    gtazie, m.

  3. Ciao,
    buono l’articolo,ti segnalo su http://www.dgtvonline.com due pezzi sul Venezuela,uno di ieri e l’altro di pochi giorni fa(che si possono trovare nel sito sulla rubrica “Dal Mondo”…),che parlano della situazione e del Referendum.
    Un caro saluto.

    Marcello De Giorgio.

  4. mirco pereira Says:

    Mi sembra di capire che, non qui, ma in giro ci sia un po’ di confusione sul referèndum venezuelano. Queste elezioni popolari e democratiche, non hanno sancito il potere a Chavèz, per sempre. La riforma costituzionale parla che un QUALSIASI Presidente venezuelano puo’ essere rieletto, all’infinito. Basti che vinca democraticamente la tornata elettorale. Questa cosa magari per noi è difficile da capire, ma bisogna pensare che democrazie giovani, e popolari , la gente ha bisogno di riconoscersi in un lìder. Quello che sto dicendo, non è per gli amici del blog di Maria che la sanno lunga, ma per tutti quelli che hanno voglia di leggere e che non sono informati. Frateni saluti Mirco

  5. peppuccio Says:

    democratico è un paese dove un leader fa un referendum per poi potersi far rieleggere presidente all’infinito????
    Diciamo una legge ad personam, forse neanche berlusconi arriverebbe a tanto.

  6. Caro Peppuccio, il limite che c’era in in Venezuela era figlio del colonialismo statunitense, che forgiava leggi e costituzioni come delle brutte copie della loro, inoltre il presidente venezuelano ha molti meno poteri di qualsiasi altro presidente del continente americano. Può piacere o meno ai detrattori di Chàvez, ma le conquiste sociali ottenute dopo il regime precedente sono incontestabili e incontrovertibili! Quel paese ha trovato con Chàvez, checchè se ne dica, una dignità che prima non aveva. Poi non convieni anche tu che sia giusto che Chàvez venga sconfitto da un avversario politico e non da un limite burocratico?
    Detto questo Peppuccio, visto che non ti sento dai tempi della scandalosa Cuba dei gay, mi farebbe tanto piacere esprimessi un tuo parere sul quest’ultimo articolo che ho appena postato. A buon intenditor…

    Un caro saluto, caro Peppuccio.

    Poi quando decidi di riaprire i confronti, io sono sempre pronta 😉

  7. mirco pereira Says:

    Peppuccio, come dicevo, per noi è difficile comprendere, il liderismo, di quei paesi, certo è un escamotage di Chavèz, per fare una campagna elettorale piu’ facile questo non si nasconde. Ma il popolo in Venezuela è sovrano e libero, puo’ votare chi vuole, quindi nel 2013, chiunque verrà eletto potrà usufruire di questa nuova legge. Ambienti vicini a Hugo, sconsigliavano questa legge, perchè potrebbe essere un boomerang.
    Fraterni saluti Mirco

  8. No es justo calificar los resultados de la consulta venezolana y reducirlos solamente a un triunfo.del liderazgo. Esto no significa disminuir la trascendencia del Presidente Hugo Châvez pero su figura pasarîa desapercibida si no hubiese cumplido el programa de gobierno.
    Es la aplicaciôn del proceso de nacionalizaciôn, los nuevos planes de distribuiciôn de la riqueza y las leyes sociales en favor de la mayorîa la clave de esta victoria democrâtica.
    Es el socialsmo del siglo XXI, la espada reluciente de Simôn Bolîvar que esta despedazando las cadenas la explotaciôn y la miseria.
    Cubanos demostrô que el sueño del Che es realizable.
    Venezuela y Bolivia comienzan a recorrer esa senda de liberaciôn.
    La esperanza nace de los humildes, viene del sur.
    Venceremoc.

  9. Il modello cubano è fallito su tutti i fronti,guarda le guerre in Africa intraprese da Fidel e Che,le scelte politiche del Che poi silurato e andato a morire in Bolivia dove voleva far scoppiare una rivoluzione!All’epoca non lo hanno seguito neanche i comunisti locali.Dunque per favore non dite piu modello cubano,semmai dite che Chavez governa due paesi Venezuela e Cuba con il ricatto del petrolio e alimenti,anche occupazione vedi le migliaia di figure professionali cubane che vanno in Venezuela a gudagnare 150 dollari al mese(avete capito bene 150,meno le spese e vitto ) .Lui punta sul conflitto con Usa,funziona sempre,e con il referendum del presidente rielegibile,sta preparando il suo futuro di caudillo modello Fidel.
    Potete anche metterci il modello sandinista,schiantatosi prime che subito!!
    D’altronde muore un Fidel e se ne fa’un’altro….vorrei vedere quando muore Fidel,in mezzo c’è Raul che vuole le riforme (a parole)dall’altra parte c’è Chavez che lo frena,intanto i cubani tirano la cinta resi innocui dalla paura eterna!…che gentaccia!
    Pal carao los cudillos!!
    Puro

  10. Scusa Puro. Una domanda. Ma il tuo orizzonte, oltre Cuba, non va?

    Se hai problemi con Cuba, non è questa la sede adatta, sai? Rivolgiti altrove.
    Idem se hai probelmi neurologici.
    Perdonami ma davvero stai diventando ridicolo.

  11. Pero è pertinente.

  12. Spero che tu stia scherzando Puro.
    Lo spero vivamente.
    Definire Chàvez “un ricattatore” è delirante.
    Stiamo parlando di scambi e accordi tra paesi. Se proprio vogliamo dirla tutta, Cuba in Venezuela ci manda i medici.
    Veramente Puro, evita di dire stupidaggini e cerca di esser pertinente.
    Poi gentaccia lo dici ai governi filoamericani e ai rispettivi leader, se permetti.
    Ti consiglio di darci un taglio con questi toni, altrimenti te lo dò io.
    Chiaro?

  13. Un tipo serio Says:

    X il puro,
    potevi farla molto piu corta,dicevi semplicemente che il tuo modello
    era Pinochet,continua ad arrampicarti sugli specchi,che miseria.

    Un tipo serio

  14. La parola gentaccia era rivolta ai cubani,ossia gentaccia che si lamenta…come si permettono?!
    Se conosci qualche cubano che è in missione in Venezuela,fatti dire le aggressioni che subiscono in certe regioni!!Io ne conosco 4.
    Tu purtroppo conosci solo la tua campana,è tempo di fare un giro a Cuba.
    Io giudico cio’che conosco,penso poco e guardo tanto.
    x tipo serio conosco i tuoi post che semini in giro per il mondo,la risposta è ciao.
    Anzi qualcosa ho da dirti che non riguarda Cuba,ma perche correte appresso a quello che dice Berlusconi?Non vedete che vi piglia per il culo,cosi’parlate sempre di lui?Nemici e amici,tutti parlano di lui,ma non lo sapete che puo dire tutto e il contrario di tutto?é questo il modo di essere comunisti?
    Benvenuti nel “suffragio universale”moderno.
    Puro

  15. “Io giudico cio’che conosco,penso poco e guardo tanto.”

    Conosce poco, quindi pensa altrettanto o ancora meno, e guarda tanta televisione al punto di lobotomizzarsi!

  16. mirco pereira Says:

    La collaborazione, Cuba Venezuela è un po’ piu’ complessa del solo petrolio.
    E’ fuori di dubbio, che Hugo, e la sua politica, ha aiutato molto Cuba, in tempi passati. Cuba, ha contracambiato, in maniera paritetica con il Venezuela. Nasce come scommessa, il trattato ALBA, nel tempo crescendo, ha preso corpo, una nuova idea di latinoamerica. Ricordiamo, che Cuba dopo, il crollo del blocco socialista, ha vissuto anni dove è stata completamente isolata dal resto del mondo, l’hanno lasciata sola, l’ arrivo di Hugo (per favore non chiamiamolo comandante, Lui non lo sopporta), ha ridato, luce all’ isla. Fino ad arrivare ai giorni nostri, dove Cuba nel sub continente latino, ritorna al suo peso. Le cose sono ancora difficili, tutto il lavoro per arrivare ad una moneta unica, caraibica è inficiato ancora, per i vari blocchi che subisce Cuba. Cuba d’altro canto sta facendo passi da gigante in materia, di diritti e libertà personali. La collaborazione ormai consolidata tra Brasile e Venezuela, sta portando benefici a tutto il Latinoamerica. Pensiamo solo 2 anni fa con l’afeire Petrobras, sembra un sogno, ma è realtà, la sincronia che esiste ora tra i due paesi. Questo grazie ad un grande tessitore, di nome Raul.
    Fraterni saluti Mirco

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