Rifondazione Comunista chiede prezzo politico per i generi alimentari

Se il Senato della Repubblica sostiene che riesce a dare un pasto alla buvette o al ristorante alla cifra di 1,50 euro senza ulteriori aggravi per le casse pubbliche, apra la propria mensa e la propria buvette a tutti i cittadini. Insomma, se il Senato è in grado di abbassare i prezzi mentre i il prezzo dei generi alimentari di prima necessità continua a crescere, senza che il Governo intervenga a fissare un prezzo politico come chiediamo da mesi, come Rifondazione comunista, allora il Senato non abbassi i prezzi solo per i parlamentari – i quali dovrebbero cominciare a dare il buon esempio abbassandosi lo stipendio – ma per tutti i cittadini. Rifondazione comunista è riuscita a distribuire, attraverso i Gap (Gruppi di Acquisto popolari), 100 000 kg di pane a un euro al chilo, in questi mesi, e giovedì mattina 5 marzo, dalle ore 12 alle ore 13, saremo simbolicamente davanti al ministero dell’Economia in via XX Settembre per consegnare il 100 001 kg di pane al ministro Tremonti e per chiedere un immediato intervento del governo nel fissare un prezzo politico per i generi di prima necessità. Se Rifondazione riesce ad abbassare il prezzo del pane, perché non ci riesce il nostro governo?

9 Risposte to “Rifondazione Comunista chiede prezzo politico per i generi alimentari”

  1. Leggo in rete: il vecchio listino prezzi della buvette è stato ripristinato. Magra consolazione. Ma leggo qui sopra del buon funzionamento dei Gap. Mi sembra questo un deciso passo sulla strada giusta: le classi sfruttate devono organizzarsi, non c’è altro modo di uscire dalla crisi. W i Gap (Gruppi di acquisto popolari). E W i Gap (quelli della Resistenza), ne abbiamo bisogno.

  2. motori accesi motori accesi!!!..
    ciao Maria! 🙂

  3. E via…. ci vuole una vera alternativa al modus vivendi della maggioranza delle persone!

  4. Stiamo vicini al nostro segretario,questo è un momento delicato.
    FORZA PAOLO RIFONDAZIONE COMUNISTA E’TUTTA CON TE!!!

  5. sono d’accordo con puffo rosso.tutta la solidarietà e la stima a Paolo Ferrero per l’immane lavoro che sta compiendo e per la sobrietà e lo stile.
    posso permettermi una notazione un po’ gossip? fino a qualche mese fa i compagni del nazionale che venivano sui territori avevano una certa aria da” compagni del nazionale “,non tutti certo ,ma parecchi sì. ora certe modalità sono cambiate e non credo che sia solo mimetismo.forse è la speranza della ri-rifondazione che mi induce a vedere questo ma ..speriamo bene…

  6. Introduco un altro argomento, scusate.
    Leggo che domani a Roma in piazza con i pensionati ci saranno anche i giovani. Mi sembra questo un fatto di straordinaria importanza.
    Il sistema pensionistico italiano è incrollabile. Si basa sul mutuo sostegno tra generazioni. In pratica i figli con il loro lavoro pagano la pensione dei genitori. Naturalmente questo ai lavoratori non lo si spiega e nelle scuole no lo si insegna. Così lor signori possono far credere che gli istituti pensionistici sono in deficit e dicono che si deve ricorrere ai fondi pensione, sistema truffaldino basato sulle azioni di borsa. Il deficit pensionistico non esiste. E’ vero solo che se i giovani non hanno lavoro non possono pagare le pensioni dei genitori.
    Allora a domani: giovani e pensionati uniti nella lotta!

  7. Gavino, concordo su tutto meno su una cosa, la mia pensione non la devono pagare i miei figli, HO VERSTO IO UNA MONTAGNA DI CONTRIBUTI, basta che mi vengano restuiti quelli e vivrei da nababbo. Invece quei soldi sono finiti a sostenere le imprese sempre in difficoltà malgrado facciano utili da capogiro ed i loro proprietari riempiono di capitali le banche di certi paesi…. Al contrario i sono stati i lavoratori ora in pensione a devolvere parte del proprio salario per il futuro dei nostri giovani. Che poi siano finiti altrove è un’altra storia….
    Attenti a non cadere nella trappola secondo cui i pensionati vengono retribuiti con i soldi delle nuove generazioni…. I bastardi le pensano tutte pur di metterci gli uni contro gli altri. Interessante la manifestazione di pensionati e giovani, però che si abbiano le idee chiare….

  8. Elio, i contributi che hai pagato ti spettano in pensione, per diritto se diritto ancora c’è.
    La solidarietà tra generazioni garantisce il fondo pensione. Ed è una garanzia sicura. I bastardi creano attriti generazionali, ma se i giovani conoscessero il meccanismo della pensione almeno per questo non porterebbero rancore verso gli anziani.
    Vuoi sapere a quanto ammonta l’evasione di contributi INPS da parte delle aziende e come l’Istituto previdenziale non li recupera? Come il clero si procura la pensione? Che fine hanno fatto i soldi della Cassa Integrazione e quelli della cassa Unica Assegni Famigliari? E tanto altro ancora?
    Ti roderesti il fegato e ruberei troppo spazio al blog

  9. Gavino, il fegato mi rode da tanto tempo, per questo non sopporto più di vivere in un paese dove succede tutto ciò che tu hai descritto nell’assoluto disinteresse, se non con la complicità, di molti lavoratori che hanno perso la coscenza di classe in quanto vitttime dell’incontrastato dominio mediatico del padronato più becero che esita su questa terra. Io ho fatto, anche se con molta amerezza, la scelta di passare quel che rimane della mia esistenza il più lontano possibile dal paese in cui sono nato e nel quale non riesco più a riconoscermi. Questo non vul dire che intenda abdicare alla lotta, tutt’altro! Sempre in prima linea contro i vili ed i mistificatori che ora stanno tentando di creare gli attriti generazionali di cui tu parli. La solidarietà tra generazioni è una battaglia che non ci si può permettere di perdere, sarebbe una sconfitta che farebbe sprofondare definitivamente tutte le conquiste del secolo scorso.

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