Lampedusa e le illusioni

Dopo l’accordo del governo Berlusconi con la Libia, facciamo finta che Gheddafi risolverà per noi il problema dei migranti (raddoppiati in un anno) che arrivano sulle nostre coste. La verità è che l’isola siciliana è il luogo della nostra colpevole inadempienza. È la frontiera cruciale dell’esistenza contemporanea.

Non conosco nel dettaglio l’accordo stipulato tra Italia e Libia, ma mi ha molto impressionato come ne hanno discusso i nostri parlamentari prima di ratificarlo. Pareva che si trattasse di un’invasione di cavallette da debellare. Sarà efficace la tecnica offerta per liberarci da quella piaga? E i cinque miliardi di risarcimento a Tripoli saranno il prezzo giusto o, invece, quei furbacchioni ci fanno pagare troppo caro un pesticida di dubbia efficacia?

Scusate la brutalità, ma non ricordo l’eco di una premura umanitaria nel dibattito politico su quell’accordo bilaterale, poi votato quasi all’unanimità. Che si trattasse di persone disperate, disposte a rischiare la morte pur di fuggire dai luoghi d’origine. Che ne muoiano a decine ogni mese, nel deserto o in mare. Che l’espulsione dall’Italia corrisponda, nella maggioranza dei casi, a essere reclusi in campi di prigionia incivili nel mezzo del Sahara…
Tutto ciò è scomparso dalla riflessione pubblica del nostro paese, quasi si trattasse di argomenti irricevibili, perché troppo laceranti.

La sequenza logica è più o meno questa: non possiamo permetterci di accogliere indiscriminatamente tutti i profughi che sbarcano a Lampedusa (ora anche d’inverno); dunque, è preferibile rimuovere il loro dramma umano; ci basti impedire che partano; e quanto agli espulsi, la Libia e la Tunisia ne facciano pure quel che vogliono, mica è affar nostro.

L’Italia sta vivendo a Lampedusa un appuntamento con la storia. I cittadini del Belpaese lo sanno benissimo in cuor loro, ma lo temono perché è difficile confrontarsi con la sofferenza. Percepiscono la vicinanza di Lampedusa, nuova frontiera cruciale dell’esistenza contemporanea, ma vogliono illudersi che possa essere contenuta nel remoto del loro immaginario. Se ne parla poco. Facciamo finta di credere che Gheddafi risolverà il problema per noi. Che i profughi dalle coste africane, raddoppiati in un anno, per incanto diminuiranno. Ci sono politici che diventano popolari promettendolo, in corrispondenza con la più forte crisi mondiale da un secolo a questa parte?

Lampedusa verrà ricordata in futuro come il luogo della nostra colpevole inadempienza. A scuola verrà insegnato che non ce ne siamo accorti, perché – come dice il bel titolo di un film – “la paura mangia l’anima”.

Gad Lerner

4 Risposte to “Lampedusa e le illusioni”

  1. Sì Maria, Lampedusa è una ferita aperta che sta lì, ad infettarsi..
    l’immigrazione dall’Africa e non solo è un problema grandissimo ma non si risolverà certo con i soldi dati a Gheddafi, tra l’altro in corrispettivo di altre cose come il gas, o il presunto indennizzo per fatti di guerre del passato, un po’ di investimenti italiani qua e là .. ma solo, secondo me, con una politica di cooperazione internazionale, dell’Italia intanto che ha tagliato proprio i fondi a questa voce! e a livello europeo, di coordinamento delle politiche dei diversi paesi.
    Domani vado a vedere il documentario “Come un uomo sulla terra” che parla proprio dell’odissea dei migranti prima di arrivare in Libia e poi sul suolo libico….
    ciao

  2. C’è da fare un distinguo che purtroppo non ci fa onore.
    Berlusconi non ha fatto altro che ratificare un accordo stipulato durante ilGoverno Prodi…

  3. Lo so Franca lo so….

  4. Un saludo desde Barcelona.
    bonito tu blog.
    Soy de la Red Por Ti America
    visita http://www.redportiamerica.com
    tenemos ventana en ITALIANO.

    salutte!

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