Finchè saranno i Paesi più ricchi a decidere del Mondo, dalla crisi non se ne uscirà

Il segretario di Rifondazione unico leader italiano in piazza – Ferrero sfila con i no-global “La rivolta arriverà in Italia” di r.ma. ROMA – «Ho manifestato a Londra perché il movimento no-global aveva e ha ragione nel denunciare le magagne della ricetta liberista. Ed è incredibile che gli stessi Paesi che hanno prodotto il disastro economico e finanziario si candidino ora a gestire la crisi». Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista, è stato l´unico leader politico italiano a manifestare contro il G20 per le strade londinesi. Da lì dice che «l´ondata di ribellismo arriverà anche l´Italia». Eppure a Londra sono state prese misure senza precedenti: una montagna di risorse e le prime nuove regole per la finanza mondiale. Le sembra poco? «Non è un problema di quantità, bensì di qualità degli interventi. Io dico che finché saranno i Paesi più ricchi a decidere del mondo, dalla crisi non se ne uscirà. Non nego, tuttavia, che ci siano elementi positivi, per esempio la parte relativa ai paradisi fiscali. Ma insisto: non è identico se con quei miliardi si incentivi, per esempio, la ricerca sul fronte delle energie rinnovabili oppure l´energia nucleare. Non dimentichiamoci che il Fondo monetario internazionale è lo stesso che, insistendo sui processi di privatizzazione, ha distrutto le economie locali. Sicuramente nelle decisioni del G20 manca un qualsiasi accenno alla distribuzione della ricchezza. È invece una delle cause della crisi sta proprio nella polarizzazione estrema della ricchezza». Ma lei crede che il G20 dovesse occuparsi di una diversa distribuzione del reddito? In ogni caso i manager non riceveranno più i bonus in caso di fallimento. «Esattamente come nel passato i Grandi hanno insistito nel proporre la riduzione delle tasse, ora avrebbero dovuto indicare la strada di un inasprimento della tassazione delle rendite, dei patrimoni, dei redditi più alti. Io temo che quei mille miliardi che gestirà l´Fmi alla fine li pagheranno i lavoratori». Arriverà anche in Italia l´onda della ribellione contro i manager? «Se non si daranno risposte ai problemi concreti, penso proprio di sì».

da La Repubblica

6 Risposte to “Finchè saranno i Paesi più ricchi a decidere del Mondo, dalla crisi non se ne uscirà”

  1. Bello questo post! mi piace_
    …speriamo bene!

  2. Anche a me Ymay piace. 🙂

  3. Dalla crisi non se ne uscirà comunque, al massimo ne usciranno i padroni. Per i popoli l’uscita dalla crisi passa per una sola via, quella dell’abbattimento del capitalismo. Pensate che un paese “povero” come Cuba, vittima di un blocco economico che dura da cinquant’anni e che avrebbe in pochissimo tempo messo in ginocchio qualsiasi paese, lo scorso anno, come avviene quasi ogni anno, è stato vittima di tre disastrosi eventi meteorologici che hanno creato danni pari ad oltre il 20 per cento del PIL. Se da noi si parla di crisi quando il PIL segna un -0,5 per cento, immaginatevi cosa succederebbe se fossimo colpiti da simili eventi!
    L’intelligenza dovrebbe indurre a pensare che la miglior medicina anticriasi sia il socialismo….

  4. Non mi stufo di ripetere che noi cattivoni di Genova avevamo visto le cose in iper anticipo, ma si continua col vecchio andazzo…

  5. E’ bello essere diversi…

  6. mi è piaciuta questa mossa del segretario di volare a Londra accanto al movimento noglobal!..
    ciao Maria!

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