La scossa che distrugge

L’Aquila – La scossa che distrugge. Quella che spezza vite, sogni, storie e futuro. Un sisma che si abbatte sulla normalità contorcendola e riempiendola di dolore. Un forte terremoto ha colpito poco dopo le 3,30 di questa notte l’Abruzzo e il centro Italia con magnitudo 6,3 della scala Richter. Il bilancio provvisorio, che è in continuo aumento, di 40 morti, tra cui cinque bambini.  In particolare, di questi: sei sono i morti a Paganica e cinque a Poggio Picenze. Ma il tragico conto è destinato salire viste le drammatiche condizioni dei centri storici colpiti dal sisma. Numerosi i dispersi: al momento si parla di almeno 30-40 persone. E’ stato “un terremoto molto importante: ci sono migliaia di sfollati e migliaia di edifici crollati e lesionati”. Lo ha detto il dirigente della protezione civile, Agostino Miotto, presente al comitato operativo riunito nella sede del dipartimento. Interi paesi abruzzesi sono stati distrutti dalla violenza delle scosse.

Un’altra scossa Intorno alle 10 un’altra scossa ha fatto tremare per alcuni secondi la terra. Molte delle case già lesionate sono venute giù. Tra i calcinacci anche il simbolo della città, all’ingresso dell’Aquila, a Porta Napoli, è venuto giù. Sono state date indicazioni agli sfollati dell’Aquila di raggiungere la zona dello stadio, considerata sicura, dove sarà allestito un campo di accoglienza.

Caos all’ospedale La struttura non ha retto. Non tutta almeno. Un’ala dell’ospedale è crollata. E il nosocomio è senza acqua potabile. Non c’è stato approvvigionamento attraverso la protezione civile, il bar dell’ospedale è inutilizzabile perchè crollato così come il deposito del nosocomio. Nonostante i problemi e i disagi centinaia di persone sono accampate in attesa di soccorsi davanti all’ospedale dell’Aquila, che non è stato evacuato. Al nosocomio sta arrivando un flusso continuo di persone, alcuni addirittura svestiti, con ferite di vario genere, sotto choc e piangenti. La cappella del San Salvatore è diventata la corsia più affollata dove i medici stanno curando i numerosi feriti.  Il caos non accenna a rientrare e tutti gli spazi che non sono stati considerati a rischio da parte dei tecnici della protezione civile vengono utilizzati come ricovero per malati. Naturalmente gli spazi maggiormente occupati sono quelli all’aperto dove continuano ad arrivare feriti lievi, ma anche con gravi traumi. Questi ultimi vengono indirizzati con gli elicotteri negli altri ospedali regionali. È un via vai di mezzi aerei senza soluzione di continuità.  Molti reparti sono stati trasferiti nei tunnel considerati più sicuri dai tecnici. È crollato anche l’obitorio, quindi le salme, e non solo quelle delle vittime del terremoto, sono state trasferite sempre passando davanti ai feriti in un altro spazio. La situazione è surreale anche perché le scosse, alcune di forte entità, non destano più preoccupazione nelle decine di persone impegnate nei soccorsi.

Gli sfollati “La situazione drammatica, ci sono danni gravissimi con dei morti anche nel centro storico, ma soprattutto nelle frazioni della città e nei comuni dell’hinterland: se ci riferiamo alla città potrebbero esserci 45-50mila sfollati, ma considerando l’hinterland arriviamo a 70mila”. Così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.

2 Risposte to “La scossa che distrugge”

  1. Facciamo girare l’appello per le popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo. Si parla del sisma più forte degli ultimi cento anni, paragonabile a quello che ha devastato Reggio e Messina nel 1908.

    SERVE SANGUE PER LE TRASFUSIONI!

    Dipartimento di Medicina Trasfusionale PO “Spirito Santo” Via Fonte Romana 8 – 65124 Pescara Telefono 0854252687

  2. Sforziamoci tutti per dare la massima solidarietà alle vittime di questa nuova tragedia. Il popolo può dimostrare di essere infinitamente più generoso e saggio delle istituzioni. E facciamo in modo che anche questa tragedia non diventi un enorme business, come succede sempre.

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