Archivio per maggio, 2009

La Terra Madre

Posted in Quelle che scassano, Società with tags , , , , on maggio 28, 2009 by Maria Rubini

E’ uscito da poco il nuovo film di Ermanno Olmi “Terra Madre” che racconta della terra, che è di noi tutti, madre.

Esce il 5 giugno “Home” cioè casa nel suo senso piu ampio, terra nostra madre appunto, del fotografo e regista Yann Arthus Bertrand.

Diceva Pratibha Patil, la Presidente donna indiana nel suo discorso di insediamento: “Le donne dovrebbero essere responsabili del futuro sostenibile della terra”.

E Vandhana Shiva, l’economista indiana che ha fermato la Coca Cola impedendole la privatizzazione delle ultime falde acquifere del Kerala, ci esorta ad occuparci della terra.

Mi costa molto occuparmi di tv. Vorrei occuparmi di ciò che conta, della Terra appunto, nel senso piu ampio.

Mi costa e ci costa molto dovere subire l’affronto, l’insulto di vedere i nostri corpi smembrati per pubblicizzare una borsa, le nostre belle facce gonfiate per attirare, pare, piu audience, i corpi di quasi bambine addobbate da lolite per eccitare uomini stanchi.

Mi costa e ci costa da mesi dovere restare sobrie, calme, educate quando ci danno delle bacchettone, quando ci chiedono se vogliamo tornare alla censura: uomini di malafede, lo sapete che non è di questo di cui stiamo parlando.

La posta in gioco è la nostra sopravvivenza, la sopravvivenza della nostra identità.

La tv non ci rappresenta. Punto.

L’audience non è la vita.

L’auditel può provocare disastri.

Vorrei occuparmi di vita, e cio che vedo in tv è spesso simile alla morte.

Devo, dobbiamo occuparci di tv per ridarci dignità, perché è una pena infinita vedere mie simili a carponi, o quasi nude, labbra che scoppiano, già dalle 9 del mattino, umiliate da ruoli perennemente subalterni.

Gli ultimi giorni ci hanno scaraventate all’inferno. L’Italia intera intorno ad una quasi bambina con il suo pelouche ed il ragazzino nella foto al mare.

Donne contro donne. Donne contro Veronica. Donne contro Noemi.

Nessun rispetto piu, né per noi, ne per le nostre figlie. Sbattute in prima pagina a divorarci.

La Terra dicevamo.

Quando avremo finito di liberarci, ancora!, del nostro ruolo servile, potremo occuparci di cose urgenti.

Spazziamo via queste immagini che ci limitano, che ci imprigionano, che ci umiliano. Chiediamo altro.

Chiediamo che la tv ci rappresenti.

Costruiamo altro.

In “Home”, il documentario di Bertrand, la donna è figura indissolubile con la Terra. La comprensione della vita viene affidata alle donne; dice il produttore del film: “In presa diretta con il futuro perché sempre in presa diretta con i figli, le donne ci mostrano la strada”.

Di vita mi voglio occupare, di vita vogliamo occuparci.

C’è una giovanissima filosofa svizzera Ina Pretorius, che parlando delle capacità delle donne usa un termine meraviglioso “daseinkompetenz”: la competenza dell’esserci.

Niente filosofia astratta quella delle femmine. Noi abbiamo la competenza dell’esserci.

Esserci nella vita. Nella cura, nelle relazioni.

E in politica, lascateci agire la nostra competenza dell’esserci, ce n’è bisogno.

Occupiamoci di politica, così come tutte noi, giovani e vecchie, sappiamo prenderci cura della Casa.

E da lì iniziare a prenderci cura della Terra.

Non facciamoci più limitare.

La Politica è competenza dell’esserci.

Occupiamocene.

A modo nostro.

da ilcorpodelledonne.blogspot.com

Il sistema radiotv oscura la lista comunista. Sit di protesta domani davanti la sede rai

Posted in Politica with tags , , , , on maggio 27, 2009 by Maria Rubini

L’intero sistema televisivo (Rai e Mediaset) ha pressocché totalmente oscurato la lista elettorale comunista e anticapitalista (Prc-Pdci-Socialismo 2000). Ecco perché giovedì 28 maggio dalle ore 10 alle ore 12 si svolgerà davanti alla sede Rai di viale Mazzini 14 un’iniziativa di protesta cui parteciperanno i leader della lista (Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto e Cesare Salvi) contro il mancato rispetto della par condicio nei confronti della lista comunista, atteggiamento che si traduce in un vero e proprio oscuramento della presenza di una lista comunista e anticapitalista nella campagna elettorale.
Sia nelle trasmissioni di confronto e dibattito maggiormente seguite (Porta a Porta, Anno Zeo, Ballarò, Matrix) che per quanto riguarda i telegiornali, la presenza dei partiti della lista è sotto l’1%, nelle ultime due settimane monitorate, secondo i dati ufficiali dell’Agcom, molto peggio anche rispetto ai radicali. Particolarmente grave è il comportamento del servizio pubblico. Ecco perché i tre leader della lista comunista Ferrero, Diliberto e Salvi hanno chiesto è ottenuto un incontro con il presidente della Rai, Paolo Garimberti, incontro che si svolgerà sempre domani mattina.
L’oscuramento della lista comunista e anticapitalista è un dato di fatto scandaloso e vergognoso, riguarda sia la Rai che Mediaset, sia le trasmissioni d’approfondimento che i tg e impedisce che i cittadini italiani vengano correttamente informati sulle proposte e le prese di posizione di una lista e di partiti che rappresentano centinaiai di migliaia di cittadini, come indicano i dati dell’Agcom qui riportati.

I dati ufficiali dell’Agcom indicano infatti che, per quanto riguarda la Rai, nelle ultime due settimane monitorate (9-16 maggio e 17-23 maggio) la lista comunista (Prc-Pdci-Socialismo 2000) ha ottenuto lo 0,91% (2 minuti e 9 secondi) e lo 0,96% (2 minuti e 11 secondi). Nella prima delle due settimane è andata meglio persino ai Radicali, che hanno ottenuto l’1.34%!. Il gruppo Mediaset, d’altro canto, tra il 9 e 16 maggio ha riservato ai partiti della lista comunista solo 17 secondi (0,11%) contro i 3 minuti e 49 secondi (1,52%) dei Radicali, mentre nella settimana tra il 17 e 23 maggio zero per cento e zero secondi a Rifondazione ed eccezionalmente 3 minuti e 15 secondi (1,13%) ai Comunisti italiani.

Paolo Ferrero

A Sassari danno la Laurea Honoris Causa a Gheddafi!

Posted in Politica with tags , , , , on maggio 26, 2009 by Maria Rubini

Ennesimo segnale sinistro della gestione di Mariastella Gelmini sull’Università che si fa usare per fini politici del governo.

L’Università di Sassari infatti si presta a concedere una Laurea Honoris Causa niente di meno che a Muammar Al Gheddafi, fiammante amico di Silvio Berlusconi che lo definì “il campione della libertà” e alleato nella politica di respingimento dei migranti messa in atto dal Ministro degli Interni Roberto Maroni.

Particolarmente sinistra è la motivazione nelle parole del preside della Facoltà di Giurisprudenza, Giovanni Lobrano: “Il conferimento della laurea honoris causa al presidente Gheddafi da parte di una facoltà che si pone certamente in un contesto diverso da quelle islamico, contribuisce a un processo già in corso di dialogo e di conoscenza reciproca fra sistemi giuridici diversi ma convergenti nel Mediterraneo”.

In che senso Preside parla di “sistemi giuridici convergenti”? Che l’Italia si sta adeguando al sistema giuridico libico che solo nell’aprile 2008 ha mandato a morte otto persone? Nel comune trattamento indegno dei migranti? Nella discriminazione della donna? Nell’uso della tortura? Nel non riconoscimento del diritto d’asilo? Per quali di questi meriti concedete una LHC a Gheddafi?

E’ evidente che l’Università di Sassari si presti agli interessi politici romani mostrando in sedicesimo il potenziale distruttivo della Riforma Gelmini che sta per arrivare in parlamento.

http://www.gennarocarotenuto.it

Golpisti di tutto il mondo unitevi a Caracas

Posted in America Latina, Politica with tags , , , on maggio 23, 2009 by Maria Rubini

Questo fine settimana Caracas, dove secondo alcuni non vi sarebbe libertà di espressione, vede la riunione di alcuni dei più sinistri rappresentanti delle destre golpiste e del fondamentalismo neoliberale in America latina finanziato dagli Stati Uniti. Ci saranno Mario Vargas Llosa, Carlos Alberto Montaner, il boliviano “Tuto” Quiroga e tanti altri amici. Tutta bella gente con auto di lusso e conti in banca a molti zeri con un solo obiettivo: screditare, diffamare, sabotare, destabilizzare e liberarsi infine dei governi democratici latinoamericani, a partire da quello di Hugo Chávez.

La denuncia dettagliatissima viene dall’avvocato statunitense Eva Golinger, che nel “Codice Chávez” svelò documento per documento il coinvolgimento del governo di Washington nel fallito colpo di stato a Caracas dell’11 aprile 2002. L’organizzazione del gran galá delle destre latinoamericane spetta al CEDICE (Centro di divulgazione delle conoscenze economiche per la libertà) diretto da quella Rocío Guijarra che fu tra i firmatari del “Decreto Carmona” durante il colpo di stato insieme al vicepresidente dell’organizzazione Óscar García Mendoza, presidente del Banco Venezuelano di Credito. I “golpisti per la libertà” in questi otto anni non hanno mai smesso di essere i principali collettori di finanziamenti statunitensi in Venezuela sempre diretti verso le parti più estremiste e fasciste o parafasciste dell’opposizione.

I nomi dei finanziatori dietro il CEDICE sono quelli di sempre e spiccano i soliti NED e USAID statunitensi e il FAES spagnolo di José María Aznar. Lo stesso CEDICE è l’entità che raccoglie i fondi e fa da consulente per i separatisti boliviani di Santa Cruz, quelli che hanno come obbiettivo dichiarato quello di “ammazzare l’indio”, Evo Morales. Con il CEDICE organizzatore dell’iniziativa è il “Cato Institute” statunitense, quello dei “Chicago Boys” neoliberali, che hanno applicato le loro teorie economiche nell’America latina degli anni ’80 e ’90 provocando decine di migliaia di morti per fame.

Il “Cato Institute” lancerà per l’occasione a Caracas un’esclusiva “Università” che sarà frequentata da 50 selezionatissimi giovani venezuelani e avrà tra i suoi docenti gente come Alvarito Vargas Llosa, figlio di Mario, e quel Yon Goicochea, ex dirigente studentesco antichavista, membro del più a destra dei partiti dell’opposizione venezuelana, il parafascista e sempre golpista “Primero Justicia”. Proprio Goicochea nel 2008 ha ottenuto dal Cato Institute (tutto in famiglia) il “Premio Milton Friedman” accompagnato da un assegno di mezzo milione di dollari oltre a continui finanziamenti soprattutto da parte di ambienti vicini a José María Aznar e al FAES spagnolo.
Invitato senza risparmio a Caracas arriverà la crema del fondamentalismo neoliberale e della sovversione aperta ai governi democraticamente eletti, che la stampa italiana è sempre pronta a denigrare. Si sentirà a suo pieno agio per esempio Mario Vargas Llosa, lo scrittore peruviano a stare al tavolo con il terrorista cubano Carlos Alberto Montaner, entrambi intervistatissimi dai media del nostro paese.
Vargas Llosa, presidente della Fondazione internazionale per la libertà, anche questa capace di dragare centinaia di migliaia di dollari l’anno, dopo un lontano passato a sinistra si è da tempo convertito all’ultradestra ed è impegnato in campagne di destabilizzazione soprattutto in Bolivia e Venezuela. Con loro ci sarà gente come Ricardo López Murphy, ultimo ministro neoliberale dell’economia in Argentina, prima del crollo o il cileno Sebastián Piñera, sconfitto da Michelle Bachelet nel 2005 nel ballottaggio delle presidenziali e che vanta una fortuna di oltre un miliardo di dollari.

Con loro, citiamo pochissimi tra i personaggi più in vista, ci saranno personaggi come l’ex presidente fondomonetarista boliviano Jorge “Tuto” Quiroga, con le mani sporche di sangue e ex vice del dittatore Hugo Banzer o il folkloristico ex Ministro degli Esteri messicano Jorge Castañeda, in gioventù spia della CIA nel partito comunista messicano e a Cuba e Francisco Flores, ex presidente salvadoreño del partito ARENA, quello degli squadroni della morte che massacrarono monsignor Romero e che ha firmato uno dei peggiori trattati di libero commercio con gli Stati Uniti. Andranno, loro e decine di altri, a rinsaldare i legami con quel sottobosco golpista venezuelano, i Marcelo Granier, padrone di RCTV, il canale televisivo che fomentò il golpe dell’11 aprile e al quale nel 2007 non fu rinnovata la licenza, i Leopoldo López, il citato Goicochea.

da LatinoAmerica

Di rimpasto in rimpasto, di criminale in criminale…

Posted in America Latina, Politica with tags , , , on maggio 22, 2009 by Maria Rubini

L’ ambasciatore colombiano nella Repubblica Dominicana,  Juan José Chaux , è stato arrestato quattro giorni fa all’aeroporto di Bogotá El Dorado per presunti vincoli con gruppi paramilitari che, secondo le accuse, avrebbero sostenuto la sua candidatura (poi ottenuta) come governatore del dipartimento del Cauca.

Il capo paramilitare Herbert Veloza García, conosciuto come “HH”, attualmente in carcere negli Stati Uniti ha dichiarato che in più di un’ occasione Juan José Chaux si riunì con i vertici delle Autodefensas Unidas  de Colombia (AUC) come Salvatore Mancuso, “Don Berna” e “El Alemán”.
Chaux rassegnò le sue dimissioni da ambasciatore nel 2008, quando fu accusato dal paramilitare Antonio López, alias “Job” di aver partecipato a una riunione con lui nella Casa de Nariño, sede della Presidenza.
Chaux è stato recentemente sostituito a Santo Domingo, dall’ex capo dell’Esercito colombiano, Mario Montoya, dimessosi per lo scandalo dei “falsi positivi”.
Di rimpasto in rimpasto, di criminale in criminale…..
di Annalisa Melandri

Oggi ore 12 presidio di Rifondazione in p. Montecitorio per chiedere a Berlusconi di dimettersi

Posted in Politica, Rifondazione with tags , , , , , on maggio 21, 2009 by Maria Rubini

Dopo la sentenza sul caso Mills, Berlusconi ha un’unica strada davanti a sé, quella delle dimissioni perché ritenuto corruttore dai giudici di Milano, non ha più l’autorità morale per fare il presidente del Consiglio. Per quanto riguarda il lodo Alfano, che oggi protegge Berlusconi da qualsiasi processo, deciderà il referendum popolare per il quale sono state raccolte, anche grazie all’opera di Rifondazione comunista, oltre un milione di firme. Ma al di là dello scudo offerto dal lodo Alfano al premier, è Berlusconi stesso che e deve lasciare l’incarico istituzionale perché manca dei requisiti morali.
Rifondazione comunista partirà, sin da oggi, con una raccolta di fi
rme popolare affinché Berlusconi si dimetta organizzerà oggi un presidio in piazza Montecitorio, a partire dalle ore 12, per chiedere a Berlusconi una sola cosa: dimettersi.

La condanna dell’avvocato inglese Mills a 4 anni e 6 mesi per corruzione, dicono i giudici milanesi è dovuta al suo aver agito “da falso testimone “per consentire a Berlusconi e alla Fininvest l’impunità dalle accuse. Si tratta di accuse gravissime. Berlusconi si deve dimettere da presidente del Consiglio perché è davvero indegno che possa rappresentare il nostro Paese come massima carica dell’esecutivo un politico che corrompe i giudici per il proprio tornaconto personale. Berlusconi si dimetta, rinunciando quindi allo scudo del lodo Alfano che garantisce l’immunità dai processi per le più alte cariche dello Stato, e si faccia processare da un tribunale come un normale cittadino, dimostrando in tribunale la propria innocenza.

Paolo Ferrero: riprendiamoci la FIAT. Rifondazione sostiene la FIOM e chiede lo sciopero generale

Posted in Uncategorized with tags , , , , on maggio 20, 2009 by Maria Rubini

”I profitti alla Fiat, i tagli ai lavoratori.”  Può sembrare schematico definire così il modello partecipativo di sindacato che tanto successo sta incassando in Italia. Il segretario di Rifondazione Paolo ferrero conosce bene quest’ordine di questioni. E conosce la Fiat, dove ha lavorato come operaio il secolo scorso. Perciò, questo suo commento tranchant sull’acquisizione della Chrysler va preso sul serio.Cosa pensi delle performances di Sergio Marchionne?L’amministratore del Lingotto tratta con gli stati e i governi, quelli almeno che pongono condizioni alla vendita delle loro società. Negli Usa, e non solo, il governo salva le banche private, con i soldi dei lavoratori utilizzati per evitare che gli speculatori perdano i loro, in conseguenza delle scelte che hanno fatto. E i mille miliardi alle banche non sono considerati assistenza.In che modo pagano gli operai americani?Con il salario differito. I fondi pensione, che ora in Chrysler detengono il 55% del capitale, questo sono. Una proprietà pagata con licenziamenti di massa, riduzione drastica della copertura pensionistica e sanitaria, per non parlare dei sei anni di rinuncia a esercitare il diritto di sciopero. Profitti e garanzie di pace sociale alla Fiat, costi ai lavoratori. Il modello di cogestione che comporta la presenza dei sindacati nei cda è l’opposto di quel che serve da noi, se si vuole superare la condizione attuale dei lavoratori trattati come variabili dipendenti del capitale.La Fiat tratta con i governi, ma non con quello italiano.Esattamente, e concede garanzie a chi giustamente le pretende: garanzie occupazionali, non chiusura di stabilimenti, garanzie ambientaliu. In Italia, a parte i sindacati, queste garanzie non le chiede nessuno, e dunque i nostri lavoratori sono quelli che rischiano di pagare il conto più pesante, , in un ipotesi di accordo con Opel. Se è vero che mettendo insieme Fiat, Opel e Chrysler si moltiplica per tre la capacità produttiva, è altrettanto vero che la domanda, dentro la crisi che atrtraversa l’auto, non si triplica di sicuro. In questa logica i tagli rischiano di diventare un fatto automatico. Perché il governo italiano è l’unico, per subalternità confindustriale, a non mettere il becco. Dal canto loro, Cisl e Uil cantano nello stesso coro liberista che aggrega praticamente tutto l’arco parlamentare.Per fortuna i metalmeccanici. Piuttosto soli, però, anche rispetto alla cosidetta società civile che sabato a Torino non era in piazza con le tute blu.Una manifestazione sacrosanta, collocata in un deserto di iniziative sindacali, in un contesto che chiederebbe lo sciopero generale contro le risposte del governo alla crisi.Resta la solitudine operaia.Questo ci ricorda che c’è un’egemonia culturale della destra, forte di una mancata risposta politica generale. I conflitti non mancano, li incontro ogni giorno nelle fabbriche e nella società. Quel che manca, insisto, è una rispos ta generale.Cosa chiede Rifondazione?Blocco dei licenziamenti, nessuna chiusura di stabilimenti, ed estensione a tutti della cassa integrazione, per evitare la guerra tra poveri.E per tornare alla Fiat?Lo stato deve intervenire con investimenti finalizzati allaa ricerca e allo sviluppo di tecnologie incentrate su fonti energetiche eco compatibili. Serve una riconversione ambientale dell’economia. Se invece la Fiat proseguisse sulla strada dei tagli, servirebbe un intervento ben più consistente dello stato per perseguire una strada diametralmente opposta. In questo senso non mi spaventa parlare di nazionalizzazione della Fiat, pur di salvare l’ultimop importante pezzo industriale del paese, l’automobile, che da lavoro a più di un milione di persone.La grande manifestazione di Torino si è però conclusa con l’assalto al palco da parte dello Slai-Cobas. Che giudizio ne dai?Che è un atto inaccettabile, sbagliato, con cui si è tentato di oscurare la manifestazione e il protagonismo dei lavoratori. Se la prendono con la Fiom, inj trincea con un’idea giusta di sindacato. Politicamente quell’azione è stata un favore a chi vuole affossare il movimento. Bisogna operare perché episodi del genere non si ripetano. Per quanto ci riguarda, noi continueremo a lavorare per ricostruire in Italia un’opposizione sociale, politica e culturale.

da il Manifesto di martedì 19 maggio 2009

INTERVISTA Il segretario del Prc sostiene la Fiom e chiede lo sciopero generale  PAOLO FERRERO: “Riprendiamoci la Fiat”Intervento pubblico contro ipotesi di tagli  Loris Campetti