Il nostro accordo unitario e le nostre liste

Vale la pena, prima di entrare nel vivo della campagna elettorale, chiarire alcuni aspetti dell’accordo politico che ha dato vita alla lista anticapitalista e comunista e sviluppare alcune riflessioni circa le liste e la conduzione della campagna elettorale. Ed è bene parlare chiaro senza fare demagogia ed imbrogliare gli elettori.

1) L’accordo, ben testimoniato dal documento programmatico che invito tutte e tutti e leggere attentamente su www.unaltraeuropa.it , è una proposta politica per l’Europa. Non è un cartello elettorale. Non è, cioè, fondato sulla necessità di sommare i voti di forze diverse con idee e programmi diversi e perfino contrapposti al solo scopo di superare il quorum. Su Maastricht, sulla NATO, sui progetti di costituzione europea, sulla critica delle politiche finanziarie e monetarie dell’UE, sulle proposte anticapitaliste per un’uscita a sinistra dalla crisi e sull’appartenenza allo stesso campo di partiti del gruppo della Sinistra Unitaria Europea – Sinistra Verde Nordica il documento è nettissimo. Lo è perché l’accordo è reale. Posso testimoniare che non abbiamo dovuto trovare nessuna formula ambigua per conciliare posizioni diverse su questi temi.

Davvero non vorrei si sottovalutasse questo dato o dandolo per scontato, perché scontato non era, o considerandolo un dettaglio secondario. Al Parlamento Europeo le elette e gli eletti della nostra lista dovranno votare e confrontarsi su questi temi e non su altri. La coesione politica raggiunta è un motore importante per l’unità ed è un vero contributo sia al GUE/NGL sia al Partito della Sinistra Europea.

La lista, però, non è una unità organica fra le forze che vi partecipano. Non è un’unificazione. Sulla politica interna, sulla concezione del comunismo e della sinistra, sulla stessa idea di cosa debba essere una forza politica comunista oggi, permangono significative differenze fra le forze e all’interno delle stesse. Negarlo, oltre che inefficace sarebbe un grave errore politico. La questione del rapporto col centrosinistra sia a livello nazionale sia a livello locale, quella del rapporto con le istituzioni e con i movimenti e così via, sono questioni aperte. Proclamare l’unificazione per scoprire divisioni pochi mesi dopo le elezioni non sarebbe un buon servizio alla causa dell’unità, bensì il contrario. Che piaccia o non piaccia questa è la realtà e con la realtà bisogna sempre fare i conti.

Il preambolo del documento, però, dice “Le forze che danno vita alla lista si impegnano a continuare il coordinamento della loro iniziativa politica anche dopo le elezioni europee”.

E’ l’impegno a considerare la lista come un primo passo unitario e a coordinarsi nell’iniziativa politica in Italia anche dopo le elezioni. Farlo è necessario perché nessuno pensa che le differenze e le divisioni debbano esserci in eterno. Ma farlo senza improvvisazioni ed inutili competizioni egemonistiche è imprescindibile per farlo davvero bene. Con pazienza, calma e soprattutto sulla base di esperienze di lotta unitarie e di discussioni serie ed approfondite.

Per altro con Sinistra Critica e con il Partito Comunista dei Lavoratori, come con tante compagne e compagni esterni alla lista, sarà necessario ri-costruire un rapporto politico che, nel rispetto delle posizioni di tutti, inverta la tendenza alla frammentazione. Ma questo è un lavoro del dopo elezioni.

La campagna elettorale deve essere condotta sui problemi sociali prodotti dalla crisi, in sintonia con le lotte. Deve mettere al centro le proposte marcatamente anticapitaliste e la nostra idea dell’Europa. E deve, infine, chiarire le reali e forti differenze con il Partito Democratico e con Sinistra e Libertà e tutte le altre liste.

Sarebbe catastrofico che la campagna elettorale si incentrasse sui diversi progetti politici del prc o del pdci o su altri ancora. Queste cose interessano, forse, qualche migliaio di militanti ed attivisti ma non milioni di elettori.

2) Le liste sono ora note ed ognuno le può giudicare. Non sono liste di ceto politico e non ci sono specchietti per le allodole. Le persone che le compongono, iscritte ai partiti o meno, non rappresentano solo se stesse. Sono espressioni reali di realtà di lotta, di movimenti e di impegno in battaglie culturali coerenti con la natura dell’accordo e con le proposte politiche formulate nel documento.

Non è un mistero per nessuno che Rifondazione avrebbe preferito liste più contrassegnate dalle esperienze di lotta e senza i segretari di partito e che il pdci, invece, avrebbe preferito l’indicazione di un primo passo verso l’unificazione dei comunisti e, conseguentemente, la presenza dei segretari anche in tutte le teste di lista. E’ stato uno scoglio difficile da superare rispettando le reciproche posizioni. Ma credo sia stato superato sulla base di una mediazione che tutti possono capire leggendo le teste di lista e le liste.

Vorrei testimoniare che al tavolo delle trattative non ci sono stati veri momenti di tensione e spaccatura e che tutti hanno cercato di farsi carico dei problemi posti dagli altri.

Alcuni problemi sono stati assunti da tutti unitariamente. Per esempio il 50 % dei non iscritti ai partiti e la rappresentanza di genere, oltre all’offerta di candidature di partito legate ad esperienze di lotta e capaci di raccogliere consensi.

Ovviamente si sarebbe potuto fare meglio. Questo vale sempre. Ma posso testimoniare che diverse persone di alto valore simbolico ed espressione di lotte pur non avendo accettato, per svariati motivi, di candidarsi non hanno manifestato dissenso verso la lista ed i suoi obiettivi e, al contrario, la voteranno e sosterranno in campagna elettorale. Qualche problema, invece, c’è stato con alcune, pochissime, persone che avevano posto rigide condizioni circa un’impossibile garanzia di elezione e circa una precisa postazione nella lista. Problemi fisiologici, direi, dati i tempi che corrono e l’esasperata personalizzazione della politica. Ma si tratta davvero di casi isolatissimi.

3) C’è, infine, la questione delle preferenze. Personalmente penso da sempre che il sistema delle preferenze sia quanto di peggio possa esistere. Per molti motivi. Producono campagne personalizzate fino all’inverosimile e competizione all’interno della lista più che con gli avversari. Sono una falsa scelta perché normalmente premiano chi ha più soldi ed è più conosciuto a scapito della qualità e competenza degli eletti. Producono un controllo dei voti capillare da parte di cosche mafiose e clientelari fino a rendere il voto non più segreto. E potrei continuare.

Ma ci sono. E bisogna farci i conti.

E’ evidente che la nostra lista eleggerà, superando il 4 %, 3 4 o, bene che vada, 5 parlamentari. I candidati sono 72.

Chiunque capisce, sempre che sia dotato del minimo buon senso, che è non solo legittimo ma anche giusto e sacrosanto che il PRC, ma vale anche per il pdci e socialismo 2000, aspiri ad avere eletti.

Per questo, in modo del tutto trasparente perché è visibile nella lista, è stato raggiunto un accordo su pochissime doppie candidature, e la direzione del PRC ha votato un’indicazione su alcune candidature sulle quali concentrare le preferenze.

Sono indicazioni, null’altro che indicazioni. La libertà degli elettori è fuori discussione. E nessuno si straccerà le vesti se qualcuno di non indicato avrà le preferenze per essere eletto.

Sarebbe, invece, sbagliato lasciare le cose al caso e scoprire il giorno delle elezioni che, solo per fare un esempio astratto, il prc o il pdci non hanno nessun eletto perché hanno diviso equamente le preferenze fra tutti i propri candidati.

Spero che la competizione, perché con le preferenze la competizione è inevitabile, non prenda il sopravvento a scapito dell’unità raggiunta e dell’incisività della lista nella vera competizione con gli altri partiti e liste.

La battaglia che facciamo è per la sopravvivenza in Europa e in Italia di una rappresentanza parlamentare anticapitalista e comunista. E soprattutto per far vivere nel futuro i nostri ideali e la nostra idea di un altro mondo.

Non dimentichiamolo.

Buona campagna elettorale a tutte e tutti.

Ramon Mantovani

2 Risposte to “Il nostro accordo unitario e le nostre liste”

  1. Comunque la gente normale, quella comune sta aspettando una riunificazione dei “comunisti”.
    Nel mio piccolo paese questa proposta sta avendo un seguito che in tutta onestà non mi sarei aspettata…

  2. Il rilancio di una spcietà socialista alternativa al capitalismo ingiusto, prepotente e crimale deve essere fatto con tutte le energie possibili ed in tutti i luoghi, dopo l’ubriacatura del liberismo fallimentare e del leghismo becero e stupido, un’alternitiva seria e praticabile è l’unica via d’uscita che non potrà con il tempo non far presa sulla popolazione non omologata alla società mediatica berlusconiana.
    Sul discorso preferenze preferisco non pronunciarmi, sarebbe un discforso molto lungo, visto che ci sono e che nella mia circoscrizione è presente Margherita Hack, non ho problemi su chi dare la preferenza. Mi rammarica il fatto che si fosse parlato della presenza in lista di Odifreddi, purtroppo non lo vedo e questo mi rammarica non poco.
    Buona campagna a tutti!
    Hasta la victoria siempre!

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