Basta con gli apprendisti stregoni. L’appoggio del Pd al referendum è davvero delirante

Basta con gli apprendisti stregoni come Franceschini e Di Pietro che con il loro sì al referendum ci portano solo al disastro e a regalare il Paese a Berlusconi per i prossimi trent’anni. Ha ragione Arturo Parisi a dire che bisogna la legge elettorale, e non fare il referendum. Noi come Rifondazione siamo per il modello tedesco, ma il Mattarellum che propone Parisi sarebbe di certo meglio della legge truffa che scaturirebbe dal referendum e che fa solo gli interessi di Berlusconi.

L’appoggio che ancora oggi il Pd ha fornito al comitato referendario del Sì è veramente delirante. Se passasse il referendum, infatti, la legge elettorale che ne scaturirebbe consegnerebbe il governo a Berlusconi per i prossimi 30 anni visto che il Pd vale il 25% e il Pdl 40% e, inglobando la Lega, arriverebbe al 50%. Non ci sarebbe più partita per nessuno. L’unico senso del sì al referendum da parte del Pd e’ quello di riproporre la logica del voto utile, cioe’ cercare di distruggere la sinistra.
Bisognerebbe avere, da parte del Pd, un po’ meno imperialismo e un’attitudine a pensare che si deve confrontare con chi non la pensa esattamente come loro, perché per battere Berlusconi il tema della coalizione e’ decisivo. Insomma, è una posizione davvero delirante, quella del Pd, che cerca solo di raggranellare qualche voto a sinistra. Contro il referendum e la legge elettorale che ne verrebbe fuori, che sarebbe peggiore di quella della legge truffa del 53 e della legge Acerbo del 23, ci batteremo in ogni modi e con tutti i mezzi a nostra disposizione.  Paolo Ferrero.

2 Risposte to “Basta con gli apprendisti stregoni. L’appoggio del Pd al referendum è davvero delirante”

  1. Lucido come sempre il giudizio di Paolo Ferrero. Peccato che la sinsitra del PD anche a queste elezioni verrà sonoramente bastonata grazie alle stupide divisioni. Due partiti, o meglio coalizioni, con il 3 % che si guardano in cagnesco non servono a nulla. Intando il populista di destra Di Pietro vola verso il 10%. Se incominciassimo a tirare pomodori e uova marce a tutti quei dirigenti che anzichè stare con la gente si dedicano a portare avanti inutili discorsi da salotto, forse le cose potrebbero cambiare. Raggiungere percentuali a due cifre non sarebbe difficile se si sapesse fare politica degnamente, ma così purtroppo non è. Il sottoscritto ha mandato delle mail a livello locale e nazionale a tutti i partiti e movimentio della sinistra per proporre iniziative a livello locale durante questa campagna elettorale, è passato un mese e non ho ricevuto alcuna risposta. Tra salotti televisivi e banchetti con posate d’argento mica possono trovare il tempo per dialogare con chi si batte su territorio RIMETTENDOCI DEL SUO. Prepariamoci ad un’altra sonora sconfitta. Destra al 40%, PD al 26, Di Pietro e Lega al 10, Casini al 6, sinistra al 3+3. Riassumendo Centrodestra al 94%, sinistra pallida al 3, sinistra timida al 3. Se non avessi casa a Cuba me ne andrei in Corea….

  2. Ho una domanda, forse un pò ingenua,
    da farvi. Il !6 Ottobre 1947 l’ Assemblea
    Costituente approvò l’ emendamento di
    Maria Maddalena Rossi che escludeva
    le leggi elettorali dalla possibilità di
    essere sottoposte a referendum.
    Quando il 22 Dicembre successivo
    l’ Assemblea votò il testo finale
    quell’ emendamento era stato
    misteriosamente cancellato e
    nessuno se ne accorse.
    Nel Gennaio 1991, quando la
    Corte Costituzionale approvò il
    primo referendum elettorale, la
    Corte, di fronte all’ obiezione relativa
    alla volontà dei costituenti, si giustificò
    dicendo che non poteva riscrivere la
    Costituzione. Ora, io mi domando,
    dal momento che il 16 Ottobre 1947
    quella votazione ci fu, ed è dimostrato che
    ci fu, e che la norma fu cancellata
    arbitrariamente, sarebbe proprio così
    impossibile richiedere e ottenere che
    quel comma venisse inserito nella
    Costituzione? Se è stato un’ errore omissivo,
    e la votazione c’è stata, non si potrebbe
    richiedere la correzione della Costituzione
    nel senso voluto dai costituenti?
    E se questo fosse possibile, non
    diventerebbero tutti illegali i referendum
    elettorali che si sono tenuti in Italia
    a partire dal 1991, compreso quello
    che sta per svolgersi? E di conseguenza non
    si dovrebbe ritornare automaticamente al
    sistema elettorale vigente prima del 1991?
    Scusate l’ ingenuità, ma mi piacerebbe
    saperne di più.

    Cordiali saluti,
    Vinicio Dolfi, Pistoia.

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