Gianni Minà: le dimenticanze della bloggera di moda, Yoany Sanchez

Non tanto per l’informazione a Cuba, ma per la disinformazione che regna in Italia, mi ha colpito il candore di un lettore del mio sito che giudica il lavoro di Yoani Sanchez, “la bloggera che sfida Castro”, scevro da ideologie o interessi poltici.

Basterebbe, infatti, la propaganda che le viene fatta nel nostro paese per capire la portata dell’operazione che è stata messa su.

C’è un intero continente con tutti i nuovi presidenti finalmente presentabili dell’America latina che non solo chiede agli Stati uniti la cancellazione dell’embargo, ma si sta battendo anche per il rientro di Cuba in tutti gli organismi dai quali l’isola era stata prepotentemente esclusa per volere proprio degli Stati uniti.

Questi presidenti, da Lula a Chavez, a Evo Morales, a Correa, ma anche dall’argentina Kirchner alla cilena Bachelet, o all’ex vescovo Lugo, sanno perfettamente che Cuba ha raggiunto in questi anni standard d’eccellenza nell’educazione, nella sanità, nella protezione sociale, nella cultura, nello sport, che questi premiers ancora sognano per i loro paesi, pur essendo più ricchi e non feriti da un blocco economico insensato e ingiusto.

I ragazzi cubani che Yoani Sanchez sostiene vivono solo privazioni sanno perfettamente, infatti, che queste conquiste sociali rendono Cuba, pur con tutti i suoi errori, diversa, più libera, dai paesi che invece, negli anni, sono stati prigionieri del neoliberismo e del mercato, come quelli delle villas miserias delle grandi città o come i trenta milioni di bambini randagi del continente.

Yoani Sanchez, nei suoi articoli, fa finta di non saperlo.

Forse è per ribattere questo tipo di dimenticanze che ho attraversato recentemente l’isola, da l’Avana a Guantanamo, con una mia troupe per realizzare un documentario non banale sulla Revolucion nell’era di Obama, ed ho scoperto che non solo la Sanchez è pressocchè sconosciuta, ma perfino i tanti ragazzi latinoamericani e non che studiano a Cuba (perchè nei loro paesi non potrebbero farlo) alla Scuola di medicina latinoamericana o alla Scuola d’arte di Bayamo, come alla Scuola di cinema, o nella stessa Università di Stato, non capiscono che cosa vorrebbe dimostrare questa bolggera di cui io spiegavo l’esistenza e la risonanza in Italia.

Per anni io ho sentito parlare, per esempio, da parte dei radicali italiani e di quella parte di “eredi” del nostro PC ora pentiti, di “dissidenti” come per esempio l’associazione delle “Donne in bianco”. Bene, recentemente si è saputo che la leader di questo gruppo di opposizione alla Rivoluzione, Martha Beatriz Roque, prendeva una ricca prebenda mensile da Santiago Alvarez, un terrorista al servizio della parte più retriva degli anticastristi di Miami, recentemente arrestato e condannato a quasi quattro anni (poi ridotti a due anni e mezzo) perchè scoperto con una macchina piena di esplosivo che, a suo dire, doveva servire per alcuni attentati nell’isola.

Poichè Santiago Alvarez era in carcere, nei mesi in cui era ancora presidente Bush Jr, i soldi si è offerto di anticiparli il capo dell’ufficio di interessi del governo degli Stati uniti a l’Avana, Michael Parmly.

Non mi sono sorpreso perchè ogni anno della sua presidenza Bush ha stanziato milioni di dollari per “un cambio rapido e drastico a Cuba” (140 milioni nel 2007, 45, data la crisi economica, nel 2008).

Molti di questi soldi venivano rubati dalle presunte organizzazioni per la democrazia a Cuba (come ha scoperto Barack Obama ordinando un’indagine), ma evidentemente buona parte è servita per “ungere” chi poteva creare malessere nella società cubana, certo non perfetta e ancora non libera da contraddizioni.

Non siamo più nell’epoca in cui veniva messa in piedi contro la Rivoluzione, come nel 2003, una vera e propria “strategia della tensione” con dirottamenti di aerei e sequestri del ferry boat di Regla, ma c’è ancora uno sforzo palese per controbbatere il vento di simpatia, nei riguardi di Cuba, che attualmente spira nel continente latinoamericano e anche nella parte progressista degli Stati uniti.

Dispiace che tutto questo non lo abbia considerato anche l’Unità che, avendo fra i collaboratori un grande conoscitore delle nazioni a Sud del Texas come Maurizio Chierici, questa realtà la avrebbe potuta approfondire facilmente anche se, erroneamente, il giornale cita spesso Freedom House, un’agenzia sovvenzionata dai governi di Washington, come riferimento indiscutibile per dare le pagelle sulla libertà di stampa. E lo fa perfino con paesi, in questo settore più che carenti, come il Messico e la Colombia.

Perchè se a Cuba c’è la bloggera, in Messico o in Colombia, nazioni allineate sulle vecchie poltiche degli Stati uniti e dei farisei europei, l’eliminazione dei giornalisti non graditi ai regimi di Uribe e di Calderon che li governano, è uno sport ancora molto praticato e che, ogni anno, fa registrare una trentina di cronisti ammazzati (record mondiale).

A loro mai nessuno, però, ha chiesto di tenere una rubrica su Internazionale.

Gianni Minà

115 Risposte to “Gianni Minà: le dimenticanze della bloggera di moda, Yoany Sanchez”

  1. mariolino Says:

    Minà ha perso un altra occasione per stare zitto. La sancez nessuno la conosce a Cuba, perchè è CENSURATA. I suo è un banalissimo blog, sritto da una ragazza di 35 anni, che dice le sue idee. Si puo essere d’ accordo oppure no, non dice nulla di speciale, dice quello che succede a Cuba,e che la “libera stampa” cubana non dice. Questo il buon Minà lo dimentica di dire. Sono curioso, di vedere il reportage di Minà, poi invito chi vuole a farelo stesso percorso con chi Cuba non ha paura di nascondere la verità. Una domanda mi piacerebbe fare a Minà, perchè si preoccupa tanto della Sanchez, con i milioni di blogger che ci sono al mondo. Dove parlano di tutto, senza censure, compreso questo.

  2. Yoani Sanchez . Sarà anche un blogger ma non lo avevo mai sentito nominare e per quanto riguarda L’Unità non c’è da meravigliarsi se Cita agenzie Filo americane, visto che a capo del PD abbiamo un democristiano.

    Caro Mariolino non so se la sanchez scrive solo la verità su cuba, io l’ho visitata nel 1993 con mia moglie e l’abbiamo vista dal lato delle case popolari abbiamo pranzato con i detti cubani poveri, e abbiamo trovato dignità e persone che ancora piangevano la morte di CHE GUEVARA.
    Gia all’epoca la scuola di medicina dell’isola era considerata tra li migliori al mondo come ripottavano parecchi giornali francesi.
    Gli adulti non avevano latte perchè quel poco che avevano (grazie all’embargo) era esclusivamente per i bambini. Anche da noi succede…..
    In piu per le ultime notizie e statistische è la nazione con meno immortalità infantile nel mondo….
    Ciao e grazie MIN°

  3. Mi scuso per gli errori solo ora ho riletto il commento.
    Alfonso

    E.C li miglire= le migliori
    ripottavano= riportavano
    immortalità= mortalità.

    Chiedo a Maria se puo di correggere il mio commento

    Ciao

  4. Yoani Sanchez . Sarà anche una blogger famosa , ma non lo avevo mai sentita nominare e per quanto riguarda L’Unità non c’è da meravigliarsi se Cita agenzie Filo americane, visto che a capo del PD abbiamo un democristiano.

    Caro Mariolino non so se la Sanchez scrive solo la verità su cuba, io l’ho visitata nel 1993 con mia moglie e l’abbiamo vista dal lato delle case popolari abbiamo pranzato con i detti cubani poveri, e abbiamo trovato dignità e persone che ancora piangevano la morte di CHE GUEVARA.
    Gia all’epoca la scuola di medicina dell’isola era considerata tra li migliori al mondo come riportavano parecchi giornali francesi.
    Gli adulti non avevano latte perchè quel poco che si trovava sull’isola (grazie all’embargo) era esclusivamente per i bambini. Anche da noi succede…..
    In piu per le ultime notizie e statistische è la nazione con meno mortalità infantile nel mondo….
    Ciao e grazie MINà

  5. Sul fenomeno Yoany Sanchez avevo messo in guardia in tempi non sospetti quando la Sanchèz iniziò la sua avventura ed intervenne sul mio blog cercando sostegno al suo progetto. Il sottoscritto, amico intimo di un suo amico d’infanzia, intervenne sul suo sito denunciandone l’ipocrisia e smascherando falsità incontrovertibili anche perchè testimoniate dal comune amico. La Sanchèz interruppe bruscamente qualsiasi tipo di dialogo. Mi resi subito conto delle sue intenzioni e, conscio che avrebbe trovato in occidente un fertile terreno per il suo progetto, non mi fu difficile prevedere quello che sarebbe diventata, il fenomeno mediatico che è. Fa bene Minà a denunciare tutto questo, ma è la solita goccia nell’oceano dell’informazione appiattita agli interessi dell’imperialismo. Insisto, SERVE BEN ALTRO se vogliamo uscire da questa tremenda situazione in cui i cialtroni che dominano il mondo ci hanno cacciato. Lasciamo perdere gli “errori di Cuba”, a che servono queste giustificazioni? Preoccupiamoci piuttosto dei crimini orrendi dell’imperialismo e non limitiamoci a denunciarli, contro il loro strapotere mediatico serve ben poco. Come si è visto ieri sera alla trasmissione dello zerbino Vespa, Al Tappone ha saputo trasformare la vergognosa vicenda che lo vede coinvolto, in un suo successo. Con conseguente aumento di consensi. Ripeto, grazie a Minà, MA SERVE BEN ALTRO.

  6. luciano Says:

    Vedi Alfonso, parlare di Cuba, per luoghi comuni,é facile. Sia per i critici che per gli entusiasti. Cuba è uno stato, con tutte le sue complessità. Diventa difficile dare un giudizio, in una breve vacanza. Per esempio tu parli di latte e embargo. Tu sei stato nel 2003, ti ricorda nulla lo scandalo e il crak parmalat? Tu mi dirai cosa centra, Cuba. Cuba o meglio il ministero del commercio cubano ha firmato miglia di fatture false di latte in polvere, MAI arivate a Cuba. Con queste fatture, il Tanzi ha provveduo a immettere i famosi bond, che tanti poveri Italiani, pensionati, lavoratori, hanno investito e perso i loro umili risparmi. Spiegami se Cuba poteva firmare, fatture per il latte in polvere, cosa centra l’ embargo con il latte che manca a Cuba. Per tornare allo scritto di Minà, come sempre miope, la Sanchez, scrive quello che è sotto gli occhi di tutti a Cuba, nulla di politico, ma una sana criica alle cose, purtroppo molte che non funzionano a Cuba. Non per niente lo stato libero cubano ne ha censurato i contenuti. Per quanto riguarda la sanità, certo diciamo che funzionicchia, ha delle eccelenze, ereditate dai sovietici. Ma avete mai visto un ospedale cubano? Non quello per stranieri, ma quello per cubani. Insomma quando parlate cercate di essere obiettivi.

  7. Accedenti! Luciano che ci invita ad essere obiettivi dopo aver inanellato una sequenza impressionate di superficialità e luoghi comuni. Citare la Sanchez come persona obiettiva poi è veramente il massimo. Adesso Cuba è addirittura complice e non vittima di Tanzi, condannato ad una pesantissima condanna in un paese dove tutto si basa sull’impresa anzichè sulla persona. Suvvia! Smettiamola con la denigrazione odiosa verso Cuba, che ha sicuramente dei problemi, però infinitamente meno gravi di quelli di tutti i paesi del Terzo mondo e pure dei paesi cosidetti “ricchi”. Parliamo dei pensionati italiani che dopo una vita di lavoro sono costretti ad emigrare in massa per poter sopravvivere? Sapete solo negli ultimi cinque anni quanti sono espatriati verso Nicaragua, santo Domingo, Costa Rica, persino Ucraina oltre che Cuba?Non voglio ripetere la famosa storia della trave e della pagliuzza, però finiamola di infierire contro chi è colpevole solo di essersi liberato e non intende sottomettersi a chi domina il pianeta con il terrore. Un po’ di decenza e di sentimenti umanitari per favore!

  8. Eliolibre come puoi chiedere decenza e sentimenti umanitari a chi fa una critica a tutte le cose afavore di cuba che vengono scritte e non cita invece le cose buone che nessuno puo negare?
    Per quanto riguarda i Tanzi dovera allora la Consob? non dovrebbe essere l’organo controllore di qualsiasi titolo messi in borsa compresi BOND(è una domanda non lo so davvero se la copnsob deve controllare anche i bond)
    Però qualche organo di controllo doveva pur esserci e non c’è stato per quale motivo? Non credo che sia colpa dello stato cubano se Tanzi è un truffatore.
    Il latte come i medicinali e il petrolio ha veramente a che fare con l’embargo , altrimenti cosa pensi sia un embargo Luciano?

  9. Alfonso, il colpevole è subito individuato, è il capitalismo con tutte le sue regole atte ad arricchire cialtroni e ad impoverire sempre più i lavoratori onesti. Per questo serve UN NUOVO SOCIALISMO che salvi l’uomo ed il pianeta dalla disfatta. Purtroppo mentre in quasi tutto il mondo ci si è resi conto dell’assurdità della situazione e si cerca di trovare soluzioni, USA ed Europa continuano imperterreti il loro dominio, una strada che porta alla distruzione. Non servono Obama ne Zapatero, serve un’inversione di rotta decisa che, lo testimonieranno le prossime elezioni europee, è quanto di più lontano si possa immaginare, sopratutto in Italia che non manderà in Europa nemmeno un rappresentante che si definisca anticapitalista. La monarchia televisiva che domina il nostro paese ha facile presa su un popolo abbandanoto a se stesso proprio da quella sinistra che lo dovrebbe difendere e che da qualche decennio ha rinunciato alla sua missione perchè i leader hanno preferito comprarsi la barca milionaria o la casa a New York. Altro che ritirarsi ed andare in Africa come sostenne lo scomparso, grazie a dio, Veltroni. Meglio Rutelli, che senza ipocrisie ha detto che il PD non è un partito di sinistra. Ma perchè mi chiedo io, lo votano ancora in tanti e quelli che stanno a sinistra continuano a dividersi in partitini inconsistenti? Credo che mai la situazione italiana sia stata così tragica, se per attaccare Berlusconi siamo costretti a sperare che ne parli male la moglie, siamo a posto. Veronica Lario sarà il prossimo leader del centrosinistra? Come se non fosse la prima beneficiaria delle fortune del Cavaliere al quale ora strapperà un divorzio milardario. Ma che ce ne frega a noi di questi cialtroni? Sono tutti uguali, riprendiamoci tutto il maltolto e mandiamoli su un’isola, o impicchiamoli, vedete voi….
    Hasta siempre!

  10. luciano Says:

    Gentile signor Alfonso, non è nel mio costume creare polimiche, o altro.
    Qui il post parla della blogger Sanchez, no di embargo. Comunque merita una risposta. Allora l’ esempio riportato delle false faturazioni Parmalat, erano un esempio di come l’ embargo non tocca il latte, ricordiamo che l’ embargo è solo da parte degli Stati Uniti. Non comprende ne medicinali, e derrate alimentari. Se è veramente interessato a capire l’ embargo le consiglio la lettura curata dalla fondazione Lelio Basso, dal titolo “riflessoni sul embargo attuato dagli Stati Uniti nei confronti di Cuba”.
    Li potrà capire di cosa stiamo parlando. Buona lettura.

  11. L’embargo contro Cuba è una delle pagine più vergognose della storia, sanzionato infinitamente dall’ONU con voto plebiscitario, esclusi ovviamente gli USA e qualche paese senza autonomia in quanto fanno praticamente parte dell’Impero Usa, come Israele che altri non è che il braccio armato infiltrato dagli USA nei territori arabi per i motivi che pure gli stolti conoscono bene. Visto che l’intera comunità internazionale, compresi TUTTI i paesi che additano Cuba come paese dittatoriale, si pronunciano contro questa vergogna, ci vuole un bel coraggio a sostenere certe tesi. Vuoi vedere che la Fondazione Lelio Basso sia da considerare più attendibile dell’intera comunità internazionale a stragrande maggioranza anticastrista?. Come sempre, pur di denigrare Cuba si arriva ad inventarsi di tutto e, mi spiace dirlo, ma chi avvalla simili tesi deve avere un concezione del diritto internazionale da fare venire i brividi…. Uno può avere in odio il socialismo ed il sistema cubano, ma se per denigrarlo osa sostenere tesi che non sostengono nemmeno i paesi più filoimperialisti ed anticubani, forse varrebbe la pena di farsi un serio esame di coscenza. Anche perchè il discorso sull’aggressione sociale, politica, economica e mediatica contro Cuba si potrebbe allargare a tre quarti del pianeta, sottopsto ad inaudite violenze da una minoranza arrogante, prepoptente aggressiva e criminale. Fortunatamente i tempi stanno cambiando, non all’interno dei paesi “ricchi” dove nemmeno Obama ha intenzione di cambiare rotta, mi pare che stia sottraendo fondi pubblici destinati ai meno abbienti per pagare i debiti dei banchieri stramilionari.
    Per questo ragion vuole che SOSTENERE L’EMBARGO CONTRO CUBA E’ DA CRIMINALI!

  12. Bene signora Rubini, Lei è l’ intestataria di questo blog, vedo con piacere, che sostiene la causa del nostro partito. Ma come fa a non censurare cumunque reguardire una persona, evidentemente non equilibrata visto la confusione che riesce a scrivere, che attacca una delle fondazioni la Lelio Basso appunto, come una fondazione di destra. Questo signore, evidentemente un fascista sotto mentite spoglie, infanga un nome e un fondazione, forse l’ ultima rimasta fedele al partito. Signore libre, la invito a riflettere, prima di parlare, anche se i fascisti vestiti da agnelli io li riconosco subito. Il libro che io modestamente ho consigliato non è altro che la copia e il cambiamento negli anni del embargo a Cuba. Senza nessun commento di sorta, ma una riflessione sulle motivazione del embargo. Se Lei è evidentemente un ignorante che non conosce la fondazione, le ricordo che sta scrivendo in luogo pubblico. Si faccia una cultura fascistello.

  13. Ahi ahi ahi, quando li colpisci nel segno perdono le staffe e non sanno nemmeno leggere i commenti. Dove avrei sostenuto che la fondazione Lelio Basso è una fondazione di destra? Che dire ad un simile commento? Basta leggerlo (“Il libro che io modestamente ho consigliato non è altro che la copia e il cambiamento negli anni del embargo a Cuba”???????) per capire chi ha bisogno di farsi una cultura e ragiona da fascistello…. Riguardati “compagno”, attento a non agitarti troppo, può essere pericoloso. Prova con un po di valium….
    PS. Maria, vedi di non “reguardirmi” per così poco….

  14. luciano Says:

    Mi scusi poi non perde oltre il mio tempo con una persona disturbata. Lei sa cos’è la fondazione Lelio Basso? Sa di che parliamo? Conosce la storia di Lelio Basso?. Bene quando parla di sud america, almeno legga qualcosa della fondazione. Lei è un povero fascistello, ignorante. Mi spiace signora Rubini, pensavo da quello che mi aveva deto Ramon di lei,che il suo Blog fosse intelettualmente più elevato. So che purtroppo la rete è piena di di poveri mentecatti, come il personaggio qui, suo ospite, ma degenerare un argomento serio come la libertà a Cuba, in certe bassezze proprio non mi va. Un altro blog buttato alle ortice per colpa dei soliti ignoranti.

  15. Guarda che non ho nessuna intenzione di continuare a farmi insultare da un deficiente! Cerca di dargli un taglio. E vergognati!

  16. ernesto Says:

    Andate a leggere la risposta di Yoany a Minà. Povero Minà, che figura.
    basta andare in desdecuba Chissa se la pubblica sul suo periodico il Gianni nazionale. Nel blog di Yoany ha già ricevuto 300 risposte, dove il poverò Minà viene beatamente preso in giro dai Cubani.

  17. Revoluciòn Says:

    Prova a sentire quello che dicono milioni di cubani di Yoany Sanchèz, non quei quattro illusi dal capitallismo che neanche si rendono conto che sono finiti nelle mani dello sfruttamento più bestiale da quando l’uomo esiste. Poveri cubani se finissero di nuovo nelle loro mani. Fortunatamente per loro, non sono così fessi da credere ad un’avventuriera scaltra in cerca di fama e di facili guadagni e bnon voglionno finire come gli altri paesi del Caribe dove la vita delle persone vale meno di quella di un animale.
    Povero te, altro che Minà.

  18. ernesto Says:

    Scusa se Minà dice che la Sanchez non la conosce nessuno a Cuba, come possono darne un giudizio? Non la conoscono perchè è censurata, questo è il motivo. Comunque il buon Minà ha fatto una figura di m…..auguroni rivolucion(eliolibre). Ma scrivi solo tu in questo blog?

  19. Ma Gennaro Carotenuto, il bravo giornalista professore, come mai non mette la risposta di Yoany Sanchez, mi sembrerebbe una cosa democratica e partecipativa. Forse la magra figura del giornalista sportivo G. Minà, non era contemplata. Le risposte dei cubani, sono quasi 1000, su Gianni Minà fanno scompisciare dal ridere, per fortuna che è a suo dire è amato dal popolo cubano. Counque aspettiamo che i liberi pensatori di questo paese, diano risposta, al post della Sanchez. Ma come al solito solo coraggio da conigli, meglio denigrare chi la pensa diversamente mai discuterne democraticamente. Va be è così che va il mondo.

  20. Revoluciòn Says:

    Su questo blog scrive chi vuole, sopratutto mi sembra che quello che scrive di più, anche se a sproposito, sei tu, anche se cambi nick non è facile scoprire l’arcano. Invece di sparare cazzate ed idiozie faresti bene a sapere che Minà ha ricevuto premi di giornalismo in mezzo mondo anche se non lo si dice come non si dice che Travaglio ha appena ricevuto il premio come miglior giornalista libero europeo. E dovresti pure sapere che Gennaro Carotenuto è professore universitario di storia latinoamericana e collabora con i migliori giornali del continente latino mentre la Sanchez è un’emerita nessuno, salita alla cronaca semplicemente perche utile idiota della propaganda dei padroni del mondo e che a Cuba nessune le ha mai torto un capello, salvo ricordargli che non è una cittadina diversa dagli altri e che le regole valgone anche per lei come per tutto il popolo, Cuba non è l’Italia. E sappi maestrino che rivoluzione in spagnolo si scrive revoluciòn non rivolucion. Va bè, è così che va il mondo…. purtroppo….

  21. Revoluciòn Says:

    A proposito di Gennaro Carotenuto, mi ha appena mandato questo suo post. Tanto per sapere come va il mondo, prova a leggerlo.
    “Dunque. Elio Letizia da Secondigliano, messo comunale, 12 mila euro dichiarati all’anno, ha una figlia, Noemi, che veste firmato e va a scuola in Mercedes con autista. Lui conosce intimamente il premier, ma né lui né il premier spiegano come e quando si sono conosciuti. Anche Noemi conosce intimamente il premier: a 15 anni inviò un book di foto a Mediaset tramite un amico di Dell’Utri; poi, a 16-17 anni, iniziò a frequentare “papi” per tirargli su il morale col karaoke. Milano, Roma, Sardegna. Ma sempre, giura Ghedini, accompagnata dai genitori. Strano: i coniugi Letizia risultano separati da anni; e il Corriere ventila addirittura un’“amicizia particolare” tra Elio e un ex dirigente comunale. Quali armi di persuasione possieda Elio per convocare il premier da Milano alla circonvallazione di Casoria, posto da paura, non è dato sapere. Salvo credere al premier: “Elio voleva parlarmi delle candidature di Malvano e Martusciello”. Uno è l’ex questore di Napoli, deputato Pdl; l’altro un consigliere regionale Pdl, fratello del coordinatore forzista in Campania. I due non han mai visto né conosciuto Elio. Che però, generoso com’è, li raccomandava lo stesso.

    Silvio rimane chiuso un’ora in aereo a Capodichino in attesa che Noemi entri alla festa. E, siccome ha deciso all’ultimo momento, le regala un collier che casualmente teneva in tasca, per ogni evenienza. Sempre casualmente, la scorta aveva “bonificato” il locale da eventuali pericoli già in mattinata, prima che lo stesso premier sapesse che ci sarebbe andato. E, ancora casualmente, da sotto un tavolo è poi spuntato in tempo reale un fotografo di “Chi” (Mondadori) per immortalare la scena. Tutto chiaro. Ecco perchè Veronica e Mike Bongiorno trovavano perennemente occupato: era sempre al telefono con Elio.”
    Molto edificante vero?

  22. Carlo Z. Says:

    Alcune osservazioni:
    – Luciano: accenni all’embargo in un modo che lo fa sembrare meno importante di quello che è. Dici che è applicato solo dagli Stati Uniti. Solo? Fosse applicato solo dall’Islanda allora non sarebbe un gran problema ma il guaio è che gli Stati Uniti sono la potenza che sono ed un embargo applicato anche “solo” da loro ha effetti importanti. Ma soprattutto, l’embargo, nella versione inasprita dalla Helms-Burton, contiene un risvolto, mai abbastanza evidenziato, estremamente grave ossia che ha natura extraterritoriale. Significa che non solo gli USA evitano commerci (la quasi totalità) con Cuba ma puniscono chiunque intenda commerciare con l’isola. Valga l’esempio della Telecom Italia che per poter mantenere gli investimenti a Cuba ha dovuto sborsare svariati milioni di dollari come penale per l’uso delle vecchie infrastrutture della ITT ancora funzionanti e che erano state espropriate all’indomani della rivoluzione. L’extraterritorialità colpisce Cuba in mille modi. Altro esempio: la vendita del nichel cubano per componenti elettronici, è monitorata da un apposito ente USA che redige la lista delle imprese piccole e grandi che ne fanno uso impedendo alle stesse di intrattenere rapporti commerciali in USA. Ancora, una nave che abbia toccato un porto cubano non è autorizzata a recarsi, nei successivi approdi, negli USA. Tutto ciò ha costi enormi per Cuba. Peraltro, non tutti i prodotti medicinali di fabbricazione USA sono vendibili a Cuba e riguardo ai prodotti alimentari, Cuba può acquistare dagli USA solo in contanti e con pagamento contestuale allo scambio, unico caso al mondo in un sistema ormai globalizzato di economia di mercato.
    E’ proprio l’extraterritorialità che pone la politica USA dell’embargo fuori dalle regole del diritto internazionale e che causa ogni anno la condanna pressochè unanime delle NU (purtroppo non vincolante).
    L’embargo continua a causare molte serie difficoltà all’economica cubana tuttavia oggi in parte attenuate dall’apertura verso Cuba di altri importanti soggetti. La Cina sta compiendo importanti investimenti a Cuba ed anche la ripresa degli scambi sud-sud, in particolare nell’area latinoamericana, hanno indebolito la presa dell’embargo. Se ne stanno accorgendo anche gli USA tant’è che una recente relazione presentata al Congresso nordamericano su apposito mandato, ha indicato, certamente con enfasi eccessiva, che l’embargo sta attualmente impedendo agli operatori statunitensi di competere con i forti investimenti stranieri nell’isola. Russi, cinesi, brasiliano investono addirittura a pochi chilometri dalla Florida nelle acque del golfo del Messico a sovranità cubana dove pare vi siano importanti possibilità di estrazione del petrolio. La Cina sta ricostituendo il parco-mezzi dell’isola, addirittura i canadesi rafforzano la loro presenza nel settore estrattivo. Insomma la situazione è in rapido e favorevole movimento per Cuba, gli USA se ne sono accorti e, complice una nuova amministrazione probabilmente più pragmatica, si pongono domande sull’utilità dell’embargo.
    Nel frattempo però continuano ad inserire Cuba nella lista nera dei paesi terroristi, a loro vergogna come ben detto da Fidel Castro nei giorni scorsi.

  23. Carlo Z. Says:

    – Ernesto e danny: mi sono letto la risposta della Sanchez e circa sei-sette pagine di commenti. Fossi Minà o Carotenuto, non pubblicherei quella risposta. La Sanchez, che quasi sempre confeziona eccellentemente i suoi interventi, stavolta ha steccato. Una risposta articolata in quattro periodi che non dicono niente nel merito dello scritto di Minà.
    Primo periodo: Gianni Minà ricorre al vecchio armamentario anni 60 per insultarla.
    Secondo periodo: brevi ed ironiche considerazioni sulla storia giornalistica di Minà
    Terzo e quarto periodo: omissioni di Minà sulle limitazioni alle libertà civili a Cuba.
    La critica più importante di Minà alla Sanchez è la dimenticanza degli aspetti positivi della vicenda rivoluzionaria e delle conquiste realizzate (certificate da istituzioni internazionali e politicamente apprezzate dalla maggior parte delle dirigenze politiche del continente, per non dire altro). Su questo la Sanchez preferisce non intervenire ed opta per un taglio esclusivamente polemico. E allora, torno a dire, perchè pubblicarla? Neanche le si potrebbero fare le pulci, mi sembra, tanto è una risposta vaga (a differenza di Minà che, com’è sua abitudine, cita fatti e fonti).
    Aggiungo che la Sanchez nei suoi scritti racconta una verità parziale, quella della cittadina esclusa perchè non appartenente ad alcuna organizzazione di massa. E’ evidentemente la verità di un soggetto che non trova (non intende trovare) spazio in una società che storicamente (dal 1959) si è data o ancora aspira a darsi (giudizio difficile) una dimensione organizzativa, sociale, ecc. di tipo socialista. Questa è o vorrebbe essere Cuba e la Sanchez, che proprio non vuole ritrovarcisi in posto del genere, guarda la realtà dalla finestra di casa sua come farebbe una cittadina svizzera (riferimento non casuale) che, come in un film di fantascienza, improvvisamente una mattina si sveglia in un quartiere popolare dell’Avana dopo aver trascorso tutta la vita in un bel quartiere di Zurigo. Non ci sono gli assorbenti? manca la carta? manca il latte? insomma, sbotta la svizzera, ditemi come si chiama questo posto e chi comanda qui che lo denuncio immediatamente davanti a tutto il mondo!

    Riguardo alle risposte (ben 1259!) che accompagnano quella della Sanchez, beh dai ragazzi non facciamo finta di niente. Ci sono sei o sette nomi che si ripetono svariate volte nella stessa pagina. Più della metà degli interventi sono mediamente di tre-quattro righe e dicono brava, che brava, come sei brava. Insomma stringi stringi ci saranno si e no un cento-duecento interventi da considerare, ammetterete che è poca cosa rispetto ad una comunità di fuoriusciti anticastristi di qualche milione. Senza contare tutti quegli interventi in cui Minà è dipinto come agente al soldo del comunismo cubano. Ma dai !?! E dove starebbe lo sputtanamento di Minà?
    Chiunque conosca il lavoro di Minà e le sue posizioni su Cuba deve riconoscere che non gli manca onestà intellettuale. In primo luogo non ha mai detto di essere comunista e non lo è. Soprattutto, non lo imbarazza affatto riferirsi alle illiberalità e/o limitazioni di libertà civili esistenti a Cuba.
    Il punto è un altro ed è che a lui (ed a molti) risulta insopportabile il solito approccio dei due pesi e due misure. Una “giornalista” controllata e censurata a Cuba fa notizia nel mondo ed ottiene rubriche e premi internazionali, decine di giornalisti e sindacalisti spariti, ammazzati, torturati in Messico, Colombia o altri paesi del mondo non ottengono neanche un epitaffio. Minà denuncia questa ipocrisia. Se in questa opera di smascheramento volete vedere il lavoro miope di un giornalista accecato dall’ideologia il problema è tutto vostro, non suo.

  24. Carlo Z. Says:

    Una puntualizzazione sul primo intervento: i milioni di dollari sborsati da Telecom Italia non sono stati pagati dal contribuente italiano ma da quello cubano.

    Vedi “Una spada di Damocle sugli investimenti stranieri a Cuba” di Paolo Spadoni in Latinoamerica n.82/2003,

  25. Yoani Sânchez no es mâs que una creaciôn mediâtica promovida por la prensa internacional (El Paîs ,Times).
    La realidad es que lla no vive precisamente en un barrio popular sino en un cômodo y amplio departamento que puede financiar perfectamente gracias a los suculentos premios que le otorgan los que controlan la prensa mundial.
    Respecto a los “miles” de comentarios en su blog, basta vistar su pâgina para constatar que es una farsa y que todo se reduce a opiniones de un grupo (aproximadamente 10 personas) que intervienen continuamente.
    A menudo mâs parece un dâlogo telefônico que un blog de opiniones.
    Yoani es hâbil en cambiar de estrategia cuado la realidad no coincide con lo que denuncia o amenaza con que sucederâ.
    Hace unos dîas escribiâ que en Cuba estâ latente el decontento y anunciaba que de un momento a otro estallarâi la noche de los “cuchillos largos” y que la rebeliôn de los cubanos decontentos con el actual sistema emergerîa.
    Pero…. ante la invitaciôn del gobierno y los prparativos para la celebraciôn del dîa de los trabajadores, râpidamente Yoani, cambia estrategia y solicita “humildemente” a las autoridades cancelar a las autoridades cancelar la manifestaciôn aludiendo que en vista de la gripe porcina podrîa originarse una epidemia y no era aconsejable reunir a miles de trabajadores en lugares pûblicos.
    Y a propôsito de la ITT… no es la misma multinacional que financiô y promoviô el establecimiento de la dictadura chilena?

  26. Bene.
    Noto come sempre che quando si parla di Cuba il dibattito è sempre infuocato. Faccio natare a tal Luciano che impropriamente tira in ballo la questione del “nostro” partito. Questo blog è un luogo pubblico e ha diritto chiunque di esprimere la propria opinione a meno che non si scenda agli insulti. Per la cronaca, io Luciano non ti conosco, ma conosco Elio e Pedro. E sono dei veri compagni. E non aggiungo altro.
    Solo un ultima cosa: mi rammarica il fatto che ogniqualvolta l’argomento in questione è la scandalosa Cuba, si scatena una polemica infinita. Quando invece si parla dei problemi di casa nostra, di questa triste tristissima Italia, questo non avviene.
    Vabbè, pazienza. Ormai me ne sono fatta una ragione.
    Buona domenica a tutti.

  27. Avanti sempre , Marîa.
    Califican este blog de “poco elevado intelectualmente” y sin embargo no dudan un instante en ingresar y publicar sus crîticas.
    Esta pâgina (tambiên la de Annalisa Melandri) han sido objeto de la intromisiôn de personajes cuyo ûnico intento es desviar el debate, provocar y conseguir que el nivel de respeto y tolerancia desaparezca y asî destruîr la pâgina,
    Lo mâs sensato es que entiendan que no haremos hasta lo imposible para preservar los escasos espacios que informan correctamente de la realidad latinoamericana.
    La puerta estâ siempre abierta: para que ingrese gente seria y para que salgan los instigadores y marionetas de los grandes medios de comunicaciôn.

  28. Sul quell’indegno personaggio Yoani Sánchez, che si coprì di gloria per difendere il suo diritto a non usare lampadine a risparmio energetico e fece gala di essere riuscita a nascondere una cara vecchia lampada ad incandescenza (roba degna da bambinetta viziata e capricciosa), aggiungo un articolo da “La República”, con un aneddoto interessante e abbastanza rivelatore, se ancora ce ne fosse bisogno.

    Un salutone speciale a Maria: pensando appunto ai problemi di un’Italia sempre peggiore e sempre più impresentabile, non posso che ammirare sempre più quello che hanno fatto e stanno facendo le compagne e i compagni cubani. Comunque “tiremm’innanz” e vediamo cosa riusciamo a fare… 😉

    Un altro salutone speciale a Eliolibre e a Pedro, grandi come sempre.

    **********

    http://www.larepublica.es/spip.php?article15519

    Contrasta con las denuncias que hace de no tener acceso a internet.

    Yoani Sánchez escribe sus artículos desde el wi-fi de hoteles

    20:56h. del Sábado, 9 de mayo.

    laRepublica.es / Guillermo Nova desde La Habana.

    La bloguera cubana Yoani Sánchez, famosa por el premio Ortega y Gasset que le otorgó el Grupo Prisa, bien remunerado y que suele darse a periodistas con un mayor currículo profesional, suele denunciar en sus artículos la falta de acceso que tiene a Internet, incluso afirmó que son amistades las que consiguen mandar por la red sus artículos manuscritos.

    Pero cual sería la sorpresa cuando el miércoles 6 de Mayo, la prensa internacional acreditada en la Feria Internacional de Turismo de Cuba (Fitcuba 09), pudieron cruzarse con ella durante el almuerzo preparado en el hotel NH Parque Central de La Habana.

    Con total tranquilidad estaba sentada en el salón del recibidor con su ordenador portátil y conectada a la red Wi Fi del hotel, el cual hay que pagar en divisa extranjera.

    Se expuso ante los más de 180 periodistas que están acreditados a este evento, sin que nadie de la Seguridad del Estado la molestara, ni sufrió ningún acto de repudio por parte de la población, algo que ella denuncia en sus artículos que sufre continuamente.

    La sorpresa y la desilusión fue grande entre algunos profesionales extranjeros cuyos periódicos le pagan por sus colaboraciones, y se sintieron engañados por sus quejas y lamentos ante la dificultad de acceso a Internet, llegando incluso a cuestionarse la veracidad de sus escritos.

    Yoani Sánchez escribe en una página que se llama desdecuba.com, pero realmente no se hace desde la Isla, sino que el servidor está alojado en Alemania y registrado a nombre de Josef Biechele, el proveedor es la empresa Cronos AG Regensburg, la cual también aloja páginas web de ultraderecha y neonazis y que ha sido denunciada por Los Verdes.

    El patrocinador es IGFM y tiene como uno de sus portavoces al sajón Arnold Vaatz, esta empresa durante la administración Bush recibió millones de dólares en ayudas.

    Tal vez su blog se llama Generación Y, por generación Yuma.

  29. Antonella Says:

    Hai capito che oppressione di lusso! persino il wi fi dell’hotel. E pagato caro.
    Mi meraviglia che abbia ricevuto un premio tanto prestigioso. L’avesse ricevuto in Italia ancora ancora…

    Ma poi s’è mai vista una accerchiata dalle “forze del regime” scrivere liberamente su un blog? Certo che chi è disposto a crederle o è un idiota o è in malafede.

  30. E’ vero Maria, sembra che la tragicità della situazione italiana importi poco, ma non è così. La questione cubana appassiona ma quell’eperienza ci riguarda molto da vicino, e riguarda l’intero pianeta, altrimenti non si spiegherebbe l’enorme spiegamento di forze per denigrare quell’esperienza che sempre più sta a dimostrare il fallimento del sistema capitalista. Ora che sembra che qualcuno abbia cominciato a riflettere sugli enormi errori della nostra sinistra e si torna a parlare di anticapitalismo ed antimperialismo, Cuba viene vista sempre più come un paese eroico che da solo è riuscito a resitere alle mire dell’imperialismo. I bellissimi interventi degli amici che leggiamo sopra sono una garanzia che i cialtroni che denigrano volgarmente l’esperienza cubana, sono arrivati al capolinea. Come al capolinea è arrivato il capitalismo responsabile delle tremende ingiustizie che hanno ridotto il nostro pianeta ad un luogo di sofferenza e disperazione.
    Un forte abbarccio a te, a Pedro, a Carlo ed a tutti coloro che difendendo Cuba dai vili e stupidi aggressori, difendono la pace, l’amore e la libertà.
    Ps. I cialtroni stanno cercando di intrommettersi anche nel mio blog, ma purtroppo per loro stanno perdendo tempo, i vili servitori dei criminali che dominano il mondo non troveranno mai spazio in un sito dedicato al popolo più straordinario che ci sia.

  31. Carlo Z. Says:

    Si Pedro, la misma ITT del golpe de estado chileno.
    Trato de contestarte en español y espero que me entiendan los demás.
    Sin duda la Sánchez recibe apoyo material y no material desde el exterior. Sin embargo, mi pregunta es en qué medida esa mujer representa a sí misma y a sus patrocinadores extranjeros y, por el contrario, en qué medida es representativa de un malestar difundido. No será ella una versión “culta” (y por supuesto bien alentada por las fuerzas “democratas” en Europa) de un nihilismo presente en la sociedad cubana? Los que admiramos al socialismo cubano deberíamos ponernos unas interrogaciones sobre ese fenómeno mediático porque, al parecer, se presenta como una novedad en la historia más o menos mediocre de los disidentes internos. Todo es una conspiración? Cuidado con las semplificaciones.
    Me preocupo porque trato de entender desde cuales grietas de la sociedad cubana salen estos personajes y no tengo respuestas faciles.
    Saludos socialistas
    Carlo

  32. Carlo Z. Says:

    Eliolibre, il fallimento del capitalismo è nei numeri che testimoniano l’ingiustizia di cui è motore e mi riferisco alla tragica contabilità delle guerre che produce come anche alla insopportabile insicurezza (sulla vita, sul futuro) in cui precipita la vita di milioni di persone in tutto il mondo. Per non dire dei danni ambientali causati al nostro unico pianeta. Senza scomodare l’emozionante vicenda della rivoluzione cubana, il capitalismo ci pensa da sé ad apparire per il mostro che è (ovviamente per chi ha occhi per vedere).
    Detto questo, non lo vedo al capolinea. Anzi, rigenera continuamente meccanismi di convincimento (l’Italia in questo senso è più laboratorio che eccezione) ed anche nelle crisi si “ristruttura” e come un rullo compressore schiaccia i predestinati al sacrificio recuperando il consenso dei superstiti. Forse oggi c’è una parte del mondo che interroga il capitalismo a volto scoperto ed è l’america latina. Tuttavia siamo ancora alla fase dei “correttivi”, con tutto che penso che se Dio esistesse dovrebbe regalarci 10, 100, 1000 Chavez in giro per il mondo. Ma, realisticamente, di superamento in senso socialista di questo sistema non se ne vede l’ombra.
    Scusami per il pessimismo!
    Ciao

  33. Carlo Z. Says:

    Per Maria, hai ragione, ci si appassiona di più a discutere di cuba che del presente italiano. Forse è perchè la sinistra non ha più argomenti. Mi ci metto anche io. Quando quel tale leghista propone la metropolitana solo per i milanesi, resto senza argomenti. Il tipo è stato rimesso a posto (si fa per dire) da vari personaggi delle istituzioni, pure da Fini. Tuttavia sono convinto che se quella proposta fosse messa domani a referendum otterrebbe la maggioranza. Questa è l’Italia e con questa Italia non so come discutere.
    Forse la proposta non passerebbe unicamente per l’intervento della Chiesa. Come siamo messi!

  34. Caro Carlo, non mi rimane che darti ragione su tutta la linea, anch’io sono pessimista, solamente a volte per tirarmi su un poco il morale esalto alcuni avvenimenti ma poi non rimane che tornare con i piedi per terra e guardare in faccia la realtà. Il capitalismo tanto com’è brutale e violento è pure immensamente poderoso, difficilemente avremo la fortuna di vederlo implodere, malgrado le sue periodiche crisi.
    Interessante la tua domanda sull’argomento dei personaggi mediatici alla Yoany Sànchez, meriterebbe una seria discussione. Mi dai lo spunto per pubblicare un apposito post sul mio blog dedicato a Cuba. Oppure lo posiamo fare quì, sono certo che Maria è interessata. Sarebbe interessante coinvolgere, oltre te e Pedro che dimostrate una profonda conoscenza delle questioni latinoamericane, anche esperti del calibro di Gianni Minà e Gennaro Carotenuto ed il blog di Annalisa Melandri che ospita interventi interessanti come quelli di Guido Piccoli ed altri. Non è che tu hai un un tuo sito?
    Saluti socialisti e libertari

  35. L’improbabile intervista di Gianni Minà
    Escrito por: Yoani Sánchez en Generación Y

    http://www.desdecuba.com/generaciony_it/?p=306

  36. Prova filmica dei diritti dell’uomo e della violazione in Cuba.

    Nel Meliá Cohiba…
    Escrito por: Yoani Sánchez en Generación Y

    http://www.desdecuba.com/generaciony_it/?p=317

  37. lascia perdere libertad qui se la suonano e se la cantano. ono solo 3 persone. Tanto tutto il mondo ha visto la figuraccia di minà. Il bello e che non ha neanche il coraggio di rispondere. Lasciali perdere questi campioni di democrazia…tanto è la storia che ha chiuso con loro

  38. Chi se la suona e se la cantano siete voi, miserabili e vergognosi portabandiera di chi verrebbe riportare Cuba sotto il dominio dei criminali. Libertad para Cuba, forsi dementichi che CUBA E’ LIBERA DA CINQUANT’ANNI! Chi non è libera è l’Italia, piena di marines e di basi militari americane riempite dalle più mostruose armi di distruzione di massa e che da quì partono per portare distruzione e morte a persone innocenti in ogni angolo del mondo. Quando si parla di libertà bisognerebbe almeno conoscerne i concetti elementari. Altrimenti è facile dimenticarsi o far finta di non capire che ogni tentativo di liberare l’Italia dalla sottomissione all’impero è stato combattuto con stragi ed orrori che fareste bene a non dimenticare.

  39. Antonella Says:

    Quando leggo espressioni “è la storia che ha chiuso con loro”, mi viene in mente che questi concetti altisonanti
    sono diventati di moda (si leggono in molti forum) da quando uscì il saggio di Fukuyama, quello che nel dibattito
    all’interno dell’intellettualismo mondiale avrebbe dovuto sancire, e trionfalmente, la fine della Storia.
    Questa quasi apocalittica Fine (le sette evangeliche impallidiscono di fronte ai savonarola del pensiero
    socio-politico) viene fatta coincidere con la fine del “comunismo”, di cui Fukuyama&Co. conoscono solo una versione caricaturale.

    E però questi interventi impregnati di verità apocalittiche (perdonami Maria, so che l’Apocalisse è cosa quantomeno
    più interessante delle elucubrazioni anticomuniste e, nello specifico, anticastriste) sono la spia di un fenomeno:
    nelle file del moderno progressismo europeo si è insinuata la ferma convinzione che tutto quello ciò che ha a che
    fare con la giustizia sociale sia ormai demodé. Da qui espressioni come “la storia (intendendo La Storia) ha chiuso
    con loro”.

    Probabilmente è vero. Ma ciò che ha chiuso con qualunque progetto di un futuro meno miserabile di quello che si
    stanno palleggiando, e con la complicità della “maggioranze” dei votanti, le destre e i partiti timidamente
    progressisti, ormai versione pallida di quelli laburisti che seppure dentro una visione socialdemocratica avevano
    appoggiato tutte le grandi lotte. Quelli che hanno chiuso con qualcosa di meglio di questa politica miseramente
    xenofoba, omofoba, imperniata sul concetto del colpire i più deboli e abbattere quel poco di diritti rimasti (anche
    difendendo le Yoani Sanchez, comodamente sedute nelle halls degli hotel) sono proprio gli strilloni dell’antilatinamericanismo, versione moderna e ancora più isterica dell’anticastrismo.
    Oggi sono maggioranza, e in questo senso è vero che al momento la Storia ha chiuso cono noi, ma è solo un’amara
    constatazione.

    E qui veniamo all’Italia (che, forse, ci appassiona meno. Ma d’altro canto, Maria, non ci sono più parole…),
    paesello ridente paradigmatico della fine di ogni storia nobile. Dove i Salvini e i Danny hanno molto in comune: i
    secondi hanno spalancato le porte all’idiozia dei primi. Trovandosi, evidentemente, a loro agio con quel vigliacco
    alimentare paure e comportamenti razzisti, i comportamenti che si consumano nei treni angusti e soffocanti. Vi
    sembrerà iperbolica la connessione tra le difese delle signorine privilegiate di Cuba, con le tasche “tragicamente” piene, e la complicità con le politiche razziste europee.
    Ma io credo fermamente che le due cose, nel corso degli ultimi trent’anni, abbiamo marciato indissolubilmente insieme.
    Ogni qualvolta che qualcuno ha orchestrato, avendo platee sempre più numerose e attente, un’informazione distorta
    sulla realtà cubana; ogni volta che qualcuno ottiene successi e palcoscenici quando critica le esperienze latinamericane più all’avanguardia, il rovescio della medaglia è l’affermazione dell’idea per cui le libertà individuali, che alla fine ci lasciano desolatamente inermi di fronte al Mercato e alla sua tirannia, contano più della libertà di vivere in modo dignitoso.
    E quando la gente è sola di fronte alle necessità basilari della vita, mangiare adeguatamente, curarsi adeguatamente, istruirsi adeguatamente, è preda privilegiata degli “untori” del pensiero che introduce discriminanti negative. L’abbattimento dei diritti sociali porta con sè, inevitabilmente, quello dei diritti civili (individuali).
    Più incattivito sei dalla realtà quotidiana, nella quale ti è negato il diritto ad un’esistenza decente, più facilmente te la prendi con le donne (la violenza sessuale non è la necessità di un orgasmo, ma è l’esercizio di un potere che altrove non ti è concesso), con gli omosessuali (la “normalità” diventa l’ancora di sicurezza in nome della quale cancellare qualunque diversità), con gli stranieri, se poveri (dietro l’espressione “mi ruba il lavoro” c’è il terrore di un’identificazione: scivolare in uno stato di povertà simile a quello di chi ti sta di fronte e che minaccia le tue risorse le quali, a detta dei guru del pensiero dominante, sono scarse).

  40. Antonella, ti adoro! Anche a nome di mia moglie e di tutto il popolo cubano e di tutti i vilipesi della terra.
    Maria che succede al tuo blog? Stanno scrivendo delle persone straordinarie! Peccato che non le ascolteremo mai sulle nostre tv, nlle radio e nei giornali. Lì trovano spazio solo i Salvini e i Danny….

  41. Es gratificante constatar que â pesar del inmenso poderîo de las trasnacionales que controlan la comunicaciôn mundial que cotidianamente manipula ideolôgicamente alas personas para establecer un “pensamiento ùnico”, existen seres libres que no sucumben a la mentira organizada.
    En mi patria, la gente suele decir que “es mâs fâcil pillar a un mentiroso que a un ladrôn”.
    …. hablan de “dictadura castrista” y lo hacen desde el interior de Cuba, pûblicamente, deambulando por hoteles lujosos , dialogando con turistas, y mâs aûn exportando sus mentiras por los canales que los magnates de la prensa les ceden gratuitamente ( y hasta les premian).
    La pregunta es simple… Es que en Cuba existe una dictadura que permite la disidencia? No los acallan? No hay periodistas desaparecidos?
    Campos de concentraciôn? Extraño no? Pinochet, Videla;Somoza, Banzer ya los habrîa eliminado.
    A no desanimarse, compañeros…”los procesos sociales no se detienen ni con el crimen ni con la fuerza” (Salvador Allende).

  42. -Es gratificante constatar que â pesar del inmenso poderîo de las trasnacionales que controlan la comunicaciôn mundial que cotidianamente manipula ideolôgicamente alas personas para establecer un “pensamiento ùnico”, existen seres libres que no sucumben a la mentira organizada.-
    Muchisimas gracias Pedro. Como dice mi amigo Alberto Granado, “al final la verdad siemre triunfa”.
    Abrazos

  43. Antonella Says:

    Caro Eliolibre, pensavo anche io che spazi come questi, in cui ancora si discute senza il velo pesante e alle volte impenetrabile del mainstream dominante, siano eccezionali.
    Ma subito dopo mi è venuto in mente che è davvero triste dover attribuire eccezionalità a qualcosa che un trentennio fa era il erano argomenti acquisiti. Temi come questi erano il fondamento del pensiero di sinistra.

    E poi, scorrendo la pagina del blog del Manifesto, leggendo quello che sta succedendo nello Sri Lanka, una mattanza di civili, molti di cui bambini, scorrendo la cronaca di quella mattanza mi sono chiesta quanti sono disposti ad indignarsi, nelle file dei difensori della “democrazia”, allo stesso modo in cui si indignano quando l’argomento è Cuba.
    Non mi pare molti. E chissà che la signorina Yoany Sanchez, a quest’ora seduta al fresco del suo patio havanero, non riesca in un barlume di onestà a vedere la differenza fra i bambini cubani, che pur vestendo divise non nuove muovono i loro passi sul sentiero della dignità. Quella dignità che deriva dal diritto a non essere analfabeti. Ed i bambini uccisi nell’offensiva contro le Tigri tamil.

  44. Bell’accostamento Antonella, la Cuba aggredita che riesce con poche risorse a dare dignità al suo popolo e sopratutto ai suoi banmbini, ed il resto del terzo mondo dove i bambini sono le vittime illustri di uin sistema crimanale che sa produrre solo orrori. Leggendoti mi è tornato alla mente il film di Juan Alberto Cremata Malberti, Viva Cuba! dal quale ho tratto spunto per dare il titolo al mio blog dedicato alla mia seconda patria. E’ un bellissimo spaccato della società cubana raccontata attraverso la bellisima storia d’amore di due bambini cubani. Quella è la Cuba vera, con i suoi problemi ma anche con tutta la sua straordinaria cultura piena di umanità e di amore.
    PS dallo stile mi sembra che tu sei l’Antonella di Nuova Energia. MI sbaglio?

  45. Interesante reflexiôn, Antonella.
    Mientras nos ocupamos del “teledrama” de Yoani Sânchez…
    Un poeta (Mario Benedetti) se aferra a la vida.
    Miles de seres humildes asolados por el terror y la muerte en Sri lanka y Pakistân.
    El presidente de Bolivia, Evo Morales, amenazado de muerte por mercenarios internacionales.
    Usa niega el ingreso de Silvio Rodrîguez invitado a celebrar el cumpeaños de Pete Seeger.En Chile, Elena Varela, cineasta, encarcelada por defender al pueblo mapuche y un ex ministro de Allende se diploma de TRAIDOR al unirse al candidato de la derecha pinochetista.
    fraternos saludos a todos.

  46. Antonella Says:

    No Eliolibre, non sono l’Antonella di Nuova energia. E comunque la segnalazione del sito mi ha incuriosita e sono andata a leggere: interessante.

    In realtà passo da qui soprattutto per leggere. Non sempre ho tempo per intervenire. Ho letto sul tuo blog che vivi a Cuba. Sicuramente una bella esperienza, immagino.

    Pedro, hai messo in fila una serie di fatti, desolanti, che il “teledrama” di Yoani Sanchez pare una barzelletta.

  47. Fai uno sforzo Antonella,scrivi più spesso, interventi come i tuoi danno lustro a questo blog. Guarda che anch’io ho pocossimo tempo, dividermi tra Italia e Cuba richiede molto impegno ma sprecare qualche minuto quì è tempo ben speso.
    Un abbraccio.

  48. Mi sembra impressionante come, in tutta questa discussione (che definirei piuttosto obsoleta apologia di comunismo) si dimentichi di considerare quella che secondo me è la cosa piu’ grave ovvero la censura. Ma vi rendete conto che in Francia è bastata una legge contro la pirateria in internet a suscitare asprissime polemiche di liberticidio? Come è possibile che a Cuba (che a leggere alcuni di voi sembra il paese dei balocchi) venga censurato un blog???? Accidenti stiamo parlando di un blog, di internet.. riuscite veramente a concepire che possa esistere una cosa simile come la censura di un canale sempre piu’ accessibile a chiunque? Beh certo esiste purtroppo ancora in molti stati, ma certamente non è il sintomo di un paese che se la passa bene…

  49. Nadiaeva Says:

    Aggiungo che state usando una strana e pericolosa retorica.. guardare ai paesi che stanno peggio e soffrono problemi molto più gravi determinati dal capitalismo (e sulle colpevolezze di quest’ultimo non vi sono dubbi) non toglie che i problemi ci sono e vanno affronati anche a Cuba!
    A sentire voi si giustificherebbe ogni male purché ci sia un paese dove si sta peggio.. pensateci

  50. Vedi, Nadia a Cuba sono tutti liberi. E’ la stampa in mano al potere mondiale che ti fa vedere le cose distorte. Internet, è liberissimo, basta adare a fare il contratto. Qui non sigiustifica nulla si parla di cose reali, prova Nadia a pensare con la tua di testa e esssere libera. Non ascoltare quelli che per loro miseri interessi personali affossano con il loro odio la “scandalosa Cuba”.
    Ecco ho già risposto togliendovi il pesante lavoro di ripere a memoria la filastrocca.
    Nadia hai ragione, ma questi sono programmati, il libero arbitrio non sanno neanche dove sta di casa. La risposta che ti ho dato è catalogata nella loro testa con report “risposta su Cuba”.

  51. Nadiaeva Says:

    Bortolo, ti ringrazio per la risposta ma non sento di essere d’accordo con te fino in fondo. In questa discussione ho letto interventi molto interessanti e profondi e sono convinta che coloro che difendono Minà lo facciano con precise ragioni ed esigenze. Ma io vorrei far solo notare che troppo spesso davanti a una pessima e superficiale retorica anticubana si risponde con una retorica ancora peggiore che è quella di una cieca (e a mio avviso obsoleta) difesa dell’ideologia. Per questa ragione ritengo sia giusto denunciarne un cattivo uso e in sostanza mi pare sia quello che cerca di fare la bloggera nei confronti di Minà; i suoi argomenti poi potranno anche essere discutibili, ma tapparsi gli occhi di fronte al fatto che questi siano censurati, tirando in causa, sempre nel tentativo della difesa dell’ideologia, problemi assolutamente estranei alla discussione in questione, beh ecco credo che questo sia precisamente quello che intendo per un uso viziato, pretestuoso e cattivo del linguaggio.

  52. Guarda che io sono perfettamente d’ accordo con te. Prendevo allegramente in giro le risposte dei 2 soliti frequentatori di questo “democraticissimo e a volte comico blog”. Chiaro che a Cuba esiste un pensiero unico. Comunque aspetta che qualche eroe di libertà ti risponda. Vedrai che le argomentazioni sono simili a quelle che io pocanzi ti ho descritto.

  53. Quando la smettiamo di ripetere le solite frasi fatte? Prima di voler dare lezioni di democrazia si farebbe bene ad imparate a non ripetere i soliti stupidi luoghi comuni. A Cuba Yoany Sanchèz non è censurata, così come non è censurato internet. Cuba è un paese socialista dove, a differenza del capitalismo che le “libertà” se le permettono coloro che possono comrarsele, esiste per loro fortuna l’uso sociale dei servizi. A Cuba Internet è diffuso nei posti di lavoro e nei Joven Club de Computacion che ha già diplomato oltre due milioni di persone, dai giovani ai pensionati, ed in questi luoghi l’uso di internet è gratuito. Recentemente il Ministero delle telecomunicazioni ha presentatato un programma che prevede l’incremento delle comuniziani grazie alla posa, già in atto, di un cavo sottomarino che permetterà di collegare Cuba, passando per la Giamaica, alla rete mondiale tramite il Venezuela aggirando così il divieto di connessione imposto dal “paese più democratico del mondo”. Quello stesso paese tanto democratico da non permettere ai propri cittadini di recarsi a Cuba, crimine punito con l’arresto. Il programma del governo cubano, che ha già provveduto a dotatre di fibre ottiche tutte le province dell’isola, prevede poi una seconda tappa, da realizzarsi quando ci saranno le risosrse economiche. Riguarda l’estensione della rete alle case dei privati cittadini.
    Continuare a giudicare il mondo con gli occhi dell’eurocentrismo e del capitalismo imperialista come fosse la verità assoluta invece che quel sistema barbaro che in realtà è, è il più grande errore che si possa commettere. Fortunatamente l’esperienza cubana ha insegnato che ci possono essere modi di vivere ben più consoni all’essere umano e che anzichè concentrare le ricchezze in poche mani generando tremende diseguaglianze è possibile anche con le modeste risorse di un paese povero garantire servizi dignitosi a tutti i cittadini. UN ALTRO MONDO E’ POSSIBILE! dice un noto slogan, Cuba ne è la dimostrazione. Checchè ne pensi la furba Yoany Sanchèz, fenomeno mediatico amplificato in maniera eclatante da coloro che vorrebbero affondare questa esperienza, uno dei pochi esempi che rimangono per sperare di uscire dall’inferno in cui viviamo e in futuro dignitoso per tutti gli esseri umani. Sopratutto per miliardi di persone che più che di internet hanno bisogno di un tozzo di pane e di un misero tetto sotto il quale dormire.

  54. Bortolo scrive: -2 soliti frequentatori di questo “democraticissimo e a volte comico blog”. –
    Solo una persona stupida e presuntuosa può scrivere una frase simile. E vorresti darci lezioni di democrazia!!!!!! Ma non ti vergogni?

  55. visto, Nadia, come volevasi dimostrare. Risposte sulle stupidagini scritte da Elio ce ne sono da dare ma tanto sono inutili. Visto aperto il report “cuba libera”….vi prego continuate fate troppo ridere e siete prevedibili

  56. Nadiaeva Says:

    Accidenti Bortolo avevi ragione.. io ho provato ad avere una risposta stimolante ma.. niente argomenti, solo sentenze e fatti buttati li’.. che retorica ragazzi, non si puo’ dir nulla che subito ti si rimprovera di essere bugiardo, obnubilato dai potenti della terra, imperialista, capitalista ecc… aspetta questo mi ricorda qualcosa.. ah si’ si chiamava Benito mi pare no? Il signor Eliolibre lo sa che è grave negare la censura quando questa c’è? L’imperialismo è decisamente qui nelle vostre parole prepotenti.

  57. alessandro perrone Says:

    Nadiaeva, dietro alle tue parole misurate mi sembra ci sia un lupo vestito da agnello, sei abile (un’abilità, già letta in questo blog…), ma attaccando i singoli non convinci nessuno. Mi dispiace per te, che sei così “realistica”, al punto di essere cinica, ti sembrerà impossibile, ma a Cuba c’è più libertà di tante parti del mondo, anche più di molti paesi occidentali; certo ci sono molti ritardi ed errori da colmare, ma occorre analizzare il contesto geopolitico in cui Cuba insiste, oltre al fatto che molti bisogni sono frustrati dal blocco economico degli USA. Peraltro non ti sfiora neppure l’idea che magari i cubani non sono (almeno al momento) pervasi di falsi bisogni come qui da noi. Inoltre mi pare che preservare la vita dei cittadini, dando loro le garanzie di sociali fondamentali per vivere dignitosamente, non sia un valore vecchio o sorpassato, ma anzi assolutamente attuale, in un mondo nel quale si muore di fame, carestie e guerre.
    Ce l’hai tanto con l’ideologia, c’è da presumere che parli del marxismo, intendendolo come un palla al piede, insomma un arnese teorico arrugginito, idee legittime, che non condivido, ma mi chiedo il perché insisti nel reiterarle in un blog dichiaratamente comunista. Sarà che ti piace provocare?
    Un conto è guardare al merito ed al concreto delle questioni, altro è parlare per slogan.
    Mi riferisco a slogan vacui, come quando indichi come obsoleta ideologia la simpatia e la solidarietà per Cuba. In pratica intendi che tutti i dirigenti latinoamericani, dal Nicaragua al Cile, oggi a capo della maggioranza degli stati di quel continente, espressione di movimenti e partiti progressisti (spesso neppure marxisti), i quali ricordano al mondo che senza l’esempio di Cuba, oggi i loro paesi erano ancora sottomessi alle oligarchie e alle dittature militari sucubi dell’imperialismo nordamericano, stanno facendo solo retorica.
    Pare che questa discussione per essere democratica, dovrebbe dare ragione solo a te.

  58. Nadiaeva Says:

    Grata per la risposta ragionevole. Allora, comincio col far notare che mai nei miei interventi ho dichiarato che mi sembra impossibile trovare gente libera a Cuba. Io ho soltanto osservato che davanti a un problema di censura (se poi questa censura è finta andrà dimostrato, ma per ora le informazioni più convincenti che ho mi rivelano che è vera), che secondo me rimane grave in qualunque parte del mondo (noto anche che mai ho assimilato censura e paese comunista, ritengo anzi che vi siano gravi problemi di censura anche in Italia, tanto per diren uno..), bisognerebbe riflettere e non attaccarsi a sproloqui tirando in causa i problemi che il capitalismo, l’imperialismo ecc… hanno inflitto e infliggono al terzo mondo. Si tratta di una falsa risposta, è vero questi problemi sono e rimangono molto seri e da affrontare necessariamente, ma non si può fare una scala di valori dei problemi più o meno importanti e decidere se vale o no la pena di occuparsene.
    Immagino che molti di voi saranno d’accordo nel considerare un grave problema la lega al governo e le sue bizzarre iniziative, certamente è molto più grave la fame nel mondo, ma se davani a una critica alle proposte leghiste mi sentissi rispondere che però ci sono posti in cui si muore di fame quindi non è il caso di criticare l’Italia perché si “protegge dall’immigrazione”, beh come minimo sarei insoddisfatta perché è una falsa risposta. (non che mi aspetti molto altro dal partito in questione, ma era un esempio) Comunque io ho posto un problema, ho cercato almeno di ritornare su quello che per me era il problema e cioè la censura, e in merito a ciò l’unica risposta è stata “non è vero” il che ricorda un po’ le risposte dei bambini.
    In quanto alle ideologie obsolete, non mi riferisco affatto al marxismo che, in quanto filosofa, reputo un corpo teorico interessante per numerosi aspetti, ma precisamente a qualcosa di motlo più vacuo, a una petizione di principio che è tipica di chi ragiona con il cervello a sistema binario per cui o si è comunisti o si è capitalisti. A casa mia c’è una cosa che si chiama buon senso e che solitamente permette di creare dei canali interessanti per favorire la discussione tra coloro che la pensano diversamente, non sono abituata a sentirmi dare dell’imperialista perché ritengo un problema la censura a Cuba (ripeto, le informazioni che ho mi lasciano ritenere che ci sia). Il fatto che io mi ponga questo genere di problemi in un blog comunista è proprio perché voglio delle risposte che non mi aspetto, o che mi sorprendano facendomi pensare a qualcosa a cui non avevo mai pensato.. questo perché amo la discussione in se. Beh la risposta di eliolibre certamente mi ha sorpreso, ma non nel modo che speravo.

  59. Nadiaeva Says:

    Ah dimenticao, in relazione alla frase “sei abile (un’abilità, già letta in questo blog…)” se mai possa essere di qualche interesse la cosa, volevo solo dire è la prima volta che mi imbatto in questo blog

  60. Nadiaeva benvenuta in questo blog allora!
    Sappi che si discute anche di altro qui e non solo di Cuba.
    Di nuovo benvenuta.

  61. Antonella Says:

    Caro B., evidentemente trent’anni di “sano”liberismo, di cui tanto andò fiera la grande democrazia di Pinochet,
    coordinata da quel fenomenale caposcuola statunitense (Milton Friedman), ha dato i suoi frutti anche nel campo del
    pensiero socio-politico. Come se non bastassero i danni in campo economico.
    E tu ne sei il risultato.
    È talmente ridicolo affermare che una blogger che SCRIVE DA CUBA, sia CENSURATA A CUBA che mi chiedo come avranno fatto a programmare (il tuo sicuramente!) cervelli al punto di oscurarne ogni capacità critica.

    Nadiaeva: nessuno qui pensa che Cuba sia il paese dei balocchi, anche perché nella famosa fiaba (Pinocchio) era il
    posto in cui i bambini diventavano asinelli. Scusa se insisto su questo punto, ma a Cuba, al contrario, i bambini
    non hanno questo “privilegio”. Che tocca, invece, all’infanzia di tanti altri Paesi dell’America Latina dove, da
    quando si registra un cambiamento decisivo verso rotte opposte a quelle imposte in passato dai democratici USA e,
    attualmente, da quel fenomeno di tolleranza che è l’UE, si stanno approntando progetti di alfabetizzazione per
    adulti e di istruzione per bambini e adolescenti, sulla scia dell’esperienza cubana. Qualcosa vorrà dire.
    E il fatto che a gran voce molti presidenti latinoamericani, compresi i più moderati, stiano chiedendo il reintegro
    di Cuba in tutte le relazioni economiche del Continente, dovrebbe essere indicativo d come guardiamo in maniera
    assolutamente distorta, noi, a quell’isola. E in generale alle esperienze politiche dell’America Latina.
    Non credo che Cuba sia il paradiso in terra. Ma non credo neanche agli oppositori del governo cubano se costoro
    vengono tanto rapidamente santificati dalla stampa nostrana.

    Francamente non mi vergogno neanche un pó a dirmi comunista. La caduta del famoso muro non mi ha prodotto nessun bisogno di lavarmi da un passato che molti oggi considerano “scandaloso”.
    Per me Comunismo ha significato un movimento che ha dato impulso a lotte straordinarie. Mi spiace, dunque, non darti
    le risposte interessanti di cui andavi in cerca.
    Che comunismo e marxismo divergano nell’esperienza storica, posso essere d’accordo. Ma a me sembra (premetto che non sono nè fiolsofa nè altro che possa darmi dignità di intellettuale) che sia molto difficile che due piani differenti, l’uno il tentativo di realizzare un progetto di società appena più decente di quello che è toccato ai molti (ai più) di questo pianeta, ed un metodo di analisi, coincidano. Considero il metodo di Marx uno straordinario strumento con cui stare costantemente, permettimi la banalità, all’erta. Un piano di verifica di esperienze concrete che, se troppo divergenti dall’idea che le aveva prodotte, vanno criticate e riviste. Alcune in maniera radicale, altre no.
    L’esperienza, ad esempio, del PCI spesso non ha contemplato spazi di discussione sul rapporto fra i generi. Ma non mi sento certo di buttare il bambino con l’acqua sporca. Visto che quando qualcuno ha buttato tutti e due è
    diventato promotore più o meno passivo, insieme ad altre fonti più o meno afferenti ad un sostrato di inciviltà
    insopportabile, di una trasformazione che vede l’Italia ridotta ad un paesello provinciale, nella cui maggioranza di abitanti non solo non mi riconosco, ma addirittura provo ribrezzo solo all’idea di dover condividere con questa, quotidianamente, spazi in cui (io si!) dover tollerare discorsi, pensieri, azioni che dalla banalità passano alla violenza istituzionale agita senza troppi attriti.

  62. Non vedo, francamente, dove stia questo paradosso da cervelli programmati che vedi, Antonella, nella possibilità che un Blogger di Cuba sia censurato a Cuba. Ti informo che dei giovani italiani passano dei guai con la giustizia Italiana per aver introdotto in Italia un noto server di contenuti pirata, mi pare svedese. Certo la pirateria non ha nulla a che vedere con la censura, ma è tanto per dirti che si tratta di una traccia che un governo, con i dovuti strumenti, in un sistema di domini internet nazionalizzati può benissimo rilevare e colpire. Comunque non credo sia questo il caso della blogger cubana. Mi pare di capire che lei denunci la difficoltà e talvolta l’impossibilità di accedere ad una connessione, per lei come blogger, ma anche per eventuali utenti cubani. Sul suo blog, che non frequento ma siccome se ne è parlato mi ha incuriosito, si vede un video in cui suo marito richiede di acquistare una carta per accedere alla connessione presso un albergo e questa gli viene negata in quanto cubano. Io non saprei come interpretare quello che ho visto, potrei al limite supporre che sia tutta una montatura, ma francamente le argomentazioni da complottismo di questo tipo lasciano un po’ il tempo che trovano. Mi domando perché, piuttosto, una persona di quell’età debba sentire la necessità di aprire un blog di quel genere. Tra l’altro, mi pare di poter dire che i contenuti di tale blog, tutto sommato, sono innocui rispetto alla vera e cattiva retorica anticubana cui accennavo prima. Più che altro la Yoani Sánchez mette in luce qualche contraddizione della società cubana, ma quale società non ne ha? Poi lamenta una visione utopica che della sua isola si ha all’estero, quando non si affonda invece nella retorica anticubana. Ma questo mi sembra un semplice e sano esercizio di relativismo, una specie di pulitura da luoghi comuni che, inevitabilmente, imperversano tra i sostenitori e non di Cuba.
    Detto questo, cara Antonella, ti ringrazio perché nella tua risposta mi offri su un piatto d’argento la possibilità di chiarire meglio che cosa intendo con retorica obsoleta. Se io cerco di porre un problema come quello della censura, in qualunque posto e forma sia essa esercitata, e mi sento rispondere con la storia del comunismo, l’orgoglio del pensiero marxista, addirittura la caduta del muro di Berlino e via dicendo, finisco inevitabilmente per coltivare qualche dubbio sulla serenità ostentata dal sostenitore della tale o tal altra idea. E’ un principio di semplicità. Se viene posto un problema (piuttosto circoscritto, relativo alla particolare situazione cubana, che è stato sollevato da Yoani Sánchez in riferimento ad un’intervista di Minà che, evidentemente, lei deve aver vissuto con disagio comprensibile o meno, ma legittimo in qualunque caso) e gli argomenti di coloro che vorrebbero limitare la risonanza di questo problema (perché non gli attribuiscono importanza, o perché la pensano diversamente non perché vogliano censurarlo sia ben chiaro, non sto insinuando nulla del genere) tirano in causa lo sry lanka, il pakistan, il marxismo come ho letto precedentemente, e ora anche il muro di berlino e la tra un po’ la rivoluzione del 17, beh la reazione è evidentemente sproporzionata, e a forza di girarci intorno nessuno mi ha ancora spiegato perché in un hotel dovrebbe essere concesso vendere schede internet solo a stranieri e non a cubani.
    Ti voglio raccontare brevemente un piccolo aneddoto. Un giorno, in Germania, mi capitò di parlare di Nietzsche e di alcuni aspetti della filosofia nichilista e un signore di una certa età che era con noi, senza che nessuno gli avesse chiesto nulla di nulla, si mise a fare uno sproloquio per giustificare tutti quelli che avevano collaborato con il nazionalsocialismo soltanto pensando di aver fatto il loro dovere; tirò in causa la depressione, la pace punitiva, il sentimento oppresso dei tedeschi, la manipolazione della stampa.. ma nessuno aveva nemmeno nominato il nazismo in quella occasione. Questa si chiama coda di paglia, che nel caso di un vecchio aderente al nazismo mi sembra ovvia, ma francamente la trovo pesante, obsoleta e noiosa nelle persone che nel 2009 sono, e hanno tutto il diritto e la dignità di esserlo, comunisti. Insomma, che senso ha lavarsi la coscienza sotto le mentite spoglie di un orgoglio ostentato e perché poi lavarsi la coscienza? Io rispetto molto il comunismo, ma rispetto il comunismo che affronta i problemi reali, non quello che tira fuori le gloriose rivoluzioni per rispondere ad una domanda. Se Cuba è socialista e funziona, allora peché, come si vede da quel video, un cubano non può acquistare una carta per il web? Questo io lo chiamo censura, ma con questo non metto in discussione Cuba, la sua storia, il sistema socialista; ne tanto meno con questo voglio esaltare gli Usa o il capitalismo.. come del resto non mi pare di aver fatto se non per bocca di chi mi ha risposto, nuovamente trattandomi come il nemico imperialista.
    Chiudo soltanto osservando che anch’io sono molto amareggiata per la situazione italiana e per il fatto che non esista più un opposizione e qui, sì rimpiango davvero i comunisti. Il fatto di vivere in un paese in cui le parole hanno perso senso e dove si inventano termini orrendi come “respingimento” che anche grammaticalmente non esistono e non hanno senso mi fa proprio soffrire. Però non mi pare di aver detto da nessuna parte che in Italia si sta meglio che a Cuba

  63. Nadiaeva Says:

    scusa…l’anonimo precedente era NADIAEVA ho cambiato pc e non c’era più scritto il mio nome in automatico..oops

  64. Bortolo scrive: “visto, Nadia, come volevasi dimostrare. Risposte sulle stupidagini scritte da Elio ce ne sono da dare ma tanto sono inutili. Visto aperto il report “cuba libera”….vi prego continuate fate troppo ridere e siete prevedibili.”
    Ridi Bortolo, ma io te lo ripeto: Ma non ti v ergogni? La tua presunzione unita alla stupidità fa ben poco ridere. Se non sai di che parli e ti limiti a ripetere i soliti luoghi comuni e le solite frasi da cialtrone fascista, più che ridere ci sarebbe da preoccuparsi.
    Quì purtroppo si continua con discussioni che partono da un equivoco di fondo generato dall’assoluta non conoscenza della realtà cubana.
    Ripeto, Yoany Sanchèz, di cui non condivido nulla così come un comune amico cubano che come me la considera una provocatrice professionale arricchita dai dollari generosamente elargiti a favore di chiunque si presti a denigrare Cuba con lo scopo di rovesciarne il sistema e che, lo riprto, la stragrande maggioranza dei cubani non se la cagano, NON E’ CENSURATA! Finanziare la “dissidenza mediatica” fa parte delle nuove strategie atte a far sollevare il popolo cubano dopo i clamorosi fallimenti di tutti gli atti terroristici messi in atto da cinquant’anni e che hanno procurato oltre tremila morti, tra i quali un nostro giovane connazionale.
    Altra stupidaggine sostenere che i cubani non possono comprare le tessere per internet da utilizzare negli internet point o negli alberghi. Chiunque può testimoniare che in questi luoghi ci sono sempre lunghe file DI CUBANI tanto che si stanno potenziando in ogni provincia questi luoghi per permettere accessi più facili senza dover fare lunghe code. Semmai si può discutere dei costi di connessione, ma questo sarebbe un lungo discorso e le cause assicuro che sono ben altre che il desiderio di censura del governo che al contrario ritiene lo sviluppo informatico, internet compreso, indispensabile allo sviluppo del paese. Dovremmo parlare di capitalismo ed imperialismo arrogante e criminale, quello che fa scandalizzare qualcuno che scrive quì ma che purtroppo è una triste, violenta e criminale realtà che sta alla base dell’inferno in cui viviamo, commpresi i paesi ricchi dove dietro alle ricchezze di pochi si nascondono tragedie e malesseri sempre più evidenti. Se per cercare di nascondere tutto questo si intende continuare con propagande atte a denigrare paesi che non ci stanno a questo massacro, Cuba in testa, temo che il futuro che ci attende sarà poco piacevole. Anche perchè la speranza Obama è già fallita prima di iniziare. Finanziare il fallimento delle manovre finanziare dei ricchi con i fondi sottratti ai bisogni dei più poveri ed incrementare, è stato approvato oggi dal Parlamento Usa, i fondi per le guerre in Iraq ed in Afganistan, è la prova più lampante della continuità, o meglio dell’incremento, dell’aggressività dell’imperialismo criminale.
    Continuare a tirare in ballo lo spauracchio del comunismo è semplicemente ridicolo, chi ha a cuore il fututo dei nostri figli dovrebbe lasciare queste stupide propagande ai vari “papi Silvio” ed ai loro dipendenti. L’umanità se si vuole salvare dal disastro giunto ormai al punto di quasi irriversibilità, forse dovrebbe interrogarsi sulle vere cause che ci hanno portato a questa situazione e discutere seriamente sulle strategie per uscirne. Per fare questo bisogna iniziare proprio dal rigetto di quell’informazione mediatica vergognosa che vuole farci credere che le vittime siano i carnefici e viceversa. Non a caso i media, internet comprso, sono nelle mani di “papi Silvio” e dei suoi simili. La prima azione da fare sarebbe proprio quella di riappropriarcene e renderli dei servizi di pubblica utilità. USO SOCIALE! Proprio come succede a Cuba….

  65. Involontariamente ho inviato senza identificarmi.

  66. Nadiaeva Says:

    La mia domanda rimane senza risposta, a meno che non si consideri come tale una negazione del fatto senza spiegazioni del fatto in se cosa che continua a fare eliolibre. Proseguire nel ripetermi che ci sono problemi più gravi non risponde e di certo spostare il discorso su papi silvio nemmeno. Temo che dovrò cercare la mia risposta altrove. Grazie comunque

  67. Sei una fascista, senza ritegno…..perchè chiedere cose che neanche più gli anticastristi di miami ne parlano più. La verità è una la nostra il resto sono problemi di papi silvio. ahhh
    Ti avevo avvertito Nadia. E’ inutile, tanto hanno sempre ragione loro. Perchè perdere del tempo??? Grazie cmq,almeno ci siamo fatti 4 sane risate nel leggere le risposte dei campioni di verità. Se conoscessero veramente Cuba e fosser meno idelogilizzati tutte queste favole non avrebbero il pudore di non raccontarle.

  68. Torbolo, continua pure a ridere, però almeno fallo su siti più consoni alla tua volgare villania. E sappi che seppure hai cambiato nick la tua identità è ben nota a chi non ha la memoria corta. Con un nome e con un’altro continui a dimostrato che sei sempre un volgare provocatore in classico stile FASCISTA.
    La risposta Nadia ti è stata data più volte, te la ripeto: LA SANCHEZ NON E’ CENSURATA! Se vuoi la risposta che fa piacere a te dattela da sola, anzi te la sei già data “(se poi questa censura è finta andrà dimostrato, ma per ora le informazioni più convincenti che ho mi rivelano che è vera). Credo che se continui ad informarti sui giornali di papi Silvio crederai anche che Veronica Lario si è fatta imbrogliare dalla sinistra al punto da dichiarare che su marito “e’ una parsona che non sta bene ed ha bisogno di aiuto”. Perchè è proprio l’informazione falsa che in questo paese ci sta portando alla rovina convincendoci che siamo invece nelle mani di un dio in terra che ci regala il paradiso…. Notare la similitudine con i tempi del Duce….
    Discorso chiuso.
    Adios

  69. Ottimo Elio. Discorso chiuso.
    By by soliti noti. Alla prossima.

  70. Perché a Cuba, come si vede chiaramente da un video, viene negato l’acquisto di una carta per accedere al web ad un cittadino proprio in quanto cubano? Questa era la mia domanda, il video si può vedere anche su youtube o sul blog del diavolo in persona pagato dalla cia o che altro ne so.. chiaro che non mi apsetto più risposte sensate a questo punto della discussione.
    Grazie del benvenuto e del repentino ben andato Maria Rubini.

  71. Allora Nadia, basta nel insistere. A Cuba, la Sanchez NON E’ CENSURATA.
    Tutti i cubani, con il loro palmare, o il pc dato gratuitamente a tutti i cittadini possono leggerla. Lo stato rivoluzionario cubano, non ha paura di una menzognera come la Sanchez. Il popolo cubano,ride e sbeffeggia questa impertinente che si arrichsce alle spalle di un popolo fiero. forse non sai che con tutti i soldi che gli ha passato al CIA, inutilmente, è diventata socia con la Fiat, nell’ acquisto della nota industria automobistica nord americana. Ha presentato al papi silvio Noemi, e con speculazioni azzardate ha fatto scoppiare la crisimondiale. Ha capito chi è questa santerrellina!!!!!
    p.s.Non credo che sai chi sono, perchè è la prima volta che scrivo, ma mi mi sono letto un bel po’ di post. Comunque siccome Voi dite il vero sicuramente ho già scritto e sono il solito noto con un indiscutibile stile e storia fascista. Agli ordini.
    Questo post verà censurato cara Nadia, fai veloce a leggerlo.

  72. Vi consiglio di leggere i vecchi post su Cuba di questo blog, con tutti i relativi commenti che sono centinaia.

    Ciao

  73. Antonella Says:

    Nadiaeva, appena posso…

  74. -chiaro che non mi apsetto più risposte sensate a questo punto della discussione-
    Ti ho risposto più volte, ma tu fai finta di non capire e continui a suonare un vecchi disco vecchi di cinquant’anni. Visto che fai finta di non comprendere te lo ripeto: NEGLI INTERNET POINT CI SONO SEMPRE LUNGHE CODE DI CUBANI!!!!! Io comunico quotidianamente con molti cubani, con tutti i miei famigliari e centinaia di amici. Mi ha appena scritto un’amica scusandosi per il ritardo dovuto al fatto che NON SEMPRE TROVA IL TEMPO PER FARE LE CODE! Da un recente studio risulta che le limitazioni ad Internet sono praticate più in paesi poderosi quali la Cina e gli Stati Uniti che a Cuba…. Cuba è invece vittima dell’embargo informatico praticato dalle grandi compagnie, Google ad esempio, che se ne vanta pure.
    Non ti è mai venuto il dubbio che su You Tube si pubblichino dei video farlocchi? E quante notizie false sono state pubblicate e messe in giro dai media per denigrare Cuba? Diciamo il 99,9 per cento?
    Comunque mi pare che Maria avesse chiesto di finirla quì….

  75. Nadiaeva Says:

    Veramente eri tu, eliolibre, ad aver chiesto di chiudere sulle tue parole. Comunque scusa, Maria Rubini, è ancora possibile replicare o preferisci che il discorso si chiuda qui?
    Grazie

  76. Internet a Cuba, esiste ed è limitato. I coreo publico quello che dice Eliolibre, c’è solo nei capoluoghi di provincia. Non è un vero internet puoi aprire la posta con l’ indirizzo correo de cuba.cu, e visitare un po’ di pagine, ma comunque censurate. Il costo è sempre di 6 cuc ora il 50% dello stipendio mensile di un cubano. Vero dell’ embargo, ma è anche vero da 2 mesi gli stat uniti hanno liberalizzato le linee, ma il governo cubano deve dare ancora una risposta. Per completezza dell’ informazione, il sito desdecuba, dove scrive la Sanchez è oscurato a Cuba.

  77. Exacto, Internet en Cuba existe, es caro, es limtado y lento.
    Sin embargo lo que Yoani oculta es que su pâgina cuenta con privilegios ^de conexiôn.
    El servidor de desde cuba.com estâ alojado en Alemania registrado a nombre de Josef Biechele. Quiên es este personaje? El soporte têcnico que da servicio casi en exclusiva al blog cuesta varios cientos de miles de dolâres. De dônde proviene este dinero?
    Cuba es un paîs con un limitadîsimo ancho de banda y quien se conecta en la isla lo hace a una velocidad de 30 a 40kbps y a duras penas puede consultar su correo electrônico.
    Yoani, en cambio, convoca a manifestaciones a traves de Twitter que apenas se utilizan en la isla,
    Serâ casualidad que el Grupo PRISA, principal agencia europea de apoyo a Yoani es tambiên propietario de Noticias 24 el blog de la oposiciôn venezolana mâs agresivo contra Châvez?

  78. Potete continuare tranquillamente ma sappiate che io continuerò a postare altro, in questo periodo non posso soffermarmi su un post e seguirvi come vorrei.
    Un saluto a tutti, se non si scende agli insulti siete sempre tutti benvenuti.

  79. Pedro le tue domande, sono giuste. Ti rispondo per quello che so.
    La piattaforma usata dalla Sanchez, è la stessa che usiamo qui. La wordpress. Dopo la chiusura a cuba, la worpress, gli ha dedicato un altra piattaforma, perchè non venisse oscurato per esempio anche questo blog.
    come tutte le piattaforme, sono gratuite, si ripagano con pubblicità o altro.
    Ricordiamo che il blog generation y ha circa un milione di contatti giornalieri. Ricordiamo che le domande legittime che tu fai, sono pù o meno uguali a quelle che i cotestatori di Grillo hanno fatto a suo tempo. Come vedi tutto il mondo è paese.
    La cosa invece che trovo interessante è che per esempio,questi fenomeni della rete, come la Sanchez, Grillo, e molti altri fanno una pubblicità enorme al uso di internet, moltiplicando così gli abbonamenti, e creando un bisogno quasi indispensabile di avere tutti un compiuter. Mettendo nella testa del cosumatore o lo hai,oppure sei fuori gioco. Ma tutto questo non sono responsabili chi come noi scrive, ne siamo inconsaovoli mezzi, ma le ditte, produttrici e fornitori di servizi, che sviluppano e ingrandiscono tutti i fenomeni web/mediatici, guadagnando un sacco di denaro. Quindi se proprio vogliamo vedere al di là del fenomeno Yoani, sono a mio modesto parere queste le ragioni del suo enorme successo. Chiaramente quello che scrive è anche interessante perchè fa vedere una realtà ai più sconosciuta e tenute nascosta.

  80. asiadecuba Says:

    Vi segnalo questo articolo:
    http://www.2americhe.com/pezzi/cuba-mina-yoani.html
    Per quanto grandi siano le dimenticanze di Yoani, quelle di minà le sorpassano di molto.

  81. Beh, citare Cavallini come fonte di verità, questa è proprio grossa! Cavallini e’ un professionista didito a tempo pieno alla denigrazione di Cuba ed il suo odio per Minà e Carotenuto, oltre che al più modesto sottoscritto, rasenta la follia. E non vorrei che Asiadecuba e Cavallini siano la stessa persona…. Segnalare con l’anonimato le sue performances è nel suo stile…. così come intervenire sotto mentite spoglie in qualsiasi sito si discuta di Cuba….
    Ps. Come sempre Pedro ha riportato la questione dentro i giusti binari. A Yoany le gusta el dinero, costi quel costi, anche la libertà del popolo cubano così eroicamente conquistata e difesa dall’aggrssione imperialista e da milioni di cavallini….

  82. Nadiaeva Says:

    Ma non è che il signor eliolibre in realtà è Maurizio Belpietro sotto mentite spoglie? Sono notevoli le analogie della tecnica argomentativa, in entrambi i casi è semplice, secca e poco pertinente e solitamente si traduce con un “no! Perché io ne so più di te”.
    Ora, siccome ho potuto notare che, invece, molti altri interlocutori di questo blog riflettono e pongono questioni pertinenti, non è che qualcuno tra i sostenitori di Cuba ha qualche argomento in più per rispondere ai problemi posti qui? Specialmente negli ultimissimi interventi di asiadecuba e prossi? Sarebbe molto interessante grazie.

  83. Visto che sei piuttosto dura di comprendonio, te lo ripeto, se vuoi le risposte che ti fanno comodo, dattele da sola, magari scrivendo con un diverso nick….
    Ora basta, Maria potrebbe spazientirsi, pensa quello che vuoi e cerca di non tirarmi più in ballo, grazie.
    Bye

  84. Hai capito Nadia, non lo spazientire, se no ti da le fonti da dove tira fuori le sue strampallate notizie. Scusa ma tu Eliolibre comandi in questo blog che sai quello che pensa Maria Rubini. Ogni 3×2 gli dai ordini, almeno sembra.

  85. Dire che Yoani, piaccia il denaro, in un paese dove la popolazione non ha i soldi per comprare un paio di scarpe è un neologismo. Forse conoscete qualche cubano che in cambio di qualche piccola probenda non faccia qualche servizio. Se guadagnare onestamente qualche soldo, scrivendo un libro, che parla di cuba vi sembra sbagliato, sarei curioso di capire il perchè. Cuba ha fatto la fortuna di moltissimi scrittori, primo fra tutti Gianni Minà, che con l’ intervista a Fidel ha venduto milioni di copie in tutto il mondo. L’ assioma, si parla male di Cuba si guadagna, è sbagliato, perchè è dimostrato anche il contrario. Certo che quando si critica qualcuno di più grande di noi si ha visbilità. La sindrome di Davide e Golia.
    Pensate che se il bravo Travaglio, non attacasse il potere dominante in Italia, potrebbe avere così tanto succeso di vendite. Guarda che strano, i sostenitori di Papi silvio dicono le stesse cose di Eliolibre “quel Travaglio lo fa per i soldi”. Poi perchè pensate che gli scritti della bloghera possono rovinare la rivoluzione, non ha un esercito, non sta organizando bande violente. Scrive delle piccole verità critiche di Cuba. Perchè fa così paura? Se i conoscitori di Cuba come Eliolibre dice che sono tutte bugie. Cuba è visitata da 2.500.000 di persone ogni hanno, se la Sanchez dice cose di pura fantasia la gente lo vede. Poi perchè attaccarla e vietare la visione del suo blog a Cuba, se racconta bugie che problema c’è. Anche se può influenzare l’ opinione pubblica mondiale(cosa che trovo impossibile),e dice delle bugie verebbe presto smascherata. Questo accanirsi nei suoi confronti fa pensare che forse si voglia tenere nascoste le verità che racconta. Ovvero che Cuba purtroppo è arrivata alla frutta, la gente soffre e ci sono delle disparità sociali enormi. Forse.

  86. asiadecuba Says:

    Massimo Cavallini è uno psicopata, a Yoani le gusta el dinero. Eliolibre, io non conosco né Cavallini né Yoani, ma siccome a Villa Marista ci sono stata due volte, conosco le argomentazioni degli uomini della seguridad cubana (los segurosos”. Egualitas, pero egualitas a las que usa usted. Stessa arroganza, stessa ignoranza, stessa sicurezza di quelli che sanno di stare dalla parte di chi comanda. Tutti quelli che no pensano come loro sono pazzi o corrotti. Così la pensano gli sbirri. E così la pensa Eliolibre.A me sembra invece che guardare alle dimenticanze di Minà e confrontarle con quelle che Minà attribuisce a Yoani sia molto utile. Direi illuminante.

  87. Decir que Cuba ha “fatto la fortuna de moltisimi escritori” es desconocer la trayectoria profesional de Gianni Minà. Si aplicamos este absurdo criterio significa que Garcîa Mârquez y el teolôgo Frei Betto tambiên se lucran escribiendo sobre Cuba.
    Yoani Sânchez no causa temor en Cuba, es intrascendente y el pûblico que la apoya reside , en su mayorîa, fuera de la isla. En cuanto a las “miles de visitas” que ingresan a su pâgina basta revisar los nombres de los que intervienen y comprobar que todo se reduce a un cîrculo restringido de personas que emiten mensajes continuamente.
    Alguien ha tenido la oportunidad de ver el video que muestra las confortables condiciones de vida de Yoani? Con que calidad moral habla de hambre y miseria?
    en uno de sus escritos se lamenta que en cierta ocasiôn no pudo asistir a la universidad porque carecîa de zapatos…. mientras en muchos paîses de Latinoamêrica poseen calzado y ropa de marca pero no tienen acceso a la educaciôn porque el sistema estâ inserto en las leyes del mercado.

  88. Grazie Asiadecuba, per aver segnalato il mio articolo. Di Eliolibre non ti preoccupare. Mi insulta sempre per via della disparità delle nostre vedute su Cuba, ma non è uno sbirro. Anzi: sono certo che, in fondo all’anima, mi vuole bene almeno quanto io ne voglio a lui. Quanto a Yoani, mi pare che Prossi abbia inquadrato molto bene la questione. Perché i piccoli quadretti di vita quotidiana che Yoani dipinge – in termini sostanzialmente a-politici e certamente a-ideologici – hanno un tanto dirompente effetto? Questa è la vera domanda. Ed è anche, e non per caso, quella che Gianni Minà più accuratamente evita di porsi.

  89. Per Pedro. Yoani è tanto “intrascendente” che lo stesso Fidel si è preso la briga di attaccarla. Inoltre dovresti evitare – per non cadere nel ridicolo – di paragonare topi ed elefanti. García Marquez è un premio Nobel per la letteratura. Gianni Minà (la cui sintassi italiana non passerebbe al vaglio di un esame di terza media), prima della sua prima genuflessione (qualcuno la chiama intervista) di fronte a Castro era noto soprattutto come presentatore di Domenica in. E la sua improbabile ascesa al rango di “latinaericanista” è avvenuta in totale simbiosi con Cuba e con Fidel. Un’ultima osservazione: scrivere che i lettori di Yoani vivono tutti fuori di Cuba, è un po’ come affermare che, a Cuba, nessuno legge, che so, Reynaldo Arenas o Cabrera Infante. Infatti, a Cuba nessuno legge Yoani perché l’accesso a Internet è proibito (o proibitivo, o, comunque, soggetto a permesso delle autorità). Esattamente come i libri degli autori all’indice. Meditate, gente, meditate…

  90. Pedro, benissimo; una domanda, perchè Cuba vieta l’ uscita alla Sanchez? Perchè Minà puo entrare ed uscire all’ europa liberamente?
    Perchè queste differenze, per due scrittori che parlano di Cuba, e guadagno onestamente del denaro per questo. Secondo te esistono scrittori buoni e scrittori cattivi? Cosa ti ricorda la notte dei cristalli in Germania, pre nazista? Attenzione, a giudicare in buoni e cattivi, mettere all’ indice dei liberi pensatori è sempre pericoloso a qualsiasi latitudine e ideologia. Ben venga la critica, ma non la facile denigrazione e censura dell’ intelletuale di turno.

  91. asiadecuba Says:

    Non conosco Eliolibre e non ho mai detto che è uno sbirro. Ho soltanto fatto notare che le sue argomentazioni contro Yoani e Cavallini sono le stesse che usano gli sbirri della seguridad.

  92. oi, oi,oi, adesso si che la cosa si fa interessante. Vediamo cosa potrà rispondere il difensore civico della dinastia Castro.
    1) I tratti fascisti del tuo intervento, Cavallini, non potevno essere differenti
    oppure
    2) Il ciarpame(vocabolo molto di moda), delle tue argomentazioni, mi fanno ridere, vigliacco.
    oppure
    3) (da repertorio consumato) Senti chi parla, un pennivendolo, con una pensione d’ oro, invidioso di Minà. Magari, un cialtrone come te avesse fatto la metà di quello che ha fatto minà
    La conclusione, sarà sempre :la Yoany (scritto sbagliato) aCuba non se la fila nessuno , non è censurata. Maria chiudi qui questa assurda discussione.

    Si accettano scomesse, l’ introiti andranno alla signora Sanchez.

  93. Non essere cattivo, Bortolo. E’ vero: Eliolibre sbraita, insulta, calunnia, scrive cose che non stanno ne’ in cielo ne’ in terra. Ma lo fa sempre per amore. E finisce sempre per fare del male soprattutto a se stesso. Io gli voglio bene.

  94. Paolo Conte , direbbe che le mie sono “parole d’ amore scritte a macchina”
    Anche io gli voglio bene, se non altro per le sane risate.

  95. Admitamos hipotêticamente que la preparaciôn intelectual de Gianni Minâ es insuficiente (segûn Cavallini) .
    Cômo explicar que su libro haya vendido millones de ejemplares?
    Se puede calificar de “escritor” a toda persona que posee un blog?
    Es Yoani Sânchez bloguera o escritora?

  96. Nadiaeva Says:

    Di certo il fatto che uno venda molte copie di un libro non è sintomo necessario di qualità della sua scrittura, tant’è che anche Bruno Vespa vende parecchio.. Ma il punto, ovviamente, non è la quantità di lettori di un blog o di un libro, piuttosto l’effetto che questi producono. Se, come si notava prima, non Bruno Vespa ma Fidel Castro in persona si è scomodato a scrivere delle righe sulla Sanchez, beh allora l’effetto prodotto è innegabile e solitamente testimonia una certa preoccupazione. Non credo che a questo punto sia più legittimo dire che la Sanchez a Cuba non se la fila nessuno…

  97. asiadecuba Says:

    Mettiamola così: Minà ha venduto molte copie per due motivi. Il primo: perché intervistava Fidel Castro che, nel bene o nel male, è uno dei grandi personaggi del XX secolo. Tutti i libri-intervista di Fidel sono diventati best seller. Secondo: perché quel che Minà non possiede in termini di talento letterario o di cultura, lo compensa con indiscutibili capacità di marketing. Il Minà che si muove da solo, staccato dal suo marchio di fabbrica (il suo rapporto con Fidel), non riesce a partorire che pseudo analisi sgrammaticate e superficiali. Non capisco la domanda se Yoani sia una scrittrice o una bloguera. Lei si definisce una bloguera e, molto intelligentemente, ha sempre sottolineato il contrasto tra la modestia delle cose che scrive e gli effetto che le cose che scrive producono. Il segreto del suo successo sta tutto in quel paradosso. Ed è proprio questo il punto sul quale varrebbe la pena ragionare

  98. Antonella Says:

    Ammesso (e non concesso) che Minà fosse famoso solo per condurre un programma domenicale, questo non ne fa un giornalista da quattro soldi.
    L’intrattenimento può essere fatto in modo meno becero di quello a cui persino i salotti politici, frequentati da noti personaggi della sinistra, ci hanno abituati.
    Ovviamente niente a che vedere con le vittorie rivoluzionarie ed emancipatore di Vladimir Luxuria!!!

    Nadiaeva: c’è chi dice che la Sanchez usi comodamente il suo portatile dalle hall degli hotel. Senza che nessuno si sogni di impedirglielo. Per cui…vai a sapere se sia vera la storia della scheda negata o quella della signora Sanchez che si dedica al suo blog girovagando negli hotel cubani.

    Quanto alle cose che racconta, non sono neanche una novità.

    Due anni e mezzo fa partecipai, da semplice ascoltatrice, al Congresso latinoamericano dei sociologi rurali. Nelle diverse “mesas” c’erano anche sociologi cubani alcuni dei quali critici verso il loro governo rispetto alle politiche in campo rurale. Seppure critici non si sentivano affatto fuori dal progetto iniziato con la Rivoluzione.
    Fra gli altri c’era una sociologa, un’amica con cui abbiamo chiacchierato diverse sere a cena, che si lamentava di come a Cuba, così come ad esempio in Italia, le donne in alcuni settori (in quel caso l’università) non avessero le stesse opportunità di carriera rispetto agli uomini.
    Detto questo, difendeva l’esperienza cubana a spada tratta. E sottolineava mille e mille volte come, pur nelle sue contraddizioni, Cuba è un paese in cui gente come lei, che è afrocubana, oggi ha l’opportunità di fare ricerca all’università, di girare il mondo grazie a quel lavoro.

    La questione della Sanchez è piuttosto un’altra, ed è quello che Minà dice, a mio avviso, giustamente: non è vero che il suo blog sia scevro da ideologie. Non è affatto vero che ciò che scrive non ha connotazione politica. Il suo è un attacco continuo al governo cubano. E all’esperienza che ha rappresentato e rappresenta.

    Vorrei farti cenno alla vicenda di un altro cubano che, a suo tempo, fece molto parlare il mondo e accusare Cuba di violare i diritti umani. Armando Valladares.
    Compianto da mezzo mondo per essere un invalido incarcerato nelle prigioni castriste. E che, alla fine, uscì da quelle carceri con le sue gambe. Uscì, immagino in seguito a pressioni internazionali, nonostante alcuni dicano che fosse implicato nelle vicende del terrorismo a Cuba.

  99. Quello che fa di Gianni Minà un giornalista da quattro soldi (ed anche qualcosa di peggio) sono due cose, Antonella. 1) Il modo servile (o decisamente “embedded”) con il quale concepisce l’informazione da e su Cuba. 2) la campagna denigratoria che, in perfetta sintonia con il governo cubano, conduce contro chiunque abbia un atteggiamento critico verso il castrismo. Rileggiti l’articolo laddove parla delle Dame in Bianco, che Minà non esita a descrivere come una sorta d’invenzione della propaganda anti-cubana, “dimenticandosi” di ricordare come, in realtà, siano le mogli, le figlie e le sorelle di giornalisti condannati a pene molto prossime all’ergastolo per reati d’opinione. Ho il massimo rispetto per il pensiero dei sociologi rurali con i quali tu ha scambiato opinioni, cara Antonella, ma questa, sotto qualunque latitudine, si chiama disinformazione. Altro che Yoani che dimentica di raccontare i grandi successi della rivoluzione. A me Minà ricorda quei portavoce della giunta militare argentina che, quando qualche giornalista straniero (non da quattro soldi) chiedeva della madri de la Plaza de Mayo, rispondevano loro: “che ci volete fare sono delle vecchie pazze”.

  100. Vedo con mio stipore che il bravo Pedro non risponde alle mie semplice domande. Parla di Minà, come grande scrittore, noi ne siamo felici. Ripeto in maniera stupida quale io sono ,rispondi alle semplice domade che ti pongo.
    Antonella carissima, che belle parole che sai scrivere, il politichese che piace molto, a noi settantettini. Ma in pratica cosa vuoi dire?
    Forse che chi scrive delle banali verità, come la Sanchez è pagata da qualcuno. Allora sono pronto a crederti, ma portami delle prove. Tutto quello che appare sul web, è opinabile fino a prova contraria, video, discorsi e critiche. Visto i tuoi scritti, che magari approvo, dimmi con Morettiana storica frase “chi ti paga le sigarette” perchè questo è importante capire cara Antonella. Se domani arrestano la Yoani, forse tu hai qualche responsabilità? Fammi capire a Cuba non più tardi di 2 giorni fa è stato condannato Alberto du Bouchet a 3 anni di carcere; faceva parte della pericolossima agenzia indipendiente de prensa cubana, tu cosa pensi. Buoni liberi e cattivi in galera. Ma chi sono i buoni e cattivi?
    Quelli che decidi tu? Forse le invettive di odio che scrivi, sono simili a chi piace la censura, che con la menzogna gioca con la vita altrui. Fondametalmente cara Antonella, ti piace giocare con la libertà altrui solo per dimostrare il tuo potere. Quando si lanciano accuse, bisogna avere delle prove, se no siamo solo dei piccoli despoti.Tu fino ad ora non hai portato alcuna prova. L’ aspettiamo. Grazie.

  101. Nadiaeva Says:

    Cito Antonella: “Il suo (della Sanchez) è un attacco continuo al governo cubano” e perché dovrebbe essere da cialtroni, infami e avidi attaccare il proprio governo se non se ne condividono le politiche, qualunque esse siano e qualunque sia il nostro pensiero? Questa dovrebbe essere vera democrazia no? Il diritto di esprimersi dovrebbe essere sempre garantito, al di là dei contenuti politici. Se non esiste la contestazione la società si appiattisce, la vera forza della democrazia è il dissenso, come mai questi valori non valgono più se si tratta di Cuba e della Sanchez, mentre è virtuosa l’intervista di Minà, che a tutti gli effetti non produce nessun contradditorio? Attenzione perché qualche volta si sfiora la retorica di papi..

  102. Nadiaeva Says:

    …per non dire quella del nonno che costruì tante scuole e bonificò tante zone e cercò di dare tanta dignità ai suoi giovani attraverso un’esperienza gloriosa…

  103. Carlo Z. Says:

    “Questo io lo chiamo censura, ma con questo non metto in discussione Cuba, la sua storia, il sistema socialista”

    Vorrei partire da questa frase di Nadiaeva. Condivido. A Cuba sono esistiti ed esistono episodi di censura. La Sanchez ne è un esempio ma non il più emblematico. Anche ad ammettere che il suo sito sia oscurato nel paese, lei può continuare a gestirlo. Non le viene materialmente impedito. E’ censurata ma, ripeto, la storia delle censure a Cuba ha visto momenti peggiori. Uno per tutti, quello di Heberto Padilla. Mi permetto di suggerire una breve ricostruzione della BBC Mundo al seguente link:
    http://news.bbc.co.uk/go/pr/fr/-/hi/spanish/specials/2008/cuba/newsid_7767000/7767781.stm

    Si può accettare che esista censura ed allo stesso tempo augurarsi che il socialismo cubano sopravviva altri mille anni? Mi annovero tra questa ridotta schiera di soggetti che ritengono che le censure siano un male per Cuba e che però si augurano che Cuba continui a resistere ed ovviamente a migliorarsi.
    Qui vorrei portare alcuni argomenti, in parte polemici.
    Non si puo’ leggere Cuba con gli stessi parametri con cui guardiamo alla nostra realtà. In primo luogo l’idea di “democrazia” non è detto che debba coincidere con una sola esperienza, ossia quella delle democrazie cosiddette borghesi. La nostra “democrazia”, con tutti i suoi rituali di partecipazione, è ormai un contenitore vuoto. Proprio non me la sentirei di proporla come modello. Ma torniamo a Cuba. Guardare al socialismo cubano ed ai suoi limiti applicandovi lo stesso metro di giudizio con cui critichiamo le “illiberalità” dell’attuale governo del nostro paese significa non tenere conto della storia. E per favore, accetto contestazioni solo da chi non consideri la Storia un inutile orpello. Dico così perchè mi sembra di notare un certo atteggiamento da parte di chi esige risposte puntuali sul qui ed ora e considera un “parlar d’altro” ogni discorso che intenda contestualizzare il presente cubano. Ripeto, se contestualizzare e quindi anche spiegare, tenendo conto della Storia, significa parlar d’altro, allora non ci può essere dialogo. Invece, la Storia di Cuba spiega molto. Perchè è esistita ed esiste censura a Cuba? La domanda fa il paio con un’altra di carattere più generale, ossia perchè a Cuba esiste il Partito Unico? Ci possiamo rispondere in due modi: perchè Fidel Castro è un dittatore, ma è una non risposta. Oppure perchè a Cuba c’è stata una Rivoluzione. La storia di Cuba, dal 1959 in poi, è la storia di un paese uscito da una Rivoluzione. Anzi, per essere più precisi, mai uscito da una Rivoluzione. Una Rivoluzione è tale se cambia la costituzione materiale della società altrimenti non è una rivoluzione. Quella cubana è stata una rivoluzione vera perchè ha impresso un cambiamento radicale a quella società. E’ stato un momento di conflitto di classe dai contorni abbastanza evidenti. Una società polarizzata come quella cubana alla vigilia della rivoluzione nè è risultata sconvolta per la vittoria, detto con un tanto di semplificazione, di una classe sociale su un’altra. I possidenti terrieri ed i grandi investitori ne sono stati espulsi, la grande borghesia (in assenza o nella debolezza di un’esigua classe borghese media) ha fatto le valigie. E’ stata la presa del potere dei ceti popolari per il tramite di un’elite d’avanguardia. Non voglio annoiare ma senza tenere conto di tutto questo, ogni discorso o analisi sulla Cuba attuale non ha senso o è viziato all’origine. Dunque cosa spiega la storia? Che la società nata dalla rivoluzione si è qualificata da subito (dal 1961, per l’esattezza, con il discorsco di Fidel Castro sul carattere socialista della rivoluzione), come espressione di un potere di classe. Ora devo brevemente citare un’autrice che di Cuba e di Rivoluzioni se ne intende, è la sociologa cilena Marta harnecker da un articolo sul partito unico a Cuba. Scusate la citazione ma dice qualcosa che io meglio non saprei e che mi sembra abbastanza esplicativa:
    “L’esistenza di più partiti o di uno solo non è una questione di principio, non è un dogma; dipende dalla forma concreta che adotta la lotta di classe in ciascun paese, che non è estranea alla lotta di classe a livello internazionale. Considero che non dobbiamo cadere nè nel feticismo del pluripartitismo nè nel feticismo del partito unico. ci sono tipi di pluripartitismo che sono puramente formali. Allo stesso modo, il partito unico – che è stato uno strumento prezioso in alcuni paesi socialisti – può degenerare, se da esso si esclude il dibattito interno ed ogni forma di controllo popolare sui suoi militanti – com’è successo nei paesi socialisti dell’Est – in una dittatura del Partito. … Va bene, potrete dire voi, però perchè oggi che la dirigenza cubana sostiene che Fidel ha l’immenso appoggio della popolazione, non si consente la creazione di altri partiti? Suppongo che il seguente confronto può aiutare a comprendere il rifiuto cubano verso il multipartitismo. Perchè è stato tanto importante per il futuro di Cuba mandare all’ària i piani che aveva l’imperialismo con l’invasione di Playa Girón? Perchè era fondamentale impedire che si stabilisse una testa di ponte controrivoluzionaria che permettesse di installare nel territorio cubano un governo provvisorio che avrebbe ricevuto immediatamente tutto l’appoggio degli Stati Uniti per riconquistare da lì il resto del territorio; nello stesso modo, permettere a Cuba la creazione di altri partiti politici … significherebbe accettare in territorio nazionale una testa di ponte politica che servirebbe perchè attraverso questo canale penetri tutta la propaganda politica e le risorse della controrivoluzione installata a Miami e dello stesso governo degli Stati Uniti. Sarebbe assurdo che dopo quarant’anni di sviluppo indipendente e sovrano, i cubani, per soddisfare le richieste di alcuni settori autoproclamatisi “democratici coerenti” cedano gratuitamente questo spazio alla controrivoluzione. Sarebbe un’enorme ingenuità politica.” (l’articolo della Harnecker è del 2002). Credo che in questo scritto si trovino alcune possibili spiegazioni del Partito Unico a Cuba e, di riflesso, della volontà di procedere in direzione di un “pensiero unico” anche in altri settori delle libertà civili.
    Riguardo alla sanchez, alcune ragioni ne spiegano il successo. Tra queste, le possibilità aperte dalle tecnologie della comunicazione. Con internet si sono create nuove possibilità di veicolare idee e contenuti. Quello che racconta, dice e pensa la Sanchez, si sentiva spesso a Cuba già da tanto tempo. Chiunque abbia una semplice esperienza di turismo nell’isola può facilmente ricordare l’inconto con il tizio che qui non funziona niente, Fidel ci dirà anche a che ora dobbiamo andare a fare la nanna, Castro è come Mussolini, senza i turisti saremmo tutti morti di fame, il comunismo è una merda, ecc. La novità è che questo chiacchiericcio ha trovato una nuova forma d’espressione, ben confezionata (la sanchez è persona istruita) e pronta a trovare immediati ed entusiasti megafoni nelle schiere di democratici (spesso ex comunisti) d’occidente. Il governo se ne preoccupa perchè il messaggio della sanchez potrebbe dare una veste organizzativa al malcontento diffuso. E lo argina (censura) nelle modalità non nuove di cui anche in passato ha dato prova e per i motivi e le premesse sui cui mi sono tanto intrattenuto nelle precedenti righe. Tutto questo discutere della Sanchez ha un che di stucchevole in parte giustificato dalla novità che rappresenta questo episodio di dissenso dovuto alla forma in cui si esprime ossia il blog.
    Concludo con una breve osservazione. Fa un po’ sorridere quest’idea che la Sanchez si esprima in termini apolitici ed a-ideologici. Molto di ciò che scrive è esplicitamente politico (si intende che il termine “politico”, nella sua più importante accezione, abbraccia l’intero discorso sulla res publica, a meno che per politico non si intenda soltanto la questione della nomina di questo o quell’altro dirigente di partito) ed implicitamente ideologico. Parlare (male) di Cuba e del sistema sociopolitico che la regge è innanzitutto una atto politico cui fa da sfondo una prospettiva ideologica se con pervicacia (questo sostanzialmetne denuncia Minà) lo si fa ignorando il quadro generale in cui la vicenda rivoluzionaria cubana si inserisce, le sue premesse storiche e le conquiste realizzate. Che la Sanchez lo faccia inconsapevolmente non sta nè in cielo nè in terra, è abbastanza intelligente ed istruita da rendersene conto.

  104. Carlo Z. Says:

    Nadiaeva, tu avevi posto una domanda precisa riguardo al diniego di accesso ad una postazione internet opposto alla Sanchez in quanto cittadina cubana.
    Non ho elementi per risponderti tuttavia l’episodio me ne ha ricordato un altro accaduto in un mio viaggio a Cuba (non tanto recente però).
    Un ragazzo cubano mi raccontava che era stato multato (mi pare 40 centesimi di peso cubano) per essere entrato all’Habana Libre eludendo la sorveglianza per andare in bagno. Non poteva più trattenersi e l’unico posto che gli era venuto in mente, trovandosi all’incrocio tra la Rampa e la 23 (mi pare), era stato il prestigioso Habana Libre. Uscendo dal bagno era stato notato dal personale interno e condotto dalle guardie che lo avevano multato. Era ovviamente infuriato non tanto per la multa in sè quanto perchè esisteva una disposizione che impediva l’accesso dei cubani ai servizi igienici degli alberghi più importanti. Non so se esista ancora quella norma. Comunque, riflettevo che quell’episodio presenta un’evidente analogia con quello appena filmato e denunciato dalla Sanchez. E pensavo che una stessa evidenza può apparire anche molto diversamente a seconda di come la si veda. Se dovessimo applicare all’episodio a me riferito le stesse deduzioni dell’episodio della Sanchez, dovremmo concluderne che a Cuba era proibito fare la pipì!
    Ovviamente e più probabilmente ciò che ha denunciato la Sanchez è soltanto il fatto che non è consentito a tutti i Cubani avvalersi delle postazioni internet degli alberghi di maggior importanza. Anche se poi sembra che sia stato documentato che la Sanchez non avrebbe problemi di questo tipo (mi riferisco alla notizia pubblicato più sopra da MarioGC).
    Altro aneddoto personale. Feci il militare con la leva 89/90 a Roma. Per questo ebbi la possibilità per circa un mesetto di lavorare come autista di una di quelle automobili bianche (qualcuno di voi le ricorderà) con la sagoma dell’omino dei campionati di calcio Italia ’90. Il mio gruppo stazionava nei pressi dell’Hotel Excelsior di via Veneto, manco a dirlo uno dei più noti della capitale. Era divertente perchè avevamo libero accesso ai servizi di quell’albergo, mai più ne ho avuto l’opportunità. Me ne sono fatto una ragione 🙂
    Ecco, volevo dire che non ne ho più avuto la possibilità perchè ai comuni mortali, cittadini italiani o meno, non è consentito accedere ai servizi dell’Hotel Excelsior, almeno all’epoca era così. Certo, niente a che vedere con le proibizioni statali vigenti a Cuba, non vorremo mica confondere le odiose pratiche del totalitarismo con delle semplici disposizioni interne di un albergo privato!?

  105. Caro Carlo Z, la tua risposta è di grande interesse e per questo voglio ringraziarti. Legittimo, anzi direi essenziale, guardare al passato di Cuba per comprenderne il presente. Per qualche ragione, però, continuo a trovare qualcosa che non mi convince in tutta quasta giustificazione del partito unico e dell’opportunità di conservarlo. Sarà perché, nelle tue stesse parole, si legge con fervore questa analisi di un’alternativa positiva alla democrazia che io non riesco proprio a non vedere come un principio, al di là dei modi in cui si è declinato nella storia, di totalitarismo schiacciante. Il percorso che tracci per Cuba, le ragioni e le tappe con cui la rivoluzione è stata conservata, non sono lontani dal poter essere considerati come un progetto, un’idea iniziale (un corpo teorico, quello del comunismo) da applicare ad una società per renderla prospera e serena, e conservare tale risultato con ogni mezzo, perché è per il bene dell’umanità. Una politica di questo tipo si accompagna con quello che in filosofia si potrebbe definire il principio di dogma che ha, come caratteristica principale, quella di ritenere che una verità esiste ed è per l’appunto una sola. Tale principio implica, inevitabilmente, che il fautore della tale o tal altra verità sia convinto che la propria verità abbia valore unico, non perché vi sia qualche modo per spiegarlo, ma semplicemente perché questa verità esiste, addirittura (in alcuni casi più accesi di un realismo dogmatico) fisicamente da qualche parte custadita nei cieli o negli uomini o nelle autorità (ipse dixit). Ora, questo principio, quando è stato assunto a pensiero politico, ha sempre implicato un corpo di “regole” perché esso potesse essere applicato a tutti coloro che vi sottostavano. Lungi dall’essere una novità per la rivoluzione Cubana, lo stesso principio ha già accompagnato numerose esperienze politiche e storiche a cominciare dalla chiesa (che sicuramente è il caso più interessante), che ha imposto per secoli , con ogni mezzo, le verità rivelate poiché quelle erano le UNICHE verità.
    Il vero problema che il dogma ha insito in sé è proprio questa assunzione di esistenza di verità che però, come già molti filosofi dell’antichità, gli scettici, gli accademici ecc..notavano, non solo non è dimostrabile ma si scontra con il più semplice degli interrogativi ovvero “e se non esistesse la verità? e se fosse tutto frutto della percezione umana che, inevitabilmente ha un solo punto di vista sul mondo?” Porsi questa domanda significa soprattutto fare un atto di umiltà da esseri umani non onniscenti e considerare che, non essendovi una verità da qualche parte, per costruire un mondo è forse più opportuno trovare dei sistemi che permettano alle piccole verità relative dei piccoli uomini di unirsi in qualche momento o posto per dare luogo alle teorie. Questo Marx lo sapeva molto molto bene, la sua analisi politico-economica sulla lotta di classe e sui motori della storia non prevedeva certo l’instaurarsi di regimi così longevi, uno degli elementi chiave del pensiero di marx è proprio il concetto di rivoluzione che, per chi non ci avesse mai pensato, si esaurisce totalmente se, una volta fattane una, non si pongono le condizioni di dissenso per poterne fare un’altra in un altro senso. Certo, è facile rimproverare chi non vole sentirsi riproporre la storia del comunismo, di essere superficiale, ma quando si guarda con entusiasmo e gloria alla propria storia, purtroppo non si considerano mai abbastanza le idee..

  106. Carlo Z. molto probabilmente non ho capito quello che hai scritto.
    Vediamo di capire, al limite mi correggi. Secondo te e lo scritto che hai riportato, esistono 2 tipi di democrazia. A Cuba, c’è una democrazia diversa non sopraponibile a quella che conosciamo noi. Quindi se uno scrittore scrive un libro, può essere censurato messo all’ indice dal potere, questa è un tipo di democrazia; poi esiste un altra democrazia, che lo stesso scrittore critica un governo occidentale, nei paesi criticati non viene censurato. e’ questo che vuoi dire?
    L’ aneddoto del bagno è invece molto calzante. Il ragazzo non solo ha preso una multa, non di 40 cents, ma di 30 peso cubani(è la minima multa a cuba), per essere andato in bagno, ma la vertencia che gli hanno fatto molto probabilmente è stata per assalto al turismo, cioè è venuto a contatto con stranieri,cosa non molto gradita al governo cubano. Tornando ai 2 tipi di democrazie, se ho ben capito la democrazia che tu difendi fa bene a negare un visto d’ uscita alla Sanchez, senza nessuna motivazione. Prova a pensare se in Europa ci fosse una regola così.
    Penso che ci sarebbe una solevazione popolare. Ma come tu dici, esistono 2 tipi di democrazie. Devi sapere Carlo che molte persone che la pensano come te, hanno in realtà affari con il govero cubano, magari piccolo cabotaggio turistico, royalti su libri rivoluzionari (sicuramente non è il tuo caso), che quindi se dovesse cambiare qualcosa perderebbero queste piccole opportunità. Rimane il fatto, che a Cuba, non si può criticare il manovratore, perchè il manovratore non sbaglia mai. Ha ragione Nadia, quanti ricordi queste cose. forse anche in Italia, sessanta anni fa circa, c’ era una democrazia diversa, mannagia non l’ avevo mai capito.

  107. Voglio solo aggiungere, al fine di non sentirmi nuovamente dare dell’imperialista, che non ritengo il capitalismo e i sistemi economici occidentali il migliore dei modi per realizzare quello che intendo con un pluralismo sano e democratico, ma a livello di teoria sono certamente più vicina alle analisi di J. S. Mill o di Tocqueville che individuano, all’interno di un sistema democratico, l’errore, l’incertezza dell’opinione e la falsificabilità di quest’ultima i veri argini di quella grave forma di totalitarismo che chiamano “tirannia della maggioranza”.
    In relazione alla tua esperienza di utilizzo dei bagni dell’Hotel Excelsior, anche se non posso ricordare le simpatiche auto bianche perché all’epoca avevo 5 anni, devo ammettere che il discorso mi convince ma devo anche notare che le disposizioni interne di un albergo privato non sono certo provvedimenti statali, diverso è il caso di Cuba.

  108. Nadia, al ragazzo cubano, non hanno vietato di andare al bagno, ma la legge fino a un anno fa, vietava ai cittadini cubani di entrare nelle strutture turistiche. Diciamo che ricordavano i paria indiani.
    Questi attacchi alla Sanchez, ricordano un po’ gli attacchi a De Sica, Rossellini, i nostri grandi registi del neo realismo. Quando raccontavano un Italia distrutta dalla guerra. Amabili gli scritti di Andreotti, del 1948, quando pregava le sale parrochiali, di non proiettare quei tipi di film(ricordiamo che erano il 90% delle sale cinematografiche),perchè
    erano anti italiani. L’ iniziativa democristiana, avrebbe avuto anche successo, se De Sica non avesse vinto un oscar, sdoganando il cinema neo-realista italiano.

  109. Ultimissima precisazione, il fatto che Silvio Berlusconi citi nelle fondamenta del suo progetto politico J. S. Mill non fa di me una Berlusconiana, fa piuttosto di lui un idiota che non sa quello che dice.. forse questa osservazione è inutile qui, ma credetemi lui non lo ha mai letto..

  110. Nadiaeva Says:

    Scusate, visto che per diversi giorni non avrò accesso al web e non potrò dunque rispondere e visto che, per amor di discussione, mi spiecerebbe non intervenire più in proposito, mi replico da sola con quella che credo possa essere la replica più ovvia alle mie parole in merito a Marx e che sicuramente qualcuno averbbe giustamente fatto:
    E’ falso che Marx prevede una successiva rivoluzione dopo il comunismo, anzi dice espressamente che il comunismo deve essere l’ultima forma di organizzazione dell’umanità.
    Infatti Marx dice questo, devo ammetere che la mia interpretazione del suo pensiero prettamente filosofico è altamente discutibile per chi si dice marxista, e devo anche ammettere che buttata lì così suona quasi come una provocazione, quindi a sostegno di ciò, voglio solo esprimere brevemente le ragioni per cui, secondo me, il concetto di rivoluzione nel pensiero di Marx non può risolversi nella rivoluzione “finale”. Non posso qui dare un’esposizione completa, ci mancherebbe annoierei chiunque, e anzi chiedo davvero scusa se prendo tutto questo spazio per una paturnia concettuale. Comunque brevemente si fonda sul concetto di dialettica Hegeliana che in Marx, dalla sua giovinezza al pensiero più maturo, vede prima un adesione totale e poi un ribaltamento completo che, a grandi linee, si esprime in un passaggio dal piano dell’assoluto al piano del materiale. Questo, a mio avviso, rende più dinamico l’oggetto della dialettica in Marx e, togliendo il “limite” della sua realizzazione nell’assoluto, lo destina ad un processo indeterminato. Comunque, visto che è impossibile spiegarlo così su due piedi, vi prego di annullare quella infelice frase.. grazie e chiedo ancora scusa.

  111. Nadiaeva, la tua profonda conoscienza, di Marx, è un piacere.
    Ma stai tranquilla che qui i comunisti della domenica ,di Marx forse hanno visto al copertina del Manifesto. (non il giornale il libro, non fate confusione). Quindi non ti preoccupare che tanto non avrebbero mai criticato il pensiero filosofico perchè in realtà non lo conoscono.

  112. Per Carlo Z. Affermare che, per capire quel accade in Cuba, occorre “contestualizzare” storicamente gli eventi, mi sembra – te lo dico senza alcun intento polemico – una cosa piuttosto ovvia. Tanto ovvia, che si può tranquillamente – direi, anzi, doverosamente – applicare a qualsivoglia analisi, a qualunque latitudine (compresa quella della nostra Italietta berlusconiana). Il vero problema del tuo ragionamento sta nel fatto che tu, nel proclamare la necessità di una “contestualizzazione”, di fatto la neghi, bellamente aggirando tutte le vere lezioni della storia. Direi, anzi, che tu, non solo non costestualizzi affatto la questione cubana, ma la vai molto allegramente “decontestualizzando”, separando l’esperienza fidelista da quella, più generale, del socialismo reale di cui la rivoluzione castrista è stata – sia pure con proprie e molto peculiari caratteristiche – parte. Citando Marta Harnecker (davvero non hai trovato nulla di meglio delle ufficialissime, assai ortodosse e, complessivamente, modestissime analisi della moglie di Manuel “Barbaroja” Piñero, mitico capo del Departamento America?) dai come l’impressione che il problema del partito unico – e, più in generale, della natura totalitaria del potere politico – si sia posto a Cuba per la prima volta nella storia dell’uomo; e che sia, nel contempo, una sorta di “necessità storica”. Perché, una necessità storica? Perché, dici tu sull’onda delle analisi grossolanamente “giustificazioniste” della Harnecker (di nuovo: davvero non hai trovato di meglio?), il pluripartitismo, se accettato, “inevitabilmente” diverrebbe una testa di ponte dell’imperialismo americano. Il fatto è, caro Carlo Z., che, se tu ti fossi preso la briga di “contestualizzare” davvero questa teoria, avresti immediatamente notato come lo stesso identico argomento sia stato in precedenza stato usato, non solo dalla vecchia Unione Sovietica (staliniana e non), ma (mutatis mutandis) da tutti i regimi totalitari, per i quali (come George Orwell ha splendidamente rammentato nel suo “1984”) la presenza del “nemico esterno” ha sempre rappresentato una essenziale premessa auto-giustificativa. Pur con tutta la sua specificità, Cuba non è, in questo senso, né una novità, né un eccezione, bensì soltanto una replica che, per l’appunto, può essere accettata solo chiudendo gli occhi di fronte alle lezioni della storia. Contestualizzando seriamente, inoltre, avresti anche notato altre particolarità cubane. Giusto per fare qualche esempio: avresti notato come non tutte le “epurazioni” operate dal castrismo – vedi il caso della cosiddetta “microfrazione” – siano collegabili, anche soltanto da un punto di vista propagandistico, alla famosa “mafia di Miami”. E ciò a dimostrazione che, non il complotto pro-Usa, ma il dissenso in sé è quel che il regime davvero considera un imperdonabile peccato. O, ancora, avresti notatocome lo stesso Fidel Castro abbia più volte provveduto a smentire le suddette teorie giustificazioniste, affermando che, quella realizzata a Cuba è, semplicemente, una forma di “democrazia superiore”. Ovvero: non la risposta ad una necessità imposta da un’aggressione esterna, ma un valore in sé, destinato a riprodursi anche oltre i giorni dell’embargo e dell’assedio imperialista. Insomma: per quanto condivisibile sia il tuo invito a non giudicare Cuba sulla base di un’unica visione della democrazia (quella liberale-occidentale), mi pare che la tua “contestualizzazione”, o meglio la tua de-constestualizzazione non si regga in piedi. Perché elude la storia. E perché, se è vero che la democrazia non è un unico modello, vero è anche che la democrazia, per essere tale, non può- come la storia ci insegna – rinunciare a valori essenziali ed universali, quali la libertà di pensiero. Perché in assenza della libertà di pensiero, il totalitarismo riproduce inevitabilmente se stesso. Sclerotizzandosi al punto d’aver paura, nei giorni della sua deriva senile, anche dei pensierini quotidiani di Yoani Sanchez.

  113. asiadecuba Says:

    Grazie Carlo Z. per il link con la storia della BBC sulla storia della repression della libertà di pensiero a Cuba. Davvero ben fatta. Mi chiedo però come tu, dopo averla letta, possa essere arrivato alle conclusione esposte nei tuoi lunghi interventi. Per Maria Rubini: spero tu abbia notato come, in assenza degli insultatori professionali alla Eliolibre (ed altri castristi più realisti del re) il livello della discussione si sia immediatamente elevato.

  114. Cari tutti. Conosco bene Massimo Cavallini che saluto.
    Sono spiacente, ma davvero siamo al delirio. Va bene che questo è un blog pubblico, ma credo che ve ne siano anche altri adeguati per fare i raggi X alla scandalosa Cuba.
    Massimo sa bene come la penso e cosa penso.
    Ora la misura è davvero colma.
    Io continuo a postare altro, ma l’interesse morboso e stucchevole rimane sempre su questo post. Io non vi segue per nulla e nemmeno le compagne e i compagni, come potete ben notare. E non certo perchè non abbiamo repliche da fare.
    Mi fermo.

    Un caro saluto a tutti e alla prossima su Cuba.
    Ciao.

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