Paolo Ferrero: riprendiamoci la FIAT. Rifondazione sostiene la FIOM e chiede lo sciopero generale

”I profitti alla Fiat, i tagli ai lavoratori.”  Può sembrare schematico definire così il modello partecipativo di sindacato che tanto successo sta incassando in Italia. Il segretario di Rifondazione Paolo ferrero conosce bene quest’ordine di questioni. E conosce la Fiat, dove ha lavorato come operaio il secolo scorso. Perciò, questo suo commento tranchant sull’acquisizione della Chrysler va preso sul serio.Cosa pensi delle performances di Sergio Marchionne?L’amministratore del Lingotto tratta con gli stati e i governi, quelli almeno che pongono condizioni alla vendita delle loro società. Negli Usa, e non solo, il governo salva le banche private, con i soldi dei lavoratori utilizzati per evitare che gli speculatori perdano i loro, in conseguenza delle scelte che hanno fatto. E i mille miliardi alle banche non sono considerati assistenza.In che modo pagano gli operai americani?Con il salario differito. I fondi pensione, che ora in Chrysler detengono il 55% del capitale, questo sono. Una proprietà pagata con licenziamenti di massa, riduzione drastica della copertura pensionistica e sanitaria, per non parlare dei sei anni di rinuncia a esercitare il diritto di sciopero. Profitti e garanzie di pace sociale alla Fiat, costi ai lavoratori. Il modello di cogestione che comporta la presenza dei sindacati nei cda è l’opposto di quel che serve da noi, se si vuole superare la condizione attuale dei lavoratori trattati come variabili dipendenti del capitale.La Fiat tratta con i governi, ma non con quello italiano.Esattamente, e concede garanzie a chi giustamente le pretende: garanzie occupazionali, non chiusura di stabilimenti, garanzie ambientaliu. In Italia, a parte i sindacati, queste garanzie non le chiede nessuno, e dunque i nostri lavoratori sono quelli che rischiano di pagare il conto più pesante, , in un ipotesi di accordo con Opel. Se è vero che mettendo insieme Fiat, Opel e Chrysler si moltiplica per tre la capacità produttiva, è altrettanto vero che la domanda, dentro la crisi che atrtraversa l’auto, non si triplica di sicuro. In questa logica i tagli rischiano di diventare un fatto automatico. Perché il governo italiano è l’unico, per subalternità confindustriale, a non mettere il becco. Dal canto loro, Cisl e Uil cantano nello stesso coro liberista che aggrega praticamente tutto l’arco parlamentare.Per fortuna i metalmeccanici. Piuttosto soli, però, anche rispetto alla cosidetta società civile che sabato a Torino non era in piazza con le tute blu.Una manifestazione sacrosanta, collocata in un deserto di iniziative sindacali, in un contesto che chiederebbe lo sciopero generale contro le risposte del governo alla crisi.Resta la solitudine operaia.Questo ci ricorda che c’è un’egemonia culturale della destra, forte di una mancata risposta politica generale. I conflitti non mancano, li incontro ogni giorno nelle fabbriche e nella società. Quel che manca, insisto, è una rispos ta generale.Cosa chiede Rifondazione?Blocco dei licenziamenti, nessuna chiusura di stabilimenti, ed estensione a tutti della cassa integrazione, per evitare la guerra tra poveri.E per tornare alla Fiat?Lo stato deve intervenire con investimenti finalizzati allaa ricerca e allo sviluppo di tecnologie incentrate su fonti energetiche eco compatibili. Serve una riconversione ambientale dell’economia. Se invece la Fiat proseguisse sulla strada dei tagli, servirebbe un intervento ben più consistente dello stato per perseguire una strada diametralmente opposta. In questo senso non mi spaventa parlare di nazionalizzazione della Fiat, pur di salvare l’ultimop importante pezzo industriale del paese, l’automobile, che da lavoro a più di un milione di persone.La grande manifestazione di Torino si è però conclusa con l’assalto al palco da parte dello Slai-Cobas. Che giudizio ne dai?Che è un atto inaccettabile, sbagliato, con cui si è tentato di oscurare la manifestazione e il protagonismo dei lavoratori. Se la prendono con la Fiom, inj trincea con un’idea giusta di sindacato. Politicamente quell’azione è stata un favore a chi vuole affossare il movimento. Bisogna operare perché episodi del genere non si ripetano. Per quanto ci riguarda, noi continueremo a lavorare per ricostruire in Italia un’opposizione sociale, politica e culturale.

da il Manifesto di martedì 19 maggio 2009

INTERVISTA Il segretario del Prc sostiene la Fiom e chiede lo sciopero generale  PAOLO FERRERO: “Riprendiamoci la Fiat”Intervento pubblico contro ipotesi di tagli  Loris Campetti

11 Risposte to “Paolo Ferrero: riprendiamoci la FIAT. Rifondazione sostiene la FIOM e chiede lo sciopero generale”

  1. Il punto è che finirà come l’Alitalia: ai francesi maaaaai! E poi s’è visto com’è finita.
    Sono stufa di sti politici. Sono anche un po’ stufa della sinistra a dire il vero.
    Infatti voterò Liberal Democratici alle Europee, chissà che quelli di sinistra non lo prendano come un segno

  2. Cara Lola, ognuno è libero di votare chi ritiene più opportuno lo rappresenti.
    I siti politici non sono obbligatori, le autostrade telematiche sono innumerevoli e si scelgono.
    Noi ci crediamo che un altro mondo è possibile e continuiamo a lottiare insieme a coloro ai quali vengono negati i diritti.
    Ciao

  3. Nemmeno io voterò liberaldemocratico!!!!!! Il liberismo “democratico” è il responsabile di tutti i malessere della nostra società, distruzione della sinistra compresa. Non sono comunista, sono un agnostico libertario ma voterò per la lista comunista. Perchè l’uomo torni ad essere padrone del proprio futuro ed il lavoro torni al centro dell’economia contro le speculazioni finanziarie che producono falsa ricchezza, riccastri veri, debiti enormi e lavoratori umiliati. Riprendiamoci tutto quello che ci hanno rubato e cacciamo i ladroni a calci in culo. Altro che liberaldemocratici….

  4. Elio, scusa ma se ci fosse la possibilità di prenderli a calci in quel posto che dici tu, imounemente, anche io l’avreigià fatto. Ma nel momento in cui non si può fare, che fai?

  5. Sai che faccio Lola? Lavoro e mi impegno per costruire UN MONDO MIGLIORE dove la ricchezza venga prodotta con il lavoro onesto e non con le furbate dei manigoldi che detengono il potere assoluto. Mi batto contro il capitalismo vergognoso che arricchisce cialtroni e ciarlatani sfruttando e portando alla miseria le persone oneste. E ti asicuro che mettersi contro questi manigoldi costa molto caro. Ti sembra poco?

  6. mirco pereira Says:

    Ciao Maria, vedo che il tuo bel blog è sempre vivo e caldo.
    Ti do un po’ di notizie su Fiat, Crysler e G.M. Vedo che nessuno parla, in Italia, dei veri motivi di questo risiko auto/aziendale. Fiat, ha un interesse, diventare il maggior produttore di auto del Sud America. La Cryisler, diventa socia Fiat per volere, di Obama, solo perchè la società torinese, detiene il brevetto mondiale del “total flex”. Il total flex, è quel aparecchio che permette di mischiare l’alcool con la benzina, e di far camminare l’ auto perfettamente. Da questo si capisce, che il futuro produttivo agricolo, nei paesi latino americani avrà un grande cambiamento. Il prezzo del petrolio un crollo e assi strategiche medio orientali, saranno stravolte nel giro di un lustro. Tornando a Fiat, comprando l’ asset G.M. Opel, aquistano anche Chevrolet,il marchio più venduto nei paesi latino americani. Quindi Fiat è già al secondo posto con Chevrolet, diventa praticamente un monopolio, scalzando nel tempo la tedesca Wolkswagen. Come vedi la cosa è molto complessa. Lo stato Italiano e le banche italiane poco centrano in questo grande disegno. molto probabilmente Fiat, se acquisisce Opel, la molla subito dopo in Europa tenendo solo la parte Brasilana e Chilena di Chevrolet.
    Ecco in sunto la realtà. Come al solito in Italia di queste cose non ne parla nessuno, i giornali i politici e i sindacati. Io non so se ci saranno licenziamenti in Italia, spero di no; sicuro invece che questa operazione avrà uno stravolgimento enorme per i paesi latino americani. Il Marchionne, da buon Canadese ha capito la situazione e sa facendo affari, con i soldi del popolo statunitense, non con soldi delle banche Italiane. Questo è solo l’ inizio del cambiamento radicale che sta compiendo Obama. Evito qualsiasi giudizio, perchè realmente non ne saprei dare. Un Faterno saluto Mirco.

  7. Grazie delle notizie Mirco.
    Mi fa piacere risentirti dopo tanto.
    Un abbraccio e ricambio il fraterno saluto.

  8. Quello che sostiene Mirco, e credo siano notizie fondate, fa pensare che il grande capitale sotto la regia di Obama sta mettendo in atto nuove strategie tese a protrarre all’infinito il controllo economico, e di conseguenza politico, del pianeta. Ciò fa pensare ad un futuro in cui lo sfruttamento del capitale sull’uomo anzichè affievolirsi si rinsalderà. In poche parole ci aspetta un futuro “nero”, sotto tutti i punti di vista. A meno che ci sia un’inaspettata presa di coscenza delle masse, in particolare delle nuove generazioni, in grado di contrastare questi eventi. Ma sinceramente ho dei seri dubbi che ciò possa avvenire, salvo rare eccezioni le nuove generazioni sembrano aspirare a ben altro che ad opporsi al dominio dei potenti….

  9. Ecco il vero problema di Ferrero e soci, sostenere la FIOM e pure lo Slai Cobas, e cioè : Quelli che non lasciano parlare Rinaldini e lo buttano giù dal palco…complimenti Ferrero.

  10. Roby, mi sembra che stai facendo delle semplificazioni inaccettabili. L’azione di alcuni energumeni non sono i Cobas, così come Ferrero mi sembra abbia idee tutt’altro che appiattite sui Cobas, i quiali, sia chiaro, hanno pure le poro buone ragioni.
    Quando la smettiamo di fare di tutta un’erba un fascio e di creare stupide divisioni?. Che vuol dire di smetterla di tirarci martellate sui coglioni, così Al Tappone ed i fascio-nazisti suoi alleati governeranno per l’eternità.

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