Sembra Tienanmen

C’è un solo parallelo capace di descrivere la sanguinosa rivolta in corso in Iran: Tienanmen.

Esattamente come a Pechino, vent’anni e dieci giorni fa (il 4 giugno 1989), i carri armati che ripulirono la piazza Tienanmen ufficializzarono agli occhi del mondo la debolezza del governo cinese, così ieri a Teheran la repressione feroce di una ribellione contro l’esito elettorale rende visibili le crepe aperte nel governo di Mahmoud Ahmadinejad. Sia la Cina allora sia l’Iran adesso sono infatti sistemi basati sullo stesso principio, lo stesso pilastro: sono cioè entrambi governi di natura teocratica, fondati sulla pretesa di rappresentare l’intera nazione, senza dubbi e senza dissidenza, in quanto espressione di una autorità superiore, intoccabile. Rompi l’intoccabilità di questa origine prepolitica o superpolitica, e rompi il pilastro stesso su cui questi governi si reggono. Il dio della Cina era allora il Partito comunista, quello di Teheran è oggi Allah, ma in entrambi i casi la pubblica rivolta indica che la loro identità di intoccabili è saltata.

Prima di Tienanmen non c’erano state proteste antigovernative, se non quelle pilotate della rivoluzione culturale.

Ieri a Teheran è avvenuta la prima rivolta della piazza contro le autorità, dalla rivoluzione del 1979. Tienanmen rivelò che nel cuore del Partito comunista stesso c’era una spaccatura, ieri a Teheran si è messa in piazza l’esistenza di due anime, e di due concetti religiosi, dentro il cuore di un sistema apparentemente granitico.

Il futuro dell’Iran sarà quello della Cina, che dopo le repressioni di Tienanmen avviò un corso accelerato di rinnovamento? Non lo sappiamo ancora, ma questa ipotesi apre una seconda porta all’Occidente, laddove tutto sembrava chiuso.

L’Occidente sperava che dalle urne elettorali uscisse una vittoria dei moderati. E certo, se avesse vinto Hossein Mousavi, sarebbe stato molto comodo. Un problema che da anni tormenta il nostro Primo Mondo – l’esistenza di uno Stato forte e antagonista come l’Iran – sarebbe stato improvvisamente cancellato. Si capisce dunque la passione con cui molti osservatori, dopo il verdetto delle urne, si sono precipitati a sottolineare che la rielezione di Ahmadinejad è la sconfitta della speranza di pace per Obama, e dunque per tutti noi.

Ma non è un po’ frettolosa questa conclusione, di fronte agli eventi in corso?

Il successo dei riformisti sarebbe stato un miracolo: e i miracoli, come si è visto, in politica non accadono – nemmeno quelli provocati dal fascino del presidente Obama. Viceversa, la rivolta popolare al voto fa intravedere la possibilità di un percorso forse più lungo ma più concreto e anche più efficace di un miracolo. La vittoria di Mousavi non sarebbe stata comunque serena e pacifica; avrebbe provocato in ogni caso una spaccatura in Iran, di natura molto più velenosa della attuale. Già adesso i riformisti iraniani sono identificati come fantocci dell’imperialismo Usa. Una loro affermazione avrebbe portato i conservatori a un contrattacco di delegittimazione, sollevando davanti a un popolo fieramente indipendente e religioso, come quello iraniano, lo spettro dell’intervento americano. E come in questi anni abbiamo visto tragicamente ripetersi (non possiamo che rimandare all’Iraq), la carta del golpe Usa è sempre la più efficace nella propaganda nazionalistica di molti paesi – arabi e/o africani, e non solo.

Il rischio della vittoria riformista era dunque quello di rendere apparentemente tutto più facile, ma anche più fragile. Una rottura pubblica, un dissenso che sfocia in lotta politica aperta, avvia invece, come dicevamo, una destabilizzazione profonda. È una strada lunga, sanguinosa, ma con più potenzialità di provocare un solido cambiamento.

Lucia Annunziata da La Stampa 16 giugno 2009

4 Risposte to “Sembra Tienanmen”

  1. Ciao Neda…

    La morte di Neda, martire della contestazione e icona del web

    commenti – | |
    21 giugno 2009

    //

    //

    «Sei morta con gli occhi aperti, facendo vergognare noi che viviamo a occhi chiusi». Si chiamava Neda, probabilmente N…

  2. Che dietro alle manifestazioni dei c.d. moderati ci sia l’America attraverso i soliti canali(un pò come in Italia nell’immediato dopoguerra…),lo capiscono anche i sassi…
    Certo è che l’Occidente deve solo fare un “mea culpa” grosso come una casa per aver sotovalutato Khomeini e non aver osteggiato il fondamentalismo sul nascere…
    Non perchè l’Occidente abbia ragione,ma perchè è il fondamebntalismo ad avere torto…da qualunque parte provenga…
    Se poi gli Iraniani riescono in modo autoctono ad autodeliberarsi contro il fondamentalismo,ben venga…

    Un caro saluto.

    Marcello De Giorgio.

  3. MODERATI .. RIFORMISTI.. CONSERVATORI
    la soluzione ORMAI non è più tra quelle disponibili…
    almeno a mio avviso_

    il coraggio delle persone in piazza è GRANDIOSO e GRANDE.

    Costruendo una rete densa e resistente, forte ( impossibile in caso di totalitarismo o finta democrazia ) (per diversi motivi) (ma dobbiamo provarci e crederci) che sensibilizzi molto la gente potrebbe portare a dei buoni risultati.. c’è bisogno che molti si sappiano spostare dal loro cantuccio… cantuccio occuapto più per paura e per riparo , che non per libera scelta. Devono svegliarsi anche molti degli altri… basterà farli pensare col cuore… e non col portafogli o secondo strumentalizzazione..

    Italiani: molti hanno protestato o accettato con malgrado che la presidentessa di un seggio elettorale il 6/7 giugno indossasse il velo, perchè mussulmana… SIAMO INDIETRISSIMO anche qui..
    che tristezza. lo so___ !
    ancora per un velo.. una tratto somatico, un pelo.. OPS!
    tutta matassa del potere che tira fili di marionette da lontanissimo e attraversa ogni settore, cmpo, modus pensandi…

    CE LA POSSIAMO FARE cominciando dal basso.. MA COME COMPRENDIAMO dalle ultime , non SEGUENDO la via delle elezioni.. e quindi??? .. lotta sociale, culturale… intelligente e sensibile,, attiva_

  4. Come sempre il fondamentalismo religioso è una dittatura crudele e pericolosa perchè è la dittatura piu dura da contrastare….
    Pensate al vaticano se provassimo a portargli via il suo potere cosa farebbe…
    Cosa ha fatto nei secoli passati?
    L’unica cosa è quella di educare i nostri figli in modo laico insegnandogli il rispetto per le idee altrui.
    Ciao

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: