Viareggio: Politiche di mercificazione e privatizzazione delle ferrovie le criminali responsabili

Ero in camera da letto – racconta Alessandro Del Lupo, commerciante viareggino che abita vicino alla ferrovia – stavo chiudendo la finestra quando ho sentito lo stridore di una frenata e ho visto che dal treno merci che passava si alzava una nuvola bianca altissima. L’ho capito dopo, era gas e all’improvviso è diventato fuoco, un muro di duecento metri, io sono stato sbalzato indietro, ho sentito almeno tre esplosioni una dopo l’altra”.

Una strage, una strage della sicurezza ferroviaria. Questa notte intorno a mezzanotte un convoglio merci, composto da 14 vagoni e proveniente da La Spezia, è deragliato alla stazione di Viareggio. Il treno trasportava cisterne cariche di gas gpl, i vagoni sono andati anche ad impattare contro il centro abitato, 2 palazzine sono crollate, almeno 5 edifici sono stati seriamente danneggiati. Il bilancio più grave è però quello umano, gravissimo: almeno 15 sono i morti, 16 i feriti dalle ustioni, una trentina i dispersi. Ci sarebbero ancora delle persone sepolte sotto le macerie delle abitazioni crollate.

Il convoglio merci era partito dalla raffineria Sarpom di San Martino di Trecate, in provincia di Novara. I vagoni con il gas sono stati instradati lungo il binario che collega la raffineria alla rete Rfi e a Novara sono stati agganciati al convoglio. Dalla raffineria Sarpom partono quotidianamente vagoni con carburante diretti in ogni parte d’Italia.

Il perchè è strutturale!

Mentre il ministro dei trasporti Altero Matteoli annuncia la nomina di una commissione d’inchiesta sull’incidente e il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso si fionda a far una sua altra comparsata sul luogo della tragedia, vanno chiarendosi le motivazioni tecniche che hanno comportato il deragliamento del treno merci: “cedimento del carrello di uno dei primi carri cisterna”. Il carro deragliato avrebbe quindi trascinato dietro di se altri 4 vagoni, lo svio avrebbe provocato la fuoriuscita del gas Gpl contenuto nella cisterna che quindi si sarebbe incendiato.

Ma la questione dev’esser guardata necessariamente anche al di la del singolo incidente di questa notte, nella misura in cui la tragedia non è che la causa di un problema strutturale che fa tornare prepotentemente attuale la messa sotto accusa delle politiche di privatizzazione del settore trasporti, quindi delle labili e criminali mancanze in tema di sicurezza.

Emblematiche sono in questo senso le paroli forti e dure pronunciate dai lavoratori delle ferrovie in seguito alla tragedia, che può dirsi (ancora) amaramente “annunciata” alla luce dei tanti segnali e problemi ignorati, verificatasi a Viareggio. I delegati Rsu-Rls dell’Assemblea Nazionale dei ferrovieri, organismo trasversale composto da lavoratori iscitti a tutte le sigle sindacali, scrivono:

“La rottura di un asse di un carrello del vagone merci è un incidente tipico che non è stato mai tenuto nella giusta considerazione nonostante l’elevatissimo rischio connesso. Esso si è ripetuto innumerevoli volte, sempre fortunatamente con conseguenze meno gravi, da ultimo nei giorni scorsi sempre in Toscana, a Pisa S.Rossore ed a Prato”

“Il trasporto ferroviario è un servizio complesso in cui anche il più piccolo incidente, o guasto, può determinare immani tragedie e come tale va analizzato e preso, sempre, nella massima considerazione”

“Rinnoviamo la più ferma critica al gruppo dirigente delle Ferrovie che ha dirottato risorse e tecnologia sul servizio “luccicante” dell’alta velocità lasciando che il resto del servizio ferroviario, in particolare merci e pendolari, deperisse sia in termini di qualità che di sicurezza”

Le politiche criminali di Trenitalia

Incidenti quotidiani, ignorati dalla dirigenza delle ferrovie, attenta innanzitutto all’accumulazione di capitale, come irriverbilmente non potrebbe essere vista la politica di privatizzazione e mercificazione del settore dei trasporti. Utilizzo di materiali usurati e di bassa qualità, lavoratori puniti e licenziati quando promotori di pubbliche denunce sulle condizioni di lavoro, disinvestimento sulle politiche di sicurezza ed occupazionali. Un problema che ovviamente si riscontra e cade a cascata anche sul trasporto passeggeri, un ramo che dovrebbe avere finalità sociali, riguardando milioni di persone che quotidianamente lo utilizzano, prerogative che invece sono andate perdute come conseguenza di quelle direttive responsabili della tragedia dell’oggi, increntrando di rimbalzo tutta “l’attenzione” su quei servizi, definiti (sopra) “luccicanti” dai lavoratori, come Tav e Frecce Rosse…

Nel frattempo i soccorritori sono ancora al lavoro a Viareggio, scavando tra le macerie degli edifici crollati, svuotando le cisterne ancore cariche di gpl. Il bilancio è drammatico, ma è amaramente aperto e destinato a salire con il passare delle ore. Che la procura di Lucca abbia aperto un’inchiesta, che la dirigenza delle ferrovie voglia quasi scolparsi sostenendo dell’origine straniera del carico, non può che essere un palliativo dinnanzi alla dimensione della strage e del problema, le responsabilità restano chiarissime e risapute.

da infoaut.org
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Significative l’esperienza e le parole di Dante De Angelis, macchinista delle ferrovie licenziato per aver denunciato le carenze e le problematiche in tema.

6 Risposte to “Viareggio: Politiche di mercificazione e privatizzazione delle ferrovie le criminali responsabili”

  1. e pensare che De Angelis è stato licenziato per aver denunciato tutte le falle nella sicurezza dei treni e delle infrastrutture FS! E’ ora che lo stato si assuma le sue responsabilità in economia e che tutti gli speculatori sulle svendite statali paghino!

  2. E purtroppo non è e non sara ne il primo e nell’ultimo guaio delle privatizzazioni…

  3. Si, probabilmente lo e

  4. Simpatico, midlizeinviff-online.

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