Il Segretario Generale dell’ ONU critica il “people first” dei G8

L’intesa raggiunta ieri tra i leader del G8 sulla lotta al cambiamento climatico sta passando oggi al difficile vaglio del Mef (Major Economies Forum) che riunisce anche i Paesi emergenti. Oltre agli otto Paesi del G8 (Germania, Canada, Usa, Francia, Gran Bretagna, Italia, Giappone e Russia), attorno al tavolo saranno seduti i rappresentanti del G5 (Africa del sud, Brasile, Cina, India e Messico), piu’ la Corea del Sud, l’Australia e l’Indonesia. Presente anche la Danimarca, che a dicembre ospitera’ la conferenza Onu sul clima che dovra’ decidere il nuovo sistema globale per la riduzione delle emissioni di Co2, in sostituzione del Protocollo di Kyoto che scade nel 2012. Fonti del G8 ritengono ormai ”improbabile” che tra i 17 membri del Mef possa passare l’intesa ambiziosa raggiunta tra gli Otto, che assume impegni per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra del 50% entro il 2050 (80% per i paesi piu’ industrializzati), mentre c’e’ una certa fiducia su un accordo per contenere entro i due 2 gradi l’aumento della temperatura media mondiale. Cina e India, in particolare, si oppongono a fissare oggi tetti vincolanti per la riduzione dei gas. Al centro dei colloqui anche il pacchetto di aiuti finanziari che i Paesi sviluppati hanno promesso a quelli in via di sviluppo per aiutarli a innovare l’economia e le fonti energetiche. Le attese della vigilia si sono raffreddate dopo la partenza anticipata del presidente cinese Hu Jintao, la cui assenza impedisce di strappare alla Cina nuovi impegni.

Fonti europee hanno quindi affermato come l’assenza del presidente cinese Hu Jintao, rientrato in patria per la crisi del Xinjiang, si farà sentire sulle negoziazioni in corso all’Aquila vista la crescente importanza del Paese asiatico nella quantità di emissioni globali. Secondo tali fonti, è quindi importante che, oltre ai Paesi sviluppati del G8, anche quelli emergenti facciano la loro parte in vista del vertice di fine anno a Copenaghen. Occorre, si nota, poter tradurre in misure concrete di medio termine la decisione di contenere l’aumento della temperatura globale di 2 gradi celsius, aumento che avrà comunque conseguenze inevitabili che vanno gestite. E’ chiaro che non ci deve essere lo stesso sforzo da parte di tutti – si sottolinea -, ma un’intesa su obiettivi misurabili e verificabili. Per le fonti, per i Paesi emergenti, che devono coniugare l’attenzione all’ambiente con la crescita economica, è necessario virare verso una minore dipendenza dai combustibili fossili, pena l’aumento anziché la diminuzione della povertà.

BAN KI MOON CRITICA L’ACCORDO
Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha detto oggi a L’Aquila che i paesi del G8 hanno concordato traguardi insufficienti per combattere i mutamenti del clima. “I traguardi che hanno finora indicato sono insufficienti – ha detto il segretario generale dell’Onu – Il problema del clima é una responsabilita; imperativa e storica per il futuro dell’ umanità e del nostro pianeta”. I paesi del G8 hanno concordato di contenere a due gradi centigradi (rispetto all’era pre-industriale) il riscaldamento massimo del pianeta e di ridurre tra il 50 e l’80 per cento le emissioni di gas inquinanti entro il 2050.

GREENPEACE, ACCORDO DELUDENTE

“Riferendosi a un generico accordo sul clima per contenere l’aumento della temperatura entro i 2 gradi senza un piano, investimenti e obiettivi – commenta da L’Aquila il direttore di Greenpeace Italia, Giuseppe Onufrio – il G8 non aiuterà a uscire dal vicolo cieco nel quale sono arenati i negoziati sul clima delle Nazioni Unite”.

I leader del G8 hanno approvato la dichiarazione politica. La dichiarazione sull’Iran e’ compresa in questo documento ed e’ il primo paragrafo della dichiarazione stessa.

IRAN

”Continuiamo ad essere seriamente preoccupati dagli eventi in Iran. Ribadiamo il nostro totale rispetto per la sovranita’ dell’Iran. Al tempo stesso, deploriamo la violenza post-elettorale, che ha portato alla perdita della vita di cittadini iraniani”. E’ quanto si legge nel paragrafo sull’Iran della dichiarazione politica dei leader del G8.  Il G8 chiede all’Iran di ”risolvere la situazione attraverso un dialogo democratico sulla base dello stato di diritto”. Inoltre, gli 8 leader ricordano a Teheran ”i suoi obblighi nel contesto della convenzione internazionale dei diritti civili e politici”. Il G8 dell’Aquila espresso la propria condanna dell’Iran ”per le dichiarazioni del presidente Ahmadinejad che negano  l’Olocausto”.

COREA DEL NORD

Il G8 condanna nei termini piu’ forti il test nucleare del 25 maggio scorso della Corea del Nord e il lancio con uso di tecnologie missilistiche balistiche del 5 aprile in violazione della risoluzione 1718/2006 del Consiglio
di Sicurezza della Nazioni Unite. Lo si legge nella dichiarazione politica varata stasera dal Vertice G8
dell’Aquila.  Stessa condanna nella dichiarazione per i recentissimi lanci di missili alla vigilia del G8, nonostante le risoluzioni 1874/2009 del Consiglio di sicurezza dell’Onu, in quanto ”queste attivita’ rappresentano un pericolo per l pace e la stabilita’ nella regione e oltre a questa. Gli Otto Grandi esortano la Corea del nord a osservare completamente i suoi obblighi internazionali e chiede alla comunita’ internazionale di attuare totalmente e in modo trasparente le disposizioni di questa risoluzione.  Il G8 infine esorta la Corea del Nord a tornare al tavolo del negoziato a Sei sullo smantellamento del suo programma nucleare, per rinunciare a tutte le armi nucleari e a tutti i programmi nucleari. Infine gli Otto Grandi, accogliendo le preoccupazioni del Giappone, esortano la Corea del nord ad affrontare il tema dei problemi umanitari, compresa la questione dei rapimenti di cittadini nipponici.

MEDIO ORIENTE

Gli Otto Grandi, riconfermando che la ”realizzazione di una pace giusta, durevole e globale per il Medio Oriente rimane fondamentale per la comunita’ internazionale”, rinnovano il completo appoggio alla ” soluzione dei due stati”, che permetta allo stato di Israele di ”vivere in pace e sicurezza” e di creare ”uno stato della Palestina , in cui il popolo palestinese possa decidere il proprio destino”.   E’ il passaggio fondamentale della dichiarazione politica del G8 dell’Aquila riguardo al Medio Oriente approvata stasera.  Il G8 saluta con favore i passi intrapresi in questa direzione delle due parti nelle ultime settimane e le esorta a ” riprendere rapidamente i negoziati diretti su tutte le questioni aperte, coerentemente con la Roadmap, le risoluzioni pertinenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e i principi di Madrid. Gli Otto Grandi chiedono con forza alle due parti di adempiere ai loro obblighi previsti dalla Roadmap ”compreso il rifiuto chiaro della violenza, del terrorismo e dell’incitamento al terrorismo e un congelamento completo delle attivita’ di insediamento (di coloni ebrei nei territori palestinesi, ndr) compresa la loro crescita naturale”.  Esortano anche gli stati arabi a fare passi significativi verso una normalizzazione dei rapporti con Israele e a fornire sostegno politico ed economico all’Autorita’ palestinese, sottolineando la necessita’ di ripristinare l’unita’ palestinese, sulla base dei principi del Quartetto.
Il G8 infine chiede il rilascio immediato del soldato israeliano rapito Gilad Shalit, l’apertura immediata di punti di accesso per i flussi di aiuti umanitari, beni e persone per e da Gaza, in maniera da rispettare la sicurezza di Israele.

AFGHANISTAN E PAKISTAN

”L’Afghanistan e il Pakistan rimangono una priorita’ assoluta per il G8”. E’ quanto si legge nel paragrafo su Afghanistan e Pakistan della Dichiarazione politica del vertice dell’Aquila.  ”Riaffermiamo il nostro impegno – afferma ancora il documento – a promuovere stabilita’ e sviluppo nei due Paesi e nella regione allargata, anche rafforzando la loro capacita’ di contrastare il terrorismo, il traffico illecito e il crimine”.  Secondo la Dichiarazione, ”una cooperazione regionale rafforzata rappresenta un prerequisito per il successo in entrambi i Paesi ed e’ un pilastro essenziale della strategia internazionale per la stabilita’ in Afghanistan”.”Chiediamo alle autorita’ afghane di assicurare elezioni credibili, inclusive e sicure, che rispecchino la volonta’ reale del popolo afghano”. E’ quanto si legge nel passaggio dedicato all’Afghanistan della Dichiarazione politica del G8.  ”Confermiamo il nostro impegno per il processo elettorale attraverso disposizioni di assistenza tecnica, logistica, finanziaria e di sicurezza”, affermano i leader del G8 sottolineando di ”essere pronti ad assistere il nuovo governo afghano nei suoi sforzi” per il rafforzamento delle ”istituzioni democratiche”.

MONDO SENZA ARMI NUCLEARI

Creare le  condizioni per un mondo senza armi nucleari”. E’ quanto si impegnano a fare i Paesi del G8 nella dichiarazione politica varata stasera dal vertice dell’Aquila.  ”Siamo tutti impegnati nel cercare un mondo piu’ sicuro per tutti e per creare le condizioni per un mondo senza armi nucleari, in conformita’ con gli obiettivi del Trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari”, si legge nel documento. La dichiarazione finale saluta con favore anche l’accordo raggiunto in questo senso tra Stati Uniti e Russia sulla riduzione degli armamenti strategici.

di Stefano Polli

2 Risposte to “Il Segretario Generale dell’ ONU critica il “people first” dei G8”

  1. non voglio pensare e scrivere con pregiudizio. eliminerò anche il buon senso che l’esperienza passata orienta.
    pongo come credibili le promesse e gli impegni presi dai GRANDI della Terra storici (G8), i più recenti (i G5) , e i restanti Corea del Sud, Australia e Indonesia. E credo che sia troppo poco ciò che promettono.

    Ridurre gli armamenti. Ridurre le emissioni. definire un territorio che i Paestinesi possano chiamare “CASA”. Riconverire con lentezza i modi di produzione fino alle energie pulite.
    Credo che il cambiamento che si sta proponendo sia gigantesco, ma che si possa dare di più e far prima!
    E soprattutto , considerato il periodo, di Esami di Stato mi permetto(scusa Maria), credo che i Grandi della Terra farebbero bene ad aprire ogni tanto i libri di scuola che i loro stessi Ministeri promuovono. Dovrebbero mettere al primo posto delle loro scalette di IMPEGNI altre tematiche, con altre priorità. L’inquinamento ambientale e globale, il pericolo psichico e umano che corrono le povere popolazioni continuando a vivere in situazioni di guerra permanente, la disoccupazione crescente, i beni essenziali e non commerciabili, la fame, IL DIRITTO all’autodeterminazione dei popoli, la democrazia non di maggioranza ma di rappresentanza pluralista e plurale, il liberalismo delle mille opportunità e non della doppia opzione.. affrontare e realizzare TUTTO questo li renderebbe GRANDI!
    forse vi sembra , se state leggendo questo mio commento che io in realtà stia farneticando.. ma allora vi dirò: io sto parlando del Tempio, LORO ancora allestiscono tavoli da mercanti in Esso_
    e non ditemi che LA politica ORMAI si fa così_

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