Combattenti del Mend armati hanno portato un attacco senza precedenti contro l’installazione portuale di Atlas Cove, nel porto di Lagos. Il Mend non si fida.

(ANSA) – LAGOS, 13 LUG – I ribelli nigeriani del Mend hanno affermato di aver attaccato un’installazione portuale a Lagos, capitale economica della Nigeria. ”Combattenti del Mend armati – si legge in un comunicato – hanno portato un attacco senza precedenti contro l’installazione portuale di Atlas Cove, nel porto di Lagos. I depositi e alcune petroliere sono in fiamme”. Nel comunicato i guerriglieri salutano ”nostro fratello Obama per aver scelto il Ghana per la sua prima visita nell’Africa sub-sahariana”.

“Salutiamo il nostro fratello Barack Obama, per aver scelto il Ghana (in riferimento alla sua recente visita nel Paese africano, ndr.) invece di stati falliti – si legge – come la Nigeria, l’Angola o la Guinea Equatoriale”. Il comunicato dei guerriglieri prosegue: “E’ un messaggio positivo per gli africani comuni che non devono più sopportare di guardare le immagini dolorose in televisione dei loro leader corrotti mentre sono caldamente abbracciati da presidenti Usa”. Il Mend, in proposito, cita nella sua nota gli esempi di Mobutu-Reagan e Clinton-Obasanjo.

di Edo Dominici

“Noi sosteniamo la decisione di Henry Okah, ma la sua liberazione non può essere inserita nel contesto dell’amnistia offerta ai combattenti”. Il governo nomina un consigliere del Presidente per trattare con i militanti. “Timi Alaibe è un uomo che rispettiamo e con il quale si può lavorare” dice il Mend, che inaugura la politica del doppio binario: trattative e uragano Mosè.
Dopo che gli avvocati di Okah hanno annunciato che il leader del Mend ha accettato l’amnistia offerta dal governo, ieri il Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger in una e-mail inviata alle agenzie di stampa da Jomo Gbomo, portavoce del movimento, ha detto che ha approvato la decisione presa da Okah, date le sue pessime condizioni di salute, ma ha precisato che “la sua liberazione non può essere inserita nel contesto dell’amnistia offerta ai combattenti” dal momento che Okah non ha armi da consegnare.
Nella mail si dice anche “che la nomina di Timi Alibe come consigliere speciale del Presidente sulle questioni del Delta del Niger è “benvenuta” ed è un passo in avanti verso la pace nella tormentata regione”.

“La recente nomina del Sig. Timi Alaibe, come consigliere speciale del Presidente sulle questioni del Delta del Niger, da parte del governo nigeriano è un piccolo e benvenuto sviluppo positivo che è in linea con il duplice approccio della nostra attuale campagna denominata uragano Mosè.

“Con questo canale di comunicazione finalmente aperto, il Mend metterà insieme un team di sinceri negoziatori per passare le nostre richieste e le nostre aspettative per il Presidente al Sig. Alaibe, un uomo che rispettiamo e con il quale si può lavorare”.

“Il Mend non ritiene che l’attuale offerta di amnistia sia rivolta ai combattenti per la libertà, perché non c’è spazio per qualsiasi forma di dialogo e le questioni che hanno provocato la lotta armata non vengono affrontate.

“Noi sosteniamo la decisione di Henry Okah di accettare qualsiasi accordo che garantirà la sua liberazione anticipata e gli consenta di curarsi viste le pessime condizioni di salute attuali. Poiché egli non ha armi da consegnare, l’operazione dovrebbe essere conclusa, con una eccezione: che il governo abbia un altro trucco nella manica. “
Nella tarda serata di ieri un altro comunicato del Mend a Thetimesofnigeria.com
“Verso le ore 20.00 di oggi, Venerdì, 10 luglio 2009, i nostri combattenti hanno rivisitato il gasdotto della Chevron riparato recentemente, che collega Alero Creek attraversando Abiteye al terminale di esportazione della compagnia nel Delta State, e lo hanno distrutto di nuovo.”
“Abbiamo monitorato i lavori di riparazione, che hanno coinvolto per la sicurezza oltre 200 soldati, e aspettato pazientemente fino a quando la riparazione è stata completata. Questa sarà la nostra modalità di azione su ogni gasdotto o struttura che viene riparata.
“I soldati di guardia nella zona hanno collaborato con noi e non sono stati sparati colpi. Noi vediamo i soldati inviati nella regione come vittime e cerchiamo di evitare un confronto se non è assolutamente necessario.
“Il governo e le compagnie petrolifere sembrano avere più a cuore il ripristino del flusso di petrolio che non il ritorno degli sfollati. Se il governo dimostrerà la stessa velocità con cui è intervenuto per la riparazione delle linee nel far tornare le comunità di sfollati, la regione sarà un posto migliore.
“Questa azione da parte del governo ci ha portato a decidere che anche se i colloqui sono in corso non ci dovranno essere riparazioni su una qualsiasi delle strutture distrutte fino a quando entrambe le parti non concordano una posizione comune sul futuro della regione”
. La dichiarazione è stata firmata da Jomo Gbomo.
Come avevamo detto in precedenza questa volta il movimento combattente sembra deciso ad andare fino in fondo e non si accontenta delle promesse di un governo di cui non si fida. Esprime ancora dei dubbi sulla liberazione di Okah e pur apprezzando la nomina a Consigliere Speciale del presidente di una persona stimata dai militanti prosegue la strategia degli attacchi alle installazioni petrolifere che stanno minando alla base l’intera economia nigeriana.
Se il governo nigeriano vuole veramente la pace nella regione dovrà dimostrare con i fatti che i suoi impegni vengono attuati sembra essere la prima richiesta del Mend . Primo fra tutti lo sviluppo della regione, la più ricca di risorse, la più povera del paese. Uno sviluppo ed una pulizia dell’ambiente che porta in dote al Mend l’appoggio di tutte le popolazioni del delta del Niger. Se il Governo ha le “carte” è il momento di farle vedere.

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