L’ idiozia leghista

Ieri scrivevo che la Lega è antistorica. L’altro ieri ho sottolineato l’assurdità e l’inopportunità delle parole di Bossi contro il nostro intervento in Afghanistan. Oggi la Lega torna a far notizia. In Commissione istruzione chiede che gli insegnanti del nord, per essere abilitati, debbano dimostrare di conoscere storia e tradizioni e dialetti della regione in cui dovranno insegnare. Persino nel Pdl sono contrari: al punto di chiedere il dibattito in aula proprio su questa proposta.
Insomma, la Lega se ne è inventata un’altra. E non va considerata come l’ennesima pagliacciata leghista. È molto peggio. Solo un’ignoranza abissale può portare a una proposta di questo genere. Un’ignoranza che conferma un aspetto che tutti fingono non voler vedere: la Lega Nord non può essere, per una serie di caratteristiche, un partito di governo. Perché ha posizioni esasperanti e antistoriche, perché indirizza tutte le sue decisioni politiche in una direzione che non ha niente a che vedere con una idea del futuro per la società italiana realistica e concreta. La cultura leghista è filtrata da una lettura falsificata della storia, da una retorica delle piccole patrie che non ha niente a che fare con la modernità.
Nessuno vuole negare il sentimento di identità e di appartenenza delle piccole comunità. Per decenni ci siamo preoccupati della perdita dei dialetti, e di alcuni dialetti che sono delle vere e proprie lingue. E tantomeno nessuno vuole irridere all’orgoglio di sentirsi parte di una terra, anche piccola, di una tradizione e persino di una lingua che può avere radici lontane.
Ma trasformare questo in una sorta di becera autarchia culturale è molto pericoloso. Claudio Magris ha scritto che: “L’identità non è un rigido dato immutabile, ma è fluida, un processo sempre in divenire, in cui continuamente ci si allontana dalle proprie origini, come il figlio che lascia la casa dei genitori, e ci si ritorna col pensiero e col sentimento; qualcosa che si perde e si rinnova, in un incessante spaesamento e rientro”.
Questo vuole dire stare nel mondo, questo vuole dire tenersi le proprie radici; tenerle cercando, studiando e conoscendo quelle degli altri. Non esiste cultura o civiltà che possa fare a meno di questo. Non esiste progresso senza mescolamento, non esiste comprensione del mondo senza comprensione dell’altro. Sentire, in una commissione parlamentare di un paese moderno e civile che non è più tollerabile avere solo insegnanti meridionali che trovano posto nelle scuole del nord dà i brividi. Trovare come modelli di riferimento storici e culturali il periodo dei Comuni nel medioevo, leggendo il periodo della Lega Lombarda come un’epopea da riproporre oggi, non è soltanto ridicolo, è aberrante. Pensare al nord, alla cosiddetta padania come a una regione unitaria, che si distingue e si contrappone al centro e al sud, vuol dire non avere alcuna concezione della storia, neppure da sussidiario di scuola elementare. Mandare in Parlamento gente che a sprezzo del ridicolo bloccherà la riforma della scuola perché vuole i dialetti è sinceramente vergognoso.
Proprio in queste battaglie si capisce la vera inadeguatezza culturale dei leghisti, che in questo modo non fanno un dispetto ai professori del sud, ma ai bambini e ai ragazzi del Veneto, della Lombardia, del Piemonte, condannati a una chiusura e a un’ignoranza eterna e perdente. La Lega Nord propone una cultura rozza, antimoderna e lontana da tutto quanto è progresso, dialogo e comprensione delle cose. E tutto questo non potrà che portare il partito all’implosione, e in un tempo ragionevole alla scomparsa dei leghisti dalla politica italiana ed europea. Ma nel frattempo non si può che scongiurare tutti i politici di buon senso, a destra come a sinistra, di limitare i danni di questa gente, il più possibile.

Roberto Cotroneo

2 Risposte to “L’ idiozia leghista”

  1. E trono a dire ben venga il muro a noi da Bologna in giu l’italia a loro la Padania…..
    é questo che vogliono e se lo tengano Loro pagano le tasse ? allora è giusto che paghino anche per i prodotti impòrtati dal centro-sud Olio , vino , pesce, senza contare i vari tipi di ortaggi.
    Che paghino il pedaggio per usufruire dei porti sul mediterraneo, Che pagino per passare al di sotto di ferrara nell’adriatico… Cosi avranno il loro federalismo e la loro nazione di cervelloni ….. Ciao
    il Cuoco

  2. Alfonso non gridarlo troppo forte che quelli ci credono. la padania diventa il paese più ricco del’ Europa, poi si sono cazzi, per Calabria, Campagna, Sicilia. Cosa fanno poi mettono un muro per non far entrare la povera gente. Fra le altre, la padania rischia pure, di essere di sinistra, se ci entra l’ Emilia Romagna. Non dare troppi consigli Alfonso. buone ferie a tutti.

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