“Dobbiamo impedire che questo cervello funzioni” … Ricominciamo dai luoghi dell’immaginario

unità

Per bocca del pubblico ministero fascista, Mussolini aveva detto di Gramsci: Dobbiamo impedire che questo cervello funzioni per i prossimi 20 anni”: la pena inflitta fu 20 anni, 4 mesi e 5 giorni. Nonostante le dure condizioni del carcere, peggiorate dalla fragilità della salute, Gramsci avrà la forza di approfondire molte questioni teoriche e storiche di grande importanza.

Avanti. – E con ciò, avanti sulla strada della saggezza, di buon passo e con fiducia! Comunque tu sia, servi a te stesso come fonte di esperienza! Sbarazzati del malcontento del tuo essere, perdonati il tuo io, giacchè in ogni caso hai in te una scala dai cento gradini, sulla quale puoi salire verso la conoscenza. L’epoca in cui con rincerscimento ti senti precipitato, ti chiama beato per questa fortuna; ti grida che sarai ancora partecipe di esperienze alle quali gli uomini di epoche più tarde dovranno forse rinunciare. Non disprezzare di essere stato ancora religioso; valuta appieno quale genuino acccesso tu abbia ancora avuto all’arte. Forte appunto di queste esperienze, non puoi tu percorrere con maggior consapevolezza enormi tratti del cammino dell’umanità passata? Non sono forse cresciuti proprio su quel terreno che tanto ti spiace, sul terreno del pensiero impuro, molti dei frutti più splendidi della vecchia cultura? Non si può diventar saggi, se non abbiamo amato arte e religione come madre e nutrice. Ma si deve guardar al di là di esse, sapersene svezzare; se si rimane in loro balìa, non le si può comprendere. Così pure ti debbono essere familiari la storia e il cauto gioco con i piatti della bilancia: “da una parte – dall’altra”. Torna indietro, calando le orme sulle quali l’umanità fece il suo grande, doloroso cammino nel deserto del passato: così apprenderai nel modo più sicuro in quale direzione l’umanità futura non dovrà o non potrà più andare. E mentre con tutte le tue forze vorrai spiare in anticipo in quale nodo il futuro sarà ancora annodato, la tua vita acquisterà valore di strumento e mezzo per la conoscenza. E’ in mano tua far sì che tutto quel che hai vissuto: tentativi, vie false, errori, illusioni, passione, amore e speranza, si dissolvano nel suo fine senza resti. Questo fine è di diventare tu stesso una necessaria catena di anelli della cultura, e di concludere da questa necessità alla necessità del cammino della cultura universale. Quando il tuo sguardo sarà divenuto forte abbastanza da vedere il fondo dell’oscuro pozzo del tuo essere e delle tue conoscenze, allora forse, nel suo specchio, per te saranno visibili anche le lontane costellazioni delle culture di domani. Credi che una vita simile, con uno scopo simile, sia troppo faticosa e priva di vantaggi? Allora non hai ancora imparato che non esiste miele più dolce della conoscenza, e che le nubi minacciose della desolazione dovranno esser per te la mammella da cui mungere latte per il tuo ristoro. Solo quando sarà sopraggiunta la vecchiaia capirai veramente come tu abbia scoltato la voce della natura, di quella natura che per mezzo del piacere domina il mondo: la stessa vita che ha il suo culmine nella vecchiaia, ha il suo culmine anche nella saggezza, in quel mite splendore solare di una costante letizia dello spirito: l’una e l’altra, vecchiaia e saggezza, tu le incontri su un solo versante della vita: così ha voluto la natura. Allora è tempo, nè c’è motivo di adontarsene, che si avvicini la nebbia della morte. Verso la luce – il tuo ultimo movimento; un giubilo della conoscenza – il tuo ultimo grido.  (Nietzsche – Umano, Troppo Umano I)

Dedico questo post non solo al padre fondatore Antonio Gramsci, ma anche ai politici e giornalisti che via via nel tempo si sono succeduti. Come riflessione.

Le classi dominanti hanno sempre ricompensato i grandi rivoluzionari, durante la loro vita, con implacabili persecuzioni; la loro dottrina è sempre stata accolta con il più selvaggio furore, con l’odio più accanito e con le più impudenti campagne di menzogne e diffamazioni. Ma dopo morti, si cerca di trasformarli in icone inoffensive, di canonizzarli per così dire, di cingere di una certa aureola di gloria il loro nome, a “consolazione” e a mistificazione delle classi oppresse. Si svuota di contenuto il loro pensiero rivoluzionario, se ne smussa la punta, lo si svilisce. La borghesia e gli opportunisti in seno al movimento operaio si accordano oggi per sottoporre il marxismo a un tale trattamento“.

V.I.Lenin, Stato e Rivoluzione, 1917

URGE CONVOCAZIONE STATI GENERALI DELLA COMUNICAZIONE

3 Risposte to ““Dobbiamo impedire che questo cervello funzioni” … Ricominciamo dai luoghi dell’immaginario”

  1. Dopo aver letto un altro bel post, in questa giornata nella quale alcuni come te si sono distinti per lucidità e preparazione politica, mi chiedo perchè io debba ancora leggere di idioti che nulla hanno imparato dalla Storia e sono nuovamente pronti a dividersi in mille parti per rendere ancor più facile la strada alla sopraffazione del potere, perchè? Un post come il tuo, dove la passione per i propri ideali fa spazio alla ragione della contingente minaccia alla democrazia, non può che darmi beneficio.

  2. Hai ragione Russo.
    Perchè, dici? perchè non siamo capaci di guardare al di là del proprio naso e del proprio orticello, ecco perchè. E la Storia va avanti, ci disintegra…
    Siamo convnti che si debba seguire ogni evento e collocarlo nell’insieme degli eventi, non si ha più la capacità di leggere la storia e di capire quali siano invece gli avvenimenti di VITALE importanza. E questo avviene anche e soprattutto tra i blogger, nel mondo virtuale.
    Per fortuna l’arte e la cultura ancora non sono contaminate del tutto da questo virus demenziale.
    Riporto i nomi dei primi firmatari dell’appello lanciato da Repubblica dai giuristi in difesa della libertà di stampa.

    A mobilitarsi subito è stato il mondo della cultura e dello spettacolo. Fra le adesioni, anche quelle di Nicola Piovani, Alessandro Baricco, Oliviero Toscani, Nanni Moretti, Claudio Abbado, Salvatore Accardo, Umberto Eco. “Qualcuno deve intervenire a difesa della libertà di stampa – osserva Eco – vuol dire che la società e con essa gran parte della stampa, è già malata. Nelle democrazie ‘robuste’ non c’è bisogno di difendere la libertà di stampa, perché a nessuno viene in mente di limitarla”. E il professor Massimo L. Salvadori, che aderisce “nella convinzione che l’attacco condotto da Berlusconi e dai suoi uomini alla Repubblica e alla libertà di stampa costituisca un capitolo di una linea politica complessiva che tende a svuotare e svilire le istituzioni democratiche del nostro paese”.

    Non solo il mondo della cultura e dello spettacolo, ma accademici, giornalisti, professionisti. Firmano Ulrich Beck, il sociologo tedesco fra i massimi esperti mondiali della globalizzazione, docente a Monaco e alla London School of Economics. E Bernard Guetta, editorialista de L’Express e France Inter, e Edwy Plenel, ex vicedirettore di Le Monde e presidente del sito Mediapart e Jean Daniel, giornalista, scrittore, già direttore de Le Nouvel Observateur. Gli architetti Renzo Piano e Gae Aulenti. Giorgio Ruffolo, Sandra Bonsanti, presidente di Libertà e Giustizia, e don Luigi Ciotti, presidente di Libera. Il consigliere di amministrazione della Rai, Nino Rizzo Nervo. Arriva anche un messaggio di solidarietà dell’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani d’Italia, e del presidente dell’Unione dei giovani avvocati Gaetano Romano. All’appello ha aderito anche l’Arci nazionale.

    Dal mondo della cultura e dello spettacolo sono arrivate le firme di solidarietà, fra le altre, di Dario Fo e Franca Rame, Andrea Camilleri, Roberto Saviano, Vincenzo Consolo, Bernardo Bertolucci, Luis Sepulveda, Paolo Giordano, del critico cinematografico del Corriere della Sera Maurizio Porro, del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, di Daniele Silvestri, Elio e le Storie tese, Beppe Fiorello, Samuele Bersani. Ed altre se ne aggiungono. Roberto Benigni e Nicoletta Braschi, Mario Monicelli, Paolo Villaggio, Andrea Occhipinti, Liliana Cavani, Francesca Archibugi, Stefania Sandrelli, Isabella Ferrari, Laura Morante, Paola Cortellesi, il regista Todd Solondz. Gli editori Alessandro e Giuseppe Laterza, l’attrice Lella Costa, le scrittrici Sandra Petrignani e Clara Sereni, Tullio Pericoli, Stefano Disegni e Massimo Caviglia, il velista Giovanni Soldini.

    E ancora, Jovanotti, Corrado Guzzanti, Paolo Hendel, Shel Shapiro, Arnoldo Foà, Giuseppe Piccioni, Riccardo Milani, Silvio Soldini, Andrea Vianello, Giovanni Floris, Corrado Augias, Maurizio Mannoni, Paolo Ruffini, Ludina Barzini, Fiorella Mannoia, Sergio Staino, Pippo Baudo, Niccolò Ammanniti, Claudio Bisio e Sandra Bonzi, Mariangela Melato, Antonio Albanese, Salvatore Settis, Caterina Murino, Filippo Timi, Asia Argento, Enzo D’Alò, Arnoldo Foà. Ci sono anche Adriano Celentano e sua moglie Claudia Mori. Un tema, quello della libertà di stampa, caro al cantante: nel 2005, durante una delle puntate del suo show Rockpolitik su RaiUno, mostrò la classifica – redatta dall’istituto di ricerca americano Freedom House – del livello di “Freedom of the Press”, la libertà di stampa presente nei paesi del mondo (l’Italia compariva allora al 77esimo posto).

    Tra gli altri firmatari – oltre ai già citati Fo, Camilleri, Bertolucci – anche Gino Strada, Luigi Spaventa, Franca Rame, Carlo Verdone, Elda Ferri, Victoria Cabello, Fabrizio Gifuni, Francesca Comencini, Gabriele Salvatores, Giulio Scarpati, Pierfrancesco Favino, Ascanio Celestini, i produttori cinematografici Angelo Barbagallo e Domenico Procacci, Marco Risi, Davide Ferrario, Sandro Veronesi, Carlo Lucarelli, Antonio Scurati, Erri De Luca, Giuseppe Montesano, Enrico Deaglio, Francesco Rosi, Carla Fracci e Beppe Menegatti, Ornella Vanoni, Miranda Martino, Angela Finocchiaro, Michele Placido e Renato De Maria. E dall’estero arriva l’adesione di Helen Mirren, premio Oscar per l’interpretazione della Regina Elisabetta in The Queen.

    E ancora, Guido Rossi, Carlo Ginzburg, Rosario Villari, Tullio Gregory, Corrado Stajano, Giovanni De Luna, Miguel Gotor, Sandro Petraglia, Stefano Rulli, Ottavia Piccolo, Licia Maglietta, Carlo Freccero, Enrico Bertolino, Dori Ghezzi, Monica Guerritore, Ferzan Ozpetek, Milva, Marco Bellocchio, Teresa De Sio, Maurizio Nichetti, David Riondino, Franco Battiato, Saverio Costanzo, Carlo Degli Esposti, Massimo Ghini, Ettore Scola, Furio Colombo, Giacomo Marramao, Stefania Sandrelli, Giovanni Soldati, Valerio Mastandrea, Alessandro Gassman, Stefano Accorsi, Paolo Sorrentino, Maurizio Crozza.

    Aderisce anche un gruppo di psicoterapeuti, psicologi e medici: Jorg Burmeister (presidente International Association Group Psycho Therapy and Gropu processes), Maurizio Gasseau (presidente Associazione mediterranea di psicodramma), Silvia Amati Sas (presidente European Association for Transcultural Group Analysis), Fabrio Farinella (presidente Associazione di psicoterapia di gruppo), Giovanna Bosco (presidente onorario e responsabile della Scuola di formazione Espéira), Marco Bernabei (presidente del Gruppo di intervento dispersione scolastica), Tiziana Piovesana (presidente Apragi Psicodramma), Cesare Freddi (direttore didattico Area G Scuola di psicoterapia), Velia Bianchi Ranci e Giovanna Cantarella (vicepresidente e segretario scientifico della European Association for Tanscultural Group Analysis).

  3. Ciao Maria, rientro ora dalla Cuba libera e Rivoluzionaria e mi ritrovo un paese sempre più reazionario e fascista. Che schifo!!!!!!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: