L’ autodistruzione

I mesi passano ma la situazione non cambia. Anzi, se possibile, si aggrava.

Le cose chiave sono due:

1) La politica si sta imbarbarendo. Chi pensava che dopo i grandi rumori dell’estate  sarebbe arrivato un autunno più meditativo, si sbagliava di grosso. Oramai la politica italiana (insieme a tutto il sistema dei media) sembra aver preso una deriva da cui non c’è via d’uscita. Alla fine, qualcuno dovrà gettare la spugna e scendere dal ring. Ma fino a quel momento saranno botte da orbi. Su questo fronte, insomma, purtroppo c’è da attendersi poco di buono. I dialoghi sono interrotti e parlano le spade e le pistole. E, da quel poco che si capisce, invece di andare verso una sorta di risanamento collettivo, sia andrà piuttosto verso il suo contrario. La politica, cioè, sembra avviata a imbarbarirsi ancora di più, in una sorta di spirale senza fine.

2) Il secondo aspetto inquietante riguarda la politica economica. Abbiamo attraversato tutta la crisi senza una politica economica e probabilmente andremo avanti così. Un po’ perchè Tremonti non ci crede (non cerde che si possa fare qualcosa per migliorare l’economia), e un po’ perchè non ci sono i soldi e non c’è il coraggio.

Il Sud crolla sotto le piogge e si sfascia, ma la politica italiana manda Bertolaso con il suo carro attrezzi e poi va avanti a fare le sue sciocchezze. E sembra anche che prima di Natale partiranno addirittura i lavori per il famigerato Ponte sullo Stretto di Messina, l’opera probabilmente più inutile di tutte.

Perchè la politica italiana, già paurosamente priva di soldi, abbia deciso di infilarsi in progetti costosissimi e di puro spreco nessuno lo sa.

Forse il desiderio di autodistruzione.

7 Risposte to “L’ autodistruzione”

  1. Io credo che sia per puro ODIO. Odio nei confonti dei processi democratici. Odio nei confronti del popolo e dei lavotaori. Odio verso quella figura antropologica creatasi nelle lotte popolari-studentesche-operaie altermondiste che sancivano la piena comparsa dell’individuo pensante e del cittadino capace, pur senza avere alcun titolo accademico, di pensare anche meglio di chi ce ne avesse. Odio e paura nei confronti di un capitalismo che genera solamene paurosissime crisi e che pare stia dando ragione alle tesi piu’ spaventose del marxismo. Odio verso il comunismo e l’amore per l’altro.

  2. Io credo che la politica in Italia possa fare molto poco riguardo alla crisi in quanto ormai gran parte delle decisioni economiche che ci riguardano vengono prese altrove e da altri, in particolare in sede europea.
    In realtà i politici italiani possono fare veramente poco, qualsiasi decisione verrà riconsiderata in sede europea e a quello bisognerà uniformarsi (vedi sentenza crocifisso: al di là del giusto o dello sbagliato). In pratica questi non comandano niente, sono inutili, e assistiamo dunque al triste spettacolo di una classe politica che per legittimare se stessa si azzuffa tanto per far vedere che esiste, in un clima da GF che pare tanto piaccia agli italiani.
    I progetti costosissimi poi sono gli unici che garantiscono grossi introiti per le aziende concorrenti, tutte bene o male imparentate con qualcuno in alto, indipendentemente dal fatto che vadano in porto o meno: un appalto aggiudicato, anche se non eseguito perchè bocciato in seguito per vari motivi come già successo per il ponte sullo stretto anni fa, porta comunque all’ incasso di milionate di euro in penali pagate da tutti noi.
    Questa è l’Italia di oggi, uno stato svuotato di autonomia. La cosa buffa è che non ci se ne sta rendendo conto e continuiamo a prendercela con chi sta a Roma: potremmo smetterla, sono solo dei passacarte insignificanti.

  3. I politici italiani possono fare e anche molto se vogliono. Manca la volontà politica, oltre che il coraggio, e permettimi, il buon senso.
    l’esempio che fai della comunità europea non è del tutto veritiero (lasciando da parte la questione crocifisso).
    Il prolema che sta a monte è il degrado culturale che imperversa nel paese, voluto giust’appunto dai nostri politici e non dalla comunità europea.

  4. Io nn credo che un singolo stato possa fare poco per a politica e l’economia. Credo nel potere della volontà. Credo nel potere della cultura. Credo nel potere dei principii. Il fatto che il sistema bancario itaiano si sia guardato bene dal non entrare troppo in quel labirinto dela finanza creativa e distruttiva puo’ essere un esempio di come un singolo stato possa eludere i meccanismi della distruzione vouti e piombati dall’alto. Cioe’ da Wal street. Naturalmente chi nn capisce un cazzo di politica e i luogo comune imperante, cerca sempre di dare le responsabiità, tagliare gli stipendi dei politici, quando in Italia ci si dovrebbe skierare contro a classe degli imprenditori evasori e dei manager truffatori. I fatto che questa gente evada fino a 20% del PIL e che faccia crescere il nostro paese e i nostri servizi (scuola ericerca compresi) solo dello 0.5% all’anno è davvero sintomatico di un Paese che nn ha coscienza dei problemi!

  5. Ci ficcano nel cervelo che gl’imprenditori siano quasi dei filantropi. Gente che lavora e che distribuisce reddito: nulla di piu’ falso, in un Paese come il nostro! Ti faccio un esempio. Poniamo il caso di un impresa nel settore dei trasporti. Una impresa che abbia 100 autisti! Okkei, questi cento sono sicuramente stipendiati dall’impresa. Ma solo perchè ‘impresa nn puo’ farne a meno e nn per spirito filantropico di una economia costriuita intorno all’uomo! Qual’è lo strumento davvero essenziale affinche una tale impresa possa funzionare? Le strade, i porti, qli qereoporti!!! Ora, chi paga tutto ciò in Italia? Ma il lavoro dipendente, è chiaro!! Le imprese e-va-do-no!!! Sono loro le prime a non contribuire per la costruzione dell’oggetto primo strumentale al loro commecio!!! Quindi: non pagano le infrastrutture, ma le paghiamo noi! Ci guadagnano sopra, sukkiando il sangue alle tasse pagate dal lavoro dipendente!! E in piuì’ pagano -poco – solo perchè costrette affarlo! Perchè, se i robot potessero guidare navi e treni e bus, sai cosa se ne strafotterebbero di dare lavoro???

  6. Ergo, la classe imprenditoriale (italiana soprattutto) è solo un’accolita di SUKKIASANGUE! Nessuna aspirazione alla cultura liberale dimmerda!! E’ solo una triviale manifestazione di basse aspirazioni al furto e alla sporcizia!!

  7. Non capisco certe volte quali sono i punti che impaurisco,che preoccupano,quando si parla di pistole spade…ossia i punti precisi.
    Quando sento parlare,chi penso ne sappia piu di me,di derive apocalittiche o politiche contro i poveri,i piu deboli…non si parla mai di fatti precisi.
    Insomma va bene essere contrari al governo o al contrario essere contro l’opposizione,ma sembra che ogniuno gridi piu forte solo per accaparrare voti o consensi.
    Mi sembra che la ricerca della verita’ come la considerava Pasolini anche qui sia lontana anni luce.
    Sono ultimamente amareggiato dai politici e dai cittadini che si occupano di politica,tutti li’ a difendere il proprio orto, ad apettare che il nemico cada in disgrazia per poi prendere il potere e fare cio’ che si vuole….
    Siate piu precisi quando accusate,anche perche le cose quando vanno male,lo vedono tutti.
    Enzo Foglietta

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