27 E 28 NOVEMBRE: DUE GIORNATE DI PROTESTA CONTRO SOVRAFFOLLAMENTO E 41 BIS

Contro l’inerzia del governo in materia di sovraffollamento carcerario e contro l’inasprimento del 41 bis, la Giunta indice due giornate di protesta: astensione dalle udienze il 27 novembre e poi tutti a Napoli il 28 novembre per la Giornata per la legalità della pena: manifestazione pubblica, incontro – dibattito e concerto finale.

Giornata per la legalità della pena: 28 novembre 2009

La manifestazione inizierà la mattina alle ore 10,00 in piazza dei Martiri con l’iniziativa “Detenuto per un minuto”, nel corso della quale verrà distribuito materiale informativo sulle attuali condizioni di vita all’interno del carcere; proseguirà poi alle ore 15,00 con l’incontro-dibattito al teatro Politeama e terminerà con il “concerto per la legalità della pena”. A breve forniremo tutti i dettagli dell’iniziativa.
Sono stati invitati ad intervenire Donato CAPECE (Segretario SAPPE), Pietro BUFFACANTONE (Direttore Casa Circondariale di Roma Rebibbia – ANDAP), Luca PALAMARA (Presidente ANM), Franco IONTA (Capo del DAP), Emilio DI SOMMA (Vice Capo del DAP), Luigi MANCONI (Presidente di “A buon diritto”), Rita BERNARDINI (Commissione Giustizia, Radicali Italiani), Patrizio GONNELLA (Presidente Antigone), Leo BENEDUCI (Segretario OSAPP), Roberto SANTINI (Segretario SINAPPE), Pompeo MANNONE (Segretario CISL-FNS), Francesco QUINTI (Responsabile Nazionale FP-CGIL), Giuseppe MORETTI (Segretario Generale FNPP-UGL), Eugenio SARNOFAVERO (Direttore Ristretti Orizzonti).

Sono stati peraltro invitati a prendere parte alla manifestazione tutti i componenti delle Commissioni Giustizia della Camera e del Senato e i principali esponenti delle varie forze politiche. (Direttore Casa Cirdondariale di Torino – ANDAP), Carmelo (Segretario Generale UILPA), Ornella


Delibera del 19 ottobre 2009


La Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane


viste

la mozione approvata dal Congresso Straordinario dell’UCPI il 4 ottobre 2009 all’esito della discussione svoltasi nell’ambito della Sezione di lavoro dedicata a “La questione carcere”;

la mozione approvata dal Congresso Straordinario dell’U.C.P.I. il 4 ottobre 2009 su proposta della Camera Penale “G. Bellavista” di Palermo e di altri firmatari;

ritenuto

come già espresso in sede congressuale, i contenuti di tali mozioni, che qui si richiamano, sono interamente da condividersi;


valutato


– l’intollerabilità dell’odierna situazione carceraria, denunciata da mesi da molte Camere Penali territoriali e dalla Giunta, anche di concerto con gli altri soggetti operanti in detta realtà, e censurata anche in una recente pronuncia della Corte Europea di Strasburgo, trova la sua origine in scelte di politica criminale, che, mosse da mere esigenze di propaganda, hanno sotto più aspetti inasprito il regime sanzionatorio e detentivo;
– a fronte di una situazione il cui carattere di emergenza è noto e reso viepiù evidente dai continui episodi di protesta e persino da condotte di autolesionismo, rifulge la completa assenza, salvo rare meritorie eccezioni, di adeguata proposta politica da parte del governo così come da parte delle forze politiche di opposizione;
– se infatti il c.d. piano per l’edilizia carceraria, al di là dei lunghissimi tempi previsti per la sua attuazione, non vale comunque di per sé a garantire la finalità ultima della pena rappresentata dalla piena rieducazione del condannato, non si intravede peraltro alcuna volontà di mettere mano alle necessarie modifiche normative atte a far fronte adeguatamente alla situazione di emergenza causata dal sovraffollamento;


valutato inoltre


– le istanze “securitarie”, origine prima dell’odierna drammaticità delle condizioni di vita nelle carceri, sono state recentemente utilizzate dal Parlamento anche al fine di inasprire ancor più il regime detentivo previsto dall’art. 41 bis dell’O.P., introducendo ulteriori profili di illegittimità costituzionale in un trattamento che già viola profondamente, sotto più aspetti, i diritti fondamentali della persona e l’uguaglianza dei cittadini;
– nel dispiegarsi della volontà di dimostrare una pretesa inflessibilità a fronte dei fenomeni criminali, il Parlamento si è ultimamente spinto persino ad introdurre norme che violano palesemente il diritto di difesa del detenuto in regime differenziato, limitando nel numero e nella durata i colloqui con il difensore, e che “criminalizzano” l’avvocato, gettando sulla sua figura l’ombra di condotte di connivenza od agevolazione che ne ledono irrimediabilmente la dignità istituzionale;
ribadisce
– l’inumanità delle condizioni di vita in cui versano attualmente i detenuti, unitamente ai dati ufficiali relativi ai fattori che favoriscono la condotta recidivante, impongono un completo ripensamento del sistema delle pene, sì da differenziare il trattamento del condannato in ragione della natura del fatto commesso e della specifica capacità a delinquere, individuando pene “altre” rispetto a quella detentiva e ben più di questa adeguate a garantire il ravvedimento del reo ed il suo reinserimento nel contesto civile;
– il regime detentivo differenziato previsto dall’art. 41 bis dell’O.P. viola palesemente i diritti fondamentali della persona ed introduce elementi di privazione dei bisogni più elementari dell’uomo che non trovano giustificazione nelle esigenze di sicurezza che esso astrattamente persegue, con ciò ponendosi in radicale conflitto con il principio di uguaglianza;
– il diritto di difesa, nella sua inviolabilità, non tollera discriminazione alcuna in ragione di una ritenuta maggiore pericolosità del soggetto detenuto né tantomeno può consentirsi, a cagione delle medesime istanze di prevenzione, la mortificazione dell’alto ruolo svolto dal difensore;


denuncia


alla pubblica opinione, unitamente alla drammaticità delle condizioni di vita in cui attualmente versano i detenuti italiani ed alle palesi violazioni dei diritti primari che essi a vario titolo subiscono, la completa inefficacia di una agire politico che, in luogo della asserita sicurezza dei cittadini, è destinato al contrario a produrre un’intensificazione del fenomeno criminale, in uno con la regressione del livello di civiltà dello Stato;


denuncia altresì


la completa assenza da parte della politica di proposte adeguate a far fronte con razionalità ad una situazione di sovraffollamento di tale allarme da aver raggiunto il livello più critico dal dopoguerra;


esprime


la più ferma protesta a fronte della introduzione di norme giuridiche che consacrano una intollerabile e mai sopita cultura del sospetto nei confronti di colui che è costituzionalmente preposto alla tutela dei diritti del cittadino sottoposto a procedimento o colpito da sanzione penale;


proclama


lo stato di agitazione dei penalisti italiani e l’astensione dalle udienze penali e dall’attività giudiziaria penale per il giorno 27 novembre 2009, astensione che sarà convocata e si svolgerà nel pieno rispetto delle norme di legge in materia e delle altre disposizioni sulle astensioni forensi (ivi compresi i termini previsti e le comunicazioni agli Uffici Giudiziari e alle altre autorità)


invita


tutte le Camere Penali territoriali a partecipare alla manifestazione pubblica per la legalità della pena che si terrà a Napoli il giorno 28 novembre 2009;


dispone


la trasmissione della presente delibera al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Giustizia, ai Presidenti della Camera e del Senato, ai Presidenti e componenti delle Commissioni Giustizia, ai responsabili di tutte le forze politiche.
Roma, 19 ottobre 2009

Una Risposta to “27 E 28 NOVEMBRE: DUE GIORNATE DI PROTESTA CONTRO SOVRAFFOLLAMENTO E 41 BIS”

  1. come si può far finta di nulla dopo tutti i suicidi che ci sono nelle carceri e il ministro alfano che non fa nulla per fermare queste tragedie invece di lasciare i detenuti chiusi ^24 0re su ^24 perchè non gli da la detensione domiciliare a chi deve scontare una pena di ^3 ^anni e farli lavorare cosi si possono recuperare e inserirsi nella societa

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