Ciao Maestro

Con un beffardo sorriso toscano starà guardando quanto accade in Italia, dopo la sua morte, elogiato dal mondo del cinema, che non sempre l’aveva riconosciuto in vita e guardato come pietra dello scandalo da certa parte moralista della popolazione, quella stessa che aveva messo alla berlina, in salsa agrodolce oppure amarissima, in molti suoi film. Mario Monicelli fluttua sopra tutto questo e si diverte durante l’ennesima prova dell’inconsistenza umana, sempre fuori luogo e sempre pretestuosa e, in fondo, improduttiva e superficiale.

Il rispetto per quella sua ultima volontà, questa esortazione di civiltà, al solito, è stata disattesa, proprio nel luogo più alto della nostra democrazia. “Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi”: questo il commiato dalla vita di Cesare Pavese, scritto sulla prima pagina di una copia dei Dialoghi con Leucò, trovata nella stanza d’albergo dove si tolse la vita sessant’anni fa. Ma, al solito, noi italiani di pettegolezzi e pregiudizi abbiamo intriso l’animo e riempito ogni singola cellula. La frase di Pavese ricorda molto l’ ultima lettera di Majakovskij, che incomincia così: “Se muoio, non incolpate nessuno. E, per favore, niente pettegolezzi”. Majakovskij continuava aggiungendo l’ augurio: “Voi che restate, siate felici”. Ma Monicelli, che è stata persona più pratica dei due scrittori e più di loro adusa a comprendere che l’uomo non impara, murato vivo negli errori dettati dal suo cinismo, non ha scritto nulla e ha deciso quel gesto che chiamiamo estremo e che, in quel momento, per lui, è stato unico e semplice.  Sempre Pavese ha scritto che: “La vita di ogni artista e di ogni uomo è come quella dei popoli un incessante sforzo per ridurre a chiarezza i suoi miti”. E completa chiarezza Mario Monicelli l’ha fatta con un gesto personale che non ha coinvolto nessuno e non intendeva insegnare proprio nulla a nessuno.

Se ne va lasciandoci in eridità circa 66 film e più di 80 sceneggiature, ma soprattutto ci lascia un pezzo di grande Storia del cinema.

Ciao Mario. Bellissimo, meraviglioso Maestro.

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