Archive for the Rifondazione Category

Saluti senza baci, per non infettarLa. Sciopero generale del 23 Ottobre.

Posted in Politica, Rifondazione, Società with tags , , , , , on ottobre 22, 2009 by Maria Rubini

Lettera Aperta al Ministro Brunetta

Ministro Brunetta,

il Suo collega di Governo, Ministro del Lavoro e della Salute, on. Sacconi, ha diramato una nota a tutte le Amministrazioni Pubbliche con l’indicazione rivolta ai dipendenti pubblici di rimanere a casa in caso di presenza di una sintomatologia riconducibile all’influenza H1N1, responsabile di una pandemia in corso.

Con la presente intendiamo informarLa che ci adegueremmo volentieri all’invito del Suo collega, ma purtroppo siamo impossibilitati. Infatti la Sua iniziativa di introdurre, attraverso la Legge 133/2008, una penalizzazione economica in caso di assenza per malattia, ci induce a recarci al lavoro quale che sia il nostro stato di salute. Non possiamo permetterci di ridurre ulteriormente i nostri salari, già decurtati dai tagli al salario accessorio, che a stento consentono ai lavoratori di arrivare alla fine del mese. Senza contare che il Suo Governo per il rinnovo dei contratti pubblici non ha stanziato che l’elemosina di 12 euro lordi mensili e che il DL di riforma della P.A. ci penalizzerà ulteriormente. Lei sicuramente capirà come, in questa situazione, non siamo nella condizione di aderire alla richiesta del Ministro Sacconi in quanto significherebbe togliere a noi e alle nostre famiglie ulteriori risorse economiche magari per un semplice raffreddore o un mal di gola, dal momento che si parla di sindromi simil-influenzali…

Cogliamo l’occasione per suggerirLe, qualora le Amministrazioni Pubbliche si rendessero disponibili ad ottemperare alla distribuzione di materiale finalizzato alla prevenzione del contagio, di approfittarne per fornire ai dipendenti pubblici anche quelle condizioni per lavorare dignitosamente che troppo spesso vengono a mancare.

È chiaro che, qualora decidesse di ritornare sui Suoi passi ed annullare la norma che penalizza la malattia, saremo lieti di accogliere l’indicazione del Ministro Sacconi e di rimanere a casa per curarci, evitando al contempo di trasformarci in untori della pandemia tra i nostri colleghi e tra gli utenti.

Saluti senza baci, per non infettarLa.

“Il rinnovo contrattuale dei Metalmeccanici sul piano economico non tiene conto della crisi, assume in pieno la riforma della contrattazione e sancisce la complicità fra padronato e sindacati collaborazionisti”, afferma Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale RdB.

“Lo sciopero generale del 23 ottobre indetto dal Patto di Base sarà una grande occasione anche per dimostrare la contrarietà a questo accordo. Per questo invitiamo i metalmeccanici a scendere in piazza e a partecipare alla manifestazione nazionale che si terrà a Roma – prosegue Leonardi – come pure a ragionare sulla permanenza all’interno della confederazione di Epifani. Una confederazione che sottoscrive contratti pessimi come quello degli Alimentaristi, auspica il proseguimento dell’esperienza del governo anti-operaio di Berlusconi, e che non baderà a scrupoli nel buttare a mare la lotta dei metalmeccanici per tornare a sedere nel salotto buono delle relazioni sindacali”.
Conclude Leonardi: “E’ indispensabile la costruzione di un soggetto sindacale conflittuale, alternativo, indipendente. A questo stiamo lavorando: è aperto a tutti quelli che ritengono inaccettabile la complicità fra padronato e movimento dei lavoratori”.

Il rinnovo contrattuale dei Metalmeccanici sul piano economico non tiene conto della crisi, assume in pieno la riforma della contrattazione e sancisce la complicità fra padronato e sindacati collaborazionisti.

–    110 euro mensili (5 Liv.) per il triennio 2010-2012: a 28 euro nel 2010; 40 euro nel 2011; 42 euro nel 2012.

–    15 euro mensili per chi non fa la contrattazione integrativa, dal gennaio 2011;

–    6 euro in più di contribuzione per il Fondo Cometa;

–    Istituito un fondo di sostegno al reddito, gestito dall’ente bilaterale (imprese-sindacati).

Lo sciopero generale del 23 ottobre indetto dal Patto di Base sarà una grande occasione anche per dimostrare la contrarietà a questo accordo.

Per questo invitiamo i metalmeccanici a scendere in piazza e a partecipare alla manifestazione nazionale che si terrà a Roma come pure a ragionare sulla permanenza all’interno della confederazione di Epifani.

Una confederazione che sottoscrive contratti pessimi come quello degli Alimentaristi, auspica il proseguimento dell’esperienza del governo anti-operaio di Berlusconi, e che non baderà a scrupoli nel buttare a mare la lotta dei metalmeccanici per tornare a sedere nel salotto buono delle relazioni sindacali.

E’ indispensabile la costruzione di un soggetto sindacale conflittuale, alternativo, indipendente. A questo stiamo lavorando: è aperto a tutti quelli che ritengono inaccettabile la complicità fra padronato e movimento dei lavoratori

ALLA CRISI ECONOMICA, CHE IL GOVERNO VUOLE FAR PAGARE AI LAVORATORI E AI SETTORI SOCIALI PIÙ DEBOLI, RISPONDIAMO CON LO SCIOPERO GENERALE DI TUTTE LE CATEGORIE.

CONTRO LA VALANGA DI LICENZIAMENTI, LE GABBIE SALARIALI E L’ATTACCO AL CONTRATTO NAZIONALE, CONTRO IL TENTATIVO IN CORSO DI RENDERE I LAVORATORI ANCORA PIÙ SUBORDINATI AI DESTINI DELLE AZIENDE.

SCIOPERO GENERALE

Venerdì 23 ottobre 2009 – INTERA GIORNATA

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA

CORTEO ORE 10.00 – DA PIAZZA DELLA REPUBBLICA A PIAZZA S. GIOVANNI

SALARIO – DIRITTI – DIGNITA’

PRENOTATE PER PARTECIPARE – TEL  051.389524 051.385932
Federazione Nazionale RdB CUB
Il PRC e il PDCI aderiscono allo sciopero.

Esci partito dalle tue stanze, torna amico dei ragazzi di strada

Posted in Politica, Rifondazione with tags , on ottobre 5, 2009 by Maria Rubini

Esci partito dalle tue stanze, torna amico dei ragazzi di strada.

Vladimir Majakovskij

Questa è l’introduzione al Documento (Primo) che io ho sostenuto al VII Congresso della Rifondazione Comunista. Un documento importante, a mio avviso conteneva in sintesi i punti imprescindibili per rilanciare Rifondazione Comunista. A distanza di un anno o poco più, il punto fondamentale non è stato sviluppato. Proprio quel passo che avrebbe reso possibile un cambiamento di rotta e di rottura con la vecchia gestione: La rivoluzionen delle pratiche. “«Innovazione» è prima di tutto superamento delle forme autoritarie, burocratiche ed escludenti – in senso proprio violente – che spesso rendono il nostro partito non accogliente, persino respingente in particolare per giovani e donne (lo dimostra l’elevatissimo turn over degli iscritti e delle iscritte), restringendo di fatto le decisioni a chiuse oligarchie, che si riconoscono autorità e si spartiscono incarichi e potere.” “È necessaria anche una innovazione nelle modalità della vita democratica, al fine di cercare soluzioni condivise alle divergenze e ai conflitti e di rompere la cristallizzazione delle posizioni statiche e precostituite. Il contributo del pensiero e della pratica politica del movimento femminista consente di alludere ad una forma partito non gerarchica, non oligarchica, non piramidale, nella quale il leaderismo e la conseguente formazione dei gruppi dirigenti per tramite di cooptazioni rispondenti a logiche di fedeltà sono definitivamente superati.”

E’ chiaro che sradicare una certa cultura e un certo modo di agire non è facile nè immediato, tuttavia qualcosa in tal senso si sarebbe potuto fare, o almeno iniziare a fare. Questo non è avvenuto. Ora, ci ritroviamo davanti al problema della Federazione Alternativa.  Il documento di Chianciano nel punto 5 stabilsce che “Il rilancio del partito è impossibile senza la cura del partito stesso.” “E’ necessario impedire ogni degenerazione del partito in senso leaderistico e plebiscitario ed ogni subordinazione del partito alle rappresentanze istituzionali e ai rapporti verticistici con altre forze politiche. La gestione unitaria del partito, nel rispetto di eventuali dialettiche interne agli organismi dirigenti a tutti i livelli, deve essere intesa come partecipazione ai processi decisionali e non come mero diritto di critica a decisioni assunte da maggioranze o, peggio ancora, da cerchie ristrette di dirigenti.”

Venendo meno questi punti, è difficile pensare possibile un vero e proprio rilancio del Partito all’interno della Federazione. Al contrario, se con Chianciano si è scongiurata la dissoluzione di Rifondazione nelle due Costituenti (quella dei Comunisti e quella della Sinistra Diffusa vendoliana), senza un’organizzazione adeguata il progetto della Rifondazione sarà disciolto in mille rivoli. A prevalere sarà inevitabilmente la logica elitaria. Quindi il problema non è tanto l’entrata in segreteria della mozione due e la gestione unitaria, che era auspicabile, quanto la difficoltà di poter gestire la presenza del Partito all’interno della Federazione nascente, viste le carenze strutturali e organizzative del Partito stesso.

Per questo condivido l’analisi del documento dell’area Falce e Martello, che riporto di seguito.

“La strada che vogliamo perseguire è invece quella del rafforzamento politico, programmatico e organizzativo del nostro partito, del suo rilancio nel vivo del conflitto sociale nel quale possa emergere un nuovo modello di militanza e di quadro dirigente all’altezza della sfida impostaci dalla profondità e dal carattere strutturale di questa crisi.”

Il nostro documento al Cpn del Prc del 12-13 settembre 2009

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DDL Alfano. Adesione di Rifondazione Comunista alla manifestazione contro il bavaglio all’informazione

Posted in Politica, Rifondazione with tags , , , , , , on luglio 14, 2009 by Maria Rubini

Aderisco con convizione all’appello lanciato per il 14 luglio dal sito Internet “Diritto alla Rete” e che propone di presentarsi “tutti imbavagliati, su You Tube e in piazza”, per la precisione a Roma, in piazza Navona, a partire dalle 19.

Una forma di protesta mediaticamente forte, concreta e giustissima contro il vero e proprio bavaglio che il Ddl Alfano vuole mettere all’informazione e alla Rete, bavaglio contro il quale giustamente scenderanno in piazza tutti i giornalisti italiani.

Il ddl Alfano, infatti, tra le varie storture che presenta ne annovera una davvero gravissima, la censura all’informazione, scritta, orale e della Rete. Ecco perchè bisogna protestare. Io lo farò insieme a tutto il mio partito, per difendere il diritto all’informazione che questo governo di destra vuole imbavagliare.

Paolo Ferrero

Il PRC aderisce allo sciopero dei trasporti indetto dai sindacati di base per protesta contro la strage di Viareggio e la mancanza di controlli per la sicurezza dei lavoratori e degli utenti

Posted in Politica, Rifondazione with tags , , , , on luglio 6, 2009 by Maria Rubini

Stop dei trasporti martedì 7 luglio per lo sciopero generale indetto dai sindacati del Patto di Base, Cub, Confederazione Cobas e SdL intercategoriale, contro la strage di Viareggio e la mancanza di controlli per la sicurezza dei lavoratori e degli utenti. «La tragedia di Viareggio, quelle del trasporto aereo degli ultimi mesi, i frequenti incidenti nel trasporto marittimo e in quello su strada e nel trasporto pubblico locale, dimostrano che anche in questo settore le liberalizzazioni e le privatizzazioni hanno prodotto un maggiore sfruttamento dei lavoratori e dei mezzi e che ciò sta producendo un aumento degli incidenti e delle morti sul lavoro. Tutto ciò accompagnato da una parte da maggiori profitti e dall’altra da un servizio sempre meno attento ai passeggeri», scrivono i sindacati di base in una nota, chiedendo «nuove regole, più stringenti e meno permeabili dagli interessi delle aziende e del profitto».


LE CATEGORIE – Queste le modalità dello sciopero:
Trasporto ferroviario: 4 ore, dalle 10 alle 14.
Trasporto pubblico locale e trasporto merci e logistica: 4 ore, nel rispetto delle fasce protette localmente definite che saranno comunicate singolarmente.
Trasporto aereo: 1 ora di sciopero, dalle 10 alle 11.
Trasporto marittimo: 1 ora di sciopero, all’inizio di ogni partenza. (Ansa)

Un voto alla lista comunista, l’unico che può superare il quorum

Posted in Politica, Rifondazione with tags , , , on giugno 5, 2009 by Maria Rubini

Bisogna votare la lista promossa da Rifondazione Comunista,Comunisti Italiani e Socialismo 2000 perché è dare il voto ad una forma di aggregazione sociale, politica e culturale che ha radicato e persegue nel portare avanti pratiche sociali di difesa del mondo del lavoro e in contrapposizione ed in rivolta rispetto al mondo storico del sopruso e della prevaricazione. Perché ha rivendicato e rivendica la verità della differenza incancellabile tra chi fece la resistenza come partigiano e chi vi si contrappose come repubblichino.

E perché mette al primo posto non soltanto il lavoro ma la condizione oggettiva dei lavoratori.
Infine perché è l’unica formazione che ha dimostrato di avere l’occhio abbastanza lungo per vedere e cercare di interpretare, ed in alcuni casi organizzare, il nuovo che emerge, spesso in modo contradditorio, all’interno di questa nostra società. E perché infine è anche giustamente laica nei confronti di tutte le forze, di tutte le aggregazioni, di tutte le associazioni da quelle storicamente determinate ai fautori del libero pensiero. E perché, infine di tutte le infini, ha chiaro che qualsiasi essere umano che attraversa il mare per arrivare in questo paese è innanzitutto e soprattutto, è immediatamente un cittadino italiano.
Nel nome di questi valori questo simbolo crediamo che possa essere l’unico in grado di raggiungere quel quorum del quattro per cento che un sistema elettorale mentecatto impone per poter far parte della “cosìddetta democrazia”.
Appello di Ivan Della Mea

Oggi ore 12 presidio di Rifondazione in p. Montecitorio per chiedere a Berlusconi di dimettersi

Posted in Politica, Rifondazione with tags , , , , , on maggio 21, 2009 by Maria Rubini

Dopo la sentenza sul caso Mills, Berlusconi ha un’unica strada davanti a sé, quella delle dimissioni perché ritenuto corruttore dai giudici di Milano, non ha più l’autorità morale per fare il presidente del Consiglio. Per quanto riguarda il lodo Alfano, che oggi protegge Berlusconi da qualsiasi processo, deciderà il referendum popolare per il quale sono state raccolte, anche grazie all’opera di Rifondazione comunista, oltre un milione di firme. Ma al di là dello scudo offerto dal lodo Alfano al premier, è Berlusconi stesso che e deve lasciare l’incarico istituzionale perché manca dei requisiti morali.
Rifondazione comunista partirà, sin da oggi, con una raccolta di fi
rme popolare affinché Berlusconi si dimetta organizzerà oggi un presidio in piazza Montecitorio, a partire dalle ore 12, per chiedere a Berlusconi una sola cosa: dimettersi.

La condanna dell’avvocato inglese Mills a 4 anni e 6 mesi per corruzione, dicono i giudici milanesi è dovuta al suo aver agito “da falso testimone “per consentire a Berlusconi e alla Fininvest l’impunità dalle accuse. Si tratta di accuse gravissime. Berlusconi si deve dimettere da presidente del Consiglio perché è davvero indegno che possa rappresentare il nostro Paese come massima carica dell’esecutivo un politico che corrompe i giudici per il proprio tornaconto personale. Berlusconi si dimetta, rinunciando quindi allo scudo del lodo Alfano che garantisce l’immunità dai processi per le più alte cariche dello Stato, e si faccia processare da un tribunale come un normale cittadino, dimostrando in tribunale la propria innocenza.

Razzismo a liste unificate (di Alberto Burgio)

Posted in Politica, Rifondazione with tags , , , , , on maggio 16, 2009 by Maria Rubini

Anche un riformista, quando occorre, dev’essere duro, spiega il segretario del Pd imbufalito contro la Lega che respinge alla frontiera i «clandestini» e chiede autobus separati per gli extracomunitari. «Tornano le leggi razziali!» (che sarebbe ora di chiamare «razziste», visto che le razze non esistono). Franceschini ha ragione. Non si è mai abbastanza netti contro una vergogna che rischia di riportarci nell’Alabama degli anni Cinquanta e delle battaglie anti-apartheid di Lee Rose Parks. Apprezziamo la sua reazione, condividiamo la sua collera.

Tutto bene, dunque. Anzi, tutto male.

Beninteso, nel merito nulla da eccepire. Lo sdegno per l’«orrendo» razzismo leghista è anche nostro. Ma come può il segretario democratico inscenare questa commedia mentre i suoi, in giro per l’Italia, fanno tutt’altro? Franceschini si muove sulla scena politica nazionale, sotto i riflettori del circo mediatico. Confida che i fatti della periferia rimangano nell’ombra: la sinistra (si fa per dire) finge di ignorare quel che fa la destra (in senso proprio). Ma poi le notizie circolano. E non sono affatto esaltanti.

Non alludiamo alle gesta dei sindaci e degli assessori-sceriffi targati Pd che perseguitano i «clandestini» con uno zelo degno di Tosi e Gentilini. E che – sia ben chiaro – hanno dato il loro bravo contributo alla deriva razzista che ci travolge. Oggi c’è, se possibile, di peggio. C’è che il Pd stringe alleanze organiche con la Lega di Borghezio e Maroni per le amministrative, presenta candidati sindaci con liste unitarie, disegna simboli elettorali nei quali l’elegante silouhette di Alberto da Giussano si accompagna, brando sguainato, all’irenica icona del ramoscello d’ulivo di prodiana memoria.

È quanto accade a Recoaro, ridente località termale del vicentino, dove Lega e Pd si battono, fianco a fianco, per fare di Franco Perlotto il primo cittadino. Proprio così. Gli alfieri della Costituzione alleati dei rondisti pagani. Incredibile, ma vero. E alquanto imbarazzante.

In verità, ai leghisti la cosa va benissimo. A Recoaro contavano poco o nulla. In questi dieci anni sono stati ai margini della vita politica, e questo accordo potrebbe rimetterli in gioco. Sono euforici, dopo lo «storico» respingimento in Libia degli ultimi invasori. Hanno celebrato, proprio a Vicenza, i gloriosi Stati generali del Nord. E ora scrivono senza remore che Perlotto è il candidato giusto per «portare il cambiamento che tutti stiamo aspettando». Sappiamo qual è. Se ne fidano – del Perlotto – perché lo sanno capace di «valorizzare la cultura etnica», di «rendere coeso lo spirito di appartenenza», di esaltare «la peculiarità della vita in contrada». Rilanciando il formaggio recoarese e gli «gnochi con la fioreta».

No, l’imbarazzo corre tra le file democratiche, che vacillano e recalcitrano. Il coordinatore del circolo Pd di Recoaro ammette: l’unità di intenti con la Lega «può sembrare strana». Quindi chiarisce: per il «bene di Recoaro», questo e altro: bando a «divisioni, beghe, interessi di bottega!». Peccato che la questione stia proprio lì. In politica non ci si divide soltanto per biechi motivi personali, ma proprio per le diverse concezioni del bene comune. Perlotto minaccia di occuparsi anche degli scuolabus per le elementari di Rovegliana. Brivido. In che consisterà, al riguardo, il «bene di Recoaro»? Per riorganizzare il servizio Perlotto si consulterà con l’onorevole Salvini (quello degli «autobus per i negri»)? O chiederà all’onorevole Cota (quello delle «classi speciali per gli extracomunitari»)?

Bene o non bene comune, Franceschini farebbe bene a spiegare come sia possibile tutto questo e che cosa ne pensino lui e il suo partito. Farebbe bene a dirlo anche l’onorevole Fiano, che attende impaziente la presa di posizione di Capezzone e Cicchitto sui deliri del Salvini: dica lui, piuttosto, come valuta le scelte dei suoi in quel di Recoaro.

Dopodiché, c’è l’ultima perla. Insieme per il Perlotto non corrono solo democratici e leghisti, ma anche i socialisti di Nencini, quelli di Sinistra&libertà. Qui la nostra sorpresa diventa costernazione. Ma come, un pezzo della sinistra a braccetto coi razzisti? I socialisti di Bobo Craxi e De Michelis insieme ai seguaci del senatùr? Lo sa il compagno Vendola? E non ha nulla da dire?

L’anno scorso battibeccavamo sull’identità. Bei tempi, oggi lontani. Oggi, ci sono le elezioni, mica storie. Per un consigliere in più non si guarda a queste fisime, figuriamoci per un sindaco. Così vanno le cose in questa Italia berlusconizzata sino alle midolla. Lo sappiamo, ma tutto questo ci sembra vagamente osceno. E ci conferma nel convincimento che l’identità conta, è una cosa terribilmente seria. Per chi ce l’ha e anche per chi, purtroppo, l’ha persa da tempo.