Archivio per America Latina

Battaglia d’Idee. Lo studio del Marxismo visto dal Che

Posted in America Latina, Comunismo with tags , , , on novembre 19, 2009 by Maria Rubini

La situazione attuale che vive (o sopravvive?) l’Umanità, costretta tra la crisi economica globale provocata dagli Stati Uniti, il problema ambientale ed il cambio climatico, le epidemie e le malattie che sfidano i passi avanti della scienza e le guerre d’aggressione in pieno sviluppo, ha generato un’atmosfera di crisi, di decrescita e confusione, che si sta inclinando in forma graduale ma sostenuta, per milioni di persone nel mondo, alla ricerca di grandi filosofi che possano aiutare ad intendere e a cercare un’uscita da questo pericoloso intreccio.

Le informazioni che giungono dal mondo editoriale menzionano l’auge delle vendite d’opere filosofiche che, sino a poco tempo fa, non sembravano suscitare molto interesse ed oggi, sorprendentemente, si avvicinano ad alcuni classici e alla lista dei tanto richiesti romanzi, detti best-seller.

Karl Marx occupa un posto importante tra i pensatori più reclamati per questi studi, investigazioni, analisti o semplici lettori che cercano risposte – non ricette – ai più grandi problemi del XXI secolo e non possono tralasciare come riferimento indispensabile l’opera del “Prometeo di Treviri”, assieme al suo inseparabile e generoso compagno Federico Engels.

Marx fu, senza dubbio, la punta più alta del pensiero europeo del XIX secolo.

Nelle sue idee filosofiche e la sua teoria economica  percorse gli oscuri, già da allora, e impervi sentieri del capitalismo e mostrò che la necessità non era solo interpretare il mondo esistente, ma trasformarlo dalle fondamenta, lasciandoci il legato delle idee essenziali.

Pensavo a tutto questo mentre rileggevo la lettera che Ernesto Che Guevara m’inviò in un data tanto lontana come il 4 dicembre del 1965, dalla Tanzania, dov’era giunto dopo la campagna in Congo e dove trascorse quello che chiamò “questo lungo periodo di vacanza”.

Per quella tappa, il Che si auto-preparò un piano di studi che seguì con il rigore  che lo caratterizzava e che, come scrisse nella lettera “può essere studiato e migliorato molto, per costruire la base d’una vera scuola di pensiero.” Aggiungeva: “Abbiamo già fatto molto, ma un giorno dovremo anche pensare.”

Sapendo che io ero appena entrato a fare parte della segreteria nell’organizzazione del Partito,  espose così “alcune ideuzze sulla cultura della nostra avanguardia e del nostro popolo in generale, e per questo ho messo il naso nella filosofia, cosa che pensavo di fare da molto tempo”.

La cultura ed il talento enormi del Che gli permisero di giungere all’ elaborazione di un piano – il mio piano, scrisse– strutturato in otto capitoli o temi e nella sua lettera li dettagliava.

Erano: i classici filosofici; i grandi dialettici e materialisti; i filosofi moderni; i classici dell’economia ed i precursori; Marx e il pensiero marxista; la costruzione socialista; eterodossi e capitalisti, e un ultimo capitolo che chiamò “Polemiche”,  lo caratterizzò come “ il più polemico, ma il pensiero marxista avanzò così”.

Nel punto più caldo della costruzione socialista, il Che suggeriva d’includere “ libri che trattano problemi concreti non solo degli attuali governanti, ma anche del passato, facendo controlli seri sull’apporto dei filosofi, e soprattutto degli economisti e statisti”.

L’importanza del compito gli era ben chiara e la rifletteva in questa frase commovente: “È un lavoro gigantesco, ma Cuba lo merita, e credo che lo si possa tentare”.

La ben meritata fama del Guerrigliero Eroico quale impetuoso uomo d’azione non ha mai nascosto la profondità del suo pensiero ed i suoi contributi senza precedenti al complesso reticolato delle idee rivoluzionarie, nell’affanno di realizzare su questa base, soluzioni e passi avanti.

Per questo fu un infaticabile studioso e creatore anche nelle più difficili circostanze e sostenitore del concetto leninista che non c’è rivoluzione senza la teoria della rivoluzione.

Cuba e il mondo sono cambiati da quando fu scritta questa lettera, ma i suoi propositi fondamentali non sono variati nella necessità di cercare risposte certe ed opportune, oggi più che mai, per coloro che lottano per la trasformazione della vecchia società di sfruttamento e per far sì che dal suo seno sorga una nuova società, capace di conciliare la giustizia sociale ed il benessere materiale, con la morale di un Uomo Nuovo.

Per tutto questo il Che studiava il marxismo, e non per un semplice desiderio d’accumulare conoscenze accademiche.

Era convinto che, come aveva detto Lenin, la dottrina di Marx era molto poderosa, perchè è vera, ma che è necessario studiarla seriamente e profondamente per realizzare con successo la sua applicazione concreta alle necessità concrete.

Penso che per questo che sia opportuno fare riferimento a questa lettera ed al suo contenuto che esprime una visione del Che sull’insegnamento del marxismo – che ci trasmette con la sua abituale acutezza e sapienza – che è una sfida ancora da vincere.

Armando Hart Dávalos

Viaggi clandestini a Cuba per cure mediche

Posted in America Latina, Politica with tags , , , on ottobre 24, 2009 by Maria Rubini

I pazienti che cercano di sottoporsi a trattamenti che non sono disponibili nel vostro paese, vengono regolarmente all’ Isola attraverso paesi terzi.

L’Avana. Medici cubani hanno rivelato che i pazienti americani affollano l’ Isola clandestinamente per essere trattati per vari disturbi o per ottenere un secondo parere medico, nonostante l’embargo economico che è stato sottoposto al paese dei Caraibi per mezzo secolo.

“I pazienti cercano di sottoporsi a trattamenti che non sono disponibili nel vostro paese, con molte difficoltà”, ha detto il direttore dell’Istituto di Ematologia e Immunologia, Cuba, José Manuel Ballester Sabato.

Secondo il vice direttore di ricerca dell’Istituto di Oncologia e Radiobiologia, Lazaro Anasagasti, citato da Cubadebate, i pazienti americani spesso arrivano a Cuba attraverso paesi terzi.

Il loro obiettivo, ha detto, è quello di ottenere un secondo parere medico o di sottoporsi a trattamento con farmaci cubani che non sono venduti negli Stati Uniti a causa del blocco. Questi farmaci contengono un anti-cancro della pelle per pazienti che non hanno altre opzioni terapeutiche, con possibilità di arrivare fino al 50 per cento di guarigione totale. E per la preparazione anche un altro anticorpo che ha provocato un miglioramento della qualità della vita dei pazienti affetti da cancro al polmone.

Come Washington vieta ai suoi cittadini di recarsi a Cuba come regola generale, con rischio se lo fanno senza un permesso speciale, così Ballester Anasagasti ha rifiutato di fornire i dati sul numero di pazienti degli Stati Uniti trattati  a Cuba.

Cuba stima che il blocco che il presidente Barack Obama ha detto che non sarà revocato per il momento, ha finora causato la perdita di oltre 96 miliardi di dollari o 236 miliardi calcolati a prezzi correnti per la moneta americana.

La relazione di Cubadebate è stata pubblicata in un momento in cui Cuba ha intensificato la sua campagna sulle conseguenze del blocco di Washington del comitato scientifico e dei settori della salute dell ‘isola e di settori quali l’agricoltura, l’economia, il commercio, la cultura e lo sport.

La campagna per gli effetti negativi delle sanzioni degli Stati Uniti avviene prima del 28 ottobre in cui l’Assemblea generale delle Nazioni Unite si riunirà per la votazione di un progetto di risoluzione su Cuba per chiedere il ritiro di tali misure.

da La Jornada

Sit-in contro il golpe in Honduras

Posted in America Latina, Politica with tags , , , on ottobre 12, 2009 by Maria Rubini

IL 13 OTTOBRE TUTTI E TUTTE SOTTO L’AMBASCIATA DELL’ HONDURAS CONTRO IL GOLPE MILITARE-FASCISTA

Sono trascorsi oltre tre mesi dal golpe in Honduras finanziato e realizzato dalla cricca oligarchica del paese che detiene la totalità della ricchezza e del potere politico e militare.

Da quel 28 giugno, giorno in cui ha preso avvio il golpe e la successiva dittatura militare-fascista, si contano a decine le vittime, a centinaia gli arresti e le torture tra la popolazione civile che ogni giorno porta nelle piazze il suo coraggioso NO AL GOLPE.
La giunta golpista per tutta risposta ha sospeso ogni garanzia costituzionale e instaurato lo stato d’assedio attraverso il Decreto Esecutivo PCM-M-016-2009 del 26 settembre scorso, misura condannata duramente anche dalla Corte Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) in quanto “violatoria del diritto internazionale”.
Questo decreto permette di fatto alla polizia e all’esercito di entrare nelle case e arrestare chiunque sia sospettato di opporsi alla dittatura, avalla la chiusura di giornali e radio e ogni voce che critichi il regime golpista.
In questi tre mesi, le forze democratiche e popolari del paese, hanno costruito una resistenza che si esprime con manifestazioni di massa pacifiche pagando un costo di decine di morti e centinaia di arresti.
Il popolo e la resistenza honduregna lottano incessantemente in ogni momento, ma la fine della dittatura golpista sarà più vicina con la solidarietà internazionale.

Portiamo pertanto la protesta sotto le ambasciate dell’Honduras; chiediamo ai governi europei e a quello degli Stati Uniti di rompere definitivamente le relazioni diplomatiche e commerciali con la giunta golpista.

Tutti e tutte martedì 13 ottobre ore 17,30 sotto l’ambasciata dell’Honduras in Via Giambattista Vico n.40

Contro il fascismo sempre! No al golpe ! No pasaran!

Fonte: Annalisa Melandri

Cambiamenti climatici: crescente divisione

Posted in Politica with tags , , , , , on ottobre 10, 2009 by Maria Rubini

Venerdì si è chiusa la sessione della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici di Bangkok.  All’inizio dell’anno abbiamo pensato che questa sarebbe stata l’ultima riunione prima di Copenaghen, ma nel mese di giugno se ne è aggiunta un altra a Barcellona (primi di novembre) e ci sono probabilità di farne un’altra  tra Barcellona e Copenaghen.

Ma lo sanno tutti qui a Bangkok che il problema non è la mancanza di tempo, ma la mancanza di volontà politica. I delegati si passano ore e giorni insieme a preparare progetti per ciascuno degli argomenti in discussione. Ma come si possono realizzare progetti, o anche aggiungere testi “tra parentesi” (vale a dire in discussione), se non ci sono accordi politici sulle questioni chiave. Di conseguenza, non vi è progresso, ma solo progressi nel chiarire il testo, nella lingua, nella formulazione di opzioni diverse, ma nessun accordo sulle varie opzioni.

Ci sono dozzine di grandi temi su cui vi sono profonde differenze. Ma ci sono tre che sono forse i più importanti in quanto determinano il resto. Uno è la percentuale di riduzione delle emissioni che si terrà nei paesi sviluppati. L’altra è la quantità di risorse che metteranno a disposizione i paesi in via di sviluppo per finanziare piani di adeguamento e lo sviluppo. Il terzo è il quadro giuridico del contratto da raggiungere e la sua relazione al Protocollo di Kyoto e la Convenzione.

Mercato e le risorse

Gli Stati Uniti non hanno presentato alcun obiettivo di riduzione come altri paesi sviluppati (con lodevoli eccezioni come la Norvegia) e hanno impedito di mantenere così ulteriori impegni dei pochi che hanno fatto finora. Realizzare ampi tagli delle emissioni inquinanti dei paesi è fondamentale per prevenire i cambiamenti climatici.

Ma, in aggiunta, il livello degli impegni di riduzione delle emissioni ha un impatto diretto su un altro dei grandi temi di questi negoziati: il ruolo del mercato del carbonio nel mitigare i cambiamenti climatici. Ovviamente la dimensione delle riduzioni da parte dei paesi sviluppati impegnati dipende dalle dimensioni del mercato potenziale di carbonio. Più è basso più basso è l’eventuale ammontare dei certificati di impegni che i paesi industrializzati potrebbero mettere a disposizione del mercato. Dipende da questo, tutta una serie di definizioni: in che modo le nuove regole del Clean Development Mechanism: le attività, progetti settoriali, misure di mitigazione nei paesi in via di sviluppo, e così via.

D’altra parte vi è una forte pressione da parte dei paesi industrializzati per la maggior parte nel trasferimento di risorse verso i paesi del Sud fatto attraverso i meccanismi di mercato, mentre la maggior parte dei paesi in via di sviluppo preferiscono limitare queste meccanismi ed estendere il trasferimento di fondi direttamente a finanziare le esigenze di adattamento e mitigazione.  Alcuni singoli paesi come il Venezuela e la Bolivia a titolo definitivo negano qualsiasi forma di diffusione sul mercato.

G77 + Cina, nonostante le sue molte differenze interne, ha una posizione consolidata di ferro e che, se non vi è alcun impegno chiaro e ingombrante da parte dei paesi industrializzati per quanto riguarda le risorse e il trasferimento tecnologico (come previsto dalla Convenzione) non farà nessun accordo a Copenaghen. E questo non è stato un progresdso qui a Bangkok.

Crescente divisione

Gli USA sono venuti a questo incontro con una forte posizione in merito alla necessità per i paesi in via di sviluppo di rispettare gli impegni a ridurre le emissioni.  Questa non è una novità. Uno dei motivi per cui gli Stati Uniti non hanno ratificato il Protocollo di Kyoto. Tuttavia ci sono state alcune aspettative di un cambiamento, o almeno una moderazione di questa posizione con la nuova amministrazione Obama.  Questa illusione sembra aver finalmente rotto a Bangkok. La domanda agli Stati Uniti che sono venuti in Thailandia era quella di porre fine alla divisione tra paesi sviluppati e in via di sviluppo nell’ambito della convenzione e del protocollo di Kyoto e di metterle tutte in un unico sistema di compromessi, ma con diversi tipi di obbligazioni. Nel corso della riunione è emerso chiaramente che questo non solo lo scopo degli Stati Uniti, ma anche quello dell’Unione europea e dei paesi industrializzati in generale.  Ovviamente, tale posizione è stata fortemente avversata da paesi in via di sviluppo riuniti nel G 77 + Cina.

Il divario tra i paesi industrializzati e paesi in via di sviluppo sembra essersi approfondito a Bangkok. Durante questa settimana il G77 ha voluto fare una dichiarazione che denuncia il tentativo di spazzare i paesi industrializzati del Protocollo di Kyoto e la Convenzione con queste nuove proposte. Tuttavia, questo sarebbe stato bloccato dalla opposizione da 8 paesi dell’America Latina: Colombia, Costa Rica, Cile, Repubblica Dominicana, Guatemala, Panama, Perù e Uruguay.

Un treno di carburante

Poiché non vi è stato alcun progresso sui grandi temi politici e le differenze sembrano aumentare, i progressi nel consolidamento e la riscrittura dei testi sono completamente inutili.  Mancato il raggiungimento di un accordo di alto livello sulle questioni fondamentali, aggiungere per gli incontri più ore di lavoro nei gruppi di “contatto” al vertice di Copenaghen del prossimo dicembre è inutile perchè appare destinato a fallire. Un osservatore qui a Bangkok illustra così ciò che viene vissuto nella capitale thailandese, “i delegati sono in procinto disalire a  bordo di un treno a discutere il colore dei sedili e di quale materiale sono fatti, ma non hanno verificato quanto carburante c’è nel treno al fine di garantire la partenza “.

Fonte: Gerardo Honty, analista su energia e cambiamenti climatici CLAES (Latin American Center Ecologia Sociale).  Osservatore in occasione della riunione della convenzione sui cambiamenti climatici di Bangkok.

Miami: capitale mondiale dei terroristi

Posted in America Latina, Politica with tags , , , on ottobre 9, 2009 by Maria Rubini

“Se qualcuno sostiene un terrorista, oppure offre rifugio a un terrorista, questo qualcuno sarà colpevole tanto quanto i terroristi”. G. Bush (Milano, 30 aprile 2007)

Miami, la città del sud degli Stati Uniti, continua ad essere, senza alcun dubbio, la capitale mondiale dei terroristi a cui si offre rifugio e finanziamento, oltre a permettergli di circolare liberamente per le sue strade e perfino esporre quadri in gallerie di pittura.

Il terrorista più ricercato in tutto l’emisfero occidentale, Luis Posada Carriles, che è diventato un apocrifo pittore questa settimana, inaugurerà una mostra delle sue “opere” nello stesso centro di Miami da dove, da oltre 50 anni, si pianificano e organizzano aggressioni armate, attentati con bombe e crimini contro il popolo cubano e altri di altre nazioni latino-americane.

I “quadri” di Posada Carriles – autore reo confesso dell’esplosione in volo di un aereo civile cubano, nel 1976, che assassinò 73 persone – sono esposti da giovedì 8, appena due giorni dopo la commemorazione di un altro anniversario

La macabra idea degli organizzatori di questa mostra evidenzia che Miami non ha cessato di essere la città preferita, per eccellenza, da coloro che hanno commesso crimini contro l’umanità, e si prendono gioco non solo della giustizia degli Stati Uniti, ma anche delle leggi internazionali. di quell’orrendo crimine messo in scena al largo delle coste delle Barbados.

Di Posada Carriles non c’é dubbio alcuno che è stato, oltre che un terrorista, un “illustre” membro dell’intelligence USA (CIA), dalla decade degli anni sessanta del secolo scorso.

Precisamente, documenti divulgati, poche ore fa, da parte dell’organizzazione degli Archivi della Sicurezza Nazionale (NSA), citati da agenzie di stampa, confermano, ancora una volta, che questo assassino spiò per la CIA, e collaborò strettamente con il “preminente” estremista mafioso Jorge Mas Canosa, ora deceduto, nella sua guerra contro Cuba.

Sia la stessa CIA, come il Federal Bureau of Investigation (FBI) hanno individuato il criminale come l’ideatore del sabotaggio contro l’aereo della Cubana alle Barbados, in base agli stessi documenti.

Nella storia criminale di Posada Carriles   non vi é solo l’organizzazione di attentati contro Cuba e contro la vita dell’ex presidente Fidel Castro Ruz, ma anche azioni violente e l’uso della tortura in diversi paesi dell’America Latina, come Venezuela, Nicaragua, Honduras e El Salvador, tra gli altri.

Miami, tuttavia, fa finta di ignorare tutto questo e oggi permette a Posada Carriles esibire i suoi “quadri” a conferma che questa città della Florida si impegna per garantire le “libertà” ai terroristi e ai fuggiaschi dalla giustizia internazionale .

Patricio Montesinos

Anniversario della morte del Che. Cuba: 34 cosette che forse non sai e che dovresti sapere

Posted in America Latina, Politica with tags , , on ottobre 8, 2009 by Maria Rubini

Vivimos en la mentira del silencio. Las peores mentiras son las que
niegan la existencia de lo que no se quiere que se conozca. Eso lo
hacen quienes tienen el monopolio de la palabra. Y el combatir ese
monopolio es central.”

Emir Sader

Nelle nostre società, poiché è quello che ci mostrano i cosiddetti media di comunicazione imperialisti.

Per arrivare a quel giorno è trascorso più di un secolo di lotte e combattimenti che hanno forgiato la Costituzione di un paese Libero, Indipendente e Sovrano. Una rivoluzione concepita come il processo di costruzione sociale e nazionale del popolo, realizzata dagli uomini e dalle donne e per gli uomini e per le donne.

In questi 50 anni di Rivoluzione, Cuba ha dovuto sopportare qualsiasi genere di aggressioni (militari, terroriste, batteriologiche, mediatiche…) da parte dell’Impero, perché si è ribellata contro questi, conquistando la propria seconda indipendenza; perché è riuscita a mantenerla, nonostante l’enorme sacrificio della sua popolazione; e perché è un “cattivo esempio” per gli altri popoli neo colonizzati e dipendenti dall’Impero, che potrebbero optare per liberarsi di esso.

Contro Cuba esiste una campagna mediatica di disinformazione strategica attraverso tutti i grandi media di comunicazione di massa che sono al servizio dell’impero, e in questo modo a noi arrivano solo determinati avvenimenti che accadono nell’isola caraibica, precisamente quelli che, molte volte presentati in maniera decontestualizzata, possono farci pensare che quello che vive il popolo cubano è una dittatura criminale e sanguinaria, che opprime i suoi abitanti e non difesa i diritti umani. Questa è la visione che oggi predomina nelle nostre società, poiché è quello che ci mostrano i cosiddetti media di comunicazione imperialisti.

Andiamo a vedere una serie di questioni che forse molti non conoscono e che mostrano una visione più realistica e completa di quello che è Cuba e la sua Rivoluzione.

Sapevi che:

1) il popolo cubano sopporta un blocco economico, commerciale e finanziario dal 1961 come misura di guerra per essersi liberato dall’imperialismo yankee che castiga ogni impresa che commercia con Cuba e che detto embargo non è legittimato dalle Nazioni Unite? Nell’ottobre di quest’anno 185 paesi dei 192 che compongono le Nazioni Unite hanno votato a favore della fine del suddetto blocco. I danni causati all’economia cubana a causa dell’embargo economico nordamericano sono stati stimati in più di 53 miliardi di euro, tra il 1961 ed 2008. Quindi chi è che pratica una politica genocida verso il popolo cubano, se non gli USA?

2) il popolo cubano celebra le elezioni ogni 5 anni negli ambiti municipali, provinciali e statale e che le stesse non sono su base partitica, nemmeno il Partito Comunista può partecipare, ma esiste una libera concorrenza tra i candidati alle elezioni, che sono proposti dalle assemblee popolari di ogni ambito, sullo stile della democrazia assembleare della Rivoluzione Francese dei primi anni? Si critica Cuba per non permettere il pluripartitismo politico – a Cuba ogni cubano è un partito! – ma oggi sappiamo che il pluripartitismo in un contesto capitalista dove tutto è merce non garantisce per il solo fatto di esistere che ci sia anche la democrazia, cioè, il governo del popolo per il popolo, ma solo una partitocrazia al servizio dei più ricchi, con un forte bipartitismo che si alterna al governo, secondo la tendenza ideologica (più liberale o più conservatrice) dei più ricchi;

3) che il popolo cubano ha approvato una costituzione democratica di carattere socialista nel 1976, con il voto favorevole del 97% dell’elettorato, che riconosce e garantisce i diritti fondamentali stabiliti nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ed è una delle più avanzate al mondo? Si critica Cuba per la sua ipotizzata mancanza di democrazia, ma come altri paesi, si è dotata di una Costituzione che regola il suo sistema politico-istituzione, sottoposto a referendum popolare, motivo per il quale non la si può qualificare di dittatoriale per il semplice fatto di essere socialista;

4) Cuba occupa il 50° posto per l’elevato sviluppo umano (su un totale di 177 paesi studiati), cioè quelle società che migliorano le condizioni di vita dei suoi cittadini attraverso l’incremento dei beni per coprire le proprie necessità basiche e della creazione di un contesto nel quale si rispettano i diritti umani, secondo il rapporto 2006 del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo?

5) Cuba è l’unico paese al mondo che rispetta i criteri minimi per la sostenibilità ecologica secondo il rapporto del 2006 presentato a Pechino dall’Associazione svizzera ADENA – Fondo Mondiale per la Natura?

6) Cuba è, secondo l’UNICEF, l’unico paese dell’America Latina che ha sradicato la denutrizione infantile, anche durante il duro “periodo especial” degli anni ‘90, e vanta la più alta speranza di vita del cosiddetto terzo mondo (78 anni) associato al tasso di mortalità infantile più basso dell’America Latina e dei Caraibi (4,7 per ogni mille nati vivi), più basso persino degli USA?

7) Cuba, con le proprie scarse risorse, è uno dei paesi che ha il maggiore peso nella cooperazione con i paesi del cosiddetto Terzo Mondo sviluppando programmi come “Barrio Adentro” in Venezuela, che si è dotato in ogni quartiere di un centro di salute, e “Operación Milagro” che è servito negli ultimi 4 anni per ridare la vista ad un milione e mezzo di persone di più di 20 nazionalità, gratuita, con l’appoggio del Venezuela?

8 ) Cuba ha sradicato l’analfabetismo nel 1961, solo due anni dopo l’affermazione della Rivoluzione e che attualmente, attraverso il programma di alfabetizzazione per adulti “Yo sí puedo”, ha consentito in appena due anni di liberare paesi come il Venezuela, il Nicaragua e la Bolivia dall’analfabetismo? O che dal 1961 a Cuba, attraverso il suo programma di borse di studio si sono addottorati più di 47.000 giovani provenienti da 126 paesi in più di 33 specialità universitarie e tecniche? O che dal 1961 Cuba ha cooperato con 154 paesi del mondo apportando 270mila cooperanti, e che nella attualità cooperano all’estero più di 41mila professionisti cubani in 97 paesi, di questi circa 31mila sono del settore sanitario? Cuba è il paese delmondo che apporta più medici per la campagna delle Nazioni Unite contro l’AIDS, con più di 3mila medici, sommando quelli messi a disposizione tra USA e UE non arrivano a mille, secondo la ONU sarebbe praticamente impossibile senza i medici cubani inviati per coprire l’emergenza terremoto in Pakistan del 2005 non si sarebbe potuta salvare la vita di 1.500 persone e curato altre centinaia di migliaia? Cuba mantiene più medici nel mondo che quelli che apporta la stessa OMS (Organizzazione Mondiale della Salute)?

9) Cuba ha condannato l’attentato terrorista del 11 settembre 2001 e invece cinque cubani, permangono nelle carceri degli USA dal 1997 per essersi infiltrati nelle organizzazioni terroriste di Miami e per aver allertato il governo degli USA circa i piani di più di 170 attentati contro l’isola, accusati di spionaggio, dopo un processo pilotato, condannandoli persino ad alte pene di prigione, tra queste, a 2 ergastoli alla stessa persona e torturandoli in un sotterraneo conosciuto come “El Hueco”?

10) il popolo cubano ha inviato centinaia di migliaia di volontari a combattere contro il colonialismo in diversi paesi del mondo, appoggiando tutti i movimenti di liberazione nazionale di questi paesi, principalmente in Africa, in Algeria, Congo ed Angola, ed in Latinomerica, come Bolivia e Nicaragua?

11) che nella battaglia di Cuito Cuanavale in Angola, 1987, grazie alle truppe cubane, si sconfisse l’esercito del Sudafrica, sostenuto dagli Usa e da Israele, e si conquistò l’indipendenza totale dell’Angola, Namibia e Zimbabwe, così come si dette un golpe mortale al regime razzista del Sudafrica, cosa che permise il suo sgretolamento pochi anni dopo e la conseguente liberazione di Nelson Mandela?

12) nel 1984 Cuba e gli USA firmano un accordo secondo il quale gli USA si impegnano a concedere 200mila visti all’anno per i cubano che desiderano viaggiare verso questo paese e che mai ha dato più di mille visti annuali, forzando in questo modo il processo di emigrazione clandestina facendo rischiare la vita in alto mare; emigrazione che è premiata dagli USA con la Ley de Adjuste che concede la nazionalità nordamericana a chi viaggia illegalmente, sempre che dichiari si essere vittima di persecuzione politica da parte del governo cubano?

13) gli USA vietano ai propri cittadini di viaggiare verso Cuba con pene che vanno fino ai dieci anni di prigione?

14) mentre a Cuba si mantengono aperti gli uffici nei vari media di comunicazione stranieri, sia europei, sia nordamericani (tra questi, la CNN) gli USA, invece, non autorizzano che i giornalisti cubani lavorino lì?

15) Cuba è stato il primo paese a sollecitare la soppressione del debito estero ai paesi del cosiddetto Terzo Mondo?

16) Cuba ha uno dei migliori sistemi sanitari ed educativi del mondo, di carattere pubblico, gratuito ed universale, riconosciuto dalle Nazioni Unite, del quale si beneficiano anche i cittadini nordamericani con scarse risorse economiche, che vanno a Cuba sia per essere trattati medicalmente, che per studiare, poiché non possono pagare negli USA i prezzi della sanità e della educazione, in mano delle imprese private?

17) Cuba è una potenza nelle biotecnologie e che molti dei suoi marchi farmacologici sono impiegati per curare numerose malattie nel mondo, a prezzi bassi, tra questi, il farmaco che cura la ulcera del ‘pié diabético’?

18) mentre Cuba è tacciata da parte dell’Impero di violare i diritti umani per aver condannato alla prigione 75 cubani che cospiravano con il governo degli USA per rovesciare il regime socialista dell’isola nell’anno 2003, invece, in 50 anni di Rivoluzione non si sono mai commessi sull’isola delitti che la stessa Amnesty International segnala invece che questi accadono in paesi come quelli dell’Unione Europea (lo Stato Spagnolo, per esempio) e negli USA; delitti come l’assassinio politico, la tortura, le sparizioni, il sequestro, il traffico di esseri umani ed una lunga sequela di delitti, tacendo sui carceri-limbo come quelli di Guantanamo, o i voli segreti degli aerei nordamericani che portano persone sequestrate autorizzati da differenti governi, tra questi, quello spagnolo, o le esecuzioni extragiudiziarie commesse con i GAL sempre in Spagna sotto il governo di Felipe González? Per il quinto anno consecutivo, Cuba forma parte del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, con l’appoggio principalmente dei paesi del cosiddetto Terzo Mondo mentre gli USA ne sono rimasti fuori?

19) a Cuba gli anziani nei suoi centri di lavoro realizzano lavori di tipo sociale nei barrios e nelle comunità

vicinali, gli si assegna un ruolo attivo nella società e non esistono anziani che vivono soli?

20) a Cuba ogni anno tutta la popolazione riceve un programma di simulazione per gli uragani, chiamato “Meteoro”, cosa che ha reso possibile il numero bassissimo di vittime, meno di dieci in dieci anni, mentre in altri paesi della zona dei Caraibi, incluso gli USA, muoiono migliaia di persone, come nel caso dell’Uragano Katrina?

21) a Cuba esistono 65 scuole d’arte, si stampano 80 milioni di libri l’anno e si girano 5/6 film annualmente, e che esistono 11.000 installazioni sportive gratuite, essendo una potenza mondiale nello sport, con 24 medaglie a Pechino e 27 ad Atene?

22) Cuba è, insieme al Venezuela, la pioniera di un sistema di integrazione socioeconomica latinoamericana di carattere solidale, chiamato ALBA, al quale si sono aggiunti altri paesi come Nicaragua, Bolivia, Repubblica Dominicana, l’Honduras – motivo che ha poi portato al colpo di stato – ed andrà ad aggiungersi l’Ecuador, cosa che ha fermato l’accordo neoliberale promosso dagli USA che tanta miseria ha portato ai popoli latinoamericani?

23) Cuba è l’unico paese d’America che concede alle donne in gravidanza un anno di permesso per gravidanza a salario intero senza pericolo di perdere il proprio posto di lavoro? Alla fine di quest’anno se il bambino necessita cura particolari, al padre spetta la licenza di paternità se lo stabiliscono i due genitori e se il salario della donna è maggiore?

24) a Cuba tutti i cittadini hanno il diritto di essere accuditi senza alcun costo anche per problemi complessi: cuore, emodialisi, HIV, AIDS?

25) Cuba sovvenziona tutti i servizi basici di acqua, luce, gas, telefono, paniere di base, trasporto pubblico?

26) Cuba è l’unico paese che conta con un medico di famiglia che è a disposizione di chiunque in quattro isolati a qualsiasi ora e che vanta il record di salute di ogni abitante di quell’aera?

27) a Cuba si interviene chirurgicamente su malattie che sistemi sanitari come quello italiano, ad esempio, nemmeno prendono in considerazione, come la retinite pigmentosa? Centinaia di italiani sono stati operati a Cuba di questa malattia perché in Italia non viene considerata tra le malattie operabili;

28) le madri di bambini con problemi sono contrattate con un salario per dedicarsi alla loro cura?

29) nel personale scientifico del paese ci sono più donne che uomini?

30) anche tra i professionisti sono più numerose le donne che gli uomini?

31) anche nella quantità di personale tecnico sono più numerose le donne che gli uomini?

32) tutti questi benefici sono a pari condizioni per tutti gli abitanti senza distinzione di sesso, di età, religione, etnia, di orientamento politico ed attività sociale?

33) causa del blocco economico USA contro Cuba, è stato vietato all’isola caraibica di allacciarsi alla rete internet ad alta velocità e che per garantire la connessione il governo deve ricorrere a costosissimi satelliti? Che grazie alla collaborazione con il Venezuela si sta montando un cavo sottomarino che consentirà a Cuba finalmente una connessione più economica, veloce e diffusa?

34) la rivoluzione combatte il fenomeno del maschilismo e i pregiudizi contro l’omosessualità a tal punto che le operazioni per il cambiamento del sesso sono riconosciute ufficialmente e gratuite come tutti gli altri interventi sanitari?

Pubblicazione del Circolo Bolivariano “Josè carlos Mariategui” di Napoli

La costituzione illegittima

Posted in America Latina, Politica with tags , , , on settembre 30, 2009 by Maria Rubini

La disputa dialettica sulla legittimità dell’espusione del presidente Zelaya in Honduras non è chiusa. Mesi fa abbiamo esposto il nostro punto di vista, secondo cui non vi è stata alcuna violazione della Costituzione da parte del Presidente Zelaya nel richiamare un sondaggio non vincolante su una assemblea costituente. Ma in fondo questa discussione è inutile perchè si nasconde un altro problema alla radice: la resistenza di una classe e di una mentalità che hanno plasmato la terra della repubblica delle banane, nella disperata ricerca di individuare quali potessero essere eventuali cambiamenti,  imponendo la repressione al popolo e ai media che si dimostrassero negativi.

L’argomento principale del colpo di stato in Honduras è che la Costituzione del 1982 non consente la modificha dell’ artt. 239 e 374 e prevede la rimozione dalla carica coloro che la promuovono. La partecipazione dei cittadini Act del 2006, che promuove le consultazioni popolari, non è mai stato accusato di incostituzionalità. Per contro, la partecipazione popolare è un requisito della Costituzione stessa (articolo 45). Tutto ciò rivela lo spirito scolastico dei suoi autori, temperato con un linguaggio umanistico.

Nessuna regola o legge può essere al di sopra della costituzione di un paese. Tuttavia, nessuna costituzione moderna è stata rivelata da Dio, ma da esseri umani a scopo di lucro. Cioè, nessuna costituzione può essere al di sopra del diritto naturale,  della libertà del popolo di modificarla.
Una Costituzione che stabilisce la propria immutabilità è confusa e precaria, confonde l’ origine umana con l’origine divina e tenta di instaurare la dittatura di una generazione su tutte le generazioni a venire.
L’ortodissia religiosa voleva evitare i cambiamenti nel Corano e nella Bibbia contando il numero di parole. Non è possibile modificare un testo sacro, il testo viene salvato per interpretare i nuovi valori. Ciò è dimostrato dalla proliferazione delle sette e delle nuove religioni e ismi derivanti dal testo stesso.
Ma il divieto della modifica di un testo sacro, è meglio giustificato, dal momento che nessun uomo può modificare la parola di Dio.
Queste affermazioni di eternità e di perfezione, non erano rare nelle costituzioni latino-americane nel XIX secolo che hanno tentato di inventare repubbliche, piuttosto che inventare le loro repubbliche e costituzioni a misura del loro popolo e secondo il corso della storia. Se negli Stati Uniti è ancora in vigore la Costituzione del 1787 ciò è dovuto alla sua flessibilità e a molti suoi emendamenti. In caso contrario, in questo Paese oggi sarebbe alla presidenza un uomo per tre-quarti umano (un semi-Dio). Come se non bastasse, l’articolo V della famosa Costituzione vieta qualsiasi modifica dello status costituzionale agli schiavi.
Il risultato di una costituzione come quella dell’ Honduras non è altro che la sua morte, con spargimento di sangue, prima o poi.
Coloro che sostengono di difenderla, devono farlo con la forza delle armi e con la logica stretta di una serie di norme che violano uno dei più fondamentali e naturali diritti inalienabili.
Per secoli, i filosofi che scrivevano di utopie immaginate e che ora si chiamano democrazia, dello Stato e dei diritti umani, hanno detto esplicitamente: nessuna legge è al di sopra di questi diritti naturali.

E se fosse destinato, la disobbedienza è giustificata. La violenza non viene dalla disobbedienza, ma dalla violazione un diritto fondamentale.
Tutto il resto è politica. La negoziazione è la concessione che rendono i deboli. Un premio del caso, inevitabile, ma a lungo termine sempre insufficiente.
Una democrazia matura implica una cultura e un sistema istituzionale volto a prevenire le violazioni delle norme. Ma allo stesso tempo, e per la stessa ragione, la democrazia è definita da consentire e facilitare gli inevitabili cambiamenti che vengono con una nuova generazione, con una maggiore coscienza storica di una società.

Una Costituzione che impedisce il diritto inalienabile alla libertà (per cambiare) e l’uguaglianza (di decidere) non è legittima. E la carta, è un contratto fraudolento che si impone da una generazione a un’altra, a nome di un popolo che non esiste più.

– Jorge Majfud, PhD, Lincoln University, School of Humanities, Department of Foreign Languages and Literatures. www.majfud.50megs.comhttp://escritos.us –